Premio Strega verso la cinquina, da La Repubblica

Premio Strega al via “Ma metà candidati non erano all’altezza”

di RAFFAELLA DE SANTIS

Scelti i dodici concorrenti: ci sono Missiroli, Terranova e Scurati

Il primo passo è una strigliata garbata ma inequivocabile ai giurati dello Strega. Imprevista è arrivata ieri per bocca di Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, durante la conferenza in cui si annunciavano i dodici finalisti: «Molti dei 57 libri proposti non erano adeguati al premio». Et voilà, chi ha orecchie per intendere intenda. A proporre i romanzi da far scendere nell’arena sono gli Amici della Domenica, un massiccio plotone di 400 giurati tra i quali ci sono scrittori, giornalisti, editori, personalità del bel mondo della cultura italiana. Il pubblico presente ascolta, la frase sembra inizialmente scivolare via. La sala è affollata di agenti letterari, editori, uffici stampa e persone comuni richiamate all’Auditorium Parco della Musica dal festival Libri Come. I dodici apostoli, gli scrittori-messaggeri della Bibbia laica dello Strega, vengono annunciati. Tutto come previsto: Einaudi ha in campo due candidati, Marco Missiroli ( Fedeltà) e Nadia Terranova ( Addio fantasmi) e Antonio Scurati entra nel ruolo incalzante di favorito al podio con M. Il figlio del secolo (Bompiani).

Negli ultimi giorni si era alzata qualche polemica sul fatto che i 57 titoli proposti dagli Amici fossero troppi, insinuando il dubbio che il comitato direttivo, a cui spetta l’arduo compito di selezionare i dodici che si giocheranno a giugno la cinquina, non avesse materialmente il tempo di leggerli tutti. L’editore Elido Fazi interrompe la cerimonia animoso: «Ma come avete fatto a leggerli tutti? Tre libri al giorno?». Fazi non ha quest’anno candidati, interviene a briglia sciolta. Si procede.

Valeria Della Valle e Melania Mazzucco, sul palco in rappresentanza del comitato direttivo del premio, non si scompongono e spiegano le ragioni linguistiche e letterarie delle scelte. Marino Sinibaldi mostra il suo taccuino pieno di appunti come prova di serietà e ci scherza su. Ma se le cose stanno come Solimine sembra aver suggerito, forse la scrematura non deve essere stata difficile. Ci avviciniamo al professore per capire meglio. Non tergiversa: «Tra i 57 c’erano piccolissimi editori e autori non ancora maturi». È chiaro: «L’editoria italiana è in condizioni di difficoltà, molti cercano di godere di quel po’ di luce che lo Strega può dare. La verità? Dei 57 titoli, saranno stati una trentina quelli forti». Che tradotto vuol dire: quasi la metà delle proposte fatte dagli Amici erano mediocri, da scartare senza sensi di colpa.

Stempera Stefano Petrocchi, direttore del premio: «Non tutti gli Amici sono critici letterari, qui vince il loro gusto personale».

Tra i dodici in gara ci sono sette donne e ovviamente i grandi gruppi editoriali: Mondadori con Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario; Rizzoli con Il risolutore di Pier Paolo Giannubilo; Ponte alle Grazie con Città irreale, romanzo d’esordio di Cristina Marconi. Dentro due candidati della Nave di Teseo: Mauro Covacich ( Di chi è questo cuore) e Claudia Durastanti ( La straniera).

Gli altri finalisti sono: Nero ananas

di Valerio Aiolli (Voland); Quella metà di noi di Paola Cereda (Perrone); L’età straniera di Marina Mander (Marsilio); Lux di Eleonora Marangoni (Neri Pozza).

Tra le bocciature illustri: Carmine Abate e Mauro Corona, entrambi autori Mondadori, e Roberto Cotroneo (La nave di Teseo).

Lo Strega nello Strega si combatterà però in casa Einaudi, tra Terranova, che va guadagnando consensi , e il favorito della vigilia Missiroli, che ammette: «Sento i fucili puntati contro. Sono timido, devo imparare a danzare». Parte ora la corsa verso la cinquina.

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Giancarlo De Cataldo su La Repubblica: Wolfe di Rex Stout

Sono Wolfe e sfido il potere a viso aperto

di GIANCARLO DE CATALDO

Creato da Rex Stout, il detective anticomunista e antifascista che risolve delitti da una serra di orchidee può ancora insegnarci qualcosa: a partire dalla sua lotta alle violazioni dei diritti civili da parte di Hoover, allora capo dell’Fbi.

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l’ articolo di De Cataldo  su Agatha Christie

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l’articolo di De Cataldo su Poe

 su Maigret

su Padre Brown

I 57 candidati al Premio Strega, un articolo di Raffaella De Santis da La Repubblica

LO STREGA DEI DERBY DENTRO LE CASE EDITRICI

di Raffaella De Santis

Eccoci al cocktail Strega. con il listone degli aspiranti concorrenti: appena chiusi i termini di partecipazione, sono in tutto 57 le proposte di candidature al premio (sedici più dello scorso anno). Con un ingolfamento di titoli sotto gli stessi marchi. Einaudi aspira al podio con Marco Missiroli (Fedeltà), ma ha in campo anche un libro forte come Addio fantasmi di Nadia Terranova e la new entry Evelina Santangelo (Da un altro mondo).

Affollata Mondadori, cinque gli invitati: Mauro Corona (Nel muro), Benedetta Cibrario (Il rumore del mondo), Piero Sorrentino (Un cuore tuo malgrado), Antonio Dikele Di Stefano (Non ho mai avuto la mia età); Carmine Abate (Le rughe del sorriso).

Tre titoli per Rizzoli: Raffaella Romagnolo (Destino); Michele Vaccari (Un marito); Pier Paolo Giannubilo  (Il risolutore).

Nella galassia Segrate, i due Piemme: Carla Maria Russo

(L’acquaiola) e Emanuela E. Abbadessa (È da lì che viene la luce).

Qualche crepa allo Struzzo? Il fatto che Francesco Piccolo, autore Einaudi, sia lo sponsor di M. Il figlio del secolo (Bompiani) di Antonio Scurati è un segno.

Sarà un bel duello. Gli altri candidati Bompiani sono: Emanuele Altissimo (Luce rubata al giorno), Giulia Caminito (Un giorno verrà) e Roberto Pazzi (Verso Sant’Elena). Mentre Gems propone l’esordiente: Cristina Marconi con Città irreale, Ponte alle Grazie.

Si sta stretti anche tra gli editori indipendenti. Neri Pozza ha Francesca Diotallevi (Dai tuoi occhi solamente), Eleonora Marangoni ( Lux) e Silvio Perrella ( Io ho paura).

Ed è variopinto lo schieramento della Nave di Teseo: Roberto Cotroneo (Niente di personale), Mauro Covacich ( Di chi è questo cuore), Claudia Durastanti ( La straniera), Irene Di Caccamo ( Dio nella macchina da scrivere), Laura Pariani ( Il gioco di Santa Oca). A cui va aggiunta Chiara Ingrao in quota Baldini & Castoldi ( Migrante per sempre).

Tra le piccole novità la prima volta di DeAPlaneta Ghirghis Ramal (La colpa). C’è poi la marea dei piccoli: Fefé, Miraggi, LiberAria, Robin, Armando, Manni. E i medi: e/o (Arenaria di Paolo Teobaldi); Fandango ( Carnaio di Giulio Cavalli); Marsilio ( L’età straniera di Marina Mander); Marcos y Marcos (Ottanta rose mezz’ora) di Cristiano Cavina. È l’inizio.

Poi cadrà la mannaia del comitato direttivo, che il 17 marzo ridurrà a dodici i libri per la semifinale.

Le pagine più visitate di toscanalibri nel mese di febbraio

Titolo
Articolo da La Repubblica Cultura: La Serie di “Detective selvaggi”di Giancarlo De Cataldo
Articolo da La Repubblica Cultura di Giancarlo De Cataldo
Angela Borghesi “L’anno della Storia” un saggio sulla polemica letteraria su “La Storia” della Morante da La Repubblica Cultura
Giancarlo De Cataldo “Agatha Christie” per la serie “Detective selvaggi” da La Repubblica
Georges Simenon “Il sospettato”recensione di Giorgio Montefoschi da Il Corriere (13 febbraio)
Narrativa
Tayari Jones “Un matrimonio americano”recensione di Rosella Postorino
Recensioni in poche parole da Il Venerdì La Repubblica
Gulia Corsalini “La lettrice di Čechov” recensione di Paolo Di Stefano da La Lettura Il Corriere
Vanessa Roghi “Piccola città, una storia comune di eroina” da La Repubblica, articolo di Nadia Terranova
Cristiano Cavina ”Ottanta rose mezz’ora” da Il Venerdì LaRepubblica, recensione
Takis Würger “Stella” recensione di Francesca de Santis da Il Venerdì La Repubblica
Alberto Schiavone “Dolcissima abitudine” da tuttolibri La Stampa recensione di Elena Masuelli
Su Consigli.it: Omaggio a Italo Calvino, 10 romanzi a cura di Maurizio Amore
Stefano D’Andrea “Il padre è nudo” recensione da Il Tirreno Culture

La Saggistica di tuttatoscanalibri dalla A alla M

Biografie e storia

Alberto Angela “Cleopatra, La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità” 

Corrado Augias “I segreti d’Italia. Storie, luoghi, personaggi nel romanzo di una nazione”

Gianni Bonini “Il Mediterraneo nuovo”

Alessandro Cosi  “La guerra civile tra Ottaviano e Antonio: La fine della Repubblica e l’alba dell’impero”

A. Ferrini S.Pizzuoli “Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale”

Luigi Grassia “Gli Italiani alla conquista del West” 

Su D La Repubblica: Rosetta Loy “Cesare” recensione di Elena Stancarelli

Letteratura/ Società

Errico Buonanno “Falso Natale” da Il Venerdì La Repubblica recensione

Angela Borghesi “L’anno della Storia”

e anche:

Da La Repubblica: Anna Folli “MoranteMoravia. Una storia d’amore” recensione di Paolo Mauri

Liliana Dell’Osso Primo Lorenzi “Genio e Follia”

Roberto Calasso “I geroglifici di sir Thomas Browne”

Francois Cheng “L’anima. Sette lettere a un’amica”

Giorgio de Chirico “Lettere” a cura di Elena Pontiggia

e anche:

Riccardo Dottori “Giorgio de Chirico. Immagini metafisiche”

Sul Venerdì La Repubblica il saggio di Nicola de Blasi “Ciao”

Nadia Fusini “Una fratellanza inquieta”

John Leland “Scegliere di essere felici” recensione su La Stampa

Vittorio Lingiardi “Diagnosi e destino”

Franco Marcoaldi “Una certa idea di letteratura. Dieci scrittori amici” da Il Corriere Cultura

Esoterismo/Arte

Helena Petrovna Blavatsky “Iside svelata”

Daniel Halévy “Degas parla” 

Georges Simenon “Il sospettato” da La Repubblica Cultura

BENTORNATO IN CLASSIFICA MONSIEUR SIMENON

di Piero Colaprico

C’era un afrore di treno notturno e di dormitorio dell’esercito della salvezza, di caserma e di camera di ospedale, di prigione, di veglia funebre, di tutto ciò che non rientra nella vita di tutti i giorni, di tutto ciò che è acre e molesto, con un odore di umanità troppo penetrante, un retrogusto di miseria che prendeva alla gola.

Così scrive George Simenon, ne Il sospettato, storia di un disertore che torna in patria nel tentativo di sventare l’attentato di matrice anarchica a una fabbrica piena di operai. E se ci si chiede come mai un libro, scritto nel 1938, appena uscito da Adelphi, scali le classifiche di vendita (nono nella top ten, primo della narrativa straniera) si possono trovare moltissime risposte. Ma ne resta una fondamentale: questo Simenon sapeva scrivere. Ma non è che Simenon sia una sorta di “usato sicuro” del giallo e poco più, o sia da considerarsi un autore che, a dispetto del numero dei libri con e senza il commissario Maigret, sa avvincere per la trama. Chi lo ama, ama la “carnalità” dei personaggi. Non perdono tempo in dettagli da psicologia della chiacchiera.

Sono infedeli, cattivi, bastardi, generosi, eroici perché sono così e non perdono pagine in spiegazioni: agiscono, amano, odiano, pensano, si muovono lungo le strade delle città e dell’anima. È la lezione della grande letteratura e se pure esiste, anche se taluni la negano, la differenza sostanziale tra libri che sono scritti per distrarre (gialli, polar, fantascienza, umoristici) e libri che vogliono decifrare l’uomo e il mondo (il grande romanzo), nel corso dei secoli incontriamo scrittori, da Edgar Allan Poe a Philip K. Dick, che “ti tirano dentro” i loro mondi e, in qualche modo, aiutano il lettore a fermarsi a riflettere, lo emozionano, lo cambiano, come se fossero Bulgakov o Zola. Tra costoro, c’è Simenon, il giornalista che raccontava le notti e gli spettacoli di Parigi, l’uomo che amava voracemente la vita, lo scrittore che il successo non cambiò mai. Frank, il ragazzo assassino de La neve era sporca, il medico dalla vita ordinata che va a pezzi per l’incontro con la fragile Martine e che scrive Lettera al mio giudice, il Signor Hire che, pagina dopo pagina, vorresti soccorrere, sono così nitidi, così perfettamente imperfetti da mostrarci la nostra umanità e disumanità.

Per questo Simenon entra non solo in classifica, ma dentro di noi.

Leggi anche la recensione di Giorgio Montefoschi

i migliori 10 romanzi con il commissario Maigret

l’articolo di de Cataldo dalla Serie Detective selvaggi

Luciano Bianciardi “Aprire il fuoco” da Il Tirreno Culture

Le cinque giornate è il titolo originale di Aprire il fuoco, edito nel 1969 da Rizzoli, l’ultimo romanzo pubblicato in vita dall’autore

 

 

 

Scritto nel marzo 1968  rivisita l’insurrezione antiaustriaca delle Cinque giornate di Milano, situandola in un tempo successivo, nel marzo 1959, intrecciando passato e presente; sedata la sommossa e tornati gli Austriaci a Milano, il narratore, che racconta in prima persona, si trova in esilio a Nesci in attesa di una nuova  rivolta, pronto ad aprire il fuoco…

Copertina dell’edizione Rizzoli del 1976

 

 

“Vergogna è uccidere, vergogna è sudare, vergogna è morire di fame e chiudere la gente in prigione, o al manicomio. Vergogna è condannare. Vergogna è giudicare. Vergogna è comandare.” “Io guardo ancora dal finestrone, giù verso il gabellino, ma c’è più speranza che il segno mi venga? Una cosa è sicura, e io voglio che lo sappiano tutti gli Staatsanwalt degli Absburgo. Il Piat che distrusse i loro carri e i loro cannoni l’ho lasciato al deposito. Ma il vecchio Mauser che mi fu compagno nelle Cinque Giornate l’ho con me, nascosto. Se mandano qua un altro loro aguzzino, io sono pronto ad aprire il fuoco”.

…continua a leggere l’articolo di Stefano Adami

e anche la recensione su mangialibri

Giancarlo De Cataldo “Padre Brown” da La Repubblica “La Serie: Detective selvaggi”

Creato da Gilbert Keith Chesterton nel 1911, è il primo investigatore con la tonaca della letteratura gialla, interessato più alla psicologia e alle dinamiche sociali che agli indizi materiali. Per questo lui, conservatore, fu amato dai marxisti

...continua a leggere l’articolo di Giancarlo De Cataldo

e anche

gli articoli de La serie: Detective selvaggi, di De Cataldo

su Agatha Christie

su Poe

 su Maigret

 

Isaac Asimov “Trilogia della Fondazione”

La Trilogia della Fondazione fa parte ormai dei classici di quel genere che fu definito da Giorgio Monicelli, collaboratore di Mondadori, di “fanta-scienza” etichetta ormai divenuta patrimonio dei dizionari, ma nata come traduzione di science – fiction e comparsa sul primo fascicolo dei “Romanzi di Urania” nel lontano 1952. Fu infatti Urania a favorire la diffusione del genere sotto la guida di Monicelli e poi di Fruttero e Lucentini per la casa Editrice Mondadori. Le opere di Asimov vi furono pubblicate a partire dal 1963, la prima con il titolo “Cronache della Galassia”

continua a leggere la presentazione dell’opera

e anche

la recensione e la presentazione dell’autore

Cees Nooteboom “L’occhio del monaco” dal Diario di scrittura di tuttolibri una pagina di Cees Nooteboon

Dal  Diario di scrittura di tuttolibri:

di Cees Nooteboom

Il poeta è come un druido
ascolta il respiro del mondo

  Non importa che la poesia sia triste o comica, oscura o luminosa: deve semplicemente esistere perché dà voce al mistero della vita

 

 

 

 

continua a leggere l’articolo di Cees Nooteboom