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Aspettando la cinquina. Roberto Cotroneo su La Repubblica: Sì, sono stato escluso dallo Strega questo premio non ha coraggio

Sì, sono stato escluso dallo Strega questo premio non ha coraggio

di Roberto Cotroneo

Lo scrittore risponde all’allarme sulla qualità dei libri lanciato dal presidente della Fondazione Bellonci Giovanni Solimine

Se sei il presidente della Fondazione Bellonci, che tra le altre cose organizza il premio Strega, non puoi parlare di “testi acerbi”, con “sovrabbondanza di schemi”, e lamentarti della letteratura contemporanea italiana, sostenendo che non è all’altezza delle aspettative.

Giovanni Solimine avrebbe forse il dovere di andare oltre, e chiedersi se è davvero così, o se invece le cose stanno in tutt’altro modo.

Mi tocca una premessa: il mio romanzo Niente di personale era tra i 57 che sono stati segnalati per il premio Strega. Non è entrato neppure tra i dodici candidati, ma non è questo il punto. Purtroppo non ho il privilegio di essere acerbo, data la mia età, e neppure di sovrabbondare di schemi, visto che non ne ho mai avuto uno in trent’anni. Inoltre Solimine parla del vizio delle scuole di scrittura, da me mai frequentate, e del cattivo lavoro nelle case editrici, editing malmessi, superficiali, e via discorrendo: e non è sempre vero.

…continua a leggere l’articolo di Roberto Cotroneo autore di Niente di personale

e anche

la risposta di Solimine su La Repubblica

e anche

Premio Strega al via,”Ma metà candidati non erano all’altezza” di Raffaella De Santis

La Fondazione Bellonci dopo la polemica su Repubblica

 

” Dite ciò che volete ma i nostri finalisti sono da Strega”

 

di Giovanni Solimine 

Caro direttore, ho seguito con attenzione la discussione che si è sviluppata dopo l’annuncio dei 12 libri selezionati per l’edizione 2019 del Premio Strega. Gli interventi si sono concentrati su una valutazione della qualità della produzione letteraria italiana, in particolare di quest’anno. Siccome il dibattito ha preso spunto da una mia battuta sul fatto che non tutti i 57 libri segnalati mi sembravano “adeguati” a partecipare al Premio, voglio ricostruire brevemente il tipo di riflessione che avevo proposto durante la conferenza stampa di domenica.

Sono convinto che si stia profilando un’edizione vivace e combattuta. Ne sono lieto, perché a noi interessano innanzi tutto due cose: che partecipino i migliori libri dell’annata e che lo Strega sia contendibile.

Le modifiche introdotte negli ultimi anni vanno esattamente in questa direzione. Avvertendo la responsabilità di gestire il premio letterario più seguito e più atteso, abbiamo voluto che gli Amici della domenica e i quasi mille elettori coinvolti (tra voti singoli e voti collettivi) avessero la possibilità di scegliere tra le novità più significative, e che fin dalla fase iniziale la proposta e la selezione fossero saldamente nelle mani degli Amici della domenica e del Comitato direttivo. Non volevamo rinunciare a molti libri di qualità solo perché pubblicati dallo stesso editore ed infatti il nuovo regolamento, pur non incoraggiando la presenza di candidature plurime sia tra le proposte iniziali sia nella dozzina, semplicemente le rende possibili.

Forse qualcuno preferiva un nostro ruolo meno attivo, pensava che ci saremmo accomodati sul sedile posteriore e avremmo lasciato guidare agli altri. Non è così, anche se in questo modo il nostro lavoro di scrematura diventa più faticoso e difficile.

Il nuovo regolamento ha infatti prodotto un incremento del numero di libri presentati e, in alcuni casi, la segnalazione di opere che a me sembrano non adatte a partecipare alla competizione: ho chiarito nella conversazione avuta con Lara Crinò di Repubblica i motivi per cui alcuni libri mi sembravano al di sotto dello standard di qualità che cerchiamo di mantenere.

Nella discussione di questi giorni si è persa però una considerazione altrettanto importante, che vorrei ribadire: a me sembra che almeno metà dei libri proposti siano di qualità molto buona e credo che il Direttivo abbia portato ai nastri di partenza i 12 libri più belli: nel presentare le nostre scelte, Valeria Della Valle e Melania Mazzucco hanno illustrato le peculiarità dei libri in gara.

Comprendo le ragioni per cui alcuni autori esclusi o alcuni proponenti che avevano segnalato libri che non sono stati selezionati abbiano un’opinione diversa, ma questo è naturale in ogni competizione. Forse non tutti gli anni vengono pubblicati capolavori destinati a restare nella storia della letteratura, ma non liquiderei l’intera produzione recente come mediocre. Abbiamo faticato non poco per ridurre il lotto dei partecipanti a 12. Quanto al tempo richiesto per valutare tante proposte, di cui pure si è molto discusso, per fortuna alcuni libri erano stati pubblicati da molti mesi e abbiamo avuto il tempo per valutarli con serenità e attenzione. La giuria del premio si è voluta dare il nome di Amici della domenica, ma tutti noi leggiamo anche negli altri giorni della settimana, tutto l’anno.

– L’autore è presidente della Fondazione Bellonci

Leggi anche l’articolo correlato:

Premio Strega al via,”Ma metà candidati non erano all’altezza” di Raffaella De Santis

Rachel Feider “Red lifstick” recensione di Simona Siri su La Stampa

(su Amazon in English Edition Formato Kindle)

Da Cleopatra alle suffragette. Sulle labbra il potere del rosso

I primi a usarlo furono gli antichi egizi

Simbolo di sensualità, glamour, assertività femminile, il rossetto rosso ha una storia antichissima che risale agli antichi egizi e arriva a noi, passando per le suffragette, le geishe e la gloriosa Hollywood degli Anni 50. L’esperta di bellezza Rachel Felder la racconta in Red Lipstick: An Ode to a Beauty Icon (Harper Design)  spiegando come la motivazione che spinge donne di epoche diverse a usarlo è sempre la stessa: mandare un messaggio. In occasioni speciali, così come alle riunioni di lavoro, le labbra rosse sono un accessorio di potere, un audace vezzo che attira l’attenzione, sottolinea l’autorità e rafforza la fiducia.(da Simona Siri La Stampa)

Marco Faraò “Benedetta Maremma”

 

 

Notizie sull’autore

Marco Faraò, nasce a Roma nel 1976 e si appassiona alla scrittura nel 2010. Esordisce con l’opera “21 dicembre 2012, alla ricerca della verità” e ottiene un discreto successo vendendo oltre 150 copie, un buon risultato per un autore di self- publishing. L’esperienza lavorativa come Direttore dell’ex Seminario Vescovile di Massa Marittima (GR), lo porta ad interessarsi alla storia dei Santi locali. Decide così di comporre il suo nuovo saggio storico edito dalla casa editrice Sarnus di Firenze. L’associazione Odysseus, al corrente delle sue ricerche, nel 2014, lo convoca a Talamone (GR) per una conferenza sulla figura di San Bernardino da Siena, in qualità di studioso della materia.

Il saggio è frutto di lunghe ricerche sul campo, composte da indagini bibliografiche (sia su testi antichi che moderni) e documentazioni fotografiche dell’autore stesso che hanno permesso di fornire nuove ipotesi e risolvere alcune contraddizioni storiche.

L’obiettivo dello scritto è di colmare una lacuna nel campo culturale locale e religioso in un territorio che ha visto il passaggio di importanti personaggi come ad esempio San Bernardino da Siena e che meriterebbero la giusta valorizzazione, al fine di approfondire le vicende religiose e storiche di una parte così affascinante del nostro Paese.

Marco Faraò

…continua a leggere la presentazione di Marco Faraò

Louise Penny “Case di vetro” recensione di Stefania Parmeggiani da La Repubblica

La nuova stagione del giallo di Einaudi comincia da Louise Penny, ex giornalista della Cbc che negli ultimi anni ha scalato le classifiche di vendita dei crime in America e in Canada, diventando in Québec ciò che Hercule Poirot è in Belgio.

…continua a leggere la recensione di Stefania Parmeggiani

Nadia Fusini “Maria” recensione di Leonetta Bentivoglio da La Repubblica Cultura

“María”, il nuovo romanzo di Nadia Fusini

Chi legge María di Nadia Fusini (Einaudi) non può fare a meno d’interrogarsi sull’ambiguità degli ingranaggi di attaccamento messi in atto dalle donne, sul masochismo diffuso nel loro modo di amare, sul frequente accavallarsi di amore e paura, sulla complicità che lega vittima e aguzzino in quella partita piena di sfumature contraddittorie che è la coppia.

…continua a leggere la recensione di Leonetta Bentivoglio

e su mangialibri le recensioni a un romanzo e a due saggi di Nadia Fusini