Carlos Ruiz Zafón “La città di vapore” recensione di Salvina Pizzuoli

Undici racconti, in Italia tutti inediti, comparsi su varie riviste tra il 2002 e il 2020. I primi tre sono invece pubblicati per la prima volta in questa edizione postuma del 2020: Blanca e l’addio, Senza nome e Una signorina di Barcellona.

Zafón è maestro nel creare atmosfere in cui il lettore può entrare e perdersi nell’universo zafoniano con la consapevolezza di far parte di un mondo immaginario che sa conquistare e appagare navigando tra brume avvolgenti e spirali magiche di una Barcellona misteriosa.

Nel primo racconto, quello che apre la raccolta, il sottotitolo “(Dalle memorie mai accadute di un certo David Martín)” è già un invito esplicito ad entrare in un mondo fantastico dove il giovanissimo Martín, così povero e così diverso, incontra Blanca, una ricca coetanea, di cui s’innamora perdutamente e decide da adulto di raccontare storie perché a lei piacevano tanto quelle inventate da lui

Fosse stato per me , non mi sarei mai azzardato a scambiare una parola con lei. Il suo abbigliamento, il suo profumo e il suo atteggiamento patrizio di ragazzina ricca, blindata di seta e di tulle, non lasciavano alcun dubbio sul fatto che quella creatura non apparteneva al mio mondo, e ancora meno io al suo

un Martin che il lettore incontrerà ancora come narratore nella “Rosa di fuoco” a cui i detenuti del braccio chiedono un nuovo racconto per allontanare il tedio.

Tra gli undici racconti: un omaggio al grande Cervantes in cui ricompaiono il diabolico Andreas Corelli e lo stampatore di libri Antoni de Sampere; il viaggio a New York di Gaudì e quello dell’architetto che fugge da Costantinopoli con i suoi schizzi per la progettazione di una biblioteca segreta “una città di libri nascosta sotto le catacombe della cattedrale di Santa Sofia, dove i libri proibiti e i prodigi di pensiero potessero essere preservati per sempre”.

Una raccolta per conoscere lo scrittore spagnolo recentemente scomparso o per ritrovarvi vecchie e amate conoscenze dove il lessico immaginifico, i colori e gli accostamenti così come le aggettivazioni potenti e inconsuete contribuiscono a creare atmosfere d’incanto.

Da Mondadori Editore

[…[La città di vapore” è una vera e propria estensione dell’universo narrativo della saga di Zafon: pagine che raccontano la costruzione della mitica biblioteca, che svelano aspetti sconosciuti di alcuni dei suoi celebri personaggi […]. Scrittori maledetti, architetti visionari, edifici fantasmagorici e una Barcellona avvolta nel mistero popolano queste pagine.

e anche

Omaggio a Carlos Ruiz Zafón

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