Gabriele Romagnoli “Senza fine” da La Repubblica Cultura

Il primo o l’ultimo? Gabriele Romagnoli capovolge l’antico detto perché amare è difficile e occorre essere maturi per affrontare questo viaggio in due

Vai alla recensione di Stefano Massini

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Alessia Gazzola “Il ladro gentiluomo” da tuttolibri La Stampa

L’ex specializzanda con il fiuto per gli omicidi, trasferita lontano da casa, deve vedersela con il mistero di un diamante rosa di enorme valore trovato nel corso di un’autopsia nel corpo del cadavere di turno, che scompare e riappare più volte. Ma soprattutto è diventata grande, gli innamoramenti hanno lasciato spazio a sentimenti che si fanno più profondi, al vagheggiamento di un figlio. La relazione con il fascinoso dottor Claudio Conforti, per una volta più accudente che sfuggente, pare una storia vera (dall’articolo di Elena Masuelli)

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Daniela Alibrandi “Il bimbo di Rachele”

Daniela Alibrandi presenta

“Il bimbo di Rachele” il romanzo che affronta il tema scottante dell’aborto, la difficile e travagliata decisione delle  donne di interrompere o meno la gravidanza in un thriller dal finale mozzafiato.

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Un’alba di settembre luminosa e tersa, l’aria che profuma di mare. Una donna si sveglia in un giorno uguale agli altri nel quale, inspiegabilmente, sente di dover fare un bilancio della sua vita  

La passione, il sentimento, l’angoscia, il divertimento e la suspense che cresce e porta in modo sapiente al finale mozzafiato sono gli ingredienti di una storia indimenticabile.

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Tommaso Ferrini “Dialoghi. Più o meno probabili”

Un nuovo nato sulla bacheca di Edida:

La sinossi

Tre dialoghi, una carrellata d’idee che procede per sottrazione, togliendo, semplificando, in un percorso a stadi che, partito dalla verbosità dell’intelletto, prosegue con la fredda chiarezza del creatore-intermediario, il demiurgo, portando poi al fastidioso stridio che si prova dinnanzi alla divina semplicità che sta dietro le impalcature, alla constatazione ultima che in fondo tutto è molto meno contorto di quanto non crediamo. Costantemente attanagliati da domande e mai totalmente paghi delle risposte, non ci rimane che fare del nostro meglio per trovare un pacifico equilibrio tra la naturale tendenza all’indagine e l’accettazione del fatto che finché saremo da questa parte mai arriveremo a un punto che possa ritenersi fermo. Ciò che verrà dopo in ogni caso ci stupirà, ma nel frattempo conviene non angustiarsi eccessivamente al pensiero e godere lo spettacolo di questo viaggio al limite del credibile che è la vita.

L’immagine di copertina è di Alina Musallam

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