
In un’atmosfera ogni giorno più claustrofobica e inquietante, Simenon compone, in modo magistrale, un crescendo che sfocerà, inesorabilmente, nella violenza.( da Adelphi)
Scritto nel 1959 in Svizzera e poi pubblicato a puntate su «La Revue de Paris». il romanzo “La vecchia” non era mai stato tradotto in italiano; lo ripropone Adelphi per la traduzione di Simona Mambrini, e non è un giallo, scrive Marco Balzano su La lettura del 1 febbraio 2026, e specifica
“è un capolavoro di scavo e di indagine psicologica: il mistero, infatti, non avvolge un delitto, ma la rete delle relazioni che l’autore mette in scena nello spazio chiuso di un appartamento in rue Bourbon, nell’elegante e centralissima Île Saint-Louis, a Parigi”.
Due le protagoniste, nonna e nipote: Juliette è l’ottantenne nonna materna di Sophie, una giovane non ancora trentenne, ricca e famosa in quanto campionessa di paracadutismo e pilota di rally; con lei abita Lélia, cantante nei night: hanno una vita sregolata, vanno a dormire con la luce del giorno e verso sera escono nella notte parigina. E Sophie, dalla vita senza vincoli e regole, decide di accogliere la nonna nel suo appartamento, nell’Île Saint-Louis, a Parigi, perché sfrattata.
La vecchia ha avuto una vita di dolore che le pesa e lo porta dentro e, sebbene non intervenga nella vita caotica della nipote, lo esprime a parole e considerazioni tossiche.
Ed è proprio nell’appartamento di Sophie che si svolge e ambienta la vicenda, perché sarà proprio la convivenza di quattro donne, la cameriera Luise e l’amica di Sophie Leila, a minare un’impalcatura di vita che di fatto non regge alle parole della vecchia che si infrangono sulle paure e fragilità della nipote, nonostante le scelte e le apparenze.
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