Bjarne Reuter “Elise e il cane di seconda mano”, illustrazioni di Kirsten Raagaar: presentazione

Un romanzo per i più piccoli, consigliato a partire dai sette anni, ma adatto a tutte le età e/o a una lettura insieme di grandi e piccini: quando c’è di mezzo un cane “speciale” e tante avventure e una fantasmagoria di personaggi, non ci sono limiti di età, la storia diventa appassionante per tutti. L’autore poi è uno dei più noti in Danimarca.

Ambientato a Copenaghen ha come protagonista Elise una bambina che vive con il padre musicista mentre la madre lavora in Brasile alla costruzione di un ponte sospeso nel bel mezzo della giungla.

Un cane è il desiderio della piccola Elise per superare la nostalgia e la solitudine e il sogno si realizza quando lo trova in un negozio “strano, e strano è anche l’animale: è stato investito (probabilmente da una betoniera) ed è tutto storto, un po’ obeso ma con le zampette esili, gli occhi che hanno perso qualsiasi simmetria e non si sa bene dove si rivolgono. Insomma è bruttino […] (da Marco Filoni, Scopertine, Il Venerdì La Repubblica 26 maggio).

[…]“Un buffo cane di seconda mano, un bel po’ usurato, che però sembra sorriderle e avere qualcosa di speciale. Solo una volta a casa, nella sua cameretta, Elise scopre che il suo cane è davvero speciale e parla proprio come una persona: si chiama McAduddi, per gli amici Duddi, e viene da un villaggio di marinai della Scozia. Cominciano così le bizzarre avventure di Elise e del suo nuovo fedele amico, dalle strade di Copenaghen a un vecchio mulino abitato dai fantasmi, dalle canzoni del pizzaiolo Giorgio ai braccialetti magici del mercante Potifar. Elise è audace, ostinata, sempre piena di risorse; Duddi è saggio e fifone, arguto e tenero, dotato di uno humour esilarante. Insieme a loro e a una galleria di personaggi strampalati ma profondamente umani ci immergiamo in una storia poetica e spassosissima, che racconta il coraggio, l’amicizia e la forza portentosa che sa darci la fantasia”( Da Iperborea Editore)

e anche altre letture proposte su tuttatoscanalibri:

Amodio Del Vecchio “Gli abitanti delle nuvole”

Jean Francois Chabras disegni di David Sala “La Furia di Banshee”

Fulvia Degli Innocenti “Greta e le altre. Un pianeta da salvare”

Cristina Donnini “Lo sciagatto e la leggenda del ritratto incompiuto”

Fabio Leocata “La gentilezza vola lontano”

Joyce Carol Oates “La nuova gattina”

Cristina Núñez Pereira “Emozionario. Dimmi cosa senti” edizione illustrata

Pievani Vico “Piante in viaggio”

Oscar Wilde “Il principe felice e altre storie” libro illustrato da Evangelista

Per i giovani lettori ( 7/12 anni) una fiaba a puntate, on line gratuita, della creatrice di Herry Potter e un torneo per le illustrazioni di Salani Editore

3 giugno: è iniziata la pubblicazione on line gratuita della fiaba a puntate di J.K. Rowling L’ickabog, la creatrice di Harry Potter

A questo link per leggere:

https://www.theickabog.com/

Sono stati pubblicati i primi cinque capitoli tradotti in varie lingue tra cui l’italiano, e via via saranno editati  i prossimi fino a venerdì 17 luglio.

Associato alla pubblicazione della fiaba è il torneo di illustrazione indetto dagli editori di J. K. Rowling, in Italia Salani[…].

A questo link per partecipare:

Sul sito di Salani  tutte le informazioni.

 

Ilaria Gaspari “Lezioni di felicità” recensione di Maria Anna Patti da CasaLettori

Se per guardare la vita con più leggerezza prendessimo in prestito la saggezza degli antichi? Un viaggio sorprendente alla ricerca di noi stessi e della felicità. (da Giulio Einaudi Editore)

 

 

 

 

 leggi la recensione di Maria Anna Patti “Lezioni di felicità” Ilaria Gaspari

 

Dalla Presentazione da Giulio Einaudi Editore:

[…]Che cosa succederebbe se di punto in bianco decidessimo di conoscere noi stessi al modo degli antichi Greci? E se per farlo ci scegliessimo per maestri Pitagora e Parmenide, Epitteto e Pirrone, Epicuro e Diogene? Potremmo scoprire che le scuole dell’antichità non hanno mai chiuso davvero – non finché penseremo alla felicità come a un destino da conquistarci. Attraverso la cronaca di sei settimane «filosofiche», ciascuna vissuta nel rispetto dei precetti di una diversa scuola, Ilaria Gaspari ci guida in un insolito esperimento esistenziale, a tratti serissimo, a tratti esilarante. Scopriremo così che piegandosi alle regole astruse del pitagorismo si può correggere la pigrizia patologica, mentre i paradossi di Zenone mettono a nudo certe strane contraddizioni nel modo in cui siamo abituati a considerare il ritmo della vita. E se essere epicurei non è così piacevole come sembra, il cinismo può regalare gioie inaspettate. Un esercizio di filosofia pratica che ci insegnerà a sentirci padroni dell’attimo che fugge.

Patrizia Violi “Breve storia della letteratura rosa” presentazione

Chi conosce il romanzo rosa, un genere narrativo così chiacchierato e poco discusso?

Patrizia Violi gli ha dedicato un saggio, Breve storia della letteratura rosa, il saggio che mancava.

Per presentarlo mi piace iniziare dalla Quarta di copertina perché a mio avviso compendia, in quattro nominativi, la lunga fortuna e l’inestinguibile attualità di un genere letterario che si fregia di un suo preciso ed esclusivo colore:

“Avete mai letto un romanzo rosa? No? Probabilmente, invece, lo avete letto eccome, solo che non vi vien facile associare in un unico genere Pamela di Richardson e Liala, Jane Eyre e Twilight. Questo ci dice che il mondo del «rosa», nella sua storia e nelle sue differenti espressioni, è molto più complesso e profondo di quanto forse siamo abituati a pensare. L’autrice, in questo saggio piacevole e leggero, illustra con precisione elementi ricorrenti, evoluzione, nomi celebri e recenti sviluppi della letteratura di consumo più amata di sempre, e non certo soltanto dalle donne”.(Graphe.it Edizioni)

È quindi dal lontano 1740, data di nascita del primo romanzo ascrivibile al genere, il romanzo epistolare “Pamela” di Richardson, passando per Charlotte Brontë, quindi a Liala, nom de plume per Amalia Liana Negretti, che con quell’ “ala” aggiunta al proprio, su proposta di D’Annunzio, è riuscita a volare in alto sulle ali del genere e a siglare una Collana di successo, fino a “Twilight” che ne registra le trasformazioni e gli aggiornamenti ai giorni nostri.

In otto capitoli l’autrice ripercorre il lungo cammino di questa forma  narrativa, conosciuta anche come romance novel o semplicemente romance, che a partire dall’emblematica fiaba di Cenerentola fino ai recenti sviluppi tematici, si è  dimostrata quanto mai duttile: trame e protagoniste sono cambiate accogliendo nuovi ruoli sociali e affiancando nuovi generi, il paranormal romance e la letteratura erotica al femminile.

Non solo quindi la storia di un genere narrativo ma una storia di costume: non ha mai conosciuto cadute, sempre in auge e sempre amato; ma perché? Solo per il lieto fine immancabile?

S.P.

Da “Le frasi più belle del Romance Day 2012” a cura di Vivienne (da Romance Magazine 51)

Cos’è il romance per voi?

Se ancora vi chiedete cosa sia il romance ecco alcune delle migliori definizioni elaborate dalle appassionate del genere […]:

 

Il romance è passione, gioia, qualche sospiro, ansia, emozione, un corrugar di fronte, una risata, il profumo di un gelsomino, tramonti infuocati, il vortice di un ballo, una falce di luna, fruscio lieve di foglie, una lacrima a volte, e poi mare luccicante, venti di terre lontane, uno sguardo di tenebra, un battito di cuore, pensieri ardenti, baci senza respiro, e una felicità che si diffonde come un magico contagio (Ornella Albanese scrittrice)

Il Romance è una finestra aperta sui sentimenti, un cuore palpitante d’amore. È avventura e passione, suspance e divertimento, lacrime e sorrisi. È pura evasione da un mondo grigio e indifferente. Leggere romance ci aiuta a credere nel lieto fine e ci dona la speranza di un futuro migliore (Laura Gay, scrittrice)

 

Giancarlo De Cataldo “Io sono il castigo” presentazione

È arrivato in libreria a fine maggio l’ultimo romanzo di De Cataldo che promette un pm seriale: “Manrico Spinori della Rocca è il mio primo personaggio «seriale». Io sono il castigo inaugura una trilogia (per il momento). Il secondo romanzo è in scrittura, il terzo già abbozzato” dichiara lo stesso autore (da tuttolibri La Stampa 30 maggio 2020).

“Manrico Spinori, Rick per gli amici, si chiama Manrico Leopoldo Costante Severo Fruttuoso Spinori della Rocca dei conti di Albis e Santa Gioconda”, come Concita De Gregorio ci tiene indicare per esteso nella sua recensione ( da La Repubblica Cultura 26 maggio). E chissà forse anche a lei questa sfilza di nomi ha richiamato alla memoria un personaggio di Calvino, Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez, cavaliere senza macchia e senza paura e, per altro, inesistente!

In effetti oltre ad essere nobile e bello, alto e naturalmente elegante, Manrico è anche un melomane, come sottolinea la De Gregorio “Molta, moltissima musica nelle pieghe del racconto: Tosca , Idomeneo , Rigoletto che infine dà il titolo e la chiave al racconto. Io sono il castigo, egli è il delitto/punizion son io” e come professionista, spiega De Cataldo,  “è il mio esploratore nei meandri del tribunale, del quale conosce – e racconta – luci e ombre.[…] Manrico è un garantista: il che può apparire eccentrico solo a chi ignori che il nostro codice impone alla pubblica accusa di raccogliere anche le prove a favore degli imputati. È stimato perché risolve i casi”.

Ma De Cataldo, ponendosi come scrittore e creatore del personaggio, aggiunge una particolarità interessante “Nella costruzione di Manrico ha giocato un ruolo determinante la stanchezza. La stanchezza per quei personaggi che urlano, sputano, sbavano, grugniscono, insultano, ma soprattutto asseriscono con piglio muscolare tutto e il contrario di tutto senza mai essere sfiorati dal minimo dubbio. Quelli che hanno sempre una ricetta pronta e che disprezzano il dissenso”.

Fuori dagli schemi, Manrico è un nuovo eroe tutto da scoprire.

S.P.

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di maggio 2020

Le pagine più visitate a maggio

Marija Stepanova “Memoria della memoria”
E. Lee Masters “Antologia di Spoon River”
Lamberto Salucco “Manabile semiserio di Excel. Prima parte per principianti”
Hans Tuzzi “Nessuno rivede Itaca”
Primo Levi “Se questo è un uomo”
Niccolò Ammaniti “Branchie”
Gialli e thriller: tuttatoscanalibri, per cominciare, consiglia
Vanessa Montfort “Il sogno della crisalide”
Su Consigli.it: i migliori 10 romanzi con il commissario Maigret
Daniela Alibrandi, i romanzi su tuttatoscanalibri
Daniele Grespan “Una rivolta silenziosa”
Invito a rileggere Shakespeare
Jorge Luis Borges “L’Aleph”

Woody Allen “A proposito di niente” presentazione di Fulvia Caprara da Il Tirreno 29 marzo

Woody Allen senza tabù
I film, i premi, gli amori, gli scandali

da Fulvia Caprara

Come nei suoi film ci sono l’amore e la guerra, i crimini e i misfatti, i sogni e i delitti, gli scoop e i match point definitivi. Come nel suo carattere, prevalgono, su tutto, il gusto imprescindibile dell’osservazione ironica, il disincanto programmatico, il divertimento del descrivere l’assurdo quotidiano. Ma ci sono anche gli squarci di tenerezza svelati da un uomo nato nel 1935, divenuto uno dei più grandi registi del globo, ma anche travolto dal ciclone di una delle accuse più abbiette che una persona possa ricevere. Ripensando a Dylan che, secondo le dichiarazioni della madre adottiva Mia Farrow, avrebbe subito le molestie del regista, Woody Allen, dopo aver ricostruito la vicenda nei minimi dettagli, con cura minuziosa, confessa il dispiacere di non aver potuto «mostrarle le bellezze di Manhattan». Il polverone, i processi, le sentenze dei tribunali e dei media si sfaldano nelle dichiarazioni dell’autore, mentre il senso del legame, da tanti messo all’indice, con la moglie Soon Yi, nata nel 1970 e sposata nel 1992, emerge dalla dedica: «A Soon Yi, la migliore. Pendeva dalle mie labbra e poi mi ha avuto in pugno». […]Un libro discusso, perfino bandito prima che vedesse la luce (Hachette, che doveva pubblicarlo, si è tirata indietro), e che invece si legge tutto d’un fiato, fitto com’è di memorie, rivelazioni, curiosità sulla genesi di film celeberrimi e, soprattutto, spaccati di vita vissuta di un genio della macchina da presa che rifiuta fin dalla prima pagina toni aulici e celebrazioni: «Come il giovane Holden – è l’incipit dell’opera – non mi va di dilungarmi in tutte quelle stronzate alla David Copperfield». Eppure, nella descrizione dei genitori, la madre Nettie che «somigliava a Groucho Marx» e il padre reduce della prima guerra mondiale, con «camicie sgargianti e capelli imbrillantinati», nell’«infanzia in fuga dalla realtà», nel «passato da piccolo farabutto», nell’amore per la sorella minore Letty, nella passione per l’illusionismo e in quel quoziente intellettivo tanto alto da far inorgoglire la mamma, risuonano l’ispirazione dell’autore, brillano le chiavi per capirlo, scorrono le inquadrature dei suoi film.Le ragazze, verso cui provava spiccata attrazione, i fumetti preferiti, i musical amatissimi, Cole Porter, la cugina Rita, le abitudini della famiglia ebrea, la scoperta di «Hollywood con i suoi finali miracolosi», sono il preludio di un’esplosione di talento che Allen minimizza: «Alcuni miei film sono divertenti, ma nessuna delle mie idee sarà mai la base di una nuova religione». E ancora: «Posso sfoggiare giacche di tweed come un professore di Oxford, ma dentro sono un barbaro». Le donne, anche in età avanzata, restano un pianeta nebuloso sui cui è piacevole atterrare, senza conoscerne i segreti. […]L’attrazione per Soon -Yi che, secondo la rievocazione di Allen, aveva avuto con la madre adottiva un rapporto pessimo, a base di violenze e sopraffazioni, fu il colpo finale, uno scandalo planetario. […]

“Il nome della rosa” torna in libreria con gli appunti e i disegni di Eco, articolo da Il Tirreno 21 maggio

“Il nome della rosa”
torna in libreria
con gli appunti
e i disegni di Eco

ROMA A 40 anni dalla prima edizione, nel 1980, “Il nome della rosa” di Umberto Eco viene pubblicato da “La nave di Teseo” in una preziosa edizione, per la prima volta con i disegni e gli appunti preparatori realizzati dallo scrittore mentre lavorava al suo bestseller mondiale. Premio Strega nel 1981, tradotto in 60 paesi, il romanzo, che nella nuova edizione arriva oggi in libreria, […] Nell’appendice inedita scopriamo oggetti, ambienti, abiti e personaggi, quel «mondo il più possibile ammobiliato sino agli ultimi particolari» che «per raccontare bisogna anzitutto costruirsi» come diceva Eco e come ricorda Mario Andreose, presidente de “La nave di Teseo” e autore della nota critica. Progettata «con Andreose, che ha seguito la complessa trattativa che ha portato “Il nome della rosa” alla Nave di Teseo, con Stefano e Carlotta e Renate Eco», la nuova edizione «dà conto del pensiero e dello studio che sta dietro la costruzione di un grande romanzo», dice Elisabetta Sgarbi che con Eco ha fondato La nave di Teseo di cui è direttore editoriale.[…]«Prima di scrivere il libro Umberto Eco aveva buttato giù degli schizzi – spiega Andreose – Si immaginava i personaggi, come sarebbe stata l’Abbazia, la biblioteca. Lui lo chiamava l’arredo prima della scrittura. È una documentazione visiva del suo modo di lavorare. Questi disegni rimasti nel suo cassetto sono stati fatti presumibilmente tra il 1976-77. […]

Shirley Jackson “Pomeriggio d’estate” (MicrogrammiAdelphi)

Due racconti di Shirley Jackson “Invito a cena” e Pomeriggio d’estate” che dà il titolo al volumetto in formato digitale. Un breve assaggio e una piacevole scoperta. I due testi sono tratti da La luna di miele della signora Smith che raccoglierà, prossimamente sempre per Adelphi, i vari racconti inediti della scrittrice americana.

Il primo potremmo definirlo una favola lieta che, come tutte le favole, ha anche una morale in questo caso sintetizzabile con: giusta punizione per un maschio petulante e indelicato.

Gradevole nella struttura semplice e scorrevole, contiene quel pizzico di magico che dà un’impronta a tutta la composizione: ma Mallie chi è, cosa rappresenta? Un alter ego, forse, con la sua sicurezza ed efficienza e convinzioni, tutto quanto manca alla protagonista oppure la condizione della donna americana del periodo, sempre ai margini, e alla quale per farsi valere occorre una “presenza speciale”come è quella di Mallie?

Meno lieve il secondo con due bimbe alle prese con i loro giochi estivi, bambole fiori e biscotti, ma anche capaci di far rivivere chi non c’è nell’immaginario sapendo poi restare consapevoli del presente e del domani.

S.P.

Shirley Jackson (1916-1965), casalinga e scrittrice, ha esordito nel mondo delle lettere pubblicando nel 1948 sulle pagine del “The New Yorker” il racconto “La lotteria” che destò notevole scalpore per il suo contenuto dal finale raccapricciante e interpretato come una storia avvenuta realmente; divenne conosciuta per “L’incubo di Hill Hause”del 1959; apprezzata da Stephen King e ritenuta da Harol Bloom l’erede di Edgar Allan Poe rimase pur sempre nell’ombra.