Un insetto, mille secoli di cultura: dalla Bibbia a Dante, dal Rinascimento al Novecento, la mosca come non l’avete mai vista — e come nessuno l’aveva mai raccontata.

A cura di Maurizio Tarantino
Con apparati, materiali d’archivio e una antologia di testi rari
Dal 26 giugno
Un insetto apparentemente insignificante diventa protagonista di un viaggio affascinante tra mitologia, letteratura e arti figurative. Dall’Antico Testamento ai classici greci, dai bestiari medievali fino a Dante e al Rinascimento, la mosca si rivela potente simbolo culturale. Nel 1950, Giuseppe De Lorenzo, scienziato e intellettuale eclettico, le dedica un trattato sorprendente, oggi riscoperto in una nuova edizione curata da Maurizio Tarantino, arricchita da introduzione inedita, apparati e materiali d’archivio (tra cui lettere con Croce e Laterza). A impreziosire il volume, una antologia di testi rari e significativi: da Simonide a Luciano, fino a Tesauro, Alfieri e Trilussa, con nuove traduzioni dal greco di Aldo Setaioli. Un libro breve ma densissimo, capace di unire erudizione, curiosità e piacere della scoperta.
Gli insetti hanno avuto un ruolo determinante nella storia della letteratura, della cultura e dell’immaginario collettivo. Fin dall’antichità è però la mosca ad aver attirato maggiormente l’attenzione degli scrittori, anche per la sua ambivalenza. Da un lato, per la sua consuetudine con la putredine e gli escrementi, in tutta la tradizione veterotestamentaria la mosca e connessa al mondo infero, nero emissario di Baal Zebub, signore delle mosche e principe dei demoni. Cosi, in Isaia (7, 18) sciami di mosche vengono interpretati come messaggeri degli eserciti egiziani; e mosconi si fanno strumento della persecuzione divina come quarta piaga che colpisce l’Egitto (Esodo 10, 4.13). Al contrario, nell’antico Oriente e poi nella Grecia di Omero, la mosca entra, spesso come elemento positivo, in relazione con gli dei e gli eroi. Nel mondo greco-romano gli insetti sono oggetto dei primi trattati scientifici. […]La letteratura novecentesca è ricchissima di mosche, con valenze maligne o benigne, ma sempre in un’ottica di conclamata rottura con il sistema simbolico consolidato, anche quando riprende i modelli del passato. Possono prevalere gli aspetti cupi e oscuri, come in Conrad, Pirandello, Sartre o Golding; oppure quelli paradossali, come in Buzzati, Monterroso o Volponi. La mosca trova nel Novecento sfumature inedite nella poesia di Leonardo Sinisgalli e Pablo Neruda, e nella sensibilità di molte scrittrici. (Maurizio Tarantino)
Giuseppe De Lorenzo (1871–1957), scienziato di fama internazionale, fu geologo, orientalista e senatore del Regno. Professore alla Federico II, autore di oltre 250 opere, unì ricerca scientifica e interesse per il buddhismo e la filosofia orientale.








