Tutto in una pagina: resoconto settimanale di tuttatoscanalibri, dal 24 al 28 agosto 2026

La settimana letteraria appena trascorsa (dal 24 al 28 agosto 2026) su tuttatoscanalibri è stata caratterizzata da un viaggio tra i segreti delle relazioni umane: dai conflitti storici tra fratelli ai miti antichi che spiegano le nostre ferite moderne, fino ad arrivare a favole contemporanee capaci di far parlare gli oggetti o di trovare un’amicizia salvifica nel profondo del mare.

SAGGISTICA

Il dono del mito – Cristina Dell’Acqua (Mondadori)

Cosa sapevano gli antichi di noi? Più di quanto possiamo immaginare. Cristina Dell’Acqua ci prende per mano e ci accompagna attraverso nove miti classici, trasformandoli in veri e propri “doni” terapeutici. In un viaggio tra divinità ed eroi, scopriamo come le passioni greche parlino ancora dei nostri conflitti più profondi. Un perfetto livre de chevet da tenere sul comodino per ritrovare se stessi nei momenti di smarrimento.

leggi la presentazione completa sul sito


RACCONTI E SCRITTI INEDITI

Vita di Violet. Tre storie giovanili – Virginia Woolf (Feltrinelli)

Una gemma letteraria inattesa ci riporta al 1907. In questi scritti giovanili dedicati alla fidata amica Violet Dickinson, scopriamo una Virginia Woolf inedita, ricca di comicità e venature fiabesche. L’altezza imponente di Violet diventa un superpotere per combattere i mostri della quotidianità, regalandoci un tributo intimo che fa sorridere e commuovere.

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NARRATIVA CONTEMPORANEA

Il sole nelle pozzanghere – Matteo Bussola (Einaudi)

Gli oggetti che buttiamo via custodiscono la verità su chi siamo stati. Lo sa bene il signor Pi, un anziano rigattiere con un talento speciale: lui non si limita a spolverare o accomodare cose rotte, ma ascolta le loro storie per curare l’anima delle persone. Una favola moderna, poetica e delicata, che invita a riflettere sul valore dei ricordi e sulle seconde occasioni.

leggi del signor Pi

La stagione dell’Acquario – Anne Catherine Bomann (Iperborea)

Vigga ha trent’anni, una vita segnata dalla paura dell’abbandono tastes e l’incapacità di legarsi agli altri. Tutto cambia quando inizia a lavorare al futuristico acquario di Copenaghen. Lì farà un incontro straordinario con Rosa, un polipo capace di parlarle attraverso un linguaggio silenzioso. Un romanzo intenso al femminile che abbatte le distanze cognitive tra umani e animali.

leggi di questa speciale amicizia che cura


NARRATIVA CLASSICA (TRA OTTO E NOVECENTO)

Il Master di Ballantrae – Robert Louis Stevenson (Adelphi)

Adelphi ripropone un grande classico del 1888 nella nuova traduzione di Masolino d’Amico. Sullo sfondo dell’insurrezione giacobita del 1745, due fratelli della nobile casata scozzese dei Durie si ritrovano su fronti opposti per puro opportunismo politico. Divisi dal fato e dal lancio di una moneta, i due incarnano principi inconciliabili in un conflitto insanabile che unisce avventura, mare e ferocia selvaggia.

Riscopri il capolavoro d’inverno di Stevenson

Rocco Di Blasi “I ragazzi di via Cervantes. L’Unità e il PCI tra Napoli e Mosca”, Arcadia Edizioni

“I ragazzi di via Cervantes” offre il racconto lucido e inedito di un testimone d’eccezione sulla Prima Repubblica.

DA NAPOLI A MOSCA, PASSANDO PER IL TERREMOTO E IL CASO CIRILLO: IL DIETRO LE QUINTE DEL PCI E DE L’UNITÀ NEL LIBRO DI ROCCO DI BLASI

Copertina del saggio postumo di Rocco di BlasiAttraverso gli occhi di un testimone privilegiato, il volume ripercorre due decenni di politica italiana caratterizzati da eventi memorabili e drammatici Arcadia Edizioni

Introduzione di Eduardo Di Blasi

Arcadia Edizioni

Dal 4 settembre 2026

Cosa significava guidare la redazione del giornale fondato da Antonio Gramsci in una delle stagioni più incandescenti della nostra storia recente? Lo si racconta ne I ragazzi di via Cervantes. L’Unità e il PCI tra Napoli e Mosca, il saggio postumo del giornalista Rocco Di Blasi, arricchito dall’introduzione del figlio Eduardo Di Blasi. 
Siamo alla fine degli anni Settanta: il Partito Comunista Italiano – il più grande d’Occidente – è al governo di Napoli, mentre a livello nazionale e internazionale si consumano passaggi storici cruciali. Attraverso gli occhi di un testimone privilegiato, il volume ripercorre due decenni di politica italiana caratterizzati da eventi memorabili e drammatici: La rottura con l’Est: le crescenti tensioni di Enrico Berlinguer con Mosca e la storica dichiarazione sull’esaurimento della “spinta propulsiva” della Rivoluzione d’ottobre. La ferita del Sud: il devastante terremoto dell’Irpinia del 1980 e il celebre grido di rabbia e denuncia del Presidente Sandro Pertini contro i ritardi dei soccorsi.  Il caso Ciro Cirillo: il rapimento dell’esponente democristiano da parte delle Brigate Rosse, i misteri della trattativa e il terremoto interno a l’Unità, che portò alle dimissioni della direzione e al licenziamento della giornalista Marina Maresca.  Sullo sfondo, la sfida quotidiana di una redazione e di un giornale di partito che lottava strenuamente per mantenere la propria autonomia intellettuale, con l’orgoglio di “non voler essere la Pravda” di nessuno.

Quello che sorprende è l’età. Nel 1975, Rocco, 27 anni, due figli tra cui lo scrivente, e già una carriera politica nella federazione del PCI di Salerno, varca il portone di via Cervantes 55 a Napoli per andare a dirigere la cronaca napoletana dell’Unità. Esperienze pregresse: consigliere comunale, ovviamente di opposizione, nella democristiana Pagani (SA), laurea in filosofia e successivo impiego all’IBM di Glasgow non più rinnovato per il richiamo della politica, che all’epoca, molto più di ora, era una cosa concreta fatta di molte riunioni, molti scontri, innumerevoli tentativi, non sempre frustrati, di risolvere i problemi concreti delle masse. Problemi che al Sud erano il lavoro, le sue condizioni precarie e la sua assenza, la camorra, la casa, l’occupazione degli spazi della vita civile da parte soprattutto degli studenti che in quegli anni, in tutto il mondo e non solo in Campania, erano entrati con una certa vivacità sulla scena politica. Tutto questo accadeva mentre il “partitone” era anche impegnato con le classiche liti per il potere interno, che condussero appunto Rocco, troppo leale e “ingenuo” per quell’agone, a essere spostato, a 27 anni, in un luogo politico più confacente: la guida della redazione dell’Unità di Napoli. (Eduardo Di Blasi)

Rocco Di Blasi (1949-2021), salernitano, è stato una firma storica del giornalismo italiano. Per anni inviato e responsabile delle redazioni di Napoli e Bologna de l’Unità, ha successivamente dedicato il suo impegno all’informazione a tutela dei cittadini, guidando il settimanale il Salvagente.

Eduardo Di Blasi (Salerno, 1975), che ha curato l’introduzione del volume, ha seguito le orme paterne lavorando per La Città e l’Unità. Attualmente è giornalista presso Il Fatto Quotidiano.

Filippo Tuena “Cimitero dei porfidi”, Oligo

“Cimitero dei porfidi :appunti d’arte e frammenti narrativi di una delle voci più significative della letteratura italiana contemporanea.

Copertina

OLIGO

Dal 4 settembre

Tra appunti personali e raffinate note d’arte e di storia, la voce di Filippo Tuena ci guida in un cammino che va da Roma a Costantinopoli, per poi toccare Firenze e Palermo. Un viaggio alla ricerca della memoria, dell’impiego e del senso profondo del porfido: una materia tra le più preziose e solenni, un tempo riservata esclusivamente agli imperatori. Basti pensare che a Bisanzio chi nasceva figlio del basileus veniva definito “porfirogenito”, ovvero letteralmente nato nel porfido
Come ogni sogno, anche questo viaggio segue regole singolari: il silenzio assoluto, interrotto solo di rado da qualche voce amica, e un senso di immutabilità entro cui ogni immagine onirica trova il proprio spazio prima di svanire al risveglio. Eppure, nessun sogno o incubo – per quanto dimenticato – lascia indifferenti: una volta sognato, agisce nell’ombra e modifica la vita di chi vi si è trovato coinvolto.  
Cimitero dei porfidi è un sogno fatto di cose pesanti, enormemente pesanti, sollevate a costo di sforzi titanici attraverso macchine ingegnose che sembrano sfidare la gravità. Nulla tende alla leggerezza in queste pagine. È il racconto di una passione archeologica e letteraria, della volontà di accarezzare e fare propria una materia lucida, compatta e a tratti ostile.

«A parte questo, devo dirti delle cose che mi sono accadute; del perché sia finito qui, al cospetto dei porfidi del deserto orientale egiziano; e di quanto provi desiderio di accarezzare questa materia lucida e compatta; toccarla e cercare di farla mia. Ti accorgi che c’è qualcosa di ostile, che si oppone. E tuttavia questo è il racconto di questa passione; e di quel che rimane.» — Filippo Tuena

FILIPPO TUENA si è laureato in Storia dell’arte alla Sapienza di Roma e attualmente vive a Milano. Tra i suoi libri ricordiamo Tutti i sognatori (Fazi 1999, Premio Grinzane Cavour), Le variazioni Reinach (Rizzoli 2005, Premio Bagutta), Ultimo parallelo (Rizzoli 2007, Premio Viareggio), In cerca di Pan (Nottetempo 2023, finalista al Premio Campiello), Michelangelo (Il Saggiatore 2025) e, per Oligo Editore, Valzer con mia madre da ragazza (2024).

dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Valzer con mia madre da ragazza

La voce della Sibilla

TRASFORMAZIONI. Licantropie e altre terribili metamorfosi

Con racconti di Lovecraft, Hodgson, Bierce, Kipling, Saki, Crowe e tanti altri che esplorano uno dei temi più universali dell’immaginario umano

Copertina della raccolta antologica Trasformazioni. Licantropie e altre terribili trasformazioni. Oblivium Edotore

A cura di Michela Pollutri, con la collaborazione di Andrea Gide

Illustrazioni d’epoca

COLLANA Voci dall’ignoto

GENERE Racconti gotici e weird

25 racconti

Oblivium*

Dal 4 settembre

Dal mito antico alla fiaba popolare, dal folklore al racconto gotico e weird, il tema della metamorfosi parla di confini labili e pericolosi: tra umano e bestiale, tra identità stabile e alterità mutevole e caotica, tra civiltà e natura selvaggia; racconta la paura ancestrale di perdere le proprie sembianze, e quindi la propria umanità, ma anche la segreta fascinazione per l’abbandono delle costrizioni razionali, sociali e morali. 
Dedicata agli appassionati di horror classico, letteratura gotica e weird, l’antologia Trasformazioni. Licantropie e altre terribili metamorfosi esplora uno dei temi più potenti e universali dell’immaginario umano. Il volume raccoglie 25 racconti distribuiti in quattro sezioni che allargano progressivamente lo sguardo dal classico lupo mannaro alle metamorfosi più inquietanti e imprevedibili.

Licantropie vere o presunte riunisce i grandi classici del genere: dal Lupo mannaro di Orest Somov, ispirato al folklore ucraino, a Frederick Marryat col Lupo bianco dei Monti Hartz e la prima memorabile licantropia femminile; si prosegue con Sutherland Menzies, Catherine Crowe, Rudyard Kipling e altri, fino a H. Warner Munn e Arlton Eadie. La sezione esplora varianti europee ed extraeuropee, mostrando la vitalità del mito in contesti culturali anche molto diversi.

Altre metamorfosi allarga il campo a trasformazioni non lupesche, spesso ancora più disturbanti: l’uomo-tigre di Hugh Clifford, la fanciulla-gatto di Marcel Prévost, la donna-pantera di Ambrose Bierce, l’orrore fungino di W.H. Hodgson, l’ironia di Saki e la maledizione serpentiforme di Lovecraft e Bishop.

Fiabe e dintorni raccoglie testi dal forte valore simbolico e morale: dal Bisclavret alla Meravigliosa storia della bella Melusina di Ludwig Tieck, fino alle fiabe tradizionali africane e ai racconti di Christina Rossetti e Mary Mapes Dodge.

Ultime trasformazioni chiude il volume con due capolavori russi: La famiglia del Vurdalak di Aleksej Konstantinovič Tolstoj e Lazzaro di Leonid Andreev, dove la resurrezione diventa la più radicale delle metamorfosi.

ELENCO RACCONTI:

Licantropie vere o presunte

Il lupo mannaro – Orest Somov
Il lupo bianco dei Monti Hartz – Frederick Marryat
Hugues, il Lupo Mannaro – Sutherland Menzies
La storia di un Lupo Mannaro – Catherine Crowe
Il segno della bestia – Rudyard Kipling
Il lupo bianco di Kostopchin  – Sir Gilbert Campbell
I lupi mannari  – Honoré Beaugrand
La lupa  – Hector Hugh Munro (Saki)
Il licantropo  – Virgínia de Castro e Almeida
Il lupo mannaro di Ponkert  – H. Warner Munn
La Fanciulla-Lupo di Josselin – Arlton Eadie

Altre metamorfosi

La tigre mannara – Hugh Clifford
La fanciulla con il gatto d’oro – Marcel Prévost
Gli occhi della pantera – Ambrose Bierce
La voce nella notte – William Hope Hodgson
Laura  – Hector Hugh Munro (Saki)
La maledizione di Yig  – Z. Bishop e H.P. Lovecraft

Fiabe e dintorni

Bisclavret  – Constance Cary Harrison
La meravigliosa storia della bella Melusina  – L. Tieck
Due fiabe: Hero e Nick  – Christina Rossetti
Il bambino corvo – Mary Mapes Dodge
Leopardo dalla splendida pelle  – R.H. Nassau

Ultime trasformazioni

La Famiglia del Vurdalak – Aleksej  K. Tolstoj
Lazzaro  – Leonid Andreev

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* Dalla pluriennale esperienza nella pubblicazione di classici di Caravaggio Editore (sotto la direzione editoriale di Enrico De Luca), nasce Oblivium Edizioni: un nuovo marchio dedicato al gotico e al weird. Caravaggio Editore si è affermata negli ultimi anni come una realtà apprezzata per la serietà delle sue edizioni: testi integrali, rispettosi degli originali, annotati e arricchiti da apparati iconografici d’epoca. È proprio da questa attenzione per la qualità che nasce il marchio Oblivium, che si propone come un vero e proprio “riscattatore dall’oblio” di testi classici dimenticati, mai tradotti in italiano o ingiustamente trascurati. Il nome stesso del marchio – che evoca ciò che è stato dimenticato – riassume la sua missione: riportare alla luce opere che meritano di essere lette ancora. All’interno delle due collane principali – Redivivi e Voci dall’ignoto – verranno pubblicati romanzi inediti, raccolte d’autore e antologie tematiche di racconti. Ogni volume sarà caratterizzato da un’alta qualità editoriale: come per Caravaggio, traduzioni accurate, testi integrali e un ricco corredo illustrativo che attinge al meglio dell’illustrazione d’Ottocento e inizio Novecento o realizzato appositamente da artisti contemporanei. Oblivium Edizioni nasce con l’ambizione di portare in libreria e fra le mani di chi legge testi potenti e fuori dal tempo: libri che restituiscono il gusto autentico della letteratura orrorifica classica, senza semplificazioni o adattamenti.

Voland, novità in libreria

Matei Vișniec Un secolo di nebbia traduzione di Mauro Barindi

“Come al solito, la STORIA marciava nelle anime delle persone con gli scarponi inzaccherati di fango e sangue.”

Copertina del romanzo di Matei Vișniec Un secolo di nebbia, Voland

dal 28 agosto in libreria collana Intrecci pagine 704

Un grande affresco sul secolo segnato dalle ideologie che hanno sconvolto il mondo – il nazifascismo e lo stalinismo – i “fratelli gemelli del male” che Vișniec mette in scena in un incontro immaginario fra i giovani Hitler e Stalin nella Vienna del 1913.
Da qui Storia e biografia familiare si intrecciano in una struttura labirintica dove la realtà si confonde con la finzione, la memoria con la riflessione filosofica.
Pagine allucinate e ironiche raccontano l’assurdità del potere e la ferocia delle sue derive, fra istantanee di tragica lucidità e lampi di satira surreale: i nani da giardino liberati dallo sfruttamento dell’uomo, i giovani mandati deliberatamente dai vecchi a morire nella Prima guerra mondiale, l’imperturbabilità degli intellettuali accecati dai dogmi.
Fra le righe affiora anche l’eco dell’Olocausto e dei pogrom: la Storia si fa incubo. Su tutto, puntualmente, aleggia la nebbia dell’ideologia, confondendo il vero e il falso, il carnefice e la vittima.

L’autore Poeta, drammaturgo, romanziere, giornalista, MATEI VIȘNIEC è natonel 1956 a Rădăuţi, nel nord della Romania. Trasferitosi nel 1987 in Francia per sfuggire alla censura di regime, è diventato negli anni il secondo drammaturgo romeno dopo Ionesco a imporsi nel panorama teatrale europeo. Sindrome da panico nella Città dei Lumi (Voland 2021), suo secondo romanzo, è stato pubblicato in francese, russo, ungherese e bulgaro. Il venditore di incipit per romanzi (Voland 2023), tradotto in numerose lingue, si è aggiudicato il Premio per la letteratura europea Jean Monnet 2016.

Il traduttore Mauro Barindi laureato in Lingua e letteratura romena a Padova, con un dottorato in ambito romenistico alla Complutense di Madrid, è stato lettore di italiano all’Università di Iași, e ha usufruito di soggiorni di studio e formazione come traduttore dal romeno in Romania (Bucarest) e all’Istituto Culturale Romeno di Venezia. Fra gli autori tradotti, oltre a Matei Vișniec, Ana Blandiana, Ioana Pârvulescu, Mihail Sebastian.

Giulia Bignami  Con affetto immutato
“L’ho amata, certo che l’ho amata, dell’amore più contraddittorio e immeritato, più vero e puro, quell’amore essenziale e unico con cui si ama la propria fine.”

Copertina del romanzo di Giulia Bignami  Con affetto immutato, Voland

dal 28 agosto in libreria, collana Amazzoni, pagine 240

G, professore di neurochirurgia caduto in disgrazia e malato, ha studiato per anni i cervelli e manipolato i ricordi dei suoi pazienti. Attraverso una memoria frammentata e instabile, l’uomo ricostruisce la propria parabola, oscillando tra lucidità scientifica e ossessione personale fino al fatidico incontro con una nuova, inaspettata paziente: Emma. 
La giovane farmacista riuscirà a turbare la vita e i protocolli clinici del vecchio professore coinvolgendolo in un’intensa quanto controversa storia d’amore, mentre la narrazione si trasforma in un thriller psicologico, dove potere e fragilità, cura e abuso, desiderio e controllo si intreccianofino a confondersi.
Ma chi c’è davvero dietro questa storia? La voce che guida il lettore è anche l’enigma da decifrare.

L’autrice Giulia Bignami è nata a Milano nel 1990, dopo la laurea in Chimica, ha conseguito il dottorato presso l’Università di St Andrews in Scozia per poi trasferirsi a Edimburgo, dove vive e lavora come managere ricercatrice clinica. Nel 2021 ha esordito con il romanzo autobiografico La zattera astronomica (Baldini+Castoldi), seguito dal romanzo Volevo essere Freddie Mercury (con Massimiliano Parente, La nave di Teseo, 2023) e dalla raccolta di racconti scientifici I gatti lo sanno (Giunti, 2023). Collabora con l’inserto “Domenica” del “Sole 24 Ore”.

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di agosto 2023

Logo di tuttatoscanalibri


Omaggio a Hans Tuzzi e l’ultimo Melis

21 marzo giornata internazionale della poesia

I consigli di tuttatoscanalibri a chi predilige il romanzo storico

Roberto Piumini Il piegatore di lenzuola

Libri di viaggio: Francesca Volpe La Toscana in Renault4

Pina Bertoli Infondate ragioni per credere all’amore

Alberto Moravia La noia


Muriel Spark Ragazze squattrinate


Ferrini – Pizzuoli La val di Merse. Luoghi e paesaggi

Albert Camus Il primo uomo

Stefano Nasetti Il lato oscuro di Marte. Dal mito alla colonizzazione



Tutto in una pagina: il resoconto della settimana  dal 17 al 21 agosto 2026

Cari lettori di tuttatoscanalibri, ecco il secondo resoconto per aiutarvi a non perdere nessuna delle nostre proposte di lettura presentate neila settimana precedente. Tutto in una pagina: resoconto della settimana  dal 17 al 21 agosto 2026, una bussola letteraria per orientarvi tra le nostre segnalazioni, divisa per generi e con rimandi alla pagina completa.

La nostra vetrina dal 17 al 21 agosto ha proposto per voi, sia che siate cacciatori di trame intense, sia esploratori di saggi storici o sensibili al fascino dei grandi classici, cinque interessanti contenuti di narrativa e di saggistica.


Narrativa Contemporanea:

L’influsso dei fagiani
Antje Rávik Strubel (Voland)

Cosa succede quando una singola inchiesta giornalistica fa crollare ogni certezza? Con ironia e lucidità disarmante, l’autrice ci trasporta nella vita di una caporedattrice culturale ritenuta responsabile della morte di un celebre regista. Un romanzo che seziona i meccanismi del potere e le gabbie del patriarcato.

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Saggistica:

Storia della frutta. Un viaggio tra gusto, salute e mercati dal Rinascimento ad oggi
Daniele Bolognesi (Laterza)

Sapevate che nel Rinascimento mangiare fichi o meloni era considerato quasi letale dai medici dell’epoca? Questo saggio racconta l’evoluzione del ruolo della frutta sulle nostre tavole, svelando come il gusto abbia influenzato e anche sconfitto i vecchi tabù della medicina.

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Ondeggia, Oceano. Scrittori stranieri di mareTeodoro Lorenzo (Besa Muci Editore)

L’oceano non è una semplice distesa d’acqua, ma un immenso specchio dell’animo umano. Dai terrori biblici fino al sublime romantico, l’autore ci accompagna in un viaggio letterario e intellettuale lungo tremila anni per riscoprire come i più grandi geni della scrittura hanno raccontato l’abisso.

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Racconti:

103 storie di seduzione (e una postilla) – Vittorio Orsenigo (Bibliotheka Edizioni)

A poco tempo dalla scomparsa dello scrittore e regista milanese, torna alla luce una perla letteraria introvabile. Una raccolta di racconti dove una sensualità sussurrata si intreccia a tormenti metafisici, regalando pagine cariche di una vitale e irresistibile passione.
 
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Omaggio Letterario:

Omaggio a Grazia Deledda nel centenario del Nobel (1926-2026)

A cento anni dal massimo riconoscimento letterario, celebriamo l’unica scrittrice italiana ad aver mai vinto il Premio Nobel. Un viaggio profondo nella sua Sardegna, dove i paesaggi diventano personaggi e i tormenti dell’animo umano mantengono un’attualità psicologica sconvolgente.

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Un “livre de chevet” di Cristina Dell’acqua “Il dono del mito”

“Quello che gli antichi sapevano di noi”

Copertina del libro di Cristina Dell'acqua "Il dono del mito", Mondadori

Nel sottotitolo “Quello che gli antichi sapevano di noi”, una chiave di lettura:
Perché se a prima vista questi miti parlano di dèi, eroi ed eroine, in realtà raccontano quello che gli antichi sapevano di noi: le passioni che ci animano, le trasformazioni che siamo chiamati a compiere, e come le ferite possano diventare il luogo stesso della cura.(da Mondadori)

Si apre con una citazione che precede l’Introduzione a cura dell’Autrice, scelta perfettamente calzante e da condividere in pieno: “Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria di esperienze, di informazioni, di letture, di immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili. ITALO CALVINO, Lezioni americane

L’Introduzione al saggio a cura dell’Autrice è interessante e nello stesso tempo originalmente propositiva, per quel che vorrebbe diventasse il suo libro: un livre de chevet, così come annuncia al termine dell’Introduzione medesima “E ora, care lettrici e cari lettori, nel lasciarvi alla lettura vi saluto con un mio desiderio: che queste pagine possano essere un vostro livre de chevet – bisogna sempre averne più d’uno […]”

Ma cosa è di preciso un livre de chevet?

La traduzione letterale lo definisce “libro da capezzale” o “libro da comodino” ovvero a portata di mano per consultarlo spesso, un libro amico quindi, un libro a cui chiedere aiuto.
E come?
Attraverso nove miti, nove doni perché il mito sottolinea l’Autrice nell’Introduzione“ è un dono. “Un dono antico che attraversa i secoli senza consumarsi, passa di voce in voce, di anima in anima, e arriva sino a noi ogni volta che l’esperienza umana si fa troppo grande per le parole quotidiane. Un dono in forma di racconto, che accoglie ciò che ferisce e lo trasforma in possibilità di comprensione: un racconto che cura. Non avete dunque tra le mani un manuale di mitologia greca, ma un libro che è un viaggio attraverso nove racconti, che hanno come protagonisti divinità ed eroi e che parlano dei nostri conflitti più profondi, delle ferite che ci segnano e delle trasformazioni che siamo chiamati a compiere.
Questo libro, di doni, ne contiene nove”.

Sono nove infatti le figure mitologiche di cui racconta

Ce le sintetizza Franco Manzoni nella sua presentazione (Il Corriere 23 agosto 2026)

In uno stile chiaro, accattivante, accessibile ma rigoroso, l’autrice assume la funzione guida di narratore terapeutico. Perciò sceglie nove figure emblematiche della mitologia greca: la fragile Elettra imprigionata in una rabbia patologica, l’arte genitoriale del centauro Chirone, l’essenza del sacrificio e del perdono in Andromeda, l’ira furente e la magnanimità di Achille, la fine dell’amore che si eterna in Andromaca, il selvaggio Pan e il suo grido terrorizzante, il pastore Endimione e l’inconveniente della eccessiva bellezza, il trasgressivo Dioniso, dio dell’orgia e della metamorfosi, per concludere con Atena, dea della sapienza e portatrice di pace.

Cristina Dell’Acqua, laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano, insegna greco e latino al Collegio San Carlo di Milano e Attualità della cultura classica all’Università IULM di Milano. Appassionata di sperimentazione didattica, si è specializzata in Arts Integration negli USA (Annapolis, Maryland). Cura la nuova collana di Classici Roi Edizioni e scrive articoli culturali per il «Corriere della Sera». Va in scena al Teatro degli Angeli di Milano con «Che mito sei?», una serie di incontri dedicati all’attualità del mito. Ha pubblicato con Mondadori Una Spa per l’anima (2019), Il nodo magico (2021) e La formula di Socrate (2023), con Solferino Il desiderio di volare (2022).(da Mondadori)

Anne Catherine Bomann “La stagione dell’Acquario”

L’amicizia speciale di Vigga con Rosa, un polipo che accende curiosità e interesse nel mondo deprivato della protagonista

Copertina del romanzo di Anne Catherine Bomann "La stagione dell'Acquario"Iperborea

Traduzione di Eva Valvo

Nella Stagione dell’acquario, Anne Cathrine Bomann azzera la distanza cognitiva ed emozionale che può separarci dagli altri animali e, in un romanzo intenso e tutto al femminile, ci racconta di un’amicizia come dovrebbe essere: un cambiamento di prospettiva, capace di suscitare nuovi interrogativi, etici, filosofici ed esistenziali.(da Iperborea)

La protagonista, Vigga, è una trentenne che ha cambiato vari lavori tutti abbandonati allo scadere del mese di prova e tutti proposti a lei dal centro per l’impiego.
Le sta accadendo ancora in questa ennesima attività presso l’acquario futuristico di Copenaghen, la sua città, “Mondo Oceano”.
La sua vita è costellata di abbandoni o da situazioni vissute come tali che la fanno sentire incapace di costruire relazioni con altri esseri umani: un amore finito male, un’amicizia, l’unica, con Maiken, l’amica che però ha scelto di avere un figlio, scelta che accende un rischio di abbandono e con esso la possibilità di disequilibrare quel minimo a cui Vigga si aggrappa.
La salvezza inaspettata arriva da una presenza che comunicherà con lei con un linguaggio diverso ma che la farà sentire “scelta”. È Rosa, un polipo dell’acquario ad accendere un certo interesse e una sana curiosità nel suo mondo deprivato: un’amicizia speciale, dissimile, ma un’amicizia che cura e guarisce.

“C’è proprio  questo disagio sociale, tra l’altro così attuale, al centro del romanzo della scrittrice e psicologa danese Anne Cathrine Bomann, che dà alla sua protagonista una voce ruvida con cui raccontarsi senza retorica”

scrive così Angelo Molica Franco nella sua presentazione su Il Venerdì di Repubblica del 21 agosto 2026. 

Anne Catherine Bomann Nata nel 1983, è una scrittrice, poeta e psicologa danese, oltre che dodici volte campionessa nazionale di ping-pong. Il suo romanzo d’esordio L’ora di Agathe, pubblicato da Iperborea nel 2019, è stato un caso letterario tradotto in diciotto paesi.(da Iperborea Autore)

Matteo Bussola “Il sole nelle pozzanghere”, presentazione

Copertina del romanzo di Matteo Bussola "Il sole nelle pozzanghere", Einaudi

Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangire, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c’è un signore capace di ascoltarli. Di sentire, nella loro voce, il concerto del mondo. È lui il protagonista di questo romanzo.(dal Catalogo Einaudi)

Ma chi è il protagonista di questo romanzo?

Un signore capace proprio di ascoltarli é il signor Pi, un anziano rigattiere che non ripara, ma svolge una funzione più importante, gli oggetti “che approdano da lui “stanchi, disarmati,  feriti”  sono i “testimoni silenziosi di umori, desideri, lacrime trattenute, promesse dimenticate. Sono oggetti che nessuno vuole più, ma che hanno ancora tanto da dire. Del resto lo chiamano  «il vecchio delle cose rotte». Anche se in realtà lui non aggiusta quasi nulla: al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta alla luce, «come si fa con i ricordi quando smettono di far male». Perché il suo lavoro […] consiste piuttosto nel riparare persone. Così intorno alla sua bottega pagina dopo pagina una girandola di voci e personaggi che in qualche modo aspetta un nuovo inizio”. (da Ilaria Zaffino La Repubblica 14 agosto 2026).

Nelle prime pagine il lettore inconta il protagonista

“Poi estrae dalla tasca un mazzo di chiavi, si abbassa al livello del marciapiede, infila la chiave in una serratura, la gira, toglie il lucchetto e tira su la saracinesca per poco piú della metà.
Riprende il mazzo e lo infila in una porta a vetri.
Prima di aprire la porta solleva la bambola, le stringe la piccola mano di plastica che scompare nella sua.
– Comunque piacere, – le sussurra. – lo sono il signor Pi”.

Segue il primo capitolo dal titolo emblematico “Riparare persone”
È una favola bella, una favola di oggi, per riflettere, come è il compito di tutte le favole

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