
Con Ed è un poco la notte e un poco l’alba, Ilaria Tuti disvela la compassio nella barbarie, l’incontro nello scontro, l’esodo nell’invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l’incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell’altro. E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare.(da Longanesi)
Il romanzo racconta una pagina di storia poco conosciuta con un’aderenza altissima al contesto reale, ai luoghi e ai fatti di cronaca dell’epoca, mentre i personaggi principali e l’intreccio narrativo ovviamente sono elaborazioni frutto della fantasia dell’autrice, come è tipico di ogni romanzo storico.
Ilaria Tuti ha condotto ricerche approfondite basandosi sulla memoria collettiva friulana e sui documenti del tempo, unendo due precise realtà storiche documentate: la promessa di Hitler ai cosacchi russi (che combattevano contro l’Armata Rossa di Stalin) una nuova patria in Friuli e l’occupazione cosacca in Carnia del 1944-1945, raccontando l’incontro tra due popoli che alla fine hanno imparato a conoscersi.
Serafina è la protagonista e tutti gli altri personaggi della storia servono all’autrice proprio a perseguire un messaggio narrativo e mostrare come è possibile che l’umano sappia resiste alla barbarie della guerra. focalizzandosi sulle emozioni, sulla compassione tra popoli sebbene l’uno invasore e l’altro invaso e costretto a convivere con il “nemico”.
Oltre ad esere una pagina di storia non molto lontana ma sconosciuta è sicuramente un messaggio in questo nostro mondo attuale dove alla guerra occorre imporre la riscoperta del lato umano che ci accomuna.
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