Alfredo Panzini “Il padrone sono me!” recensione di Federica Zani

Le opinioni dei lettori

Il padrone sono me! (fondamentale il punto esclamativo): questo il titolo di un romanzo di Alfredo Panzini che fu un grande successo nell’Italia fra le due guerre: pubblicato la prima volta nel 1922, ebbe varie ristampe e la sua fortuna si prolungò fino al 1955, quando ne venne tratto un film per la regia di Franco Brusati. Rileggendolo oggi, lo si può forse trovare un po’ invecchiato; ma la patina del tempo è parte integrale del suo fascino, perché questo romanzo racconta la storia di un mondo ormai perduto.

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Richard Powers, Premio Pulitzer, l’intervento nell’ambito della Milanesiana, da il Corriere Cultura

 

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e anche

L’intervista:

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Sullo stesso argomento leggi anche gli articoli dal Corriere e da La Repubblica 

I disegni di Mauro Moretti in mostra al Quadro o,96 a Fiesole fino a settembre

Ci piace segnalare ai nostri lettori la mostra dei disegni del noto illustratore Mauro Moretti a Fiesole al Quadro o,96

 e alcuni dei volumi Edida che si pregiano del suo inconfondibile tratto

Presentazione di Joel Vaucher de-la-Croix su Cultura Commestibile del 15 giugno 2019

I libri Edida, in cartaceo e in ebook, illustrati da Mauro Moretti che potete trovare recensiti sul Sito e in vendita su Amazon

Giovanni Neri “Capraia Akbar” CTL Editore Livorno

Un gruppo di terroristi islamici nascosto a Capraia, un attentato destinato a scuotere il mondo, un vecchio maresciallo dei carabinieri vicino alla pensione, un’isola che annega nel buio e nel gelo di una notte di pioggia torrenziale. A metà strada tra il romanzo e la cronaca, Capraia Akbar racconta quello che potrebbe succedere dopo la sconfitta di Isis in Medio Oriente e l’ondata di attentati dei lupi solitari in Europa.  Serrato come un giallo, spietato come un pulp, Capraia Akbar vi terrà avvinti fino all’ultima pagina  con un finale a sorpresa che non potevate immaginare.
Notizie biografiche
Giovanni Neri è giornalista professionista, scrittore e social media maker. Laureato in Storia Militare all’Università di Pisa, nella sua lunga carriera si è occupato come inviato per quotidiani, settimanali e mensili di terrorismo italiano e islamico e di grandi  storie come il Mostro di Firenze, il naufragio del Moby Prince, l’Anonima Sequestri e il terremoto dell’Irpinia. Appassionato viaggiatore e gastronomo ha scritto  anche  di argomenti di carattere ambientale, turistico, culturale e militare. Ufficiale superiore della Riserva Selezionata dell’Esercito Italiano ha compiuto in questa veste missioni all’estero e in Patria. Ambientalista ante litteram ha ricoperto il ruolo di coordinatore delle Guardie Ambientali Volontarie (Gav) della Toscana.

Giovanni Neri

Alice Munro “Nemico, amico, amante…”, Einaudi Super ET, 2014

Alice Munro, nata nel 1931 a Wingham, in Canada, è autrice di numerose raccolte di racconti come in Nemico, amico, amante…, che ne comprende nove a partire da Nemico, amico, amante che apre la raccolta   e le dà il titolo. In Italia è stata tradotta a partire dagli anni ’90 e i suoi scritti sono stati pubblicati da Einaudi. La sua intera opera consta al momento di tredici raccolte di racconti e un romanzo Lives of Girl and Women, “‘La vita delle ragazze e delle donne’, pubblicato per la prima volta in Canada nel 1971. Nel 2013 ha ricevuto il  Nobel per la letteratura perché “maestra del racconto breve contemporaneo”.

Per saperne di più: Alice Munro su mangialibri

Dalla Quarta di copertina:

Nove racconti perfetti: la musica del quotidiano, il gioco smorzato dei sentimenti e delle allusioni. […] La scrittura della Munro è aperta, lussureggiante, fatta di accadimenti e particolari necessari. Il paesaggio canadese, la natura selvaggia del Nord Ovest partecipano alle emozioni dei personaggi, integrano la loro storia, determinano le loro decisioni.

I temi indagano i legami familiari, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la quotidianità, vicende apparentemente normali, di cui discopre i lati oscuri e denuda i moventi psicologici, dove il tempo dell’azione e le parole giocano un ruolo essenziale. Nelle sue storie non lineari possono emergere all’improvviso verità o memorie “nascoste” tra le pieghe narrative o nel tempo della memoria dei protagonisti, tanto che, come scrive Fabrizio Coscia in “Alice Munro, cara vita ti scrivo”, portando ad esempio il racconto “Ortiche”, l’azione del racconto “viene spostata avanti e indietro” ed ha “un duplice scopo: quello di dilatare e potenziare i limiti intrinseci del genere racconto, assomigliandolo quanto più possibile al romanzo. Le digressioni, e il loro rapporto cronologico con l’azione del romanzo, svolgono un ruolo di fondamentale importanza, in quanto manipolano il tempo, lo dilatano, e lo riflettono nell’interiorità dei personaggi”.

 

S.P.

Divier Nelli “Moon” recensione di Claudio Vecoli da Il Tirreno del 16 giugno

Esce “Moon”, raccolta di racconti di scrittori noti ed esordienti
«Un insieme di racconti gialli, amore e teorie complottiste»

Guarda che luna….
Nelli e l’antologia
degli undici racconti
a 50 anni dall’impresa

di CLAUDIO VECOLI

Da piccolo aveva due sogni nel cassetto. Uno – fare lo scrittore – si è trasformato ormai da molti anni in una felicissima realtà. L’altro – diventare un astronomo – si è avverato solo in parte. Perché stelle, pianeti e satelliti si limita ad osservarli di tanto in tanto con un telescopio amatoriale che utilizza nelle serate libere. Complice però il cinquantesimo anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla Luna, i due sogni di bambino di si sono in qualche modo intrecciati. Merito di un progetto editoriale che lo scrittore viareggino – da anni trapiantato nel Chianti – ha concepito e portato avanti con costanza e determinazione. E che lunedì vedrà la luce in libreria sotto forma di un elegante volume edito da Lisciani. Il libro si intitola semplicemente Moon ed è una raccolta di racconti di vario genere (si va dal giallo alla fantascienza fino alla storia d’amore) che ha come filo conduttore i 50 anni dall’allunaggio. Di questa antologia Divier Nelli è il curatore. Ma, non volendo certo perdere il vizio della scrittura, è anche uno degli undici autori. Undici come il numero della missione Apollo che il 20 luglio 1969 portò Neil Armstrong e Edwin “Buzz” Aldrin a posare per primi sulla Luna i loro pesanti piedi infagottati in scomode tute spaziali. E, ciliegina sulla torta, il libro può vantare una prefazione dell’italiano che più di ogni altro ha legato il proprio nome a quell’impresa che tenne incollati alle tv di tutto il mondo milioni di spettatori: Tito Stagno.Allora Divier, partiamo dall’inizio. Quando è nata l’idea di Moon?«L’idea risale già a quattro anni fa. Sono sempre stato appassionato di astronomia e con il mio piccolo telescopio stavo osservando la luna. Ho pensato agli uomini che per primi ci avevano messo piede e mi sono reso conto che era già trascorso quasi mezzo secolo. In quel momento ho cominciato a pensare a qualche cosa che fosse legato ai cinquant’anni dall’allunaggio».Nulla a che vedere con un libro celebrativo, però…«Vero. A differenza dei tanti libri che sono in uscita in queste settimane che celebrano l’anniversario dello sbarco, io volevo dar vita a una raccolta di racconti che avessero come filo conduttore la concomitanza con l’impresa dell’Apollo 11. Un’opera di narrativa, insomma. E a quanto mi risulta è l’unica del genere che verrà pubblicata in questo periodo. I lettori vi troveranno all’interno racconti gialli, ma anche storie d’amore e teorie complottiste. Tutto frutto della fantasia degli autori. Anche se ho voluto che tutti fossero scientificamente e storicamente rigorosissimi».In questa avventura letteraria hai coinvolto hai coinvolto altri dieci scrittori. Come li hai reclutati?«Intanto volevo che fossimo proprio in undici in omaggio alla missione Apollo 11. Di questi cinque sono autori affermati e sei alla loro prima esperienza importante. Oltre a me, fanno parte della schiera degli scrittori già noti Leonardo Gori, Giulio Leoni, Mariano Sabatini e Giada Trebeschi. Poi ci sono altri sei autori – quasi tutti toscani – che hanno frequentato un corso di scrittura che ho tenuto a Viareggio: Monica Campolo, Stefano Fazzi, Fabiana Catani, Paolo Miniussi, Vittorio Simonelli e Manuela Bertuccelli. Infine abbiamo ricavato una appendice fotografica con alcuni degli scatti più significativi dell”Apollo 11».C’è poi la prefazione firmata da Tito Stagno, il giornalista che ha raccontato lo sbarco sulla luna a milioni di italiani…«E’ un po’ la chicca di questo libro. Grazie a Mariano Sabatini, che conosce Tito Stagno, gli abbiamo chiesto una testimonianza. E lui ha accettato senza indugi, regalandoci una piccola perla di cui siamo orgogliosissimi».Da lunedì Moon sarà in libreria. E da quel momento inizieranno le presentazioni in giro per l’Italia. Visto l’argomento di cui tratta, ce ne saranno anche di particolari?«Stiamo mettendo a punto il calendario. E stiamo pensando anche a qualche data-evento. Di sicuro, il 4 luglio, saremo a Palazzo Blu a Pisa dove è in corso una mostra sulle imprese spaziali e dove quel giorno si inaugurerà la rassegna “Luna 50” coordinata dall’Università di Pisa».E il 20 luglio, giorno dell’anniversario, dove sarete?«Non lo sappiamo ancora, ma di certo faremo qualcosa di speciale…». —

Oreste Verrini “Madri. Sulle Orme del pittore Pietro da Talada, lungo l’Appennino Tosco -Emiliano”

Durante la lettura del diario di viaggio “Madri”, oltre ad essere  molto gradevole, il lettore diventa compagno di cammino del protagonista in questo percorso prevalentemente a piedi e  in solitaria.

Ma chi è il viaggiatore e perché decide di partire?

Il viaggio, già. Un tema affrontato e perseguito nel tempo perché  ha un suo fascino ammaliatore.

E in questo bel racconto ci sono tutte le peculiarità del viaggiare: la scoperta, la ricerca, la fuga, la curiosità, l’amore per il mondo e per le sue creature, è… scoperta di sé e dei propri limiti, appagamento estetico, miraggio, ed  ha, per ciascuno, un valore e un sapore diverso.

Oreste Verrini sa coinvolgere il lettore nel suo viaggio e sa renderlo partecipe: ho condiviso molto di quanto scritto relativamente al senso del viaggiare e soprattutto la provata relazione tra camminare e “scacciare i pensieri” perché “col passare dei minuti e l’aumentare del numero dei passi il malumore comincia a scemare. Allenta la presa”. Ma non mancano altre riflessioni e sottili intuizioni, fantasticherie, incontri, citazioni. E bozzetti imperdibili da un mondo che sta scomparendo nell’Appennino Tosco Emiliano, sulle orme di un pittore quattrocentesco, Pietro da Talada, un pittore di “Madri” riscoperte, studiate e ammirate nelle varie chiese lungo il percorso.

Un racconto variegato, pieno di incontri e di ambientazioni, che sa catturare e rendere sereni come se la “terapia” del camminare dalle pagine scritte si trasferisse nell’anima.

Chi è Oreste Verrini

Docente universitario della Facoltà degli Studi di Pisa, vive nei luoghi che da anni ama raccontare e valorizzare in racconti di viaggio: La via Francigena di Montagna, La via del Volto Santo. A piedi in Lunigiana e Garfagnana, in collaborazione con Nino Guidi.

Salvina Pizzuoli