“Il capitale naturale”

Idee e soluzioni per fare pace con il Pianeta

a cura di Daniele Moretti

Paesi Edizioni

Prefazione di Stefano Pogutz

Il libro Il capitale Naturale. Idee e soluzioni per fare pace con il Pianeta racchiude al suo interno esperienze e testimonianze dei grandi interlocutori del dibattito ambientale internazionale. Come di Johan Rockström, scienziato della sostenibilità globale riconosciuto a livello internazionale per aver guidato il gruppo di ricerca che ha pubblicato il quadro dei «planetary boundaries», adottato come approccio allo sviluppo sostenibile e utilizzato per aiutare a guidare governi, organizzazioni internazionali e aziende. Michael E. Mann, climatologo e geofisico statunitense e direttore dell’Earth System Science Center presso la Pennsylvania State University, che ha contribuito alla comprensione scientifica del cambiamento climatico analizzando le temperature dei millenni passati. 

E ancora: il Premio Nobel per la Pace nel 2007 Riccardo Valentini, uno dei pionieri delle misurazioni del flusso di carbonio terrestre e autore del Rapporto speciale Ipcc sui Cambiamenti climatici e l’uso del territorio; Peter Thomson, oggi inviato Speciale delle Nazioni Unite per l’Oceano; Antonio Navarra, Presidente del Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti climatici; Maria Chiara Carrozza, presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche.

Ci sono poi figure tecniche: come i ministri del Governo Draghi Enrico Giovannini e Roberto Cingolani, tutt’oggi consigliere per l’energia del Governo Meloni; l’amministratore delegato e direttore generale di Enel Francesco Starace; il direttore generale di Renexia, Riccardo Toto, che è parte del Gruppo Toto specializzato nelle rinnovabili. Ma ci sono anche figure trasversali: come l’archistar Stefano Boeri; lo skipper Giovanni Soldini; l’artista ambientale Anne De Carbuccia; l’alpinista Simone Moro e tanti tanti altri.

«La raccolta di scritti che Daniele Moretti propone in questo volume abbraccia molteplici ambiti disciplinari: dalle scienze ambientali alla climatologia, dall’economia alla tecnologia, dall’architettura alla politica, dalla gestione aziendale all’oceanografia» scrive nella prefazione il professor Stefano Pogutz, tra le altre cose Direttore Full time MBA di SDA Bocconi School of Management. «Esperti, scienziati, leader ci aiutano a capire l’importanza di preservare le risorse naturali e le funzioni degli ecosistemi. L’equazione è molto semplice: senza capitale naturale non abbiamo né attività economica, né attività sociale. Gli scienziati e i leader intervistati non solo sono testimoni consapevoli della necessità di rileggere la relazione tra ecosistemi e sistemi economico-sociali, ma propongono nuove idee per affrontare le sfide planetarie, ci parlano di possibili soluzioni tecnologiche e organizzative, ci aiutano a capire quali strade percorrere. Soprattutto, ci raccontano che un’alternativa è ancora possibile ed è a beneficio di tutti».

Alessandro Cosi “Cagliostro e il mistero del manoscritto perduto”, presentazione

Quattro i protagonisti, ex tenenti del Regio Esercito: si apre nel maggio del 1913 con un viaggio a Istambul su uno splendido brigantino e la scoperta di una piccola libreria tra le strette vie della città vecchia

Una piccola libreria nell’angolo opposto apriva il suo ingresso invitante al passante, una porta di legno, scura e sverniciata, che sembrava testimone del trascorrere dei secoli, attirava gli amanti del mistero come le labbra carnose di una ballerina danzante, proprio quella danza del ventre che a Istambul era una delle attrazioni più eccitanti, dove le sacerdotesse di quel rito antico come il mondo affascinavano il pubblico con il movimento erotico del ventre, un ballo provocante fatto di ritmo, grazia e sensualità.

I nostri esitarono un poco davanti all’ingresso, poi attraversarono trepidanti quella soglia: una vecchia libreria, in quella magica città, rappresentava un luogo che non potevano evitare. Cos’avrebbero scovato?

E sa già di mistero!

E si chiude a Roma il 25 aprile del 1945.

Due luoghi e due date importanti: l’incipit in un momento storicamente difficile dell’Impero Ottomano crogiuolo di popoli e fucina di interessi internazionali; la seconda a Roma nel giorno della Liberazione: tra questi due momenti simbolici una ridda di avvenimenti, colpi di scena, incontri, ricerche, inseguimenti e aggressioni, inframmezzate dai progressi e dalle nuove scoperte sul libro smarrito, un secondo volume, fondamentale, tra “lezioni” tenute agli altri componenti il gruppo per loro informazione dal “sapiente” tra i quattro protagonisti. Lezioni interessantissime, piene di curiosità e informazioni per il lettore anche già edotto in materia.

Un po’ saggio ampiamente documentato e un po’ romanzo storico avventuroso che sa appassionare e incuriosire anche il lettore non entusiasmato da alchimia o da esoterismo.

Dalla Quarta di copertina

Fabbricazione dell’oro da metalli vili e la pozione per la vita eterna: uesti gli argomenti di un misterioso manoscritto del Settecento ritrovato ad Instanbul nel 1913, in una vecchia e nascosta libreria. I quattro protagonisti, ex tenenti del Regio Esercito, dovranno combattere con la decriptazione del libro e con gli agenti di ocietà segrete di mezza  Europa, da Parigi a Lione, da Berlino a Zurigo. Ne nasce un romanzo storico, documentato sull’alchimia e i suoi protagonisti in particolare Cagliostro e Saint Germain che sconfina nel thriller e nell’azione più frenetica. Una storia che si snoda per quasi mezzo secolo, dalla Libia del 1911 fino alla Roma del dopoguerra, nel 1945

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“L’oro di Tolosa”

“La guerra civile tra Ottaviano e Antonio: La fine della Repubblica e l’alba dell’Impero”

Elizabeth Jane Howard “Quel tipo di ragazza”, presentazione

Traduzione di Manuela Francescon

“Scritto durante i primi anni di matrimonio con Kingsley Amis, Quel tipo di ragazza è l’analisi precisa di un’unione indistruttibile solo in apparenza, ma anche un’esplorazione magistrale dei tenui legami che costituiscono il tessuto delle nostre vite: una storia toccante sull’amore, la solitudine e il desiderio”.(dal Catalogo Fazi Editore)

Pubblicato per la prima volta nel 1972, titolo originale Odd girl out è presentato da Fazi Editore con l’Introduzione di Hilary Mantel (del 1994, tradotta da Giuseppina Oneto)

Nei romanzi di Elizabeth Jane Howard il matrimonio tra forma e contenuto sembra perfetto; il divorzio è da escludere. Lei è una di quelle romanziere che con la loro opera ci mostrano a cosa serve il romanzo. Ci consente di vedere quando siamo miopi. Affina il potere dei nostri sensi e la nostra consapevolezza, e ci aiuta a raccordare la nostra limitata esperienza all’esperienza più vasta. Ci aiuta a compiere ciò che è necessario: aprire gli occhi e spalancare il cuore.

Così scrive Hilary Mantel nell’Introduzione al romanzo: la Howard racconta la storia di due coniugi, Edmund e Anne Cornhill, e dell’arrivo inaspettato di un ospite che rivoluzionerà il loro pacato e apparentemente positivo e decennale ménage. L’ospite è Arabella, figlia della madre di Edmund ma di padre diverso, si è sposata infatti varie volte, e nonostante il loro rapporto sia flebile, si rivolgerà ad Edmund per collocare la figlia altre volte spostata quasi fosse un pacco. Sarà proprio questo nuovo membro della famiglia a scardinare il vecchio equilibrio, degenerando.

La comparsa della ragazza nella vita della coppia è fin da subito destabilizzante: Anne e Edmund, che non hanno figli, si sentono inizialmente chiamati a farle da genitori. Ma Arabella è una seduttrice nata..

“E ovviamente questa è una storia che va molto al di là dell’eterno triangolo.[…]. Poi ci sono le storie parallele” precisa, sempre nell’Introduzione, Hilary Mantel

Brevi note biografiche

Elizabeth Jane Howard (Londra, 1923 – Bungay, 2014)  ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del ‘900. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. Oltre ai cinque volumi della celebre saga dei «Cazalet», Fazi ha pubblicato «Il lungo sguardo», «All’ombra di Julius», «Cambio di rotta», «Le mezze verità» e «Perdersi »

della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

“La ragazza giusta”

“Perdersi”

“Gli anni della leggerezza. La Saga dei Cazalet1”

Mariolina Venezia “Ecchecavolo. Il mondo secondo Imma Tataranni”, presentazione

In questa raccolta di leggi immaginarie, decreti e piccoli editti, architettati mentre fa la fila alla posta o risolve un caso, la Piemme piú chiacchierata di tutto il Centro Sud esprime la sua visione del mondo. Non com’è, naturalmente, ma come dovrebbe essere. Almeno secondo lei. (dal Catalogo Einaudi)

Chi volesse godere appieno delle “leggi” elaborate da Immacolata Tataranni, detta Imma, per migliorare i rapporti umani e fare “giustizia” degli importuni e di coloro che non essendo consapevoli, anche per una falsa risposta degli altri al loro comportamento, vi si ostinano, occorrerebbe avesse già letto almeno uno dei romanzi o visionato alcuni episodi su Rai1 che hanno per protagonista il Sostituto Procuratore Tataranni che opera a Matera, avesse quindi presenti i suoi collaboratori, la sua famiglia, la sua visione del mondo… che emerge imperiosa e diretta dai suoi comportamenti; dovranno altrimenti accontentarsi, si fa per dire, di un ritratto quanto mai illuminante sui meriti ma anche sul “brutto carattere” della protagonista e dei coprotagonisti, scampolo minuto di una più ampia umanità, di una fotografia dissacrante, ironicamente pungente, mirata a far emergere aspetti e comportamenti spesso consolidati o accettati passivamente nella nostra vita associata a cui la Tataranni invece si ribella facendo anche autocritica e confezionando leggi ad hoc.

Una lettura piacevole, di un’ironia concreta che sa stuzzicare, divertire sanzionando luoghi comuni e comportamenti gratuiti con una scrittura incisiva, rapida, immediata.

“I colleghi che si sentono in dovere di fare i simpatici a tutti i costi, le suocere impiccione, i tuttologi dell’ultimo minuto. Quelli che non si regolano durante il pranzo della domenica e quelli che chiedono «ti è piaciuto?» dopo aver fatto l’amore: nel suo mondo ideale Imma Tataranni non fa sconti a nessuno. Neanche a se stessa”.(dal Catalogo Einaudi)

e anche

Brevi note biografiche

Mariolina Venezia è nata a Matera e vive a Roma, dove lavora per cinema, teatro e televisione. Con Einaudi ha pubblicato Mille anni che sto qui, vincitore del Premio Campiello 2007. Sempre per Einaudi ha pubblicato in seguito le indagini di Imma Tataranni: Come piante tra i sassi (2009, 2018 e 2021), Maltempo (2013, 2018 e 2021), Rione Serra Venerdì (2018 e 2021), Via del Riscatto (2019 e 2021) e Ecchecavolo (2021). Da questi gialli è stata tratta la serie televisiva in onda su Rai 1 Imma Tataranni – Sostituto procuratore, arrivata alla seconda stagione con uno straordinario successo di pubblico.(da Einaudi Autori)

“L’ACQUA. Dialogo tra fotografia e parola”, Oltre Edizioni

In ricordo di Pietro Greco

a cura di Roberto Besana

con 67 fotografie

OLTRE EDIZIONI (marchio TOEPFFER)

Prosegue con la pubblicazione del volume l’ACQUA il progetto editoriale dedicato alla natura, all’ecologia, all’ambiente di Toepffer/Oltre edizioni nato nel 2020 da un’idea di Pietro Greco e Roberto Besana. 

Così come era accaduto nel precedente libro IL PAESAGGIO, a cui hanno contribuito tra gli altri Piero Angela, Rossella Panarese, Piergiorgio Odifreddi, Stefano Zuffi, Telmo Pievani, in quello di prossima uscita,L’ACQUA, attraverso le fotografie, viene creato un dialogo ininterrotto con artisti, scienziati, filosofi, giornalisti, scrittori, amici di Pietro Greco che con i loro scritti hanno voluto rendergli omaggio.  

Roberto Besana ha proposto ai diversi autori di scegliere liberamente la loro “acqua” tra una selezione di  sue fotografie. Le immagini sono state raggruppate da Sandro Iovine in quattro temi, che hanno dato vita ai quattro capitoli del volume. Il risultato è un’opera da leggere secondo diverse modalità, offrendo ai lettori libertà di inseguire parole e/o immagini.

con i contributi di

Marco Motta, Mario Tozzi, Ferdinando Cotugno, Bruno Arpaia,  Giuseppe Conte, Lorenzo Ciccarese,  Fulvia Mangili, Stefano Sandrelli, Gigliola Foschi, Valerio Calzolaio, Patrizia Maiorca, Elisabetta Tola, Marco Armiero, Antonio Ereditato, Gian Italo Bischi, Claudio Lucchin, Simona Maggiorelli, Davide S. Sapienza, Gabriela Scanu, Emanuele Ferrari, Daniela Palma, Roberto Alinghieri, Sandro Fuzzi, Romualdo Gianoli, Gaspare Polizzi, Rossana Cecchi, Valentina Fortichiari, Marco Pantaloni,  Gianni Zanarini, Vincenzo Mulè, Elena Gagliasso, Sergio Buttiglieri, Nello Rossi, Francesco Aiello, Eva Benelli, Francesca Boccaletto, Fabrizio Rufo, Francesca Buoninconti, Lilly Cacace, Roberto Camporesi, Paola Catapano, Andrea Cerroni, Liliana Curcio, Domenico D’alelio, D. Alessandro De Rossi, Alberto Diaspro, Marco Fratoddi, Roberta Fulci, Fabio Lagonia, Edo Passarella, Ugo Leone, Canio Loguercio, Roberto Lucchetti, Anna Luise, Oscar Luparia, Federica Manzoli, Giovanni Paoloni, Angelo Mojetta, Margherita Asso, Stefano Moretto, Nico Pitrelli, Cristiana Pulcinelli, Rossana Valenti, Maria Luisa Vitale, Franco Borgogno, Silvano Fuso. 

Questo libro è uno sguardo sull’acqua, come siamo certi lo avrebbe pensato e voluto Pietro Greco, scrittore, giornalista, comunicatore di scienza scomparso troppo presto.

Un invito a esplorare l’acqua, elemento vitale e poliedrico, che assume mille forme senza averne una propria. L’acqua è allo stesso tempo impalpabile e dura come roccia, inesauribile fonte di scoperte, emozioni e poesia. Un’occasione per ammirare l’acqua nelle sue infinite realtà, per svelarla e raccontarla con le parole e lo sguardo fissato sulle immagini, in modo da offrirci una visione d’insieme sulle diversità, i punti di vista e le conoscenze dell’Uomo. 

Da un’idea di Roberto Besana, autore delle fotografie, che ha cercato la penna di chi non ha potuto partecipare al precedente volume intitolato Il Paesaggio. Il libro si fermava a 65 contributi, come gli anni di Pietro quando ci lasciò, nel dicembre 2020. Oggi ne compirebbe 67 e non a caso sono 67 gli autori di questo libro, donne e uomini di cultura e scienza, amici e colleghi di Pietro, che lo hanno profondamente stimato. Un’eredità simbolica, perché è così che semina un buon maestro.



Nella collana FOTOGRAFIA E PAROLA SEGNALIAMO

IL PAESAGGIO. DIALOGO TRA FOTOGRAFIA E PAROLA Con 65 fotografie in bianco e nero Un tributo a Pietro Greco. A cura di Roberto Besana

Pagine 164, prezzo 24,50 / pubblicato nel 2021

L’ALBERO di Roberto Besana – Pietro Greco   con 65 immagini  e 4 poesie inedite di Francesca Boccaletto 

Pagine 152, prezzo 24,50 euro / pubblicato nel 2020

Un libro per Natale!

tuttatoscanalibri propone, corredati da brevi note o recensioni:

Un classico: Michail Afanas’evic Bulgakov (Kiev 1891 – Mosca 1940), 

Il maestro e Margherita

Le uova fatali, un racconto fantascientifico del Novecento (1942)

Cuore di cane (1925) un altro racconto fantascientifico

per saperne di più sull’autore: Barbero racconta Bulgakov (youtube)

e anche

I Classici su tuttatoscanalibri

Un romanzo fresco di stampa

Guillaume Musso “Angélique”

Annie Ernaux “Il ragazzo”

Gabriella Genisi “Lo scammaro avvelenato”, un giallo e tante ricette!

Un noir, un giallo, un thriller storico, un romanzo storico

Donato Carrisi “La casa delle luci”

Cristina Cassar Scalia “La carrozza della Santa”

Maria Castellett “Delitti.Due casi per il commissario Bellantoni”

La trilogia di Daniela Alibrandi ambientata a Roma

Ferrini e Pizzuoli O.D.E.S.S.A. Il tesoro del lago

Maria Attanasio “La ragazza di Marsiglia”

Un saggio

Alessandro Barbero “Inventare i libri”,

Cristiano Caracci “Ottocento” 

Vincenzo Levizzani “Piccolo manuale per cercatori di nuvole”

Per giovani lettori

Nadia Terranova “Il cortile delle sette fate

Catia Buselli “Brie e le coccole”

Ilaria Capua “Il viaggio segreto dei virus. Alla scoperta delle creature più piccole, dispettose e sorprendenti dell’universo”

Fabio Leocata “La gentilezza vola lontano”

Naomi Mitchison “Il viaggio di Halla” presentazione

Gianni Rodari “Le favole al telefono” illustrate da Valerio Vidali

e anche

Per Bambini e Ragazzi su tuttatoscanalibri

Racconti

Matteo Bussola “Il rosmarino non capisce l’inverno”,

Paola Capriolo “La grande Eulalia”

Fëdor Dostoevskij “Il coccodrillo”

Jhumpa Lahiri “Racconti romani”

Salvina Pizzuoli “Il Viaggiastorie. Racconti fantastici

e anche

Tutti i racconti recensiti su tuttatoscanalibri

Poesia

Hermann Hesse “Il canto degli alberi”

Giorgio Manganelli “Un uomo pieno di morte”

Alda Merini “Ogni volta che ti vedo fiorire”, poesie inedite 

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di novembre 2022

Massimo Santini – Luca Santini “Il mio cuore elettrico”

Virginia Ciaravolo “D’improvviso si è spenta la luce. Storie di stupri, lacrime e sangue”

Alda Merini “Ogni volta che ti vedo fiorire”, poesie inedite

Livia Manera “Il segreto di Amrit Kaur

Alessia Gazzola “La costanza è un’eccezione”

Hermann Hesse “Il canto degli alberi”

Albert Camus “Il primo uomo”

Alberto Moravia “La noia”

Andrea Kerbaker “La vita segreta dei libri fantasma”

Paola Capriolo “La grande Eulalia”

Gabriella Genisi “Lo scammaro avvelenato e altre ricette”, presentazione

“Questa storia è un mix di indagine e prelibatezze, come se avessi cucinato un pranzo di Natale per i miei lettori. Un libro da tenere sottomano mentre si prepara il cenone”

Così risponde l’autrice alla domanda di Raffaella Silipo che l’ha intervistata (tuttolibri la Stampa 19 novembre ’22) “La pace si fa a tavola?

La domanda è calzante non solo perché lo “scammaro” di cui recita il titolo è un piatto povero ma squisito ed è al centro delle indagini e che, nel periodo natalizio in una Bari sovraffollata, gioca un ruolo centrale, ma anche perché in chiusura, come sempre, troviamo le ricette di Lolì, brava non solo come commissario ma anche come cuciniera. La storia, coinvolgente e accattivante, per condirla al meglio è infatti corredata da tante ricette, come si legge nella presentazione del romanzo (nella pagina di Sonzogno)

“Una storia avvincente e deliziosa, arricchita dalla raccolta di tutte le ricette di casa Lobosco: oltre cento piatti, dalle stuzzicanti preparazioni finora inedite ai grandi classici della tradizione pugliese, come la focaccia, i panzerotti e la parmigiana, rivisitati secondo il gusto di Lolì”.

Un romanzo quest’ultimo definito dalla Genisi nell’intervista già citata “più leggero, più natalizio, anche se ci sono i social e il loro potere terribile di detonatore dei conflitti” ponendolo in relazione ai mali che affliggono la Puglia e in riferimento in particolare a “Terrarossa” in cui ha affrontato il problema del caporalato. La vicenda si ambienta in periodo prenatalizio come si legge nella sinossi (da Sonzogno):

“25 novembre. Nella città affollata e piena di turisti in attesa del Natale, il bed & breakfast di Carmela, la sorella di Lolita Lobosco, riscuote sempre più successo. Tra gli ospiti, anche uno scrittore romano, Enrico Fasulo, che ha deciso di ritirarsi a Bari per qualche settimana e dedicarsi alla stesura del suo nuovo libro. Carmela, sensibile al suo fascino, cucina per lui e, tra le sue tante specialità, gli prepara uno scammaro squisito secondo la ricetta di nonna Dolò. Il giorno dopo, l’uomo viene trovato morto. L’autopsia non lascia dubbi sulla causa del decesso: si tratta di avvelenamento”… di cui sarà accusata Carmela.

e anche

Brevi note biografiche

Gabriella Genisi è nata e abita a pochi chilometri da Bari. Ha scritto numerosi libri e ha inventato il personaggio di Lolita Lobosco, protagonista dei romanzi pubblicati da Sonzogno che hanno ispirato la fortunata serie tv trasmessa su Rai 1: La circonferenza delle arance (2010), Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012), Gioco pericoloso (2014), Spaghetti all’Assassina (2015), Mare nero (2016), Dopo tanta nebbia (2017) e I quattro cantoni (2020). Per Rizzoli sono usciti Pizzica amara (2019) e La regola di Santa Croce (2021).

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

“Terrarossa”

Robert Capa fotografo di guerra: a 110 anni dalla nascita (1913 – 2023)

(Foto originale da Wikipedia)

La fotografia è un’arte che coglie attimi, espressioni, situazioni e, con ampiezza e precisione, trasmette come parola scritta emozioni e sensazioni, come un’opera d’arte è senza tempo anche quando racconta un momento ben preciso.

Il Museo della Fotografia di Robert Capa a Troina, in provincia di Enna, espone 62 scatti, preziosi e inediti, del grande fotografo di guerra.

Proprio a Troina infatti si scontrarono tra il 30 luglio e il 6 agosto 1943 le forze militari italotedesche e la Settima armata USA: con lo sbarco in Sicilia, a Gela, il 10 luglio aveva avuto inizio insieme alle truppe alleate dell’Ottava Armata sbarcate a Pachino e Siracusa, l’Operazione Husky. Capa al seguito delle forze USA come reporter documentò gli eventi di quei giorni fotografando non solo i combattimenti ma quanto si legava direttamente al conflitto con le sue terribili conseguenze per la popolazione e per le cose

Era nato a Budapest nel ’13 ed era stato naturalizzato americano; il suo vero nome era Endre Ernö Friedmann.

Nel 2021 una selezione di quegli scatti, acquisita da negativi originali dal Comune di Troina, fu esposta nel Museo dedicato al fotografo. Nella presentazione del Sito del Museo si viene a conoscenza del lungo periodo intercorso tra l’ideazione e la sua realizzazione, cinque anni per selezionare e acquisire il materiale fotografico dall’International Center of Fotography di New York da cui 62 scatti della Collezione “Fragments of War in Sicily”; l’esposizione nelle stanze del Palazzo Pretura è nata dalla collaborazione tra la Fondazione della Famiglia Pintaura e il Comune medesimo.

In occasione dei 110 anni dalla nascita altre mostre documentano in Italia l’opera di Capa: a Milano con l’iniziativa del Mudec di Milano la mostra dal titolo Robert Capa. Nella Storia aperta dall’ 11 novembre 2022 al 19 marzo 2023 con 80 stampe fotografiche è realizzata in collaborazione con l’agenzia Magnum.

A Rovigo la mostra Robert Capa. L’opera 1932-1954 è allestita a Palazzo Roverella,  dall’8 ottobre 2022 al 29 gennaio 2023

Qui alcune delle foto più conosciute

Qui alcuni volumi per conoscere l’opera di Capa

Il Museo Robert Capa a Troina

Brevi note biografiche

Robert Capa pseudonimo del fotografo statunitense d’origine ungherese (Budapest 1913 – Thai Binh, Vietnam, 1954). Dal 1936 (guerra civile in Spagna) fu presente sui principali fronti come fotoreporter, realizzando drammatiche immagini di scene di combattimento e fotografie di massa altamente significative. Collaboratore della rivista Life, fu tra i fondatori (1947) dell’agenzia Magnum-Photo. Morì in una missione sul fronte indocinese per lo scoppio di una mina antiuomo. (da Treccani)

Maura Quattrini e Davide Demaldé “Nelle terre di Giuseppe Verdi. Viaggio tra i caseifici del Maestro”

Mondadori Electa

Un ritratto inconsueto di Giuseppe Verdi, benefattore e illuminato imprenditore agricolo; un suggestivo e coinvolgente quadro ambientale e di costume per riscoprire le atmosfere in cui il Maestro vigilava nelle sue proprietà nel piacentino.

Così si legge sulla Quarta di copertina e, in effetti, è sicuramente un aspetto della vita, delle opere e degli interessi del compositore, inserito in un contesto ambientale e storico, mai preso in considerazione.

Originario di Parma, soggiornò infatti per lungo tempo nel comprensorio piacentino dove, tra i caseifici di Piantadoro e Castellazzo (Villanova d’Arda), in veste di agricoltore amava trascorrere nelle sue proprietà occupandosi di agricoltura e, da oculato imprenditore, di allevamenti e di formaggio, quel Grana il cui nome in origine era piacentino, ma anche mantovano, bresciano e cremonese a seconda delle zone di produzione, e che nel 1954 prese il nome con cui lo conosciamo oggi: Grana Padano.

Un libro fatto di documenti e testimonianze che qualificano il Maestro non solo come grande compositore, evidenziando che le sue maggiori opere furono proprio frutto di quelle terre, scritte quasi tutte a Sant’Agata, dove amava passeggiare soffermandosi a discorrere con i conduttori dei suoi caseifici: il Campioli e consorte, gestori del caseificio di Castellazzo, ma anche gli Allegri e i Cavalli a Piantadoro.

Aneddoti e ricordi caratterizzano il lavoro di ricostruzione dei due autori nel periodo di quasi mezzo secolo che vide Giuseppe Verdi vivere e produrre musica e formaggio proprio nel piacentino, agricoltore attento e amante delle sue produzioni che curava personalmente con amore e passione per la terra.