ROBERTO MUSSAPI RACCONTA LA VITA DI STEVENSON, AUTORE DELL’ISOLA DEL TESORO E DELLO STRANO CASO DEL DOTTOR JEKYLL E DEL SIGNOR HYDE

Dopo quasi vent’anni torna in libreria “Tusitàla”, biografia dello scrittore scozzese che ha trasformato l’avventura in narrazione
Dal 24 luglio
Una sera il grande scrittore Robert Louis Stevenson lesse al re hawaiano Kalakava una fosca ballata ispirata a leggende scozzesi. La gente di Samoa vide in lui un cantore di storie universali e lo ribattezzò Tusitàla, colui che racconta, il narratore. E si intitola proprio Tusitàla. Vita di Robert Louis Stevenson la biografia firmata dal poeta e drammaturgo Roberto Mussapi.
La vita di Stevenson prende forma, come in una serie di sequenze filmiche, in un magico gioco di apparizioni e dissolvenze: l’infanzia nella confortevole casa di famiglia avvolta dalle nebbie edimburghesi, i giochi avventurosi di pirati ed esploratori, la giovinezza nei pub, la scelta ardita di essere scrittore.
In modo precoce e consapevole, la scrittura diverrà per Stevenson, a dispetto di ogni consorteria letteraria, sinonimo di avventura. Il prodigioso talento si voterà a storie omeriche assolute, L’isola del tesoro, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, La freccia nera, Il ragazzo rapito. E poi i mari del Sud, l’incanto delle isole e delle albe primordiali, il miraggio dei colori, serrando sempre nel cuore le nebbie di Edimburgo, il cielo del padre costruttore di fari e la memoria di Cummy, la nutrice, voce cullante che lo aveva iniziato ai segreti del ritmo e alla magia della musica celata nelle parole.
INCIPIT.
Devonia: un nome ideale per una nave. Scivoloso, liquido. Ma anche un nome da città, una città lontana, quasi generata dal ricordo, dal desiderio evocativo del nome. E come una città la vide Robert Louis Stevenson, in mezzo al fiume Clyde, all’ancoraggio Tail of the Bank. La bandiera sventolava sulla muraglia di parapetti, sulla strada che si snodava tra piccoli castelli bianchi, su quella imponente foresta di alberi e pennoni, più grande di una cattedrale, e traforata da vicoli e passaggi. Tra poco quella città emersa dalle correnti avrebbe ricevuto i suoi temporanei abitanti, e sarebbe divenuta più popolosa delle innumerevoli nuove cittadine che stavano sorgendo nella terra oltre Atlantico dove era diretta. E in breve la folla di inglesi e scandinavi di ogni età, che aveva disceso il corso del fiume fino all’estuario, sempre più muta e tetra man mano che il clima si irrigidiva, occupò la città volta verso occidente, la grande, turbinosa e subito formicolante Devonia.
Roberto Mussapi, poeta e drammaturgo, è anche autore di saggi, opere narrative e traduzioni da autori classici e contemporanei. La sua opera poetica è stata raccolta nel volume Le poesie, a cura di Francesco Napoli, prefazione di Wole Soyinka, saggio introduttivo di Yves Bonnefoy, (Ponte alle Grazie, 2014). Tra i volumi recenti di poesia, La piuma del Simorgh, (Mondadori, 2016), I nomi e le voci. Monologhi in versi (Mondadori 2020), Lirici greci, introduzione di Giulio Guidorizzi (Ponte alle Grazie, 2021), Women in love (Algra Editore, 2026). Tra le opere in prosa, Il sogno della Luna (Ponte alle Grazie, 2019), Villon (teatro, La Collana, 2019), Magia (Vallecchi, 2022), La voce del mare (Marietti 1820, 2022). Recente La clessidra di Bambù, versione di Li Po, edita nel 2025 da Bibliotheka.








