Beatrice Del Bo “Tutto in una notte.Una storia insonne del Medioevo”, presentazione

Copertina del saggio di Beatrice del Bo "Tutto in una notte. Una storia insonne del Medioevo", Il Mulino

“Beatrice Del Bo ci guida in un viaggio notturno e insolito attraverso case, monasteri, botteghe, campi di battaglia e taverne, raccontando un Medioevo insonne e vibrante, molto più affascinante di quanto siamo abituati a immaginare”.(da Il Mulino)

Il Medioevo, questo periodo lontano, affascinanate e spesso travisato, come più volte è stato sottolineato dal professor medievista Alessandro Barbero: quanti luoghi comuni da sfatare, come la notte che in effetti, non era così buia e silenziosa…
Ed è della notte nel Medioevo che  la studiosa Beatrice del Bo ci racconta e documenta, mostrandocela molto diversa da quella che abbiamo costruito immaginandola sicuramente al buio, e invece non lo era del tutto perché illuminata da lanterne torce e falò; silenziosa, in realtà non del tutto perché non mancavano giostre e festeggiamenti, ubriacature, amori segreti e inquietudini e certamente anche il sonno che, per chi soffrisse d’insonnia, era gustato grazie ai ricettari di Caterina Sforza: quante credenze abbiamo creduto storia, confutate nel racconto documentato dell’autrice.
“Tutto in una notte. Una storia insonne del Medioevo”, come recita il titolo,  offre una visione storica del tempo e in particolare delle notti medievali, evidenziando che non erano solo momenti di silenzio e oscurità,  invitando il lettore a ripensare al modo di guardare a quel periodo, offrendo un’immagine nata da documentazioni.
Nel Prologo l’autrice giustifica quasi le  “molte persone ancora convinte che in quell’epoca che chiamiamo Medioevo dominasse il buio, concreto e metaforico.
E come potrebbe essere altrimenti se, almeno dal Trecento, si usa l’espressione «secoli bui» per riferirsi al millennio che, come ci insegnano a scuola, si apre con il 476 e si chiude con il 1492?”

E conclude

“Letta e narrata quasi esclusivamente come spazio del pericolo e della paura, la notte nel Medioevo invece è tutt’altro e merita di essere raccontata, per contribuire ancora una volta a sfatare lo stereotipo dei “secoli bui”. È ora di addentrarci in una e mille ipotetiche notti medievali, illuminate da torce, candele e falò”

Beatrice Del Bo è specialista in storia economica e sociale del Medioevo;  attualmente è docente presso l’Università degli Studi di Milano.

Giorgio Parisi “Le simmetrie nascoste”, presentazione

Copertina de "Le simmetrie nascoste" di Giorgio parisi, premio Nobel per la fisica

Rizzoli

Le simmetrie nascoste, di Giorgio Parisi, è un libro splendido. Complesso, multiforme, con diverse pagine difficili da seguire (anche per me, nonostante la fisica teorica sia il mio mestiere), ma superate le quali offre, con candore, chiarezza, e lucida intelligenza, un’immagine candida e accattivante di come funzioni la scienza migliore”.(dalla Presentazione di Carlo Rovelli sul Corriere)

Con queste parole Carlo Rovelli presenta sulle pagine del Corriere (25 gennaio 2026) il testo di Parisi che inizia la trattazione dai pionieri della meccanica statistica del XIX secolo, che hanno individuato i primi metodi per capire i fenomeni “collettivi”, cioè quelli generati dall’interazione di molti componenti, e che di seguito arriva fino alle ultime applicazioni dell’intelligenza artificiale: ha ricevuto il Nobel in Fisica nel 2021 per i suoi lavori sui “sistemi complessi”
Il libro è il racconto del percorso che ha portato alla scoperta e alla spiegazione di fenomeni che avvengono quando un gran numero di componenti eguali interagiscono fra loro: per esempio, scrive Rovelli,  le molecole di un liquido come l’acqua, oppure i tanti minuscoli transistor in un calcolatore, o i neuroni nel nostro cervello, contribuendo ad aprire un campo nuovo del sapere e soprattutto strumenti concettuali nuovi, che ci permettono di comprendere fenomeni che prima sembravano incomprensibili,
Un testo,  come dice Rovelli, complesso , ma che l’autore facilita attraverso  esempi semplici mantenendo  il rigore sui contenuti e, anche qualora non si riuscisse a seguire completamente la pagina,  lascia al lettore il fascino  che deriva “dall’assistere da vicino a uno straordinario percorso di chiarimento sulla struttura della realtà, fatto di confusione, tentativi, ripensamenti, cose che a ogni passaggio si capiscono e non si capiscono, tecniche di calcolo che funzionano non si sa perché […], insomma il libro illustra tutto il precario e magico equilibrio di fiuto e rigore su cui vive la scienza”
Ciò non toglie che l’autore sappia anche cogliere ed evidenziare, ad esempio nelle pagine finali, in cui  si  esaminano i tanti rischi dell’intelligenza artificiale, come quello del monopolio, e indicano alcune possibiltà per rendere la scienza e la tecnologia appannaggio dell’umanità tutta.
Una presentazione quella di Rovelli che sa porre in chiaro le difficoltà senza escludere i notevoli benefici che ne comporta la lettura, sebbene difficile.

Raffaella Ferrari “Solitarix”, Töpffer

Copertina del fumetto di Raffaella Ferrari con illustrazioni di Susanna Nicosia, collana Piccoli Töpffer

illustrazioni di Susanna Nicosia

GENERE: Graphic novel

COLLANA: Piccoli Töpffer n. 12

Töpffer

Dal 9 febbraio

Sul pianeta Solitarix, luogo grigio e freddo, dove nessuno conosce l’allegria e l’amicizia, vive Leonardo, un giovanissimo inventore. Una notte, a bordo della sua navicella spaziale, arriva Samira, una piccola e coloratissima aliena. Unendo le loro menti brillanti e armandosi di tanto coraggio, i due ragazzini costruiranno un marchingegno fantastico che, con i suoi intricati meccanismi, riuscirà a portare colori, affetto ed empatia su quel pianeta, insegnando agli abitanti che insieme si possono superare tutte le sfide e trasformare anche il luogo più triste in uno pieno di gioia.

Ogni notte, si metteva a osservare le stelle nel cielo nero come la pece sperando di trovare qualcosa di speciale. Quella vista gli dava la forza per continuare a credere in un mondo migliore, meno grigio e dove non sarebbe stato costretto a trascorrere lunghe giornate solitarie. Doveva pur esserci, nell’immensità celeste, un posto dove la gente non era così triste. Un posto dove si sorrideva, dove ci si voleva bene, dove l’amore contava qualcosa! Un posto dove la luce illuminava ogni cosa e le nuvole non coprivano tutto come una coperta troppo pesante.

Raffaella Ferrari (scrittrice) è una filosofa che ha scoperto che la reale saggezza si nasconde nelle favole, veri e propri incantesimi con cui diffondere la magia dei buoni sentimenti. Tra i tanti personaggi che ha creato, uno ha preso vita persino dal genio di Altan, il papà della Pimpa, confermando che la magia esiste per davvero!

Susanna Nicosia (illustratrice) è nata in Emilia in un piccolo paese vicino al fiume Po e, dopo la laurea in pittura, il destino l’ha portata in Liguria, accanto a un altro fiume. Disegnare per lei è come mangiare cioccolata, non smetterebbe mai. I suoi tre figli, Riccardo, Margherita e Edoardo, le fanno da preziosa ispirazione, e continua distrazione.

Walter Veltroni “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi”, presentazione

Copertina del giallo "Buonvino e l'omicidio dei ragazzi"di Walter veltroni, Marsilio

La nuova indagine di Buonvino, al commissariato di Villa Borghese, comincia con un suono misterioso. Buonvino, mentre con i suoi festeggia il ritorno di Ivano, il barista, al suo chiosco, sente qualcosa che lo inquieta, potrebbe essere una risata, un pianto, potrebbe essere anche un grido d’aiuto.(da Marsilio)

È la sesta inchiesta del poliziotto di Villa Borghese, Buonvino.
Un’indagine in un mondo che, come scrive Carlo Verdelli nella sua presentazione sulle pagine del Corriere del 25 gennaio 2026, “È anche un’incursione in un mondo diventato incognito, quello appunto dei ragazzi di oggi, che si conclude con più di una sorpresa e con la possibilità di un corso accelerato per meglio comprendere gli appartenenti a una tribù che parla una lingua diversa, ha codici indecifrabili, sembra aliena anche se, come vedremo, non lo è poi tanto”.
La vittima è Ludovica Cappelli, detta Ludo,  17 anni, capelli neri ricciuti, occhi di un azzurro profondo, trovata impiccata alle lancette del grande orologio ad acqua,  costruito nel 1867 al Pincio: legata con un filo alla lancetta lunga della mezz’ora è morta soffocata lentamente allo scoccare dell’ora, quando il filo ha raggiunto la massima tensione , ma  non ha sofferto, perché sedata da un potente sonnifero.
Bounvino è alle prese con uno dei casi più difficili che gli siano capitati  e  sente di dover trovare  velocemente la verità, perché “potrebbe essere sua figlia”, lui che con la sua compagna Veronica hanno deciso di non averne, “e gli assassini dei figli vanno trovati”.

Della stessa serie su tuttatoscanalibri

Assassinio a Villa Borghese,

Buonvino e il caso del bambino scomparso

C’è un cadavere al Bioparco

Buonvino tra amore e morte

Buonvino e il circo insanguinato

Thomas Berra “Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle”, OLIGO

Copertina del volume di Thomas Berra "Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle", OLIGO

OLIGO

Dal 6 febbraio

Questo libro è un viaggio, anzi due. Unisce due mondi che si incrociano, si sfiorano, si bilanciano. Da una parte un testo scritto, un po’ racconto un po’ flusso di coscienza; di sicuro una prosa poetica che introduce il lettore nel mondo onirico di Thomas Berra, artista per la prima volta alle prese con una narrazione scritta. Dall’altra ancora un testo, questa volta non scritto, ma grafico, che entra nel cuore della dimensione creativa propria di Berra, che qui ordina disegni e dipinti dal 2008 al 2025.
In questo secondo viaggio incontriamo erbari immaginari e piante vagabonde, che presto scopriamo animate da personaggi usciti da un murales di Basquiat o da una più nostrana tela di Transavanguardia.
Poi la presenza umana si fa preponderante, il segno più asciutto, con rimandi alla lezione di Gino De Dominicis e alla sintesi di Mimmo Paladino, fino ad arrivare a tavole tra il graffitismo e la poesia concreta.

Pubblicato in occasione della mostra Thomas Berra. Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle Mantova, Casa del Mantegna-Antica Edicola dei Giornali di piazza Canossa 24 gennaio-21 febbraio 2026

THOMAS BERRA (1986) vive e lavora nel Cosmo. Il suo universo onirico, abitato da mondi vegetali in continua espansione e da figure umane alla ricerca di una propria identità, si presenta in questo libro – il suo primo esperimento narrativo – accanto a un testo sognante. Ha esposto in gallerie e sedi istituzionali in Italia e all’Estero, tra cui ricordiamo: Mana Contemporary, Chicago (2015); Magazzini del Sale, Siena (2019); Kuja Gallery, Helsinki (2020); Triennale di Milano (2023); Ca’ Pesaro, Venezia (2023); Cremona Contemporanea | Art Week (2024); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2024).

Michele Burgio “Il fumo e l’incenso”, presentazione

Link all’intervista di Alberto Genovese a Michele Burgio 
Michele Burgio "Il fumo e l'incenso", Bompiani e il link all'intervista di Alberto Genovese all'autore su Dialoghi Mediterranei

Il romanzo già pubblicato nel 2022 dall’editore Ianieri con il titolo il Mondo è stato, è riedito da Bompiani  con il titolo  Il fumo e l’incenso 

Sinossi

Il tempo sembra immobile a Serrapriola, minuscolo e sonnolento paese dell’entroterra siciliano dove da sempre tutto scorre uguale a sé stesso: padre Ramacca allena la squadra di calcetto della parrocchia, gli adolescenti del rione – i Megli – vivono la noia, l’amore e forse le prime esperienze con la droga, don Orazio Scuderi mantiene saldi gli equilibri, nell’interesse di tutti.
Per il resto, l’evento più clamoroso che possa accadervi è la sparizione del crocifisso restaurato con le offerte dei fedeli, che scatena il disappunto delle anziane comari. Almeno fino a quando, in un pomeriggio qualunque, un ragazzino del gruppo dei Megli scompare. A indagare sono chiamati il maresciallo Maira e il procuratore Ammirata, i quali non sono così disposti a scoprire una verità che temono scomoda.
Anche il disilluso Sergio Vilardo, ex giornalista d’inchiesta ormai votato al quieto vivere, sembra tenersi alla larga. Il suo intuito però non è ancora del tutto sopito, e lo conduce a intravedere una pista inattesa. E a ritrovare l’incoscienza di seguirla. Ma fino a che punto? Una storia intrisa di amara ironia sull’ineluttabilità del male. Una Sicilia torrida e assolata dove tutti sono innocenti, ma niente è innocuo. Una giustizia sghemba che, come nella lezione di Sciascia, è fragile e feroce espressione del potere.( da Bompiani)

L’Intervista di Alberto Genovese a Michele Burgio, “Di Sicilia, di libri e altre cartoline” in “Dialoghi Mediterranei”  periodico bimestrale dell’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo.

Michele Burgio, scrittore palermitano, linguista di formazione, abilitato all’insegnamento universitario, si è laureato in Filologia Moderna nel 2007, nel 2012 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Scienze del Linguaggio e della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Torino (sede consorziata con Palermo). È socio del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, del cui Bollettino è membro di redazione. Dal 2003 partecipa al progetto dell’Atlante Linguistico della Sicilia, prima come raccoglitore sul campo e dal 2009 anche come membro del comitato redazionale della collana «Materiali e ricerche», per la quale ha pubblicato i volumi Vocabolario-atlante della cultura dialettale (con altri) e la monografia Vocabolario-Atlante dei dolci rituali in Sicilia

Rudyard Kipling “Gli anni di mezzo”, OLIGO

In occasione dei 90 anni dalla morte di Kipling, per la prima volta in Italiano una delle più potenti raccolte di poesie del primo Novecento. Il diario interiore di un mondo che si frantuma: arriva l’inedito di Kipling sugli anni della fine

Copertina: Rudyard Kipling "Gli anni di mezzo", OLIGO

A cura e con la traduzione di Maurizio Maria Taormina

OLIGO

Dal 6 febbraio

Per la prima volta in Italiano una delle raccolte poetiche più dimenticate e più potenti del primo Novecento, le liriche che Rudyard Kipling dedica agli anni della fine: la fine di un impero, di un ordine, di un’illusione. 
Composte tra l’inizio del Novecento e la fine della Grande Guerra — che gli strappò il figlio — queste poesie sono il diario interiore di un mondo che si frantuma, e di un uomo che tenta di dare senso alla perdita. 
Un Kipling diversissimo dall’autore del Libro della giungla, che dietro la voce solenne e ferita del poeta, dipana il crollo della fiducia nella civiltà, la rabbia contro i nemici, il lutto, e il dubbio che nulla sarà più come prima.
Pochi libri raccontano con tanta lucidità e disperazione la fine di un tempo e l’inizio dell’abisso.
Queste non sono solo poesie: sono epitaffi, inni spezzati, avvisi ai sopravvissuti.

Nel vasto corpus poetico di Rudyard Kipling, The Years Between (1919) si erge come un’opera di frattura, lacerazione e, al contempo, di sintesi tragica. Pubblicata a Londra nel primo dopoguerra da Methuen & Co. Ltd., la raccolta è un documento lirico-politico di valore eccezionale. […] In un tempo di guerre che tornano a scuotere l’Europa, leggere The Years Between è più che un gesto letterario: è un atto di memoria civile. È uno di quei libri che non solo raccontano un’epoca, ma la giudicano. E nel farlo, giudica anche noi. (Maurizio Maria Taormina)

Maurizio Maria Taormina, di formazione storico-umanistica e giuridica, affianca alla scrittura narrativa e saggistica l’attività di laboratori di teatro e memoria civile. Tra le sue pubblicazioni più recenti segnaliamo Chiamatemi Riviera (NFC, 2025) e la voce Rimini in Atlante letterario. L’Italia è un romanzo. Luoghi, storie, paesaggi (Touring, 2025).

Umberto Mentana” Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini”, Tsunami

Copertina: Umberto Mentana" Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini", Tsunami

Collana Le Tormente 24

Tsunami

Dal 5 febbraio

Le colonne sonore di Trent Reznoril genio della musica industrial e mente dei Nine Inch Nails, e del suo partner in crime Atticus Ross sono diventate un marchio di fabbrica, una garanzia di qualità e stile riconoscibilissimo, e non solo nel panorama musicale underground. I due sono ormai visti come un’unica entità che riesce a evocare le sensazioni e i sentimenti più disparati, sia che operino nel cinema o nelle serie TV che nell’animazione o nei videogame, e hanno ottenuto innumerevoli riconoscimenti anche da parte dell’industria dell’intrattenimento arrivando a conquistare Premi Oscar e Golden Globe.
Questo libro racconta l’approccio di Reznor e Ross alla musica per le immagini, alla nascita di collaborazioni inaspettate con alcuni dei più grandi registi contemporanei – come David Fincher o Sam Mendes – passando per le tecniche e le tecnologie utilizzare per enfatizzare e caratterizzare atmosfere, sentimenti, personaggi attraverso un lungo racconto che dura ormai da ben quindici anni e che non ha intenzione di arrestarsi.
E oltre ai grandi successi di pubblico, come The Social Network o The Girl with the Dragon Tattoo, nel testo c’è spazio anche per opere audiovisive “minori” a cui il duo ha dato voce con la propria musica: Mid90sThe BearMankTeenage Ninja Turtles: Mutant Mayhem o la serie TV della HBO Watchmen. Il suono dei loro synth malinconici e graffianti e dei loro pianoforti digitali è l’anima di questo racconto, una disamina – come una lunga playlist – di un mondo reznoriano “altro” che continua a far viaggiare milioni di video spettatori a più di ventiquattro frames al secondo.

Umberto Mentana (1987), pugliese, è sceneggiatore, scrittore e docente di ruolo di Discipline Audiovisive nella scuola secondaria di II grado. Nel corso degli anni ha pubblicato per numerose case editrici di saggistica e critica cinetelevisiva del panorama nazionale. Tra i suoi libri ricordiamo: Tom Ford. Percorsi di Moda e Cinema, dal Fashion Universe a Nocturnal Animals (NPE, 2020); Chi vuol essere showrunner? (Edizioni Bietti, 2021); R.L. Stine. Piccoli Brividi, Fear Street e altre scary stories (Weird Book, 2023), con una prefazione di Tim Jacobus, l’illustratore delle storiche copertine dei Piccoli Brividi degli anni ‘90; Aaron Sorkin. Il Potere della Parola (Edizioni Falsopiano, 2024) contenente un intervento dell’autore e docente americano Neil Landau (UCLA TFT Los Angeles, University of Georgia). Per il fumetto pubblica nel 2021 Il pilota polacco che sfidò la Luftwaffe (Edizioni Segni d’Autore) e nel 2024 Un bracciale di stelle (La Ruota Edizioni). Collabora con lo storico magazine sul fumetto Fumo di China, con la rivista letteraria Lettera Zero e con il magazine digitale Streamofilia. Nostalgico degli anni Novanta in tutte le sue sfumature culturali, dopo aver visto live Trent Reznor e i Nine Inch Nails agli inizi del 2000 e dopo innumerevoli video-ascolti quotidiani non è mai più tornato indietro da quel mondo.

Giancarlo Governi “Chiedi chi erano. I grandi dello spettacolo italiano”, Vallecchi

Copertina: Giancarlo Governi "Chiedi chi erano. I grandi dello spettacolo italiano", Vallecchi

Vallecchi

Dal 6 febbraio 2026

C’è stato un tempo in cui il Paese si riconosceva in una voce, in un gesto, in una battuta detta al momento giusto. Un tempo in cui il cinema, il teatro e la canzone non erano solo intrattenimento, ma un modo per capire chi eravamo, per ridere di noi stessi, per sopravvivere ai cambiamenti.
In queste pagine riaffiora quell’Italia viva e contraddittoria, raccontata attraverso i suoi protagonisti più autentici. Non icone immobili, ma donne e uomini in movimento, alle prese con il successo, la paura, la fame, la gloria e la caduta. C’è Totò, che con una smorfia riesce a dire più di un discorso politico, e c’è Sordi, che mette a nudo vizi e debolezze di un Paese intero senza mai alzare la voce. Attorno a loro scorre un mondo fatto di palcoscenici improvvisati, set affollati, notti insonni, applausi e silenzi improvvisi. Un mondo in cui l’arte nasceva dal contatto diretto con la vita.
Questo non è un libro celebrativo, né una galleria di ricordi. È un racconto che attraversa persone, epoche e caratteri per restituire il senso di una stagione irripetibile, quando la cultura popolare sapeva essere profonda senza diventare astratta, e popolare senza essere superficiale. Un racconto che nasce anche dall’urgenza di trasmettere quella memoria a chi non l’ha vissuta, perché continui a far parte dell’immaginario collettivo e non si perda nel rumore del presente. A guidare il lettore è Giancarlo Governi, testimone diretto di quel tempo, che racconta con la precisione di chi c’era e la libertà di chi sa ricordare.

La maggior parte dei ventun personaggi che passano in questo libro hanno lo stesso comune denominatore: appartengono all’Italia del dopoguerra e del miracolo economico, quell’Italia che seppe ricostruirsi moralmente e materialmente e seppe proiettarsi nel futuro, e che sono entrati nell’immaginario collettivo nazionale (Giancarlo Governi)

Giancarlo Governi giornalista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo, bandiera della Rai e tra i fondatori di RaiDue, autore conduttore di trasmissioni di grande successo (Supergulp!, Storia di un italiano, Il pianeta Totò, Ritratti, I Grandi Protagonisti), ha pubblicato oltre trenta libri, tra i quali Alberto Sordi. Storia di un italiano (Fandango, 2020), Nannarella (Fazi, 2023), Totò. Vita opere e miracoli (Fazi, 2017) e con Leoncarlo Settimelli Mister Volare (Vallecchi, 2024). Ha collaborato con le principali testate italiane, come Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Mattino, l’Avanti, l’Unità, Tempo Illustrato, Il Mondo.

Giorgio Luciano Pani “Fragili, eterni amori. Raccolta di poesie d’amore 2020 – 2025”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta di poesie di Giorgio Luciano Pani.

In queste liriche, Pani ribadisce come l’amore sia il sentimento più potente che l’uomo possa provare, capace di influenzarne ogni istante della vita, una forza capace di sospendere il tempo e restituirgli il suo significato più autentico.
L’autore indaga questa energia profonda nelle sue molteplici declinazioni, dando voce a quelle sfumature dell’animo che spesso restano inespresse e mostrando come la fragilità, comunemente percepita come debolezza, si riveli invece una sensibilità profonda, capace di metterci in contatto con la parte più intima di noi stessi e degli altri.
I versi offrono al lettore l’occasione di soffermarsi e riflettere su sentimenti ed emozioni a cui, travolti dal ritmo incessante della vita quotidiana, non sempre dedichiamo la giusta attenzione e diventano così un invito a vivere con maggiore consapevolezza un’esistenza che, attraverso l’amore, assume una dimensione senza tempo.
La lettura conduce il lettore oltre il mondo concreto, guidandolo in un percorso che abbraccia l’amore in tutte le sue espressioni: dall’attenzione per la bellezza della natura ai sentimenti della passione, dell’amicizia e della speranza. Centrale è anche il richiamo alla Sardegna, terra amata dal poeta, aspra e affascinante, sferzata dal maestrale, simbolo di radici e appartenenza.
Accanto ai riferimenti al mito e alla storia, con figure come Venere, Ulisse e Penelope, affiorano ricordi personali che emergono improvvisi dalla memoria.
In un’epoca che sembra aver smarrito il valore dell’introspezione, queste poesie
rappresentano uno stimolo prezioso a esplorare il proprio mondo interiore, nel quale perdersi per ritrovare l’essenza più autentica dell’essere umano.
Come per altre opere dell’autore, l’immagine di copertina è firmata da Roberta Repetto ed è frutto del progetto La pulce nel disegno, nato in ricordo di Roberta e di tutte le donne vittime di omicidio.
Il progetto è curato dall’associazione “La pulce nell’orecchio”, fondata nel 2022
per promuovere, attraverso una diffusione multicanale, l’attenzione verso i segnali di allarme quando si teme per l’incolumità di una persona a noi vicina.

Giorgio Luciano Pani si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Sassari. Da sempre appassionato apprendista dell’arte della comunicazione, ha svolto attività formative e di ricerca in campo universitario, aziendale e sindacale.
Ha scritto diversi libri di saggistica e poesia, con cui ha anche partecipato a concorsi letterari, ottenendo diversi riconoscimenti.
Con NeP edizioni ha già pubblicato: “Ritratti femminili tra realtà e mito” (2022), “Sonetti tra le favole” (2023) e “Poesia, amata poesia” (2024), “Poesia specchio del profondo” (2025).