Daniele Grespan “Una rivolta silenziosa” recensione di Ida Bozzi da Il Corriere Cultura

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Thomas Stearns Eliot “Il libro dei gatti tuttofare” presentazione di Salvina Pizzuoli

Tradotto da Roberto Sanesi e illustrato da Edward Gorey lo troviamo anche in edizione digitale per Giunti del 2019.

Da questa raccolta ha preso spunto e traccia la commedia musicale “Cats” di Andrew Lloyd Webber (1981).

 

Eliot pubblicò nel 1939 una raccolta di poesie dal titolo originale di Old Possum’s Book of Practical Cats dedicata ai gatti che non solo amava ma che aveva anche “studiato” a fondo tanto da poter dedicare loro una sfaccettata carrellata di tipologie e di storie di cui sono i protagonisti eclettici e bizzarri, perché è difficile “definire” un gatto

“c’è chi è savio, e chi è matto

ci sono i buoni, ci sono i perversi,

c’è chi è migliore, c’è chi è mal fatto,

ma tutti sono adatti a descrizioni in versi”

E in effetti scorrendo le poesie di Eliot non si può che convenirne! Facciamo così conoscenza con Sandogatt bucaniere, Tiremmolla gatto strano, Gattatrac e Gattafascio clown fracassoni, mister Mistofele Gatto Stregatto e il vecchio Deuteronomio, solo per citare alcuni dei protagonisti. Ma attenzione, come ci rammenta il poeta, non è solo difficile definire il gatto ma è improbabile che possa calzargli a pennello solo un nome, pertanto ne occorrono almeno tre perché solo il gatto conosce il suo nome, quello vero, “ineffabile effabile  effineffabile”, perché “un gatto è un gatto”

È dunque per un Gatto del tutto naturale

essere fatto segno a un rispetto totale,

e soltanto col tempo capirete come

sia consentito chiamarlo per nome.

Godibilissimo, e non solo per gli innamorati della razza felina.

“I racconti delle tenebre” a cura di F. Genovesi recensione da Casalettori di Maria Anna Patti

“Nebbiose paludi britanniche, magioni abbandonate nello smisurato orizzonte americano, stradine buie dell’Oriente, scure foreste slave e castelli diroccati che dominano cimiteri celtici.
Ma anche un treno che sferraglia tra i monti dell’Appennino.
Perché l’orrore non ha nazionalità e non ha confini”.

 

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Scrittori che vivono in Toscana e la raccontano: Marisa Salabelle “L’ultimo dei Santi”

 

 

 

Marisa Salabelle è nata a Cagliari ma vive a Pistoia da molto tempo e nell’Appennino ha ambientato i suoi romanzi.

“L’ultimo dei Santi” da cui è tratto il brano che presentiamo.

 

 

Qui una recensione

e anche qui

A questo link le pagine di Marisa Salabelle

 

Scrittori toscani? Sì, ancora… con due autori contemporanei

Gentili lettori, concludiamo questo primo incontro con gli scrittori toscani di ieri e di oggi con due autori contemporanei:

 


venerdì 14

Gigi Paoli, giornalista fiorentino, con un brano tratto dal suo romanzo d’esordio

“Il rumore della pioggia”

che si apre con uno degli scorci più amati della città

 

 

 

 

e sabato 15

Marisa Salabelle, nata a Cagliari ma vive a Pistoia da molto tempo e nell’Appennino ha ambientato i suoi romanzi. “L’ultimo dei Santi” da cui è tratto il brano che presentiamo.

 

Silvia Volpi “Alzati e corri direttora” un articolo da Il Tirreno 11 febbraio

L’incontro con la scrittrice pisana
ha inaugurato la rassegna in biblioteca

“Alzati e corri direttora”
I segreti del giallo
di Silvia Volpi

CECINA. Perché è approdata al genere giallo; perché ha scelto una protagonista “anomala” rispetto al panorama di detective e poliziotte: Elsa Guidi è infatti la direttora del quotidiano La Piazza; perché ha ambientato la prima indagine della sua beniamina a Pisa… Venerdì scorso, 7 febbraio, nella biblioteca comunale di Cecina, Silvia Volpi, giornalista e segretaria di redazione del Tirreno, ha presentato il suo libro “Alzati e corri, direttora”, romanzo giallo edito da Mondadori nell’aprile scorso, già ristampato e vincitore del premio “Giallo d’amare” in Versilia, come “esordiente dell’anno”. Silvia Volpi è stata intervistata dalla giornalista Maria Meini, caposervizio del Tirreno. L’incontro è stato introdotto da Claudia Barlettani, responsabile della biblioteca, ed ha inaugurato la rassegna “I venerdì in biblioteca. Gialli… al femminile”, organizzati dal Comune di Cecina e dalla biblioteca comunale Emilia Levi. Nel testo la direttora e il suo giovane cronista di nera Tommaso Morotti, il “Moro”, si trovano ad indagare in prima persona sulla strana morte di un elettricista precipitato dalla finestra di un palazzo a due passi dalla Torre di Pisa. Sembra un suicidio, ma man mano che la storia si dipana emerge chiaramente che si tratta di un omicidio. E per scoprire il colpevole, Elsa Guidi, direttora con la passione sempre viva per la cronaca, si mette alla ricerca della donna: cherchez la femme… Una storia ben congegnata e dal ritmo serrato.La direttora runner e il suo giovane nerista hanno già conquistato il gradimento di molti lettori. Nel romanzo altri personaggi si animano all’interno della redazione della Piazza (che ha la sede davanti alla chiesa della Spina). All’interno e all’esterno del giornale… con un percorso privilegiato verso la direttora. Silvia Volpi ha svelato che è già pronta la seconda indagine di Elsa Guidi. La direttora sarà protagonista di un altro libro, di cui è già completata la prima stesura. E chissà che la saga non approdi anche in tv… —

Vai a leggere uno stralcio dal romanzo  e anche l’intervista di Nicola Stefanini

Arianna Farinelli “Gotico americano” recensione di Salvina Pizzuoli

 

 

Arianna Farinelli nata a Roma vive dal 2001 negli Stati Uniti dove insegna Scienze Politiche al Baruch College della City University di New York; è questo un aspetto importante della sua biografia per comprendere meglio questo romanzo d’esordio, ambientato durante l’elezione di Donald Trump, in cui presenta vari aspetti della società statunitense contemporanea. Il tema conduttore è quello dei diritti negati siano essi familiari, siano essi sociali o politico-economici, l’esclusione, il diverso, il nemico, l’emarginazione delle minoranze.

Tra le prime esperienze americane di Bruna, la protagonista, una italiana che per amore va a vivere negli Stati Uniti e  che come l’autrice insegna Scienze Politiche, l’incontro-scontro con la famiglia italo americana del futuro marito Tom, studente modello e futuro medico. Qui l’autrice metterà in luce il retaggio di quanto vissuto dagli emigrati italiani per raggiungere, con impegno,  fatica, sacrifici e rinunce, uno status sociale riconosciuto nella buona società, retaggio che influenzerà e peserà non solo sulle loro vite ma anche sulle scelte dei figli condannati a mantenerlo. Interessante e ben tratteggiata la figura della suocera, Amanda, figlia di bottegai divenuta docente universitaria, chiusa negli ideali perbenisti, senza riuscire a vedere oltre questi limiti e limitazioni nonostante l’ alto livello di cultura conquistato, ma che sa solo imporre, coadiuvata dal marito completamente assoggettato. 

Questa prima esperienza accompagnerà la protagonista dentro tutto il romanzo con sviluppi che la vedranno allontanarsi dal marito e dalla famiglia di lui per salvaguardare i due figli, Mario con problemi ad identificarsi in un corpo maschile e la figlia maggiore, Minerva, sensibile e acuta, forse troppo, e candidata ad una maggiore sofferenza.

Bruna conoscerà anche l’amore clandestino nato per caso con uno dei suoi studenti. Nel racconto della sua relazione con Yunus, afro-americano, il romanzo si sofferma sul tema del razzismo, ancora perdurante; attraverso le esperienze e il memoriale di Yunus, “Gotico americano” appunto, saranno messe in luce le vicissitudini infantili e successive che lo hanno deprivato degli affetti fondamentali, la volontà frustrata di riuscire ad emergere, tutti i motivi per cui seguirà, per proteggerlo, l’unico brandello di “famiglia” che gli è rimasto, e partirà con Mohammed verso una guerra non sua, assoldato dell’ISIS.

Dalla Nota dell’Autrice:

[…] come esseri umani siamo tutti titolari degli stessi diritti inalienabili: il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, proprio come scritto nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America