Rudy Toffanetti “Eresia dei giusti”, Vallecchi

Copertina della raccolta di poesie di Rudy Toffanetti "Eresia dei giusti", Vallecchi.

                                                                                                                                   Collana: Vallecchi Poesia diretta da Isabella Leardini

Vallecchi

Dal  7 agosto 2026

In questa opera matura Rudy Toffanetti ha compiuto una trasformazione ardua e fertile, Eresia dei giusti ci mostra ciò che accade all’incanto quando incontra il suo rovescio: irrimediabilmente si adombra senza perdere il suo filo incandescente di chiarezza.
L’infanzia, le sue passioni assolute e inestinguibili incontrano le storture del presente, ne esce un libro audace e inimitabile, che può tenere insieme i dinosauri, chiamati ognuno con il suo nome, la durata della memoria e nuove forme destinate all’estinzione: programmi televisivi, canzoni, scienza, cronaca, storia. 
L’elegia di tutto ciò che consideriamo parte del mondo perduto oppone una resistenza sottile, fossile tenacia disposta a toccare l’ironia, perfino l’invettiva, pur di non tradire il canto.
Questa poesia tiene insieme archeologia e postmoderno: la lingua di coloro che erano bambini negli anni Novanta e nella musica del quotidiano hanno visto irrompere la caduta delle Torri, si intreccia a quella di un’età adulta che ha attraversato la pandemia e le metamorfosi delle città. 
Se Toffanetti è riuscito a mutare se stesso fino a poter dire con pronuncia esatta la mistica dei mostri, è perché non ha tradito l’insegnamento di quel grande incantatore e moltiplicatore di registri che per primo ha riconosciuto la sua poesia: Franco Loi, a cui è dedicata l’ultima sezione del libro in forma di sogni. Da Loi Toffanetti ha appreso il rigore di una poesia cantabile e spregiudicata, ma ha trasformato il candore degli esordi in una tagliente e consapevole libertà. Eresia dei giusti è un libro pieno di pensiero e di sorpresa, di durezza e musicalità.

Rudy Toffanetti (Milano, 1994) ha pubblicato in poesia Sul confine (Nino Aragno Editore, 2016) e La luce della luna (Nino Aragno Editore, 2020). In prosa ha pubblicato il saggio narrativo Franco Loi. L’erede del sole (FVE Editore, 2021).

Francesco Recami “I Killer non mangiano la pizza ai funghi”, presentazione

Copertina del noir di Francesco Recami "I Killer non mangiano la pizza ai funghi", Sellerio

[…]Dei romanzi di Francesco Recami –che è stato un anarchico deformatore di tutte le letterature di genere – questo ultimato prima della scomparsa è il più ricco di personaggi dai molti lati, di incroci inattesi, di salti improvvisi che si ricollegano logicamente e temporalmente, di colpi di scena provocatori. Romanzi in cui versava la sua critica, più che feroce nichilista, al potere vuoto, all’avidità e al consumismo, allo spettacolo della società, e in fondo alla vita stessa guardata come una parodia surreale e grottesca. Con un linguaggio programmaticamente privo di ogni ornamento, perché la farsa che aveva intorno non lo meritava affatto.(dal Catalogo Sellerio)

È l’ultimo lavoro a firma Francesco Recami consegnato prima della sua recente scomparsa. Un volume ponderoso in cui il lettore ritrova Walter Galati, impiegato inps e killer professionista sotto copertura che ha capito di essere in pericolo; qualcuno vuole ucciderlo e pertanto non mangiare pizza ai funghi rischia di essere poco funzionale … La minaccia viene dall’avversaria Colomba, la  killer legata a un’agenzia internazionale avversa, che si cela forse dietro Marta Coppo. Decide quindi di passare al contrattacco e di ucciderla a sua volta ma lei  riesce a sfuggirgli e così tra i due incomincia una caccia-lotta che, come una partita a scacchi è fatta di mosse e contromosse, in giro per il mondo.
Il romanzo ha una particolartà: si muove con personaggi dentro due realtà narrative convergenti; da una parte i  partecipanti ad un reality, Il gioco delle Moire, in cui ciascuno dei nove concorrenti racconta una triste storia di vita vissuta dove vince quella  più pietosa; la giuria vota e Atropo, una delle tre Moire,  taglia il filo della vita, come nella tradizione mitologica.
Dall’altro un movimentatissimo rincorrersi di killer, alcuni già incontrati nel precedente I killer non vanno in pensione; due percorsi narrativi  in continua alternanza dove il versante dei killer non si perde neanche una delle puntate televisive de Il gioco delle Moire, puntate dalle quali emergono a volte situazioni che li riguardano.

Scrive Ermanno Paccagnini nella sua recensione al noir (La lettura 26 luglio ’26), concludendo la sua analisi sul contenuto e sulla scrittura:

“ Ed ecco allora una straordinaria costruzione parodica «al nero» della modareality, affidata a una scrittura nitida e sicura e una lingua mobilissima, a seconda delle situazioni, tra gli estremi della citazione filosofica e dello splatter (con staff, presentatori, giurie comprese, lavorati da Recami con carta vetrata, e dai risultati grotteschi); con concorrenti quali la sedicente spia che vanta decine di omicidi; la ragazzina rapita e martoriata per anni; la madre pluripara dai dieci figli più uno in arrivo; l’ex migrante fattosi prete e missionario ma dalle mani mozzate perché allungate sui minori… e altro ancora”[…] Due universi in continua alternanza, con i secondi che non si perdono le puntate televisive, dalle quali escono a volte sorprese che li riguardano da vicino. Di qui un continuo svelamento dei vari strati di identità che ciascuno si è costruito. Sino a imbatterci anche nelle più impensabili e persino incredibili”.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

La cassa refrigerata.Commedia nera numero 4

L’atroce delitto di via Lurcini, Commedia nera numero 3

Il diario segreto del cuore

Maurizio De Giovanni “Il tempo dell’orologiaio”, presentazione

Copertina del thriller di Maurizio De Giovanni "Il tempo dell'orologiaio", Feltrinelli

Feltrinelli

“Era quello il tempo dell’orologiaio. Sospensione, equilibrio e ricordo, finché tutto tornava a muoversi e a girare. Il tempo dell’orologiaio è un orologio fermo” (dalla Quarta di Copertina)

Il tempo dell’orologiaio continua e conclude la storia iniziata con L’orologiaio di Brest. Pur essendo il naturale seguito del primo romanzo, può essere letto anche autonomamente, perché Maurizio de Giovanni restituisce con abilità gli avvenimenti precedenti, fornendo al lettore tutte le informazioni necessarie per comprendere la vicenda. Tuttavia, leggere entrambi i volumi permette di cogliere pienamente le tematiche affrontate, l’evoluzione dei personaggi, con il peso del passato sul presente, con le sofferenze affrontate, il ritorno e le difficoltà del ritrovarsi.

Per comprendere comunque il secondo romanzo è utile ricucire le due trame.

Nel risvolto di copertina si legge:

«Carlo Malavasi, nome di battaglia “Sergio”, è stato per oltre quarant’anni una primula rossa della lotta armata: latitante imprendibile, custode di segreti che nessuno dovrebbe conoscere. Mago degli esplosivi, signore dei congegni, ha costruito meccanismi perfetti, capaci di fermare il tempo nel punto esatto in cui la vita si spezza. A strapparlo alla copertura anonima dietro cui si è nascosto a Brest, in Francia, sono Andrea Malchiodi e Vera Coen.
Andrea è un professore universitario, ordinario, metodico, cresciuto con una madre che per tutta la vita gli ha raccontato di un padre lontano, morto in mare. Fino al giorno in cui scopre che quel padre non solo è vivo, ma è un assassino. Vera, invece, è una giornalista ossessionata dalla morte del padre che non ha mai conosciuto, ucciso nel 1984 in un attentato. Vuole la verità, Vera. La vuole da sempre. Ma proprio quando sembra sul punto di afferrarla, la donna scompare nel nulla.»

Il primo volume conduce il lettore negli anni di piombo: una parte fondamentale della vicenda è infatti ambientata in quel periodo storico, segnato dal terrorismo politico e dalle sue drammatiche conseguenze. Il passato dei protagonisti è profondamente legato a quegli eventi, così come quello dell’orologiaio protagonista, rifugiato a Brest, Carlo Malavasi, nome di battaglia Sergio, ex terrorista costretto per decenni alla clandestinità. Da quel passato prendono avvio gli eventi che trovano compimento nel Tempo dell’orologiaio dove emerge il rapporto tra padri e figli; il peso della memoria e del passato; la ricerca della verità, anche quando è pesante; il senso della colpa, o il rimorso o la possibilità o impossibilità di trovarvi l’assoluzione o il  perdono.

Nel secondo volume l’azione è volta a trovare e salvare Vera, alla collaborazione che nasce tra padre e figlio e nipote, Martina la figlia di Andrea, dal carattere simile a quello di nonno Carlo: per trovare Vera, Carlo dovrà cercare i compagni di un tempo, scoprire chi lo ha venduto, quarant’anni prima, consegnandolo a un centro di potere oscuro che ancora proietta la sua ombra.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Volver

Il metodo del coccodrillo

Gli occhi di Sara

Tre passi per un delitto (con Scalia e De Cataldo)

Un volo per Sara

Caminito. Un aprile del commissario Ricciardi

Sorelle. Una storia di Sara

Soledad. Un dicembre del commissario Ricciardi

Pioggia. Per i Bastardi di Pizzofalcone

Ares Tempesti “Susanna”, NeP Edizioni

Copertina del romanzo di Ares Tempesti "Susanna", NeP Edizioni

È la storia travolgente di un’adolescente sedotta dal richiamo di libertà e dal fascino del proibito.

La protagonista è Susanna, una ragazza inquieta, intelligente e profondamente curiosa. Decisamente fuori dagli schemi, non accetta i limiti imposti dalla famiglia o dalla morale comune.
Durante una vacanza, passeggiando su una spiaggia deserta, sperimenta un’ebbrezza che supera la sua capacità di controllo. L’incontro con Ludovico diventa il catalizzatore di un percorso in cui eros, tensione emotiva e scoperta di sé si fondono in una narrazione intensa e coinvolgente.
Per lei comincia così una vita segreta, all’insegna della trasgressione e della voglia di scoprire tutti i sapori dell’esistenza. Decisa a non negarsi alcun piacere, inizia a inseguire le pulsioni più nascoste e a scoprire la propria sensualità, spinta dal bisogno di conoscere sé stessa attraverso il rischio dell’ignoto. Un richiamo irresistibile che supera ogni regola e si manifesta in gesti sempre più audaci, attraverso fantasie, provocazioni, paure e sensazioni intense. La sua attrazione per il proibito non è solo erotica, ma anche esistenziale: sfida le convenzioni, mette continuamente alla prova i propri limiti e trasforma ogni esperienza in un cammino di emancipazione. Nella mente di Susanna, ogni trasgressione diventa una tappa di crescita personale. A dominarla è il desiderio. Un desiderio di vita.

Attraverso una scrittura fresca e magnetica, allo stesso tempo diretta, introspettiva e ricca di tensione narrativa, l’autore costruisce una protagonista complessa, lontana dagli stereotipi, capace di raccontare senza filtri il tumulto dell’adolescenza e della ricerca della propria identità. Una lettura leggera solo in apparenza, capace di far riflettere, perché svela poco a poco il coraggio di una giovane donna libera, che sceglie di vivere le proprie emozioni senza compromessi e oltre i propri confini.

Ares Tempesti è nato nel 1958 ed è laureato in Economia e Commercio.
Dopo aver lavorato per 25 anni come dipendente all’interno grandi aziende, è passato ad essere un libero professionista, svolgendo l’attività di consulente da circa 20 anni.
Appassionato da sempre di scrittura, si cimenta in racconti e romanzi di fantasia.“Susanna” rappresenta il suo esordio letterario.

Andrea Pomella “Vite nell’oro e nel blu”

è il vincitore assoluto del Premio dei Lettori Lucca-Roma della Società dei Lettori – Amici di Francesca Duranti, edizione 2025-2026

Copertina del romanzo di Andrea Pomella "Vite nell'oro e nel blu", Einaudi è il vincitore assoluto del Premio dei Lettori Lucca-Roma della Società dei Lettori – Amici di Francesca Duranti, edizione 2025-2026


Una larga maggioranza di voti ha premiato, venerdì 31 luglio alle 18 a Villa Rossi (Gattaiola, Lucca), la dodicesima opera dell’autore romano, docente di scrittura creativa alla Scuola del Libro di Roma e alla Holden di Torino. Il romanzo, che racconta le vicende biografiche di Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e Francesco Lo Savio, vite talmente grandi che sembrano inventate, è stato scelto dai lettori lucchesi e romani che hanno avuto il privilegio di incontrare, durante l’anno, tutte le autrici e gli autori dei romanzi selezionati, per confrontarsi con loro. È così che hanno poi potuto esprimere la propria, decisiva, preferenza, nel grande evento di chiusura dell’edizione, che è finalmente tornato a svolgersi a Villa Rossi.

È stata così, infatti, recuperata la tradizione voluta da Francesca Duranti, fondatrice del premio nel 1988, che volle valorizzare anche in questo modo la casa che era stata di Paolo Rossi, suo padre e padre costituzionalista. A ricordarlo, tra l’altro, c’è il recente volume di Salvatore Vento, “La famiglia Rossi di Bordighera tra cosmopolitismo e tragedie del Novecento (1866-1985)”, in cui si ricostruisce la vita di uno dei più grandi statisti della Prima Repubblica.

Alla premiazione hanno preso parte il consigliere comunale Giovanni Ricci, per conto dell’amministrazione comunale di Lucca, e la componente del CDA della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Beatrice Milianti. Il presidente dell’associazione, filosofo e scrittore, Marco Giuseppe Ciaurro, ha ringraziato la fondazione cittadina per il sostegno ed ha consegnato tre premi a tutti i finalisti, quindi anche a Giosuè Calaciura per “L’Ammiraglio” (Sellerio) e a Paolo Morelli per “La vera vita di Margarito d’Arezzo, artista” (Exòrma), e il premio finale ad Andrea Pomella, raddoppiando così l’assegno da finalista che lo scrittore aveva già ricevuto.

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Il Premio dei Lettori è un premio letterario istituito a Lucca nel 1988 dalla Società Lucchese dei Lettori, fondato da Francesca Duranti e Antonio Dini, e destinato alla migliore opera di narrativa presentata nel corso dell’anno sociale nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Le attività dell’associazione sono aperti a tutti e l’ingresso è libero.

Augusto De Angelis “La barchetta di cristallo”, presentazione

Copertina del giallo all'italiana di Augusto De Angelis "La barchetta di cristallo", ParvaLicetEdizioni,

Stralci dall’Introduzione a cura di Alessandro Ferrini

Maestro indiscusso del giallo all’italiana, De Angelis ci conduce in una vicenda che intreccia dramma, mistero e critica sociale, orchestrata con la consueta eleganza stilistica e un’acuta sensibilità psicologica.
L’indagine del commissario De Vincenzi, raffinato osservatore dell’animo umano, si dipana in un tempo narrativo serrato, scandito quasi ora per ora, tra le luci tremolanti del Decamerone – un circolo tanto letterario quanto mondano – e le ombre proiettate dai suoi frequentatori. Ognuno di loro porta in scena non solo un ruolo, ma anche una ferita nascosta, un dolore antico, una maschera che lentamente si sgretola.
Nei dialoghi, nei gesti e negli interni descritti con precisione cinematografica, si avverte l’urgenza di un’epoca che cambia e si sgretola, come la fragile imbarcazione del titolo, metafora di una società in bilico tra decadenza e illusione.
La barchetta di cristallo non è solo un giallo, ma un affresco umano e letterario, un romanzo che scava nel fondo delle relazioni e nei silenzi, restituendo al lettore un senso profondo di inquietudine e bellezza. In queste pagine, il mistero non è solo quello dell’assassinio, ma quello – ben più sottile – delle anime che abitano le stanze del vivere.
Nonostante l’oblio in cui per decenni è caduta la sua opera, oggi De Angelis è giustamente considerato il fondatore del giallo italiano moderno. I suoi romanzi sono stati riscoperti, ristampati e studiati, non solo per il loro valore narrativo, ma anche per la loro capacità di raccontare un’Italia inquieta, contraddittoria e profondamente umana

Augusto De Angelis fu una delle figure più originali e significative della narrativa italiana tra le due guerre, nonché il vero pioniere del romanzo poliziesco moderno in Italia. Nato a Roma nel 1888, trascorse gran parte della sua vita professionale tra Milano e Genova, lavorando come giornalista per importanti testate come Il Resto del Carlino, Il Secolo XIX e La Stampa. Fu anche autore teatrale, traduttore e saggista. La fama di De Angelis è legata indissolubilmente alla creazione del Commissario Carlo De Vincenzi, protagonista di una fortunata serie di romanzi gialli pubblicati a partire dal 1935. Con De Vincenzi, l’autore offrì al pubblico italiano un investigatore colto, umano, malinconico e profondamente riflessivo, molto lontano dagli stereotipi del detective infallibile o cinico. I suoi romanzi si distinguevano per lo stile letterario elegante, per l’ambientazione fortemente caratterizzata e per l’attenzione ai moti interiori dei personaggi.A differenza della narrativa gialla coeva, spesso considerata “di evasione” e guardata con sospetto dal regime fascista , De Angelis seppe nobilitare il genere, trasformando l’indagine in uno strumento di esplorazione psicologica e sociale. La sua prosa, sobria ma incisiva, unisce l’introspezione all’ironia, la denuncia sociale all’indagine dell’animo umano. Proprio per questa sua tensione etica e intellettuale, De Angelis entrò presto in contrasto con il regime fascista. Nel 1943 venne arrestato dalla Repubblica Sociale Italiana per “antifascismo morale”. Detenuto nel carcere di San Vittore, subì un pestaggio da parte di una guardia e morì poco dopo, nel 1944, a soli cinquantacinque anni.

Tre romanzi tutti corredati con ampie pagine introduttive e note a cura di Alessandro Ferrini che evidenziano la figura dell’autore, la storia personale e della sua opera, lo stile.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri: gli altri due romanzi della serie

De Angelis Il Do tragico

De Angelis Mistero di Cinecittà

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di luglio 2026

Omaggio a

Scrittori che vivono in Toscana e la raccontano: Marisa Salabelle “L’ultimo dei Santi”

I consigli di tuttatoscanalibri a chi predilige il romanzo storico

Libri di viaggio: Francesca Volpe “La Toscana in Renault4. Viaggio sui sentieri dell’ecofilia e della libertà”

Virginia Ciaravolo “Truffe amorose. Da relazione virtuale a morte rerale. La storia di Daniele Visconti”

Stefano Nasetti “Il lato oscuro di Marte. Dal mito alla colonizzazione”

Carmelo Sardo “L’ultima estate di un uomo perbene”

“Inventari e registri alla corte di Mantova. Da Luigi a Francesco Gonzaga”

Roberto Pinotti “Il giorno della rivelazione. La vera storia degli UFO tra scienza, politica e mistero”

Luca Poli “Mani cattive”

Raymond Carver “Principianti”

Andrea Pomella, Paolo Morelli e Giosuè Calaciura vincitori del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026

Andrea Pomella, Paolo Morelli e Giosuè Calaciuria sono i vincitori della 39sima edizione del Premio dei Lettori Lucca-Roma della Società dei Lettori – Amici di Francesca Duranti, realizzato grazie al sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca.

Appuntamento venerdì 31 luglio 2026 alle 18 a Villa Rossi (Gattaiola, Lucca) per la scelta del vincitore assoluto, all’interno della terzina, seguita da una cena con gli autori, aperta a tutti gli interessati al premio, su prenotazione: 3496648615.

Andrea Pomella, Paolo Morelli e Giosuè Calaciuria sono i vincitori della 39sima edizione del Premio dei Lettori Lucca-Roma della Società dei Lettori – Amici di Francesca Duranti, realizzato grazie al sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca.Appuntamento venerdì 31 luglio 2026 alle 18 a Villa Rossi (Gattaiola, Lucca) per la scelta del vincitore assoluto, all’interno della terzina, seguita da una cena con gli autori, aperta a tutti gli interessati al premio, su prenotazione: 3496648615.

“Vite nell’oro e nel blu” di Andrea Pomella (Einaudi)

Nella Roma febbrile e mondana degli anni Cinquanta e Sessanta, quattro giovani artisti di umili origini – Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e Francesco Lo Savio – si prendono la scena culturale sfidando i giganti della Pop Art americana. Andrea Pomella racconta la loro travolgente “ora d’oro” fatta di genio, eccessi, passioni e ascesa mondana, seguita dall’inesorabile scivolamento nell’ombra dell'”ora blu”, tra oblio, drammi personali e dipendenze. Un’epopea avventurosa e struggente che attraversa mezzo secolo di storia italiana.

“La vera vita di Margarito d’Arezzo, artista” di Paolo Morelli (Exòrma)

Del duecentesco Margarito d’Arezzo si sa poco o niente. Il Vasari lo chiama Margaritone; si sa che è figlio di un tal Magnano, fabbro, e che è un pittore, anzi, il più importante pittore aretino dell’epoca. Morelli ne scrive una vera biografia inventata di sana pianta: scenari e ritratti, amici e colleghi, famigliari, personaggi pubblici e cronache private; i dubbi, le infelicità e le gioie, le crisi, gli incontri con i grandi dell’epoca, e su tutti san Francesco.

“L’Ammiraglio” di Giosuè Calaciura (Sellerio)

Un potente romanzo d’avventura e di sguardi che mette al centro Cristoforo Colombo, l’Ammiraglio, una figura storica colossale e discussa, un eroe dell’esplorazione e l’iniziatore dell’oppressione coloniale, il portatore della civiltà occidentale nelle Americhe e al tempo stesso colui che avvia un genocidio, sancendo l’imperialismo, il razzismo e la soppressione culturale.

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Appuntamento venerdì 31 luglio 2026 alle 18 a Villa Rossi (Gattaiola, Lucca) per la scelta del vincitore assoluto, all’interno della terzina, seguita da una cena con gli autori, aperta a tutti gli interessati al premio, su prenotazione: 3496648615.

Il Premio dei Lettori è un premio letterario istituito a Lucca nel 1988 dalla Società Lucchese dei Lettori, fondato da Francesca Duranti e Antonio Dini, e destinato alla migliore opera di narrativa presentata nel corso dell’anno sociale nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Le attività dell’associazione sono aperti a tutti e l’ingresso è libero.

Sergio Turone “Millenovecentonovantaquattro”, Arcadia

Una congiura nucleare ordita contro la popolazione mondiale. Il romanzo-denuncia che nel 1996 vinse il premio Forte dei Marmi per la satira politica

Copertina del terzo volume della Trilogia sul potere di Sergio Turone "Millenovecentonovantaquattro", Arcadia.

Arcadia

Dal 31 luglio

Un omaggio a George Orwell e al suo 1984 e al tempo stesso un libro che anticipa quasi profeticamente temi e atmosfere che troveranno piena espressione negli anni di Tangentopoli e alla fine della Prima Repubblica. 
È il romanzo 1994, che Sergio Turone pubblicò nel 1986 e che, a distanza di quarant’anni, divenuto ormai introvabile, torna in libreria.

Con sguardo lucido e tono beffardo, Turone pone al centro della storia le contraddizioni di un tempo segnato dalla disillusione e offre uno sguardo intenso sui nodi sociali e psicologici di un’epoca complessa. 
Con questo libro, che nel 1996 vinse il premio Forte dei Marmi per la satira politica, si conclude la “trilogia sul potere”, i cui primi titoli sono stati riproposti dallo stesso editore nei mesi scorsi: Corrotti e corruttori, uscito in maggio, e Partiti e mafia. Dalla P2 alla droga, uscito in giugno.


Trilogia sul potere

VOLUME 1Corrotti e corruttori. Dall’Unità d’Italia alla P2

ISBN: 9791256060689

Data di uscita: 22 MAGGIO 2026

VOLUME 2Partiti e mafia. Dalla P2 alla droga

ISBN: 9791256061235

Data di uscita: 26 GIUGNO 2026

Sergio Turone (10 giugno 1930-10 novembre 1995) è stato giornalista al Giorno, al Messaggero ed editorialista di Avvenimenti. Scrittore di successo, saggista della politica e del costume, aveva conosciuto la polemica più feroce quando, da uomo di sinistra, si era schierato con Pannella nelle file radicali. Professore di Storia e metodologia del giornalismo a Teramo, nel 1990 venne eletto consigliere regionale in Abruzzo.

Alessandro Cattaneo “Trilogia degli opposti”, NeP Edizioni

Copertina del terzo volume della trilogia di Alessandro Cattaneo " Trilogia degli opposti" , NeP Edizioni


NeP Edizioni

Atteso capitolo conclusivo della trilogia, il volume completa e approfondisce i concetti introdotti nei precedenti “La Teoria degli opposti” e “Gli opposti si attraggono”, consolidando e sviluppando le principali tematiche affrontate.
L’opera propone una costruzione teorica originale che conduce un’indagine radicale sulla natura della realtà, con l’obiettivo di favorire un percorso di liberazione intellettuale ed etica.
Anche in questo volume, l’autore raccoglie la sfida di accompagnare il lettore oltre il pensiero convenzionale, verso una nuova forma di consapevolezza: quella di un’unità dell’essere che si manifesta non nonostante gli opposti, ma proprio attraverso di essi.
Superando le tradizionali interpretazioni fondate sulla separazione o sulla contrapposizione, l’opera individua il nucleo autentico della verità nella coappartenenza originaria degli opposti.
In questa prospettiva, anche la scienza più avanzata sembra avvicinarsi, con strumenti nuovi e rigorosi, a intuizioni proprie della filosofia antica.
L’obiettivo è ricomporre in un unico orizzonte teorico due visioni tra le più influenti e apparentemente inconciliabili: il divenire dinamico del
pensiero eracliteo e la concezione parmenidea dell’essere come uno, immutabile ed eterno.
All’interno di questo quadro, tali prospettive non si escludono, ma rappresentano due poli complementari e necessari di una medesima struttura del reale.
L’approccio metodologico del testo intreccia matematica, fisica, filosofia, religione, statistica e perfino intelligenza artificiale, proponendo una visione unitaria del sapere.
Ogni dualismo viene così interpretato come una diversa manifestazione di una realtà indivisibile, mentre la consapevolezza dell’unità degli opposti si configura come una tappa fondamentale nell’evoluzione della mente umana.
L’intera “Trilogia degli opposti” è concepita come un progetto organico e coerente, capace di restituire unità e compiutezza all’impianto teorico sviluppato dall’autore.
In questa prospettiva, “L’unità degli opposti” rappresenta il momento di sintesi conclusiva, chiudendo l’intero cerchio concettuale delineato finora.

Alessandro Cattaneo (1971), laureato a pieni voti in Ingegneria Meccanica all’Università di Parma, svolge attività di tipo gestionale per aziende multinazionali operanti nella costruzione di macchine automatiche per il settore alimentare.
Per NeP edizioni ha pubblicato nel 2026 la “Trilogia degli opposti”, che comprende i tre volumi “La Teoria degli opposti”, “Gli opposti si attraggono” e “L’unità degli opposti”.