In occasione del bicentenario della nascita di Collodi: due volumi curati da Daniela Marcheschi


La biblioteca di Collodi. Libri e passioni del papà di Pinocchio” (dal 2 ottobre in libreria)
Le avventure di Pinocchio, quest’ultimo nell’Edizione Nazionale con le illustrazioni originali di Enrico Mazzanti e due saggi di approfondimento di Daniela Marcheschi e Franco Cambi (dal 9 ottobre in libreria)

Copertina del volume a cura di Daniela Mracheschi per il bicentenario della nascita di Collodi

Bibliotheka

Dal 2 OTTOBRE 2026

Il 2 ottobre esce il nuovo saggio della presidente dell’Edizione nazionale delle opere del fiorentino Carlo Lorenzini. 
Un pregiudizio ancora radicato considera Carlo Lorenzini detto Collodi – di cui si celebra il 24 novembre il bicentenario della nascita – un autore geniale solo nella composizione del suo capolavoro, Le avventure di Pinocchio. Un libro scritto da Daniela Marcheschi, tra i maggiori conoscitori dell’opera collodiana, smonta ora l’accusa e propone un diverso profilo di uno dei maggiori scrittori italiani di tutti i tempi.
È possibile ricostruire la biblioteca dello scrittore fiorentino guardando ai suoi studi e alle citazioni più frequentemente sparse nei suoi articoli e nei suoi libri. Il suo è il sapere di un uomo colto, aperto agli stimoli del suo tempo, comprese le scoperte della scienza. Formato nel Seminario di Colle Val d’Elsa, poi nel liceo degli Scolopi di San Giovannino e, infine, nell’“università” libera e poco pedante e libresca della vivace Libreria-Tipografia Piatti, conosce la Bibbia e i classici, predilige la letteratura eroicomica e i favolisti, il melodramma e i Macchiaioli. Soprattutto, il patriota Collodi apprezza Dante, il poeta che per l’Ottocento risorgimentale incarna l’identità italiana. I suoi scritti lo richiamano continuamente e le stesse Avventure di Pinocchio sono intessute di innumerevoli riferimenti alla Commedia dantesca.

Daniela Marcheschi, studiosa di letteratura e antropologia delle arti, ha insegnato nelle Università di Uppsala, Salamanca, Firenze e Lisbona. Dopo gli studi alla Scuola Normale di Pisa e all’Institut d’Études Françaises di Avignone frequenta Eugenio Montale e Piero Bigongiari, Natalino Sapegno e Natalia Ginzburg, Giovanni Macchia e Cesare Garboli. Presidente dell’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini, cura i Meridiani Mondadori di Collodi, Pontiggia e Rodari. Collabora con l’inserto domenicale del Sole 24 ore.

 

CARLO COLLODI

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino

Introduzione di DANIELA MARCHESCHI
Postfazione di FRANCO CAMBI
Illustrazioni di ENRICO MAZZANTI

Bibliotheka

Dal  9 OTTOBRE 2026

Capolavoro letterario e icona universale tra le più celebri, Pinocchio è ormai parte della cultura popolare mondiale. Centinaia di edizioni, di traduzioni in tutte le lingue e numerose trasposizioni teatrali, televisive e cinematografiche ne hanno fatto un personaggio noto oltre i confini della letteratura per l’infanzia. Con il suo naso che si allunga quando dice bugie e attraverso continue metamorfosi che lo trasformano prima in ciuchino e poi in bambino in carne e ossa, è il protagonista di continue avventure che lo portano a conoscere il mondo nei suoi aspetti più comici e drammatici.
In occasione del bicentenario della nascita del suo autore – Carlo Lorenzini, detto Collodi, nato a Firenze il 24 novembre 1826 – esce il 9 ottobre in libreria Le Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino con il testo dell’Edizione nazionale, le illustrazioni originali di Enrico Mazzanti e due preziosi testi di accompagnamento. La prefazione è, infatti, di Daniela Marcheschi, presidente dell’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini (di cui ha curato anche il Meridiano Mondadori), mentre la postfazione è firmata da Franco Cambi, già professore di Pedagogia generale all’Università di Firenze e direttore scientifico dell’Archivio della pedagogia italiana del Novecento.

Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini (Firenze 1826 – Firenze 1890), scrittore e giornalista, è divenuto celebre per le Avventure di Pinocchio, pubblicato per la prima volta in volume nel febbraio 1883.

Daniela Marcheschi, Presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, ha curato il Meridiano Mondadori su Collodi. Insegna all Universidade Aberta e all Universidade de Lisboa.

Franco Cambi, tra i maggiori specialisti italiani di teoria e storia dell’educazione, ha insegnato Pedagogia generale all’Università di Firenze. È stato direttore scientifico dell’Archivio della pedagogia italiana del Novecento

Luca Fassina “Tavole a tavola. Cibo e bevande nel mondo dei fumetti”, Oligo

Copertina del saggio di Luca Fassina "Tavole a tavola. Cibo e bevande nel mondo dei fumetti", Oligo

OLIGO

Dal 9 ottobre

Dopo aver esplorato cibo e bevande nella letteratura attraverso i libri di Stephen King, nel mondo del cinema, nell’universo della musica tramite le ricette più amate dalle rockstar e persino nell’iconografia delle copertine dei dischi, Luca Fassina torna alla cultura pop con una passeggiata lunga tre secoli attraverso fumetti, comics, bandes dessinées, bildergeschichten, tebeo e manga. 

Il cibo nel mondo dei fumetti: non solo dettaglio decorativo, ma potente strumento narrativo, antropologico e iconografico che definisce l’identità dei personaggi e la struttura della trama; gli spinaci di Braccio di Ferro, la pizza delle Tartarughe Ninja, il ramen di Naruto; il banchetto come luogo per la risoluzione dei conflitti, il cibo come indicatore di classe sociale e come riflesso della cultura di appartenenza degli autori.  Completano il saggio interviste ai protagonisti del fumetto nostrano e internazionale e ricette tutte da provare.

Cosa unisce una marmitta di maccheroni fumanti, un panino titanico che sfida le leggi della gravità, una pozione bollita in un paiolo di rame e una ciotola di ramen fumante? A prima vista, sembrerebbero solo menù molto diversi tra loro, in realtà, sono i veri motori di una delle forme d’arte più pop e amate al mondo: il fumetto. Fin dalle sue primissime tracce nell’Ottocento, la letteratura per immagini ha stretto un patto indissolubile con il cibo. Mangiare, nel fumetto, non è quasi mai un semplice atto biologico, ma caratterizzazione sociale, satira politica, espediente comico e potentissimo veicolo di empatia e umanità. Attraverso le tavole disegnate, il cibo si fa specchio dei tempi: racconta la fame nera della Grande Depressione americana e il boom del consumismo nel dopoguerra, attraversa l’ingordigia surreale dei mostri e approda alla sacralità conviviale delle tavole orientali. (Luca Fassina)

LUCA FASSINA lavora con la parola scritta da oltre trent’anni: giornalista, scrittore, traduttore e storyteller di Milano, è stato corrispondente musicale da Londra e manager dell’entertainment a Parigi. Oggi scrive per “Classic Rock”, “Metal Hammer” e Sergio Bonelli Editore; ha collaborato, tra gli altri, con RollingStone.it. Per Oligo Editore ha pubblicato Cucina. Stephen King: ricetta per un disastro (2022), Spaghetti. Le rockstar a tavola: dagli AC/DC a Zucchero (2023), Gusto/ Disgusto. Il cibo diventa cult: dal cinema alla tavola (2024), Vino/Vinile. Il cibo si fa musica: l’estetica delle copertine.

Lamberto Salucco “OSint. Trattato semiserio di Intelligence Open Source”, presentazione

Copertina del testo di Lamberto Salucco "OSint. Trattato semiserio di Intelligence Open Source", Edida
Su Amazon a questo link

Edida

Il volume “OSInt – Trattato semiserio di intelligence open source” di Lamberto Salucco si distingue per l’adozione di un approccio incentrato sul mindset investigativo, ovvero  il filtro cognitivo attraverso cui guardiamo la realtà; nel contesto dell’OSINT e dell’intelligence, avere il giusto mindset significa possedere un atteggiamento critico, curioso e fortemente orientato al dubbio metodologico, che permette di non prendere mai i dati per oro colato e di difendersi dai propri stessi bias cognitivi.
Altro aspetto interessante nella trattazione di Salucco è lo  stile ironico basato sulla metafora della “tana del bianconiglio”: parafrasando  Alice nel paese delle meraviglie, Salucco mette in guardia con questa metafora dal rischio di perdersi nel labirinto infinito delle informazioni online. Durante un’indagine OSINT, un link porta a un altro link, un profilo social a un altro profilo, un dato a un altro dato. Se l’analista non ha un obiettivo chiaro e un metodo rigoroso, rischia di sprofondare sempre più nel Web.
L’opera inoltre affronta centralmente il tema dei bias cognitivi, identificando nel bias di conferma e nell’ancoraggio i principali rischi per l’analista e proponendosi come un manuale di autodifesa mentale per neutralizzare tali trappole logiche.

Dall’Introduzione
Perché l’OSInt è più di una passione, è più di un hobby, è più di una professione. L’OSInt è una mania, è una fissazione, è un modo di vedere il mondo e la conoscenza. Non è facilissimo entrarci ma ritengo impossibile uscirne. Questo libro, quindi, è un tentativo un po’ arrogante di condensare ciò che ho imparato sull’intelligence open source. Dal momento della scrittura a quando vi capiterà fra le mani è possibile che una parte dei siti e dei tool che ho elencato e archiviato con tanta pazienza e diligenza abbia smesso di funzionare.

Dal Capitolo I

01:01 – Cos’è l’OSInt? “OSInt” è l’acronimo di Open Source Intelligence che descrive l’attività di raccolta e di analisi di informazioni ottenute da tutte le fonti pubblicamente accessibili. Praticamente si tratta di utilizzare tutto quello che è disponibile sia online sia offline, per ricavarne dati utili. Io lo scrivo con le tre iniziali maiuscole, molti mettono tutto maiuscolo: non mi interessa molto, fate come preferite. Ho detto “fonti pubblicamente accessibili” ma quali sarebbero queste fonti? Possono essere le più disparate: sicuramente comprendono i siti web, i motori di ricerca, i social network, i forum, i blog, i registri pubblici, i database open data, i documenti ufficiali, gli articoli di giornale, le immagini satellitari, gli annunci di lavoro, le mappe, le immagini etc. Un post pubblicato su un social o una foto taggata possono essere una miniera d’oro in una investigazione OSInt.

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Gabriele Parpiglia “Sotto attacco hater”, Mursia

Copertina del saggio di Gabriele Parpiglia "Sotto attacco hater", Mursia

Mursia

Dal 5 ottobre

La genesi di questo racconto affonda le radici in un episodio traumatico vissuto in prima persona dall’autore nel 2019, quando divenne il bersaglio di un inquietante conto alla rovescia anonimo apparso su Instagram. Quel countdown, culminato simbolicamente durante un evento al Castello delle Cerimonie, ha rappresentato lo spartiacque definitivo, spingendo Parpiglia a trasformare il proprio calvario in una missione documentaristica.
Da quella ferita è nata un’analisi teorica profonda che descrive l’hater non come un semplice oppositore, ma come un vero e proprio virus biologico. Questa entità parassitaria non punta alla morte clinica dell’ospite, bensì alla sua debilitazione permanente, nutrendosi dei suoi successi e dei suoi fallimenti in una simbiosi tossica alimentata dalla visibilità.

Sotto attacco di hater presenta un’analisi rigorosa e sistematica sulle dinamiche persecutorie e sulla violenza verbale che caratterizzano i social network e le piattaforme digitali contemporanee.

Muovendo da una diretta esperienza personale, l’autore analizza i meccanismi psicologici, giuridici e mediatici con cui si sviluppano le campagne d’odio online. Attraverso la ricostruzione dettagliata di rilevanti casi giudiziari e di cronaca – tra cui le vicende di Elena Santarelli, Desirée Maldera, la famiglia Nasti, Giada Canino e Tiziana Cantone –, il testo offre una mappa precisa dei danni reputazionali e psicologici causati dal cyberbullismo e dallo cyberstalking.

«L’odio online non è un gioco e non può più essere archiviato come un mero prezzo da pagare per l’esposizione pubblica», dichiara l’autore. «Il libro nasce per fornire strumenti operativi alle vittime, evidenziare i limiti attuali dei tempi della giustizia e promuovere un cambio di passo legislativo e culturale».

Il volume propone linee guida pratiche e protocolli di tutela – tra cui la regola del silenzio strategico, la repertazione forense delle prove digitali e le azioni legali tempestive – ponendosi come punto di riferimento per professionisti, edili, educatori e famiglie.

 «Questo libro è un grido di dignità», dichiara Gabriele Parpiglia nelle pagine conclusive del flusso narrativo. «Ho visto persone distrutte nell’anima e sistemi giudiziari impotenti davanti a un clic. Abbiamo il dovere di capire che il digitale non è un “altrove” franco dalle leggi. Non scrivo per vendetta, ma per fornire una bussola a chi oggi si trova in quella “prigione della mente” che ho conosciuto bene. L’odio non è il prezzo del successo, è un crimine e come tale va trattato, senza sconti e senza silenzi complici»

Gabriele Parpiglia è giornalista, autore, produttore di serie TV, scrittore e speaker radiofonico. È autore di reality, conduttore di programmi TV e podcast, e voce radiofonica da oltre un decennio, ma la scrittura è la sua vera passione. La sua newsletter è tra le più lette del mondo. Con Mursia ha pubblicato Sotto attacco di panico (2025) e Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita (2026).

Edurne Portela e José Ovejero “Una bellezza terribile”, Voland

“Siamo dinosauri. Siamo sul punto di estinguerci.Nessuno prenderà il testimone delle nostre lotte.Pensano che non ne valga la pena.”

Copertina del romanzo storico di Edurne Portela e José Ovejero  "Una bellezza terribile", Voland

Voland

traduzione di Bruno Arpaia

dal 25 settembre in libreria collana Intrecci

Un romanzo che abbraccia quasi un secolo di storia e due continenti: dalla Parigi della Prima guerra mondiale a quella degli anni ’80, dalla Guerra civile spagnola alla dittatura peronista in Argentina. 
Le vicende narrate ruotano attorno a Raymond Molinier, un trockista francese che mise la sua grande audacia a sostegno della causa. Nel corso di una lunga vita di militanza, condivise le sue lotte con donne eccezionali come Jeanne Martindes Pallières, un’aristocratica che rinunciò ai propri privilegi per dedicarsi alla rivoluzione, ed Elisabeth Käsemann, una giovane tedesca compagna di partito che contrastò il brutale regime militare argentino e ne fu annientata.
Un’opera che poggia su un approfondito lavoro di documentazione in cui Edurne Portela e José Ovejero raccontano anche la loro ricerca, i dubbi e le difficoltà incontrate nel ritrarre personaggi con vite così complesse e intense.
Una bellezza terribile si è aggiudicato il prestigioso Premio Libro del Año 2025 de las Librerías de Madrid “per aver salvato dall’oblio la storia di coloro che hanno messo la propria vita al servizio della lotta per una società più giusta”.

Gli autori 
EDURNE PORTELA Scrittrice basca, figura chiave nel panorama letterario spagnolo, ha lungamente vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Storica di formazione, il suo lavoro di ricerca si è incentrato sullo studio dei meccanismi della violenza e sulle sue manifestazioni individuali, politiche e sociali. Con Voland ha pubblicato nel 2023 Con gli occhi chiusi che le è valso il prestigioso Premio Euskadi de Literatura en Castellano e nel 2025 Maddi oltre il confine.JOSÉ OVEJERO Nato a Madrid nel 1958, ha vissuto a lungo tra Bruxelles e la Germania conciliando il lavoro di interprete con quello di scrittore. Acclamato dalla critica, ha vinto tutti i più importanti riconoscimenti letterari spagnoli. Tradotto in numerose lingue, le sue pubblicazioni più recenti con Voland sono L’invenzione dell’amore (2018), La seduzione (2019), Insurrezione (2022), Fumo (2023) e Mentre siamo morti (2025), con cui si è aggiudicato il Premio Dulce Chacón 2023.

Il traduttore BRUNO ARPAIA, nato a Ottaviano in provincia di Napoli è romanziere, giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana. Ha dato voce tra gli altri a Fernando Aramburu, Carlos Ruiz Zafón, Gabriel García Márquez, Javier Cercas e Manuel Vilas.

di Ovejero su tuttatoscanalibri

Fumo

La seduzione

L’invenzione dell’amore

Tutto in una pagina: il resoconto di tuttatoscanalibri della settimana dal 21 al 25 settembre

… per non perdersi niente!

Una buona lettura ha il potere di spalancare finestre su realtà sconosciute: ci regala compagni di viaggio indimenticabili e, a volte, ci offre una prospettiva diversa sul modo di vedere le cose. Che siate cacciatori di misteri tra le ombre della provincia, anime sensibili pronte a commuoversi per legami che sfidano il tempo, o menti curiose desiderose di smascherare i grandi retroscena della storia, questa settimana abbiamo selezionato cinque volumi che non vi lasceranno indifferenti.


Narrativa Contemporanea

Sorelle per la coda – Olivia Gobetti (Armando Editore)

Cosa succede quando l’amore supera persino i confini della vita terrena?
In un poetico “Paradiso degli animali”, le anime di alcuni amici a quattro zampe non si limitano a ricordare i propri compagni umani, ma si coordinano in una vera e propria missione speciale per proteggere i cuccioli rimasti sulla Terra. Incrociando con immensa sensibilità la piaga dell’abbandono con il dolore profondo del lutto, l’autrice dà vita a un romanzo consolatorio ed empatico, capace di trasformare la perdita in speranza viva.

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La titanica giornata del professor Rossi – Rocco Pezzimenti (Armando Editore)

Può una semplice camminata cittadina trasformarsi nello specchio delle fragilità di un’intera epoca?
Sullo sfondo di una Roma sospesa tra maestosità storica e caos moderno, seguiamo i passi del professor Rossi in una nitida giornata di febbraio. Dal labirinto snervante degli uffici pubblici alle disillusioni della politica e della finanza, ogni incontro diventa jl tassello di un intenso pellegrinaggio umano e sociale. Un romanzo che fotografa la solitudine contemporanea senza mai cedere al cinismo, ma elevando un sincero inno alla gentilezza e all’impegno civile.

Leggi la pagina completa “La titanica giornata del professor Rossi”


Narrativa al Femminile e di Genere

Identiche – Ilva Sartini (Ventura Edizioni)

Tre donne isolate dalla neve e un segreto generazionale che urla per tornare alla luce.

Una fitta nevicata blocca sull’Appennino due sorelle gemelle speculari e una figlia tornata da lontano, costringendole a convivere tra le stanze di una vecchia casa dove aleggia ancora la presenza della nonna Terzina. In un intenso viaggio tra le fratture e i legami della maternità, riaffiorano violenze taciute e risentimenti sopiti. Arricchito da una forte identità territoriale e da un suggestivo doppio piano temporale, il romanzo esplora il coraggio necessario per spezzare le catene del passato.

Vai alla pagina completa su “Identiche”


Giallo e Poliziesco

Ombre del passato – Giuseppe Pulino (Armando Editore)

Cosa si nasconde dietro la quiete sonnolenta della provincia siciliana?

Nel piccolo borgo di Orsolini all’apparenza non accade mai nulla, ma l’arrivo della tenace Commissaria Santa Santucci spezza ogni precario equilibrio. Affiancata da due irresistibili collaboratori, la commissaria si troverà a scavare tra delitti sepolti per anni, traffici oscuri e verità familiari mai confessate. Sei storie avvincenti e ricche di ironia che dimostrano come il passato ritorni sempre a chiedere il conto.

Scopri i misteri di “Ombre del passato”


Saggistica e Storia

Come nacque l’Italia fra imbrogli e bugie – Claudio Fracassi (Mursia)

«Forse mai, nella storia europea, il rapporto fra le nazioni fu così segnato da intrighi, inganni, infantili bugie, come a metà del secolo Diciannovesimo.».
Dimenticate la retorica patinata dei manuali scolastici: questo saggio trascina il lettore nei retroscena più crudi e spietati del Risorgimento. Attraverso lettere d’archivio e carteggi privati, Fracassi svela le manovre oscure, le meschine rivalità e i durissimi scontri strategici tra figure come Garibaldi e Mazzini.

Leggi la pagina completa su “Come nacque l’Italia”

Osvaldo Ramous “I gabbiani sul tetto”, Gammarò Edizioni

IL PRIMO E INEDITO ROMANZO DI OSVALDO RAMOUS
Una storia intensa e drammatica di amori, sottomissione, solitudine e rimorso

Copertina del romanzo inedito di  Osvaldo Ramous "I gabbiani sul tetto", Gammarò Edizioni

Prefazione: Francesco De Nicola

In libreria il 2 ottobre

A oltre sessant’anni dalla sua stesura, arriva in libreria il primo (e inedito in Italia) romanzo di Osvaldo Ramous I gabbiani sul tetto– Pubblicato a metà degli anni Sessanta solo in traduzione croata e portoghese, il romanzo d’esordio del celebre poeta, regista e drammaturgo fiumano (1905-1981) è rimasto per decenni un tesoro inedito per i lettori italiani.
Curato da Francesco De Nicola, il volume restituisce alla letteratura del Novecento un’opera che supera nettamente i canoni del Neorealismo per addentrarsi con rara finezza introspettiva nella psicologia dei sentimenti e dei rapporti di coppia.

Sullo sfondo di una cittadina di riviera sospesa tra il clamore dell’estate e il vuoto dell’inverno, il romanzo prende le mosse dal ritorno a casa di Valerio, violinista fragile ed egocentrico, appena uscito dal carcere dopo una condanna per truffa. Ad aspettarlo c’è la moglie Camilla, pettinatrice schiva ma determinata, ferita da anni di tradimenti, sottomissioni e incomprensioni. L’assenza del marito ha dato a Camilla la forza di maturare una decisione irrevocabile: rompere il legame e conquistare la propria indipendenza. Ma il confronto tra i due coniugi scatenerà un tragico colpo di scena dagli strascichi dolorosi e inquietanti.

Con una scrittura d’impronta lirica e dialoghi di forte taglio teatrale, Ramous affronta temi pionieristici per gli anni in cui scriveva: la sottomissione femminile, le dinamiche di manipolazione all’interno del matrimonio, il trauma inespresso e la ricerca di riscatto personale. L’immagine simbolica del “tetto” – rifugio domestico ideale mai pienamente conquistato – e il verso ostile dei gabbiani accompagnano il lettore verso un finale onirico di grande suggestione.

«Un’opera narrativa originale e coinvolgente, segnata da una profonda sensibilità psicologica e da una bruciante attualità» – sottolinea Francesco De Nicola nella prefazione.

Osvaldo Ramous (Fiume, 1905 – 1981), poeta, narratore, critico e drammaturgo, è stato una delle figure di spicco della cultura italiana d’Istria e del Quarnero. Direttore per oltre quindici anni del “Dramma Italiano” di Fiume e autore di apprezzate raccolte poetiche e racconti, ha rappresentato un ponte fondamentale di continuità storica e letteraria. I gabbiani sul tetto rappresenta il suo debutto nel romanzo.

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di settembre 2026

Omaggio a

I consigli di tuttatoscanalibri: a chi predilige il romanzo storico

Libri di viaggio: Francesca Volpe “La Toscana in Renault 4- Viaggio sui sentieri dell’ecofilia e della libertà”


Michele Ainis “Disordini” presentazione

Piergiorgio Pulixi “Il fattore gatto”, omaggio ai grandi classici

Da La Lettura del Corriere: José Ovejero “L’invenzione dell’amore”

Pina Bertoli “Infondate ragioni per credere all’amore”

Stefano Nasetti “Il lato oscuro di Marte. Dal mito alla colonizzazione”


Scrittori che vivono in Toscana e la raccontano: Marisa Salabelle “L’ultimo dei Santi”

Alessandro Ferrini, Salvina Pizzuoli “La val di Merse. Luoghi e paesaggi”

Étienne-Léon de Lamothe-Langon “La Vampira. Ossia la Vergine d’Ungheria”

Marco Amerighi “Quanto splende questo nero”, presentazione

Copertina del romanzo di Marco Amerighi "Quanto splende questo nero", Bollati Boringhieri

Quanto splende questo nero è l’affresco di un secolo e di una città. Un romanzo libero ed entusiasmante, che è anche un atto d’amore verso la letteratura: quella che riporta a galla chi è naufragato e trasforma i luoghi più bui in un’esplosione di splendore.(da Bollati Boringhieri)

Il vecchio Enrico, un toscano puro sangue che si scopre subito dalla loquela e dai modi di dire e di intercalare, un quasi ottantenne, racconta di Lorenzo Viani, un pittore o comunque uno nato per dipingere in tutte le situazioni: è l’ultimo Enrico che può con i suoi ricordi e la sua memoria portentosa rinverdire la conoscenza e forse dare a quel pittore una memoria che non ha mai avuto.
E la storia si apre al mercato di Viareggio, con Tappo, il cane e la nipotina Giulina, e prosegue con l’incontro con il professore di italianistica che lo sprona e lo esorta a concludere

Marcello è stato docente di italianistica all’Università di Pisa, ha dedicato la sua vita a Dante, ma il suo vero amore è da sempre l’arte moderna.
«Passavo di qua» dice. Sorride. Si vede lontano un chilometro che non sta nella pelle, e infatti l’attimo dopo sputa il rospo. «Hanno inaugurato una mostra di Viani a Gardone Riviera, sul lago di Garda».
So perché me l’ha detto. Vuole che la pianti di vivere rintanato come un monaco a spaccarmi la testa su questo mio lavoro eternamente annunciato ed eternamente fallito, che mi prenda i miei meriti, che goda di quello che mi resta.
Io faccio finta di nulla.
 […] Ti sembra una scusa valida? dice mio nonno dalle foto alle mie spalle, mentre allunga la sua unica mano da pollo verso di me. Si può sapere cosa aspetti? L’hai sentito, Morto te, morto lui.
Ha ragione, e anche Marcello ha ragione, io sono il suo ultimo testimone, e la colpa è mia perché da custode mi sono tramutato in carceriere, da curatore a beccamorto.

E la storia della vita di Lorenzo si apre  e si racconta in prima persona  alla data 1893.

Scrive Giulio Silvano nella sua presentazione al romanzo (Il Foglio del 2 settembrte 2026) : “Forse solo gli esperti d’arte o i versiliesi sanno a pelle se Viani è esistito davvero, o se sia solo un personaggio inventato qui dall’autore (è bello in questi casi mantenere il dubbio) ma sicuramente tra queste pagine esiste un Viani che diventa verissimo, nelle sue emozioni e nei suoi viaggi e patimenti, raccontato da Amerighi”.

Marco Amerighi vive a Milano, dove lavora come curatore editoriale, traduttore, ghostwriter ed editor. I suoi romanzi sono: Le nostre ore contate (Mondadori, 2018) con cui ha vinto il Premio Bagutta opera prima e Randagi (Bollati Boringhieri, 2021), tradotto in vari paesi, con cui è stato finalista al Premio Strega 2022.

Lisa Vagnozzi “Amelia Crayn. L’uomo nella Senna”, presentazione

Copertina del romanzo di Lisa Vagnozzi "Amelia Crayn. L'uomo nella Senna"Arpeggio libero

[…]“Lo scambio di una borsa con un ingegnere tedesco incontrato in treno, seguita dall’inspiegabile scomparsa dell’uomo, innesca infatti una lunga serie di eventi inattesi. Tra crimini e colpi di scena, Amelia affronta pericoli e imprevisti, forgia nuove amicizie e alleanze e fa la conoscenza di un gentiluomo misterioso, che le fa battere il cuore come non mai”.(da Arpeggio libero)

Lisa Vagnozzi ci trasporta nella Parigi incandescente del ‘900 e precisamente nell’aprile di quell’anno, in piena Esposizione universale. Lì seguiamo Amelia, la diciassettenne protagonista, curiosa e piena di vita come appannaggi dell’età, ma anche convinta  e consapevole della differenza tra la sua visione del ruolo affidato all’universo femminile e le proprie aspirazioni di giovane donna che si prepara a costruire il proprio futuro.
Sotto la superficie narrativa fatta di indagini e trame criminali, il vero motore della narrazione è il conflitto identitario, così come precisa Giovanna Scalzo nella sua presentazione sul Corriere (25 agosto 2026)
E Parigi dà una mano alla protagonista che attraverso le indagini evidenzierà “il desiderio di emancipazione. Amelia non accetta la posizione marginale assegnata alle donne nei salotti borghesi —osservatrici silenziose, pedine matrimoniali, bamboline di porcellana ricoperte di polvere — ma si inserisce nello spazio dell’azione e della conoscenza, territori tradizionalmente maschili.

Lisa Vagnozzi è nata nel 1981 a Giulianova, in Abruzzo, e si è formata a Pisa e a Modena, laureandosi e perfezionandosi in Filosofia. Ha vissuto per alcuni anni a Roma, maturando diverse esperienze nel mondo della comunicazione, in qualità di redattrice e copywriter pubblicitaria . Nel 2014 si è trasferita in Germania, dove vive tuttora e dove lavora come docente di italiano per stranieri .