Teodoro Lorenzo “Ondeggia, Oceano”, Besa Muci Editore

L’oceano come non l’avete mai visto: Teodoro Lorenzo attraversa tremila anni di storia, paura e meraviglia nel saggio: “Ondeggia, Oceano”

Copertina derl saggio di Teodoro Lorenzo "Ondeggia, Oceano", Besa Muci Editore

Besa Muci Editore

Dal terrore biblico al sublime romantico: un viaggio intellettuale attraverso il rapporto millenario tra l’uomo e l’oceano.

Nemico, risorsa, specchio dell’anima: l’oceano ha cambiato volto infinite volte nella storia dell’umanità, e “Ondeggia, Oceano” di Teodoro Lorenzo è il saggio che finalmente ne racconta la straordinaria trasformazione.
Dalla visione medievale del mare come anticamera dell’Inferno — popolato di mostri, gorghi e presenze diaboliche — fino alla nascita di un intero genere letterario capace di catturare l’immaginazione di milioni di lettori, Lorenzo traccia un percorso affascinante e rigoroso che attraversa teologia, storia, filosofia ed estetica.
Il saggio prende le mosse da una constatazione sorprendente: il mare è assente dal Giardino dell’Eden. Questo dettaglio, apparentemente marginale, apre la porta a una riflessione profonda sulla paura ancestrale che l’oceano ha ispirato per secoli. Lorenzo esplora come popoli coraggiosi come i Vichinghi e i Baschi abbiano sfidato questo terrore — i primi per la gloria delle razzie, i secondi per il silenzioso profitto della caccia alle balene e
della pesca del merluzzo — mantenendo i propri segreti gelosamente custoditi.
Con l’Età delle Scoperte e la successiva ascesa dell’Inghilterra a potenza marittima globale, l’oceano smette di essere un abisso da temere e diventa il teatro della storia. Lorenzo dedica pagine illuminanti alla trasformazione dell’identità inglese: da nazione di pastori a “Figli del Mare”, grazie alla pirateria legalizzata della Corona, alla sconfitta dell’Invincibile Armada e a una geografia che rendeva il mare inevitabile.
Ma il cuore pulsante del libro è la domanda che ogni appassionato di letteratura dovrebbe porsi: come nasce la letteratura di mare? La risposta passa attraverso Edmund Burke e il concetto filosofico di “Sublime”, attraverso la rivoluzione romantica che trasforma la Natura in specchio dell’anima, e attraverso capolavori come “La Ballata del vecchio marinaio di Coleridge”, Il racconto di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe e l’influenza di quest’ultimo
su Jules Verne e Arthur Rimbaud. “Ondeggia, Oceano” è un saggio raro: accessibile senza essere superficiale, erudito senza essere pedante. Si rivolge ai lettori curiosi, agli appassionati di storia della letteratura e a chiunque abbia mai guardato l’orizzonte marino chiedendosi cosa si nascondesse oltre.

Teodoro Lorenzo, Torino, 4 marzo 1962. Avvocato. Con la casa editrice Voglino ha pubblicato Rimpalli (Torino 2024).

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Rimpalli

Daniele Bolognesi “Storia della frutta. Un viaggio tra gusto, salute e mercati dal Rinascimento ad oggi”, presentazione

Copertina del saggio di Dante Bolognesi  "storia della frutta. Un viaggio tra gusto, salute e mercati dal Rinascimento ad oggi", Laterza

Laterza

Come molti prodotti, alimentari e non, hanno conosciuto alterne vicende di gradevolezza o di rifiuto, così è accaduto anche per la frutta.
Non ci stupisce. Ancora oggi non occupa un posto preminente sulle nostre tavole, c’è chi la ama, chi la rifiuta, chi sceglie solo alcuni frutti, chi nessuno.
Anticamente è stato alterno il percorso di questo alimento che oggi subisce decisamente influenze e scelte legate ad un mercato molto allargato e generalizzato che vede molta frutta esotica diventare regina di molte tavole.

Giusta quindi l’idea di Bolognesi di dedicare pagine a questo alimento e alla sua storia.

Nel Rinascimento ad esempio “Mangiare frutta in quantità era pericolosissimo per la salute. Le mele potevano causare «ventosità» e cattiva digestione; i fichi portare sangue cattivo e pidocchi; l’uva, dolori a tutto il corpo; le pere, vermi e coliche gravissi-me; le ciliegie, danni allo stomaco; i melograni, forti emicranie; i datteri, problemi a fegato e reni; per non parlare dei mefitici meloni e delle more, adatte solo ai vermi. L’elenco di papi e imperatori deceduti proprio per tali consumi (soprattutto di meloni) ne era una conferma”.
Così Emanuela Scarpellini scrive nella sua presentazione al libro (La lettura 9 agosto 2026). Ma aggiunge più avanti che dimentichi dei consigli medici gli aristocratici la consumavano ugualmente e, tra alterne vicende, tra Cinque e Seicento ha inizio la ‘rivincita’ della frutta: il gusto prende il sopravvento sulle prescrizioni mediche e le scoperte scientifiche sulla nutrizione smantellano antiche paure.

Fino ad arrivare a coniare l’antico adagio che recita ‘una mela al giorno leva il medico di torno’.

Brevi note biografiche

Dante Bolognesi è autore di studi di storia economica e sociale, con particolare attenzione alla Romagna in età moderna, e ha coordinato opere collettanee di storia romagnola e del pensiero politico. Tra i suoi testi:
1512. La battaglia di Ravenna, l’Italia, l’Europa (a cura di, Longo Editore, 2014)

Antje Ràvik Strubel “L’influsso dei fagiani”, Voland

“Prima o poi saremo così bravi a camuffare le nostre parole che nessuno saprà più di cosa si sta parlando.”

Copertina del romanzo di Antje Ràvik Strubel "L'influsso dei fagiani", Voland

Un mattino di buon’ora Hella Karl legge la notizia che non si aspettava: Kai Hochwerth, astro della scena teatrale berlinese, si è tolto la vita.
Si è lasciato vincere dalla propria fragilità o è stata lei con le sue parole a spingerlo al suicidio?
La giornalista, caporedattrice delle pagine culturali di un importante quotidiano, non si scompone facilmente e crede di avere tutto sotto controllo, ma sa comunque di aver scritto un articolo dalle conseguenze devastanti su quell’uomo acclamato, e ora viene ritenuta responsabile della sua morte. 
L’influsso dei fagiani racconta in modo avvincente e con appuntita ironia la storia di una donna che perde ogni certezza, dissezionando con straordinaria lucidità quel gusto del potere da cui nessuno è immune.
Un romanzo sulle strutture patriarcali che ingabbiano la nostra volontà e deformano fatalmente le nostre percezioni, e sulla distanza necessaria per guardare in faccia una verità che brucia.

L’autrice Nata a Potsdam nel 1974, ANTJE RÁVIK STRUBEL è scrittrice e traduttrice dall’inglese (Virginia Woolf, Joan Didion, Lucia Berlin) e dallo svedese (Monika Fagerholm). La sua ricca produzione letteraria le è valsa numerosi premi oltre a residenze di scrittura e docenze presso molte università. Con il romanzo Donna blu (Voland 2023), tradotto in svariate lingue tra cui inglese, francese e spagnolo, si è aggiudicata nel 2021 il prestigioso Deutscher Buchpreis.

La traduttrice  CRISTINA VEZZARO ha studiato Traduzione all’Università di Ginevra. Ha iniziato a occuparsi di traduzione editoriale nel 1997, collaborando con la rivista “Internazionale”. Dal 2005 si dedica alla traduzione di narrativa, poesia e saggistica per diverse case editrici italiane. Tra gli autori tradotti vi sono Fouad Laroui (Prix Goncourt de la Nouvelle), Tijan Sila (Bachmannpreis), Ulrike Draesner, Iris Wolff, Sophie Daull, Ulrich Peltzer e Kathrin Röggla. Per la traduzione di Autoritratto con pianoforte russo di Wolf Wondratschek (Voland) si è aggiudicata il Premio Internazionale del Casinò di Sanremo Antonio Semeria, sezione “Narrativa internazionale”

Buon Ferragosto e buona lettura con tuttatoscanalibri!

Il mese di agosto in un mosaico romano, nome dato in onore dell'imperatore Augustol
Il mese di agosto in un mosaico romano, nome dato in onore dell’imperatore Augusto che in quel mese aveva ottenuto il primo consolato.

Ferragosto conserva nell’etimo i motivi di un periodo di riposo dal lavoro istituito nel 18 a.C. dall’imperatore Augusto, meglio conosciuto come Ottaviano primo imperatore romano, dal 27 a.C. al 14 d.C. 
Il termine deriva appunto da feriae Augusti che iniziavano il primo giorno di agosto: furono istituite in aggiunta ad altre festività dello stesso mese, come i Vinalia rustica, del 19 agosto, dedicate alla protezione dell’uva che stava maturando,  i Nemoralia dedicate a Diana che si svolgevano dal 13 al 15, tutte legate in modo da determinare un periodo sufficientemente lungo di riposo per i lavoratori dei campi che avevano lavorato durante la stagione estiva.
Le dure fatiche legate alla raccolta dei cereali avevano infatti raggiunto il culmine e andavano a terminare, in attesa della vendemmia e della raccolta delle olive.
Una festa pagana quindi o meglio un riconoscimento al sacrosanto riposo di chi si era affaccendato nei duri lavori dei campi.
Una festa antica legata alle fatiche estive e alle sue divinità e che è rimasta nell’immaginario collettivo proprio con le sue caratteristiche di momento di riposo e di svago anche se ha perso le sue connotazioni legate alle attività agricole restando comunque ben separata dalla festa dell’Assunzione nonostante l’avvento del cristianesimo ne avesse trasportato la ricorrenza al 15 agosto assimilandola alla festa religiosa.

e buona lettura con tuttatoscanalibri:

Giancristiano Desiderio “Gli ultimi giorni di Andrea Giovene di Girasole”, presentazione

Copertina del romanzo di Giancristiano Desiderio "Gli ultimi giorni di Andrea Giovene di Girasole", Solfanelli Editore

Il vecchio scrittore Andrea Giovene, discendente dell’antica famiglia napoletana dei duchi di Girasole, ritorna, dopo tanti anni trascorsi a Londra, alla sua Casa delle Case: il seicentesco Palazzo del Cervo che si affaccia sulla riva del Martorano e che sorge, come tutta Sant’Agata dei Goti, da una Selva oscura. Qui si ricongiunge con il suo alter ego letterario, Giuliano di Sansevero, e stringe amicizia con il giovane filosofo Cristiano con il quale intavola delle conversazioni sulla condizione umana a base di peperoni, pomodori, melenzane e di buon vino Aglianico e Falanghina.(Solfanelli Editore)

Andrea Giovene, duca di Girasole (1904-1995), è stato uno scrittore realmente esistito che nel romanzo l’autore Desiderio ha reso personaggio: il vecchio duca Andrea Giovene, ormai rientrato in Italia dopo gli anni trascorsi a Londra, si ritira a Sant’Agata de’ Goti nel suo seicentesco Palazzo del Cervo dove diventa  protagonista e alter ego della sua famosissima Autobiografia. Giovene è stato, infatti, l’autore del romanzo Autobiografia di Giuliano di Sansevero  pubblicato da Rizzoli nel 1966 e poi da Elliot nel 2012, un’opera corposa che gli valse la candidatura al Nobel ma poi dimenticato.

Con questo suo romanzo Desiderio vuole quindi riportare l’attenzione su un grande scrittore del Novecento italiano

La narrazione si sviluppa attorno all’incontro tra Giovene/Sansevero e un giovane filosofo di nome Cristiano davanti a piatti della tradizione e al vino campano, Aglianico e Falanghina: sia le vivande, semplici come pomodori peperoni e melanzane, che diventano delizie culinarie preparate da Gelsomina, sia le citazioni letterarie, poetiche, filosofiche, artistiche ispirate ai maestri del pensiero incontrati tra gli scaffali della biblioteca, sono alla base delle conversazioni e il loro argomentare tra i due commensali su diverse tematiche: la condizione umana, la libertà, la morte cui si aggiungerà il tema dell’amore ispirato e  incarnato nella figlia di Gelsomina, Isotta.

Giancristiano Desiderio (1968), saggista e giornalista, è studioso dell’opera di Benedetto Croce e del pensiero liberale. Ha pubblicato in tre volumi la biografia Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce (Premio Acqui Storia 2014 e Premio Sele d’Oro 2015). Ha scritto saggi su Croce, Einaudi, Vico, Machiavelli, Hegel, Marx, Berlin, Arendt. È autore di una tanto singolare quanto anti-totalitaria “filosofia del calcio”. Nel 2024 l’Associazione Isaiah Berlin gli ha assegnato il Premio Isaiah Berlin per il libro Machiavelli e il liberalismo. Scrive per il “Corriere della Sera”, il “Corriere del Mezzogiorno”, “il Giornale”, “la Ragione”. Ha fondato e dirige il giornale politico-letterario “Critica e Libertà” Gli ultimi giorni di Andrea Giovene di Girasole è il suo primo romanzo. Gli ultimi giorni di Andrea Giovene di Girasole è il suo primo romanzo.

Shari Lapena “Non se l’aspettava”, presentazione

Copertina del giallo domestico anglosassone di Shari Lapena "Non se l'aspettava", Bollati Boringhieri

Con un ritmo implacabile, e una serie di colpi di scena che cambiano continuamente la prospettiva sull’accaduto, Shari Lapena si conferma una maestra della suspense domestica, creando multipli personaggi tutti parimenti imprevedibili e decisamente sospettabili.(da Bollati Boringhieri)

Da un tamponamento banale nasce un thriller mozzatiato.
La canadese Shari Lapena torna alla sua formula del giallo domestico, definito anglosassone dall’intervistatrice,  in cui il pericolo si annida proprio dove ci si sente più al sicuro; con questa premessa Brunella Schisa (su Il Venerdì La Repubblica del 31 luglio 2026), presenta il nuovo romanzo della Lapena, pubblicato da Bollati Boringhieri e tradotto da Costanza Castelletti Prinetti.

Nell’intervista emergono alcune catteristiche del genere narrativo definito “giallo domestico” anglosassone proprio perché l’ambientazione è tra le mura di casa con quanto ad esse fa riferimento e si connette.
Si apre con quello che l’intervistatrice definisce  un “evento innocuo” che potrebbe capitare a tutti e dal quale si svilupperà invece una situazione dalle conseguenze impreviste:

“Un tamponamento nel traffico di Albany, New York.
Una donna distratta, un uomo affascinante con la Tesla, uno scambio di assicurazioni. Niente che lasci presagire ciò che avverrà.
Poi Bryden Frost scompare, e tutto – quella collisione, quell’uomo, quel condominio, quelle vite apparentemente ordinarie – assume un significato diverso”.
Così la Schisa sintetizza l’incipit e il seguito spiazzante con cui si apre il romanzo.

Il thriller si caratterizza quindi per uno sviluppo narrativo che vedrà emergere, a ritmo incalzante, dentro una famiglia apparentemente felice e perfetta, segreti di condominio e trascorsi che non sanno restare sepolti,  coppie in crisi silenziosa, vicini di casa dall’alibi fragile, accuse rimaste senza risposta, in una quotidianità normale o vissuta come tale e pertanto rassicurante. Su quanto detto indaga la detective Jayne Salter, personaggio già presente nella prosa dell’autrice.
Interessante la risposta all’ultima domanda relativa al finale dove l’autrice spiega che la piacevolezza nello scrivere in lei nasce proprio dal non pianificare il finale che cresce e si sviluppa con la vicenda medesima coinvolgendola come le piacerebbe accadesse al lettore “non conosco mai il finale – conclude – e spero quindi che il lettore sia sorpreso quanto me”

Shari Lapena, scrittrice, avvocato e insegnante canadese, è autrice di nove thriller, tra cui La coppia della porta accanto (2016), Un estraneo in casa mia (2017) e L’ospite indesiderato (2019). Non se l’aspettava è il secondo romanzo per Bollati Boringhieri, dopo Qui tutti mentono (2025). Tutti i suoi romanzi sono stati bestseller per «The New York Times», «The Sunday Times» e «The Globe and Mail».(da Bollati Boringhieri- Autori)

Muriel Spark “Ragazze squattrinate”, presentazione

Copertina del romanzo di Muriel Spark "Ragazze squattrinate", Adelphi

Adelphi

Adelphi ripropone a sessant’anni di distanza dalla prima edizione (1963) Ragazze squattrinate, nella nuova traduzione di Monica Pareschi.

Il romanzo si apre negli anni sessanta, per poi tornare indietro al 1945 e precisamente tra le stanze del May of Teck Club, un’ istituzione benefica che accoglieva ragazze sotto i trent’anni costrette lontano dalle loro residenze familiari  e con pochi mezzi economici al fine di favorirne l’inserimento professionale a Londra.
Una Londra postbellica con tutti i segni ancora evidenti della guerra nelle case sventrate, nelle finestre scardinate da cui è possibile vedere brandelli di vite rimasti sospesi nel tempo, emblematici
“Per le vie della città si vedevano edifici in cattivo stato, se non fatiscenti,  alti cumuli di macerie pietrose lasciati dai bombardamenti, case come giganteschi denti cariati pieni di buchi aperti da un trapano. Alcuni degli edifici sventrati sembravano antichi castelli in rovina, ma più da vicino si scorgeva la carta da parati di diverse stanze, normalissime, una sopra l’altra, esposte come su un palcoscenico; qualche volta dal soffitto di un quarto o quinto piano penzolava sul nulla la catena di un gabinetto; le scale erano sopravvis-sute, quasi tutte, come una nuova forma artistica, e salivano su verso una destinazione non meglio specificata”.
In questo scenario le  giovani donne aspettano un futuro migliore mentre mettono in campo possibili strategie per sopravvivere scambiando cioccolato e crema idratante, utilizzando al meglio i bollini della tessera annonaria ma anche confidenze su amori anche solo fantasticati,  o quell’unico vestito davvero elegante, fino all’epilogo che incombe sin dalle prime pagine.

Muriel Spark è nata a Edimburgo (1918 – 2006) da padre ebreo e madre inglese. Visse in Africa da giovane prima di tornare in Gran Bretagna. Durante la Seconda guerra mondiale, lavorò per l’intelligence britannica
Nel 1954 si convertì al cattolicesimo, una scelta che influenzò molto la sua visione artistica che iniziò come poetessa e critica letteraria, per poi dedicarsi con grande successo alla narrativa. Scrittrice prolifica visse a lungo in Italia, stabilendosi in Toscana, a Civitella in Val di Chiana. Tra le sue opere principali Gli anni fulgenti di Miss Brodie (1961)
Memento Mori (1959), A mille miglia da Kensington (1988).

Ilaria Tuti “Ed è un poco la notte e un poco l’alba”, presentazione

Copertina del romanzo storico di Ilaria Tuti "Ed è un poco la notte e un poco l'alba", Longanesi

Con Ed è un poco la notte e un poco l’alba, Ilaria Tuti disvela la compassio nella barbarie, l’incontro nello scontro, l’esodo nell’invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l’incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell’altro. E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare.(da Longanesi)

Il romanzo racconta una pagina di storia poco conosciuta con un’aderenza  altissima al contesto reale, ai luoghi e ai fatti di cronaca dell’epoca, mentre i personaggi principali e l’intreccio narrativo ovviamente sono elaborazioni frutto della fantasia dell’autrice, come è tipico di ogni romanzo storico.

Ilaria Tuti ha condotto ricerche approfondite basandosi sulla memoria collettiva friulana e sui documenti del tempo, unendo due precise realtà storiche documentate:  la promessa di Hitler ai cosacchi russi (che combattevano contro l’Armata Rossa di Stalin) una nuova patria in Friuli e l’occupazione cosacca in Carnia del 1944-1945, raccontando l’incontro tra due popoli che alla fine hanno imparato a conoscersi.
Serafina è la protagonista e tutti gli altri personaggi della storia servono all’autrice proprio a perseguire un messaggio narrativo e mostrare come è possibile che l’umano sappia resiste alla barbarie della guerra. focalizzandosi sulle emozioni, sulla compassione tra popoli sebbene l’uno invasore e l’altro invaso e costretto a convivere con il “nemico”.
Oltre ad esere una pagina di storia non molto lontana ma sconosciuta è sicuramente un messaggio in questo nostro mondo attuale dove alla guerra occorre imporre  la riscoperta del lato umano che ci accomuna.

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Come vento cucito alla terra

“Fiore di roccia”

Henry David Thoreau “Disobbedienza civile”, Arcadia Edizioni

Il saggio fondamentale sulla forza della resistenza non violenta e sulla legittimità di ribellarsi alle leggi ingiuste.

Copertina del saggio di Henry David Thoreau "Disobbedienza civile", Arcadia Edizioni

Arcadia Edizioni

Dal 7 agosto 2026

Un manifesto senza tempo contro l’oppressione e la violenza istituzionalizzata. Torna in libreria, per la collana META di Arcadia Edizioni, una nuova e curatissima edizione di Disobbedienza civile, l’opera più rivoluzionaria di Henry David Thoreau. Pubblicato originariamente nel 1849, il saggio esplora la possibilità – e il dovere morale – del cittadino di opporsi attivamente alle leggi dello Stato quando queste calpestano la giustizia e i diritti umani. La dura critica di Thoreau nacque come risposta diretta alle politiche del governo statunitense dell’epoca, in particolare per il mantenimento dello schiavismo e la sanguinosa campagna espansionista in Messico. Coerente con il proprio pensiero radicale, l’autore scelse di non pagare le tasse, finendo per questo dietro le sbarre.

Da quella cella è nato un pensiero d’azione formidabile, capace di scavalcare i secoli e ispirare i più grandi movimenti di liberazione e protesta non violenta del Novecento, guidando giganti della storia come Mahatma GandhiMartin Luther King e Lev Tolstoj.

Henry David Thoreau (1861-1862), filosofo e scrittore statunitense, è universalmente riconosciuto come un precursore dell’ambientalismo moderno e della filosofia della nonviolenza. La sua insofferenza verso lo sfrenato consumismo e la massificazione sociale ha anticipato di decenni la nascita della beat generation. La sua opera più celebre rimane Walden ovvero Vita nei boschi, straordinario resoconto biografico di un’esistenza solitaria e intima immersa nella natura selvaggia. 

Agosto, cosa leggere?

proposte di letture in vacanza: dai classici ai noir

Simenon Domenica

Scalia Le terme dell’Indirizzo

Tuzzi È scritto

Gozzano Poesie, fiabe e novelle scelte

Beatrice del Bo Tutto in una notte

De Roberto La Paura

De Angelis La barchetta di cristallo

Ferrini Pizzuoli ODESSA Operazione Obersalzberg

Collana i Classici

Fruttero e Lucentini Enigma in luogo di mare

Vassalli La notte della cometa

Riva Ultima estate a Roccamare

Ferrini Le dodici rose del diavolo