
[…]un’opera notevole sia dal punto di vista letterario – vi si ritrova tutto il talento di Highsmith per la suspense –, sia per l’accuratezza con cui ricostruisce il mondo rurale del passato: recensendolo, un critico si meravigliò per la «perfetta aderenza storica, psicologica e sociale» con cui l’autrice statunitense aveva saputo rappresentare una realtà che «siamo abituati a vedere dipinta sugli ex-voto».(da Casagrande Editore)
Un racconto inedito della maestra del noir Patricia Highsmith, pubblicato anche in Italia per Casagrande con la traduzione di Maurizia Balmelli, con sette xilografie di Giovanni Bianconi e una postfazione di Daniele Cuffaro.
A Patricia Highsmith in visita a Cavigliano, l’amica sociologa Ellen Rifkin Hill segnalò una vecchia casa di cui l’autrice americana si innamorò decidendo di andare a vivere in Ticino dove trascorse poi tutti gli anni della vita fino alla scomparsa nel 1995.
Scritto nel 1888 su richiesta del settimanale francese Le Nouvel observateur, era comparso tra le pagine di un quotidiano locale ma poi dimenticato: racconta di un contadino dell’Ottocento ingiustamente scomunicato e costretto a un lungo cammino infernale attraverso il Ticino per la salvazione; intitolato Un lungo cammino dall’inferno. Un racconto del vecchio Ticino è ripubblicato con il suo titolo originale.
Brevi note biografiche
Nata Mary Patricia Plangman a Fort Worth, Texas, il 19 gennaio 1921, è stata maestra del thriller psicologico del noir, nota per il personaggio di Tom Ripley. La sua scrittura si concentra sulla suspense psicologica, la colpa e il male, spesso descrivendo il crimine dal punto di vista dell’assassino. Dal 1963 si è trasferita definitivamente in Europa, trascorrendo gli ultimi anni in Svizzera (Aurigeno, Locarno), dove è morta il 4 febbraio 1995.








