Grazia Deledda “La leggenda nera e altri racconti giovanili”, Caravaggio Editore

Copertina della raccolta di novelle giovanili di Grazia Deledda. Caravaggio Editore

A cura di Michela Pollutri

Premessa di Enrico De Luca

Collana: I Classici Ritrovati

Caravaggio Editore

Dall’8 ottobre

Nel centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda (1926), questa raccolta torna alle origini della sua produzione. La leggenda nera e altri racconti giovanili riunisce sedici novelle composte tra il 1888 e il 1892: pagine rare, in gran parte apparse soltanto sulle riviste del tempo e rimaste ai margini delle opere più note.
Il volume comprende il noto Sangue sardo accanto a racconti meno conosciuti come Remigia Helder, Il castello di S. Lor, Nell’abisso, Amori fatali, Sulle montagne sarde, Vendette d’amore, Il ritratto, Ignorata ecc.
Sono storie di amori impossibili, rivalità, vendette e figure femminili fiere, ambientate tra paesaggi sardi, grotte, montagne e scenari lontani o immaginari. Nella scrittura della giovanissima Deledda convivono il gusto del romanzo d’appendice, l’ombra del gotico, l’energia del melodramma e improvvisi lampi d’ironia.
Queste novelle non chiedono di essere lette come opere già compiute, ma come l’officina di una scrittrice in formazione: una testimonianza rara delle sue letture, delle sue prime prove e della tenacia con cui, ancora adolescente, cominciò a trasformare la propria terra e le inquietudini del tempo in letteratura.

«L’igneo sogno della gloria le aveva essiccato la vita, e ora, ora che finalmente s’avvicinava il confine della brughiera desolata, la povera e ignorata artista cadeva sui dumi che le avevano lacerato le carni, gli occhi abbruciati dal miraggio, il cuore arso dalla febbre della gloria.»

Ma assodato che queste prime prove giovanili possano sicuramente presentare limiti e ingenuità, sarebbe davvero un peccato lasciarle cadere nell’oblio, relegandole esclusivamente a qualche occasionale menzione. Con questo volume si vuole permettere ai lettori di farsi un’idea propria su questi scritti che, in qualche modo, da un lato mostrano una giovane Deledda con grandi aspirazioni, desiderosa di esplorare nuovi mondi ma anche di conoscere meglio il proprio, permettendoci di entrare con lei «nella sua bianca e nuda cameretta»,8 e dall’altro contengono quei primi semi che troveranno il modo di germogliare negli anni a venire (Michela Pollutri)

Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871, in una famiglia agiata della borghesia locale. Formò la propria cultura soprattutto da autodidatta e iniziò giovanissima a pubblicare racconti e novelle. Nel 1896, con La via del male, raggiunse il primo importante riconoscimento nazionale. Nel 1900 sposò Palmiro Madesani e si trasferì con lui a Roma, dove proseguì con straordinaria costanza la sua attività letteraria. Tra le sue opere più celebri ricordiamo Elias Portolu (1903), Cenere (1904), L’edera (1908), Colombi e sparvieri (1912), Canne al vento (1913), Marianna Sirca (1915) e La madre (1920). Nel 1926 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura. Morì a Roma il 15 agosto 1936; il romanzo autobiografico Cosima fu pubblicato postumo nel 1937.

Michela Pollutri, laureata in Lettere Moderne, è editrice dei marchi Caravaggio Editore e Oblivium Edizioni, per i quali è anche illustratrice e grafica. Nel 2026 ha curato l’antologia Trasformazioni. Licantropie e altre terribili metamorfosi e il volume di Grazia Deledda La leggenda nera e altri racconti giovanili.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Canne al vento

La raccolta di racconti al femminile, tra i quali quelli della Deledda, in Le scrittrici della notte a cura di Lipperini

La raccolta di sei racconti in “La regina delle tenebre” con il discorso dell’autrice nel giorno della consegna del Premio.

Il discorso della Deledda per il Nobel da Teche

Tutto in una pagina: resoconto di tuttatoscanalibri della settimana dal 5 al 9 ottobre 2026

Benvenuti al nostro consueto appuntamento settimanale. Questa settimana su tuttatoscanalibri vi proponiamo una selezione eterogenea ed eclettica: dalle epopee storiche che salvano dall’oblio il coraggio dimenticato, alle inchieste affilate che analizzano i lati oscuri della nostra quotidianità digitale; dalle guide ironiche per navigare l’oceano del web, fino ai viaggi nostalgici e dotti nella cultura pop e nei grandi classici.

Ecco la nostra selezione, suddivisa per generi letterari.

Narrativa storica e contemporanea

Una bellezza terribile di Edurne Portela e José Ovejero (Voland)

Un’opera straordinaria, già vincitrice del Premio Libro del Año delle Librerie di Madrid, che unisce la profondità della ricerca storica alla potenza della narrazione emotiva. Il romanzo attraversa quasi un secolo di storia e due continenti, intrecciando le vicende reali del militante trockista Raymond Molinier con quelle di donne straordinarie che hanno sacrificato tutto in nome di una società più giusta, dalla Parigi della Grande Guerra fino alla dittatura argentina. Un racconto corale intenso che salva dall’oblio vite eccezionali e interroga profondamente il lettore sui confini dell’ideale e del sacrificio.
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Saggistica e attualità

Sotto attacco hater di Gabriele Parpiglia (Mursia)


Muovendo da un drammatico episodio vissuto in prima persona nel 2019, il noto giornalista firma un’indagine rigorosa e necessaria sui meccanismi dell’odio online. Il saggio analizza la figura dell’hater non come semplice oppositore, ma come un parassita digitale teso a debilitare psicologicamente la vittima. Attraverso la ricostruzione di celebri casi di cronaca, il libro non solo denuncia l’impotenza del sistema e i danni reputazionali del cyberbullismo, ma offre un vero e proprio protocollo operativo e di tutela legale per chi si trova prigioniero della violenza verbale sui social network.
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Manualistica e informatica

OSint. Trattato semiserio di Intelligence Open Source di Lamberto Salucco (Edida)

Con uno stile ironico e brillante, l’autore introduce i lettori all’universo dell’Open Source Intelligence, ovvero l’arte di raccogliere e analizzare informazioni da fonti pubbliche e accessibili sul web. Utilizzando l’efficace metafora della “tana del bianconiglio” di Alice nel Paese delle Meraviglie, Salucco avverte sui rischi di perdersi nell’infinito labirinto della rete. Il manuale si configura come una vera e propria guida di autodifesa mentale, pensata per sviluppare un mindset investigativo rigoroso, imparando a riconoscere e neutralizzare i bias cognitivi in cui ogni analista rischia di cadere.
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Saggistica pop e fumetti

Tavole a tavola. Cibo e bevande nel mondo dei fumetti di Luca Fassina (Oligo)

Il cibo nella letteratura disegnata non è mai un semplice elemento di sfondo, bensì un formidabile motore narrativo, antropologico e sociale. Fassina accompagna il lettore in una passeggiata lunga tre secoli attraverso strisce, comics e manga, dimostrando come gli spinaci di Braccio di Ferro o il ramen di Naruto siano specchi fedeli delle rispettive epoche storiche e culture. Arricchito da interviste a protagonisti del settore e ricette pratiche da sperimentare, il saggio celebra la convivialità e il valore simbolico del banchetto nell’arte sequenziale.
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Classici e critica letteraria

Edizioni speciali per il Bicentenario della nascita di Collodi a cura di Daniela Marcheschi (Bibliotheka)

In vista del bicentenario della nascita del padre di Pinocchio, la studiosa Daniela Marcheschi propone due preziosi volumi volti a scardinare il pregiudizio che voleva Carlo Lorenzini autore geniale di un’unica opera. Il primo saggio, “La biblioteca di Collodi”, ricostruisce il vasto e profondo profilo culturale dello scrittore fiorentino attraverso i suoi studi e le sue letture. Il secondo volume offre una preziosa edizione critica de “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, arricchita dalle storiche illustrazioni originali di Enrico Mazzanti e da approfondimenti pedagogici, restituendo al capolavoro la sua dignità di icona universale.
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Innokentij Fëdorovič Annenskij “La neve gialla”, Bibliotheka

Un volume che raccoglie alcune delle più belle liriche di Innokentij Annenskij, annoverato tra i massimi esponenti del cosiddetto “Secolo d’argento”

Copertina dela raccolta di poesie di Innokentij Fëdorovič Annenskij "La neve gialla", Bibliotheka

A cura e con la traduzione di Eridano Bazzarelli,  con testo russo originale a fronte

Bibliotheka

Dal 16 ottobre

“Non un maestro di Tiro o di Bagdad, / solo le tenere dita di una vergine/ hanno saputo intagliare un tempo/ le tenere foglie del giglio”.

Annenskij poeta della rinuncia intellettuale, della stanchezza della vita? Oppure poeta crepuscolare? Nulla di più lontano. Come gli eroi dei suoi drammi, schiacciati da chi è più forte di loro, Annenskij interpreta la vita con una saggezza e una lucidità che gli viene dalla sua frequentazione del mondo antico e gli permette di esprimerla, anche secondo i moduli del suo tempo, ma senza farsene opprimere e senza trasformarli in pose. Certo sente la sofferenza sua, degli altri e delle cose, però ama la vita, o, almeno non la teme.

“In nessun modo si può definire Annenskij un poeta della rinuncia intellettuale, o della stanchezza della vita, un poeta crepuscolare”, annota il curatore nell’introduzione. “Come gli eroi dei suoi drammi, schiacciati certo da chi è più forte di loro (come gli dei) Annenskij, che pure conosce la vita e la morte, interpreta la vita con una saggezza e una lucidità che gli viene dalla sua frequentazione del mondo antico e gli permette di esprimere, certo anche secondo i moduli del suo tempo (o dei suoi tempi: perché attraversò vari tempi letterari e poetici), ma senza farsene opprimere e senza trasformarli in pose. Certo sente la sofferenza sua, degli altri e delle cose, però ama la vita, o, almeno non la teme”.

Innokentij Fëdorovič Annenskij, saggista e poeta, nacque nel 1855 ad Omsk in Siberia. Laureato all’Università di Pietroburgo in Linguistica comparata, insegnò lettere greche e latine e letteratura russa in vari ginnasi e licei. Autore di drammi mitologici e di numerosi saggi di letteratura, tradusse e commentò Euripide, Goethe, Heine, Rimbaud, Verlaine, Corbière e sei liriche di Ada Negri. Oltre alle lingue classiche conosceva sanscrito, greco, latino, ebraico, le principali lingue europee, compreso l’italiano, e persino un dialetto africano. Nel 1909 ebbe l’incarico di Storia della Letteratura Greca nei Corsi superiori femminili di Raev. Morì il 30 novembre 1909 alla stazione di Pietroburgo.

 

Dario Voltolini “Il cespuglio”

Dario Voltolini incontra il pubblico a Lucca grazie alla Società dei Lettori – Amici di Francesca Duranti

Venerdì 16 ottobre a Villa Rossi (Gattaiola – Lucca)

Copertina del romanzo di Dario Voltolini "Il cespuglio", Aboca

Una storia solo apparentemente minimale, un cespuglio narratore improbabile, fantastico, irresistibile. Il romanzo di Dario Voltolini, “Il cespuglio”, edito da Aboca nella collana “Il bosco degli scrittori”, è stato selezionato dalla Società Lucchese dei Lettori – Amici di Francesca Duranti per l’edizione 2026-2027 del Premio dei Lettori Lucca-Roma, realizzato grazie al sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca.

L’autore incontrerà il pubblico, per parlare dell’opera, venerdì 16 ottobre 2026 alle 18 a Villa Rossi (Gattaiola – Lucca).

Il cespuglio. L’improbabile protagonista di questo libro è testimone di violenze, misteri, segreti umani… il vento gli sussurra storie che nessuno ascolta mentre il sole brucia e la sabbia acceca.
Dopo Invernale, Dario Voltolini torna a costruire una storia solo apparentemente minimale, fatta di pochi ma memorabili ingredienti. Rotola, incessante, attraverso deserti, mari e continenti. Lo sospinge il vento – quello stesso vento che gli sussurra storie che provengono da ogni tempo, mentre il sole brucia e la sabbia acceca.
È un cespuglio: narratore improbabile eppure irresistibile, testimone vegetale di violenze, misteri e segreti umani. Un giorno dopo l’altro, tra tempeste violentissime e bombe d’acqua, vola, cade, naviga intrappolato in un cargo, rimbalza e vola ancora. E ogni caduta è un atto di liberazione, ogni rotolata un’epifania, ogni incontro un insegnamento.
Dal deserto del Mojave alle aspre rocce del Carso, ricordando antiche pianure, passando per gli stretti di Gibilterra, di Messina e di Suez, costeggiando isole filosofiche come Creta, fino ai deserti mediorientali, questa pianta sradicata racconta, osserva, ironizza, medita, dialoga e riflette con una voce inverosimile eppure plausibilissima.
Il lettore si lascia prendere dal vortice del suo movimento ipnotico e non riesce più a fermarsi: finché un toccante e visionario crescendo finale sigilla questo romanzo, breve e tesissimo, collocandolo nei territori della letteratura fantastica.

“Mi sono convinto che tra prosa e poesia c’è una fantastica, misteriosa striscia di terra. Che mi risulti, ci fanno entrare solo Voltolini.”, scrive di lui Alessandro Baricco.

Dario Voltolini (Torino, 1959) è autore di racconti, romanzi, radiodrammi, testi di canzoni e libretti per il teatro musicale. È docente presso la Holden Academy. Cura la collana di narrativa italiana Pennisole per Hopefulmonster editore. È stato finalista al premio Strega 2024 con Invernale (La nave di Teseo), vincitore dei premi Wondy, Val d’Aosta e Lussu. In allegato lo scatto di Paola Mongelli

Il libro è in vendita alla libreria Feltrinelli e alla libreria Fuori Porta di Lucca.

Il Premio dei Lettori è un premio letterario istituito a Lucca nel 1988 dalla Società Lucchese dei Lettori, fondato da Francesca Duranti e Antonio Dini, e destinato alla migliore opera di narrativa presentata nel corso dell’anno sociale nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Le attività dell’associazione sono aperti a tutti e l’ingresso è libero.

Maico Morellini “La madre rossa”, Alcatraz

Premio Urania e due volte Premio Italia, Maico Morellini scrive un romanzo che intreccia passati oscuri e tecnologie sperimentali nella gelida cornice dei mari del Nord, che diventano il palcoscenico di un orrore ancestrale

Copertina del romanzo di Maico Morellini "La madre rossa", Alcatraz, basato su fatti realmente accaduti

LA MADRE ROSSA

Collana Bizare Off 5

ALCATRAZ

Dal 16 ottobre

Qual è il mistero che circonda il naufragio della RSS Arthur Dee? E perché i media internazionali lo hanno praticamente ignorato?
Sulla base di minuziose ricerche e testimonianze ricavate dentro e fuori dal deep web, lo scrittore e podcaster Maico Morellini prova a ricostruire, romanzandoli  nel suo stile unico, gli incredibili eventi che negli anni hanno ruotato intorno a questa “nave fantasma” e al suo equipaggio.

Ogni riferimento a fatti, cose o persone realmente esistite è quindi ricercato e del tutto voluto. Sessanta metri sopra gli abissi del Mar di Norvegia, la Piattaforma Baldr è un gigante di ferro circondato dal nulla. Cinque sconosciuti si ritrovano isolati in questo deserto di metallo quando una tempesta impossibile recide ogni contatto con il mondo, rendendoli improvvisamente muti e ciechi. Ma il vero terrore non viene dal cielo: è ciò che emerge dalle profondità a cambiare ogni regola. Mentre il freddo avanza e la tecnologia si arrende, i misteri che avvolgono un vascello da ricerca britannico scomparso nel 2022 e la sua sconvolgente missione segreta riaffiorano dal passato come anime senza pace. 
La madre rossa ci trascina in un viaggio visionario che esplora il confine tra scienza e inquietudine. Un tragitto claustrofobico in cui la sopravvivenza è solo l’inizio, e la verità più profonda è un ritorno a una genesi collettiva e inesorabile che ha il colore del sangue e il profumo della terra bagnata. Perché il mare non dimentica. Il mare trasforma.

Maico Morellini, classe 1977, vive a Reggio Emilia. Il suo primo romanzo di fantascienza, Il re nero, vince il Premio Urania 2010 e viene pubblicato l’anno successivo da Mondadori, per cui nel 2016 esce anche il romanzo La terza memoria. Nel 2019 e nel 2021 vince il Premio Italia con i romanzi Il diario dell’estinzione e Il ragno del tempo. Con i suoi racconti ha preso parte a diverse antologie, tra cui i Millemondi di Urania – rispettivamente a luglio 2019 e luglio 2023 – e Teratocene, uscita nel 2025 per i tipi di Zona 42 Edizioni. Dal 2025 è autore del podcast Falistre.

Maurizio Persiani “La bruschetta”, NeP Edizioni

Copertina della racconta di racconti di Maurizio Persiani "La bruschetta", NeP Edizioni

“La bruschetta” è la nuova raccolta di racconti di Maurizio Persiani. Tre storie differenti per ambientazione, personaggi e registro narrativo, accomunate da uno sguardo curioso e talvolta ironico sulle contraddizioni dell’esistenza, sulle relazioni umane e sulla distanza che può separare la realtà dalla sua rappresentazione.

Nel racconto d’apertura, che dà il titolo alla raccolta, in un’accogliente taverna si festeggia in allegria la laurea di Carmela, mangiando bruschette e bevendo vino. Finché un evento improvviso spezza l’allegria e cambia completamente la vita del protagonista. Da quel momento ricordi, sogni e realtà iniziano a sovrapporsi, trascinandolo in un’esperienza nella quale diventa sempre più difficile stabilire cosa sia realmente accaduto e cosa, invece, appartenga a un’altra dimensione della coscienza.

Il secondo racconto, “L’infernale potere del Breve” segna il ritorno del commissario Fosco Reggiani, uno dei personaggi più amati creati da Persiani, che conferma la sua abilità nel muoversi con sicurezza all’interno del genere poliziesco. Il commissario si trova stavolta ad affrontare un’indagine complessa, sulle tracce di un personaggio malavitoso, ricercato dalla polizia internazionale, che vuole appropriarsi dei beni di un suo amico ristoratore con violenze e sopraffazioni.

Chiude la raccolta “Come mai”, il racconto più apertamente introspettivo dei tre. Ad andare in scena è l’eterno dilemma tra essere o apparire, che attanaglia un giovane in occasione della presentazione del libro di un famoso scrittore. È lì che ogni prospettiva del suo presente e futuro si ribalta, mettendo in crisi l’idea stessa di autenticità.

Sul piano stilistico, Maurizio Persiani affida la narrazione a una scrittura immediata e vivace, nella quale il dialogo occupa un ruolo centrale e contribuisce a definire personaggi, situazioni e ritmo del racconto. Il suo sguardo parte spesso dalla quotidianità, osservata con ironia e con attenzione ai comportamenti umani, per condurre il lettore verso sviluppi inattesi, mentre il registro narrativo cambia insieme alle storie.
Un libro che rappresenta l’ennesima tappa del percorso creativo di una penna prolifica e capace di spaziare tra generi narrativi diversi.

Maurizio Persiani è nato a Roma, dove vive e lavora. È giornalista professionista ed è il primo autore di NeP edizioni. Ha scritto diversi racconti, alcuni dei quali pubblicati nelle raccolte di novelle contemporanee: “Racconti di tenebra” (1987, Newton Compton Editori) e “Racconti d’incubo” (1988, Newton Compton Editori) a cura di Gabriele La Porta.Con Piero Bernacchi ha scritto il romanzo “La porta grigia” (Edizioni Era Incontro). La sua “Hoama, i segreti di Ostia” (2008) è la prima opera in assoluto edita da NeP edizioni. Segue un lungo e fortunato sodalizio, che vede la pubblicazione di numerosi altri titoli: “Maga” (2009), “Anime sparse” (2009), “Anime sparse due” (2010), “Il colpo del coniglio” (2010), “Es la historia de un amor…” (2011), “Il Greco” (2011), “O Curandeiro” (2012), “Me” (2013), “Le campane di Mücheln” (2013), “Ciao, chi sei?” (2014) “Amore, scendo alla prossima” (2015). Inoltre, “La Tessera mancante” (2016), “Il bandolo della matassa” (2017), “L’aroma del caffè” (2018), “Il Senso del Serpente” (2018), “Anche le masche amano il sole” (2019), “Il sole che non c’è” (2020), “La prova” (2021), “La Malia di Alice” (2021), “Il Geco” (2021) “Il caso NN” (2022), “Una notte di primavera” (2023) e “Le stelle non mentono mai” (2024), “Sintonia” (2025).

Costanza DiQuattro “La Mezza”, presentazione

Copertina del romanzo di Costanza DiQuattro "La Mezza", La nave di Teseo

C’è un tempo, poco prima che il sipario si alzi, in cui tutto resta sospeso. È la mezza: un momento fragile di attesa e vertigine, in cui si resta soli davanti a se stessi prima di entrare in scena. Elena ne scopre il significato il giorno in cui il nonno Giovanni, unico approdo sicuro della sua vita, poco prima di morire le consegna un’eredità singolare: un dattiloscritto rimasto nascosto per anni.(da La nave di Teseo)

Elena, la protagonista, ha avuto una vita travagliata, da giovane per motivi di salute è stata quasi in bilico tra la vita e la morte, e da una sorte avversa che l’ha resa orfana della madre che ha memorizzato come una donna bella, simpatica, dedita al lavoro e alla famiglia: ai tempi aveva solo otto anni, ora trentatreenne e giovane docente universitaria, ad opera del diario del nonno Giovanni ne scoprirà l’esistenza segreta.
Nonno Giovanni in punto di morte ha infatti deciso di svelare quanto da lui ricercato e scritto nel diario, compilato proprio per Elena:  

Da “Primavera 1991”

“La nonna spesso non si alza nemmeno dal letto, si rifiuta di mangiare e di bere. Accende la televisione ma non la guarda, non la ascolta neanche. Le immagini si riflettono nei suoi occhi lucidi come specchi immobili. Vorrei aiutarla, ma tutte le volte che cerco di parlarle mi attacca.
“Finché non mi dirai perché sei scappato, noi due non avremo nulla da dirci.”
Lo dice senza alzare la voce, lapidaria, senza sentimento.
Il punto è, bambina mia, che io non posso dirglielo.
Per questa ragione ho deciso di scrivere, perché forse un giorno tu, e soltanto tu, potrai sapere dove sono andato e perché”

Un viaggio, nato dal ritrovamento di un misterioso biglietto e dalla ricerca della verità, che da Catania lo ha condotto a Trieste quindi in giro per la penisola alla scoperta di un duplice segreto occultato dalla figlia Agata, che alla moglie non ha mai rivelato nei suoi veri motivi.

“Con La mezza Costanza DiQuattro scrive un romanzo pirandelliano sulle maschere imposte dalla società e dalle convenzioni giacché, come avverte la citazione in esergo da Il berretto a sonagli, la cui messa in scena riveste un ruolo centrale nel dattiloscritto” scrive Marzia Fontana nella sua presentazione del romanzo su La Lettura (27 settembre 2026)

e conclude

“Con il ritmo lento della lettura ma in un crescendo di tensione si dipana così un’indagine intima che esplora temi universali: i condizionamenti familiari e il rapporto fra genitori e figli, i segreti custoditi gelosamente non per ipocrisia ma come forma di protezione estrema, gli slanci e le molteplici forme d’amore, i cortocircuiti dell’esistenza, gli incontri casuali destinati a lasciare il segno, la comprensione e l’accoglimento delle scelte altrui in una affinità elettiva che esula dai legami di sangue”.

Costanza DiQuattro (Ragusa, 1986), scrittrice e drammaturga. Dirige il teatro Donnafugata dal 2008. Dal 2019 scrive per il teatro. Con Baldini e Castoldi ha pubblicato La mia casa di Montalbano (2019), Donnafugata (2020, premio Porta d’Oriente 2021), Giuditta e il monsù (2021), Arrocco siciliano (2022, premio Comisso 2023) e L’ira di Dio (2024).

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Donnafugata

Giuditta e il monsù

Arrocco siciliano

L’ira di Dio

La mia casa di Montalbano

Tutto in una pagina: le pubblicazioni su tuttatoscanalibri nella settimana dal 28 settembre al 2 ottobre

Benvenuti al nostro appuntamento settimanale con le pagine di tuttatoscanalibri: dalla prosa contemporanea alle riscoperte letterarie che sanno di eterno, fino alle bussole delle nostre classifiche, per non perdersi proprio nulla!


Narrativa Contemporanea

  • Niky Marcelli – Le ragazze sono in giro (Officine Pindariche Edizioni)
    Un viaggio vivido e trascinante nelle dinamiche, nelle voci e nell’energia delle protagoniste della nostra contemporaneità.
    Leggi la recensione completa
  • Lisa Vagnozzi – Amelia Crayn. L’uomo nella Senna (Arpeggio Libero)
    Un intreccio che scava nei misteri dell’animo umano, sullo sfondo di atmosfere suggestive e profonde.
    Vai alla presentazione del libro
  • Marco Amerighi – Quanto splende questo nero (Bollati Boringhieri)
    Una prova d’autore potente, un atto d’amore verso la letteratura che fa riemergere chi è naufragato e di esplorare le ombre della vita, restituendo loro una nuova luce.
    Vai alla presentazione del libro

Narrativa del Novecento

  • Osvaldo Ramous – I gabbiani sul tetto (Gammarò Edizioni)
    Una ristampa per riscoprire il fascino intramontabile e la sensibilità di una grande voce del secolo scorso.
    Leggi l’approfondimento

Classifiche e Tendenze

  • Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di settembre 2026
    Curiosi di sapere quali libri, recensioni e autori hanno conquistato il cuore e il tempo dei nostri lettori nell’ultimo mese?
    Scorri la classifica di settembre

In occasione del bicentenario della nascita di Collodi: due volumi curati da Daniela Marcheschi


La biblioteca di Collodi. Libri e passioni del papà di Pinocchio” (dal 2 ottobre in libreria)
Le avventure di Pinocchio, quest’ultimo nell’Edizione Nazionale con le illustrazioni originali di Enrico Mazzanti e due saggi di approfondimento di Daniela Marcheschi e Franco Cambi (dal 9 ottobre in libreria)

Copertina del volume a cura di Daniela Mracheschi per il bicentenario della nascita di Collodi

Bibliotheka

Dal 2 OTTOBRE 2026

Il 2 ottobre esce il nuovo saggio della presidente dell’Edizione nazionale delle opere del fiorentino Carlo Lorenzini. 
Un pregiudizio ancora radicato considera Carlo Lorenzini detto Collodi – di cui si celebra il 24 novembre il bicentenario della nascita – un autore geniale solo nella composizione del suo capolavoro, Le avventure di Pinocchio. Un libro scritto da Daniela Marcheschi, tra i maggiori conoscitori dell’opera collodiana, smonta ora l’accusa e propone un diverso profilo di uno dei maggiori scrittori italiani di tutti i tempi.
È possibile ricostruire la biblioteca dello scrittore fiorentino guardando ai suoi studi e alle citazioni più frequentemente sparse nei suoi articoli e nei suoi libri. Il suo è il sapere di un uomo colto, aperto agli stimoli del suo tempo, comprese le scoperte della scienza. Formato nel Seminario di Colle Val d’Elsa, poi nel liceo degli Scolopi di San Giovannino e, infine, nell’“università” libera e poco pedante e libresca della vivace Libreria-Tipografia Piatti, conosce la Bibbia e i classici, predilige la letteratura eroicomica e i favolisti, il melodramma e i Macchiaioli. Soprattutto, il patriota Collodi apprezza Dante, il poeta che per l’Ottocento risorgimentale incarna l’identità italiana. I suoi scritti lo richiamano continuamente e le stesse Avventure di Pinocchio sono intessute di innumerevoli riferimenti alla Commedia dantesca.

Daniela Marcheschi, studiosa di letteratura e antropologia delle arti, ha insegnato nelle Università di Uppsala, Salamanca, Firenze e Lisbona. Dopo gli studi alla Scuola Normale di Pisa e all’Institut d’Études Françaises di Avignone frequenta Eugenio Montale e Piero Bigongiari, Natalino Sapegno e Natalia Ginzburg, Giovanni Macchia e Cesare Garboli. Presidente dell’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini, cura i Meridiani Mondadori di Collodi, Pontiggia e Rodari. Collabora con l’inserto domenicale del Sole 24 ore.

 

CARLO COLLODI

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino

Introduzione di DANIELA MARCHESCHI
Postfazione di FRANCO CAMBI
Illustrazioni di ENRICO MAZZANTI

Bibliotheka

Dal  9 OTTOBRE 2026

Capolavoro letterario e icona universale tra le più celebri, Pinocchio è ormai parte della cultura popolare mondiale. Centinaia di edizioni, di traduzioni in tutte le lingue e numerose trasposizioni teatrali, televisive e cinematografiche ne hanno fatto un personaggio noto oltre i confini della letteratura per l’infanzia. Con il suo naso che si allunga quando dice bugie e attraverso continue metamorfosi che lo trasformano prima in ciuchino e poi in bambino in carne e ossa, è il protagonista di continue avventure che lo portano a conoscere il mondo nei suoi aspetti più comici e drammatici.
In occasione del bicentenario della nascita del suo autore – Carlo Lorenzini, detto Collodi, nato a Firenze il 24 novembre 1826 – esce il 9 ottobre in libreria Le Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino con il testo dell’Edizione nazionale, le illustrazioni originali di Enrico Mazzanti e due preziosi testi di accompagnamento. La prefazione è, infatti, di Daniela Marcheschi, presidente dell’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini (di cui ha curato anche il Meridiano Mondadori), mentre la postfazione è firmata da Franco Cambi, già professore di Pedagogia generale all’Università di Firenze e direttore scientifico dell’Archivio della pedagogia italiana del Novecento.

Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini (Firenze 1826 – Firenze 1890), scrittore e giornalista, è divenuto celebre per le Avventure di Pinocchio, pubblicato per la prima volta in volume nel febbraio 1883.

Daniela Marcheschi, Presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, ha curato il Meridiano Mondadori su Collodi. Insegna all Universidade Aberta e all Universidade de Lisboa.

Franco Cambi, tra i maggiori specialisti italiani di teoria e storia dell’educazione, ha insegnato Pedagogia generale all’Università di Firenze. È stato direttore scientifico dell’Archivio della pedagogia italiana del Novecento

Luca Fassina “Tavole a tavola. Cibo e bevande nel mondo dei fumetti”, Oligo

Copertina del saggio di Luca Fassina "Tavole a tavola. Cibo e bevande nel mondo dei fumetti", Oligo

OLIGO

Dal 9 ottobre

Dopo aver esplorato cibo e bevande nella letteratura attraverso i libri di Stephen King, nel mondo del cinema, nell’universo della musica tramite le ricette più amate dalle rockstar e persino nell’iconografia delle copertine dei dischi, Luca Fassina torna alla cultura pop con una passeggiata lunga tre secoli attraverso fumetti, comics, bandes dessinées, bildergeschichten, tebeo e manga. 

Il cibo nel mondo dei fumetti: non solo dettaglio decorativo, ma potente strumento narrativo, antropologico e iconografico che definisce l’identità dei personaggi e la struttura della trama; gli spinaci di Braccio di Ferro, la pizza delle Tartarughe Ninja, il ramen di Naruto; il banchetto come luogo per la risoluzione dei conflitti, il cibo come indicatore di classe sociale e come riflesso della cultura di appartenenza degli autori.  Completano il saggio interviste ai protagonisti del fumetto nostrano e internazionale e ricette tutte da provare.

Cosa unisce una marmitta di maccheroni fumanti, un panino titanico che sfida le leggi della gravità, una pozione bollita in un paiolo di rame e una ciotola di ramen fumante? A prima vista, sembrerebbero solo menù molto diversi tra loro, in realtà, sono i veri motori di una delle forme d’arte più pop e amate al mondo: il fumetto. Fin dalle sue primissime tracce nell’Ottocento, la letteratura per immagini ha stretto un patto indissolubile con il cibo. Mangiare, nel fumetto, non è quasi mai un semplice atto biologico, ma caratterizzazione sociale, satira politica, espediente comico e potentissimo veicolo di empatia e umanità. Attraverso le tavole disegnate, il cibo si fa specchio dei tempi: racconta la fame nera della Grande Depressione americana e il boom del consumismo nel dopoguerra, attraversa l’ingordigia surreale dei mostri e approda alla sacralità conviviale delle tavole orientali. (Luca Fassina)

LUCA FASSINA lavora con la parola scritta da oltre trent’anni: giornalista, scrittore, traduttore e storyteller di Milano, è stato corrispondente musicale da Londra e manager dell’entertainment a Parigi. Oggi scrive per “Classic Rock”, “Metal Hammer” e Sergio Bonelli Editore; ha collaborato, tra gli altri, con RollingStone.it. Per Oligo Editore ha pubblicato Cucina. Stephen King: ricetta per un disastro (2022), Spaghetti. Le rockstar a tavola: dagli AC/DC a Zucchero (2023), Gusto/ Disgusto. Il cibo diventa cult: dal cinema alla tavola (2024), Vino/Vinile. Il cibo si fa musica: l’estetica delle copertine.