José Ovejero “La seduzione” recensione di Francesca Frediani da DLa Repubblica

e anche dello stesso autore:

“L’invenzione dell’amore” recensione di Maria Anna Patti da Robinson La Repubblica

e anche:

la recensione di Giulia Ziino da La Lettura

 

 

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Alberto Moravia “La noia” recensione di Federica Zani

Le opinioni dei lettori

Il romanzo La noia, pubblicato nel 1960, è costruito attorno ad uno dei punti forti della scrittura di Moravia: l’analisi psicologica di persone sgradevoli. Il protagonista, che parla in prima persona, è Dino, un pittore, che fin da subito si segnala per il carattere indisponente e altero. Racconta infatti che ogni cosa, dopo un po’, finisce per procurargli una noia senza rimedio. Non è semplice mancanza di divertimento: si tratta invece di una condizione esistenziale di distacco dalla realtà, in cui le cose gli appaiono, dice, come fiori che passano in pochi secondi dallo sboccio all’appassimento e alla polvere.

…continua a leggere la recensione di Federica Zani

e anche

Alberto Moravia “Gli indifferenti”

Anna folli “MoranteMoravia. Una storia d’amore”

Alessia Gazzola “Lena e la tempesta” recensione di Salvina Pizzuoli

Sono su un taxi incolonnato nel traffico quando sento alla radio che, stando a un recente studio americano di psicologia, ciascun individuo, nella propria vita, accumula in media tredici segreti.

Di questi, solo cinque sono inconfessabili.

Mi sembra un numero enorme, se penso che io ne ho soltanto uno.

Così si apre il romanzo Lena e la tempesta, l’ultimo in ordine di tempo di Alessia Gazzola. Un segreto, un ricordo vivo e palpabile di quella drammatica esperienza da quindici anni accompagnano la vita di Lena, la protagonista, segnandone profondamente il percorso. È così che il lettore viene introdotto pagina dopo pagina nelle lotte interiori, nella manifestazioni istintive e conflittuali di una giovane donna di trent’anni.

Ma c’è anche un ritorno, dopo tanti anni, in un’isola, in una villa, in una stanza dove si è consumata la violenza, e incontri che sembrano ricacciare prepotentemente nel passato. E la lotta di Lena continua, interiore, ma anche nella fuga e nel rifiuto a rivedere, a incontrare i personaggi di un’altra estate, nella medesima isola, nella medesima villa, a quindici anni di distanza.

E poi la rivelazione, a poche pagine dalla fine.

Il segreto resterà custodito, inconfessabile ma non più così devastante: il ritorno sull’isola porterà anche nuovi incontri, nuove possibilità. La solitudine e il forzato isolamento, l’arrendevolezza che avevano caratterizzato i quindici anni di vita successivi troveranno nuove prospettive.

S.P.

Fabio Leocata “La gentilezza vola lontano” letture per i più piccoli di Adriana Casalegno

Le opinioni dei lettori 

La gentilezza vola lontano di Fabio Leocata illustrato da Giulia Orecchia

“COLLI LUNGHI  STORIE CHE SI PRENDONO CURA DI TE”

Casa Editrice librì
Una lettura dagli 8 anni in poi, da fare da soli o in compagnia di mamma e papà

In classe di Matilde tanti bambini, tanti caratteri, tanti luoghi, tante abitudini, tanti colori di capelli… Naima, Li Peng, Teo, Franz, Piero…quasi tutti, si sa, propendono a  combinare guai, ad isolarsi, ad azzuffarsi, a prendere in giro, ad aiutarsi, a ridere, a piangere. Sì, così si vive, così si vive anche in classe. Matilde racconta. Racconta che un giorno la maestra Anna ha parlato  dell’effetto farfalla. Un battito d’ali cambia il mondo, così come una lieve gentilezza  allarga cuori, sorrisi e vola per sfiorare altri. È difficile essere gentili, specialmente con alcuni. E il  percorso si fa accidentato, sì anche in classe, una gentilezza e una bomba d’acqua, una presa in giro e un sorriso a chi non ne riceve.

L ‘alternarsi di situazioni opposte, viste da Matilde, ci fanno ridere,  ci fanno sentire in ansia, ci commuovono mentre seguiamo Naima, Li Peng, Teo, Franz, Piero… lungo l’intero anno scolastico. Per tutti, idee, sollecitazioni, per praticare la gentilezza con allegra sensibilità.

La quarta di copertina ci dice che: ” Questo libro fa parte di una campagna educativa rivolta alle bambine e ai bambini della scuola primaria, per parlare in classe di gentilezza e rispetto, favorendo l’acquisizione di abilità e comportamenti corretti. La campagna educativa è promossa da: Cassa di Risparmio –   fondazione noi – file

Adriana Casalegno

Silvia Genovese e Martina Sala “Spoiler – Il libro sui libri più b*st*rdo del mondo” recensione di J.P. da Il Tirreno 8 settembre

Ora c’è anche il saggio
che “spoilera” i finali
di classici e bestsellers

MILANO.

Spoiler è un termine molto in voga nel linguaggio comune degli ultimi anni, utilizzato per indicare l’informazione che rovina la fruizione di un film, di una serie televisiva o di un libro, rivelando la trama, il finale e gli effetti più spettacolari, sciupando l’effetto sorpresa. In genere chi spoilera è visto malissimo. Immaginatevi dunque come possono essere viste Silvia Genovese e Martina Sala, le autrici dell’ironico “Spoiler – Il libro sui libri più b*st*rdo del mondo” (Magazzini Salani) in cui vengono svelati i finali e i colpi di scena dei più grandi capolavori e successi della letteratura internazionale, da “La Ricerca del tempo perduto” a “Harry Potter”. Con un bel senso dell’umorismo (ma anche con una punta di perfidia e un grande amore per la lettura) le due autrici hanno sezionato e ridotto in 80 schede quei libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita, dai già citati capolavori di Proust e della Rowling alla Bibbia, “Cent’anni di solitudine” ma anche “Guida galattica per gli autostoppisti” e il primo “Diario di una Schiappa”. Di ogni opera ecco quello che serve : un po’ di sano nozionismo ( autore, lingua originale, anno di pubblicazione ) e poi qualche bella citazione da far cadere qua e là, come va a finire e, soprattutto, gli spoiler. Di ogni libro ne sono stati individuati i due o tre fondamentali, quelli perfetti per mandare di traverso la voglia di prendere in mano il volume. E, come in ogni guida blasonata, il grado di “spoilerabilità” più o meno elevato «a seconda che lo spoiler vi tramortisca, vi faccia prudere le mani o semplicemente vi scivoli via come una gocciolina di sudore. Cinque stelle spoiler sono roba da preoccuparsi». — J.P.

L.S.Larson “Igist” un nuovo romanzo e un nuovo modo di leggere recensione di Maria Berlinguer da La Stampa del 13 settembre

L’esperimento di Luke S. Larson

Una app per entrare nel romanzo e parteciparvi come un ologramma

di Maria Berlinguer


Vostro figlio/figlia sta tutto il giorno incollato allo smartphone e non apre un libro neanche se lo pagate? Provate con «Igist». È possibile che cambi idea quando con una speciale app potrà immergersi nella realtà immaginifica del romanzo e trasformarsi in un ologramma, scattarsi dei selfie e interagire con i personaggi. L’idea davvero brillante è di Luke S. Larson, giovane imprenditore e scrittore americano che ha lanciato il suo romanzo di formazione rivolto al pubblico dei ragazzi, già uscito negli Usa con molto successo.
Sul filone degli Harry Potter e di Star Wars Igist narra la storia di Emi, la giovane protagonista che fa di tutto per essere ammessa nella più prestigiosa università: l’Intergalactic Institute of Science and Thecnology (Igist, appunto). Il mondo è in pericolo e la nostra eroina deve trovare l’antidoto per salvarlo. Fin qui niente di straordinario, a parte il fatto che la protagonista del romanzo è una ragazza. Come le tre figlie dell’autore.

«Ho voluto come fonte di ispirazione le mie tre bambine, ho voluto creare un’eroina in grado di infondere loro fiducia e coraggio per superare le avversità, nella speranza che in futuro diventino delle scienziate, un mondo dove ancora le donne sono pochissime», racconta Larson, indicando la figlia, Emi.
Ma Igist è molto più di questo. È il primo romanzo che propone una lettura da realtà aumentata. Acquistando il libro si più scaricare gratuitamente una app che consente al lettore, presumibilmente un ragazzino, di entrare nella trama e interagire con i protagonisti. Una rivoluzione totale nella lettura di un romanzo che presto diventerà una saga.
Appena si apre la app un messaggio ti avverte: «se hai una copia cartacea de libro puoi usare la fotocamera per scansionare le immagini dei capitoli dando loro vita».
Luke Larson, 37 anni, un passato da marine, ha già in cantiere altri cinque volumi della serie. Una storia di fantascienza che rispetta i parametri più tradizionali dei romanzi di formazione classica destinata a fare da apripista per un nuovo modo di leggere.
Non è un caso se Igist esce nell’anno dell’anniversario della Luna visto che Larson ha collaborato con diversi ingegneri che hanno lavorato alla missione Apollo e che hanno ammesso di essersi ispirati anche alla fantascienza. E Larson spera che la saga di Igist accompagni un viaggio altrettanto fantastico: quello su Marte.
«Prima del libro ho inventato la app: ho avuto un feedback talmente positivo che poi ho deciso di scrivere il romanzo» E un analogo procedimento Larson spera di poterlo applicare anche alla rilettura di grandi classici come «Il Conte di Montecristo» o «Pinocchio». «Negli Usa diciamo che non puoi diventare quello che non hai mai visto, il mio obiettivo è veicolare messaggi complessi al pubblico dei più giovani per questo nel team di Igis ci sono anche psicologi»