Giuseppe Bresciani “L’uomo che pesò l’eternità”, Altre Voci

Roma, 1940. È la mattina di Natale quando un uomo solitario, avvolto nel silenzio ovattato di una città imbiancata, si aggira sul Pincio come un’ombra fuori dal tempo. Cammina senza fretta, sussurra alle statue del parco storie di prodigi e avventure, confida loro una vita che sembra impossibile.
Chi è davvero quell’uomo che sembra dialogare più con il passato che con il presente?



Giuseppe Bresciani, con il suo nuovo romanzo L’ uomo che pesò l’eternità, consegna ai lettori una figura magnetica e misteriosa: un uomo di 246 anni, sopravvissuto a tre secoli di storia e capace di mutare identità come un attore consumato. Un uomo che molti hanno conosciuto con un nome che risuona nella leggenda: il Conte di Saint Germain. Il protagonista del romanzo non è un immortale nel senso convenzionale del termine: è piuttosto un viaggiatore del tempo che attraversa gli eventi più significativi della storia europea con la grazia dell’erudito, il genio dell’alchimista e l’incoscienza del folle visionario.
Bresciani ricostruisce la sua vita straordinaria immergendola in un’atmosfera sospesa, dove il confine tra realtà e mito si assottiglia fino quasi a scomparire. Il Conte — o qualunque altro nome abbia indossato nei secoli — raggiunge i vertici del sapere, diventa confidente di sovrani, viaggiatore instancabile, testimone privilegiato dei continui mutamenti della società.
La domanda che attraversa il romanzo come una lama sottile è semplice e vertiginosa: come ha fatto a ingannare la morte? Bresciani non offre una risposta immediata: la costruisce pagina dopo pagina, lasciando che il lettore scopra un’esistenza guidata da una forza che travalica la ragione.
Tra le molteplici vite che il Conte ha vissuto, ce n’è una che sembra spiccare su tutte: quella che ruota intorno all’amore come impulso primo e ultimo, come energia capace di rinnovare il corpo e lo spirito. Forse è proprio l’amore — non la magia, non l’alchimia — il vero motore della sua vitalità inesauribile.
L’uomo che pesò l’eternità è un romanzo che affascina perché intreccia i grandi temi della letteratura — la ricerca di sé, il senso del tempo, il desiderio di assoluto — con il piacere del racconto avventuroso. Nel disegnare il cursus di un’anima affamata di vita e al tempo stesso il percorso dell’umanità intera, Bresciani conduce il lettore in un viaggio ideale che incanta, sorprende e lascia con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Il risultato è un affresco narrativo colto e insieme avvincente, in cui la leggenda del Conte di Saint Germain viene rinnovata con sensibilità contemporanea, facendo di questo romanzo un’opera che parla al cuore e all’immaginazione.

Giuseppe Bresciani ha esordito nel 2011 con “L’inferno chiamato Afghanistan”, il racconto del suo soggiorno come osservatore nel paese dei talebani.
Nel 2013 pubblica “Il cantico del pesce persico”, nel 2018 il romanzo sul crepuscolo di Leonardo da Vinci in Francia “Le infinite ragioni” (Albeggi), nel 2021 il romanzo storico “Il cavaliere del fiordo” (Leone) con cui ha vinto il premio “Scrittori con gusto” assegnato dall’Accademia Res Aulica di Bologna.

Anna Rollando “Gattopardi verdi e altre curiosità musicali”, Graphofeel

Coprtina del saggio di Anna Rollando per Graphofeel Edizioni

COLLANA Formniveau

GENERE Saggistica

Graphofeel

Una piccola playlist di musica geniale, un regalo da fare a voi stessi o a chi ama la musica.
Leggendo, si è indotti ad ascoltare brani di epoche diverse: l’origine di alcuni risale al Medioevo, mentre altre sono composizioni contemporanee.
E non è tutto: sarà anche un’occasione irripetibile per incontrare figure emblematiche di musicisti sordi, asceti minimalisti, preti dai capelli rossi e donne nere perseguitate dal Ku Klux Klan di molte delle quali – grazie al ricco corredo di illustrazioni – avrete modo di osservare le fattezze.
Il contenuto (e il titolo) del libro traggono spunto da un gioco di parole: l’allusione a un film notissimo e, simultaneamente, a un compositore tra i più cari agli italiani (ma anche tra i più suonati nel mondo). Un gioco che, in realtà, alla fine svela una storia reale.

Vi ho incuriosito?
Era il mio scopo, assieme a quello di offrirvi l’occasione di ascoltare veri capolavori musicali.

Buona lettura e, soprattutto, buon ascolto!

Sono convinta che la musica classica faccia ancora paura, ma che basti pochissimo per ridare fiducia al pubblico e avvicinare le persone ai concerti. Non è chi ascolta ad essere sbagliato, è piuttosto chi esegue o propone i cartelloni che non sempre porge attenzione alle esigenze vere degli ascoltatori.
Ho cercato di fare una carrellata che coprisse più secoli di storia, punti di vista differenti, senza dimenticare i più celebri e citare qualche autore non così noto ma non per questo meno affascinante.
Quelle che propongo sono soltanto riflessioni di base, annotazioni storiche, curiosità, suggerimenti, piccole strategie: è bello sapere che in realtà qualunque musica ci parla in modo differente, e quindi ognuno di noi può trovare mille significati e sfumature nuove.” (Anna Rollando)

Anna Rollando, violista diplomata al conservatorio G. Verdi di Milano, concertista classica e pop, ha suonato in centinaia di performance con numerose ed eterogenee formazioni: da Rondò Veneziano al Teatro dell’Opera di Roma, da Massimo Ranieri a Ennio Morricone. Laureata in Scienze della Comunicazione, si interessa di didattica musicale e della creazione di eventi musicali. Ha collaborato in qualità di musicista e curatrice a numerose produzioni Rai e Mediaset. Per Graphofeel edizioni ha pubblicato Applaudire con i piedi. Segreti e curiosità della musica colta (2018), Applaudire con i piedi 2. Il difficile e meraviglioso mestiere della musica (2019) e Le invisibili Signore della Musica. Storie vere di artiste di talento (2021).

Voland: Novità in libreria

Amélie Nothomb Meglio così

“È complicato appartenere a un gruppo, e a maggior ragione a una famiglia.”

Novità Voland: Amélie Nothomb Meglio così.

Traduzione di Federica Di Lella

collana Amazzoni

dal 24 febbraio in libreria

Estate 1942. Per allontanarla dai bombardamenti che minacciano Bruxelles la piccola Adrienne, di quattro anni, viene mandata per due mesi nella cupa e semidiroccata casa della sua bisbetica nonna di Gand, che le dà il benvenuto offrendole caffellatte e aringhe per colazione e si diverte da subito a tormentarla. La ripugnante ma spassosa vecchina odia tutti, comprese le proprie figlie, e adora un solo essere: Pneu, il gatto obeso e sprezzante che troneggia in una stanza-santuario. La bambina sopravvive a quest’atmosfera soffocante grazie alla sua intelligenza, all’immaginazione e soprattutto a una formula magica: “Meglio così.” Un mantra che diventa l’arma per affrontare quanto la ferisce o spaventa, uno strumento di resistenza e, paradossalmente, di speranza… Dopo aver raccontato la storia del padre in Primo sangue col quale si è aggiudicata il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022 l’autrice belga dedica il nuovo romanzo alla madre, finora quasi sempre assente dai suoi libri.

L’autrice Amélie Nothomb Nata a Kobe (Giappone) nel 1967, ha esordito nel 1992 con Igiene dell’assassino e da allora pubblica un libro l’anno scalando ogni volta le classifiche di vendita. Innumerevoli gli adattamenti cinematografici e teatrali ispirati dai suoi romanzi tra cui il recente film d’animazione di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han La piccola Amélie, tratto da Metafisica dei tubi. Tra i premi letterari vinti ricordiamo il Grand Prix du roman de l’Académie française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo, e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore. Con Sete è arrivata seconda al Prix Goncourt 2019, con Primo sangue si è aggiudicata il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022, e con Psicopompo ha ricevuto il Premio Europeo Rapallo Bper Banca 2024 per “la migliore scrittrice europea”. Per l’insieme della sua opera le è stato assegnato il Premio Hemingway per la Letteratura 2023. Tutti i suoi romanzi sono tradotti e pubblicati in Italia da Voland.

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di febbraio 2026

Classifiche

Anna Parisi e Valentina Schettini “Quanti Quanti?”

Stefano Terra “Alessandra”

Leonardo Sciascia “Breve storia del romanzo poliziesco”

Ferdinando Albertazzi e Sebastiano Ruiz Mignone “Neve rossa”

Maria Grazia Madia “Ho vissuto due vite”

Giorgio Parisi “Le simmetrie nascoste”

Ferrini – Pizzuoli “Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: Luoghi, storia, paesaggi

Michele Burgio “Il fumo e l’incenso”

Gabriella Genisi “La specchia del diavolo”

Julian Barnes “Diciassette possibilità di fallire”

Andrev Walden “Maledetti uomini”

Giorgio Nisini “La ragazza che vedeva nel buio”, Oligo

Copertina di Luca Ralli del noir di Giorgio Nisini "La ragazza che vedeva nel buio", OLIGO Editore

Illustrazioni di Luca Ralli

Oligo

Dal 27 febbraio

Helmut Frida è un burbero e talentuoso scultore del legno; da qualche tempo si è ritirato a vivere e lavorare nel solitario borgo di Civita di Bagnoregio. Una sera vede dalla sua finestra una ragazza misteriosa che lo spia. Chi è? Un fantasma, il frutto della sua immaginazione o una persona in carne e ossa che però scompare tutte le volte che lui cerca di avvicinarsi? L’ipnotica scrittura di Giorgio Nisini e le preziose illustrazioni di Luca Ralli, calate nel paesaggio sospeso di Civita, trasformano la storia di Helmut Frida in una moderna favola dark.

Una sera d’estate Helmut Frida si accorse che una ragazza lo stava guardando. La notò quasi per caso a pochi metri dalla sua finestra, sotto la luce gialla di un lampione che illuminava la piccola piazza in fondo al paese. Indossava un abito bianco leggero e uno strano copricapo di stoffa, o forse era solo un cappuccio, qualcosa con cui ripararsi dalle deboli gocce di pioggia che cadevano dal pomeriggio. Non faceva nulla per nascondere la sua presenza: se ne stava in mezzo alla piazza in maniera quasi sfacciata, il corpo sbilanciato in avanti, gli occhi rivolti verso di lui come se volesse seguire i suoi movimenti domestici. In un primo istante pensò che fosse solo una passante curiosa, una delle tante turiste che transitavano ogni giorno per i vicoli stretti del borgo, oppure la figlia del suo vicino di casa, un’esile quindicenne dall’aria trasognata che a volte, dopo cena, in compagnia di alcune amiche più grandi, si fermava a chiacchierare sopra un basso muretto in tufo che delimitava il perimetro del giardino di fronte. Quando cambiò di poco angolazione, arretrando di qualche metro e spegnendo la luce della stanza, Helmut si convinse di non averla mai vista prima

Giorgio Nisini, scrittore, saggista, organizzatore culturale, insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea alla Sapienza Università di Roma. È autore dei romanzi: La demolizione del Mammut (Perrone 2008, Premio Corrado Alvaro Opera Prima e finalista al Premio Tondelli), La città di Adamo (Fazi 2011, selezione Premio Strega 2011), La lottatrice di sumo (Fazi 2015), Il tempo umano (HarperCollins 2020) e Aurora (HarperCollins 2023, Premio Forum Traiani). Per Longanesi ha curato l’antologia Un bacio in bocca (2016). È direttore artistico dell’Emporio Letterario di Pienza e presidente del Premio Letterario “Corrado Alvaro-Libero Bigiaretti”. Nel 2025 ha avviato su Snaporaz il progetto Io, dedicato alla sperimentazione dell’intelligenza artificiale nella scrittura narrativa.

Luca Ralli, fumettista, illustratore, scenografo teatrale, docente e animatore. Ha collaborato con “Cuore”, “Linus”, “Carta”, “Il Venerdì di Repubblica”. Con Stefano Benni ha illustrato Fen il Fenomeno (Feltrinelli 2011), Pantera (Feltrinelli 2014) e La Bottiglia Magica (Lizard 2016). Tra i libri, ha pubblicato il silent-book punk per bambini Rumore (Carthusia 2019, finalista del Silent Book Contest 2018), il fumetto ’O Diavolo (scritto da Francesco Di Bella e Luca Scornaienchi, Round Robin 2019), il racconto illustrato Due (scritto e disegnato con Fabio Magnasciutti, Barta 2019), Peppino Impastato – Western a Mafiopoli (sceneggiato da Luca Scornaienchi, Round Robin 2021), Cancheràs (scritto con Barbara Monti, Barta 2021), “Tormento” presenta: Pasolini Speciale (AA.VV., Barta 2023) e La crepa (Barta 2024).

Assunta Sànzari Panza “La visionaria”, Vallecchi

Copertina della raccolta di testi poetici di Assunta Sanzari Panza "La visionaria", Vallecchi Editore

Prefazione: Davide Rondoni

In libreria il 27 febbraio

Vallecchi

Ed è così che la volontà di scrittura, l’energia di composizione, la lotta tra scrittura e morte che qui vanno in scena trovano la conferma della loro verità e il fiore più estremo del loro cuore in versi delicati e sospesi. Dove la vita, nel tumulto di parole e metafore, si sorprende, quasi sostando.

Dalla prefazione di Davide Rondoni: «Scrivere significa costruire il linguaggio, non spiegarlo», frase tratta da Max Bense: per la scrittrice il linguaggio è esito e campo di una “costruzione” e non di una spiegazione. Ma quel che il linguaggio costruisce – e lei lo sa bene – non è linguaggio ma vita. Ed ecco la scrittrice gettarsi tra queste pagine, sonore, impetuose, delicate, gettarsi nel linguaggio per costruire una propria biografia profonda (divisa per capitoli che sono indicazioni esistenziali prima che stilistiche). E in questa tensione che quasi stordisce il lettore per gli accumuli di metafore, per la proteiforme capacità verbale, Sànzari Panza vive il suo “meraviglioso fallimento”. Che è il medesimo meraviglioso fallimento dell’arte intera quando, protesa ad afferrar la vita, ne deve riconoscere la maggiore vastità e la imprendibile sperdutezza.

Dichiara l’Autrice: Essere visionari significa vedere oltre il reale con la stessa nitidezza della realtà. Il mio approccio privilegia il sentimento autentico rispetto al sentimentalismo, eliminando l’io lirico per commuovere senza artifici verbali. Fondamentale è poi il rigore della forma: un rifiuto categorico del già visto a favore di una costante ricerca dell’inaudito

Assunta Sànzari Panza, nata a Castelvenere (Benevento), vive in provincia di Avellino, dove svolge la professione di docente. Ha pubblicato testi poetici nell’antologia Chiamata contro le armi, a cura di Nadia Cavalera, su riviste cartacee e in diversi siti letterari, poi raccolti nel volume Lux. Nova et vetera (Robin Editore, 2022) premiato dalla giuria del concorso internazionale «Città di Montevarchi». Della sua opera si sono occupati tra gli altri, Gualberto Alvino e Fiorenzo Toso per «Treccani», Maurizio Soldini, Giuseppe Manfridi e Francesco Tarquini. Di imminente pubblicazione il romanzo dal titolo La bambina si sposò a cinque anni.

Adriano Morosetti “Sarà come morire.La lunga estate nera di Sanremo”, Mursia

Sarà come morire racconta Sanremo quando le luci dell’Ariston si spengono:
una città di provincia attraversata da potere, classismo e silenzi. 

Copertina del noir di Adriano Morosetti "Sarà come morire. La lunga estate nera di sanremo", edito da Mursia nella collana Giungla Gialla

Mursia

Dal 23 febbraio

Sanremo non è “Sanremo”. Solo quando le luci del Festival si spengono, la città mostra il suo vero volto. Sarà come morire racconta una Sanremo lontana dalla cartolina: una città famosa, schiacciata dalla propria immagine scintillante,che nasconde altro. Sotto la superficie emerge un paese di provincia – con i vizi e le virtù della provincia italiana – attraversato da troppo denaro, spietati rapporti di potere e verità custodite con cura.

Ambientato nell’estate del 1994, Sarà come morire ruota attorno alla morte violenta di tre ragazzi legati alla “Sanremo bene”. Cercare la verità significa esporsi, rompere silenzi, guardare ciò che la città ha imparato a non mostrare. Sanremo è una città di provincia che gioca a fare la capitale. Festival, casinò, turismo, grandi eventi convivono con relazioni da paese, dove tutti si conoscono, tutti sanno e quasi nessuno parla.
È in questo scenario che si muove il protagonista, Arturo Ferretti, giornalista disilluso tornato nella sua città per una vacanza che si trasforma presto in un’indagine rischiosa. Una ricerca che coinvolge l’élite cittadina: un mondo in cui anche la verità è una forma di privilegio. Perché Sanremo è una città nata per i ricchi. Da paese di pescatori a capitale della Belle Époque, costruita per intrattenere aristocratici e miliardari in villeggiatura, e rendere il lusso una
consuetudine. Il titolo Sarà come morire riprende un verso della canzone E poi di Giorgia, presentata al Festival di Sanremo del 1994. Un richiamo all’immaginario pop di quegli anni, che diventa parte integrante del romanzo e accompagna la storia d’amore del protagonista e le vicende del suo passato. La scelta del 1994 non è casuale. È un momento di passaggio per il Paese, carico di promesse e di immagini televisive, in cui il cambiamento sembra imminente. Nel romanzo, però, saranno sempre i soliti decani a detenere il potere sulla città: hanno solo imparato a cambiare facce e linguaggi per rimanere al loro posto.
Sarà come morire è un noir di sguardo. Il crimine non è solo il centro del racconto, ma il segnale che un sistema ha iniziato a scricchiolare. Nella tradizione del crime di osservazione, da Georges Simenon a Jean-Claude Izzo e Massimo Carlotto, il delitto diventa uno strumento per leggere un sistema.

Con alle spalle vent’anni di lavoro come sceneggiatore televisivo, Adriano Morosetti,nato e cresciuto a Sanremo, racconta la città dall’interno, rifiutando la cartolina e il cliché festivaliero, usando il noir come strumento di osservazione della provincia: del denaro, delle ambizioni e delle dinamiche di potere che la attraversano.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Il breve mestiere di vivere

Claudio Bonvecchio e Bernardo Nante “Le parole dell’Esoterismo. Dizionario”, Mursia

Copertina del Dizionario di Claudio Bonvecchio e Bernardo Nante "Le parole dell'esoterismo", Mursia.

Postfazione di Fabio Venzi

Mursia

Dal 23 febbraio in libreria

«[…] l’Esoterismo è chiaramente una dimensione intrinseca alla cultura stessa. Si può, pertanto, affermare che esso da sempre abita e influenza la filosofia, la letteratura, le arti e tutte le espressioni umane.»

Da “Abaris” a “Zoroastrismo”, questo dizionario raccoglie e decifra quasi mille termini che popolano il mondo dell’Esoterismo, della magia e della filosofia, fornendo le chiavi per comprendere anche le più remote manifestazioni della spiritualità umana nel corso dei secoli. Ogni voce è accompagnata dalla rispettiva etimologia (indoeuropea o semitica) e da una spiegazione esaustiva, attraverso riferimenti storici e culturali, eventuali varianti simboliche o interpretative e costanti rimandi interni ai lemmi, che agevolano e guidano la consultazione. Pensato per chi desidera orientarsi tra parole arcane, rituali dimenticati e concetti mistici, questo libro è uno strumento prezioso per studiosi, appassionati e curiosi. Un ponte tra linguaggio e mistero, tra significato e intuizione.

In definitiva, in questo dizionario ci concentriamo su una realtà esoterica e su una Verità unica e molteplice dell’Esoterismo, che si manifesta in modo caleidoscopico. Cerchiamo modestamente – e senza la presunzione dell’assoluta obiettività di rendere presente e viva ciascuna di queste voci, nella speranza che ogni lettore la legga e l’accetti con la massima apertura e senso critico. E che non dimentichi che l’etimo di “Esoterismo” rimanda alla ricerca, nella propria interiorità, di quella scintilla di Luce che nessun essoterismo può fornire (dall’introduzione di Claudio Bonvecchio e Bernardo Nante)

Claudio Bonvecchio (Pavia, 1947), già Professore di Filosofia delle scienze sociali all’Università degli Studi dell’Insubria di Varese e coordinatore del dottorato in Filosofia delle scienze sociali e Comunicazione simbolica, è membro di numerosi comitati scientifici e editoriali.

Bernardo Nante (Buenos Aires, 1955) insegna Filosofia della religione e Mitologia generale e comparata all’Universidad del Salvador di Buenos Aires. È presidente della Fundación Vocación Humana. Studioso delle relazioni tra filosofia, antropologia e religione, si è occupato in particolare delle fonti alchemiche del pensiero junghiano.

Paolo Morelli “La vera vita di Margherito d’Arezzo, artista”

Paolo Morelli a Villa Rossi (Gattaiola-Lucca)
mercoledì 25 febbraio 2026 alle 18

Copertina della biografia romanzata di Paolo Morelli "La vera vita di Margarito d'Arezzo, artista" selezionato per l’assegnazione del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026,XXIX edizione

“La vera vita di Margarito d’Arezzo, artista” selezionato dalla Società Lucchese dei Lettori– Francesca Duranti per la 39sima edizione del Premio dei Lettori Lucca-Roma.
L’autore, Paolo Morelli, sarà a Villa Rossi (Gattaiola-Lucca) mercoledì 25 febbraio 2026 alle 18 grazie al sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca.

Del duecentesco Margarito d’Arezzo si sa poco o niente. Il Vasari nel suo famoso trattato lo chiama Margaritone; si sa che è figlio di un tal Magnano, fabbro, e che è un pittore, anzi, il più importante pittore aretino dell’epoca, “un incantevole caposcuola” secondo il grande studioso Roberto Longhi. Una vera biografia inventata di sana pianta: scenari e ritratti, amici e colleghi, famigliari, personaggi pubblici e cronache private; i dubbi, le infelicità e le gioie, le crisi, gli incontri con i grandi dell’epoca, e su tutti san Francesco.

Il volume, uscito nel 2025 per Exorma editore, sarà introdotto da Marco G. Ciaurro, presidente dell’associazione.

Paolo Morelli (1951) è nato e vive a Roma. Tra i suoi libri “Vademecum per perdersi in montagna” (nottetempo, 2003), “Er Ciuanghezzù” (nottetempo, 2004), “Caccia al cristo” (DeriveApprodi, 2010), “Il trasloco” (nottetempo, 2010), “Racconto del fiume Sangro” (Quodlibet, 2013), “L’arte del fallimento” (Sossella, 2014). È nell’antologia “La terra della prosa” (a cura di A. Cortellessa) e in “12 Apostati” (Damiani, 2015). Da anni studia la lingua e la cultura cinese. Ha tradotto Pseudo-Omero, Zhuang Zi, Lao Zi, Poe, Rabelais (“Predizioni pantagrueline per l’anno perpetuo”, “Edizioni di Passaggio”, 2012). Come performer ha curato gli spettacoli “Animali Parlanti”, “Jazzcéline”, varie edizioni di “Parentele Fantastiche”, “A passo di Walser nel senso di Robert” (con il musicista Roberto Bellatalla) e nel 2015 la serie di “Letture strampalate”. Con Exorma ha pubblicato “Né in cielo né in terra” (2016), “Ridondanze” (2022) e “La vera storia di Margarito d’Arezzo”, artista (2025).

Il libro è in vendita alla libreria Feltrinelli e alla libreria Fuori Porta di Lucca.

Il Premio dei Lettori è un premio letterario istituito a Lucca nel 1988 dalla Società Lucchese dei Lettori, fondato da Francesca Duranti e Antonio Dini, e destinato alla migliore opera di narrativa presentata nel corso dell’anno sociale nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Le attività dell’associazione sono aperti a tutti e l’ingresso è libero.

A. Ferrini e S. Pizzuoli “Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi, storia, paesaggi”, presentazione

Corredata da carte, immagini e foto, non vuole essere una “guida”, nel significato stretto del termine, ma un testo da consultare davanti ai luoghi e ai paesaggi per scoprire, se si vuole, la loro storia passata e recente, trascorrendoli e vivendoli in modo ravvicinato percorrendo sentieri e itinerari anche a piedi
visitando siti storici o solo ammirandone la selvaggia bellezza.

Dalla Premessa

Un tratto della costa toscana dai paesaggi suggestivi e ricchi di storia, lontana e recente, copioso e vario nelle offerte enogastronomiche, da visitare in tutte le stagioni non solo in quella estiva per le sue ampie spiagge sabbiose e il suo mare punteggiato all’orizzonte dalle isole dell’Arcipelago.
Dal roccioso promontorio delle Rocchette con il suo mare cristallino, via spiaggia o lungo la strada, per raggiungere la bella pineta, quella creata appositamente a partire dal XVII secolo, e l’insediamento creato a metà degli anno ’50, di Roccamare e, proseguendo, Punta Capezzolo che insieme a quella delle Rocchette abbracciano la bella baia tra i loro due speroni di roccia protesi nel mare.
Ecco quindi il villaggio di Riva del Sole, nato da un progetto che risale al secondo dopoguerra, promosso da cooperative svedesi che videro in questo tratto di costa incontaminata il luogo ideale per sviluppare un centro di vacanza destinato ai propri connazionali, superato il quale, percorrendo la statale, su un cucuzzolo l’agglomerato urbano di Castiglione della Pescaia con le sue architetture medievali che ne rispecchiano la storia del passato mentre in basso quel che rimane della sua antica laguna acquitrinosa: un borgo suggestivo e pieno di testimonianze in alto sulla sua piana ubertosa e il mare anticamente occupato in parte dal lago Prile, di romana memoria.
E ancora testimonianze di una storia lontana: ecco il forte delle Marze che, percorrendo a piedi lungo la spiaggia e la Pineta del Tombolo, si erge ancora in prossimità del litorale del quale nel lontano XVIII secolo difendeva le coste.
Una passeggiata rivitalizzante quella che a piedi, da le Marze ci conduce a Marina di Grosseto, lungo un arenile ampio con le sue dune ricche di vegetazione che in primavera diventa lussureggiante e colorata con i bianchi gigli di mare, gli elicrisi e corbezzoli e mirti.
E poi Fiumara, il canale Leopoldo, un canale emissario realizzato come parte delle bonifiche granducali lorenesi a partire dal 1828, con lo scopo di drenare le acque provenienti dai recinti di colmata verso il mare e di alcuni fossi della piana.
Da lì a pochi chilometri il fiume Ombrone, quello detto senese, si getta nel mare in prossimità di Principina a Mare e nel pieno del Parco dell’Uccellina che conserva flora, fauna e l’ambiente palustre del “padule”.
Un veloce excursus qui in premessa che potrete invece assaporare lentamente, pagina dopo pagina, ciascuna dedicata e approfondita con attualità e notizie che aiutano il visitatore ad impossessarsi dei tratti più caratteristici di un ambiente naturale e umanizzato, aspetti che si sono ben compenetrati rispettando ciascuno i propri ambiti o senza dare eccessivo disturbo l’uno all’altro.

Su tuttatoscana una pagina tratta dal percorso: La pinera di Roccamare