
Dal Risvolto
L’apocalisse oggi è sulla bocca di tutti e anche negli occhi di molti. Ma non si tratta di quell’Apocalisse evangelica e cristiana che ha trovato posto nel canone della Scrittura: è piuttosto l’ombra dei fraintendimenti che nei secoli hanno trasformato questa parola in un termine quasi tecnico per indicare la fine catastrofica del mondo. In questo suo nuovo libro, Giuliano Zanchi accompagna il lettore a riscoprire il significato autentico del libro dell’Apocalisse, intendendolo per quello che è, un libro di speranza. È un percorso chiaro e accessibile, quasi un’introduzione per principianti, pensato per avvicinare chiunque a uno dei testi più affascinanti e misteriosi della Bibbia, capace di unire attrazione e oscurità, seduzione ed enigma.
Enzo Bianchi, nella sua recensione (tuttolibri La Stampa 23 maggio 2026) sottolinea
“La riflessione di Zanchi traccia un confine netto tra l’apocalisse culturale, intesa come catastrofe e dominio tecnologico, e l’Apocalisse evangelica, intesa come svelamento e speranza.
Il messaggio che emerge con forza, è un invito alla resistenza spirituale e intellettuale. Se il potere moderno – il “nuovo Impero” tecno-politico utilizza il linguaggio della fine per paralizzare l’uomo nel timore e nel conformismo, l’Apocalisse di Giovanni agisce al contrario come un antidoto alla paura”.
E aggiunge con un messaggio alle nuove generazioni:
“Essa non annuncia il naufragio della storia, ma ne rivela il baricentro: l’evento pasquale che sottrae il tempo al caos e lo consegna a un fine di salvezza. Per le nuove generazioni, questa eredità si traduce in un dovere di lucidità critica nei confronti del potere”.
Nell’intervista di Giulio Brotti all’autore sull’Eco di Bergamo 9 aprile ’26
La domanda conclusiva è su ciò che i cristiani possono imparare, oggi, da una lettura accorta del testo del l’Apocalisse. Intanto, devono resistere alla tentazione di identificarsi con un «partito di Dio», chiamato a contrapporsi a un mondo giudicato irrimediabilmente corrotto?
“Le immagini dell’Apocalisse sono state messe al servizio dell’attuale paura del futuro, che si traduce in una specie di “culto della fine”. I cristiani non sono cultori della fine, ma del compimento. Non sono nemmeno tifosi di un Dio che dovrebbe operare una vendetta “per conto loro”: questo Dio non esiste, è solo lo sponsor con cui qualcuno giustifica la pericolosa pulsione a rifare il mondo a propria immagine e somiglianza. Per noi cristiani la creazione, la storia, il mondo non sono da rifare: sono da amare nella giustizia, e da trasfigurare nella grazia”
Lo stesso Brotti su l’Eco di Bergamo: cronaca della presentazione del volume, scrive
“In apertura dell’incontro, rivolgendosi al folto pubblico presente nella Sala Galmozzi di via Tasso, Pizzolato ( Filippo Pizzolato, docente di Istituzioni di diritto pubblico all’Università di Padova) ha detto che l’aspra critica condotta nel l’«Apocalisse» contro il potere politico del tempo (gli esegeti spiegano che l’immagine di una bestia mostruosa proveniente dal mare rappresenta l’Impero romano) ha un valore anche per l’oggi: «La via della salvezza, in questo scritto tradizionalmente attribuito all’apostolo Giovanni, non è quella del potere, ma quella che passa per il rico noscimento della nostra comune fragilità e si traduce nella pratica della fraternità”.
In un panorama mondiale pesante di situazioni non volute e non richieste ma soprattutto non accreditate, il messaggio che si evince dal testo di Zanchi può leggersi anche come una visione chiarificatrice per superare le paure annichilenti: il messaggio cristiano è attuale e potente per superare gli angoli bui in cui il potere spesso relega e riaprirli allo slancio vitale.
Giuliano Zanchi (1967), prete di Bergamo, licenziato in Teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, è direttore della «Rivista del Clero Italiano» e si occupa di temi ai confini tra estetica e teologia. È direttore scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo e direttore della Collezione Paolo VI di Concesio (Brescia). Tra i suoi libri pubblicati da Vita e Pensiero: Rimessi in viaggio. Immagini da una Chiesa che verrà (2018); La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo (2020); Icone dell’esilio. Immagini vive nell’epoca dell’Arte e della Ragione (2022); Di questi tempi. Sette pezzi utili con due divagazioni sportive (2023); La vita sotto il cielo. Figure e temi della sapienza biblica (2024); Dare luogo alla grazia. Sugli spazi della liturgia (2025).









