Omaggio a Moravia nel trentennale della scomparsa

Nel trentennale della morte (1990), oggi 26 settembre, una pagina in omaggio ad un  grande della letteratura italiana del Novecento che ha scritto moltissimo e in settori e generi vari, romanzi racconti testi teatrali libri di viaggio saggi  critica letteraria cinematografica e d’arte, e sempre con precisione da scrivano e con orari sistematici, tranne quando era in viaggio ed è stato un grande viaggiatore; scrittore di romanzi e non-poeta, come ebbe a dire di sé, in età avanzata, come di un errore imperdonabile. Era stato raggiunto dal successo e da innumerevoli riconoscimenti in età giovanile con Gli Indifferenti, a soli 22 anni, come Moravia, nome d’arte  per  Alberto Pincherle. Successi coronati dalla vincita del Premio Strega nel 1952  con  I racconti, messi all’Indice dal Sant’Uffizio, e i molti film tratti dai suoi romanzi (La ciociara di Vittorio De Sica, Il disprezzo di Jean-Luc Godard e Il conformista di Bernardo Bertolucci). Nucleo portante della sua narrazione un’umanità incapace di slanci ideali, dal conformismo fascista all’alienazione con il neocapitalismo,  di cui sono espressione Il conformista e La noia, sentimento provato e analizzato nel romanzo con una prosa asciutta e sobria, con cui non si allude ma si chiariscono verità scomode,  sgradevoli, contemplate e scrutate.

Bompiani dedica a Moravia nel trentennale la riedizione dei racconti nella raccolta “Racconti 1927 – 1951”, pubblicata nel 1952, ottenne il Premio Strega. L’ambientazione è spesso medio borghese con tutte quelle pecche che l’autore stigmatizzava: l’ipocrisia, il potere e il valore del denaro, l’indifferenza, le relazioni amorose viziate.

S.P.

Su tuttatoscanalibri dello stesso autore:

Alberto Moravia “Gli Indifferenti”

Alberto Moravia “La noia”

Anna folli “MoranteMoravia. Una storia d’amore”

 

Elena Varvello “Solo un ragazzo” presentazione e anche la recensione di Maria anna Patti di CasaLettori

Protagonista del romanzo della Varvello è un ragazzo adolescente, la sua famiglia, padre e madre e due sorelle, coinvolti tutti, travolti e stravolti a cominciare da una notte di diciannove anni prima  nella quale lui decide di rivelare aspetti di sé che ha sempre taciuto. L’indagine della scrittrice mette a fuoco legami familiari, sensi di colpa, dolori, incomprensioni, scrutando un terreno difficile come l’universo giovanile e non solo, date le fitte relazioni tra i due mondi nell’ambito familiare. La storia si muove nell’arco di vent’anni in un andirivieni legato alle voci che la narrano. La lettura scorre veloce e carica di attesa e tensione: “Il tema è incandescente e misterioso: il vuoto di un figlio che non ha mai trovato il proprio posto nel mondo. Elena Varvello è maestra nell’indagare quel bosco fitto e scuro che è l’adolescenza, e quel terreno scosceso che sono i sensi di colpa dei genitori”(la citazione dal Catalogo Giulio Einaudi Editore)

e anche la recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

Brevi note biografiche:

Elena Varvello ( Torino 1971) è docente presso la Scuola Holden. Ha pubblicato le raccolte di poesie e racconti: con la raccolta L’economia delle cose (Fandango, 2007) ha vinto il Premio Settembrini.  Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo, La luce perfetta del giorno (Fandango). Per Einaudi ha pubblicato La vita Felice (2016); tradotto in numerosi Paesi

Ken Follett “Fu sera e fu mattina” Presentazione

 

L’ultimo atteso romanzo di Follett inizia nel 997 e finisce quando il suo più celebre e letto I pilastri della terra ha invece inizio. Quello che viene ormai definito un prequel che l’autore recentemente intervistato da Antonello Guerrera (Il Venerdì 11 settembre 2020) spiega nato non solo dalle richieste dei lettori su che cosa fosse Kingsbridge prima che diventasse una florida cittadina con la sua cattedrale ma anche dal fatto che indagare l’Inghilterra contesa tra anglosassoni, vichinghi e normanni, sarebbe stato molto interessante. Un tema e un periodo storico che, come gli altri, sottolinea l’autore, ha una stretta relazione con la nostra epoca:” i protagonisti chiedono che la Legge venga rispettata anche da re, nobili, arcivescovi che si considerano ‘al di sopra di tutti’. Oggi, nel mondo ci sono leader che sfidano la Legge, come in Polonia o negli Stati Uniti. E, come un millennio fa, ne vediamo le conseguenze negative”. E aggiunge alla domanda successiva che un tema a lui caro è l’emancipazione delle donne tanto che le sue protagoniste “rompono sempre gli schemi” e, chi ha letto i suoi romanzi della serie di Kingsbridge, non può che confermare.

La trama da Mondadori Libri

17 giugno 997. Non è ancora l’alba quando a Combe, sulla costa sudoccidentale dell’Inghilterra, il giovane costruttore di barche Edgar si prepara con trepidazione a fuggire di nascosto con la donna che ama. Ma i suoi piani vengono spazzati via in un attimo da una feroce incursione dei vichinghi,[…]. Edgar sarà costretto a partire con la sua famiglia per ricominciare tutto da capo nel piccolo e desolato villaggio di Dreng’s Ferry. Dall’altra parte della Manica, in terra normanna, la giovane contessa Ragna, indipendente e fiera, si innamora perdutamente del nobile inglese Wilwulf e decide impulsivamente di sposarlo e seguirlo nella sua terra, contro il parere di suo padre, il conte Hubert di Cherbourg. Si accorgerà presto che lo stile di vita al quale era abituata in Normandia è ben diverso da quello degli inglesi, la cui società arretrata vive sotto continue minacce di violenza e dove Ragna si ritroverà al centro di una brutale lotta per il potere. In questo contesto, il sogno di Aldred, un monaco colto e idealista, di trasformare la sua umile abbazia in un centro di erudizione e insegnamento entra in aperto conflitto con le mire di Wynstan, un vescovo abile e spietato pronto a tutto pur di aumentare le sue ricchezze e il suo potere. Le vite di questi quattro indimenticabili personaggi si intersecano, in un succedersi di continui colpi di scena, negli anni più bui e turbolenti del Medioevo.[…]

Dello stesso autore:

I pilastri della terra

 

Costanza DiQuattro “Donnafugata” presentazione

Protagonista è Corrado Arezzo De Spucches, Barone di Donnafugata, un aristocratico illuminato vissuto nella seconda metà dell’Ottocento,  e del quale l’autrice  ricostruisce, come in un diario privato, articolato in 23 capitoli,  l’infanzia con l’amata balia Annetta, gli anni degli studi a Palermo animati dal furore risorgimentale fino alla delusione per il fallimento dell’amministrazione sabauda, ma anche la sensibilità artistica del protagonista che lo portò a rappresentare l’Italia all’Internazionale di Dublino, e  della sua vita privata di marito, padre e nonno ed è come tale che la sua dinastia si incrocia con quella dell’autrice: il bimbo di nove anni di una delle figlie di Corrado sarà il il suo bisnonno materno. Ed è quindi a questa figura particolare di intellettuale rivoluzionario e senatore del regno che l’autrice  ha dedicato questa ricostruzione nel romanzo storico “Donnafugata”. Non nuova a residenze famose e di pregio come il Palazzo di Donnafugata,  la DiQuattro ha scritto un romanzo ( La mia casa di Montalbano) anche su un’altra abitazione che le appartiene: la casa di Montalbano a Punta Secca, il commissario inventato da Camilleri.

Da Baldini e Costoli Libri

Donnafugata è un luogo, a due passi da Ragusa, tra carrubi secolari, muri a secco e campagna scoscesa. Donnafugata è un tempo, l’Ottocento, tra dominazione borbonica, moti di fierezza popolare e alba della dignità operaia. Donnafugata è un casato, tra i più antichi di Ibla, che di quella terra e quei giorni incarna gioie, patimenti e futuro. […] In una carezza lunga quasi un secolo, questo è il ritratto intimo di un illuminato uomo pubblico, ma pure la storia frugale e aggraziata di una famiglia unica e insieme qualunque.

Dello stesso autore:

La mia casa di Montalbano

 

 

 

 

 

 

 

Sacha Naspini “Nives” la recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

Un romanzo breve “Nives”, lungo una telefonata. Un breve antefatto e poi il dialogo tra la protagonista e il veterinario, la motivazione una telefonata d’emergenza che ha per oggetto una gallina imbambolata per poi diventare, sull’onda dei ricordi, una lunga chiacchierata rivelatrice tra due persone in là con l’età, l’una provata dalla morte recente del marito e dalla solitudine, l’altro che affoga spesso nell’alcool buona parte dei suoi pensieri. Sullo sfondo dei fatti, che pian piano si rivelano e svelano nella rilettura a posteriori e a distanza di tempo, la Maremma e i suoi linguaggi.

 

Dopo la morte del marito, per Nives è un problema adattarsi alla solitudine e al silenzio di Poggio Corbello. Prendersi cura del podere senza scambiare una parola con anima viva la fa sentire come un fantasma… La notte è il momento più difficile. Poi ecco la soluzione: Giacomina. È la sua chioccia preferita, la vedova comincia a tenerla con sé. Tutte le angosce svaniscono d’incanto. Nives è sollevata, eppure non sa darsi una spiegazione: ha sostituito il marito con una bestiola. Arriva addirittura a pensare di essere felice… Finché avviene un fattaccio e a Nives s’impone l’ultima soluzione: chiamare Loriano Bottai, il veterinario. Quella che segue è una telefonata lunga una vita. […]

e anche notizie biografiche dell’autore:

Sacha Naspini è nato a Grosseto nel 1976. Collabora come editor e art director con diverse realtà editoriali. È autore di numerosi racconti e romanzi, tra i quali ricordiamo L’ingrato (2006), I sassi (2007), I Cariolanti (2009), Le nostre assenze (2012), Il gran diavolo (2014), Le Case del malcontento (2018) e Ossigeno (2019). È tradotto in vari Paesi. Scrive per il cinema.

Susanna Tamaro “Una grande storia d’amore” presentazione

Andrea ed Edith, così diversi, così inconciliabili: eppure saranno i protagonisti di una grande storia d’amore, parafrasando il titolo che Susanna Tamaro ha dato al suo nuovo romanzo. Vite studiate e analizzate in una genesi lenta, come dichiara l’autrice in un’intervista sul Corriere. “dieci, quindici anni di lavoro. Ricostruisco la genealogia dei personaggi, i comprimari, tutto”. E in più in questo romanzo aggiunge il mare, grande assente nei suoi altri lavori, strana mancanza per lei triestina di nascita. Capitano di mare lui, lei giovane ribelle, si incontrano su un traghetto diretto in Grecia: e da qui un susseguirsi di incontri e partenze, un trovarsi e un perdersi. Eppure, Andrea, con il cui monologo si apre il romanzo, racconterà ad Edith assente tra ricordi e sofferenza come la solitudine lo attanagli “Forse perché, nella distrazione in cui spesso galleggio, fra tutti i pensieri possibili non era mai comparso questo: che tu te ne saresti andata e io sarei rimasto qui, nella nostra casa, a fare la vestale delle tue api”.

La trama dal catalogo di Solferino Libri

Edith e Andrea, una giovane un po’ trasgressiva e un capitano molto rigoroso, si incontrano per caso su un traghetto, tra Venezia e la Grecia. Un evento minimo dei tanti di cui è fatta la vita. Ma la loro cambia per sempre. Dapprima c’è il rifiuto: come possono, loro così diversi, sentirsi attratti una dall’altro? Poi le fasi alterne di un amore dapprima clandestino, le avventure di una lunga separazione, il pericolo di un segreto, una felicità inattesa e una grande prova… E infine l’isola, piena di vento e di luce, dove i due vanno ad abitare ristrutturando una vecchia casa abbandonata. L’isola dove ora Andrea si ritrova solo. I dialoghi veramente importanti, però, non si esauriscono mai: mentre la cura quotidiana del giardino e delle api dell’amata moglie lo aiuta a tornare alla vita, […]

 

 

 

Paul Shepard “Natura e follia” presentazione

Per la prima volta tradotto in italiano da Edizioni degli animali, il pensiero di Paul Shepard, ambientalista americano scomparso nel 1996, è giunto fino a noi anche se dopo anni di distanza, riportando analisi rivalutate dalle teorie contemporanee. In Natura e follia, pubblicato per la prima volta nel 1982 “ripercorre le tappe della storia dell’umanità, nella sua progressiva alienazione, […] I cacciatori-raccoglitori ancestrali sono all’origine della sua riflessione, senza essere ‘edenizzati’. «La domanda che mi pongo è: perché gli uomini si ostinano a distruggere il loro habitat»? Shepard rintraccia le cause dei mali che affliggono il nostro essere nel mondo, incrociando varie discipline. La sua anamnesi è un atto pedagogico assoluto, rivolto a una società feroce e immatura. […] «Il lettore potrebbe estendere la metafora a suo piacimento, ma io mi sposterò verso un’immagine animale per suggerire che l’unica società più spaventosa di quella governata da bambini, come ne Il signore delle mosche di Golding, è forse quella governata da adulti infantili»”.(da Edizioni degli animali)

e anche un articolo su La Lettura del Corriere

Germano Pettarin e Jacopo Olivieri “La rivincita delle 4 operazioni” per i più piccini con le illustrazioni di Mattia Cerato

Un docente di matematica e consulente informatico insieme a un fumettista e scenografo teatrale hanno realizzato un bel libro che sa coniugare una storia divertente con i concetti alla base delle operazioni di matematica,  una materia che spesso è un po’ ostica per chi alle prime armi vi si avventura: i due autori, per di più, non sono nuovi a questa esperienza avendo pubblicato con successo “L’isola delle tabelline e “Le cose non quadrano… ci vogliono i cerchi”. Il nuovo testo “La rivincita delle 4 operazioni” racconta la storia di Crocetta e altri tre amici: Due Punti, Trattino e X che, scacciati come fannulloni, troveranno accoglienza e lavoro a Numerabia, la città dei numeri i cui abitanti sono solo 10, scoprendo che Crocetta e i suoi amici sono essenziali come operatori matematici. Si trasformeranno così nei simboli della somma, della moltiplicazione, della sottrazione e della divisione. La lettura è adatta ai più piccoli dai sette anni di età

 

Abir Mukherjee “Fumo e cenere” presentazione

E siamo a tre: un romanzo per ogni anno della storia dell’India a partire dal 1919 al 1947, aveva annunciato in una intervista Abir Mukherjee, così gli sarebbe piaciuto, costruendo una serie di thriller storici con ambientazione coloniale. La serie si apre con “L’uomo di Calcutta”, ambientato nel 1919, il cui protagonista è il capitano Sam Wyndham, veterano britannico della Grande Guerra, ora investigatore presso la polizia di Calcutta, cui è affidata la risoluzione dell’ omicidio di un alto funzionario britannico in un periodo travagliato dal terribile massacro di Amritsar e dai successivi disordini tra la popolazione; la serie continua con il secondo romanzo “Un male necessario”, ambientato nel 1920, nell’India a tempi di Gandhi; quindi il terzo “Fumo e cenere”, ambientato nel 1921 in cui il capitano Wyndham incappa in una serie di morti misteriose simili, ma apparentemente slegate, cui fanno da sfondo le proteste dei nazionalisti con le loro spinte verso l’indipendenza. Nelle sue ricerche sarà coadiuvato dall’assistente Banerjee, indiano, una scelta che mette ancora più in risalto la volontà dello scrittore di voler rappresentare nei suoi romanzi, data anche la sua doppia appartenenza e indiana e scozzese, il rapporto tra culture diverse non facili da conciliare nell’ambito di ciò che fu il colonialismo.

Chi è Abir Mukherjee: scozzese, quarantaseienne, il padre del Bengala, prima commercialista quindi scrittore di polizieschi dopo la vittoria in un concorso letterario.

E anche:

la recensione su mangialibri a “Un male necessario”

Luis Sepúlveda “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” recensione di Salvina Pizzuoli

Un romanzo breve ma denso e intenso: vari personaggi tratteggiati con maestria anche visti attraverso gli occhi degli altri, un mondo sconosciuto e solo immaginabile, la grande foresta amazzonica ecuadoriana, e forse per questo ancora più coinvolgente, come la lezione che vi si può trarre.

Faremo conoscenza con il dottor Rubicondo Loachamín, il cava denti con la sua poltrona girevole da barbiere e il tappetino cardinalizio dove appoggia e schiera le possibili protesi per le bocche sdentate dei suoi pazienti; il sindaco soprannominato la Lumaca per il sudore copioso di cui è sempre madido; Antonio José Bolivar Proaňo, il protagonista, che ha vissuto con gli indios shuar e ha imparato a conoscere la foresta e che legge solo romanzi d’amore, di cui centellina e ripete le parole per assaporarle meglio o conoscerle incontrandole per la prima volta:

Paul la baciò con ardore mentre il gondoliere, complice delle avventure dell’amico, fingeva di guardare altrove, e la gondola, provvista di soffici cuscini, scivolava dolcemente sui canali di Venezia[…] Che diavolo erano le gondole? Scivolavano sui canali. Doveva trattarsi di barche o di canoe […] Quanto a baciare, come diceva?, “con ardore”, come diavolo si faceva?

Aveva scoperto per caso di saper leggere ed era stata la scoperta più importante di tutta la sua vita perché sapendo leggere “possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia”.

Una bella pagina che scorre nella semplicità della verosimiglianza anche dentro un racconto crudo, un testo che si presta a diverse chiavi di lettura e di riflessione tra le quali la più evidente è l’omaggio ad un mondo naturale che sta scomparendo e ai suoi abitanti migliori, quelli che hanno imparato a conoscere la foresta pluviale davvero e a convivere con essa nel rispetto, senza sopraffazione, senza volontà di dominio e potere. Un racconto che si conclude con una lotta epica, tra l’uomo e il tigrillo, senza vincitori né vinti: c’è solo tanto dolore per i misfatti commessi nei confronti della natura.