“La fiera dell’est. Russia e Turchia alla conquista del Mediterraneo allargato”, di Nicola Lippolis, Paesi Edizioni

Nel saggio di Nicola Lippolis, le mire neo-ottomane di Erdogan, la sfida di Putin all’Occidente, il conflitto in Ucraina e le trappole del Medio Oriente. Un libro per comprendere l’attualità e risalire alla fonte della crisi

Il conflitto in Ucraina e l’instabilità del Mediterraneo, teatro di guerre e tensioni, continuano a mettere in discussione quegli equilibri occidentali che si ritenevano consolidati: cosa sta accadendo? A risalire alla fonte della crisi è lo studioso ed esperto di relazioni internazionali Nicola Lippolis che, nel nuovo saggio La fiera dell’Est. Russia e Turchia alla conquista del Mediterraneo allargato, propone un’analisi dell’epocale avanzamento delle due nazioni nell’area Mena (Medio Oriente e Nord Africa), a scapito soprattutto di Stati Uniti, Unione Europea e Italia.  

Gli attori in gioco e i teatri di crisi, l’ascesa di Mosca e l’avanzata turca, gli Stati Uniti in fuga e lo smarrimento dell’Europa, sono questi i punti attraverso cui l’autore studia e osserva lo scenario geopolitico attuale, risalendo fino alle origini della crisi che, da decenni, travaglia l’area del Mediterraneo e i suoi dintorni. Il saggio in particolare focalizza l’obiettivo sul ruolo, gli interessi e le interferenze della Russia e della Turchia.Forti di un approccio pragmatico e interventista in politica estera, Putin ed Erdogan in pochi anni hanno dominato le sorti di conflitti annosi, come quelli di Siria e Libia, mettendo a nudo i limiti di strategie e visioni di Stati Uniti e Unione Europea. «Quella tra Russia e Turchia in Nord Africa e Medio Oriente è una strana convivenza. Nessuna delle due potenze può ritirarsi dai teatri di crisi in cui è intervenuta. Nessuna delle due può vincere escludendo l’altra» scrive l’autore nel libro. Ma la loro sete di potere potrebbe spingergli a compiere nuovi passi falsi, riducendo al collasso i popoli e le nazioni che governano. Se Erdogan è stato sul punto di abdicare nel golpe dell’estate 2016, con l’invasione dell’Ucraina Putin ha inaugurato la stagione più difficile della Federazione russa da quando è alla guida del Cremlino.

«Il libro di Nicola Lippolis – sottolinea nella prefazione al volume Michela Mercuri, docente universitaria ed esperta di storia e geopolitica del Mediterraneo – riesce a delineare in modo chiaro e puntuale la complessità e la fragilità di questo spazio geopolitico, a partire dalla cosiddetta “sponda Sud” del Mare Nostrum troppo spesso dimenticata».

Nicola Lippolis, pugliese, classe 1976. Studi universitari in Scienze politiche, coltiva da anni la passione per gli affari internazionali. Ricopre un ruolo quadro nella Pubblica amministrazione. Ha compiuto missioni diplomatiche in diversi Paesi del Medio Oriente. Il suo ultimo impiego è stato nel Corno d’Africa.

Omaggio a Carlos Ruiz Zafón

La Quadrilogia dal titolo “Il cimitero dei libri dimenticati” si compone di: “L’ombra del vento”, ” Il gioco dell’angelo” (2008), “Il prigioniero del cielo” (2012), ” Il labirinto degli spiriti” (2016).

La vita è breve, soprattutto nella parte migliore, recita una frase inclusa nelle pagine de L’ombra del vento, il libro-fenomeno che fece dello scrittore catalano Carlos Ruiz Zafón, morto a Los Angeles dopo una lunga battaglia contro il cancro, uno dei romanzieri di massimo successo nell’intero mondo. È stato addirittura il narratore spagnolo più letto internazionalmente dopo il classico Cervantes”. Così scrive Leonetta Bentivoglio ( La Repubblica cultura 20 giugno 2020) nel suo ripercorrere gli eventi e gli scritti più conosciuti dell’autore spagnolo. Soffermandosi poi sul testo di maggior successo, ne traccia una breve sinossi e ne enuclea le caratteristiche: “La cornice integrante de L’ombra del vento è una Barcellona suggestiva e doppia: per un verso riflette gli ultimi lampi dell’onirico cosmo modernista; per un altro è segnata dai bagliori minacciosi della guerra e dalle oppressioni del franchismo. Protagonista è Daniel, condotto da suo padre, proprietario di una libreria specializzata in edizioni per collezionisti e testi usati, ad addentrarsi nei misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati. In questa necropoli, affondata nel cuore della città vecchia, enormi masse di volumi vengono sepolte dall’oblio. Quello scelto da Daniel, intitolato L’ombra del vento e firmato dal misterioso Julián Carax, diventa il motore stregato del suo viaggio esistenziale, guidandolo in un labirinto di intrighi celati nell’anima più antica e oscura di Barcellona”. 

 
 

“L’ombra del vento” è stato il primo vero bestseller planetario spagnolo del dopoguerra arrivando, tradotto in 36 paesi, a vendere 8 milioni di copie, un milione solo in Italia dove l’autore, Carlos Ruiz Zafon, morto oggi a Los Angeles a 55 anni dopo una lunga malattia, ha dei veri e propri fan. Era nato il 25 settembre 1964 a Barcellona, amata città che sarà al centro della maggioranza dei suoi libri, con Avinguda del Tibidabo, Els Quatre Gats in Calle Montsiò e Montjuic che sono i luoghi principali in cui si svolgono le vicende di Daniel Sempere, protagonista dei suoi romanzi più famosi, a cominciare dalla quadrilogia del “Cimitero dei libri dimenticati”. Lui stesso ne spiegava così l’origine: «Con il mondo sempre più popolato da media che vanno oltre il libro, pur avendo in esso la propria origine, ho voluto che la carta stampata si riappropriasse di ogni stimolo sensoriale, cercando di creare un’esperienza a 360 gradi. Tutto ha avuto inizio con un’immagine, quasi una fotografia mentale: una biblioteca per i libri che rischiano di andare perduti, libri salvati da chi crede nel loro valore. […].La quadrilogia, storia tra il poliziesco e il noir con echi metafisici e misterici si apre nel 2002 proprio con “L’ombra del vento” con sullo sfondo la città anni Quaranta, piegata dalla seconda guerra mondiale e oppressa dalla dittatura franchista, per proseguire nel 2008 con “Il gioco dell’angelo”, prequel ambientato negli anni Venti, in una Barcellona reduce dalla guerra ispano-americana.  […]( da Il Tirreno 20 giugno 2020 )

 
 
 
 
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La città di vapore recensione di Salvina Pizzuoli

“L’ombra del vento” un riuscito mix di generi narrativi


Omaggio a:

Elsa Morante

Italo Calvino

Curzio Malaparte

Raffaele La Capria

“NAZILAND. Quella macchia nera nel cuore d’Europa”, di Stefano Grazioli, Paesi Edizioni

in libreria da domani 5 agosto

Il politologo e giornalista esperto di cose tedesche e spazio post sovietico indaga nel libro le radici profonde del neonazismo, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai gruppi neonazisti armati riemersi oggi con il conflitto tra Russia e Ucraina, passando nei turbolenti anni Settanta e Ottanta delle Germanie divise

Odio razzista, xenofobo e antisemita: nella storia della Germania riunificata, la violenza targata estrema destra, nelle sue varie ramificazioni, ha lasciato una lunga scia di sangue che ha contagiato tutta Europa. La ricostruzione di come sia nata e dilagata questa macchia nera nel Vecchio Continente è racchiusa nel libro Naziland di Stefano Grazioli, politologo e giornalista che di cose tedesche e spazio post sovietico si occupa da vent’anni, lavorando a Colonia, Vienna e Kiev come autore freelance per testate italiane e straniere.
 
Le radici del neonazismo sono profonde, partono dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, passano nei turbolenti anni Settanta e Ottanta nelle Germanie divise e arrivano sino ai giorni nostri. La presenza di gruppi neonazisti armati in Europa è riemersa potentemente con il conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina, ed è stata documentata oltre ogni ragionevole dubbio. Wagner Group, Svoboda, Pravy Sektor. E ovviamente l’ormai famoso Battaglione Azov. Sono solo alcune delle sigle appartenenti al pantheon dell’ultradestra o venate di simpatie hitleriane, a vario titolo impegnate nei combattimenti in Ucraina tanto da un lato quanto dall’altro.
 
Impreziosito dalla prefazione di Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico e membro della Presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati, il libro di Stefano Grazioli è un’analisi agile e precisa su un pericoloso fenomeno che continua a gettare sul nostro continente l’ombra di un odioso passato che non riusciamo ancora a sradicare.

Stefano Grazioli – Da vent’anni si occupa di cose tedesche e di spazio post sovietico come autore freelance per testate italiane e straniere. Ha lavorato a Colonia, Vienna e Kiev. In italiano ha pubblicato tra l’altro La Galassia Neonazista in Germania e in Austria (2002), Vladimir Putin, la Russia e il Nuovo Ordine Mondiale (2003), Estremisti e leader carismatici nell’Europa d’oggi (2004), Gazprom il nuovo impero (2011), Putin 4.0 (2018), Ucraina 2009-2019, Appunti da un Paese che non c’è più (2019).

Satoshi Yagisawa “I miei giorni alla libreria Morisaki”, presentazione

Traduzione di Gala Maria Follaco per Feltrinelli

Una libreria, i libri, la lettura, nonché i lettori, protagonisti di questo romanzo giapponese ambientato a Jinbōchō, Tōkyō, il quartiere delle librerie.

Era la prima volta che venivo a Jinbōchō , dice la giovane Takako che, dopo un’esperienza sentimentale naufragata , decide di lasciare anche il lavoro per andare a vivere in un locale sopra la libreria dello zio Satoru dove appena arriva capisce di trovarsi in un quartiere particolare: su entrambi i lati della strada si vedevano librerie […] alcune erano più grandi […] ma quelle veramente particolari erano le più piccole. In tutto il mondo non c’è un quartiere di librerie grande come questo le aveva spiegato lo zio.

Ma non solo il luogo è protagonista.

Quei libri nascondevano storie. Qualcuno che nel leggere doveva essersi emozionato e aveva sottolineato a penna quella frase, oppure aggiunge. Mi capitò anche di trovare fiori secchi usati per tenere il segno. Quando succedeva li odoravo e fantasticavo su chi, quando e con quale stato d’animo li aveva infilati in quelle pagine ingiallite. Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri.

E la nuova esperienza sarà come scorrere pagine di un romanzo, pagine di vita vissuta da vite di carta, ma che si sviluppano e si connettono con quelle dei lettori, vite che si fanno letteratura.

E così la giovane Takako impara ad amare la vecchia libreria Morisaki, specializzata in letteratura contemporanea

Cosa s’impara leggendo?

Tante cose, risponde lo zio riscoperto da Takako dopo tanti anni di assenza,

Mi convincevo sempre più di non sapere proprio niente. Così è la vita. Un dubbio continuo. Non c’è anche una poesia di Taveda Santōka che ne parlava?

‘Ti fai strada tra i monti e trovi solo altri monti’

“Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con uno sconosciuto ossessionato da un misterioso romanzo e rivelazioni sulla storia d’amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare”(da Feltrinelli Editore).

e anche

Brevi note biografiche

Satoshi Yagisawa è nato a Chiba (Giappone) nel 1977. I miei giorni alla libreria Morisaki è il suo romanzo d’esordio, vincitore del premio letterario Chiyoda e bestseller internazionale.

Marzia Sabella “Lo sputo”, presentazione

 […] E non si accontentò di rivelare nomi, trame e assassinii, ma volle riempire le aule dei processi di gesti teatrali e di sputi temerari, tra disprezzo e derisione, che denudavano i mafiosi dell’aura del potere… (dal Catalogo Sellerio)

Una storia vera, una storia del Novecento, una vicenda che si muove dagli anni Quaranta e accompagna Serafina, una donna siciliana senza paura e riverenza che ebbe il coraggio di denunciare l’associazione mafiosa di cui essa stessa aveva fatto parte, fino alla morte.

Il racconto si muove in avanti e indietro dopo la tragedia che colpisce i suoi affetti più importanti, il compagno e il figlio uccisi per una faida mafiosa, tra processi e sentenze in vari tribunali italiani e altri avvenimenti della sua vita. Un racconto che non è solo documentazione storica ma che, grazie all’abilità narrativa della scrittrice, diventa una vivida pagina letteraria:

“[…] E immergendosi in queste profondità di interpretazione, colmando le lacune con il verosimile letterario e l’immaginazione, l’autrice, Marzia Sabella, che da magistrato inquirente conosce bene le implicazioni del costume mafioso, scopre un personaggio perturbante”.(dal Catalogo Sellerio)

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Brevi note biografiche

Marzia Sabella, magistrato siciliano, ha pubblicato Nostro onore (Einaudi, 2014)

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di luglio 2022

Alessia Gazzola e la nuova trilogia con Costanza Macallè

Luisa Gianassi “Cammini”

Omaggio a “Curzio Malaparte, vita e morte di un capitano di sventure”, di Diletta Pizzicori

Virginia Ciaravolo “D’improvviso si è spenta la luce. Storie di stupri lacrime e sangue”

Silvia Romani “Saffo la ragazza di Lesbo”

Elizabeth Strout “Oh William!”

Cynthia Barnett ” Il suono del mare”

Hannah Lynn “Il segreto di Medusa. Tutta un’altra storia”

“Donne d’America” a cura di Giulia Caminito e Paola Moretti

Roberta Castoldi “La formula dell’orizzonte”

André Aciman “Idillio sulla Higt Line”