Nadia Fusini “Maria” recensione di Leonetta Bentivoglio da La Repubblica Cultura

“María”, il nuovo romanzo di Nadia Fusini

Chi legge María di Nadia Fusini (Einaudi) non può fare a meno d’interrogarsi sull’ambiguità degli ingranaggi di attaccamento messi in atto dalle donne, sul masochismo diffuso nel loro modo di amare, sul frequente accavallarsi di amore e paura, sulla complicità che lega vittima e aguzzino in quella partita piena di sfumature contraddittorie che è la coppia.

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e su mangialibri le recensioni a un romanzo e a due saggi di Nadia Fusini

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Premio Strega verso la cinquina, da La Repubblica

Premio Strega al via “Ma metà candidati non erano all’altezza”

di RAFFAELLA DE SANTIS

Scelti i dodici concorrenti: ci sono Missiroli, Terranova e Scurati

Il primo passo è una strigliata garbata ma inequivocabile ai giurati dello Strega. Imprevista è arrivata ieri per bocca di Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, durante la conferenza in cui si annunciavano i dodici finalisti: «Molti dei 57 libri proposti non erano adeguati al premio». Et voilà, chi ha orecchie per intendere intenda. A proporre i romanzi da far scendere nell’arena sono gli Amici della Domenica, un massiccio plotone di 400 giurati tra i quali ci sono scrittori, giornalisti, editori, personalità del bel mondo della cultura italiana. Il pubblico presente ascolta, la frase sembra inizialmente scivolare via. La sala è affollata di agenti letterari, editori, uffici stampa e persone comuni richiamate all’Auditorium Parco della Musica dal festival Libri Come. I dodici apostoli, gli scrittori-messaggeri della Bibbia laica dello Strega, vengono annunciati. Tutto come previsto: Einaudi ha in campo due candidati, Marco Missiroli ( Fedeltà) e Nadia Terranova ( Addio fantasmi) e Antonio Scurati entra nel ruolo incalzante di favorito al podio con M. Il figlio del secolo (Bompiani).

Negli ultimi giorni si era alzata qualche polemica sul fatto che i 57 titoli proposti dagli Amici fossero troppi, insinuando il dubbio che il comitato direttivo, a cui spetta l’arduo compito di selezionare i dodici che si giocheranno a giugno la cinquina, non avesse materialmente il tempo di leggerli tutti. L’editore Elido Fazi interrompe la cerimonia animoso: «Ma come avete fatto a leggerli tutti? Tre libri al giorno?». Fazi non ha quest’anno candidati, interviene a briglia sciolta. Si procede.

Valeria Della Valle e Melania Mazzucco, sul palco in rappresentanza del comitato direttivo del premio, non si scompongono e spiegano le ragioni linguistiche e letterarie delle scelte. Marino Sinibaldi mostra il suo taccuino pieno di appunti come prova di serietà e ci scherza su. Ma se le cose stanno come Solimine sembra aver suggerito, forse la scrematura non deve essere stata difficile. Ci avviciniamo al professore per capire meglio. Non tergiversa: «Tra i 57 c’erano piccolissimi editori e autori non ancora maturi». È chiaro: «L’editoria italiana è in condizioni di difficoltà, molti cercano di godere di quel po’ di luce che lo Strega può dare. La verità? Dei 57 titoli, saranno stati una trentina quelli forti». Che tradotto vuol dire: quasi la metà delle proposte fatte dagli Amici erano mediocri, da scartare senza sensi di colpa.

Stempera Stefano Petrocchi, direttore del premio: «Non tutti gli Amici sono critici letterari, qui vince il loro gusto personale».

Tra i dodici in gara ci sono sette donne e ovviamente i grandi gruppi editoriali: Mondadori con Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario; Rizzoli con Il risolutore di Pier Paolo Giannubilo; Ponte alle Grazie con Città irreale, romanzo d’esordio di Cristina Marconi. Dentro due candidati della Nave di Teseo: Mauro Covacich ( Di chi è questo cuore) e Claudia Durastanti ( La straniera).

Gli altri finalisti sono: Nero ananas

di Valerio Aiolli (Voland); Quella metà di noi di Paola Cereda (Perrone); L’età straniera di Marina Mander (Marsilio); Lux di Eleonora Marangoni (Neri Pozza).

Tra le bocciature illustri: Carmine Abate e Mauro Corona, entrambi autori Mondadori, e Roberto Cotroneo (La nave di Teseo).

Lo Strega nello Strega si combatterà però in casa Einaudi, tra Terranova, che va guadagnando consensi , e il favorito della vigilia Missiroli, che ammette: «Sento i fucili puntati contro. Sono timido, devo imparare a danzare». Parte ora la corsa verso la cinquina.

Elisabeth Strout “Olive Kitteridge”

Dalla Quarta di copertina, hanno scritto:

Alessandro Baricco: “Le fotografie raccolte in Olive Kitteridge non le si riesce a guardare senza commuoversi” (La Repubblica)

Daria Bignardi:

“Un romanzo delicato, sottile ma anche brusco e sensibile come la sua protagonista” (Donna Moderna)

Elisabeth Strout, autrice statunitense, con Olive Kitteridge ha vinto il premio Pulitzer nel 2009.

Un romanzo dalla struttura narrativa particolare, ambientato in un piccolo centro della provincia americana, sull’oceano Atlantico: Crosby, nel Maine. La narrazione, che scorre a racconti tra le esistenze degli abitanti del piccolo abitato, la cui collocazione geografica e paesaggistica gioca un ruolo importante nella relazione tra individuo comunità e ambiente, ha come filo conduttore Olive Kitteridge, un’insegnate in pensione, acuta nel cogliere e leggere le reazioni degli altri e che sa essere pungente, pur nella sua onesta sincerità di pensiero. Forse per questo incute timore? Un raccontato, quello della Strout, che lascia nel lettore la netta impressione di partecipare anche ad una spettacolazione più ampia, che prevarica gli angusti confini e familiari e della piccola città, e indaghi sulla condizione umana, tra conflitti gioie e tragedie, insieme alle risorse e alla forza che richiedono per superarle tutte, nel bene e nel male. In questo contesto Olive Kitteridge è un personaggio forte, coraggioso, resiliente e pertanto indimenticabile: con la stessa spietata onestà sarà in grado di leggere dentro se stessa e dentro la propria esistenza.

S.P.

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Gaëlle Josse “L’attesa” recensione di Luigi Ripamonti da Il Corriere

Un libro sulla maternità. O, più precisamente, sull’essere madre. Qualcosa che nessun uomo potrà mai capire fino in fondo, ma che le pagine de L’attesa di Gaëlle Josse (tradotto da Elena Cappellini per Solferino) riescono a evocare in modo potente e struggente. Un inno alla vita declinato nell’amore inesauribile, inesausto e invincibile, che solo una madre può incarnare, ma che è anche poetica capace di valicare i limiti di genere. Il titolo non tragga in inganno: l’attesa non è quella canonica di 9 mesi, bensì una diversa, che può esserne metafora e percorre l’intera esistenza, per un figlio già nato a cui viene preparato un secondo grembo, nel quale sarà però impossibile vederlo crescere.

Un’opera femminile, non femminista, sebbene riesca, senza spreco d’inchiostro, a far percepire in modo chiaro e acuto la condanna che può talvolta rappresentare nascere donna…

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Giancarlo De Cataldo su La Repubblica: Wolfe di Rex Stout

Sono Wolfe e sfido il potere a viso aperto

di GIANCARLO DE CATALDO

Creato da Rex Stout, il detective anticomunista e antifascista che risolve delitti da una serra di orchidee può ancora insegnarci qualcosa: a partire dalla sua lotta alle violazioni dei diritti civili da parte di Hoover, allora capo dell’Fbi.

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l’ articolo di De Cataldo  su Agatha Christie

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l’articolo di De Cataldo su Poe

 su Maigret

su Padre Brown

I 57 candidati al Premio Strega, un articolo di Raffaella De Santis da La Repubblica

LO STREGA DEI DERBY DENTRO LE CASE EDITRICI

di Raffaella De Santis

Eccoci al cocktail Strega. con il listone degli aspiranti concorrenti: appena chiusi i termini di partecipazione, sono in tutto 57 le proposte di candidature al premio (sedici più dello scorso anno). Con un ingolfamento di titoli sotto gli stessi marchi. Einaudi aspira al podio con Marco Missiroli (Fedeltà), ma ha in campo anche un libro forte come Addio fantasmi di Nadia Terranova e la new entry Evelina Santangelo (Da un altro mondo).

Affollata Mondadori, cinque gli invitati: Mauro Corona (Nel muro), Benedetta Cibrario (Il rumore del mondo), Piero Sorrentino (Un cuore tuo malgrado), Antonio Dikele Di Stefano (Non ho mai avuto la mia età); Carmine Abate (Le rughe del sorriso).

Tre titoli per Rizzoli: Raffaella Romagnolo (Destino); Michele Vaccari (Un marito); Pier Paolo Giannubilo  (Il risolutore).

Nella galassia Segrate, i due Piemme: Carla Maria Russo

(L’acquaiola) e Emanuela E. Abbadessa (È da lì che viene la luce).

Qualche crepa allo Struzzo? Il fatto che Francesco Piccolo, autore Einaudi, sia lo sponsor di M. Il figlio del secolo (Bompiani) di Antonio Scurati è un segno.

Sarà un bel duello. Gli altri candidati Bompiani sono: Emanuele Altissimo (Luce rubata al giorno), Giulia Caminito (Un giorno verrà) e Roberto Pazzi (Verso Sant’Elena). Mentre Gems propone l’esordiente: Cristina Marconi con Città irreale, Ponte alle Grazie.

Si sta stretti anche tra gli editori indipendenti. Neri Pozza ha Francesca Diotallevi (Dai tuoi occhi solamente), Eleonora Marangoni ( Lux) e Silvio Perrella ( Io ho paura).

Ed è variopinto lo schieramento della Nave di Teseo: Roberto Cotroneo (Niente di personale), Mauro Covacich ( Di chi è questo cuore), Claudia Durastanti ( La straniera), Irene Di Caccamo ( Dio nella macchina da scrivere), Laura Pariani ( Il gioco di Santa Oca). A cui va aggiunta Chiara Ingrao in quota Baldini & Castoldi ( Migrante per sempre).

Tra le piccole novità la prima volta di DeAPlaneta Ghirghis Ramal (La colpa). C’è poi la marea dei piccoli: Fefé, Miraggi, LiberAria, Robin, Armando, Manni. E i medi: e/o (Arenaria di Paolo Teobaldi); Fandango ( Carnaio di Giulio Cavalli); Marsilio ( L’età straniera di Marina Mander); Marcos y Marcos (Ottanta rose mezz’ora) di Cristiano Cavina. È l’inizio.

Poi cadrà la mannaia del comitato direttivo, che il 17 marzo ridurrà a dodici i libri per la semifinale.

Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo” presentazione di Martina Castagnoli

Libri di viaggio, guide e link utili a chi ama viaggiare e conoscere altri paesi e realtà 

Per conoscere una nazione al di là dei luoghi comuni e delle mete turistiche, un tempo che non sia mordi e fuggi, un occhio capace di osservare oltre a guardare e un orecchio che si dia il tempo di ascoltare anche le cose sussurrate, sono gli elementi fondamentali con cui entrare nel profondo dell’anima di un paese e soprattutto della sua gente; é quello che fa Alberto Bile, nell’ottimo libro “Una Colombia – canzone del viaggio profondo” (ed Polaris) con cui inauguriamo la rubrica “narrativa on the road”. Una di mille Colombie, quella che racconta lo scrittore, dopo anni di studi e di mesi trascorsi nel paese più a nord del Sud America, scremandola dagli immaginari da cartolina ma anche dagli scenari terrorizzanti che la etichettano solo come un paese di narcotrafficanti ed assassini. Bile con delicatezza e spirito da vero viaggiatore, si mescola tra la gente di strada e ci porta per mano a perderci nelle parole e nelle storie dei “cuenteros de la calle” i racconta storie di Bogotà, a ballare la “Champeta” con l’altra faccia di Cartagena, ci fa sentire addosso il sole duro della Guajira e la pioggerellina fitta dei paesi andini fuori dalle rotte turistiche… e, lasciandosi cullare da uno stile asciutto e ben calibrato, alla fine del libro avrete sulle labbra il sapore di un paese di splendore e miseria e di innegabili bellezze.

 Martina Castagnoli

leggi anche la recensione del libro su Rainews

Il volume è disponibile nella Libreria On the road di Firenze in via Vittorio Emanuele 108 (pza Giorgini), 13,00 £

Comunicazione: libri di viaggio, guide e link utili a chi ama viaggiare

A partire dal mese di Marzo e precisamente da lunedì 11, tuttatoscanalibri si arricchirà di una nuova rubrica dedicata ai libri di viaggio, guide e link utili a chi ama viaggiare.

Un appuntamento mensile con Martina Castagnoli, della Libreria On the road di Firenze, che presenterà libri di narrativa e cronaca on the road o proporrà vari materiali e collegamenti.