Antonino De Francesco “Tutti i volti di Marianna” recensione di Corrado Augias da Il Venerdì La Repubblica 9 febbraio

Scrittori che vivono in Toscana e la raccontano: Marisa Salabelle “L’ultimo dei Santi”

 

 

 

Marisa Salabelle è nata a Cagliari ma vive a Pistoia da molto tempo e nell’Appennino ha ambientato i suoi romanzi.

“L’ultimo dei Santi” da cui è tratto il brano che presentiamo.

 

 

Qui una recensione

e anche qui

A questo link le pagine di Marisa Salabelle

 

Scrittori toscani? Sì, ancora… con due autori contemporanei

Gentili lettori, concludiamo questo primo incontro con gli scrittori toscani di ieri e di oggi con due autori contemporanei:

 


venerdì 14

Gigi Paoli, giornalista fiorentino, con un brano tratto dal suo romanzo d’esordio

“Il rumore della pioggia”

che si apre con uno degli scorci più amati della città

 

 

 

 

e sabato 15

Marisa Salabelle, nata a Cagliari ma vive a Pistoia da molto tempo e nell’Appennino ha ambientato i suoi romanzi. “L’ultimo dei Santi” da cui è tratto il brano che presentiamo.

 

Silvia Volpi “Alzati e corri direttora” un articolo da Il Tirreno 11 febbraio

L’incontro con la scrittrice pisana
ha inaugurato la rassegna in biblioteca

“Alzati e corri direttora”
I segreti del giallo
di Silvia Volpi

CECINA. Perché è approdata al genere giallo; perché ha scelto una protagonista “anomala” rispetto al panorama di detective e poliziotte: Elsa Guidi è infatti la direttora del quotidiano La Piazza; perché ha ambientato la prima indagine della sua beniamina a Pisa… Venerdì scorso, 7 febbraio, nella biblioteca comunale di Cecina, Silvia Volpi, giornalista e segretaria di redazione del Tirreno, ha presentato il suo libro “Alzati e corri, direttora”, romanzo giallo edito da Mondadori nell’aprile scorso, già ristampato e vincitore del premio “Giallo d’amare” in Versilia, come “esordiente dell’anno”. Silvia Volpi è stata intervistata dalla giornalista Maria Meini, caposervizio del Tirreno. L’incontro è stato introdotto da Claudia Barlettani, responsabile della biblioteca, ed ha inaugurato la rassegna “I venerdì in biblioteca. Gialli… al femminile”, organizzati dal Comune di Cecina e dalla biblioteca comunale Emilia Levi. Nel testo la direttora e il suo giovane cronista di nera Tommaso Morotti, il “Moro”, si trovano ad indagare in prima persona sulla strana morte di un elettricista precipitato dalla finestra di un palazzo a due passi dalla Torre di Pisa. Sembra un suicidio, ma man mano che la storia si dipana emerge chiaramente che si tratta di un omicidio. E per scoprire il colpevole, Elsa Guidi, direttora con la passione sempre viva per la cronaca, si mette alla ricerca della donna: cherchez la femme… Una storia ben congegnata e dal ritmo serrato.La direttora runner e il suo giovane nerista hanno già conquistato il gradimento di molti lettori. Nel romanzo altri personaggi si animano all’interno della redazione della Piazza (che ha la sede davanti alla chiesa della Spina). All’interno e all’esterno del giornale… con un percorso privilegiato verso la direttora. Silvia Volpi ha svelato che è già pronta la seconda indagine di Elsa Guidi. La direttora sarà protagonista di un altro libro, di cui è già completata la prima stesura. E chissà che la saga non approdi anche in tv… —

Vai a leggere uno stralcio dal romanzo  e anche l’intervista di Nicola Stefanini

Arianna Farinelli “Gotico americano” recensione di Salvina Pizzuoli

 

 

Arianna Farinelli nata a Roma vive dal 2001 negli Stati Uniti dove insegna Scienze Politiche al Baruch College della City University di New York; è questo un aspetto importante della sua biografia per comprendere meglio questo romanzo d’esordio, ambientato durante l’elezione di Donald Trump, in cui presenta vari aspetti della società statunitense contemporanea. Il tema conduttore è quello dei diritti negati siano essi familiari, siano essi sociali o politico-economici, l’esclusione, il diverso, il nemico, l’emarginazione delle minoranze.

Tra le prime esperienze americane di Bruna, la protagonista, una italiana che per amore va a vivere negli Stati Uniti e  che come l’autrice insegna Scienze Politiche, l’incontro-scontro con la famiglia italo americana del futuro marito Tom, studente modello e futuro medico. Qui l’autrice metterà in luce il retaggio di quanto vissuto dagli emigrati italiani per raggiungere, con impegno,  fatica, sacrifici e rinunce, uno status sociale riconosciuto nella buona società, retaggio che influenzerà e peserà non solo sulle loro vite ma anche sulle scelte dei figli condannati a mantenerlo. Interessante e ben tratteggiata la figura della suocera, Amanda, figlia di bottegai divenuta docente universitaria, chiusa negli ideali perbenisti, senza riuscire a vedere oltre questi limiti e limitazioni nonostante l’ alto livello di cultura conquistato, ma che sa solo imporre, coadiuvata dal marito completamente assoggettato. 

Questa prima esperienza accompagnerà la protagonista dentro tutto il romanzo con sviluppi che la vedranno allontanarsi dal marito e dalla famiglia di lui per salvaguardare i due figli, Mario con problemi ad identificarsi in un corpo maschile e la figlia maggiore, Minerva, sensibile e acuta, forse troppo, e candidata ad una maggiore sofferenza.

Bruna conoscerà anche l’amore clandestino nato per caso con uno dei suoi studenti. Nel racconto della sua relazione con Yunus, afro-americano, il romanzo si sofferma sul tema del razzismo, ancora perdurante; attraverso le esperienze e il memoriale di Yunus, “Gotico americano” appunto, saranno messe in luce le vicissitudini infantili e successive che lo hanno deprivato degli affetti fondamentali, la volontà frustrata di riuscire ad emergere, tutti i motivi per cui seguirà, per proteggerlo, l’unico brandello di “famiglia” che gli è rimasto, e partirà con Mohammed verso una guerra non sua, assoldato dell’ISIS.

Dalla Nota dell’Autrice:

[…] come esseri umani siamo tutti titolari degli stessi diritti inalienabili: il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, proprio come scritto nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America

I consigli di Martina Castagnoli: Paola Mastrocola “Non so niente di te”

Succede che a volte, spesso, da figli brillanti e diligenti ci si aspetti, dandolo per scontato, un percorso di vita lineare che li porti ad intraprendere carriere prestigiose, coronate da famiglie “da mulino bianco”.
Tutto per buona pace e vanto dei genitori. Ma a volte i piani non vanno secondo le tanto agognate previsioni e si scopre che in fondo, di quel figlio tanto perfetto, non si sapeva niente. Di questo parla lo splendido e commovente “Non so niente di te” dell’ottima e pluripremiata Paola Mastrocola.

Parla di Filippo, un giovane e brillante economista, che un bel giorno fa perdere tracce di sé; e di una coppia di genitori, i suoi genitori, che nella totale incomprensione di cosa sta succedendo dovranno fare i conti con chi è davvero il figlio. Un romanzo di viaggio, perché vi troverete a seguire Filippo in ogni suo spostamento, alla ricerca delle tessere che ricompongano il puzzle, fino ad arrivare a capire che quello che sta cercando è la cosa più semplice e allo stesso tempo più complessa del mondo…

Il libro è disponibile in libreria:

Paola Capriolo “La grande Eulalia e Il nocchiero” recensione di Salvina Pizzuoli

“La grande Eulalia” è una raccolta di quattro racconti, esordio dell’autrice nel 1988. Quattro racconti, quattro mondi nei quali il lettore entra seguendo la limpida prosa che lo sa incantare e guidare, come una musica, in un mondo ammaliante, dentro una favola bella.  Ma il mondo nel quale il lettore entra non è poi così scevro da affanni e dolori o da quell’impalpabile desiderio che vi aleggia di ricercare senza in effetti mai trovare, come ne “La donna di pietra” o come ne “Il gigante” dove protagonista è la musica o meglio il duetto che si apre e articola a distanza tra due “prigionieri”: il primo chiuso in una lontana e isolata prigione e l’altro, una giovane donna, ugualmente prigioniera, sebbene non rinchiusa, e riscoprirla nelle “Lettere a Luisa”, il racconto successivo, nell’esperienza trasposta che di lei riferisce  il prigioniero.

Attraverso un mondo di risonanze mitologiche, classiche e fantastiche, l’autrice ci conduce per mano a guardare con occhi nuovi mentre con la sua scrittura evocativa sa far emergere suggestioni nascoste, attanagliate tra maglie stringenti e sulle quale librarsi. Racconti ai quali l’etichetta di fantastici è poco rispondente in quanto li delimita e li definisce; in effetti la parola, la bellezza insieme all’arte, ne sono protagoniste.

In questa nuova edizione anche il racconto lungo “Il nocchiero”. Nella postfazione curata dall’autrice si legge la volontà di lasciare quanto scritto nella sua versione originaria e ci svela i fatti reali all’origine della sua trasposizione narrativa: nella prigione di Spandau viveva come unico recluso l’ultimo superstite di gerarchi nazisti, Rudolf Hess, alla cui morte l’edificio in cui era imprigionato sarebbe stato demolito e per “Il nocchiero” fu ispiratore il documentario sulla shoah di Claude Lanzmann. E precisa che in quei racconti:

non volevo parlare della realtà, descriverla, raccontarla nella sua concretezza: volevo, piuttosto, trasporla in una dimensione senza tempo che per me coincideva con il compito della scrittura.

Scrittori toscani di oggi: Pina Bertoli uno stralcio da “Infondate ragioni per credere nell’amore”

Pina Bertoli, lucchese, in questo suo romanzo racconta, sullo sfondo delle vicende di Francesco e Maria, la Versilia e Lucca dagli anni ’50 fino ai ’90.

Leggi lo stralcio dalle pagine del romanzo

e anche:

A questo link il sito di Pina Bertoli

“Il mestiere di leggere”

dedicato ai libri, alla musica e all’arte.

A questo link la recensione su tuttatoscanalibri del romanzo da cui sono tratte le pagine presentate.

Scrittori toscani? Sì ancora… Renato Fucini tre bozzetti da “All’aria aperta”

Gentili lettori, continuiamo la nostra rassegna letteraria sugli autori toscani di ieri e di oggi o che scrivono o hanno ambientato le loro opere in Toscana, con tre bozzetti  di Renato Fucini da

“All’aria aperta”

più due poesie dalla raccolta “Ombre” Gente etrusca e Castelli in aria

 che si aggiungono a

“Il ciuco di Melesecche”

 

“Il rimedio pei topi” e   “Il Dodolo”  dalle “Novelle toscane” di Ferdinando Paolieri

e, per gli autori toscani contemporanei, al racconto di Alessandro Pagani “Breve racconto onirico”

 

e di Oreste Verrini con uno stralcio da “Madri”

 

 

 

 

e ancora:

sabato 8 febbraio per gli autori toscani contemporanei

uno stralcio dal romanzo di

Pina Bertoli Infondate ragioni di credere nell’amore

Non mancate e buona lettura a tutti !