Björn Larsson “La vera storia del pirata Long John Silver”, presentazione

“Accingendosi a scrivere una vita di John Silver, Björn Larsson affronta una scommessa difficile al limite dell’azzardo. Qualcosa di simile a scrivere la biografia di un demone o di un genio della bottiglia, di un essere apsicologico e magico per eccellenza. La biografia di un sogno, apparso in forma di incubo a un giovane nelle notti in tempesta, poi incarnatosi sotto mentite spoglie, poi, dopo varie scelleratezze, scomparso nel nulla. Come riempire quel nulla con una sostanza credibile? Non so come[…] ma l’autore è riuscito a superare l’ostacolo e vincere la scommessa” (dalla postfazione di Roberto Mussapi)

La prima edizione del romanzo risale al 1998 con il titolo originale “Long John Silver” per la traduzione di Katia De Marco; l’autore ne ricostruisce la vita, come si legge nelle pagine che precedono l’apertura: L’avventurosa  e veritiera storia della mia vita e delle mie imprese di uomo libero, gentiluomo di ventura e nemico dell’umanità. Nella finzione letteraria è proprio lui a raccontarla in prima persona.

Ma chi era John Silver?

L’indimenticabile personaggio dell’Isola del tesoro di Stevenson. Il pirata con una sola gamba che al termine del romanzo si dileguerà e che scomparirà, per volontà del suo autore, senza che di lui si sappia più nulla; una figura certamente negativa, ma non del tutto, ambiguo, aggiunge il commentatore Mussapi nella sua postfazione, il cui fascino si fonda proprio “sull’ambiguo atteggiamento di Jim, (il protagonista del romanzo), e di Stevenson nei suoi confronti”.

[…]“fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. […] Ma è a un personaggio letterario che è affidato il compito di rivelare la “verità”, un personaggio cosciente di esistere solo nelle parole, che dialoga in un pub di Londra con Defoe fornendogli notizie per la sua storia della pirateria, che risponde a Jim Hawkins dopo aver letto L’Isola del Tesoro, e che, in quel continuo gioco di rimandi, indaga sul rapporto tra realtà e invenzione, sete di vivere e bisogno di immortalità, solitudine e libertà, con la consapevolezza che non esiste altra vera vita di quella che raccontiamo a noi stessi”.(da Iperborea)

Brevi note biografiche

Björn Larsson è nato a Jönköping nel 1953, docente di letteratura francese all’Università di Lund, filologo, traduttore, scrittore e appassionato velista, è uno degli autori svedesi più noti anche in Italia. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Grinzane Biamonti, Premio Elsa Morante, Premio internazionale cultura del mare, Premio Boccaccio Europa e il prestigioso Prix Médicis in Francia. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati in Italia da Iperborea, La vera storia del pirata Long John SilverIl Cerchio CelticoIl porto dei sogni incrociatiI poeti morti non scrivono gialli e L’ultima avventura del pirata Long John Silver.(da Iperborea Autore)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Nel nome del figlio

Milena Ri “Ineluttabile incontro di sguardi”, presentazione

La silloge di poesie che Milena Risi regala al lettore è come un diario di bordo poetico, dove frammenti di vita e quotidianità si assemblano come in un puzzle. Il libro raccoglie anche la sfida, la consapevolezza di aver sempre una seconda possibilità per prendere in mano la nostra vita: unica e irripetibile. Ma anche l’unicità di essere sé stessi impastando la nostra vera essenza per renderla ricca, modellarla e trasformarla. Attraverso le parole c’è il rigenerarsi, un assaporare quei sentimenti che ci governano nell’intimo, spesso con l’amore che aleggia nell’aria con un vecchio ricordo quasi ad afferrarlo e riviverlo. 

Ineluttabile incontro di sguardi è un albero della vita che Milena Risi pianta per il lettore: ogni verso è un ramo rigoglioso.(da Perrone Editore)

Spigolando tra le pagine…

E brevi note biografiche dalla Quarta di Copertina

Carlo Banchieri “Mimosa non è un fiore”, presentazione

Il romanzo racchiude un intreccio di situazioni particolari e difficili ed è nato perché c’era bisogno di raccontare anche le storie di cui nessuno parla, quelle dei meno fortunati e dei più soli. 

I personaggi del libro sono in maggioranza donne. Come la protagonista che nella vita incontra tante difficoltà e a cui fa fronte con una grande tenacia. 

Storie di solitudine e speranza, di sofferenza, storie in un modo o nell’altro ignorate.

Ma il bello dello scrivere è poter modellare la realtà e renderla migliore e così è nato il libro che è una storia sul riscatto, sulla speranza, sull’amore materno, sulla perseveranza. 

È una storia su e per la città di Livorno, il racconto di un’alluvione, quella del 2017, che ha distrutto e cambiato la vita di tanta gente. 

Carlo Banchieri 

Alcuni stralci per entrare nel cuore della storia narrata:

Eccolo, il simbolo più forte di quella devastazione. Una strada che conduceva verso il mare, che nell’immaginario dei livornesi è sempre assolata, baciata dal sole, lontana dalle giornate umide e fredde durante le quali le donne si proteggono negli scialli, ardente e viva per via del vicino mercato che si tiene ogni venerdì mattina.

La guerra di Guya finiva ogni sera quando si addormentava con la sua piccolina e ripartiva puntualmente dopo qualche ora, al mattino presto. Una guerra da combattere c‟era sempre. Perché Guya era sempre stata sola, perché non si era mai arresa alle ingiustizie della vita, perché sapeva che se si fosse fermata, Tessa non avrebbe avuto un domani.

Gli anni di Mimosa erano stati vissuti tenendosi sulla superficie della vita e la sua esistenza era stata molto simile a quella di un tronco inerte che, trasportato dalla corrente di un fiume in piena, sarebbe rimasto a galla senza sapere dove sarebbe finito. 

Lei le armi per combattere la vita le aveva avute tutte, ma era la dimostrazione vivente che non bastava avere i soldi o delle buone maniere, se non si aveva lo spirito per affrontare le avversità.

Per saperne di più:

da Il fatto quotidiano e la video intervista all’autore

e

da Edizioni La gru : Altri scritti e brevi note biografiche dell’autore

e la sinossi

IL LIBRO | Una madre che lotta per crescere sua figlia, una donna sola e chiusa in sé stessa, una città ferita. Questa è una storia di speranza e di resilienza, una storia di amore materno, di cadute nel fango e di rinascite. Un romanzo che racconta i giorni successivi all’alluvione di Livorno del 2017 e l’incontro tra due donne che cambierà per sempre le loro vite.(da Edizioni La gru)

Ugo Savoia “Bombe su Milano. Ottobre 1942, i testimoni raccontano”

La recensione su Libri Panorama: il libro che racconta la seconda guerra mondiale meneghina

 24 ottobre, 1942: la città di Milano viene bombardata durante il conflitto mondiale. Alcuni testimoni – tra cui Piero Bassetti, Natalia Aspesi, Marco Garzonio – rivivono quella giornata, raccontando alle nuove generazioni la fame, i rumori dei bombardieri nel cielo della città, il sibilo degli ordigni prima di toccare il suolo, l’odore nauseabondo che saliva dalle macerie. Un incubo, quello della guerra, che troppo spesso vediamo tornare con tutta la sua violenza: da quella Milano all’Ucraina di oggi il paragone per chi c’era è rapido e inevitabile.

Ugo Savoia, attraverso il potere della testimonianza, ci regala così un’occasione per comprendere il presente attraverso le memorie di un passato da scongiurare. 

 UGO SAVOIA 

Giornalista, è stato direttore del «Corriere del Veneto», caporedattore e capocronista del «Corriere della Sera». Ha lavorato anche per «La Notte», «il Giornale» di Montanelli e «Il Sole 24 Ore». Dal 2018 è coordinatore didattico del Master in Giornalismo dell’Università IULM.(la sinossi e le note biografiche da Castelvecchi Editore) 

Desy Icardi “La fotografa degli spiriti”, presentazione

Nella Torino di inizio Novecento, il giovane Edmondo Ferro ha cominciato da poco la sua carriera di avvocato mentre nelle campagne piemontesi, dove regnano incontrastati duro lavoro e povertà, una ragazza è costretta a imbarcarsi per terre lontane: due destini paralleli che si incontreranno sorprendentemente in una storia sulla capacità di assecondare le proprie inclinazioni nella ricerca della vera felicità”( dal Catalogo Fazi Editore).

 Desy Icardi ne La fotografa degli spiriti si dedica al quinto senso: la vista. 1908 Torino: l’avvocato Ferro, già incontrato ne La biblioteca dei sussurri, lavora lontano dalla sua vera passione, la lettura, per fare chiarezza su un’attività di alcune medium alla moda nei salotti borghesi; Monsù Bardella, fotografo,  e consorte, arrotonda le entrate alla ricerca di fanciulle delle campagne piemontesi costrette dalla miseria alle nozze per procura con italiani emigrati in Argentina che vogliono ottenere il piccolo appezzamento di terreno promesso dal governo alle nuove coppie. A fine luglio, nel porto di Genova i coniugi Bardella si imbarcano sul piroscafo Sirio: c’è Nerina, destinata a sposare un vedovo benestante, le sorelle Cerrato, Pia Martinot, Anita Amerio, dama di compagnia oltreoceano per volontà del cugino; ma sarà Pia a diventare ben presto protagonista: impiegata come aiutante dal Bardella scoprirà la passione per la fotografia. A inizio agosto il Sirio naufraga.

Nel romanzo, che procede a capitoli alterni, le vicende dell’avvocato e quelle di Pia s’intrecciano nel finale.

“Desy Icardi prosegue la sua serie di libri sui cinque sensi con un romanzo interamente dedicato alla vista e alla capacità, mai scontata, di saper cogliere le occasioni. Al centro del racconto l’arte della fotografia in tutte le sue manifestazioni e una ragazza con una fervente curiosità, che sarà in grado di cambiare per sempre il corso della sua vita. La fotografa degli spiriti è una storia avvincente ed emozionante sull’importanza di trovare la propria strada inseguendo le passioni più vere”.( dal Catalogo Fazi Editore)

Della stesa autrice su tuttatoscanalibri

La biblioteca dei sussurri

La ragazza con la macchina da scrivere 

Shirley Jackson “Un giorno come un altro”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Il cinquanta per cento della mia esistenza è dedicato a lavare e vestire i bambini, a cucinare, a lavare piatti e vestiti […] dopo che ho messo tutti a letto, mi giro verso la mia macchina da scrivere e provo a… bè, a creare ancora una volta qualcosa di concreto […] Per tutto il tempo mi racconto storie […] uno scrittore scrive sempre, vede tutto attraverso una foschia sottile di parole, e adatta piccole descrizioni veloci a tutto ciò che vede (dalla biografia dell’autrice di Mason Currey)

I racconti proposti da Adelphi nella traduzione di Simona Vinci e pubblicati per la prima volta in italiano, sono testi brevi editati dall’autrice su varie riviste statunitensi tra il 1943 e e il 1968.

Colpiscono per le tematiche che affrontano, lontane dalle situazioni terrificanti dei romanzi che l’hanno resa famosa (L’incubo di Hill HouseLa lotteria e Abbiamo sempre vissuto nel castello).

Prevale un’ ironia sottile e amara che permea il quotidiano delle vite dei tanti e vari protagonisti e soprattutto protagoniste; presenta vicende apparentemente semplici di vite stereotipate, una quotidianità e una normalità inquiete negli accadimenti e nelle contraddizioni degli individui che popolano la società americana degli anni Cinquanta, vite in cui si insinua il magico e il soprannaturale quasi facesse parte del tutto, della naturalità delle cose.

Ma in fondo alla lettura nessuna vita ha accesso a quella serenità che pare cercare e a volte trovare come in Magia di famiglia o ne La moneta dei desideri. Resta un dubbio, spesso palesato, come nel racconto che dà il nome a tutta la raccolta Un giorno come un altro con le noccioline in cui Mr Johnson è un uomo che gira per New York per un’intera giornata, compiendo buone azioni senza alcun tornaconto ma che tornato a casa trova la propria moglie che per tutto il giorno ha svolto un compito esattamente opposto e con la quale l’indomani si scambierà il ruolo!

“Nessuno meglio di Shirley Jackson conosce «il male incontrollato» che si cela sotto la più linda e ordinata delle superfici. E solo lei sa mescolare assurdo, comico e spaventevole – avvelenata mistura –, portandoli alle estreme conseguenze con un’economia del dettato e un’acutezza del dettaglio del tutto inconfondibili” (dal Catalogo Adelphi)

Brevi note biografiche

Shirley Jackson (1916 – 1965) scrittrice e giornalista statunitense divenne nota per il romanzo La Lotteria (1948) e per L’incubo di Hill Hause (1959).

per saperne di più sulle opere:

Il Libraio

mangialibri

Federica Tordella “Il silenzio nel mondo di Kugiso”, LFA Publisher

Kugiso è strana. Così la descrivono gli altri, quelli che su di lei hanno delle aspettative. Ma lei non riesce ad assecondarli. Ha altro da fare: fuggire sulle montagne e lassù cercare “l’oltre”.

Durante un’eclissi di sole, mentre tutta la sua famiglia guarda il cielo dal terrazzo, si assenta per pochi minuti. Quando torna, tutta l’Umanità è sparita. Improvvisamente si ritrova sola al mondo. Sconcerto, paura. Sopravvivenza.

Inizia per lei una nuova vita in quello che lei stessa definisce il Nuovo Mondo di Kugiso, dominato dalla Natura e da un immenso Silenzio. Intrappolata in questa dimensione, potrà relazionarsi solo con sé stessa…

“Kugiso è una meravigliosa protagonista, ottimi anche i vari colpi di scena che si trovano nel mezzo della storia, che rendono le vicende ancora più originali, uniche e avvincenti!”.

Brevi note biografiche

Federica Tordella È nata nel 1972 a Ivrea (TO), dove vive tuttora con marito e figli.

Diplomata al Liceo Linguistico e laureata in Economia e Commercio presso l’Università di Torino, lavora attualmente presso un istituto bancario. È un’accanita lettrice, amante della corsa e appassionata di montagna, passioni queste che si ritrovano nel romanzo. Fin dagli studi liceali ha sempre avuto la voglia di cimentarsi nella scrittura, ma solo recentemente ha deciso che era giunto il momento di provarci seriamente.” È candidata come migliore autrice 2022/23.

Il silenzio nel mondo di Kugiso è il suo romanzo d’esordio, edito dalla Casa Editrice LFA Publisher, disponibile in versione cartacea con copertina flessibile.

Il libro è stato portato dalla casa editrice alle edizioni 2021 e 2022 del Salone del Libro di Torino e a Roma, al salone della piccola e media editoria 2022. Con esso ha vinto il terzo premio ex aequo al Premio letterario dei Monti Lepini 2022 e il premio come finalista ex aequo al Concorso Nazionale di Narrativa e Poesia Argentario 2022.

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate a dicembre 2022

Michele Greco “In buone mani”

Daniela Alibrandi “L’ispettore Supply, le mozzarelle scomparse e altre fantastiche storie”

Un libro per Natale!

Wilbur Smith con Mark Chadbourn “Lotta tra Titani”

Michiko Aoyama “Finché non aprirai quel libro”

Matzumoto Seicho “Il dubbio”

Virginia Ciaravolo “D’improvviso si è spenta la luce. Storie di Stupri, lacrime e sangue”

Flora Fusarelli “Le deboli”

Alda Merini “Ogni volta che ti vedo fiorire”. Poesie inedite a cura di Alberto Casiraghy

Un romanzo ispira un cammino

Buona lettura e buon 2023!

Adrienne Monnier “Rue de L’Odéon. Storia di una libreria che ha fatto il Novecento”, presentazione

Ripubblicato da Bordo Libero, la Casa Editrice nata di recente a Messina, con la traduzione di Elena Paul, ritorna in libreria un testo scritto da Adrienne Monnier (1892-1956) prima donna in Francia a fondare autonomamente la libreria La maison des amis des livres, in Rue de L’Odeon a Parigi il 15 novembre del 1915, che diventerà un punto di riferimento culturale nel Quartiere latino durante il primo Novecento insieme all’altra Shakespeare &Co. dell’amica Sylvia Beach.

Un diario, una pagina importante, una testimonianza pulsante della vita letteraria del periodo, della storia dell’editoria, sul mestiere dello scrivere, al cui interno rivivono nomi illustri di grandi protagonisti della letteratura del tempo. Un personaggio eclettico la Monnier che a soli 23 anni si avventura a costruire una libreria e a raccontarla raccontandosi in questo libro-diario: una poetessa, una saggista, una traduttrice, editrice della prima traduzione in francese dell’Ulisse di Joyce. E, come si legge nella sinossi “il libro è l’autoritratto di una donna e al contempo l’evocazione della straordinaria atmosfera che seppe creare attorno a sé. “Rue de l’Odéon” è un omaggio alla letteratura e ai mestieri che ispira”.

Per saperne di più sulla Libreria e su Adrienne Monnier

Per saperne di più su Bordo Libero la neonata Casa Editrice che ha rieditato il libro della Monnier

“Ucraina alle radici della guerra. Tutti i perché sull’invasione russa”, Paesi Edizioni in collaborazione con East Journal

a cura di  Matteo Zola

«Questo libro è utile per capire come è nata questa guerra – scrive Anna Zafesova nella prefazioneUtile per seguirne gli sviluppi futuri. Utile per cercare di immaginare le prospettive, dell’Ucraina, della Russia, dell’Europa. Necessario per non cadere nelle trappole della manipolazione e della propaganda, un fronte che passa sul monitor di tutti noi, in una guerra che almeno nell’informazione è già mondiale».
 

Non esiste una ragione che basti da sola a spiegare il conflitto in Ucraina. Non c’è un’unica spiegazione, una singola motivazione all’origine del disastro. Tanti sono i perché da porsi sull’invasione russa e sono raccolti tutti nel libro Ucraina alle radici della guerra, un saggio a cura del giornalista e professore di lettere Matteo Zola, direttore responsabile del quotidiano online East Journal e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI.
 
L’aggressione russa è certo l’esito estremo, e ingiustificabile, di un processo di trasformazione che ha investito l’Ucraina e lo spazio post-sovietico negli ultimi trent’anni. Ma molteplici fatti (prioritari o secondari), diversi interessi (grandi o piccoli) e varie ambizioni (plausibili o infondate) hanno condotto alla deflagrante emersione di un conflitto profondo, che agitava da tempo Paesi di cui l’opinione pubblica occidentale ignorava, o almeno sottovalutava, problemi, tensioni e mutamenti.
 
Cercare oggi spiegazioni facili, univoche e settarie non aiuta a capire. Ecco allora un libro costruito per capitoli che affrontano i principali miti e luoghi comuni sull’Ucraina, un testo senza pregiudizi e ricco invece di risposte utili a spiegare i meccanismi politici, economici e sociali del conflitto.
 
Dalla Crimea alla Nato, dal Donbass al nucleare, nel volume sono presenti i racconti di quello che succede a Kiev e dintorni con lucidità e serietà, senza censure e senza esaltazioni, svelando pagina dopo pagina tutti i perché sull’invasione russa.

Matteo Zola – Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. Ha scritto per numerose riviste e giornali (EastWest, Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso ed è autore di Congo, maschere per una guerra e di Revolyutsiya – La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile, entrambi per Quintadicopertina (2015).