Igino Ugo Tarchetti “Tre racconti gotici” con una premessa sulla Scapigliatura e note a cura di Alessandro Ferrini

Dalla Prefazione

I tre racconti proposti, a partire da Osso di morto hanno in comune il tema della morte, sentimento onnipresente, traslato in situazioni extrasensoriali e nel misterioso, nel sogno come portatore di premonizione e nell’onirico, dimensione extra reale, ma tangibile come in Le leggende del castello nero e Uno spirito in un lampone.

Solo riconducendo gli scritti alla scelta letteraria operata dagli Scapigliati è possibile dare loro un significato e renderli “significativi” in nome di un tentativo, non sempre riuscito fino in fondo, di costruire pagine nuove, messaggi diversi, uso della parola non come segno per illustrare il reale, ma che lo superasse e arrivasse ad esprimere altro e oltre, come Tarchetti tenta anche nelle sue composizioni poetiche. 

In cartaceo e in ebook, su Amazon

Nella stessa Collana

Arrigo Boito “L’alfier nero”

Arrigo Boito “Il pugno chiuso”

Luigi Capuana “Novelle”

Grazia Deledda “La regina delle tenebre”

Giovanni Verga “Le storie del castello di Trezza”

Maxence Fermine “Dance me to the end of love”, AnimaMundi Edizioni

AnimaMundi Edizioni

Traduzione di Roberta Castoldi

Pagine 88 prezzo, 15 euro

Il libro, molto delicato e poetico, racconta la storia d’amore nata nell’isola greca di Idra negli anni ’60, tra Leonard Cohen e la sua musa norvegese Marianne Ihlen. Tra le pagine scopriamo il giovane cantautore canadese agli esordi della sua carriera artistica, quando ancora non scrive canzoni, ma tenta la strada della poesia e del romanzo. Sarà Marianne a offrirgli una prospettiva nuova sulle sue potenzialità.

Nel romanzo lo seguiamo lungo la sua vita complessa e tormentata, attraverso i chiaroscuri della bella favola d’amore.

Dalla prefazione:

 «Un libro su un cantautore in divenire, all’epoca romanziere e poeta, che ha lasciato il mondo per ritirarsi su un’isola greca, in compagnia di una vergine dagli occhi di ghiaccio. E che, nonostante gli insondabili tormenti della depressione, continua a scrivere, amare e vivere con l’eleganza della disperazione. […] Questo testo è importante per me perché parla della genesi dell’amore, della poesia, della creazione e della ricerca di sé. È un omaggio a un artista immenso che, per quasi 40 anni, ha accompagnato la mia vita. Ho giurato a me stesso che un giorno ne avrei scritto un libro. Ora l’ho fatto.» Maxence Fermine

Dal testo:

 «Leonard incontrava spesso i Jansen la sera, alla taverna del porto. C’erano Axel, Marianne e alcuni amici, accompagnati dalla musica di un bouzouki, con un bicchiere di retsina in mano, bottiglie di vino ricoperte di paglia, che bevevano a sazietà. Mangiando foglie di vite guardavano il tramonto […] Il sole della loro conversazione produceva una curiosa ebbrezza, ariosa, leggera e profumata. Non tanto lontano dalle porte del paradiso, e nemmeno dai carboni dell’inferno. Come Ulisse, perso in mare, era intrappolato tra due insidie. Sfuggire a Cariddi per soccombere a Scilla. Amava Marianne ma aveva già paura di perderla, sebbene non fosse ancora sua».

Maxence Fermine, vive in Alta Savoia. Ha pubblicato per Bompiani: Neve (1999), che ha raggiunto ventisei edizioni ed è stato tradotto in diciassette lingue, Il violino nero (2001), L’apicoltore (2002), La trilogia dei colori (2003), Opium (2003), Amazone e la leggenda del pianoforte bianco (2005), Tango Masai. L’ultimo sultano (2006), Il labirinto del tempo (2008), La piccola mercante di sogni (2013), La bambola di porcellana (2014), La fata dei ghiacci (2015), Il palazzo delle ombre (2017), Billard Blues (2004 e 2020). L’ultimo suo libro Dance me to the end of love esce in Italia in anteprima mondiale per AnimaMundi Edizioni, nella traduzione di Roberta Castoldi. 

Vito Catalano “La figlia dell’avvelenatrice”, presentazione

“Sullo sfondo di una Sicilia di nobili e pezzenti, locandieri e assassini, un romanzo d’avventura che intreccia le contraddizioni dell’isola: luminosità della natura e oscuri intrighi degli uomini.”(da Vallecchi Editore)

Sicilia 1763. Il giovane protagonista, Emanuele Rinaldi, nobile palermitano nonché studioso di botanica, intraprende un viaggio verso le montagne della Sicilia occidentale per approfondire la conoscenza della flora e della fauna di quel territorio avendo letto ed essendosi appassionato alle ricerche del grande naturalista Francesco Cupani e magari aggiungervi nuove scoperte non solo tra la flora ma soprattutto sulla fauna così poco osservata nella sua isola. Avrebbe soggiornato presso il palazzo di un amico del padre, il conte Paruta, un edificio bello ed elegante ma sicuramente molto triste e tetro.

È subito colpito da Rosa, la figlia del conte, con la quale il padre ha un rapporto sfuggente quasi avesse nei confronti della figlia una sorta di timore, atteggiamento che porterà Emanuele a immaginare un mistero. Durante una delle prime escursioni nel territorio si imbatte in un fanciullo che, scoperta la sua qualifica, gli pone una strana domanda “Può una donna trasformarsi in un animale?” e, vista la sua riluttanza, racconterà un’esperienza vissuta in cui la donna non era una qualsiasi ma una strega.

Il mistero si infittirà ulteriormente quando la contessina Rosa viene rapita: una segreta storia familiare, delitti, tradimenti, amori avvelenati circondano la vita di Rosa.

Un nuovo giallo ambientato nel XVIII secolo in Sicilia dove ancora troviamo atmosfere circonfuse di superstizione e segreti e figure romanzesche di aristocratici

Vito Catalano è nato a Palermo nel 1979. Negli ultimi quindici anni ha vissuto fra Italia e Polonia e ha pubblicato i romanzi L’orma del lupo (Avagliano editore, 2010), La sciabola spezzata (Rubbettino, 2013), Il pugnale di Toledo (Avagliano editore,2016), La notte della colpa (Lisciani Libri, 2019). Per i tipi di Vallecchi-Firenze nel 2021 ha pubblicato Il conte di Racalmuto.

Fabio Gambaro “Lo Scoiattolo sulla Senna. L’avventura di Calvino a Parigi”, presentazione

Tra il 1967 e il 1980, Italo Calvino si rifugia a Parigi, luogo di esilio e di creazione letteraria. È la stagione del Maggio francese e di Sartre, poi di Queneau, Perec e Barthes. È l’ultima grande stagione culturale europea.(da Feltrinelli Editore)

Gambaro ricostruisce il periodo parigino dello scrittore, un periodo proficuo e pieno di incontri che determineranno scritti estremamente innovativi come Le città invisibili o l’ancora più d’avanguardia Se una notte d’inverno un viaggiatore.

Nel centenario della nascita di Calvino, Gambaro ci restituisce un periodo poco indagato della vita di uno dei principali autori contemporanei: Calvino si era trasferito a Parigi nel 1967 e vi rimane molto più dei cinque che aveva in un primo momento previsto. Una Parigi pulsante lo accoglieva in un periodo felice per la cultura francese: era infatti la capitale della Nouvelle Vague, dello strutturalismo, della psicoanalisi, ed è lì che Calvino costruirà legami con il gruppo dell’OULIPO di cui facevano parte Raymond Queneau e Georges Perec e Roland Barthes, e a cui aderirà egli stesso e soprattutto imprimendo alla propria opera un’evoluzione fondamentale. Lo Scoiattolo sulla Senna racconta un periodo della biografia di Calvino, lo Scoiattolo appunto, nomignolo che Pavese gli aveva affettuosamente attribuito sulle pagine dell’Unità, ma va oltre legandolo intensamente a quello scorcio letterario di cui Parigi fu capitale.

Fabio Gambaro vive da oltre trent’anni in Francia, dove lavora come giornalista culturale, consulente editoriale e organizzatore di eventi. Ha guidato per quattro anni l’Istituto italiano di cultura di Parigi e attualmente dirige Italissimo, il primo “Festival di letteratura e cultura italiane” nella capitale francese. Autore di diversi saggi, per Feltrinelli ha pubblicato, con Daniel Pennac, L’amico scrittore (2015) e Lo scoiattolo sulla Senna. L’avventura di Calvino a Parigi (2023).(da Feltrinelli Editore)

Su tuttatoscanalibri

Omaggio a Italo Calvino nel centenario della nascita dello scrittore.

Le interviste, e altri inediti, rilasciate da A.Conan Doyle e Mark Twain tradotte per la prima volta in italiano, Lorenzo de’ Medici Press

Lorenzo de’ Medici Press

ARTHUR CONAN DOYLE
PAROLA MIA Interviste e altri inediti
20 fotografie originali b/n
traduzione di Fabrizio Bagatti

Tradotte per la prima volta in Italia le migliori interviste che, nel corso degli anni, Arthur Conan Doyle rilasciò per giornali e riviste; tra gli intervistatori anche scrittori del calibro di Bram Stoker e P.G. Wodehouse. Il creatore di Sherlock Holmes racconta le tappe della propria vita e ripercorre, con ricchezza di dettagli, tutte le proprie creazioni letterarie. Come è nato Sherlock Holmes? Come e perché muore? Che cosa conta nella letteratura e che cosa c’è dopo la morte? Il volume contiene anche gli inediti Il caso di Oscar Slater, in cui Conan Doyle ricostruisce un celebre omicidio nell’Inghilterra di primi Novecento, e alcuni interventi in cui parla di religione, dell’anima e dello spiritismo a cui credeva fermamente.

Con un QR-code che permette di vedere e ascoltare il video della rarissima intervista filmata a Conan Doyle nel 1928.

Arthur Conan Doyle (1859-1930) è stato uno dei più popolari e apprezzati scrittori di lingua inglese in tutto il periodo tra Ottocento e Novecento. La sua fama esplose con la creazione letteraria del celeberrimo investigatore Sherlock Holmes, ma Conan Doyle fu anche prolificissimo autore di romanzi storici, racconti di avventura, narrativa di fantascienza, saggi storici e testi per il teatro. Tra i suoi maggiori successi vanno ricordati – oltre ai romanzi di Sherlock Holmes come Uno studio in rosso (1887), Il segno dei quattro (1890) e La valle della paura (1915) – i romanzi Il mondo perduto (1912), La mummia (1892) e La terra della nebbia (1926). Dalle sue opere sono stati tratti anche molti film di grande successo.

Lorenzo de’ Medici Press

MARK TWAIN
PARLA MARK TWAIN Interviste scelte al creatore di Tom Sawyer e Huckleberry Finn
20 fotografie originali b/n
Introduzione, traduzione e cura di Aldo Setaioli

Per la prima volta tradotte in Italia le affascinanti interviste che Mark Twain rilasciò durante gli ultimi quindici anni di vita. Dialoghi fondamentali che documentano soprattutto l’atteggiamento dell’autore verso i due volumi che da quasi un secolo e mezzo hanno dilettato, più di ogni altro, generazioni di ragazzi e di ragazzi diventati adulti: Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn. Questi documenti, dal tono e ironico o volutamente iperbolico, sono preziosi per mettere in luce la personalità dell’autore. In gran parte riportano risposte a domande che gli vennero poste, ma di frequente le parole che l’intervistatore attribuisce a Mark Twain sono inserite nel contesto della descrizione della cornice in cui si colloca l’incontro tra i due e presentano un inestimabile spaccato dell’epoca in cui vissero e agirono tanto l’autore quanto i suoi lettori. Fra le tredici interviste spicca quella che vede Twain dialogare con Rudyard Kipling in un confronto tra giganti della letteratura che è anche un gustoso racconto di avventura.

Samuel Langhorne Clemens, meglio noto con lo pseudonimo letterario di Mark Twain (1876-1884), è da tutti conosciuto e amato soprattutto per Le avventure di Tom Sawyer (1876) e Le avventure di Huckleberry Finn (1884), due classici ormai entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Ma Twain fu anche autore di fenomenali racconti umoristici e satirici, saggista, educatore e spietato critico della società statunitense dell’epoca. Secondo William Faulkner, Twain fu “il primo autentico scrittore americano”.

The Passenger di giugno 2023 “Mediterraneo”, Iperborea

Ci piace segnalare il numero di giugno di The Passenger

Dal latino «in mezzo alle terre», il Mediterraneo evoca classicità, contaminazioni e cieli azzurri sui quali proiettare un desiderio: quello di riuscire a catturare i tratti di un’identità comune. Se lo sguardo dello storico sembra smentire l’idea di mediterraneità – David Abulafia in questo volume lo definisce uno spazio frammentato, in cui anche nel passato l’incontro tra culture fu l’eccezione di alcune città cosmopolite e non la regola – sono le Muse a esserne attratte. […]

Così inizia la presentazione del volume e prosegue con il dettagliato Sommario e la visione di alcune foto a corredo. A questo link

Cosa è The Passenger:

Una raccolta di inchieste, reportage letterari e saggi narrativi che formano il ritratto della vita contemporanea di un paese o di una città e dei loro abitanti. Volumi a colori, con fotografie, illustrazioni e infografiche originali.(da Iperborea)

per saperne di più: Il Progetto

Paolo Scopetani “Crinali diversi. Viaggi a cavallo, tre storie di amicizia”, presentazione

Betti Editrice

Tre storie di amicizia, di viaggi a cavallo e di un legame importante rivissuto nella nostalgia di ciò che passa e non torna anche perché si diventa diversi lungo i crinali della vita.

Da

Per cominciare: perché andare a cavallo?

Alcuni stralci:

“[…]Un cavallo non è un mezzo di trasporto. È una creatura vivente reattiva a ogni minimo segnale, dotata di una profondissima sensibilità, che ogni giorno va convinta a scelte che il suo istinto rifiuterebbe.
Prima tra tutte accettare sulla groppa un inquietante passeggero, che si muove, guarda, odora come il predatore che è.
[…] Durante i periodici viaggi riservati al gruppo ristretto dei Just horses and men si disquisisce di cavalli (ovviamente) e di donne (c’è bisogno di dirlo?) e di politica (quando aveva un senso) e dei vecchi tempi (ogni tempo ha i suoi vecchi tempi). Stiamo anche lungamente in silenzio (essendo maschi capita anche questo) ognuno ad ascoltare il ritmo del proprio respiro, aggiustare il passo con quello degli altri, togliere la polvere ai pensieri, seguire lievi reticoli di ricordi. […] Andare a cavallo è divertente proprio perché difficile, quel tipo di difficoltà che ti tiene in costante equilibrio tra eccitazione e ansia, esaltazione e pericolo, entusiasmo e meditazione, appagamento e desiderio. Come cavalcare le onde su una tavola da surf, direi. Se mai avessi fatto surf. Ma c’è qualcosa di più profondo. Nell’equitazione da campagna si cavalca per cavalcare e, inconsapevolmente, si pratica una saggezza più antica […] Cavalcare risponde al bisogno di libertà e scoperta, ha a che vedere con l’esplorare, con la curiosità del mondo. E degli altri”.

Martedì 6 giugno presso i locali del Jazz Bistrot, in via Aretina 100, alle ore 18.00 Paolo Ciampi presenterà il libro

Paolo Scopetani, insegnante e scrittore fiorentino, non ha mai saputo scegliere tra le tante passioni che lo hanno attraversato. In questo libro è almeno riuscito a metterne d’accordo tre: la scrittura, i cavalli e i viaggi. Oltre a vari racconti ha pubblicato due romanzi, “Chiasso chiuso” Effigi 2016 e “Quevedo” Effigi 2022“. Nel 2013è stato attore e sceneggiatore del film “Educazione affettiva” di Federico Bondi, nel 2019, con Francesco Matera, ha realizzato il cortometraggio “Tempo Imperfetto”, finalista al Giffoni film festival.

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette a maggio 2023

Primo Levi Se questo è un uomo

E.L.Masters Antologia di Spoon River

Alessia Gazzola e la nuova trilogia con Costanza Macallè

Gianni Bonini Paesaggi mediterranei. Dove la geografia provoca la storia

Natalia Ginzburg Un’assenza

Gianfranco Bracci e Rossana Cedergren L’enigma etrusco dell’acqua e del vino

Aldo Bondi Compagni di umanità. Dietrich Bonhoeffer e Antonio Gramsci

Italo Calvino Le città invisibili

Alessandro Manzoni I promessi sposi Stralci

Robert Luis Stevenson Il diavolo nella bottiglia

Evelina Santangelo “Il sentimento del mare, presentazione

Il mare, lo sa chi lo ama, è un sentimento. Ma anche un serbatoio di memoria, una possibilità, un tesoro, un pericolo. Il mare è di tutti. Nessuno può raccontarlo senza finirci dentro, senza perdersi anche nella fragilità. (dal Catalogo Einaudi)

Storie, tante storie compongono il volume: il mare è protagonista nei racconti e nelle esperienze di uomini e donne che l’hanno sfidato, amato, subíto; racconti che raccolgono diverse tematiche che si muovono dall’attualità legata alla crisi climatica, con l’inquinamento e l’innalzamento delle temperature marine e l’estinzione conseguente di molte specie, alle rotte migratorie che attraversano quel Mediterraneo, antico crogiuolo di genti, di scambi, esperienze e culture, oggi di tragiche cronache, ma anche i lavori legati al mare e i pericoli connessi alle attività nelle tonnare. Narrazioni che riuniscono molte voci, di pescatori, di madri, di migranti, di biologi, di nuotatori, di avventure in solitaria, voci, a cui si unisce quella dell’autrice, siciliana, in un momento difficile della propria vita, “in un momento di deriva della propria esistenza. È lei, ferita e stremata come dopo un naufragio, che ne raccoglie le tante storie con un’angolazione calda, narrativa, quasi investigativa”. Chi va per mare deve infatti fare i conti con i propri limiti, con le sconfitte, le perdite, il pericolo; esperienze che segnano e insegnano.

E il lettore conosce così l’ostinazione di Carmelo, nel ricomporre il capodoglio ucciso, il sentirsi tutt’uno con l’acqua di due apneisti, la mattanza finita con la morte di un ragazzo, l’instancabile lavoro delle donne di Lipari che negli anni ’50 con enorme fatica si sono impegnate per strappare povere risorse alla terra e al mare che con il suo moto perpetuo toglie e ridà, disfa e rimodella “perché il mare è un narratore che intaglia le storie del suo ostinato andirivieni persino sulla roccia”. 

Evelina Santangelo è nata a Palermo. Presso Einaudi ha pubblicato nel 2000 la raccolta di racconti L’occhio cieco del mondo (con cui ha vinto i premi Berto, Fiesole, Mondello opera prima, Chiara, Gandovere-Franciacorta), e i romanzi La lucertola color smeraldo (2003), Il giorno degli orsi volanti (2005), Senzaterra (2008), Cose da pazzi (2012), Non va sempre cosí (2015) e Da un altro mondo (2018, libro dell’anno della trasmissione Fahrenheit Rai-Radio3, Premio Feudo di Maida, Superpremio Sciascia-Racalmare, Premio Pozzale Luigi Russo). Nel 2023, sempre per Einaudi, è uscito il reportage narrativo Il sentimento del mare. Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori e Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2000 e 2004), Principesse azzurre 2 (Oscar Mondadori, 2004) e Deandreide (Rizzoli Bur, 2006), Le ferite (Einaudi, 2021). Con il racconto Presenze ha partecipato all’antologia L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino (Feltrinelli, 2017). Ha anche tradotto Firmino di Sam Savage, Rock’n’roll di Tom Stoppard, e curato Terra matta di Vincenzo Rabito.(da Einaudi Autori)

Sergio Leone “C’era una volta in America. Storia di un film”, presentazione

Un breve scritto di Sergio Leone che faceva da Introduzione a un volume editato nel 1988 (C’era una volta in America: photographic memories, a cura di Marcello Garofalo, Editalia) riproposto ora dall’editore Henry Beyle con il titolo  “C’era una volta in America. Storia di un film” ,  non uno dei tanti del regista, ma l’ultimo, morirà infatti cinque anni dopo.

Un’edizione particolare, come lo sono le pubblicazioni di Henry Beyle: “Le Edizioni Henry Beyle, nel nome è racchiuso un omaggio a Stendhal, sono una casa editrice fondata a Milano nel marzo 2009. Il progetto iniziale vede la realizzazione di testi brevi composti in monotype, stampati su carte di pregio in tiratura limitata, intonsi in modo da affidare al lettore il taglio dei singoli fogli col procedere della lettura” si legge nella pagina del sito ( per saperne di più)

Tra le pagine del volume le varie locandine, francese, polacca, russa, coreana, con quella italiana in copertina in cui compare uno scorcio del ponte di Manhattan visto da una strada di Brooklyn

L’Editore propone tre possibili formati con tipi diversi di carta pregiata, di copertina,  e anche in cofanetto.(Henry Beyle Editore)