Giacomo Pisano “Il farmacista risponde”, presentazione

[…] In questo libro il dottor Giacomo Pisano – farmacista seguitissimo sul web per la sua capacità di divulgare con semplicità e fornire consigli pratici sulla salute in modo utile e chiaro – ripercorre le domande che quotidianamente gli vengono poste dai clienti, e offre risposta ai dubbi più diffusi, analizzando i principi attivi dei vari farmaci e spiegando anche quali stili di vita adottare per prevenire e stare meglio giorno dopo giorno. Una guida alla salute quotidiana perfetta da tenere in casa o da portare in viaggio, uno strumento prezioso per il benessere di tutti.(da Rizzoli Libri)

Da “Mi presento” (capitolo di apertura del manuale):
“Questo libro è dedicato alle persone che desiderano avere maggiore chiarezza sulle patologie più diffuse e sui trattamenti corretti da intraprendere, ma si ripromette anche di aiutare i farmacisti ad abbandonare il modus operandi da semplici commessi e ad abbracciare un nuovo tipo di comunicazione con il paziente. È allo stesso tempo un manuale di salute e una sorta di manuale di divulgazione, che poi è l’essenza del nostro lavoro: una profesione che deve trovare un equilibrio tra l’etico e il commerciale, dalla prescrizione alla vendita.
Buona lettura!”

Si apre con un capitolo dedicato all’acido ialuronico e, per un assaggio, riassumiamo e riportiamo (in parte).

Alla domanda cosa è l’acido ialuronico risponde

“L’acido ialuronico è uno zucchero prodotto in modo naturale dal nostro organismo”

continua quindi aggiungendo:

“[…]Proprio per via della sua presenza capillare in prodotti farmaceutici anche molto diversi tra loro, pare aver assunto quasi delle proprietà curative mistiche, avvolte nel mistero. In questo volume, però, al mistero preferiamo la chiarezza!”

Ed ecco la chiarezza:

“Ma questa sostanza ha un limite. […] L’acido ialuronico, infatti, non penetra la pelle! È un mito che dobbiamo sfatare: la sua molecola è enorme e non riesce a oltrepassare lo stato corneo, ma agisce solo all’esterno. Per riuscire ad appartare grandi quantità di acido ialuronico e di conseguenza una consistente idratazione […] l’unico modo è ricorrere alle “punturine”: iniezioni chirurgiche negli strati inferiori epidermici”

Giacomo Pisano, farmacista e consulente per la comunicazione farmaceutica, svolge un’intensa attività di divulgazione sui social network, in tv e dal vivo. Creatore della pagina Instagram @il_socialmente_farmacista con oltre 160.000 follower attivi, si occupa quotidianamente di fare chiarezza sui dubbi dei pazienti su quali e quante medicine prendere. Nel 2023 è stato nominato “top creator” per il mondo delle farmacie nell’ambito di Cosmofarma, la più importante manifestazione del settore. (Da Rizzoli libri)

Carmelo Sardo “L’arte della salvezza. Storia favolosa di Marck Art”, recensione di Adriana Sardo

Zolfo Editore

Prefazione di Gaetano Zavatteri

Racconto di una sorprendente favola moderna, è un emblema di riscatto sul bullismo e su intollerabili ingiustizie, che coinvolge empaticamente il lettore, suscitando emozioni indelebili e profonde riflessioni. Marco Urso, nato sordo, cresce a Favara, paese dell’agrigentino, dove viene etichettato come “ritardato mentale” e diviene un bersaglio perfetto per i bulli del paese. Scivolato in un lieve coma, Marco si risveglia affermando di vedere gli angeli, i quali vogliono che dipinga per loro, così, inizia la sua nuova vita da pittore di fama internazionale.

L’artista, per Shopenhauer, si distacca dal mondo fenomenico, quindi l’arte eleva l’individuo al di sopra del dolore e del tempo.
A Marco, protagonista di questa sorprendente favola moderna, l’arte ha consentito di valicare i bui calvari vissuti, è divenuta per lui chiave di salvezza e di riscatto.
Nato con una sordità non diagnosticata, bullizzato e deriso, sin da bambino, oggi, infatti, è diventato, a suo dire guidato dagli angeli, Marck Art, un pittore di fama internazionale, trasformando, così, l’oscuro dolore nei vivaci colori delle sue splendide opere.
L’autore, con una sensibilità che accarezza il cuore dei lettori, dà voce alle lacrime, ai silenzi e ai sentimenti celati di Marco, mostra come il bullismo sia una piaga crudele, sia dolore e solitudine, che sminuisce la dignità delle vittime, facendole sentire senza valore ed impotenti.
Quest’incredibile storia indica, però, un orizzonte di speranza, perchè, la sofferenza consente a nuove parti di noi di venire alla luce e, nonostante le ardue sfide incontrate, è sempre possibile ritrovare il sorriso, la propria voce ed il proprio posto, in un mondo spesso ostile.

Adriana Sardo (solamente omonima dell’autore)

La sinossi
Marck Art, nome d’arte di Marco Urso, è nato sordo. Cresciuto a Favara, periferia della periferia agrigentina, vive l’infanzia nel silenzio, trattato come chi soffre di un grave deficit cognitivo. Ed è solo quando raggiunge i 15 anni che i genitori, lui muratore, lei casalinga, comprendono davvero la sua condizione e gli forniscono un apparecchio acustico. Corpulento, miope e strabico, Marco è un bersaglio inerme perfetto per i bulli del paese, e il suo futuro non sembra promettere alcun riscatto. Invece nel 2006 arriva la svolta. Tanto inattesa quanto infusa di poesia e misticismo. Scivolato in un lieve coma, Marco è in ospedale e si risveglia affermando di vedere gli angeli, i quali vogliono che dipinga per loro. Quel giorno inizia il viaggio straordinario di Marck Art. Quel giorno nasce la sua pittura dalla tecnica avvolgente, armoniosa, solo apparentemente scriteriata. Comincia così l’incredibile favola di Marck Art, le cui opere ora affascinano e conquistano i più grandi collezionisti italiani.(da Zolfo Editore)

Carmelo Sardo

Giornalista, è nato a Porto Empedocle. Vive a Roma e si occupa di cronaca e di storie di mafia. Per quindici anni lo ha fatto dalla Sicilia, a Teleacras e come corrispondente dei quotidiani «L’Ora» e «Giornale di Sicilia». Da oltre vent’anni lavora al Tg5 ed è oggi caporedattore cronache. Nel 2014 con il memoir Malerba (Mondadori), scritto insieme all’ergastolano Giuseppe Grassonelli e pubblicato con successo in numerosi Paesi, ha vinto il premio letterario “Leonardo Sciascia”. Al libro è ispirato il docufilm Ero Malerba, regia di Toni Trupia, premiato al Festival internazionale “Visioni dal mondo” e menzione speciale ai “Nastri d’argento”. Ha pubblicato con Zolfo Editore Cani senza padrone (2020) ed è autore anche dei romanzi Vento di tramontana (Laurana, 2018) e Per una madre (Mondadori, 2016).(da Zolfo Editore)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Dove non batte il sole

Lamberto Salucco “L’Arte delle fregature. Seconda Parte”, Edida

Seconda parte  di “L’Arte delle fregature” iniziata con il primo volume il cui sottotitolo recita  Non ci capisco nulla, e in questa seconda parte  Aspetta, fammi provare… volumi dedicati ai bias che possono essere definiti come deviazioni dalla razionalità che influenzano la memoria, la percezione e le decisioni.

Nell’Introduzione l’Autore scrive che anche in questa seconda parte sta seguendo la suddivisione dei bias cognitivi in categorie e sottocategorie, ispirandosi a quella di Buster Benson e John Manoogian III, riportando le parole di Buster Benson: “Il mondo è molto confuso e finiamo per vederne solo una piccola parte ma dobbiamo dargli un senso per sopravvivere. Quando arriva il flusso ridotto di informazioni, colleghiamo i punti, colmiamo le lacune con cose che pensiamo già di sapere e aggiorniamo i nostri modelli mentali”.

Nel primo volume scrive ancora l’Autore  “ho trattato 39 bias diversi con esempi dal mondo del marketing, da quello della disinformazione/fake news e da quello della vita sentimentale. E non è stato proprio facilissimo. Stavolta i bias da esaminare sono ben 57 e dovrò riuscire a non sforare le tre pagine per ciascuno altrimenti viene fuori un libro lungo. E io odio i libri lunghi”.

E così conclude, al termine di una serie di avvisi al lettore: “Questo testo non dà soluzioni ganze, non fornisce miracoli preconfezionati, non risolve i vostri casini”.

E noi aggiungiamo che è proprio vero, ma nulla tolgono alla sua notevole utilità: aprire gli occhi e permetterci un confronto aperto e più consasapevole con noi stessi e le nostre istintive reazioni.

Su Amazon in ebook e in cartaceo

Dello stesso autore

L’arte delle fregature. Prima parte

Manabile semiserio di Excel Prima parte per principianti

Manabile semiserio di Excel (Seconda parte)

Prontuario semiserio di digital marketing

Strade scomparse di Firenze

Ana María Matute “La trappola”, prersentazione

Traduzione di Gina Maneri

Dopo Ricordo di un’isola e I soldati piangono di notte, La trappola, nella sua prima traduzione italiana, è il capitolo conclusivo della trilogia che ha consacrato Ana María Matute come una delle voci più importanti del panorama letterario spagnolo del Novecento.

Matia, la vivace adolescente di Ricordo di un’isola, è ormai adulta e vive negli Stati Uniti, ha alle spalle un matrimonio tormentato e una maternità sofferta e distaccata. Suo figlio, Bear, è un ragazzo solitario, cresciuto tra segrete chiacchierate con querce e platani, suoi unici amici, e il miraggio di una patria, la Spagna, conosciuta solo tramite i nostalgici racconti del nonno. Una volta arrivato a Barcellona per frequentare l’università, Bear stringe amicizia con Mario, un uomo perseguitato dal ricordo di un subdolo inganno subito nel passato, che vive nella meticolosa pianificazione di una vendetta. I loro destini si intrecceranno ancora una volta quando Antonia, la dispotica e accentratrice nonna di Matia, per celebrare il proprio centenario convocherà tutta la famiglia sull’isola, dove i rancori assopiti della guerra civile sono pronti a risvegliarsi.(dal Catalogo Fazi Editore)

Si apre con Diario disordinato, titolo che si ripeterà nel corso del romanzo, così come Perdere il tempo ma anche Tre giorni d’amore.

Una grande riunione di famiglia voluta da Antonia, la Grande vecchia, per il suo compleanno, non proprio quello ma uno in anticipo, quello che ne segna il centenario

“Nessuno sa, come lo so io, perché anticipi di un anno i festeggiamenti del centenario […] Lei teme che il vero centenario non si compia”

È la voce che apre il primo capitolo. Parla in prima persona e parla del passato, sicuramente ingombrante. Voci, confessioni, amori passati e presenti, tra ricordi e avvenimenti attuali, così si muovono i partecipanti alla grande festa della famiglia, e anche un desiderio di vendetta: la rappresentazione di una famiglia dentro uno scontro generazionale, ambientato storicamente  in una Spagna alla fine della guerra civile.

Ana María Matute Nata a Barcellona e cresciuta in una famiglia borghese, ha pubblicato i suoi primi racconti all’età di sedici anni e il suo primo romanzo, Los Abel, a ventidue. Da allora il suo lavoro, in cui l’impegno sociale si accompagna a uno stile lirico altamente personale, è stato riconosciuto come uno dei contributi più importanti alla narrativa spagnola. Candidata al premio Nobel, nel corso della sua carriera ha ricevuto tutti i premi più prestigiosi della letteratura spagnola: Planeta, Quijote, Nacional, Nadal e Cervantes. Nel 1996 è stata nominata membro della Real Academia Española. Oltre a La trappola, Fazi Editore ha pubblicato Ricordo di un’isola (2021), definito da Mario Vargas Llosa uno dei libri più belli del ventesimo secolo, e I soldati piangono di notte (2023).(da Autore,Fazi Editore)

Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone “La regina dei sentieri”, presentazione di Salvina Pizzuoli

[…]L’indagine si concentra quindi sul conflitto tra marketing e tradizione; e questo permette alla coppia Malvaldi-Bruzzone di divertirsi e divertire il lettore con digressioni e ragguagli di teoria e pratica dell’enologia. E sarà proprio il vino, il vino propriamente usato, degustato in adeguata compagnia, a mostrare la strada verso la soluzione”. Anche questo secondo romanzo della serie con Corinna e Serena è un giallo di impianto logico, con l’andamento della commedia e l’ambientazione nella immaginifica provincia toscana. A questo gli autori aggiungono i loro tratti distintivi: la via dell’ironia e il rimando puntuale alle scienze, alla chimica e alla fisica che rendono più meravigliose sia le vite quotidiane sia l’esperienza del delitto. (dal Catalogo  Serllerio)

Un secondo giallo a quattro mani ad opera dei compagni di scrittura e nella vita: Malvaldi e Bruzzone.

Un testo in cui la chimica, non dimentichiamo che entrambi sono periti in materia, ha un ruolo chiave e richiamano ad un altro chimico famoso che ha saputo fare della sua mentalità, affinata dallo studio di questa disciplina e dal modo di guardare le cose scaturito proprio da questa scienza, grandi pagine di letteratura. Mi riferisco a Primo Levi. Chi ne conosce solo l’opera maggiore (Se questo è un uomo) ha di lui una visione parziale. Approfitto dell’occasione per richiamare all’attenzione dei lettori altre opere di Levi su tuttatoscanalibri che ha saputo fare della chimica letteratura.

Ma torniamo ai Malvaldi recentemente intervistati da Raffaella Silipo ( La Stampa 6 agosto 2024); Marco Malvaldi così risponde alla domanda “La chimica è la vera protagonista dei vostri gialli. Come è nato il vostro amore per questa materia? Quanto è letteraria la chimica?”

“[…]Che la chimica sia letteraria, non c’è dubbio: basta pensare a Il sistema periodico di Primo Levi, con la sua meravigliosa analogia tra comportamenti di specie atomiche e comportamenti umani”

E torniamo al romanzo.

È ambientato nella Maremma toscana e protagoniste sono, come nel precedente, Chi si ferma è perduto, un metro e novanta di sovrintendente di polizia giudiziaria, Corinna Stelea, e Serena Martini, chimica e sommelier: un vecchio Ape è  riemerso da un laghetto prosciugato alla Tegolaia,  tenuta vinicola nei pressi di Bolgheri, e proprietà di una multinazionale olandese. A guidare l’Ape era stato lo scomparso marchese Crisante Olivieri Frangipane, proprietario di un’azienda vinicola più piccola ma con produzione di altissima qualità. E da qui alla risoluzione sarà proprio il vino la chiave guida per la conclusione  dell’enigma.

Una curiosità che la Bruzzone svela durante l’intervista relativa al titolo del romanzo: “Diventare la regina dei sentieri era un mio desiderio di bambina. In generale mi hanno sempre affascinato le mappe e le strade numerose e complicate: da piccola, quando andavo a trovare i nonni a Genova adoravo andare in giro per la città con mio nonno Eugenio. Più erano stravaganti i percorsi e i mezzi che sceglievamo più ero contenta. La passione mi è rimasta e Marco e nostro figlio sono trascinati in esplorazioni estenuanti in tutte le città e montagne che visitiamo. Adesso ci sono appunto i navigatori satellitari ma la vera sfida è non perdere mai l’orientamento”

Un’immagine, quella che si apre con il titolo, che fa guardare con un’angolatura precisa il contenuto

Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice la serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012; Il telefono senza fili, 2014; La battaglia navale, 2016, Sei casi al BarLume, 2016; A bocce ferme, 2018; Bolle di sapone,2021), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011 e 2021, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti 2011), e Il borghese Pellegrino (2020), gialli a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi, e Milioni di milioni (2012), Argento vivo (2013), Buchi nella sabbia (2015), Negli occhi di chi guarda (2017), con Glay Ghammouri Vento in scatola (2019) e con la moglie Samantha Bruzzone Chi si ferma è perduto (2022) e La regina dei sentieri (2024).

Samantha Bruzzone (Genova 1974) chimica di formazione e appassionata di gialli, ha pubblicato con Marco Malvaldi, compagno nella vita, due libri per ragazzi, Leonardo e la marea (Laterza 2012) e Chiusi fuori (Mondadori 2022) e, con Sellerio, Chi si ferma è perduto (2022) e La regina dei sentieri (2024).

Buon Ferragosto di letture con tuttatoscanalibri!

I racconti completi

Ferdinando Paolieri “Il rimedio pei topi” novella completa 1913

Ferdinando Paolieri “Il Dodolo”

Alessandro Pagani Breve racconto onirico da “Io mi libro”

Renato Fucini “L’asino di Melesecche”

Renato Fucini Tre bozzetti da “All’aria aperta”

Un racconto per Ferragosto

Racconto d’estate

Il sabato del racconto

Le pagine di curiosità e gli Omaggio a

Curiosità bibliofile: la carta e alcuni tipi di carta

Curiosità bibliofile: Le copertine

Curiosità bibliofile: la legatura, la carta, i caratteri tipografici

I Libri Corali

Pinocchio prima edizione: la riscoperta da un articolo d Il Tirreno

Omaggio a: Hans Tuzzi e l’ultimo Melis

Omaggio a Charles Baudelaire nel bicentenario della nascita 9 aprile 1821

Omaggio a Claudio Magris

Omaggio a Gianni Rodari

Omaggio a Leonardo Sciascia nel centenario della nascita

Omaggio a Carlos Ruiz Zafón

Omaggio a Katherine Mansfield

Omaggio a Moravia

Omaggio a Javier Marías (1951 – 2022)

“Curzio Malaparte, vita e morte di un capitano di sventure”, di Diletta Pizzicori

e tutte le recensioni e le presentazioni dal Menù alla voce : Narrativa, Saggistica, Poesia

e anche Ferragosto una festa antica

Mario Frau “Fèmina Acabadora”, NeP Edizioni

“Fèmina Acabadora” di Mario Frau è un romanzo storico che ci riporta nella Sardegna degli inizi del Novecento, dove la quotidianità di un piccolo paese viene alterata dall’arrivo di un nuovo prete e di un giovane medico. Quest’ultimo, forse per inesperienza, condanna a morte certa un giovane gravemente malato. Sarà Donna Efisia, attraverso la conoscenza del potere della fitofarmaceutica tradizionale, a salvargli la vita.

La donna, nella comunità, pratica l’eutanasia secondo un’antica tradizione dell’isola. In quel periodo storico infatti, l’acabadora, così come viene chiamata “la signora della dolce morte”, rappresenta l’ultima risorsa per dare la pace ai morituri terminali e porre così fine alle loro sofferenze.

Donna Efisia verrà arrestata, rischiando una pesante condanna per omicidio, ma l’intera comunità si mobiliterà per la sua liberazione.

Nel corso del processo, accadrà qualcosa di imprevisto e di inaspettato, destinato a cambiare il corso degli eventi.

L’autore, facendo luce sul personaggio portato alla ribalta da Michela Murgia nell’omonimo romanzo del 2009, propone descrizioni vivide e dettagliate, alternando riflessioni profonde a messaggi universali. Ogni parola è scelta con cura, ogni frase è scolpita con precisione artigianale, creando un tessuto narrativo ricco e avvincente. La prosa è fluida e armoniosa, capace di trasportare il lettore in mondi lontani e tempi remoti, facendogli vivere emozioni intense e sincere. I personaggi sono complessi e tridimensionali, con psicologie ben delineate che li rendono realistici e memorabili. Le loro vicende si intrecciano con maestria nel ritmo calzante della narrazione, capace di sorprendere e commuovere. Un libro che arricchisce, offrendo un’esperienza intellettuale e emotiva, che stimola la mente e tocca il cuore.

Mario Frau è nato a Pula (CA) ma dall’età di tredici anni risiede a Novara. Al suo attivo ha numerose pubblicazioni, tra cui il saggio “Il caso De Agostini” (Ediesse, 1983) dedicato alle relazioni industriali della nota casa editrice e la ricerca storica “Tra Storia e leggenda” sulle vicende dell’antifascismo tra il 1921 ed il 1945 nel novarese. Inoltre, le raccolte poetiche “Come fuoco sotto la cenere” (Libroitaliano World, 2006), “Cernobyl day after” (2007) e “Son tornati gli Aironi” (2008); i saggi “La Coop non sei tu: la mutazione genetica delle coop, dal solidarismo alle scalate bancarie” (Editori Riuniti, 2010) e “Storie e leggende di Pula” (La Riflessione Editore, 2012); i romanzi “Simbiosi criminale”, “Baia d’Agumu”(Mjm Editore, 2013 e 2015) e “Nel segno della Rosa”(Kubera Edizioni, 2020).

Antonella Azzoni “Ombre e memorie”, NeP Edizioni

“Ombre e memorie” è una raccolta di racconti di Antonella Azzoni, è composta da otto intriganti racconti, ciascuno capace di trasportare il lettore in mondi diversi e affascinanti.
Già con Da un manoscritto cinese, Esmeralda e il violoncello e L’apparizione, al lettore vengono offerte suggestioni musicali e poetiche. Procedendo con Nuova Vita, Pastiche, Radici e Una strana visita, vediamo come si rincorrono ombre del passato e memorie di epoche antiche.
I personaggi che popolano questi frammenti di universo sembrano emergere dall’opera e parlare in prima persona, insieme al piacere dell’invenzione fantastica che li pervade.
Ogni racconto è un piccolo mondo a sé, scritto con maestria e capace di catturare l’attenzione attraverso un’esperienza travolgente e indimenticabile.
Sono racconti che spiccano per la profondità e la qualità della scrittura, dove al flusso coscienza si alternano spesso l’introspezione e il frequente senso di illusorio e onirico, mentre i costanti interrogativi lasciano spazio anche al senso dell’umorismo.
L’ispirazione e la scrittura sono di tipo poetico e la penna viene lasciata libera di vagare e svagarsi, fino all’ultimo racconto, Vespero, una vera e propria prosa poetica, in cui la presenza di suggestioni stilnovistiche genera imprevedibili variazioni.
Grazie all’originale tecnica narrativa e alle storie ben costruite, questo libro di racconti è un viaggio unico in cui il lettore può facilmente perdersi.
Un libro perfetto per chi cerca una lettura coinvolgente e dinamica.

Antonella Azzoni vive e lavora a Roma. È neurologa, psichiatra e psicoanalista. Ha una formazione classica ed è da sempre appassionata di opera e di letteratura.
Ha pubblicato i romanzi: Amore e morte del Cavaliere F. de S. (Pagine, 2014), Jean e la piccola maga bionda e Storia quasi seria di un Vampiro perbene (Giovane Holden Edizioni, 2020 e 2021); la raccolta di racconti La prima e altri racconti (Albatros, 2018); le sillogi poetiche Come waka dell’autunno che viene (Giovane Holden Edizioni, 2019); per Edizioni
Helicon Canzoniere Amoroso (2018); Sottovoce a mezzo tono, in estrema confidenzaFilastrocche sul mondo dell’Opera (2019); Viva Rossini! Filastrocche sui personaggi rossiniani (2020); Meraviglioso MozartFilastrocche sui personaggi mozartiani (2023); Altri waka autunnali e una Canzone della partenza (2024). Diversi suoi racconti e componimenti poetici sono pubblicati in antologie di scrittori italiani. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la poesia, la narrativa e la saggistica in premi
letterari nazionali, fra cui il primo premio per la poesia inedita al 42° Premio Letterario Casentino, nel 2017.

Massimiliano Rinaldi “Howeran – La terra dell’immortalità”, NeP Edizioni

Un nuovo romanzo fantasy si aggiunge al ricco catalogo di NeP Edizioni.

“Howeran – La terra dell’immortalità” di Massimiliano Rinaldi è un’avventura fantastica, ricca di magia e mistero, che catturerà il cuore di appassionati del genere e non solo.

“Il nuovo Achille” è il sottotitolo che identifica il volume come il primo di una promettente saga epica, in grado di trascinare i lettori in un mondo straordinario, dove antiche profezie, battaglie mozzafiato e leggende dimenticate si intrecciano in una trama appassionante e avventurosa.

Maxell è un giovane principe del feudo di Carawell, costretto ad abbandonare la sua terra per non soccombere all’occupazione di un regno nemico e raggiungere Howeran, una terra leggendaria, le cui sorgenti sono in grado di donare immortalità ed eterna giovinezza.

Con l’aiuto di un gruppo di alleati, dovrà affrontare prove insormontabili e svelare antichi segreti per impedire che le forze del male prevalgano.

La prosa scorrevole e il ritmo intenso di “Howeran – La terra dell’immortalità” permettono di immergersi in un universo vibrante e dettagliato, popolato da eroi coraggiosi, creature magiche e potenti forze oscure.

Un libro che apre una porta verso mondi sconosciuti, dove l’immaginazione supera ogni limite, in un viaggio senza tempo verso l’infinito.

La profondità dei personaggi e la particolarità della trama rendono questo romanzo fantasy un’opera unica, dalle forti emozioni e dagli inaspettati risvolti sentimentali, adatta a ogni tipo di lettore.

Anteprima

Massimiliano Rinaldi nasce a Salerno nel 1982. Appassionato d’arte, mitologia e di letteratura classica, è autore di testi musicali. Sin dall’adolescenza si avvicina e si appassiona al mondo delle saghe fantasy e fantascientifiche e decide di scrivere il suo primo romanzo Howeran, incentrato sul tema dell’immortalità, da sempre un grande sogno dell’essere umano.

Adania Shibli “Un dettaglio minore”, presentazione

Traduzione di Monica Ruocco.

Questa storia inizia durante l’estate del 1949, un anno dopo la guerra che i palestinesi chiamano Nakba, la catastrofe – che ebbe come conseguenza l’esodo e l’espulsione di oltre 700.000 persone – e che gli israeliani celebrano come la Guerra d’indipendenza. Alcuni soldati israeliani attaccano un gruppo di beduini nel deserto del Negev, uccidendo tutti tranne un’adolescente. La ragazza viene catturata, stuprata, uccisa e sepolta nella sabbia. Molti anni dopo, ai giorni nostri, una donna di Ramallah prova a decifrare alcuni dettagli che aleggiano attorno a quell’omicidio.(da La nave di Teseo)

Adania Shibli, palestinese, è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, saggi. Il suo romanzo Masās, è stato tradotto in italiano con il titolo Sensi (2007), come i racconti brevi con il titolo Pallidi segni di quiete (2014), così il suo ultimo romanzo “Un dettaglio minore”, che è stato finalista al National Book Award 2020 e all’International Booker Prize 2021.

La prima parte del romanzo racconta di una violenza consumata dalle forze israeliane poco dopo la Nakba, nel 1949, su di una donna beduina. Alcuni soldati israeliani attaccano un gruppo di beduini nel deserto del Negev, uccidendo tutti tranne un’adolescente. La ragazza viene catturata, stuprata, uccisa e sepolta nella sabbia. Nella seconda parte una ricercatrice palestinese mezzo secolo dopo vuole ricostruire in ogni dettaglio quella vicenda, sicuramente “un dettaglio minore” nelle pagine della Storia. La prima parte, ambientata nel 1949 è scritta in terza persona. Dopo che la ragazza è stata uccisa e sepolta nel deserto inizia la seconda parte ambientata ai giorni nostri e scritta in prima persona, una prima persona che non ha nome. Due narrazioni che si susseguono contrassegnate semplicemente con numeri, 1 e 2. Nella seconda parte, a Ramallah, una donna palestinese legge di quella violenza su un giornale israeliano e, spinta inizialmente da una coincidenza di date, parte alla volta del Negev alla ricerca di  indizi che possano restituire dignità alla giovane vittima e forse cogliere le origini del suo presente.