Omaggio a Katherine Mansfield

Il 9 gennaio 1923 moriva in Francia di tubercolosi a Fontainebleau a soli 35 anni

Pseudonimo di Kathleen Beauchamp,  era nata a Wellington, Nuova Zelanda, nel 1888. Figlia di un ricco imprenditore, nel 1903 lascia la Nuova Zelanda per frequentare il Queen’s College di Londra, come si usava nelle famiglie benestanti e vi resta tre anni fino ai 18 anni; rientrata in famiglia, ottenne, dopo due anni, nel 1908, di tornare a vivere a Londra: un soggiorno caratterizzato da una vita bohémienne, durante il quale svolse molti lavori occasionali di attrice ambulante, di cantante, di insegnante privata, che lasceranno traccia nei suoi racconti. Appassionata di Cechov, che considerava il suo maestro, fu amica e rivale di Virginia Woolf e fu anche la prima autrice pubblicata dalla Hogarth Press: brillava per la cura stilistica, nell’indagine psicologica, per la speciale capacità di cogliere e fissare l’attimo in poche immagini, con descrizioni vivide, brillanti, ma anche pungentemente ironiche o dissacranti. La racconta Pietro Citati in Vita breve di Katherine Mansfield e nelle prime pagine così la descrive

Tutti coloro che conobbero Katherine Mansfield negli anni della sua breve vita, ebbero l’impressione di scorgere una creatura più delicata degli altri esseri umani: una ceramica d’Oriente, che le onde dell’oceano avevano trascinato sulle rive dei nostri mari […]Alfred Richard Orage, che pubblicò i suoi primi racconti, la chiamava the marmozet, l’uistiti. La Woolf scriveva: «La donna inscrutabile rimane inscrutabile. Mi è venuto in mente che è una specie di gatto, estraneo, riservato, sempre solitario, osservatore»

evidenziandone via via il carattere contraddittorio e drammatico, citando i suoi scritti, stralci dal suo Diario, seguendola nelle sue peregrinazioni, raffigurandola nel dolore fisico della malattia, nella solitudine, nella vita immaginata, misteriosa ed enigmatica.

Difficile trasferire e condensare in poche righe un personaggio particolarmente composito, pertanto questa breve e non esaustiva presentazione ha solo lo scopo di un memoir legato alla ricorrenza e un invito a leggere alcune delle opere della scrittrice riconosciuta come maestra dei racconti brevi

I suoi scritti si possono considerare racconti lirici, in cui riesce a trasfigurare situazioni ed aspetti autobiografici. Risentì l’influenza dei russi, specie di Čechov, come sottolineato, e la sua prosa fu esempio e stimolo a Virginia Woolf. Tra le due donne si creò un legame importante: la incontrò per la prima volta nel 1917. Katherine aveva 28 anni e Virginia 35, e stavano per scrivere le loro opere più significative oltre che innovative in quello scorcio di Novecento che le vide protagoniste.

In seguito fu Virginia a chiederle un racconto da pubblicare nella nascente Hogarth Press: è così che L’aloe, rinverdito completamente, mostrava a Virginia un esempio di nuovi modi di raccontare. L’aloe era diventato Preludio, uno dei racconti più conosciuti e riconosciuti della Mansfield. Subito dopo, come racconta la De Simone in Nessuna come lei. Katherine Mansfield e Virgia Woolf: storia di un’amicizia, volume che Neri Pozza ha presentato proprio in ricorrenza del centenario, fu soprattutto Katherine a cercare Virginia e ne nacque un rapporto profondo, di vicinanza artistica e di propositiva rivalità letteraria. Preludio, uno dei suoi racconti più celebri, rielaborazione del primo nucleo narrativo intitolato L’aloe scritto dopo la morte improvvisa del fratello Leslie, arruolato nell’esercito britannico durante la Prima guerra mondiale, in occasione del centenario della morte, viene ripubblicato negli Oscar Mondadori a cura di Franca Cavagnoli con altre due short story a tema autobiografico relativo all’infanzia in una famiglia neozelandese, la sua ma trasposta nei Burnell: Alla baia (1921)e La casa delle bambole (1922). Rizzoli Bur Racconti con una prefazione di Giulia Caminito e un saggio introduttivo di Armanda Guiducci, raccoglie i testi composti tra il 1911 e il 1923. Tra questi Una pensione tedesca  e  Felicità  e altre short story della maturità artistica. Di Nadia Fusini è stato ripubblicato per Feltrinelli il romanzo La figlia del sole: vita ardente di Katherine Mansfield  

Un’ampia scelta per approcciare o rinnovellare la conoscenza della scrittrice

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