Jennifer Clement “Gun love”, l’America delle periferie, consigliato da Martina Castagnoli

Vita di Pearl, una ragazzina di 14 anni nata e cresciuta insieme alla giovanissima e angelica madre Margot in una vecchia Mercury parcheggiata da 14 anni in un campo roulotte in una livida periferia di una ancor più livida Florida.

Gun Love
è una ballata di magnifica potenza visiva sul sogno americano all’incontrario,dove le due giovani donne, madre e figlia, sopravvivono escludendosi di fatto ad un mondo di uomini e armi. Sarà il contatto tra i due mondi, in totale antitesi, a creare i presupposti per la deflagrazione di un’inarrestabile spirale di violenza
Una storia bella e maledetta di angeli e angeli caduti, dove le armi e l’amore hanno un filo diretto.

La scrittrice ritrae, con questo capolavoro che le vale la candidatura per il National Book Award 2018, un’America senza redenzione, l’America delle periferie, che ti si appiccica addosso con i suoi odori, e pagina dopo pagina, mostra le sue debolezze da paradiso perduto.
Al centro, il tema più caldo degli ultimi anni: l’uso delle armi.

vedi anche: Sul romanzo

Il libro è disponibile presso la Libreria On the road via Vittorio Emanuele II 32 A/rosso (piazza Giorgini) 50134 Firenze tel 055471461

 

insieme agli altri consigliati da Martina Castagnoli:

Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”

Patrick Leigh Fermor “Mani. Viaggi nel Peloponneso”

Mjlienko Jergovic “Radio Wilimowski”

Vito Paticchia “Via della lana e della seta”

Catherine Poulain “Il grande marinaio”

Juan Pablo Villarino e Laura Lazzarino “Vie invisibili”

Lorenzo Pini “Lisbona”

Raffaella Romagnolo “Destino” recensione di Salvina Pizzuoli

 

 

Un ritorno a quarantacinque anni di distanza.

La protagonista, Giulia,  partita nel 1901, torna al paese che l’ha vista nascere, crescere e lavorare ancora bambina nella filanda e poi fuggire incinta e senza farne parola con nessuno verso la grande America dove riesce a conquistare una vita agiata.

E il romanzo si snoda quindi tra la nuova terra di approdo e il paese abbandonato. Due le protagoniste attorno alle quali si aprono i due scenari: le due amiche-sorelle, Giulia fuggita perché tradita dal futuro sposo proprio con Anita, l’amica del cuore, e Anita che rimane a Cascina Leone, a Borgo di Dentro, un piccolo paese tra Piemonte e Liguria che le ha viste condividere esperienze e speranze giovanili, compagne complementari a sostegno reciproco.

Ma si fugge davvero così, solo per un tradimento d’amore? E poi perché si ritorna?

Su questi due palcoscenici fa da sfondo la storia del primo scorcio del Novecento, di qua e di là dall’Oceano. Avvenimenti che s’intrecciano e s’avvicendano tra ciò che fu ieri e l’oggi.

E Borgo di Dentro vive e attraversa due guerre mondiali, l’avvento del fascismo e la lotta per la liberazione.

E il lettore segue le vicende attorno a Cascina Leone, tragiche e funeste, in un mondo di mezzadri, di sfruttamento e di lavoro massacrante. Una vita senza gioie, solo di tormenti, di lotte, di fame, senza prospettive di miglioramenti,  cui fanno contrasto, sebbene in una  situazione difficile per gli immigrati, le tante opportunità che la Grande Mela offre.

Ma Giulia torna, a quarantacinque anni di distanza.

S.P.

 

 

 

Guido Tonelli “Genesi” da Il Tirreno 5 ottobre

Così nasce l’universo, il fisico Tonelli al Tirreno

LIVORNO. Il professor Guido Tonelli, fisico al Cern di Ginevra e professore all’Università di Pisa, presenterà a un pubblico di lettori del “Tirreno” e di studenti delle scuole superiori livornesi il suo ultimo libro “Genesi”. L’incontro si svolgerà stamani alle ore 11 nella sede del Tirreno (viale Alfieri 5). Tonelli è stato coordinatore e portavoce della ricerca che ha portato alla scoperta del Bosone di Higgs, una scoperta che ha cambiato il modo di leggere la nascita dell’universo e che venne premiata poi con il Nobel per i due fisici, Englert e Higgs, che ne avevano teorizzato l’esistenza. Da qualche anno, all’attività di docente universitario e di ricercatore al Cern, Tonelli affianca con altrettanto successo quella di scrittore e divulgatore come testimoniano i suoi libri “La nascita imperfetta delle cose”, “Cercare mondi. Esplorazioni avventurose ai confini dell’universo”, “La nuova fisica delle particelle e i segreti dell’universo”. Il titolo del suo ultimo libro, “Genesi”, non è ovviamente casuale, ma si rifà all’altra Genesi, quella più nota, dell’Antico Testamento. Se quella era la spiegazione mitica e religiosa della nascita del mondo, creato da Dio in sette giorni, quello di Tonelli è il racconto che la scienza oggi è in grado di fare dell’origine del cosmo, nato insieme dal caos e dal caso, se vogliamo giocare con le parole. Un racconto anche questo articolato in sette “giornate” che hanno però una durata ben diversa tra loro: si va dalle frazioni di secondo delle prime “giornate”, decisive, che indirizzano poi l’evoluzione cosmica, ai miliardi di anni delle fasi successive. Un universo nato dal “vuoto” e della sua energia, diventato quello che è grazie a impercettibili asimmetrie e irregolarità nella sua prima espansione. Tonelli ci guida in questo straordinario viaggio a ritroso nel tempo affiancando alla storia del cosmo riflessioni nate sul terreno della cultura classica, della letteratura, della storia dell’arte e dell’umanità. C’è anche un altro motivo che spiega la scelta di quel titolo e Tonelli lo spiega nell’ultimo capitolo quando cita l’incontro con il gesuita e teologo padre Cesare Geroldi autore di un’osservazione illuminante e apparentemente paradossale con cui definiva la Genesi (quella biblica) come «un libro che parla del futuro». Perché Tonelli ne è convinto: la storia delle origini è una necessità a cui l’umanità non può rinunciare. Di più, è un elemento di identità che rafforza la nostra presenza nel mondo, così emotivamente fragile. Nella storia dell’umanità la narrazione, prima mitica e poi religiosa, delle origini ha aiutato Homo Sapiens nell’affrontare le avversità dell’esistenza ed è diventata un punto di forza evolutivo. Ora il racconto spetta alla scienza. Stamani alle 11 Tonelli sarà nel salone del Tirreno. Dopo l’introduzione del direttore Fabrizio Brancoli, il fisico terrà una sorta di “lectio”, risponderà alle domande e firmerà le copie del libro.

Maurizio Cucchi “Sindrome del distacco e tregua” recensione di Paolo Mauri La Repubblica Cultura 23 settembre

Il privilegio dell’idiota in cerca di poesia
Verso la fine della sua ultima raccolta, che si intitola Sindrome del distacco e tregua, Maurizio Cucchi serenamente confida: «La poesia ha parole pesanti/ che in queste strane pagine/ sembrano mobili e leggere./ Viaggiano quasi imprendibili,/ cangianti, e disorientano/ la nostra vecchia mente di carta…» e poi chiosa: «La poesia/ chiede di spargersi e andare/ lieve e piana nel mondo,/ che forse non lo sa/ però la sta aspettando». Viaggiano dunque le parole e viaggia il poeta dentro e con le parole.
Sindrome del distacco e tregua è denso di itinerari e si percorre e ripercorre accompagnati da una musica di fondo, dal ritmo che tutto pervade. E la poesia sgorga anche visitando la devastata città di Pryp’jat dove si arriva navigando sulle carte di un atlante e guardando la fotografia di una vecchia che arranca per la strada. Il panorama è spettrale, si tratta nientemeno dei resti della città costruita nel 1970 e bruciata dalla centrale atomica di Cernobyl’. A un certo punto la carta geografica subisce una metamorfosi, appare «un intrico di terra, boscaglia e di palude/ che quasi mi inghiottiva nel suo verde/ e ocra…».[…]
Sindrome del distacco e tregua è un libro complesso, ma non più di un diario di tanti giorni diversi. […]( da Paolo Mauri La Repubblica)

Kate Quinn “Fiori dalla cenere” recensione di Flavia Piccinni da Il Tirreno 30 settembre

Quella rete di spionaggio tutta al femminile

di Flavia Piccinni

«La prima persona che incontrai in Inghilterra fu un’allucinazione. L’avevo portata con me a bordo del placido transatlantico che mi aveva condotto, intorpidita e sofferente, da New York a Southampton». Inizia così l’appassionante romanzo della californiana Kate Quinn “Fiori dalla cenere” (pp. 464, EUR 18) appena pubblicato da Nord Editore. È ispirato a una storia vera: la rete di spionaggio al femminile più efficiente di tutta la Prima guerra mondiale, nota come la Rete di Alice.Protagoniste del testo sono la giovane Charlie e la misteriosa Eve Gardiner. La prima va alla ricerca della cugina Rose, scomparsa in Francia sei anni prima. La seconda è «una ragazza alta, con dita affusolate, capelli castani, pelle delicata e occhi da cerbiatta che davano l’impressione sbagliata», una che «detestava il proprio aspetto, il viso dolce e levigato di una bellezza acerba e anonima, a parte un’impressione generale di giovinezza, per cui dimostrava sedici o diciassette anni. Eppure era anche la sua salvezza, quando si trovava nei guai». Charlie bussa alla porta di Eve per trovare sua cugina. All’inizio questa è fredda al limite della scortesia, ma quando scopre che c’è un uomo a legarle, cambia atteggiamento: Eve sta cercando quell’uomo da anni per compiere la sua vendetta. Ma chi è veramente Eve? Si scopre che è una spia inglese, e che quell’uomo di cui le parla Charlie è stato la sua rovina. Questo romanzo, da oltre un anno in testa alle classifiche del New York Times, per quanto possa risultare in taluni passaggi prolisso, saprà trascinare il lettore. —

E anche:

la recensione di Salvina Pizzuoli

Francesco Recami “L’atroce delitto di via Lurcini. Commedia nera n. 3”

 

vai alla recensione di Roberto Iovacchini

leggi l’intervista all’autore  dal Corriere fiorentino

dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Il diario segreto del cuore recensione di Ermanno Paccagnini

e anche:

su mangialibri le recensioni ai romanzi di Francesco Recami

 

 

 

 

Irene Soave “Galateo per ragazze da marito” recensione di Flavia Piccinni da Il Tirreno 16 settembre

Galateo per ragazze da marito nell’epoca di Tinder

di Flavia Piccinni

«Molte fidanzate ambiziose preferiscono, per l’anello, un’enorme acquamarina a un minuscolo brillante. Ma consultatele in proposito: ce ne sono molte che preferiscono il minuscolo brillante all’enorme acquamarina». Scriveva così, riguardo l’anello di fidanzamento, Irene Brin in quel fortunato volume battezzato “I segreti del successo” alla metà degli anni Cinquanta. E scriveva anche, Irene Brin, di molte fidanzate e di molti fidanzati, del corteggiamento e di quello che vi deve (almeno in un mondo ideale) seguire. Lo faceva con quella prosa leggera e gentile, ma non meno pungente e ironica, che l’ha resa e mantenuta celebre, nonostante i decenni trascorsi e i numerosi emuli. Non è un caso dunque che Irene Brin venga spesso e molto giustamente citata – insieme a Donna Letizia, ma anche a Jolanda o a Elena Canino – nel saggio firmato dalla giornalista appena pubblicato da Bompiani (pp. 256, EUR 17). Il libro – proposto nella collana diretta da Stefano Bartezzaghi – è una sorta di riflessione allargata sul tema del fidanzamento e del matrimonio, ma anche una guida attraverso le pubblicazioni fra il 1861 e il 1968 focalizzate sui costumi. L’ironia di Soave affronta con un piacevole cinismo – che ricorda vagamente l’approccio leggiadro di Samantha in Sex&TheCity – le questioni di cuore e di portafogli, piacevolmente smarrendosi in talune analisi che si dimostrano comiche fino a lambire la tragedia (come la condizione di zitella o la reputazione della stessa), preoccupandosi tanto delle condotte da marito quando delle nuove tecnologie come Tinder che rendono le moderne Biancaneve meno credibili e innocenti. Non si esibisce cattiveria né sociologia da quattro soldi. Anche per questo ne esce fuori una lettura piacevole, sublimata da una degnissima bibliografia.

tuttatoscanalibri: le pagine più visitate nel mese di settembre

Le pagine più visitate nel mese di settembre

Fabio Leocata “La gentilezza vola lontano”
Giuseppe Conte “I senza cuore”
Gulia Corsalini “La lettrice di Čechov”
Wilbur Smith con Imogen Robertson “Re dei re”
Ian McEwan, “Macchine come me”
Nicola Nucci “Trovami un modo semplice per uscirne”
L.S.Larson “Igist” un nuovo romanzo e un nuovo modo di leggere
John Jay Osborn “Ascoltate il matrimonio”
Annie Ernaux “Memoria di ragazza”
Clemens J.Setz “L’ora tra la donna e la chitarra”
Elena Ferrante, l’incipit del nuovo romanzo

Mattia Signorini “Stelle minori”recensione di Maria Anna Patti da Robinson La Repubblica

…continua a leggere la recensione di Maria Anna Patti da Robinson La Repubblica