Hernan Huarache Mamani “La profezia della curandera” un libro di viaggio consigliato da Martina Castagnoli

 

 

 

 

C’è un tempo per ogni tipo di lettura. Per questo anno bisestile (presunto) apocalittico e dai toni foschi, ritengo che il miglior consiglio di lettura salvifica per sollevarvi dalla pesantezza quotidiana è quello di cercare qualcosa che vi riporti alle origini, ad un mondo lento, senza tecnologia, dove i ritmi erano imposti dalla natura e l’oracolo era la madre terra. Questa è la storia di Kantu, una bella e giovane studentessa di Cuzco, in Perù, che d’improvviso, in seguito ad avvenimenti eccezionali, scopre di avere dentro di sé (suo malgrado e indesideratamente) l’energia e i prodromi che solo alcune donne posseggono, le curandere. Sarà grazie ad un percorso terribile e stravolgente, accompagnata e guidata da un saggio e rinomato curandero, che Kantu riuscirà a ritrovare l’armonia e il suo senso nel mondo. Un viaggio fisico e spirituale nel mondo degli avi, delle tradizioni legate all’anima del mondo, per persone aperte d’animo e di mente. Alla scoperta di un mondo sommerso che esiste, nonostante la civiltà e che ci ricorda da dove veniamo. Lo scrittore, Hernan Huarache Mamani, è un indio Quechua e docente universitario di fama mondiale, esperto di cultura andina e conoscitore delle lingue indigene.

Il libro è disponibile in libreria:

Florian Freistetter “”Bang! Storia dell’Universo in 100 stelle” presentazione di Luigi Grassia da Il Tirreno culture 5 marzo

E nel libro “Bang!” di Florian Freistetter si viaggia nei segreti
delle nane rosse, rimaste immutate da 13,5 miliardi di anni
Cielo pieno di notizie
Stelle che si fondono
e la nostra galassia
è stata “cannibale”

 

di Luigi Grassia

In astrofisica dalla dimensione macro, quella del cosmo, ci arrivano novità clamorose a getto continuo: scontri fra galassie, buchi neri supermassicci, materia oscura, energia oscura eccetera. Scendendo alla scala che (astronomicamente parlando) si può definire micro, cioè quella dei pianeti, fioccano le scoperte di esopianeti fuori dal sistema solare. Invece, sulla scala intermedia sembra che le stelle restino un po’ emarginate, mediaticamente parlando.Finché non arrivano notizie come queste: la rivista Nature Astronomy ci riferisce di due nane bianche che si sono fuse a 1,3 miliardi di anni luce da noi, creando un nuovo oggetto celeste di massa superiore a quella del nostro Sole, e insolitamente ricco di carbonio; mentre sull’Astrophyiscal Journal la ricercatrice Daniela Carollo, dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Torino, comunica una scoperta ancora più curiosa: «Le stelle della parte più “spessa” del disco della Via Lattea non sono tutte simili per composizione chimica e velocità, come si credeva, ma si dividono in due famiglie nettamente distinte». La popolazione standard ha una velocità di rotazione di circa 180 chilometri al secondo, mentre l’altra ruota più lentamente, a circa 150 km/secondo, inoltre è molto più povera di metalli, di quasi due volte rispetto alla prima. Mistero: come si spiega che una singola porzione di galassia sia occupata da due gruppi di stelle la cui origine è palesemente diversa? Fra le ipotesi più probabili c’è l’assorbimento di un’altra galassia da parte della Via Lattea, avvenuto diversi miliardi di anni fa, cioè un tempo abbastanza lungo da amalgamare le due famiglie celesti e nascondere le tracce di quell’antico sconvolgimento, tracce che oggi sono rilevabili solo con difficoltà, attraverso calcoli di momento angolare e sofisticate analisi spettrografiche. Ecco, un aspetto interessante delle stelle è che oltre a parlare di se stesse, come corpi astronomici individuali, in certi casi sono capaci anche di svelare la storia delle galassie e del cosmo intero. Un esempio lampante è una nana rossa dal nome irriferibile (è designata da una sigla che comincia con 2MASS e prosegue con altri diciotto caratteri alfanumerici): si trova a 2.000 anni luce da noi, una distanza non grande rispetto ai 100.000 anni luce del diametro della Via Lattea, e la sua età è di 13,5 miliardi di anni, perciò è una delle stelle più antiche dell’Universo, nata appena 200 milioni di anni dopo il Big Bang. Insomma è una stella fossile, la cui composizione chimica testimonia com’era l’universo allora: niente elementi pesanti, di quelli che si formano nel nucleo delle stelle massicce e poi vengono disseminati nello spazio dall’esplosione delle supernove: 2MASS in quanto stella “di prima generazione” ha conservato per 13,5 miliardi di anni l’esatta proporzione di idrogeno e di elio dell’Universo arcaico, ed è notevole che tale proporzione corrisponda a quella prevista dal modello di formazione del cosmo che gli astrofisici hanno elaborato. E poi non si dica che le stelle sono noiose. Fra l’altro, le nane rosse oltre che raccontare il passato potrebbero rappresentare anche il nostro futuro: mentre il Sole, nei prossimi miliardi di anni, ci arrostirà trasformandosi in gigante rossa, e poi ci farà congelare diventando una nana bianca, le nane rosse come 2MASS continueranno a produrre (poco) calore ancora per centinaia di miliardi di anni, e quindi l’umanità potrà trovare nella loro orbita una soluzione di sopravvivenza a lunghissimo termine. Questa simpatica (e forse, in futuro, anche accogliente) 2MASS è una delle ospiti d’onore del libro “Bang! Storia dell’Universo in 100 stelle” dello scienziato e divulgatore Florian Freistetter. Che ci svela un altro dettaglio: non è vero che andando su Internet si possa dare il proprio nome a una stella. Vi fanno pagare, poi vi mandano un certificato, ma sono solo balle spaziali. –

Melania Mazzucco “L’architettatrice” recensione da CasaLettori di Maria Anna Patti

 

“Le cose che non conosciamo, esistono da qualche parte. E noi dobbiamo cercarle o crearle.”
Melania Mazzucco, dopo una paziente e lunga ricerca, riporta in vita una figura che rischiava l’oblio.
Ne ricostruisce l’infanzia, la genesi familiare, la tenacia e la passione.

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Cees Nooteboom “533 Il libro dei giorni” recensione di Maria Anna Patti da Robinson La Repubblica

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dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

L’occhio del monaco

Vanessa Montfort “Il sogno della crisalide” recensione di Francesca Frediani da D La Repubblica 22 febbraio

 

 

Patricia e Greta, due donne in fuga. Una è un’ex giornalista, ora pubblicitaria, afflitta dalla mancanza di tempo e soprattutto dal non riconoscersi. L’altra è un’ex suora, in fuga dal convento e da un passato oscuro, in cerca di se stessa. Si incrociano in volo da New York a Madrid e si riconoscono, e da quel momento la prima comincia a scrivere la storia della seconda, e nel frattempo anche la propria, e diventano l’una lo specchio dell’altra, trasformandosi e dimostrando quanto può essere grande la capacità di cambiare insita in ognuno di noi […] Quando il passato è troppo stretto, credere in sé diventa l’unico futuro possibile (da Francesca Frediani D La Repubblica 22 febbraio)

 

 Quarta di copertina da La Feltrinelli

“Tutti abbiamo almeno un’opportunità per realizzare un grande cambiamento di vita, uscire dalla nostra crisalide e rinascere in una forma più autentica, più forte, più libera.” Un incontro casuale durante un volo intercontinentale. Due donne ribelli a un punto cruciale della loro vita. Un’emozionante storia di amicizia femminile. Un inno alla capacità di sognare e di cambiare.

e notizie sull’autore:

Vanessa Montfort (Barcellona, 1975) è scrittrice e drammaturga. Dopo una laurea in Scienze dell’informazione, ha pubblicato tre romanzi e diretto varie opere teatrali che spaziano dalla commedia al dramma, al musical e al genere fantastico.  Dal 2015 dirige la Compañía Teatral Hijos de Mary Shelley, a Madrid. Per Feltrinelli ha pubblicato Donne che comprano fiori (2017).

 

Le pagine più visitate di tuttatoscanalibri nel mese di febbraio

Le pagine più visitate nel mese di febbraio

 

Primo Levi “Se questo è un uomo”
Scrittori toscani di oggi: Oreste Verrini “Madri. Sulle orme del pittore Pietro da Talada lungo l’Appennino Tosco-Emiliano”
Raymond Chandler “Il grande sonno” 
Concita De Gregorio “In tempo di guerra” 
Gulia Corsalini “La lettrice di Čechov” 
I libri che verranno: Sono delle donne le pagine più attese
Scrittori che vivono in Toscana e la raccontano: Marisa Salabelle “L’ultimo dei Santi”
Gigi Paoli “Il rumore della pioggia” 
Scrittori toscani? Sì, ancora… Renato Fucini “Il ciuco di Melesecche”
Pina Bertoli “Infondate ragioni per credere all’amore”
Scrittori toscani di ieri: Renato Fucini “Il ciuco di Melesecche” dalla raccolta omonima

Marija Stepanova “Memoria della memoria” recensione di Tiziano Gianotti da D La Repubblica 22 febbraio

(da Tiziano Giannotti DLa Repubblica 22 febbraio)

Dalla Quarta di copertina:

Mostrare tutto.

Nascondere tutto.

Custodire per sempre.

La sinossi da catalogo Bompiani 

La morte di una zia, un viaggio nel paese d’origine al limitare della steppa russa, miriadi di oggetti, fotografie e cartoline che si trasformano in grimaldelli per aprire lo scrigno della memoria famigliare e personale: storie d’amore, diari di viaggio, riflessioni sulla fotografia e sul dolore si fondono in una voce unica e ammaliante che ripercorre vicende umanissime ai margini della grande Storia. Al centro di tutto c’è una famiglia di medici, architetti, bibliotecari, commercialisti e ingegneri che hanno cercato di condurre un’esistenza tranquilla, per nulla spettacolare, e che pur vittime di violenze e persecuzioni sono riusciti a sopravvivere agli orrori del XX secolo. Com’è stato possibile? Per rispondere a questa domanda Marija Stepanova ha attinto a una biblioteca perduta e ritrovata di ricordi e li ha messi in dialogo con Barthes, Sebald, Sontag, Blok, Proust, con un linguaggio lirico e lieve che segna un passo avanti nell’evoluzione della forma narrativa contemporanea.

“I racconti delle donne” a cura di Annalena Benini, da CasaLettori di Maria Anna Patti

“I racconti delle donne”, pubblicato da Einaudi. Mancava una antologia letteraria capace di raccogliere il meglio della narrativa mondiale.

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Vittoria Baruffaldi “C’era una volta l’amore” recensione di Maria Anna Patti da Robinson La Repubblica

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Desy Icardi “La ragazza con la macchina da scrivere” presentazione in breve

Leggi anche la recensione di Maria Anna Patti da CasaLettori

Una vecchia Olivetti, una mp1 rossa, e Dalia sono le protagoniste di un lungo viaggio nella memoria: dall’ascesa del Fascismo a gli anni Novanta.

Dopo L’annusatrice di libri, l’autrice dedica questo secondo romanzo al senso del tatto: Dalia infatti usa le sue dita per ricostruire, battendole sui tasti della sua Olivetti,  la vita e le storie vissute.

Desy Icardi nata a Torino, città in cui vive e lavora, è formatrice aziendale, attrice e copywriter. Nel 2004 si è laureata al DAMS e dal 2006 lavora in teatro anche in qualità di autrice e regista. Con Fazi Editore, nel 2019, ha pubblicato L’annusatrice di libri, un romanzo che ha avuto un grande successo di critica e di pubblico e i cui diritti sono stati venduti anche all’estero. (da Fazi Autore)

Della stessa autrice:

La biblioteca dei sussurri

Una Olivetti mp1 rossa è la protagonista insieme a Dalia di un lungo viaggio nella memoria, dall’ascesa del Fascismo agli anni Novanta. Le dita della protagonista battono sui tasti della vecchia Olivetti e ricostruisce le storie vissute.