Isaka Kotaro ” I sette killer dello Shinkansen” presentazione

Shinkansen è il nome della rete ferroviaria giapponese ad alta velocità su cui viaggiano i  dangan ressha, ovvero i “treni proiettile” che raggiungono, proprio per l’organizzazione della rete stessa, velocità molto elevata, intorno ai 320 chilometri l’ora; essendo sperimentati già dai lontani anni cinquanta potrebbero presto essere surclassati dagli sperimentali e futuristici Serie L0 a levitazione magnetica che potrebbero superare i 600 km orari. È su questa scheggia di treno che uno dei più celebri scrittori giapponesi di crime. Isaka Kotaro, ha ambientato il suo ultimo romanzo intitolato I sette killer dello Shinkansen un thriller incalzante, che viaggia anch’esso alla velocità di 300 km orari, “sanguinario, truculento ma anche ironico ed esilarante” come si legge nel catalogo Einaudi che riporta l’incipit della recensione di Annachiara Sacchi da La Lettura del Corriere della Sera (27 giugno 2021)

Dal Catalogo Giulio Einaudi Editore

Un treno partito da Tokyo e lanciato a trecento all’ora nella campagna giapponese. Una valigia piena di soldi nascosta in una delle carrozze. E sette assassini pronti a entrare in azione. Un meccanismo narrativo micidiale, in cui tensione e adrenalina si susseguono fino all’ultimo, straordinario, colpo di scena.

E anche

Brevi note biografiche

Isaka Kotaro è uno dei piú celebri scrittori giapponesi di crime e non solo. Nel corso della sua straordinaria carriera ha vinto tra gli altri lo Shincho Mystery Club Prize, il Mystery Writers of Japan Award, il Japan Booksellers’ Award e lo Yamamoto Shugoro Prize. Per Einaudi ha pubblicato I sette killer dello Shinkansen (2021).

Stefania Auci “L’inverno dei leoni. La saga dei Florio” presentazione

Si apre con due brevi sintesi la prima traccia dal 1799 al1868 il percorso dei capostipiti dei Florio, la seconda inquadra il periodo storico prima di iniziare la nuova avventura: “Mare”, il titolo del capitolo, con il nuovo orizzonte aperto da Ignazio sull’impero dei Florio fondando una Compagnia di navigazione.

Procede quindi a riallacciare le vicende raccontando dalla morte di Vincenzo Florio e dell’erede Ignazio che ha portato alla famiglia quel quarto di nobiltà che mancava per coronare l’impresa, sposando la baronessa Giovanna d’Ondes Trigona.

La morte prematura di Ignazio segnerà un passaggio epocale, l’erede ventiduenne infatti non ha quel senso della “famiglia” di chi lo ha preceduto e nemmeno l’amore per la moglie, la bella e fascinosa donna Franca, riuscirà a fermare in lui la voglia di sfarzo, l’amore per la bella vita e la mancata dedizione al lavoro. Inizierà il declino ma prima del precipitare, il nome dei Florio si risolleverà legandosi alla Targa voluta da Vincenzo, appassionato di auto.

Un romanzo che segue le vicende appoggiandosi ad una fitta documentazione e sulla capacità dell’autrice di legare e avvincere il lettore alle vicende sapientemente raccontate.

Da Editrice Nord brevi note biografiche

Stefania Auci è nata a Trapani, ma vive da tempo a Palermo, dove lavora come insegnante di sostegno. Con I Leoni di Sicilia, che ha avuto uno straordinario successo – più di cento settimane in classifica, in corso di traduzione in 32 Paesi –, ha narrato le vicende dei Florio fino alla metà dell’Ottocento, conquistando i lettori per la passione con cui ha saputo rivelare la contraddittoria, trascinante vitalità di questa famiglia. Una passione che attraversa anche L’inverno dei Leoni, seconda e conclusiva parte della saga, e che ci spalanca le porte del mito dei Florio, facendoci rivivere un’epoca, un mondo e un destino senza pari.

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Emanuele Trevi con “Due vite” vince il Premio Strega 2021




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che si è aggiudicato il premio con 187 voti

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in breve ai cinque romanzi finalisti

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Oggi sabato 10 luglio un saggio breve, corredato da molte foto ad illustrare la valle dell’Arno da Firenze a Pisa, in omaggio solo per oggi ai lettori di tuttatoscanalibri:

Salvina Pizzuoli, La valle dell’Arno tra storia e geografia. Da Firenze a Pisa: dalle origini al 1333

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L’indice

La valle dell’Arno tra storia e geografia

Firenze e l’Arno: un rapporto difficile

Empoli e l’Arno: dalle origini al 1333

Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema fluviale

APPENDICE

Il bacino idrografico di Firenze

Visita al Museo delle navi antiche di Pisa: un entusiasmante viaggio nel passato

L’antico attracco e la Basilica di San Piero a Grado

Da Florentia Tuscorum a Pisis

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A partire da domani sabato 10 luglio e per i successivi, 17 – 24 – 31, tuttatoscanalibri offre in omaggio ai suoi lettori un ebook gratis da scaricare direttamente da Amazon

Sabato 10 luglio un saggio breve corredato da molte foto ad illustrare la valle dell’Arno da Firenze a Pisa:

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Empoli e l’Arno: dalle origini al 1333

Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema fluviale

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Il bacino idrografico di Firenze

Visita al Museo delle navi antiche di Pisa: un entusiasmante viaggio nel passato

L’antico attracco e la Basilica di San Piero a Grado

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Un libro per l’estate? Classici da non perdere

Le recensioni su tuttatoscanalibri

Michail Bulgakov “Il maestro e Margherita”

Albert Camus “Lo straniero”

Albert Camus “Il primo uomo”

Edmondo De Amicis “Amore e ginnastica”

Grazia Deledda “Canne al vento”

James Hilton “Addio, mister Chips!”

Jack London “Martin Eden”

Alessandro Manzoni “I promessi sposi”

J.D. Salinger “Il giovane Holden”

Stevenson “Il diavolo nella bottiglia” con testo originale a fronte e le illustrazioni di Elena Salucco

Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekill e mister Hyde” illustrato con i disegni di Mauro Moretti

Jules Verne “La sfinge dei ghiacci”

Martha Lloyd’s Household Book,Bodleian Library Publishing, presentazione

Una curiosità, una pubblicazione particolare per chi vuole conoscere usi e preparazioni culinarie dell’Inghilterra tra XVIII e XIX secolo, un libro che lega la sua storia alla scrittrice Jane Austen: è una prima pubblicazione in facsimile del Libro di casa ( Household Book ) scritto dall’amica a lei più vicina : Martha Lloyd.

Martha conobbe Jane nel 1789 quando Jane Austen aveva 13 anni e lei 23, visse poi con la scrittrice, la sorella e la madre di lei nel cottage di Chawton, nello Hampshire, dove la Austen compose le sue opere maggiori.

Ma cosa ha di particolare questo volume?

È praticamente un libro che raccoglie ricette e rimedi casalinghi, un prontuario per le pulizie o per infortuni, un libro per la casa e la famiglia, e fu scritto a mano tra il 1798 e il 1830 da Martha includendo i piatti preferiti dalla scrittrice, tra i quali il formaggio tostato e l’ idromele e indirettamente modi di vita della scrittrice stessa e soprattutto tra le curiosità, la ricetta della “zuppa bianca”, che compare in Orgoglio e pregiudizio .

La copia facsimile è riprodotta a colori ed è accompagnata da una trascrizione completa e da annotazioni dettagliate. Conserva le macchie dell’uso e del tempo trascorso e anche delle molte mani che lo hanno aperto e sfogliato alla ricerca di ingredienti e procedimenti o consigli.

La Bodleian Library Publishing lo ha pubblicato a giugno, con il titolo Martha Lloyd’s Household Book, ed è stato curato dalla storica del cibo Julienne Gehrer. Si compone di 312 pagine e 85 tavole a colori

Eugenio Borgna “In dialogo con la solitudine” presentazione e con la recensione di CasaLettori di Maria Anna Patti

In dialogo con la solitudine l’autore approfondisce il tema già affrontato in La solitudine dell’anima del 2010, presumibilmente scaturito dalla recente fase di chiusura totale che di fatto ci ha “isolato”, fenomeno dissimile e antitetico: se l’isolamento chiude, la solitudine apre perché essa è vitalità e va ricercata come osi nel deserto per consentire riflessioni e meditazioni in questo nostro mondo così iperconnesso da impedire questo viaggio interiore fondamentale. Niente di più necessario a mio avviso per ritrovarsi per scoprirsi, nel silenzio dell’interiorità.

Un testo interessante che offre molti spunti di riflessione anche presentando i molti contesti in cui possiamo sperimentala: la solitudine degli anziani e diametralmente dei bambini e degli adolescenti, ma anche della malattia e della morte, l’ultima solitudine. Aborrita e fuggita la solitudine acquista una nuova dimensione, da valutare e volendo sperimentare perché è un “dialogare” con essa.

Dal Catalogo Einaudi

Essere in dialogo con la solitudine significa entrare in relazione con gli abissi della nostra interiorità. In un mondo collegato continuamente in ogni suo aspetto, la solitudine rappresenta l’occasione per scendere lungo i sentieri che portano dentro di sé, e ascoltare le ragioni della immaginazione e del cuore. Eugenio Borgna ci indica in questo libro la direzione, molto spesso confusa e difficile, per aprirsi al dialogo con la solitudine. L’esperienza della pandemia, che ancora permane, ha posto tutti di fronte al significato della solitudine e a quanto essa sia un valido strumento per conoscere il mondo esterno, nelle sue luci e nelle sue penombre.

e anche

Brevi note biografiche

Eugenio Borgna è psichiatra e docente. Per Einaudi ha pubblicato: Elogio della depressione (con A. Bonomi, 2011), La fragilità che è in noi (2014), Parlarsi (2015), Responsabilità e speranza (2016), Le parole che ci salvano (2017) – che raccoglie in un unico volume gli ultimi tre testi -, L’ascolto gentile (2017), La nostalgia ferita (2018), La follia che è anche in noi (2019), Speranza e disperazione (2020) e In dialogo con la solitudine (2021).

La recensione di Maria Anna Patti su CasaLettori

Valérie Perrin “Tre”, presentazione

Fresco di stampa, Tre è arrivato in libreria alla fine dello scorso mese di giugno e va a diventare il terzo lavoro pubblicato dalla Perrin dopo il successo degli altri due e soprattutto di Cambiare l’acqua ai fiori. Un romanzo corposo ambientato a Le Comelle nel dipartimento della Saona e Loira nella provincia della Francia continentale. La storia di un’amicizia nata sui banchi di scuola tra Nina Beau, Étienne Beaulieu, Adrien Bobin, raccontata dalla voce narrante in prima persona di Virginie che si presenta sommariamente già in apertura del capitolo che porta la data 4 dicembre 2017.

Io sono abbastanza alta e ben proporzionata. Frangetta, capelli castano scuro di media lunghezza con qualche filo bianco che nascondo col mascara marrone. Mi chiamo Virginie, ho la loro stessa età. Oggi, di tutti e tre, Adrien è l’unico che ancora mi rivolge la parola. Nina mi disprezza. Quanto a Étienne, sono io che non voglio più saperne di lui. Eppure fin dall’infanzia mi affascinano. Sono sempre stata legata soltanto a loro tre. E a Louise.

I tre giovanissimi hanno storie pregresse molto diverse: Etienne è il bello e il facoltoso del piccolo gruppo, ha una sorella minore Louise
Adrien è timido, impegnato nello studio, vive solo con la madre abbandonata dal marito e padre di Adrien.
Nina vive con il nonno, il postino del paese, non ha mai conosciuto i genitori essendo stata abbandonata dalla madre appena nata, è bravissima a scuola.

Il testo procede alternando due periodi narrativi: dal 1986 fino agli anni Duemila, e il presente il 2017. Se il passato li ha visti uniti e indissolubili il presente li trova lontani, non si frequentano più.

Nel presente, trent’anni dopo, un’automobile riemerge dal lago, luogo che ha segnato l’adolescenza del trio, e ne emergono oltre alla carcassa di un’auto i resti umani che riaprono un vecchio caso, la scomparsa senza lasciare traccia e in dolce attesa della giovane Clotilde. Lo racconterà Virginie molto coinvolta nella storia lontana e attuale dei tre giovani: è lei a seguire le scelte di vita di Nina, rimasta sola e diventata guardiana in un centro accoglienza per animali abbandonati, un altro dei luoghi prediletti dall’autrice oltre i cimiteri e i caselli, i luoghi in cui ci si può rifugiare perché nessuno ci va, se non occasionalmente, e anch’esso luogo di passaggio.

Un testo che parla di amicizia e di adolescenza, di dolori e tristezze da affrontare, di giovani vite che dovrebbero avere sostegno nel loro cammino di formazione, ma spesso devono trovare da soli la propria strada, tra errori e dolori.

La sinossi su Edizioni e/o e varie recensioni

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Hans Tuzzi, Il sesto Faraone, Bollati Boringhieri Milano 2016

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Hans Tuzzi, Al vento dell’Oceano, Bollati Boringhieri Milano 2017

I gialli

Hans Tuzzi La belva nel Labirinto, Bollati Boringhieri 2017

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Nella luce di un’alba più fredda

“Ma cos’è questo nulla?”

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I romanzi

Hans Tuzzi “Nessuno rivede Itaca”

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Hans Tuzzi, zaff&rano e altre spezie, Slow Food Editore 2014

Hans Tuzzi “Morte di un magnate americano” (biografia)

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Intervista ad Hans Tuzzi (21 ottobre 2024)