Valérie Perrin “Tre”, presentazione

Fresco di stampa, Tre è arrivato in libreria alla fine dello scorso mese di giugno e va a diventare il terzo lavoro pubblicato dalla Perrin dopo il successo degli altri due e soprattutto di Cambiare l’acqua ai fiori. Un romanzo corposo ambientato a Le Comelle nel dipartimento della Saona e Loira nella provincia della Francia continentale. La storia di un’amicizia nata sui banchi di scuola tra Nina Beau, Étienne Beaulieu, Adrien Bobin, raccontata dalla voce narrante in prima persona di Virginie che si presenta sommariamente già in apertura del capitolo che porta la data 4 dicembre 2017.

Io sono abbastanza alta e ben proporzionata. Frangetta, capelli castano scuro di media lunghezza con qualche filo bianco che nascondo col mascara marrone. Mi chiamo Virginie, ho la loro stessa età. Oggi, di tutti e tre, Adrien è l’unico che ancora mi rivolge la parola. Nina mi disprezza. Quanto a Étienne, sono io che non voglio più saperne di lui. Eppure fin dall’infanzia mi affascinano. Sono sempre stata legata soltanto a loro tre. E a Louise.

I tre giovanissimi hanno storie pregresse molto diverse: Etienne è il bello e il facoltoso del piccolo gruppo, ha una sorella minore Louise
Adrien è timido, impegnato nello studio, vive solo con la madre abbandonata dal marito e padre di Adrien.
Nina vive con il nonno, il postino del paese, non ha mai conosciuto i genitori essendo stata abbandonata dalla madre appena nata, è bravissima a scuola.

Il testo procede alternando due periodi narrativi: dal 1986 fino agli anni Duemila, e il presente il 2017. Se il passato li ha visti uniti e indissolubili il presente li trova lontani, non si frequentano più.

Nel presente, trent’anni dopo, un’automobile riemerge dal lago, luogo che ha segnato l’adolescenza del trio, e ne emergono oltre alla carcassa di un’auto i resti umani che riaprono un vecchio caso, la scomparsa senza lasciare traccia e in dolce attesa della giovane Clotilde. Lo racconterà Virginie molto coinvolta nella storia lontana e attuale dei tre giovani: è lei a seguire le scelte di vita di Nina, rimasta sola e diventata guardiana in un centro accoglienza per animali abbandonati, un altro dei luoghi prediletti dall’autrice oltre i cimiteri e i caselli, i luoghi in cui ci si può rifugiare perché nessuno ci va, se non occasionalmente, e anch’esso luogo di passaggio.

Un testo che parla di amicizia e di adolescenza, di dolori e tristezze da affrontare, di giovani vite che dovrebbero avere sostegno nel loro cammino di formazione, ma spesso devono trovare da soli la propria strada, tra errori e dolori.

La sinossi su Edizioni e/o e varie recensioni

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Cambiare l’acqua ai fiori

Il quaderno dell’amore perduto

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