Fabio Stassi “Uccido chi voglio” presentazione

Continuano le avventure di Vince Corso il biblioterapeuta-detective: quaranteseienne, professore precario, un padre di cui non conosce nemmeno il nome, vive a Roma in un sottotetto in via Merulana (ogni coincidenza non è un caso…) una strada del centro storico lungo i rioni Monti e Esquilino, dove esercita un mestiere inventato per sopravvivere: consiglia ai suoi pazienti le pagine di letteratura che possano aiutarli a risolvere i mali del corpo e dell’anima da cui sono afflitti. Se nel primo romanzo (La lettrice scomparsa) sarà un elenco di libri a determinare il chiarimento e la risoluzione, nel secondo (Ogni coincidenza ha un’anima)  presenta il caso di uno studioso di fama afflitto dall’Alzheimer che ripete frasi spezzate e senza senso. In questo terzo romanzo il protagonista, dopo l’avvelenamento dell’amato cane Diango da parte di ladri che gli hanno devastato l’alloggio, sarà testimone diretto di ben sei omicidi divenendo da inquisitore sospettato; ma la soluzione anche in questo romanzo al contrario sarà ancora nei libri o meglio nella letteratura, terra di confine tra il reale e l’immaginario, che insegna a leggere la realtà.

Dal catalogo Sellerio Editore:

 

Questa storia è nata in un carcere. Un detenuto albanese mi rivelò, in un incontro, il vero significato dell’antico soprannome della mia famiglia, Vrascadù. Avevo sempre creduto che volesse dire Braccia Cadute e fosse una contrazione del siciliano. Si trattava invece di una frase arbëreshë; il ragazzo mi consegnò la traduzione su una pagina strappata che ho portato con me per anni: Uccido chi voglio.

F. S.

e anche

le altre avventure di Vince Corso

Due presentazioni in breve: Dario Ferrari e Gabriele Pedullà

Dario Ferrari “La quarta versione di Giuda”

Un prete, don Tony, obeso e goloso di snack, una fredda sera di gennaio a Viareggio, un omicidio, vari personaggi della piccola comunità con le loro caratterizzazioni: la parrocchiana pettegola, il ginecologo vanitoso e obiettore e la bella vegana nella quale don Tony si è imbattuto la sera dell’omicidio e che si è piazzata in casa sua chiedendogli di nasconderla senza fornire altre spiegazioni. Ferrari costruisce bozzetti d’ambiente in cui si muovono vari personaggi protagonisti oltre al commissario Klaus Russo cui sono affidate le indagini. A lui la chiave per risolvere il caso che, da  aspirante giallista, interpreta come si trattasse di un romanzo, quello che amerebbe scrivere oltre ad interpretare, lui la mente, insieme all’assistente, il braccio dell’azione.


Gabriele Pedullà “Biscotti della fortuna”

Undici racconti che, come si legge sulla presentazione da Giulio Einaudi Editore, assomigliano a  certi biscotti croccanti dai ripieni inattesi,  si divorano in fretta per arrivare alla sorpresa: iniziano  indugiando sulle premesse fino al colpo finale o spesso rimangono sospese, in attesa di una spiegazione. Per i personaggi protagonisti nulla è prevedibile neanche nella quotidianità che con la sua routine ci pare al riparo dallo smarrimento nato dal maneggiare l’imprevisto. 

La recensione su mangialibri

 

Scott Turow “L’ultimo processo” presentazione

Scott Turow, scrittore e avvocato, ha esordito nel 1987 con il famoso romanzo “Presunto innocente”, reso tale anche dal film con Harrison Ford, che ha dato inizio a un nuovo genere che oggi conosciamo con l’etichetta di legal thriller. Quel primo romanzo è stato poi seguito da altri sempre legati alla sua esperienza di pubblico ministero prima e avvocato difensore in seguito.

In questo nuovo romanzo dal titolo “L’ultimo processo” torna l’avvocato Sandy Stern, lo stesso protagonista di Presunto innocente, in quello che sarà il suo ultimo processo data l’età avanzata e i problemi di salute, per difendere un vecchio amico, il medico Kiril Pafko, già premio nobel, accusato di frode e omicidio, indagando nel mondo della ricerca medica e dell’industria farmaceutica. Un tema molto attuale in cui è protagonista una giustizia “imperfetta”, come tutto ciò che è umano. Perciò bisogna lavorare duramente per migliorarla: questa la risposta dell’autore alla domanda postagli da Claudia Morgoglione (La Repubblica 3 settembre 2020) che lo ha intervistato proprio sul tema che attraversa tutti i libri di Turow che combatte nei suoi scritti e nella pratica quotidiana il funzionamento difettoso della giustizia nelle aule giudiziarie.

La trama dal catalogo Mondadori Editore

[…] A ottantacinque anni, Sandy Stern, un famoso avvocato penalista con problemi di salute dovuti all’età ma la mente e lo spirito intatti, è sul punto di ritirarsi. Ma quando un suo vecchio amico, il dottor Kiril Pafko, […] viene accusato di insider trading, frode e omicidio Stern decide di difenderlo, in quello che sarà il suo ultimo processo. In un caso che metterà in gioco la reputazione e la brillante carriera di entrambi gli uomini, Stern dovrà scavare nella vita di Pafko, andando oltre il fascino apparente dell’illustre ricercatore nella lotta contro il cancro e tutto ciò che pensava di conoscere dell’amico.

Nonostante gli innumerevoli errori commessi, Pafko è innocente o le terribili accuse contro di lui sono fondate?Fino a dove Sandy Stern potrà spingersi per cercare di salvarlo ma, soprattutto, conoscerà mai la verità? Il dovere di difendere il suo cliente e la fiducia nella legge verranno messi duramente alla prova in un processo ricco di suspense e colpi di scena.

Ritanna Armeni “Una donna può tutto” presentazione in breve, recensione e intervista all’autrice da mangialibri

Una pagina di storia legata alla Seconda guerra mondiale: il 588esimo stormo composto solo da aviatrici sovietiche pronte a tutto pur di contrastare l’avanzata nazista in Russia. Una storia sconosciuta che l’autrice propone nelle pagine del suo saggio, scritto sotto forma di narrato, dopo aver rintracciato e intervistato una delle superstiti, Irina Rakobolskaja, vice comandante del gruppo e l’ultima Strega della notte, come erano soprannominate le aviatrici. Il saggio della giornalista Armeni, racconta vite da romanzo, a partire dal 1941, e restituisce al grande pubblico la ricostruzione di una pagina di storia ignorata al di fuori della Russia.

La recensione da mangialibri

e anche

l’interessante intervista all’Autrice che spiega i motivi di una pagina di storia sconosciuta in occidente.

Paul Lynch “Grace” il consiglio di settembre di Martina Castagnoli

Nascita, vita, morte, caduta agli inferi e resurrezione di Grace, protagonista dell’ultimo splendido romanzo di Paul Lynch, ragazzina nata femmina ma a cui la madre impone, rasandole i capelli, una vita da uomo per darle più possibilità di sopravvivere alla durezza della vita e trovare più facilmente lavoro.
Grace vagherà raminga per anni in ogni angolo di un’Irlanda di tardo ‘800 mai così lugubre, spettrale e devastata dalla carestia. Dovrà diventare ladra, assassina, soffrire la fame il freddo e conoscere ogni tipo di inferno corporale e mentale prima di approdare ad un qualche tipo di pace. Un romanzo picaresco, spietato e livido come l’Irlanda del tempo.

Il libro è disponibile in libreria:

Libreria On the road, via Vittorio Emanuele II,32A rosso, Firenze, come tutti  i libri di viaggio consigliati da Martina Castagnoli:

Lorenzo Barbiè “Pacific crest trail”

Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”

Jennifer Clement “Gun love”

Patrick Leigh Fermor “Mani. Viaggi nel Peloponneso”

Mjlienko Jergovic “Radio Wilimowski”

Hernan Huarache Mamani “La profezia della curandera”

Paola Mastrocola “Non so niente di te”

Jenny Offill “Tempo variabile”

Vito Paticchia “Via della lana e della seta”

Lorenzo Pini “Lisbona”

Catherine Poulain “Il grande marinaio”

Juan Pablo Villarino e Laura Lazzarino “Vie invisibili”

Pete Fromm “Indian Creek”

Qing Li “Shinrin-Yoku. Immergersi nei boschi”

Cristina Henriquez “Anche noi l’America”

Il tempo nelle pagine di Girst e di Mazur e una storiella per sorridere

Il Tempo, il grande tiranno che governa le nostre vite e che, soprattutto nella nostra epoca accelerata, scatena in tutti noi furiose invettive o disarmanti giustificazioni …

Joseph Mazur nel suo recente “Storia del tempo”, in libreria dal 3 settembre, ne traccia la storia evolutiva legata alla sua percezione, dal paradosso di Zenone alla fisica quantistica, e non solo, si sofferma sul tempo soggettivo o meglio, il tempo dentro di noi, quello che sembra accelerare con l’età, ma anche su come fare per calmierarlo, visto che le nostre cellule sono dotate di una consapevolezza temporale che si è modificata nel corso della storia: un racconto divertente carico di intuizioni e consigli. Perché, ad esempio, in un posto nuovo la giornata ci sembra più lunga? Forse perché abbiamo incamerato nuove informazioni? Di conseguenza ci sembra più breve quando la trascorriamo in luoghi abituali? Questo spiegherebbe perché, ma solo in parte, invecchiando ci pare che il tempo passi più in fretta… Un viaggio affascinante in una dimensione di cui in effetti conosciamo poco, ma che sa nel suo scorrere catturarci tenacemente.

Girst si sofferma, con le storie che ci racconta in altrettanti 28 capitoli, soprattutto su un aspetto: rallentare il tempo, per prendersi, come indica il titolo “tutto il tempo del mondo” ovvero tutto il tempo necessario. Impareremo ad essere più felici non pensando che sia così effimera e poco duratura?

Da ADD Editore

[…] In 28 capitoli racconta altrettante storie, personaggi e luoghi che hanno fatto pace con il tempo: dall’architettura folle del postino Cheval, che costruisce il Palais idéal in trentatré anni con le pietre e le conchiglie raccolte durante i suoi giri quotidiani, all’opera di Cage che, tuttora in corso, terminerà di essere suonata nel 2640, dalle capsule lanciate nello spazio in un viaggio potenzialmente infinito, all’esperimento più lento del mondo, ossia quello della caduta della goccia di pece, dal registro delle fioriture dei ciliegi in Giappone, all’opera pittorica di Roman Opalka che passò la vita a dipingere i numeri in sequenza arrivando, prima di morire, a vergare il 5.607.249. Da queste pagine si esce divertiti e incuriositi, coinvolti in un percorso grazie al quale si impara a distinguere tra un tempo “brutto” e frenetico e uno “bello” e rilassato, […] quello di chi si è accorto che non c’è cosa più appagante che lasciar passare il tempo mentre si è impegnati in qualcosa di meraviglioso […]


E per sorridere un po’  da:  Storie di città in “Fiabe a volontà” EDIDA (il testo è scaricabile gratuitamente su Kobo e laFeltrinelli)

Storie di città

Le città hanno forma e colore ma anche sapore e odore, le senti oltre a vederle non solo col naso e con gli occhi: certe fanno paura e vorresti fuggirvi lontano, in altre resteresti per sempre. Alcune sono generose, amicone; altre scontrose ed egoiste, assomigliano agli umani con i loro difetti e i loro pregi. Non sono tutte così, alcune sanno di poco come le minestre scipite, ma quelle di cui vi racconterò sono davvero speciali e uniche.

Io sono un “viaggiastorie” mi piace viaggiare, vedere e raccontare.

Acronos e Bicronos

[…] Sono a pochi chilometri l’una dall’altra, ma sono distanti anni luce.

Acronos persegue puntualmente la mancanza di tempo, Bicronos ne è ossessionata; se si contagiassero, ne ricaverebbero beneficio sia l’una sia l’altra.

Ad Acronos il tempo non si è fermato, non è mai passato di lì.

Voi pensate che ad Acronos, città senza tempo, tutti possano essere felici?

Errore, sembrano felici. Ciascuno ha un proprio tempo e ne segue il ritmo; fin qui tutto liscio, anzi sembrerebbe una delle migliori invenzioni.

Ma cominciamo da quello che ho visto.

Non ci sono orologi ad Acronos, né grandi né piccini, né da polso né digitali, nessuno si occupa del tempo.

Ciascuno si sveglia in base al proprio orologio biologico, senza curarsi degli orologi biologici altrui; se ti viene fame e vuoi un panino, corri il rischio di trovare tutti i venditori di panini assenti dal loro posto vendita o magari presenti, ma senza pane.

Perché? Perché il panettiere non ha fatto ancora il pane, magari dopo un po’ c’è un’invasione di panini, ma quando tu hai fame magari non ce n’è nessuno.

Ad Acronos non dici mai né buongiorno, né buonasera, solo ciao. Non dici ci vediamo tra un’ora, ma solo ci vediamo se ci vediamo. Può sembrare splendido a chi non sa fare a meno dell’orologio ed è contemporaneamente nauseato dal consultare continuamente la propria agenda fitta di impegni a tutte le ore.

Ad Acronos nessuno ha impegni, almeno non con gli altri.

Può sembrare una felice anarchia, ma le conseguenze sono a volte poco esilaranti.

Quello che colpisce quando arrivi è la flemma che avvolge tutta la città, anche le case sembrano accoccolate sulle proprie fondamenta e non ritte su di esse; tutti sono rilassati, non corre mai nessuno, nessuno ti spintona, non ci sono ore di punta, non ci sono orari dei negozi, non si mangia tutti ad una certa ora o più o meno, si mangia o non si mangia, dipende.

I cittadini di Bicronos ogni tanto vengono a sbirciare e se la fanno sotto dalle risate: si riconoscono non solo perché ridono tanto, ma perché guardano spesso l’orologio che hanno al polso o controllano altri strumenti per misurare il tempo e lo fanno tutti contemporaneamente e allora sono i cittadini di Acronos che ridono a crepapelle prendendoli in giro e mimando i loro gesti.

A Bicronos tutto è perfetto e puntuale, gli abitanti si vantano di avere sincronizzato così bene gli orologi di tutta la città che anche Pulcinella qui sarebbe costretto a sposarsi o a trovare una soluzione diversa per restare sempre scapolo.

Una città sincronizzata dà sicurezza e tutti gli abitanti non riuscirebbero a vivere come ad Acronos. Il tempo non è solo dannato, ma è tutto, è il loro idolo, la loro fede. Qui corrono tutti, qui si sbracciano tutti, le pareti delle case sono tappezzate di orologi che registrano le ore di tutti i distretti, la vita scorre puntuale e sincronizzata. Alla stessa ora aprono tutti i bar che devono aprire alle 7, così quelli che devono aprire alle 6 e alle 5 e alle 4, insomma tutte le ore sono contemplate, anzi i Bicronesi avevano deciso di inserire anche le aperture agli scarti dei quarti, ma ancora non hanno perfezionato il meccanismo.

Quale preferire? Difficile a dirsi, ma come recita il vecchio adagio forse ogni estremo è difetto.

Se doveste capitarci per caso in una di queste città, mi raccomando, raccontatemi che impressione vi hanno fatto perché io non ci torno davvero!

S.P.

La presentazione oggi 3 settembre di “Delitti fuori orario” di Daniela Alibrandi

Daniela Alibrandi “Delitti fuori orario” Ianieri Editore, recensione di Salvina Pizzuoli

A questo link, oltre a “Delitti fuori orario” anche  i romanzi di Daniela Alibrandi recensiti su tuttatoscanalibri

George Eliot “Romola” presentazione

 

George Eliot ( pseudonimo di Mary Anne Evans, scrittrice inglese ottocentesca) autrice tra gli altri del romanzo Romola, un classico, che torna dopo molti anni nelle librerie con le edizioni Clichy per la traduzione di Giovanni Maria Rossi.

Uscito a puntate sul Cornhill Magazine nel 1862, fu stampato l’anno successivo.

È ambientato a Firenze, la Firenze rinascimentale e muove le mosse dalla morte di Lorenzo il Magnifico (1492) fino all’esecuzione di Girolamo Savonarola. Una ricostruzione storica minuziosa e vivida che pullula di personaggi realmente esistiti: Machiavelli, Bernardo del Nero, Piero di Cosimo, il pittore, ma anche personaggi minori frutto dell’inventiva dell’autrice come l’ingenua Tessa o il barbiere Nello o il ferrivecchi Bratti. Eliot lo scrisse soggiornando a lungo a Firenze nel 1860 per raccogliere le varie documentazioni necessarie alla stesura, come ricorda una targa commemorativa che occupa in via de’ Tornabuoni la facciata dell’albergo che la ospitò. La palazzina era stata sede dell’albergo “Londres e de Suisse” che alloggerà nel 1862 Dostoevskij, ma anche molti e famosi musicisti come Rossini, Verdi e Donizetti.

da Clichy Edizioni

Una straziante storia d’amore, politica e morte nella Firenze del Rinascimento, introvabile da 50 anni e mai pubblicata in edizione integrale. 

[…] Romola è considerato uno dei più precisi e attenti romanzi storici di sempre, per la cura della documentazione, la profondità delle numerose parentesi artistiche e storiche, lo stile altissimo di scrittura. […] al centro della vicenda sono le vicissitudini del bel letterato e avventuriero Tito Melema e della sua amata Romola, che pian piano diventa il fulcro di tutta la narrazione, tra le prime figure letterarie femminili di tale spessore e ricchezza, assieme e contemporaneamente alle eroine di Jane Austen e delle sorelle Brontë. […]

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di agosto

Le pagine più visitate nel mese di agosto 2020

 

Ottessa Moshfegh “La morte in mano” presentazione in breve
Dacia Maraini “Trio” recensione
Manuel Vilas “La gioia, all’improvviso” presentazione
Sara Fruner “L’istante largo” presentazione
Hans Tuzzi “Nessuno rivede Itaca” recensione
Su Consigli.it: i migliori 10 romanzi con il commissario Maigret
Gianrico Carofiglio “Testimone inconsapevole” recensione
Tre presentazioni in breve
Grazia Verasani “Come la pioggia sul cellofan” presentazione in breve
Joe R. Lansdale “Una cadillac rosso fuoco”recensione da CasaLettori di Maria Anna Patti

Michele Navarra “ Solo Dio è innocente” presentazione

L’avvocato Alessandro Gordiani è il protagonista del romanzo di Michele Navarra che, oltre ad essere uno scrittore, è anche avvocato penalista: il suo alter ego di carta è un ultra quarantenne, romano, capelli dal taglio militare, lo studio in centro a Roma, città che percorre su una vespa usurata e da dove volerà a Fonni, un paese sotto il massiccio del Gennargentu, avendo deciso di difendere Serra, coinvolto nell’ennesimo scontro tra famiglie rivali da sempre.

Un romanzo avvincente e spettacolare così com’è il processo penale italiano, contrariamente a quanto si possa credere, tanto che, come sostiene l’autore, basta solo saperlo rappresentare sulla carta…

La storia che racconta ha inoltre un suo pathos antico, quello legato alle faide familiari, a vendette antichissime che, proprio per questo, possono impossessarsi e trasformare la vita di chi vi è coinvolto da generazioni, trascinandolo dentro un codice d’onore che sa prevaricare la volontà del singolo. Un genere quello del legal thriller che incontra particolare attenzione da parte dei lettori forse proprio perché, come dice Navarra con la sua esperienza trentennale, è di per sé spettacolare. E poi c’è Roma con i suoi scorci che, si sa, quanto a fascino non hanno  rivali.

La trama da Fassi Editore

[…] Nella Sardegna profonda, tra le alture della Barbagia, l’omicidio a sangue freddo di un quindicenne riapre vecchie ferite. La faida implacabile che oppone da sempre due famiglie rivali sembra non risparmiare proprio nessuno. Il principale sospettato del delitto, Mario Serra, ha già alle spalle una lunga storia di crudeltà e di sangue, forse troppo per poter credere che vi sia ancora un briciolo di umanità in lui. Questo è il dubbio che tormenta l’avvocato incaricato della sua difesa, Alessandro Gordiani, che, dal suo studio di Roma, parte per l’isola in vista di un processo che minerà le sue convinzioni sulla natura umana e sulla giustizia, che non sempre coincide con il giudizio espresso in tribunale. Costretto a immergersi in una società antiquata e omertosa, Gordiani si sposterà tra Roma e la Sardegna per prepararsi, anche emotivamente, a un complicato processo penale.