Gianrico Carofiglio “La disciplina di Penelope” presentazione

In libreria (dal 19 gennaio) il nuovo romanzo di Carofiglio “La disciplina di Penelope” che presenta due novità, una voce narrante al femminile, Penelope appunto, e la città di Milano. Penelope Spada è la protagonista: ex pubblico ministero, carriera che un terribile errore, di cui in questo primo approccio con la nuova protagonista non conosceremo, ha interrotto. Una donna provata dai fatti della vita anche per i suoi comportamenti quindi ma che sa restare in piedi, dura e determinata anche se fragile nel profondo e sensibile, con un desiderio che palesa subito al lettore dopo poche righe: addormentarsi spensierata, come da bambina. Si chiama Penelope come la nonna, ma la chiamano Penny, nomignolo che non sopporta ma a cui si è abituata. Beve, fuma, si allena ai giardinetti facendo flessioni e trascorre le notti tra braccia e letti sconosciuti. È così che il lettore fa il suo incontro con la protagonista. E subito dopo il colloquio con il signor Mario Rossi e l’incarico che quest’ultimo vuole affidarle per trovare il colpevole di un delitto archiviato e insoluto ma che lo ha marchiato. Accettato il caso dopo una prima riluttanza, collaboreranno con lei due fedelissimi dei tempi in cui era pm: un cronista di nera e un vecchio poliziotto. Nel finale la comparsa di un altro personaggio, il cane Olivia.

Da Mondadori Editore

[…] Un giorno si presenta da lei un uomo che è stato indagato per l’omicidio della moglie. Il procedimento si è concluso con l’archiviazione ma non ha cancellato i terribili sospetti da cui era sorto. L’uomo le chiede di occuparsi del caso, per recuperare l’onore perduto, per sapere cosa rispondere alla sua bambina quando, diventata grande, chiederà della madre. Penelope, dopo un iniziale rifiuto, si lascia convincere dall’insistenza di un suo vecchio amico, cronista di nera. Comincia così un’appassionante investigazione che si snoda fra vie sconosciute della città e ricordi di una vita che non torna. Con questo romanzo – ritmato da una scrittura che non lascia scampo – Gianrico Carofiglio ci consegna una figura femminile dai tratti epici. Una donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Un personaggio che rimane a lungo nel cuore, ben oltre l’ultima pagina del sorprendente finale.

Dello steso autore su tuttatoscanalibri:

“La misura del tempo”

“Testimone inconsapevole”

Gianrico Carofiglio “La versione di Fenoglio” e altri scritti 

I primi cinque candidati al Premio Strega

Con la pubblicazione il primo febbraio dei nomi dei primi candidati sul sito premiostrega.it si è ufficialmente aperta la settantacinquesima edizione. La presentazione di tutti i nomi dei candidati si chiuderà il 5 marzo, così come predispone il regolamento che prevede che ciascuno venga proposto da un “Amico della Domenica” a partire dal 20 gennaio con una breve motivazione. Primo il nome di Emanuele Trevi con “Due vite” edito da Neri Pozza presentato da Francesco Piccolo, un romanzo–saggio che racconta di due scrittori scomparsi prematuramente, due amici, Pia Pera e Rocco Carbone, una biografia – memoir, ma anche romanzo di formazione.

Ed ecco di seguito gli altri quattro già entrati ufficialmente nel novero dei candidati al Premio:

Paolo Di Paolo con “Noi” edito da Bompiani presentato da Luca Serianni, racconta, sullo sfondo della storia del nostro Paese, la vicenda familiare dell’autore e la tragica perdita del fratello;

Antonella Lattanzi “Questo giorno che incombe” edito da Harper-Collins e proposto da Domenico Starnone, un thriller ispirato ad una storia vera;

Loredana Lipperini “La notte si avvicina” edito da Bompiani e presentato da Romana Petri, ambientato durante la crisi del 2008;

Stefano Sgambati “I divoratori” edito da Mondadori e presentato da Daria Bignardi, racconta di una cena in un ristorante di lusso tra ospiti importanti in cui esplode la follia del protagonista.

Oltre ai cinque indicati, molti i rumors che riguardano alcuni tra gli altri possibili: Silvia Avallone con “Un’amicizia” edito da Rizzoli; Donatella Di Pietrantonio con “Borgo Sud” edito da Einaudi; Teresa Ciabatti con “Sembrava bellezza” edito da Mondadori; Francesca Serafini con “Tre madri” edito da La nave di Teseo.

Per la conferma non ci resta che attendere.

Joyce Carol Oates “Pericoli di un viaggio nel tempo” presentazione

Una storia tra passato e futuro, di ribellione e anche una storia d’amore. È ambientata nel 2039, in un futuro visto in chiave distopica, dove il libero pensiero o fare semplicemente domande viene punito severamente. La punizione è esemplare, diremmo fantascientifica: si viene esiliati nel passato.

É questo ciò che accade alla protagonista, una giovane e brillante studentessa diciassettenne, Adriane Strohl, che finisce così nel 1959 dove ha un nuovo nome, Mary Ellen Enright, nuove materie da studiare, dove vive con frammentati ricordi della vita precedente e in mezzo a oggetti sconosciuti, ma è lì, in quel nuovo mondo, che si innamorerà del suo professore di psicologia, che si rivelerà anch’egli un esiliato.

Pericoli di un viaggio nel tempo si muove nel passato e nel futuro con rimandi all’oggi e alla recente politica negli U.S.A, relativamente alla chiusura delle frontiere e alla separazione dei nuclei familiari, ma con richiami al totalitarismo orwelliano di 1984 o al racconto dell’ancella della Atwood, con un finale inatteso che si colloca nei “pericoli” del viaggiare nel tempo.

Da La nave di Teseo

Adriane S. Strohl vive negli SNAR (Stati del Nord America Rifondati) una confederazione nata dopo i Grandi Attacchi Terroristici e la conseguente Guerra Contro il Terrore. Uno stato retto da un governo onnipresente e opprimente che non consente nessun tipo di dissenso. Adriane è solo una ragazzina di diciassette anni, idealista e curiosa, quando viene arrestata dalla Sicurezza Interna per aver osato fare delle domande a scuola. La sua condanna è quella di essere rimandata indietro nel tempo di ottant’anni e di scontare la pena a Wainscotia Fall, nel Wisconsin, per studiare nella locale università. Lasciata alla deriva nel tempo in questa idilliaca cittadina del Midwest, viene avviata a un percorso di “riabilitazione” per poter poi tornare a casa, ma non può resistere all’innamoramento per un altro esiliato, che la porterà a riflettere sul mondo di Wainscotia e sulla realtà che è costretta a vivere, con risultati al contempo devastanti e liberatori.[…]

“Terapia forestale” a cura di Francesco Meneguzzo e Federica Zabini

“Una salutare camminata nel bosco”, non è solo una frase, ma una ricerca sul campo effettuata nell’ estate/autunno 2020, da Francesco Meneguzzo (Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche
Referente tecnico nazionale del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano) e Federica Zabini (Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche) con il fine di verificare le possibilità terapeutiche di una permanenza a contatto con la natura passeggiando nei boschi.

I risultati e le premesse teoriche sono state poi inserite nel volume “Terapia forestale” (scaricabile gratuitamente in Pdf a questo link o a questo ). L’esperienza ha riguardato un ampio gruppo, duecento persone di età compresa tra i 18 e i 79 anni che, dopo passeggiate di tre ore nei boschi della Toscana, dell’Emilia Romagna e del Trentino, sono state invitate a rispondere a questionari dopo ciascuna delle sette escursioni, con domande relative allo stato d’ansia, depressione, difficoltà di concentrazione prima e dopo ciascuna delle passeggiate. Dopo quella di partenza le altre sei sono state guidate da psicoterapeute che hanno invitato i gruppi a svolgere in precisi momenti anche esercizi di meditazione.

Ne è risultato un testo ampio e interessante che raccoglie le risultanze di un percorso a contatto con le piante respirando le sostanze aromatiche da esse originate e quanto ciascun aggregato di piante possa essere più o meno funzionale ad alleviare disturbi diversi: ad esempio contro ansia e depressione sembra funzionino meglio i boschi di pino silvestre mentre quelli costituiti da faggi e conifere agiscano più a livello generale. Nel capitolo 6 le istruzioni per ricreare a casa, sebbene parzialmente e in modo virtuale, un ambiente forestale attraverso stimoli visivi, auditivi e olfattivi con la diffusione in aria anche di oli essenziali derivati da essenze forestali.

Il sommario

Dalla presentazione alla pagina Novità editoriali Cnr:

A partire dal ruolo insostituibile delle foreste per la vita umana e dal rapporto speciale che da sempre lega l’uomo alla foresta, il volume – realizzato dal Cnr e dal Club Alpino Italiano (Cai), con la collaborazione del Centro di Riferimento Regionale per la Fitoterapia (Cerfit, Aou Careggi di Firenze) – presenta lo stato dell’arte delle funzioni terapeutiche della foresta rispetto alla salute mentale e fisiologica. L’uomo si rapporta all’ambiente forestale attraverso tutti i suoi sensi e ne trae importanti benefici per la propria salute, come emerge dalle evidenze scientifiche raccolte negli anni, illustrate in dettaglio nel volume. Sono discussi in particolare il ruolo e gli effetti delle preziose sostanze rilasciate dalle piante nell’aria forestale, nonché delle tecniche di conduzione delle persone nella foresta, utilizzate in esperienze congiunte Cnr-Cai, fornendo così contributi originali alla conoscenza della materia. Le “istruzioni per l’uso”, la riproduzione a casa di elementi degli ambienti forestali e i prossimi sviluppi del progetto congiunto Cai-Cnr completano l’opera.

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di gennaio 2021

Primo Levi “Se questo è un uomo”
E. Lee Masters “Antologia di Spoon River”
Brian Phillips “Le civette impossibili”
Alessia Gazzola e la nuova trilogia con Costanza Macallè
Dacia Maraini “Trio” recensione
Su Consigli.it: i migliori 10 romanzi con il commissario Maigret
Simonetta Agnello Hornby “Piano nobile” presentazione
Patrizio Pelizzi “L’essenza di un sognatore”, 96, Rue de- La- Fontaine Edizioni
Paul Lynch “Grace” il consiglio di settembre di Martina Castagnoli
Antonio Tabucchi “Che ore sono da voi? ” Racconti scelti da Paolo Di Paolo
Christiana Moreau “Cachemire rosso”
2021 anno nuovo, nuovi libri

Junio Rinaldi “Un padre, un figlio” recensione di Salvina Pizzuoli

Poche pagine, intense.

La morte vissuta attraverso la sofferenza di un figlio per il dolore che il male infligge sulla carne e sulla mente del padre nella lenta agonia. Parole silenti e pacate attraversano la trasformazione anche fisica della persona che gli è trascorsa accanto e che forse non riconosce più. L’affannarsi insensato per lenirne le pene, insieme al sentimento disarmate del sentirsi impotenti, i ricordi che si alternano con il loro ritmo lento alle realtà degli ultimi giorni, mentre il male incurabile con il suo logorio incessante cancella la vita e crea smarrimento nella mente del malato. Ma quell’uomo sofferente era stato un padre, un uomo, un marito, un combattente in una causa in cui aveva creduto, uno stimato lavoratore e un gentleman d’altri tempi.

Il racconto si apre con il ricordo di una frase dura, definitiva.

In quella frase letta da bambino su un portone di legno di una casa abbandonata, ricomparsa a distanza di cinquantasette anni, quasi un presagio “Vita sei bella, morte fai schifo”.

Si può raccontare un’agonia? Si legge nella pagina di apertura che precede il frontespizio.

Descrivere lo spegnersi di una vita […] Entrare nei dettagli della sofferenza […] Parlare dello sconforto che attanaglia […] Scacciare il tremendo pensiero di non potere fare nulla […] Tutto questo è lecito o è un’oscenità? Sì, si può raccontare un’agonia. Di osceno c’è solo la morte.

E Junio Rinaldi lo ha fatto e lo ha saputo fare con delicatezza, con la tristezza che l’accompagna, con l’amore e la dolcezza nel ricordare momenti di vita nel passato, nel confronto e nella piena consapevolezza del presente, del percorso crudele per accompagnare chi si ama verso la fine della vita.

La sinossi dal Catalogo Manni Editori

Dello stesso autore:

Quella lunga notte

Gustavo Vitali “Il Signore di notte. Un giallo nella Venezia del 1605”

Dalla Prefazione di Irene Lodrini

“Mi piace assai riandare con la mente a Venezia, a quella grande realtà sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di Giove. (Johann Wolfgang von Goethe)

Come si può conoscere una città? Bisogna viverla.

È Venezia la vera protagonista del romanzo Il Signore di Notte, e il lettore vive e impara a conoscere luci e ombre di questa città attraverso l’abile narrazione che lo trasporta nell’esistenza frenetica della Serenissima.

Un giallo storico, Il Signore di Notte, che fa dell’ambientazione il suo punto di forza e il perno attorno al quale si svolge la vicenda.

Siamo nei primi anni del Seicento, la città dei Dogi è una tavolozza di colori e sfumature che l’autore mostra al lettore accompagnandolo tra canali e vicoli, tra palazzi e isole, tra ricchi ricevimenti e feste sontuose, tra bische e locande malfamate. Colui che ci porta all’interno di questo mondo è Francesco Barbarigo, Signore di Notte al Criminal. Figura realmente esistita, nella quale l’autore si è imbattuto nel corso delle sue appassionate ricerche storiche, il Barbarigo è un personaggio dalla personalità controversa e di difficile interpretazione.

Nonostante i suoi umori altalenanti e il suo fare indeciso, c’è una costante nella sua esistenza: l’amore per la sua città.
Il Signore di Notte non è solo la storia di un’investigazione e la ricerca di un assassino, ma anche un viaggio. Un viaggio introspettivo all’interno della psiche del protagonista e un viaggio tra calli e canali, in una città che sta attraversando un periodo storico particolare, sulla soglia della decadenza.

Un plauso all’autore per la passione e l’amore che trasuda dalle pagine del libro, mostrando agli occhi di chi legge la vera essenza di una città gloriosa, Venezia.

Per saperne di più:

sito ufficiale

Vince Beiser e Laura Calosso: un saggio e un romanzo sulla sabbia, materiale prezioso

La sabbia, questo materiale naturale che tutti conosciamo, ha un utilizzo da sempre importante in vari settori ed è, con le moderne tecnologie, ancora più necessaria, ma di certo con questi ritmi di estrazione non inesauribile: viene utilizzata per farne prodotti da costruzione, calcestruzzo e asfalto, ma anche vetro e più precisamente bottiglie, lenti, vetrate per le nostre finestre, e ancora chip per computer, schermi e reti e non per ultimo la costruzione di isole artificiali (Dubai, Singapore, Honk Kong).

“Tutto in un granello” è il titolo del saggio del giornalista americano Vince Beiser che sottolinea come la necessità di questo ingrediente importante e non ancora sostituibile supera la disponibilità in natura tanto che c’è anche un mercato senza scrupoli che affianca quello del commercio normale, gestito dalle mafie internazionali e dal mercato nero delle sabbie proprio perché governato da una legislazione labile e dalla mancanza di controlli rigorosi. Ma perché questo allarme?

Per le gravi conseguenze all’ambiente e ai diversi ecosistemi: la sabbia infatti viene estratta dai letti dei fiumi, dei laghi, dai fondali marini, dalle cave sulla terraferma, quella dei deserti infatti non ha le caratteristiche necessarie agli usi, ma estrarla causa spesso danni impressionanti. Alcuni esempi dirompenti: in Giappone ogni anno se ne ricavano 40 milioni di metri cubi direttamente dal fondo dell’oceano e, a causa di un’estrazione selvaggia, in Indonesia ventiquattro isole sabbiose sono scomparse. La Cina guida la classifica mondiale dal momento che ne usa circa il 60 per cento di quella estratta in tutto il mondo: per anni la sabbia è stata prelevata dal letto del fiume Yangtze, causando crolli di argini e ponti; si sono cercati così altri siti, come il lago di Poyang, oggi la più grande miniera di sabbia del pianeta. Ma non illudiamoci che questo accada solo molto lontano. Tutto il mondo è coinvolto, quelli citati sono solo i casi più eclatanti. La sabbia è una materia prima che ha il fascino dell’immaginario, se la pensiamo nelle distese dei deserti e nella lingue di terra che corrono lungo i litorali, ma non è solo questo, come indirettamente vuole dirci la copertina del romanzo ad essa dedicato: Laura Calosso, che ha tradotto il saggio di Beiser, ci avvicina al problema attraverso le pagine del suo romanzo-inchesta “Ma la sabbia non ritorna”( la presentazione su tuttatoscanalibri)

Da Aboca Edizioni

[…]Tutto in un granello è l’avvincente storia vera di una risorsa naturale e delle persone che la estraggono, la vendono, la usano per costruire il mondo così come lo conosciamo. E che arrivano perfino a uccidere per averla. Ma è anche un’indagine, scomoda quanto documentata, sui costi umani e ambientali che derivano dal fatto che siamo a tutti gli effetti dipendenti dalla sabbia e pur di estrarla danneggiamo in maniera disastrosa l’ecosistema in cui viviamo.
Vince Beiser, celebre e acclamato giornalista, accompagna i lettori in un vero e proprio viaggio che dagli Stati Uniti arriva fino agli angoli più remoti della Cina, passando da Dubai e dall’India, e ci spiega perché la sabbia è diventata così cruciale nella nostra vita.
Lungo il cammino incontreremo imprenditori, innovatori, costruttori di isole, guerriglieri del deserto, pirati. Tutto in un granello è una lettura sorprendente, illuminante, piena di curiosità e ricca di personaggi incredibili di cui ora non ignoreremo più l’esistenza.[…]

Vince Beiser è un giornalista pluripremiato. Tutto in un granello è stato finalista al prestigioso premio PEN/E. O. Wilson per la divulgazione scientifica. Suoi lavori sono apparsi sul “New York Times”, su “Wired” e su molte altre testate. Si è laureato all’Università di Berkeley, in California. Vive a Los Angeles.

Peter Cameron “Quella sera dorata” recensione di Salvina Pizzuoli

Quella sera dorata, titolo originale The city of your final destination più calzante della traduzione in italiano, è stato editato nel 2002.

Perché ci eccita tanto viaggiare, andare lontano? Per quello che ci lasciamo alle spalle o per quello che troviamo?

Pochi i personaggi che Cameron mette in scena sul palcoscenico della vita, possibili, ciascuno con le proprie manchevolezze e ossessioni. La storia che li porterà, per alterne vicende a condividere momenti salienti e conseguenze liberatorie, è una borsa di studio che potrebbe attivarsi per un giovane studioso, Omar Razaghi che vive in Kansas, attraverso la scrittura di una biografia dello scrittore Jules Gund che però abbisogna dell’autorizzazione degli eredi: Caroline Gund, Arden Langdon e Adam Gund. Lo scrittore in vero ha pubblicato solo un libro ma sufficiente per farlo inserire nella costellazione letteraria ed è morto suicida È così che Adam, il fratello, la moglie e l’amante vengono richiamati, dal futuro ed eventuale biografo, prima attraverso una missiva e successivamente visto il diniego in presenza, a fare i conti con quanto di fatto hanno lasciato in sospeso dei loro trascorsi, che ciascuno dissimula anche a se stesso ma che il fragile Omar, con le sue insicurezze e necessità di trovare una sua strada, riaccende e scatena.

Prevalentemente è ambientato in Uruguay dove anche il paesaggio è chiamato a recitare la sua parte, come tutta l’ambientazione e i ritmi di vita dei protagonisti che vivono a stretto contatto a Ochos Rios, una sperduta località nella pampa uruguaiana.

Perfettamente caratterizzati i protagonisti dalla sensibile mano di Cameron. Il romanzo è stato trasposto in un film da James Ivory.

Dello stesso autore:

Cose che succedono la notte

Alicia Giménez-Bartlett “Autobiografia di Petra Delicado” , presentazione

Si può scrivere la biografia di un personaggio da romanzo?

La risposta è sì, lo ha fatto Alicia Giménez-Bartlett, nota scrittrice spagnola di gialli la cui protagonista è l’ispettrice di polizia Petra Delicado, dal titolo “Autobiografia di Petra Delicado” una delle novità librarie di questo primo scorcio del 2021.

Può sembrare un’operazione semplice, ma quanto un autore conosce del proprio personaggio? E non è una pagina autobiografica della scrittrice perché deve essere coerente con quanto già scritto sulla protagonista, presente in ben undici romanzi e vari racconti.

E così, con un magistrale espediente narrativo, le affida il compito di ripensare se stessa, in un convento in Galizia, dentro una pagina di storia più ampia che parte dal periodo franchista; Petra si mette a nudo e ci racconta tutto di sé. in modo sincero e magari liberatorio, ripercorrendo i rapporti fondamentali attraverso i quali passa la crescita di ciascuno di noi, quelli che sono poi alla base della nostra formazione: il rapporto con la madre, l’infanzia, gli studi, l’amore, la sessualità. Un saggio di Petra lo abbiamo avuto nella miniserie prodotta da Sky che ha per interprete protagonista Paola Cortellesi diretta da Maria Sole Tognazzi: l’ispettrice è un personaggio schivo, diretto, disarmante, decisa sempre ad arrivare in fondo pur di arrivare alla verità. Non ci resta che leggere le sue pagine per scoprirla non solo come ispettrice.

Dal Catalogo Sellerio

Traduzione dallo spagnolo di Maria Nicola. Titolo originale: Sin muertos

Alicia Giménez-Bartlett firma un romanzo sorprendente che sposta il centro del racconto dal delitto al personaggio. Petra Delicado, la dura, femminista e idealista, poliziotta di strada per le vie di Barcellona, si racconta in una confessione ininterrotta, calda e autentica, e si interroga sul senso della vita e la complessità dei rapporti umani.