I più venduti dal 24 al 30 agosto 2020 da Robinson La Repubblica 5 settembre 2020

Su tuttatoscanalibri le recensioni e le presentazioni per la narrativa italiana:

1Riccardino 

2 Veronesi “Il colibrì”

5 Auci “I leoni di Sicilia”

6 Carofiglio “La misura del tempo”

7 Tuti “Fiore di roccia”

8 Simoni “Il segreto del mercante di libri”

Su tuttatoscanalibri le recensioni e le presentazioni per la narrativa straniera:

1 Perrin “Cambiare l’acqua ai fiori”

3 Perrin “Il quaderno dell’amore perduto”

5 Kawaguchi “Finché il caffé è caldo”

Il tempo nelle pagine di Girst e di Mazur e una storiella per sorridere

Il Tempo, il grande tiranno che governa le nostre vite e che, soprattutto nella nostra epoca accelerata, scatena in tutti noi furiose invettive o disarmanti giustificazioni …

Joseph Mazur nel suo recente “Storia del tempo”, in libreria dal 3 settembre, ne traccia la storia evolutiva legata alla sua percezione, dal paradosso di Zenone alla fisica quantistica, e non solo, si sofferma sul tempo soggettivo o meglio, il tempo dentro di noi, quello che sembra accelerare con l’età, ma anche su come fare per calmierarlo, visto che le nostre cellule sono dotate di una consapevolezza temporale che si è modificata nel corso della storia: un racconto divertente carico di intuizioni e consigli. Perché, ad esempio, in un posto nuovo la giornata ci sembra più lunga? Forse perché abbiamo incamerato nuove informazioni? Di conseguenza ci sembra più breve quando la trascorriamo in luoghi abituali? Questo spiegherebbe perché, ma solo in parte, invecchiando ci pare che il tempo passi più in fretta… Un viaggio affascinante in una dimensione di cui in effetti conosciamo poco, ma che sa nel suo scorrere catturarci tenacemente.

Girst si sofferma, con le storie che ci racconta in altrettanti 28 capitoli, soprattutto su un aspetto: rallentare il tempo, per prendersi, come indica il titolo “tutto il tempo del mondo” ovvero tutto il tempo necessario. Impareremo ad essere più felici non pensando che sia così effimera e poco duratura?

Da ADD Editore

[…] In 28 capitoli racconta altrettante storie, personaggi e luoghi che hanno fatto pace con il tempo: dall’architettura folle del postino Cheval, che costruisce il Palais idéal in trentatré anni con le pietre e le conchiglie raccolte durante i suoi giri quotidiani, all’opera di Cage che, tuttora in corso, terminerà di essere suonata nel 2640, dalle capsule lanciate nello spazio in un viaggio potenzialmente infinito, all’esperimento più lento del mondo, ossia quello della caduta della goccia di pece, dal registro delle fioriture dei ciliegi in Giappone, all’opera pittorica di Roman Opalka che passò la vita a dipingere i numeri in sequenza arrivando, prima di morire, a vergare il 5.607.249. Da queste pagine si esce divertiti e incuriositi, coinvolti in un percorso grazie al quale si impara a distinguere tra un tempo “brutto” e frenetico e uno “bello” e rilassato, […] quello di chi si è accorto che non c’è cosa più appagante che lasciar passare il tempo mentre si è impegnati in qualcosa di meraviglioso […]


E per sorridere un po’  da:  Storie di città in “Fiabe a volontà” EDIDA (il testo è scaricabile gratuitamente su Kobo e laFeltrinelli)

Storie di città

Le città hanno forma e colore ma anche sapore e odore, le senti oltre a vederle non solo col naso e con gli occhi: certe fanno paura e vorresti fuggirvi lontano, in altre resteresti per sempre. Alcune sono generose, amicone; altre scontrose ed egoiste, assomigliano agli umani con i loro difetti e i loro pregi. Non sono tutte così, alcune sanno di poco come le minestre scipite, ma quelle di cui vi racconterò sono davvero speciali e uniche.

Io sono un “viaggiastorie” mi piace viaggiare, vedere e raccontare.

Acronos e Bicronos

[…] Sono a pochi chilometri l’una dall’altra, ma sono distanti anni luce.

Acronos persegue puntualmente la mancanza di tempo, Bicronos ne è ossessionata; se si contagiassero, ne ricaverebbero beneficio sia l’una sia l’altra.

Ad Acronos il tempo non si è fermato, non è mai passato di lì.

Voi pensate che ad Acronos, città senza tempo, tutti possano essere felici?

Errore, sembrano felici. Ciascuno ha un proprio tempo e ne segue il ritmo; fin qui tutto liscio, anzi sembrerebbe una delle migliori invenzioni.

Ma cominciamo da quello che ho visto.

Non ci sono orologi ad Acronos, né grandi né piccini, né da polso né digitali, nessuno si occupa del tempo.

Ciascuno si sveglia in base al proprio orologio biologico, senza curarsi degli orologi biologici altrui; se ti viene fame e vuoi un panino, corri il rischio di trovare tutti i venditori di panini assenti dal loro posto vendita o magari presenti, ma senza pane.

Perché? Perché il panettiere non ha fatto ancora il pane, magari dopo un po’ c’è un’invasione di panini, ma quando tu hai fame magari non ce n’è nessuno.

Ad Acronos non dici mai né buongiorno, né buonasera, solo ciao. Non dici ci vediamo tra un’ora, ma solo ci vediamo se ci vediamo. Può sembrare splendido a chi non sa fare a meno dell’orologio ed è contemporaneamente nauseato dal consultare continuamente la propria agenda fitta di impegni a tutte le ore.

Ad Acronos nessuno ha impegni, almeno non con gli altri.

Può sembrare una felice anarchia, ma le conseguenze sono a volte poco esilaranti.

Quello che colpisce quando arrivi è la flemma che avvolge tutta la città, anche le case sembrano accoccolate sulle proprie fondamenta e non ritte su di esse; tutti sono rilassati, non corre mai nessuno, nessuno ti spintona, non ci sono ore di punta, non ci sono orari dei negozi, non si mangia tutti ad una certa ora o più o meno, si mangia o non si mangia, dipende.

I cittadini di Bicronos ogni tanto vengono a sbirciare e se la fanno sotto dalle risate: si riconoscono non solo perché ridono tanto, ma perché guardano spesso l’orologio che hanno al polso o controllano altri strumenti per misurare il tempo e lo fanno tutti contemporaneamente e allora sono i cittadini di Acronos che ridono a crepapelle prendendoli in giro e mimando i loro gesti.

A Bicronos tutto è perfetto e puntuale, gli abitanti si vantano di avere sincronizzato così bene gli orologi di tutta la città che anche Pulcinella qui sarebbe costretto a sposarsi o a trovare una soluzione diversa per restare sempre scapolo.

Una città sincronizzata dà sicurezza e tutti gli abitanti non riuscirebbero a vivere come ad Acronos. Il tempo non è solo dannato, ma è tutto, è il loro idolo, la loro fede. Qui corrono tutti, qui si sbracciano tutti, le pareti delle case sono tappezzate di orologi che registrano le ore di tutti i distretti, la vita scorre puntuale e sincronizzata. Alla stessa ora aprono tutti i bar che devono aprire alle 7, così quelli che devono aprire alle 6 e alle 5 e alle 4, insomma tutte le ore sono contemplate, anzi i Bicronesi avevano deciso di inserire anche le aperture agli scarti dei quarti, ma ancora non hanno perfezionato il meccanismo.

Quale preferire? Difficile a dirsi, ma come recita il vecchio adagio forse ogni estremo è difetto.

Se doveste capitarci per caso in una di queste città, mi raccomando, raccontatemi che impressione vi hanno fatto perché io non ci torno davvero!

S.P.

Voglia di leggere? Dal 9 al 14 agosto ancora ebook gratis con EDIDA

 

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Gentili lettori di seguito l’elenco di alcuni ebook che abbiamo deciso di mettere in promo

zione:

ciascuno gratis per 5 giorni 

Sono alcuni dei nostri ebook che potete trovare anche in cartaceo

La promozione sarà attiva in agosto 2020 con indicazione, per ciascun ebook, del periodo di fruizione gratuita.

E buona lettura a tutti con EDIDA!

Salvina Pizzuoli “Corti e fantastici” dal 1 al 5 agosto

Autori Vari “Racconti racconti racconti. Corti con brivido fantastici” dal 1 al 5 agosto

Tommaso Ferrini “Il complesso di Arkhàn” dal 1 al 5 agosto

Salvina Pizzuoli “Il tempo smarrito. Memorie di un’ottuagenaria” dal 5 al 9 agosto

Salvina Pizzuoli “Nell’altro giardino” dal 5 al 9 agosto

Maria Castellett “Delitti” dal 10 al 14 agosto

 

Avventura, fantastico, noir, mistero, tuttatoscanalibri consiglia:

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Antonella Boralevi “Chiedi alla notte”

Jorge Luis Borges “L’Aleph”

Jorge Luis Borges “Finzioni”

Paola Capriolo “La grande Eulalia”

Donato Carrisi “La casa delle voci”

Cazzullo Roncone “Delitti immortali”

Raymond Chandler e il noir:10 romanzi a cura di Maurizio Amore

Clive Cussler La vendetta dell’imperatore, Longanesi 2018

Giancarlo De Cataldo “Quasi per caso”

Tana French “Il rifugio”

Fabrizio Gatti “Educazione americana”

L.S.Larson “Igist”

Bulwer Lytton. Zanoni, Tea 2016

E.Bulwer Lytton “La razza ventura”

Patrick McGuinness “Gettami ai lupi”

Ferdinand. A. Ossendowski “Bestie, Uomini, Dei. Il mistero del Re del Mondo”

Sandor Weltmann, Città di mare con nebbia, Skirà Milano

E.A. Poe “Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore”

Jan Potocki  “Manoscritto trovato a Saragozza”

Francesco Recami “Il diario segreto del cuore”

Fabrizio Silei “Trappola per volpi”

SØren Sveistrup “L’uomo delle castagne”

Verne “La sfinge dei ghiacci”

 

Giancarlo De Cataldo “Io sono il castigo” presentazione

È arrivato in libreria a fine maggio l’ultimo romanzo di De Cataldo che promette un pm seriale: “Manrico Spinori della Rocca è il mio primo personaggio «seriale». Io sono il castigo inaugura una trilogia (per il momento). Il secondo romanzo è in scrittura, il terzo già abbozzato” dichiara lo stesso autore (da tuttolibri La Stampa 30 maggio 2020).

“Manrico Spinori, Rick per gli amici, si chiama Manrico Leopoldo Costante Severo Fruttuoso Spinori della Rocca dei conti di Albis e Santa Gioconda”, come Concita De Gregorio ci tiene indicare per esteso nella sua recensione ( da La Repubblica Cultura 26 maggio). E chissà forse anche a lei questa sfilza di nomi ha richiamato alla memoria un personaggio di Calvino, Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez, cavaliere senza macchia e senza paura e, per altro, inesistente!

In effetti oltre ad essere nobile e bello, alto e naturalmente elegante, Manrico è anche un melomane, come sottolinea la De Gregorio “Molta, moltissima musica nelle pieghe del racconto: Tosca , Idomeneo , Rigoletto che infine dà il titolo e la chiave al racconto. Io sono il castigo, egli è il delitto/punizion son io” e come professionista, spiega De Cataldo,  “è il mio esploratore nei meandri del tribunale, del quale conosce – e racconta – luci e ombre.[…] Manrico è un garantista: il che può apparire eccentrico solo a chi ignori che il nostro codice impone alla pubblica accusa di raccogliere anche le prove a favore degli imputati. È stimato perché risolve i casi”.

Ma De Cataldo, ponendosi come scrittore e creatore del personaggio, aggiunge una particolarità interessante “Nella costruzione di Manrico ha giocato un ruolo determinante la stanchezza. La stanchezza per quei personaggi che urlano, sputano, sbavano, grugniscono, insultano, ma soprattutto asseriscono con piglio muscolare tutto e il contrario di tutto senza mai essere sfiorati dal minimo dubbio. Quelli che hanno sempre una ricetta pronta e che disprezzano il dissenso”.

Fuori dagli schemi, Manrico è un nuovo eroe tutto da scoprire.

S.P.

Carole Fives “Fino all’alba” presentazione in breve

 

Una giovane madre si occupa da sola del figlio di due anni: il suo compagno l’ha abbandonata, non ha familiari vicini né amici, è senza risorse economiche e con un lavoro precario a cui non può dedicarsi per il tempo necessario, non può permettersi l’asilo o di pagare una baby-sitter; è ferita da avvilenti giudizi espressi su un forum di madri single, è combattuta tra i sensi di colpa, per le fughe notturne sempre più azzardate in cerca di evasione da una routine massacrante che l’annulla, e la necessità di accudire il figlioletto che soffre la mancanza del padre. È così che giorno dopo giorno le evasioni clandestine di pochi minuti si trasformeranno: si spingerà sempre più lontano, con una meta sempre più distante, allungando i tempi in cui il bimbo resterà da solo in casa. Per quanto ancora?

 

Carole Fives con Tenir jusqu’à l’aube titolo originale, è stata finalista nel 2018 al Prix Médicis e al Prix Wepler, è il suo quarto romanzo. In “Fino all’alba” l’autrice ritrae l’ aspetto monoparentale della famiglia contemporanea, sempre più in aumento, e una donna fuori dagli stereotipi e più vicina alla realtà attuale né un’eroina, né un’ esclusa.
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Gialli e thriller: tuttatoscanalibri, per cominciare, consiglia

Giallisti italiani

Daniela Alibrandi, “Quelle strane ragazze”

Camilleri” Il metodo Catalanotti”

Gianrico Carofiglio “Testimone inconsapevole”

Donato Carrisi “La casa delle voci”

Maria Castellett, “Delitti. Due casi per il commissario Bellantoni”

Maurizio De Giovanni “Il metodo del coccodrillo”

Adele Colgata “I deliti di Monteverde”

Enrico Deaglio “La zia Irene e l’anarchico Tresca”

Ferrini Pizzuoli, “Odessa: l’ora della fuga”,

Fabrizio Gatti “Educazione americana”

Antonio Manzini “Rien ne va plus”

Gigi Paoli “Il rumore della pioggia”

Francesco Recami “L’atroce delitto di via Lurcini”

Fabrizio Silei “Trappola per volpi”

Ilaria Tuti “Ninfa dormiente”

Hans Tuzzi “La morte segue i magi”

Hans Tuzzi “La notte di là dai vetri”

Valter Veltroni “Assassinio a Villa Borghese”

Ma è proprio vero che i racconti non piacciono? tuttatoscanalibri consiglia

Lucia Berlin “Sera in Paradiso”

Yu Hua “Mao Zedong è arrabbiato”

“I racconti delle donne” a cura di Annalena Benini

I racconti delle tenebre a cura di F. Genovesi

Primo Levi “Tutti i racconti”

Salvina Pizzuoli, Corti e… fantastici

Salvina Pizzuoli “Il tempo smarrito. Memorie di un’ottuagenaria”

Da Panorama Libri: Pablo Simonetti “Vite vulnerabili”

“Racconti italiani” a cura di Jhumpa Lahiri

Racconti racconti racconti: corti, con brivido, fantastici

Judith Schalanshy “Inventario di alcune cose perdute”

Salvatore Torre “Atonement. Storia di un prigioniero e degli altri”

William Trevor “La ragazza sconosciuta”

Thomas Tsalapatis “L’alba è un massacro signor Krak”

 

Scrittori toscani? Sì ancora… Renato Fucini tre bozzetti da “All’aria aperta”

Gentili lettori, continuiamo la nostra rassegna letteraria sugli autori toscani di ieri e di oggi o che scrivono o hanno ambientato le loro opere in Toscana, con tre bozzetti  di Renato Fucini da

“All’aria aperta”

più due poesie dalla raccolta “Ombre” Gente etrusca e Castelli in aria

 che si aggiungono a

“Il ciuco di Melesecche”

 

“Il rimedio pei topi” e   “Il Dodolo”  dalle “Novelle toscane” di Ferdinando Paolieri

e, per gli autori toscani contemporanei, al racconto di Alessandro Pagani “Breve racconto onirico”

 

e di Oreste Verrini con uno stralcio da “Madri”

 

 

 

 

e ancora:

sabato 8 febbraio per gli autori toscani contemporanei

uno stralcio dal romanzo di

Pina Bertoli Infondate ragioni di credere nell’amore

Non mancate e buona lettura a tutti !