Mariolina Venezia “Ecchecavolo. Il mondo secondo Imma Tataranni”, presentazione

In questa raccolta di leggi immaginarie, decreti e piccoli editti, architettati mentre fa la fila alla posta o risolve un caso, la Piemme piú chiacchierata di tutto il Centro Sud esprime la sua visione del mondo. Non com’è, naturalmente, ma come dovrebbe essere. Almeno secondo lei. (dal Catalogo Einaudi)

Chi volesse godere appieno delle “leggi” elaborate da Immacolata Tataranni, detta Imma, per migliorare i rapporti umani e fare “giustizia” degli importuni e di coloro che non essendo consapevoli, anche per una falsa risposta degli altri al loro comportamento, vi si ostinano, occorrerebbe avesse già letto almeno uno dei romanzi o visionato alcuni episodi su Rai1 che hanno per protagonista il Sostituto Procuratore Tataranni che opera a Matera, avesse quindi presenti i suoi collaboratori, la sua famiglia, la sua visione del mondo… che emerge imperiosa e diretta dai suoi comportamenti; dovranno altrimenti accontentarsi, si fa per dire, di un ritratto quanto mai illuminante sui meriti ma anche sul “brutto carattere” della protagonista e dei coprotagonisti, scampolo minuto di una più ampia umanità, di una fotografia dissacrante, ironicamente pungente, mirata a far emergere aspetti e comportamenti spesso consolidati o accettati passivamente nella nostra vita associata a cui la Tataranni invece si ribella facendo anche autocritica e confezionando leggi ad hoc.

Una lettura piacevole, di un’ironia concreta che sa stuzzicare, divertire sanzionando luoghi comuni e comportamenti gratuiti con una scrittura incisiva, rapida, immediata.

“I colleghi che si sentono in dovere di fare i simpatici a tutti i costi, le suocere impiccione, i tuttologi dell’ultimo minuto. Quelli che non si regolano durante il pranzo della domenica e quelli che chiedono «ti è piaciuto?» dopo aver fatto l’amore: nel suo mondo ideale Imma Tataranni non fa sconti a nessuno. Neanche a se stessa”.(dal Catalogo Einaudi)

e anche

Brevi note biografiche

Mariolina Venezia è nata a Matera e vive a Roma, dove lavora per cinema, teatro e televisione. Con Einaudi ha pubblicato Mille anni che sto qui, vincitore del Premio Campiello 2007. Sempre per Einaudi ha pubblicato in seguito le indagini di Imma Tataranni: Come piante tra i sassi (2009, 2018 e 2021), Maltempo (2013, 2018 e 2021), Rione Serra Venerdì (2018 e 2021), Via del Riscatto (2019 e 2021) e Ecchecavolo (2021). Da questi gialli è stata tratta la serie televisiva in onda su Rai 1 Imma Tataranni – Sostituto procuratore, arrivata alla seconda stagione con uno straordinario successo di pubblico.(da Einaudi Autori)

Cristina Cassar Scalia “Le stanze dello scirocco”

presentazione di Mar

Anche in questo romanzo Cristina Cassar Scalia stupisce e avvince il lettore con la sua capacità di trasmettergli i forti sentimenti dei suoi protagonisti.

Ma non c’è solo questo: il romanzo è un viaggio nel tempo, il 1968, e nello spazio, la Sicilia e più precisamente Palermo e la sua provincia.  Sicuramente tali elementi, toccati e descritti con forte empatia, sono maggiormente fruibili da chi ha vissuto quegli anni e da chi ha una qualche dimestichezza con la “sicilianità”. Per quanti non rientrano in tali categorie, le descrizioni dell’autrice fanno comunque  respirare intensamente sia la ventata di cambiamento difficile e violenta di quegli anni sia le peculiarità di una terra dove tutto, dai paesaggi agli ambienti domestici ai luoghi di intrattenimento sociale, trasudano “umanità” nel senso che tutto è permeato di sensazioni profonde e viscerali che non appartengono solo al singolo ma ad un’intera comunità che si riconosce e perpetua valori e abitudini che si tramandano immutabili nel tempo.

La giovane protagonista, Vittoria, ci fa vivere tutto ciò accompagnando il lettore lungo un percorso tortuoso e contemporaneamente lineare durante il quale scopre giorno dopo giorno quanto siano profonde quelle radici che non sospettava di avere. Al lettore che viene preso dalle spirali di una tale narrazione sorge spontaneo alla fine della lettura un solo aggettivo: bello!

Mar

da Sperling&Kupfer

La sinossi

È il 1968 quando il notaio Saglimbeni decide di tornare a Montuoro, in Sicilia, con la famiglia. Per Vittoria, la figlia più giovane cresciuta a Roma, l’impatto con una società conservatrice è destabilizzante. Quando incontra l’ombroso Diego Ranieri, ancorato a una mentalità assai diversa dalla sua ma capace di legarla a sé come nessun altro, Vicki si sente divisa tra sentimento e orgoglio. Cerca così rifugio nella facoltà di Architettura di Palermo, in piena occupazione, e inizia a scoprire le strade della città. Qui, la sua storia s’intreccerà con quella, drammatica, di zia Rosetta. Due donne unite dal coraggio con cui affrontano le prove che la vita ha loro riservato.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

La seconda estate

La carrozza della Santa

Sabbia nera

La logica della Lampara

Il talento del cappellano

L’uomo del porto

La salita dei saponari

Scalia, De Cataldo, De Giovanni, Tre passi per un delitto

Cristina Cassar Scalia “La seconda estate”

presentazione di Mar

Insignito del Premio Internazionale Capalbio Opera Prima 

Il romanzo “La seconda estate” di Cristina Cassar Scalia ha come cornice prioritariamente l’isola di Capri, l’alta borghesia più che benestante e l’amore tempestoso fra un uomo e una donna, ma ciò è appunto solo una cornice, magari anche poco originale, ma per più motivi funzionale ai veri protagonisti che in realtà sono invece quei sentimenti e quelle emozioni  forti e coinvolgenti in cui l’autrice riesce a trascinare il lettore e a rapirlo, certa che più o meno un po’ tutti ritroveranno in ciò che narra qualcosa del loro presente o del loro passato che in tal modo riaffiora prepotente come prepotenti e assoluti sono i sentimenti in cui l’autrice coinvolge: non necessariamente l’amore e la passione fra un uomo e una donna, ma anche gli affetti forti e intensi verso un amico, una casa, un oggetto, un ricordo. 

Mar

Un romanzo sul vero amore e sui sogni che la vita sa regalare. Sono passati vent’anni, da quella indimenticabile estate a Capri. Lea, sola per l’ennesima assenza del marito, aveva aperto il suo cuore a Giulio, senza potersi opporre alla passione travolgente esplosa tra loro. Le conseguenze erano state drammatiche. Adesso, però, Lea è una donna libera e l’incontro casuale con Giulio appare come una seconda possibilità per vivere pienamente l’amore che li unisce. Ma sottili trame legano al presente ciò che accadde allora. La loro felicità dovrà ancora attendere, minacciata da una verità a lungo tenuta nascosta”.(da Sperling Libri)

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

La carrozza della Santa

Sabbia nera

La logica della Lampara

Il talento del cappellano

L’uomo del porto

La salita dei saponari

Scalia, De Cataldo, De Giovanni, Tre passi per un delitto

Fabio Santa Maria “Versetti ironici contro l’ansia”

da Incipit23 Edizioni

Quando Fabio scopre che il 79% degli italiani ha avuto un attacco d’ansia almeno una volta nella vita, decide di seguire il consiglio del suo analista e inizia un diario terapeutico.

Ma descrivere l’ansia, neanche a dirlo, gli mette ansia. Molto meglio raccontare una serie di aneddoti (sur)reali sugli aspetti più ridicoli della sua grande nemica, quella che gli fa tremare le mani, che gli fa battere il cuore a mille, che lo spinge a consultare il perfido Dottor Google e a immaginare mondi alla rovescia. E decide di chiamarli “versetti ironici”, perché sono brevi e così non stressano, perché fanno il verso all’ansia e poi perché versetti suona biblico, quasi apocalittico, e così l’ansia si spaventa. Dopotutto è nato da una madre ansiosa e da un padre ferocemente ironico, un mix genetico esplosivo che produce in loop l’ansia e i suoi anticorpi, e che gli consente di riempire il diario anche con improbabili e divertenti strategie per fronteggiarla.

Versetti ironici contro l’ansia si fa portavoce delle disavventure dei tantissimi ansiosi del mondo a cui l’autore chiede di unirsi per un coming out collettivo, in una sorta di accattivante orgoglio ansioso.

Alcuni stralci

Ci rifletta: l’ansia sarà anche una grana in più, sarà anche diecimila volte più pericolosa del pericolo vero e proprio, ma la cerchiamo anche quando non c’è. Ci nutre, ci permette di sentirci vivi. La sua assenza sarebbe francamente ben più preoccupante della sua presenza. Noi ansiosi, in fondo, salviamo il mondo dal devastante appiattimento della noia.

***

[…] Ecco, ora diglielo che ti sei buttato a studiare come funziona l’ascensore solo perché eri terrorizzato di precipitare dall’ottavo piano, o di rimanere bloccato – anzi intrappolato – fino a morirci dentro per il panico. Diglielo che hai calcolato la media dei tempi utilizzati dai tecnici per ogni intervento e che solo dopo aver scoperto – statistiche alla mano – che era molto più probabile cadere dalle scale che dall’ascensore, ti sei deciso a utilizzare quello del condominio.
Invece, da bravo ipocrita, riesco anche a sorridere e a dirle che no, non sono un ingegnere, ma scrivo racconti e allora sono sempre molto curioso di scoprire come funzionano le macchine. Tutte le macchine.
Poi l’ascensore comincia a muoversi lentamente, con piccoli balzi da brivido.
«Ecco», confermo, «qualcuno dall’alto sta riportando la cabina al piano. Lo sapevo io che non c’era da preoccuparsi!» E lo dico mentre in realtà sto pensando che quei balzi potrebbero essere anche dovuti al freno che inizia cedere, o alle guide laterali usurate per un cortocircuito.
Invece, da bravo ipocrita, riesco anche a sorridere e a dirle che no, non sono un ingegnere, ma scrivo racconti e allora sono sempre molto curioso di scoprire come funzionano le macchine. Tutte le macchine.
Poi l’ascensore comincia a muoversi lentamente, con piccoli balzi da brivido.
«Ecco», confermo, «qualcuno dall’alto sta riportando la cabina al piano. Lo sapevo io che non c’era da preoccuparsi!» E lo dico mentre in realtà sto pensando che quei balzi potrebbero essere anche dovuti al freno che inizia cedere, o alle guide laterali usurate per un cortocircuito.

Brevi note biografiche

Fabio Santa Maria, ansioso sin da quando nacque a Milano nel 1964, voleva fare di tutto tranne lo scrittore. Nel corso degli anni ha collaborato con piccole ma importanti realtà editoriali. Il suo amore per gli animali lo ha portato a vivere (randagio), spostandosi in tutta Italia per prendersi cura di cani, gatti e altri compagni a quattro zampe. Vive da alcuni anni in Sicilia con la sua compagna e, insieme, hanno realizzato il progetto Libri e Letture Vagabonde, per la distribuzione gratuita di libri usati frutto di donazioni che provengono da tutta Italia, attraverso piccole iniziative culturali e popolari con lo scopo di incentivare la lettura. Questo è il suo primo libro di narrativa.

Gianluca Morozzi “Il libraio innamorato”, Fernandel Editore

Pagine 164, prezzo 13 euro,

in libreria dal 23 settembre

Fernandel Editore

«I libri sanno realizzare magie. Ti fanno viaggiare nel tempo e nello spazio, ti fanno materializzare davanti agli occhi contesse russe e principesse marziane, moschettieri e criminali. Quanti amori sono nati prestando o consigliando un libro? Questa è la storia di due librerie, di un libraio che ama una libraia, di uno scrittore in crisi, di una scrittrice dimenticata, e di alcuni decisamente insoliti lettori.» Gianluca Morozzi.

C’è un libraio che ha un segreto: è innamorato di una ragazza che fa il suo stesso mestiere. Sogna di sposarla, di unire le rispettive librerie e di far giocare i figli che verranno nel reparto libri per bambini, ma per il momento si accontenta di vederla in un’osteria di Bologna per raccontarle dei clienti più strani che incontra.

Per esempio, c’è un uomo che entra nel suo negozio ogni giorno alla stessa ora, scompare tra gli scaffali per trenta minuti esatti, e all’uscita compra il primo libro che gli capita fra le mani. Perché?

Ma anche la libraia ha clienti bizzarri: c’è infatti una ragazza che va da lei in libreria cercando romanzi che non esistono, dei quali però ricorda perfettamente le trame. E quei romanzi, un anno dopo, escono davvero. Come fa?

E poi c’è uno scrittore di successo, anche lui ha un segreto: è riuscito a scrivere solo negli anni in cui nessuno lo voleva pubblicare. Ha accumulato nel cassetto tanti romanzi, che poi ha pubblicato uno alla volta fingendo di averli appena scritti. Ma il cassetto adesso è vuoto. Come farà ad accontentare il suo editore e la sua agente, entrambi in spasmodica attesa del suo prossimo, annunciato best seller?

Infine c’è una scrittrice che pubblica libri di genere erotico tantrico col nome d’arte di Samantha Samsara. Il suo conto in banca è in rosso, e adesso sta cercando chi la mantenga in cambio del privilegio di poterla guardare mentre scrive a piedi nudi. Troverà qualcuno?

Quando il libraio innamorato proporrà alla bella libraia di far incontrare i due insoliti clienti, i destini di tutti loro convergeranno in un modo inaspettato.

«Lui e Monica avevano una cosa in comune: facevano lo stesso mestiere. Librai indipendenti, sia l’uno che l’altra, in due librerie del centro storico di Bologna, due esempi di resistenza culturale in mezzo ai tanti negozi di catena. Navigando nello stesso tormentato mare si erano aiutati a vicenda e avevano finito per fare amicizia. Le due librerie non erano molto distanti fra loro: millequattrocento metri, diciassette minuti a piedi. L’osteria del Sole era più o meno a metà strada di quel chilometro e mezzo scarso. Camere Separate era il nome che Alessio Barbieri aveva dato alla sua libreria. Era stata una scelta facile: dopo lunghe ricerche era riuscito a trovare i locali perfetti in Strada Maggiore, a pochi passi dalla casa-museo del pittore Giorgio Morandi, ma soprattutto dai luoghi bolognesi di Pier Vittorio Tondelli. Per lui era stato quasi automatico dedicare quegli spazi allo scrittore di Correggio»

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Autore estremamente prolifico, ha pubblicato per Fernandel una quindicina di libri, a partire dal suo esordio con il romanzo Despero (2001), e altrettanti con editori come Guanda, Tea, Castelvecchi. Colpiscono la sua facilità di scrittura e la capacità di coinvolgere il lettore fin dalle prime righe.

Gaja Cenciarelli “Domani interrogo”, presentazione

Un liceo linguistico della periferia romana, Rebibbia. È novembre ed è in quella Scuola scalcinata che la giovane insegnante inizia la propria avventura di docente, di persona, di studiosa, di romana tra romani che parlano solo il dialetto e ai quali dovrebbe insegnare l’inglese. Spaventata ma non passiva saprà reagire e entrare piano piano in quella comunità in cui si sente estranea e spaesata: non scapperà e tornerà l’indomani, “l’inizio di una grande storia d’amore”.

Si apre con una Nota dell’Autrice che raccoglie in 10 punti le leggi fondamentali della vita di un insegnante, di quella metamorfosi a cui va incontro un essere umano quando inizia ad insegnare, procede con un Prologo dove molte sono le domande, durante il girovagare in una Roma che non conosce, che si accavallano nella mente della protagonista prima dell’ingresso in classe: è il 19 novembre, ha accettato una supplenza annuale in una quinta, ma non è all’altezza, non ce la farà, non conosce nessuno, è sola in una scuola enorme, non ha gli strumenti per affrontare i ragazzi di quella zona di Roma con i quali non sa con quale lingua parlerà e lei non sa se conosce la lingua giusta e loro se ne accorgeranno e la uccideranno… Seguirà quindi la Prima Parte con il titolo emblematico “Il Romanticismo”: il primo impatto, difficile, disperante, proprio lei che dovrebbe dare l’esempio, si esprimerà in dialetto usando un’ espressione chiara e volgare.

Un impatto forte con la realtà di una classe raccontata da chi la Scuola la conosce e ci si misura.

“Tra i professori di Frank McCourt e Domenico Starnone, passando per gli studenti in piedi sul banco nell’Attimo fuggente, sta la professoressa di Gaja Cenciarelli, convinta sì che la cultura sia qualcosa di quotidiano, convinta sì che certe parole dialettali o certe squadre di calcio, certe sigarette fumate insieme agli studenti prima che la lezione cominci facciano parte del lavoro di chi insegna e di quello di chi impara, ma disillusa che l’istruzione possa – come si sente dire spesso – salvare il mondo. Ciò nonostante, in questo romanzo di Shakespeare e spaccio, la professoressa il mondo lo salva. Perché il mondo è le persone che incontriamo. Specialmente a scuola”.(da Marsilio Editori)

e anche

Brevi note biografiche

Gaja Cenciarelli scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri” e ha pubblicato, fra gli altri, Extra omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (Zona 2006), Sangue del suo sangue (nottetempo 2011), ROMA. Tutto maiuscolo come sulle vecchie targhe (Ventizeronovanta 2015), Pensiero stupendo (Lite Editions 2015). Per Marsilio, nel 2019 è uscito La nuda verità. Insegna lingua e letteratura inglese a Roma.

Christiana Moreau “La dama di creta”, presentazione

Traduzione di Roberto Boi

Una storia quella narrata dalla Moreau che coinvolge quattro donne: si apre a Bruxelles e riguarda Sabrina che, alla morte della nonna Angela, ritrova un busto di creta che raffigura una donna bellissima. Due scritti incisi sul busto la incuriosiscono: La Sans Par si legge sotto la collana sulla quale si attorciglia un serpente che la donna raffigurata porta al collo; sulla parete interna del busto, vicino alla base, una firma e una data Costanza Marsiato MCDXCIV anno fiorentino.

Molti gli interrogativi che si aprono per Sabrina che decide di andare a cercare risposte: essendo restauratrice coglie il valore della scultura stranamente firmata con un nome di donna, Costanza Marsiato, scultrice quando solo gli uomini a quel tempo potevano esserlo. Inizia così un lungo viaggio a ritroso nel tempo in cui troveranno posto la nonna Angela, partita dalla Toscana nel 1952 diretta in Belgio dove il marito lavorerà come minatore e ancora fino al 1494 dove trova posto Costanza che, sotto mentite spoglie, entrerà a bottega con i fratelli Pollaiolo. Tre donne di ieri e di oggi ed un busto, la quarta donna, la dama di creta.

“Questa storia inizia oggi, a Bruxelles, quando, tra gli oggetti appartenuti alla nonna, Sabrina trova un busto di creta elegantemente scolpito. Ritrae una delle donne più belle di tutti i tempi, Simonetta Vespucci, che si dice sia stata la musa ispiratrice della Venere di Botticelli. Incuriosita da quell’enigma, Sabrina va alla ricerca delle origini di quell’opera, in un viaggio che le cambierà la vita”.(da Editrice Nord Libro)

Brevi note biografiche

Christiana Moreau vive a Seraing, in provincia di Liegi. Pittrice e scultrice autodidatta, è alla costante ricerca di nuovi modi per esprimere la sua creatività. Ha esordito con una raccolta di poesie nel 2014, per poi passare alla narrativa. Dopo Cachemire rossoLa dama di creta è il suo secondo romanzo pubblicato in Italia.(da Editrice Nord Autore)

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Cachemire rosso

Michiko Aoyama “Finché non aprirai quel libro”, presentazione

Tradotto da Daniela Guarino

La signora Komachi è una bibliotecaria ma è anche una persona speciale perché sa ascoltare e capire. Alla domanda “Che cosa cerca?” sa trovare la risposta adatta e la risposta è un libro, quello giusto. L’autrice di questo romanzo che parafrasa nel titolo l’ormai famoso “Finché il caffè è caldo” o il suo seguito “Basta un caffè per essere felici”(che trovate recensiti su tuttatoscanalibri a questo link), non offre trasporti nel passato, né un bar dove provare a ritrovarsi, è una giapponese che propone qualcosa alla portata di tutti: la lettura di un libro.

Reporter ed editor per una società editoriale, l’autrice affida il compito alla signora Komachi di trovare per ciascun personaggio quello che serve: così per Tomoka, commessa in un grande magazzino che si sente fallita, o Ryo, contabile, che aspirerebbe ad una propria attività ma teme di abbandonare il lavoro sicuro, o Hiroya, disoccupato, che ha proprio rinunciato al suo progetto. Personaggi che la letteratura giapponese ci presenta sempre più sovente, soli, frustrati, spaventati e incapaci di reagire in una società sempre più competitiva e stritolante ai quali però la letteratura giapponese contemporanea offre vari rimedi, come nell’altro successo editoriale I miei giorni alla libreria Morisaki di Satoshi Yagisawa.(anche quest’ultimo recensito a questo link).

“Giappone. Per prima cosa si entra in biblioteca. Poi bisogna trovare la signora Komachi, dalla pelle candida e con uno chignon fissato con uno spillone a fiori. Infine, aspettare che ci chieda “Che cosa cerca?” […] La signora Komachi riesce a intuire quali sono i desideri, i rimorsi e i rimpianti della persona che le sta di fronte. Così sa consigliare il libro capace di cambiarle la vita”(da Garzanti Libri)

Brevi note biografiche

Michiko Aoyama è nata nel 1970 e vive a Yokoama. Dopo la laurea ha lavorato come giornalista in Australia, prima di rientrare in Giappone e intraprendere la carriera di editore scrittrice. I suoi libri hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in patria, tra cui il Miyazaki Book Award e il Miraiya Ahoten Grand Prize.(da Garzanti Autori)

Sigrid Nunez “Attraverso la vita”, presentazione

Traduzione di Paola Bertante

In Attraverso la vita, Nunez combina intelligenza, umorismo e intuito nel descrivere i rapporti umani e la natura mutevole delle relazioni nei nostri tempi. Una storia sorprendente sull’empatia e sui modi insoliti in cui due persone possono offrirsi conforto nell’affrontare le difficoltà. Un ritratto commovente e provocatorio del modo in cui viviamo al giorno d’oggi. *

What are you going through è il titolo in originale, reso in italiano letteralmente suona “Che cosa stai attraversando”? Che si ritrova nella citazione da Simone Weil che apre la prima parte del romanzo:

La pienezza dell’amore del prossimo sta semplicemente nel domandargli: “Qual è il tuo tormento?

L’asse principale della narrazione corre lungo le vicende che legano la voce narrante, che racconta in prima persona, ad un’amica malata di un male incurabile, asse narrativo intercalato da ricordi, da riflessioni, bozzetti, incontri, da cui emerge una quotidianità sfaccettata, anche insolita, di momenti di vita che si inseriscono nella situazione particolare in cui la protagonista viene a trovarsi, avendo accolto positivamente le richieste dell’amica di accompagnarla a concludere la propria esistenza nel modo migliore; situazione che determinerà un nuovo modo di stare insieme delle due donne dentro un’esperienza intensa, dove non mancano le drammaticità insieme a ilarità e incongruenze, momenti di cui è normalmente costellata la vita.

“Una donna racconta diversi incontri che si snodano nella quotidianità della sua vita: […] In ognuna di queste persone riconosce un bisogno comune: l’urgenza di parlare di sé e di trovare qualcuno cui raccontare la propria esistenza”.(da Garzanti Libri)

Brevi note biografiche

Sigrid Nunez è nata e cresciuta a New York. Laureata alla Columbia University, insegna scrittura creativa all’Hunter College ed è autrice di nove libri di successo. Con Garzanti ha pubblicato anche L’amico fedele (2018), vincitore del prestigioso National Book Award.(da Garzanti Autori)

*da Garzanti Libri

Sue Miller “Monogamia”, presentazione

Traduzione di Martina Testa

[…]seducente romanzo avvolto da un velo di mistero, è un’intelligente fotografia delle relazioni amorose di lunga data e dei segreti che spesso vi si nascondono*.

Fedeltà e tradimento, bugie e segreti, amore e dolore: situazioni antitetiche ma presenti nel rapporto di coppia, rivelatrici della complessità del legame, soprattutto di lunga data.

Una storia di famiglia al proprio interno e al di fuori di essa indagata dalla penna sapiente dell’autrice. Un romanzo psicologico Monogamia su temi antichi vissuti nella contemporaneità: la storia di un matrimonio dentro le sfaccettature del quotidiano, ripercorso dalle vite intrecciate che lo affiancano e lo caratterizzano, ciascuna a proprio modo.

Protagonisti sono Graham e Annie alla seconda esperienza di coppia, entrambi, insieme ormai da quasi trent’anni. Una storia la loro che pare consolidata e profonda. Eppure, quando Graham viene a mancare improvvisamente, Annie scoprirà nel lutto aspetti e verità inimmaginate.

“Poi, mentre è ancora in lutto, scopre un segreto rovinoso, che la farà precipitare nell’oscurità e la costringerà a chiedersi se ha mai conosciuto veramente l’uomo che ha amato”( da Catalogo Fazi Editore)

Brevi note biografiche

Sue Miller, autrice americana acclamata dalla critica e amata dai lettori, è riconosciuta a livello internazionale per i suoi eleganti e realistici ritratti della famiglia contemporanea. Ha pubblicato dieci romanzi che sono stati tradotti in ventidue paesi. I suoi numerosi riconoscimenti includono una borsa di studio Guggenheim e una borsa di studio del Radcliffe Institute. Ha insegnato Narrativa, tra gli altri, presso Amherst College, Tufts University, Boston University, Smith College e MIT. (da Fazi Editore Autore)

*Dal Catalogo Fazi Editore