Sudhir Hazareesingh “Spartaco nero”, presentazione

Agosto 1791. Una scintilla accende la rivoluzione degli haitiani contro l’oppressione dei coloni francesi. I primi a sollevarsi sono gli schiavi neri, capitanati da un personaggio oggi leggendario: Toussaint Louverture, ex schiavo liberato, capopopolo, guerriero e ribelle. È proprio lui a guidare il processo che, nel corso di dodici anni, porta alla proclamazione del primo Stato nero indipendente (da Rizzoli Libri)

Traduzione di Daniela e Monica Pezzella

Toussaint Louverture figura studiata e indagata, spesso con diverse interpretazioni del suo operato: prima condottiero, poi generalissimo dell’esercito francese e quindi governatore della colonia di Saint Domingue, oggi Haiti.

Un opportunista, un ambizioso?

Il saggio, ponderoso, smentisce alcune accuse e lo inquadra come personaggio  coerente, confutando notizie inattendibili e consegnando al lettore una pagina interessante sul processo di emancipazione delle colonie. Accusato di tradimento morì nel 1803 in carcere: l’anno dopo Haiti ottenne l’indipendenza.

Sudhir Hazareesingh, è nato nell’isola Mauritius. Si occupa di storia culturale francese ed è research fellow alla British Academy, mentre in precedenza è stato tutor in Politics al Balliol College di Oxford. Tra i suoi volumi ricordiamo The Legend of Napoleon, The The Shadow of the General e How the French Think; con il primo ha vinto il Prix du Mémorial d’Ajaccio e il Prix de la Fondation Napoléon, con il secondo il Prix d’Histoire du Sénat e con il terzo il Grand Prix du Livre d’Idées.

Fabio Delle Donne “Cannoli e delitti. La Sicilia del commissario Lo Tufo”

Dopo l’anno trascorso a Napoli, raccontato nel primo volume della serie “Sfogliatelle e delitti”, il commissario Vincenzo Lo Tufo si trasferisce in Sicilia.

In questa edizione illustrata l’autore ci accompagna per le strade della Sicilia, fra le quali Lo Tufo si imbatte in crimini ma anche in gustose pietanze della cucina siciliana. 

Il commissario, di origini calabresi, è un’ottima forchetta, anzi si potrebbe dire che è un gran mangione, e sull’isola troverà pane per i suoi denti. Durante l’anno si imbatterà in diversi casi da risolvere, tra assassini da scovare e boss da arrestare. Tra un caso e l’altro il libro propone disegni dei luoghi raccontati e ricette dei piatti gustati dal protagonista nelle sue avventure, scelte e scritte dall’altra autrice: Eleonora Baluci.

Al termine di Cannoli e delitti si scoprirà già la prossima meta: nel terzo volume della serie Lo Tufo tornerà a casa in Calabria, nella terra in cui è nato.

Visto il successo del primo volume, il viaggio di Lo Tufo non poteva che proseguire, in questo originale connubio tra il mondo del giallo e quello dell’enogastronomia.

L’Indice

La Quarta di copertina

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Sfogliatelle e delitti. La Napoli del commissario Lo Tufo

Licia Troisi “Astrofisica per ansiosi”, presentazione

Astrofisica per ansiosi, un viaggio attraverso scenari catastrofici, tutti scrupolosamente affrontati con serietà e rigore scientifico, che ci porterà a esorcizzare le nostre paure ma anche a renderci contro che — spoiler! — la più grande, e reale, minaccia alla nostra sopravvivenza siamo proprio noi stessi! (da Rizzoli Libri)

Astrofisica e scrittrice di fantasy  di successo con le serie tradotte in tutto il mondo,  ci propone in questo “curioso” volume gli svariati scenari apocalittici che dalla notte dei tempi travagliano gli umani  sulla fine dell’universo: la luna che si sta allontanando e le nefaste conseguenze se ciò avvenisse bruscamente; se c’è chi si allontana c’è anche chi si avvicina, come Andromeda che pare puntare la Via Lattea, solo per citare alcuni dei fenomeni che potrebbero essere causa di estinzione di quanto e come ci è dato conoscere dell’assetto dell’universo.

Dobbiamo preoccuparci davvero?

L’autrice ci dà una mano scientifica ad affrontarli, li spiega, rassicurandoci relativamente ai tempi e ai modi.

Brevi note biografiche

Licia Troisi, nata a Roma nel 1980, è l’autrice fantasy italiana più venduta nel mondo, grazie allo straordinario successo delle saghe del Mondo Emerso, della Ragazza Drago e dei Regni di Nashira. Laureata con una tesi sulle galassie nane, ha collaborato con  l’Università di Roma Tor Vergata come astrofisica.(da Rizzoli Libri)

Una collana di classici italiani per l’estate

Arrigo Boito “L’alfier nero”

Arrigo Boito “Il pugno chiuso”

Luigi Capuana “Novelle”

Grazia Deledda “La regina delle tenebre”

Giovanni Verga “Le storie del castello di Trezza”

Igino Ugo Tarchetti “Tre racconti gotici” con una premessa sulla Scapigliatura e note a cura di Alessandro Ferrini

In cartaceo e in ebook

Italo Calvino “Palomar”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Pubblicato per la prima volta nel 1983, due anni prima della morte del suo autore, raccoglie una serie di racconti che hanno come protagonista il signor Palomar nel quale molti hanno rivisto lo stesso Calvino.

I racconti, sebbene separati, costituiscono un corpus e pertanto sono raccolti come romanzo. In una presentazione scritta dall’autore nello stesso anno, ma pubblicata successivamente, si esplicitano particolari legati alla gestazione e alla realizzazione di questo volume: alcuni dei racconti sono stati pubblicati sulla Terza pagina del Corriere della sera, testata per la quale Calvino al tempo era redattore, e precisamente scritti tra gli anni 1975 e 1977, alcuni soltanto però, proprio perché dovevano costituire un volume unico. Nella medesima presentazione l’autore definisce il protagonista “personaggio in cerca d’una’armonia in mezzo a un mondo tutto dilaniamenti e stridori”

Ma chi è Palomar?

Nella Quarta di copertina della prima edizione nella Collana Super Coralli, si legge “ Potremo mai trovarci in pace con l’universo? E con noi stessi? Il signor Palomar è tutt’altro che sicuro di riuscirci, ma, se non altro, continua a cercare una strada”.

Copertina della prima Edizione Einaudi Super Coralli

E sempre nella presentazione di cui sopra, Calvino scriveva che rileggendo il tutto la storia di Palomar potesse essere riassunta in poche frasi: “Un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo passo, la saggezza. Non è ancora arrivato”.

Possono queste poche indicazioni chiarire al lettore il contenuto del testo?

No di certo, sarà quanto raccontato nelle pagine, il procedere dei racconti, articolati per aree tematiche, esperienze visive, elementi antropologici e culturali, speculazioni, l’ironia sottile e un certo pessimismo che accompagna le “osservazioni” del protagonista sulla possibilità di poter rispondere alle proprie domande, che ne delineano di nuove non sempre con risposte esaustive, nell’eterna ricerca di un linguaggio che possa avvicinarsi il più possibile a descrivere il reale, a far sentire il protagonista capace del compito, a non precipitarlo, come spesso gli capita, nell’angoscia di scoprire il contrario, scegliendo il silenzio.

Il titolo e il nome Palomar si ispira all’Osservatorio astronomico del monte omonimo (USA) dove è collocato il telescopio Hale per guardare lontano, scrutare l’universo dalla propria piccolezza…

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Fruttero e Lucentini “Enigma in luogo di mare”

Alberto Riva “Ultima estate a Roccamare”

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Omaggio a Italo Calvino

Fruttero e Lucentini “Enigma in luogo di mare”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Un giallo del 1991, datato, prezioso perché come tutte le cose preziose è esemplare e unico. Per oggi forse troppo lento, ma con tanti aspetti positivi che controbilanciano: orchestrato e studiato  anche nei particolari, impeccabile e creativo nell’uso della lingua.

Una carrellata, spesso ironica e sferzante, di tipi umani, tutti protagonisti, raffigurati all’ “interno” di un luogo particolare, quella pineta nel testo denominata della Gualdana, nei pressi di Castiglione della Pescaia, con i suoi 18300 pini piantati nel lontano Settecento per volontà delle studioso Ximenes a protezione del litorale dal vento e dalla salsedine: a Roccamare , alla vigilia di Natale.

Pennellati nella loro quotidianità di vizi e di virtù. Si apre con una situazione che potrebbe diventare essa stessa “gialla” ma che al contrario si risolve per dilatarsi nel tempo e nei luoghi all’interno e nei dintorni, lentamente, ma in modo gustoso, dove il periodare e la lingua, precisa, di piacevole scorrevolezza, immaginifica ed evocativa sa catturare l’attenzione del lettore che ad un certo punto si muove come uno di loro, tra amici e conoscenti, simpatici e antipatici.

Una riscoperta, grazie al volume di Alberto Riva “Ultima estate a Roccamare” un saggio che mi ha trasportato nel tempo alla ricerca di quelle lontane letture e convinto a ripresentarle e tra queste anche Palomar di Calvino di prossima pubblicazione

La copertina della prima edizione

Giancarlo De Cataldo “Colpo di ritorno”, presentazione

Mentre stappava il terzo Franciacorta, Manrico annunciò a Deborah, Orru, Vitale e Brunella che il merito della risoluzione del caso era di Čajkovskij.

In Colpo di ritorno ritroviamo l’aristocratico e melomane  pm romano, Manrico Leopoldo Costante Severo Fruttuoso Spinori della Rocca dei conti di Albis e Santa Gioconda, impegnato in un nuovo caso dopo quelli della trilogia Io sono il castigo, Un cuore sleale, Il suo freddo pianto.

Capomagli Giuseppe, in arte Mago Narouz, è stato assassinato nella sua casa di Trastevere con un oggetto contundente che gli ha sfondato la testa. Il caso è delicato, proprio perché il mago aveva strettissimi legami con la Roma che conta, a cui distribuiva a richiesta soluzioni in amore, vincite e carriera con filtri e numeri al lotto vincenti:. È proprio per questo motivo che il procuratore Gaspare Melchiorre affiderà il caso a Manrico Spinori ritenendolo il più idoneo a trattare con le dovute precauzioni una materia difficile evitando le strumentalizzazioni. Così Manrico erediterà il caso insieme alla sua squadra tutta al femminile: sarà poi in parte merito dell’ispettrice Deborah Cianchetti ma anche della di lui eccentrica madre e della lirica, anche se in un primo momento non era riuscito a inquadrare l’opera di riferimento, se il puzzle troverà la composizione definitiva.

“[…]Manrico Spinori ha come l’impressione di girare a vuoto, e talvolta perfino di essere manipolato. Poi, proprio quando la situazione pare sul punto di sfuggirgli di mano, un suggerimento inaspettato gli permette di tirare i fili dell’ingarbugliata matassa. A rimanere un groviglio, in compenso, sono le vite private di Manrico e dei membri della sua squadra, interamente composta da donne. Soprattutto quella dell’ispettora Deborah Cianchetti, elemento dal pessimo carattere eppure utilissimo se invece del fascino e del savoir-faire occorrono metodi piú spicci”.( dal Catalogo Einaudi)

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Io sono il castigo

Un cuore sleale

Il suo freddo pianto

Gigi Paoli “La voce del buio”, presentazione

Un mistero, forse legato a presenze oscure, e uno studioso cui viene affidato il compito di fare luce sulle inspiegabili scomparse.

Il mistero: sei anziani spariti nello stesso posto, la villa Imperiale, prima albergo poi Casa di riposo, al passo della Mendola, tra Le provincie di Trento e Bolzano, i cui corpi non sono mai stati ritrovati

Lo studioso: il professor Diego Montecchi, ordinario  di Neuroscienze forensi e neuro psicologia presso l’Università di Verona, nonché membro del CICAP, il Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle paranormale.

Questi gli ingredienti base per un thriller investigativo dove anche la suspense ne è la costante È proprio durante una lezione che il professore verrà contattato per occuparsi di questo cold case

“Tra foreste silenziose, presenze inquietanti e un antico fatto di sangue che ha sconvolto per sempre il villaggio, lo scettico professore dovrà sciogliere i nodi di una vicenda che sembra trascendere i limiti della razionalità. Perché nessuno meglio di lui sa che l’enigma più contorto non è l’occulto, bensì la mente umana. Un mistero impossibile, macchiato dall’ombra di presenze oscure. Un meccanismo narrativo perfetto. Un nuovo grande protagonista del giallo italiano” ( dal Catalogo Giunti)

Brevi note biografiche

Gigi Paoli (Firenze, 1971) vive e lavora a Firenze come giornalista del quotidiano La Nazione, dove oggi è caposervizio e per 15 anni è stato il responsabile della cronaca giudiziaria. Le prime tre indagini del reporter Carlo Alberto Marchi, tutte uscite per Giunti – Il rumore della pioggia (2016), Il respiro delle anime (2017), La fragilità degli angeli (2018) – sono adesso raccolte in un unico volume di grande successo, I misteri di Firenze (2020). Della stessa serie fanno parte Il giorno del sacrificio (2021) e Diritto di sangue (2022). Nel 2020 l’autore ha ricevuto il prestigioso Premio La Pira per la cultura.(da Giunti Autori)

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Il rumore della pioggia

Stefano Roccio “La Natura non ha copyright”, Beisler editore

Scritto e illustrato da Stefano Roccio, finalista al PREMIO PICCOLO GALILEO*

Età: 14+

Beisler Editore

Come può un uccello aiutare nella progettazione di treni ad alta velocità? Come fa uno scarafaggio a permetterci di coltivare verdure in mezzo al deserto? Come riesce un seme a incrementare la resa delle turbine a vento? Uno straordinario viaggio in un futuro sostenibile che è già attorno a noi, ma che solo ora stiamo imparando a vedere. Una immersione tra le innovazioni che la natura ispira, con applicazioni pratiche che vanno oltre ogni nostra immaginazione: dalla medicina, all’architettura, alla robotica, fino ad arrivare a essere parte della vita di tutti i giorni.

Innovazione ispirata alla natura. Questa la definizione di biomimetica – βίος (bios), vita e μίμησις (mīmēsis), imitazione. Una disciplina innovativa che trae ispirazione dal mondo naturale, dai suoi processi e dalle sue forme, per risolvere i problemi di progettazione dell’uomo in maniera rigenerativa e sostenibile, unendo mondi che solitamente immaginiamo separati: natura e tecnologia, biologia e innovazione, forme di vita e design. Dopo 3,8 miliardi di anni di ricerca e sviluppo, ciò che non ha funzionato è ora un fossile e ciò che ci circonda è il segreto per sopravvivere. Anche noi umani facciamo parte della natura, ma siamo una specie molto giovane, ed in quanto tale, dovremmo mettere da parte la nostra arroganza di predatori, diventando allievi di chi, qui sulla Terra, c’è da molto prima e che meglio di noi sa come produrre, riutilizzare e tutelare. Le migliori idee e soluzioni, infatti, potrebbero essere già state inventate.

Stefano Roccio, nato nel 1994 e cresciuto a Cerano, un piccolo ma speciale paesino della provincia di Novara, vive attualmente ad Amsterdam dove studia e lavora. Biologo e illustratore, i suoi studi lo portano inizialmente a specializzarsi in biologia molecolare e genetica per poi cambiare ambito, trovando nel mondo della biomimetica, disciplina che studia l’innovazione ispirata dal mondo naturale, il tassello mancante per unire il suo amore per la scienza e la natura con la passione per il disegno e l’illustrazione. Collabora con diverse realtà tra cui università, aziende e fondazioni per progetti improntati sulla sostenibilità e la tutela del territorio. Il suo obbiettivo è quello di essere ricordato in futuro come una persona che ha fatto la differenza in positivo, anche per pochi, e non come qualcuno che è stato seduto a guardare. Il suo desiderio è che questo suo primo libro possa essere un punto di partenza per giovani e adulti a osservare, riflettere, creare e a non essere mai sazi di curiosità.

* La giuria scientifica del Premio Il Piccolo Galileo, il primo premio dedicato alla letteratura scientifica a misura di bambine e bambini – ha selezionato La natura non ha copyright di Stefano Roccio tra i tre finalisti per la categoria Young (libri per lettori dagli 11 ai 16 anni) con la seguente motivazione:

Un libro fuori dal comune che si distacca da quelli che sono i codici narrativi più consueti che porta l’attenzione sul concetto della natura e sulla sua osservazione. Le pagine invitano lo sguardo a indagare temi e concetti del futuro, rimettendo anche al centro il processo scientifico, l’atteggiamento, il pensiero, della scienza. Visivamente porta lo sguardo a confrontarsi con una costruzione nuova dell’immagine, producendo un effetto inedito. L’occhio si interroga: è una mano a disegnare? Un robot? L’intelligenza artificiale? Un nuovo device? Un nuovo programma?

La premiazione sarà venerdì 17 novembre a Padova, durante La Settimana della Scienza 2023

Cristina Cassar Scalia “La banda dei carusi”, presentazione

Gradito ritorno di Vanina, la vicequestore palermitana nata dalla bella penna della Scalia, perché ci era proprio mancata: un personaggio ben riuscito e non solo come poliziotta.

In questo settimo romanzo, la vicequestore Guarrasi detta Vanina, è alle prese con un caso che l’accora per più aspetti: il tornare a indagare su possibili legami con la mafia e la conoscenza diretta della vittima, uno dei “carusi” di don Rosario Limoli con il quale ha stretto amicizia per il lavoro encomiabile che svolge e di cui l’ucciso, Thomas Ruscica, era uno dei più convinti collaboratori: recuperare i ragazzi tossicodipendenti e del difficile quartiere di San Cristoforo. Un caso intricato i cui maggiori indizi paiono convergere verso la  medesima persona.

E il lettore rientra nel mondo di Vanina: il divano grigio, le notti insonni, gli amici e i collaboratori, le leccornie che Bettina, la sua padrona di casa nonché confinante, sa preparare e che le lascia abbondanti a tutte le ore nella disordinata giornata della poliziotta quando è alle prese con un caso. Catania sullo sfondo, luoghi e paesaggi che stanno diventando familiari come le figure con cui la vicequestore collabora e lavora: Patané, ormai insostituibile, Spanò, ma anche Lo Faro e i nuovi aggiunti, come i modi di dire e le “catanesate”, e gli immancabili  viaggi continui a Palermo e quei legami con il passato che non riesce a sciogliere sebbene nella distanza.  

“In una mattina di aprile, alla Playa, l’unica spiaggia sabbiosa di Catania, viene scoperto il cadavere di Thomas Ruscica, qualcuno lo ha ucciso con un colpo di rastrello alla testa. Thomas era uno dei «carusi» di don Rosario Limoli, parroco di frontiera che opera nel difficile quartiere di San Cristoforo. Vanina lo conosceva: un ragazzo con una famiglia e un passato pesanti alle spalle, però determinato a rifarsi una vita e ad aiutare altri come lui. Criminalità organizzata o delitto passionale?”(dal Catalogo Einaudi)

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Sabbia nera

La logica della Lampara

Il talento del cappellano

L’uomo del porto

La salita dei saponari

La carrozza della santa

Il Re del gelato

Scalia, De Cataldo, De Giovanni, Tre passi per un delitto

Le stanze dello scirocco

La seconda estate