“Racconti di demoni russi” a cura di Andrea Tarabbia, presentazione

Racconti di demoni russi fa parte della collana “nuovi classici” del Saggiatore; il volume, a cura di Andrea Tarabbia, presenta al lettore racconti di autori noti e meno noti iniziando con il poema in versi Il demone di Lermontov, un’opera-matrice, come la definisce Tarabbia, proprio perché fu il primo ad introdurre nella letteratura russa “il problema religioso del male”, per concludersi in musica con “Storia del soldato” di Stravinskij.

Al suo interno il contenuto si articola in due parti: “demoni immaginari” legati a figure del folclore e “demoni reali”, spaziando così tra autori che danno una diversa declinazione di “demone”: secondo Puskin, Bulgakov, dai folletti di Gogol, attraverso i grandi della letteratura russa, fino a Cechov, dove si passa dall’essere posseduti dai demoni all’esserne ossessionati, tra la concretezza di Dostoevskij e il realismo di Cechov, fino a Platonov.

“Tra possessioni, sortilegi e forze impure, incubi, ossessioni, violenze e follie, la letteratura russa più di altre sembra aver subito il fascino fatale del maligno, e questa raccolta di Racconti di demoni russi ne è un’oscura testimonianza. Guida d’eccezione in questo viaggio mefistofelico, Andrea Tarabbia ha selezionato e curato i più importanti esempi letterari di questa fascinazione sinistra, da Gogol’ a Čechov a Bulgakov, apparecchiando un banchetto di prelibatezze macabre – tra cui alcune vere rarità – […] e racconto dopo racconto si compone, agli occhi del lettore, il ritratto al nero di un’intera cultura” (Da Il Saggiatore)

Il Sommario

I demoni russi. Un frammento
Andrea Tarabbia

Prologo in versi

Il demone
Michail Lermontov

Parte prima. Demoni immaginari

Scena dal Faust
Aleksandr Puškin

Il Vij
Nikolaj Gogol’

Il concerto dei demoni
Michail Zagoskin

La notte di Pasqua (Leggenda)
Michail Saltykov-Ščedrin

La regina dei baci
Fëdor Sologub

Il sacrificio
Aleksej Remizov

Cosa vidi al sabba
Valerij Brjusov

Il gran ballo di Satana
Michail Bulgakov

Parte seconda. Demoni reali

Il diavolo. Incubo di Ivan Fëdorovič
Fëdor Dostoevskij

Il fiore rosso
Vsevolod Garšin

Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk
Nikolaj Leskov

Il monaco nero
Anton Čechov

L’abisso
Leonid Andreev

Il diavolo
Marina Cvetaeva

Uno spavento
Aleksandr Kuprin

Un satana del pensiero
Andrej Platonov

Epilogo in musica

Storia del soldato
Opera in due parti con musiche di Igor’ Stravinskij e libretto di Charles-Ferdinand Ramuz

Elisabetta Moro e Marino Niola “Baciarsi” presentazione

Elisabetta Moro e Marino Niola dedicano a questo contatto, tra fisicità e sentimento, il loro ultimo interessantissimo saggio. Già da quanto stampato sulla copertina appare chiaro il richiamo al nostro momento storico in cui il ravvicinarsi corpo a corpo ha sostituito il piacere, l’affettività o il desiderio con l’esclusivo timore del contagio e contemporaneamente con il rammarico di doversene astenere proprio perché “quel corpo a corpo che è la base della sociabilità umana” ci manca. Al di là della contingenza, il testo è un’indagine a tutto campo a partire dall’etimo presumibilmente greco, da baskaino, sussurrare, mormorare, ammaliare, affascinare, o come i romani avessero diversi vocaboli per indicare i tipi di bacio: basium, savium, osculum. Baciare assume infatti i significati più diversi come vi sono tanti tipi di bacio: “affettuoso, doveroso, rispettoso, fraterno, paterno, materno, amicale, conviviale, coniugale” insieme a quelli che le civiltà gli attribuiscono, tanto che gli autori lo definiscono un fatto transculturale.

“Elisabetta Moro e Marino Niola propongono una messa a fuoco del bacio, significante corporeo i cui significati variano con tempi e culture. Dalla preistoria del bacio alla sua trasformazione in manifestazione culturale, in espressione di sentimenti ed emozioni, che ne diversifica forme e significati, grammatica e lessico, indagati per mostrare come a quello schiocco di labbra che noi definiamo con una sola parola in altri contesti corrisponde uno spettro somatico e semantico estremamente ampio. Il bacio possiede anche significati politici e sociali, reazionari o rivoluzionari, inclusivi o esclusivi. La conclusione porta sull’oggi e sulla paura del bacio come simbolo dell’endiadi contatto-contagio costitutiva dell’ambiguità e al tempo stesso della necessità di quel corpo a corpo che è la base della sociabilità umana”.(Dal Catalogo Giulio Einaudi Editore)

E anche

Brevi note biografiche

Elisabetta Moro è professore ordinario di Antropologia culturale all’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa. Condirettore del Museo virtuale della dieta mediterranea e del MedEatResearch, presiede il comitato della Cattedra Unesco in Comparative Law and Intangible Cultural Heritage dell’Università di Roma Unitelma Sapienza. Tra i suoi libri: Andare per i luoghi della dieta mediterranea (2017, con M. Niola) e Sirene. La seduzione dall’antichità ad oggi (2019). Per Einaudi ha pubblicato Baciarsi (2021, con M. Niola). Collabora con il «Corriere della Sera» e «Il Mattino».

Marino Niola è professore ordinario di Antropologia dei simboli all’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa. Condirettore del Museo virtuale della dieta mediterranea e del MedEatResearch, è presidente del Comitato d’indirizzo della Fondazione FICO per l’educazione alimentare e la sostenibilità ambientale di Bologna. Tra i suoi libri: Il presente in poche parole (2016) e Diventare don Giovanni (2019). Per Einaudi ha pubblicato Baciarsi (2021, con E. Moro). Collabora con «la Repubblica».

INDICE

Introduzione

Baciarsi

Un ingegnoso trucco dell’evoluzione. Etologia del bacio

Meglio un osculum o un kataglottisma? I nomi del bacio

“La bocca mi basciò tutto tremante”. Baci alla letter

Il fine giustifica i baci. Rubati, di scambio, di guerriglia

Da ranocchio a principe, da serpente a principessa. Il bacio che trasforma

Portare Dio con sé. Il bacio biblico

Assaggiare Dio. Il bacio cristiano

Tra misericordia e odio. Baci del perdono e del tradimento

Bacetti satanici. Baci infami e contro natura

Un atto di umiltà. Baciare i piedi

Per infiammare il desiderio. Baci e Kāmasūtra

Durata massima: tre secondi. Baci da vedere

Imparare a baciare. Dalla posta del cuore alle app

Degli stessi autori su tuttatoscanalibri:

“I segreti della dieta mediterranea”

Anna Zafesova “Navalny contro Putin” Paesi Edizioni

La russista Anna Zafesova ricostruisce il caso sconvolgente del leader politico avvelenato dai servizi segreti russi. Rivelazioni, fatti inediti, segreti del potere putiniano e del suo cerchio magico; i metodi violenti che il regime usa per non crollare. Cronaca dell’inizio della fine per Putin

«L’ora X della Russia contemporanea scatta all’alba del 20 agosto 2020, quando Alexei Navalny perde conoscenza e cade sulla moquette del corridoio di un aereo low-cost nel cielo della Siberia». Potrebbe essere questa la data dell’inizio della fine del potere personale di Vladimir Putin in Russia. Di certo, è il punto più basso e difficile da almeno un decennio a questa parte.

Tutto il mondo ormai sa che Navalny è stato avvelenato da un agente nervino uscito dai laboratori militari sovietici, il Novichok. Ma il fatto che sia sopravvissuto cambia tutto, e legittima quanti sono convinti che questo passo falso abbia innescato una serie di reazioni che porteranno il Cremlino verso una strada senza ritorno. Navalny oggi non è solo un dissidente, ma un leader politico e per certi versi già un martire. La sua legittimazione agli occhi del mondo potrebbe costare cara a Putin, sempre più isolato nel suo bunker e circondato da un cerchio magico che filtra per lui la realtà, mentre altri poteri interni cercano di sostituirsi a lui.

In questo saggio, Putin e Navalny sono così i due protagonisti di uno scontro politico – ma anche di una battaglia culturale e un conflitto generazionale – che trent’anni dopo la fine dell’Urss potrebbe rappresentare una svolta storica, quanto un disastro epocale per la Federazione Russa e il suo popolo.

Anna Zafesova – Giornalista e massima esperta in Italia di Russia e Putin, dopo esperienze con diversi giornali sovietici e italiani, dal 1992 scrive per La Stampa ed è analista politica per Il Foglio e Linkiesta. Fino al 2004 è stata corrispondente del quotidiano torinese a Mosca, dal 2005 vive e lavora in Italia. A lei si devono importanti libri tradotti dal russo, come I cinocefali e ha firmato la postfazione de Nel primo cerchio di Aleksandr Solzenicyn (Voland, 2018).


 

Il paesaggio. Dialogo tra fotografia e parola. Un tributo a Pietro Greco. A cura di Roberto Besana. Töpffer (Oltre edizioni)

Oggi abbiamo più che mai bisogno di ripensare a questo territorio che chiamiamo paesaggio, perché dietro quell’apparire c’è tutta la nostra voglia di starci e di esserci in questo “paesaggio”, su questa Terra.  

IL PAESAGGIO. DIALOGO TRA FOTOGRAFIA E PAROLA

Un tributo a Pietro Greco

A cura di Roberto Besana Introduzione Melina Scalise

Contributi di: Francesco Aiello, Ezio Amistadi, Piero Angela, Nicola Armaroli, Marco Armiero, Vasco Ascolini, Silvia Baglioni, Barone Enzo, Silvia Bencivelli, Roberto Besana, Lucio Bianco, Piero Bianucci, Gian Italo Bischi, Francesca Boccaletto, Gianfranco Bologna, Francesca Buoninconti, Marco Buticchi, Lilly Cacace, Valerio Calzolaio, Luca Carra, Marco Ciardi, Lorenzo Ciccarese, Liliana Curcio Liliana, Luigi Dei, Alessandro De Rossi, Antonio Ereditato, Michele Fina, Valentina Fortichiari, Marco Fratoddi, Margherita Fronte, Roberta Fulci, Silvano Fuso, Marco Enrico Giacomelli, Angelo Guerraggio, Umberto Guidoni, Sandro Iovine, Francesco Lenci, Ugo Leone, Giuseppe Longo, Roberto Lucchetti, Simona Maggiorelli, Stefano Mancuso, Beppe Mecconi, Luca Monti, Marta Morazzoni, Marco Motta, Vincenzo Mulè, Gianfranco Nappi, Piergiorgio Odifreddi, Daniela Palma, Rossella Panarese, Marco Pantaloni, Giovanni Paoloni, Telmo Pievani, Gaspare Polizzi, Cristina Pulcinelli  Nello Rossi, Mario Salomone, Roberto Rosso, Silvestro Serra, Raffaella Simili, Melina Scalise, Settimo Termini, Tiziano Fratus, Leonardo Tunesi, Chiara Valerio, Stefano Zuffi.

Töpffer (Oltre edizioni)

Pagine 164, prezzo 24,50

In libreria il 14 maggio

Questo libro è uno sguardo sul Mondo come lo avrebbe pensato e voluto Pietro Greco, scrittore, giornalista, comunicatore di scienze. Questo libro, a cura di Roberto Besana, è un invito a entrare nel paesaggio attraverso le fotografie e i testi che le accompagnano per emozionarci e viverli come spazi d’interazione, senza temere di sporgersi dalla “finestra” di una fotografia. Su iniziativa di Roberto Besana, autore delle fotografie, la penna di Pietro Greco con cui stava sviluppando questa opera, è stata presa come passaggio di testimone, da tante donne e uomini della cultura e della scienza, amici e colleghi di Pietro che lo hanno stimato per la sua umanità e cultura.

Scrive Roberto Besana:

«18 dicembre 2020, sul Mattino di Napoli leggo questo titolo: “Ischia in lutto, è morto Pietro Greco, giornalista di fama internazionale”. Sono stupefatto, costernato, incredulo. Considerato lo spirito che lo contraddistingueva non ci si poteva far sopraffare dal dolore, si doveva continuare a contribuire alla diffusione della conoscenza come lui avrebbe voluto, ed ecco che ho pensato di utilizzare la sua penna come testimone e passarla a 65 amici, colleghi, scienziati, studiosi, letterati, giornalisti che ne prendessero l’eredità, che si sostituissero a lui per completare questa opera di scritti e fotografia (…). Probabilmente non troverete una perfetta successione e coerenza negli argomenti dei testi, così come le fotografie volutamente non hanno omogeneità estetica e rappresentativa perché sono “momenti” del variabilissimo paesaggio della nostra mente, ma certamente sono 65 stimoli come gli anni della sua intensa vita per conoscere, sviluppare pensieri o riflessioni, in linea con l’ecletticità del suo ingegno. Grazie Pietro, grazie amico vero!»

Dall’introduzione e curatela di Melina Scalise:

«Oggi abbiamo più che mai bisogno di ripensare a questo territorio che chiamiamo paesaggio, perché dietro quell’apparire c’è tutta la nostra voglia di starci e di esserci in questo “paesaggio”, su questa Terra. È il luogo del nostro abitare, ciò che chiamiamo habitat, per cui sentiamo la necessità di adottare una nuova etica del territorio e, con essa, anche della tecnologia perché la Natura non ci uccida, perché noi non si perda tutto quanto abbiamo costruito. La parola “paesaggio” deriva dal termine francese “paysage” a cui si attribuisce una derivazione dal latino “pagus” che significa villaggio, borgo, composto da pays (cioè paese per cui si intende un luogo abitato dall’uomo, coltivato e o edificato, misurato e con un significato giuridico ed economico) e dal suffisso “-age” che significa “insieme”, “vista d’insieme”, “totalità”. In pratica è insita, nel significato stesso della parola paesaggio, il guardare e il fare dell’uomo sull’ambiente circostante.  Potremmo semplificare che il paesaggio è l’altro, l’insieme di cose e persone che ci circonda».

Antonio Musarra “Medioevo marinaro. Prendere il mare nell’Italia medievale” presentazione

L’Italia è una penisola proiettata nel Mediterraneo, poteva non albergare un popolo di navigatori?

In effetti la storia medievale riporta il potere esercitato sul mare da quattro potenti repubbliche marinare, Amalfi, Pisa, Genova e Venezia, e un dominio marittimo caratterizzato dalla piena padronanza delle attività legate a quest’attività: le costruzioni navali e le tecniche di navigazione, la legislazione marittima, e tutto quanto fosse connesso per un perfetto dominio sui mari e sulle transazioni su di esso esercitate. Senza dimenticare i nomi di quei navigatori italiani che hanno “aperto” nuove rotte e raggiunto nuovi mondi: Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo, per indicare solo quelli la cui fama non necessita di ulteriori indicazioni.

Musarra, docente di storia medievale alla Sapienza di Roma, in questo suo saggio mette in luce, in maniera documentata e capillare su diverse tipologie di fonti, ogni aspetto di quel Medioevo marinaro. Scorrere solo i titoli dei dodici capitoli che compongono il volume permette al lettore di cogliere l’ampiezza di quanto trattato, in grado di catturare l’attenzione dagli appassionati, ai curiosi, agli studiosi.

Da Il Mulino Edizioni l’Indice i titoli dei 12 capitoli

I. Il mare e la sua rappresentazione/II. I porti/ III. I mestieri del mare/ IV. I tipi nautici /V. Gli equipaggi /VI. La vita di bordo /VII. La navigazione /VIII. Fare il punto /IX. La legislazione marittima /X. La guerra sul mare /XI. Mediterraneo dei conflitti /XII. Il sogno di Ulisse

Tommaso Scaramella “Un doge infame. Sodomia e nonconformismo sessuale a Venezia nel Settecento” presentazione

Nel saggio “Un doge infame. Sodomia e nonconformismo sessuale a Venezia nel Settecento” edito da Marsilio, l’autore, Tommaso Scaramella, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona con il dottorato in Storia Culture Civiltà all’Università di Bologna, ricostruisce “attraverso i dispacci delle corti europee, i panphlet e i processi” le vicende della vita di Alvise V Sebastiano Mocenigo (1726 – 1795) esponente di spicco dell’aristocrazia veneziana, appartenente ad una della famiglie più antiche e influenti tanto che sette dogi e vari uomini di Stato ne avevano fatto parte. Mogenico non era stato da meno divenendo ambasciatore a Madrid e a Parigi.

Fu proprio il clamore scatenato dal rifiuto imperiale per l’ incarico che avrebbe dovuto ricoprire a Vienna come rappresentante della Repubblica di Venezia a costringere il governo veneziano ad aprire un percorso di indagini per sodomia nei suoi confronti: il rifiuto imperiale “di persona non gradita” si legava ad aspetti della vita privata di Mocenigo, considerato tale per i suoi comportamenti sessuali libertini volti al di fuori della finalità procreativa e coniugale intrattenuti nei palazzi delle sue ambasciate. Mocenigo fu condannato a sette anni di prigione nella fortezza di Brescia, dove scontò la sua pena, ma fu l’infamia che gli derivò dall’accusa di sodomia a pesare sulla sua esistenza successiva negandogli pertanto, anche se a distanza di anni dall’aver scontato la pena comminatagli, di candidarsi a ultimo doge della Serenissima e condannandolo a portare per sempre il marchio di “doge infame”. Nella copertina un suo ritratto attribuito al Tiepolo datato 1756/66 circa.

La Quarta di copertina:

Lev Tolstoj “Confessioni” a cura di Maria Bianca Luporini e Pier Cesare Bori. Introduzione di Pier Cesare Bori. Marietti Editore

Lev Tolstoj, Confessioni . Preceduto da Ricerca della vera fede. A cura di Maria Bianca Luporini e Pier Cesare Bori. Introduzione di Pier Cesare Bori

Pagine: 136 Euro: 10. In libreria il 6 maggio.

da Marietti Editore 

 “Se fosse venuta una fata

e mi avesse proposto

di esaudire i miei desideri

io non avrei saputo cosa dire”.

Sulla soglia dei cinquant’anni, Lev Tolstoj giunge alla conclusione che “non c’è possibilità di illudersi”. Tutto gli sembra privo di senso: la gloria di scrittore venerato, la ricchezza, la numerosa famiglia, l’impegno sociale e persino la scienza, impotente a risolvere i problemi ultimi, e l’antica fede religiosa, ridotta a pura esteriorità. Confessioni ripercorre l’esperienza di una lunga erranza e di una crescente disperazione fin sull’orlo del suicidio. Ma la sofferta ricerca non resta senza risposta, che per Tolstoj non è illuminazione mistica o incondizionata adesione a una dottrina, bensì la scoperta della conoscenza non razionale del senso della vita, l’unica in grado di attribuire all’esistenza finita il senso dell’infinito.

Lev Nikolaevič Tolstoj (1828-1910), scrittore, filosofo ed educatore russo, è universalmente noto per i romanzi Guerra e pace e Anna Karenina, seguiti da opere più introspettive e morali e da riflessioni pedagogiche, filosofiche e religiose. Nel 1859 apre a Jasnaja Poljana una scuola per i figli dei contadini, fondata sulla piena libertà degli allievi, e tenta di abolire la servitù della gleba. Convinto che la dottrina ufficiale della Chiesa falsi lo spirito e la lettera del Vangelo, abbandona l’ortodossia e nel 1901 viene scomunicato dal Sinodo.

Sommario


Verso Confessioni: la “Ricerca della vera fede” (Pier Cesare Bori). 1. Ricerca della vera fede. 2. Confessioni.  Notizia sul testo (Maria Bianca Luporini). Biografia.

Uma Naidoo “La dieta del cervello” presentazione

Se è vero che siamo quel che mangiamo, a maggior ragione questa verità dovrebbe valere anche per quanto concerne il nostro cervello ovvero la nostra salute mentale. Molti gli studi che si riferiscono ad una nuova branca della medicina, la psichiatria nutrizionale, di cui è una studiosa antesignana Uma Naidoo, docente alla Medical School di Harward, che nel suo libro “La dieta del cervello”, il cui sottotitolo recita “Prendiamoci cura del nostro benessere mentale attraverso il cibo”, fa il punto sugli studi condotti sull’argomento. Il tutto nasce dalla relazione tra cervello e intestino che, come dieta e salute mentale. sono intimamente legati “e il rapporto funziona in entrambi i sensi: scelte alimentari sbagliate portano ad un aumento di problematiche psicologiche, che a loro volta conducono a cattive abitudini in fatto di cibo”. Il primo capitolo, dopo l’interessante introduzione in cui la dottoressa si racconta anche come chef qualificata, porta un titolo che è già un programma “Intestino e cervello: una storia d’amore”, cui seguono quelli relativi ai disturbi e ad una serie di menù dedicati alla cura con il cibo di quelli più comuni (depressione, ansia, stress) ma anche menù per potenziare la memoria o la concentrazione.

Da Rizzoli LIbri

[…]“In La dieta del cervello la dottoressa Uma Naidoo, […] ci mostra in modo semplice e chiaro come sfruttare l’alimentazione per raggiungere il pieno benessere in ogni aspetto della salute mentale. E, nella parte finale del volume, affianca alla teoria la pratica: sia fornendo alcune informazioni di base per scegliere gli alimenti da comprare e organizzare al meglio la nostra cucina, sia presentando un menu specifico – con tre pasti principali e spuntini intermedi – per combattere alcuni tra i più comuni disturbi del nostro tempo”.

E anche:

Silvio Danese “La pancia lo sa”

Kelly McGonigal “La gioia di muoversi” 

Terapia forestale

Luca Pollini “La mia storia suona il rock” Tempesta Editore

LA MIA STORIA SUONA IL ROCK

Da Elvis ai DJ Set: suoni, musiche e canzoni tra mode e movimenti

Prefazione Carlo Massarini

Pagine 340, prezzo 22 euro. Tempesta editore

In libreria dal 4 maggio

Più di mezzo secolo di musica, dagli anni Sessanta a oggi, che s’intreccia inevitabilmente alla storia, che muta con il passare del tempo, delle mode, delle generazioni; ascoltata alla radio e su uno giradischi, suonata durante un’occupazione, una manifestazione o all’interno di un palasport, copiata su una musicassetta o un cd-rom, duplicata su un file, vista sul monitor di uno smartphone.

Oltre che un percorso storico, questo libro vuole essere anche un omaggio alla musica, linguaggio universale che tutti sono in grado di comprendere. 

I Beatles aprono una consapevolezza della cultura giovanile, quella che essere giovani non significa più vivere in seconda linea rispetto ai genitori e che si può essere protagonisti del presente. Fanno una trasformazione epocale da un punto di vista culturale, oltre che musicale. La loro maniera di vestire, di pettinarsi, di comportarsi. Sono i nuovi modelli in cui i ragazzi cominciano a identificarsi. Pop heroes (Carlo Massarini)

…Questo non è un libro di critica musicale, né una storia della canzone. Questo libro è solo un percorso – storico, sociologico, musicale, artistico, politico… […] soggettivo: il mio, quello dei miei anni. È la colonna sonora della mia storia, fatta non solo di rock e buona musica italiana, perché nelle mie orecchie è entrato di tutto: dal rock sopraffino al tormentone estivo; dalla discomusic alla canzone politica.[…] La musica, con le sue canzoni e i suoi personaggi, svolge una funzione importantissima per la memoria sociale, diventando una vera a propria fonte di informazioni storiche, un prezioso strumento per il ricordo e la ricostruzione di avvenimenti, usanze, sentimenti diffusi in particolari periodi. (Luca Pollini)

Brevi note biografiche

 Milanese amante del mare, Luca Pollini è cresciuto e si è formato nel bel mezzo degli anni Settanta. Unisce l’attività di giornalista a quella di scrittore e autore. Ha scritto dappertutto – anche sui muri – e pubblicato numerosi saggi di storia contemporanea. Per Tempesta ha scritto Gianni Sassi, il provocatore (2019), biografia di un protagonista della cultura italiana tra la fine anni Sessanta e i primi Novanta. Tra i suoi ultimi lavori: Oggetti smarriti – Piccolo catalogo delle cose perdute (Morellini); La trasgressione necessaria (Mimesis), biografia del fondatore di Re Nudo Andrea Majid Valcarenghi.  Collabora con mensili e quotidiani, scrive per il teatro e cura il sito http://www. retrovisore.net. Crede nel rock’n’roll e rimpiange il Parco Lambro (inteso come Festival). 

Paolo Mieli, Francesco Cundari, “L’Italia della Liberazione in 50 ritratti” illustratore Ivan Canu, presentazione

Cinquanta ritratti per fare la storia di un periodo difficile del nostro Paese: è tra il 1945 e il 1948 che l’Italia esce dalla dittatura e si trasforma da Monarchia in Repubblica. Anni che hanno visto la nascita della nostra Costituzione ad opera di uomini di ideologie diverse ma che riuscirono a collaborare all’interno dell’Assemblea Costituente in nome di un paese democratico e di una carta che ne mantenesse nel tempo i valori fondamentali che la ispirarono, regalando alle future generazioni una delle Costituzioni più garantiste dei diritti e delle libertà individuali del mondo. Un’Italia che cambia volto non solo a livello istituzionale ma anche economico, saranno infatti gli anni in cui avrà inizio la cosiddetta “ricostruzione” che si protrarrà fino agli anni ‘50.

Un’ampia introduzione documenta il periodo storico e accompagna i cinquanta “ritratti” a loro volta corredati da una dettagliata cronologia e dalle illustrazioni di Ivan Canu, ad opera di Paolo Mieli, con il contributo del giornalista Francesco Cundari, raccontando i protagonisti di uno dei periodi più travagliati ma più costruttivi del nostro Paese letto in ambiti diversi, politici, economici, culturali in genere.

Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti, Pietro Nenni ma anche esponenti della cultura italiana, dalla letteratura al cinema e al teatro, come Benedetto Croce, Luigi Einaudi, Beppe Fenoglio, Emilio Lussu, Cesare Pavese, Italo Calvino, Primo Levi ed Elio Vittorini solo per citarne alcuni tra i più conosciuti o esponenti della vita politica del periodo come Sandro Pertini o Nilde Iotti.
Si tratta del terzo volume di una serie edita da Centauria firmata da Paolo Mieli, sempre con le illustrazioni di Canu, iniziata con La Storia del Comunismo in 50 ritratti (2018), cui ha fatto seguito L’Italia di Mussolini in 50 ritratti (2020), che ha visto ancora Mieli e Cundari collaborare come in quest’ultimo.

e anche le illustrazioni al testo di Ivan Canu