Piergiorgio Pulixi “Il fattore gatto”, omaggio ai grandi classici

Copertina del thriller noir di Giorgio Pulixi "il fattore gatto", Marsilio Editore

Tra sospetti e bugie, amori segreti e tradimenti inconfessabili, Marzio e i suoi “investigatori del martedì” dovranno risolvere un rompicapo elegante e feroce, un intrigo che sa di Dieci piccoli indiani.(da Marsilio Editori)

Un dichiarato omaggio ad Agata Christie come sottolinea nell’intervista di Giuliano Muffi (Il venerdì La Repubblica 28 agosto 2026): “È  il terzo capitolo di una trilogia concepita come omaggio ai grandi gialli classici. Qui il modello è Dieci piccoli indiani, di cui riprendo la grammatica narrativa: l’isola, i sospettati impossibilitati ad andarsene. Ma questa è solo la cornice. Il cuore del romanzo è il potere del denaro […]”

Questo ultimo romanzo appartiene alla trilogia che ha come protagonista il libraio Marzio Montecristo, proprietario della libreria Les chats Noirs, e i suoi “investigatori del martedì”, i due gatti, Marple e Poirot. È ambientato a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale dove verrà ricostruita la libreria di Marzio, luogo galeotto in cui due giovani, che hanno deciso di convogliare a nozze, si sono a suo tempo incontrati rifugiandovisi in un giuorno di pioggia e conosciuti.
Il nostro non ama affatto i matrimoni ma in questo caso non può esimersi da presenziarvi proprio perché la sua libreria ha un ruolo particolare nella vicenda.
I due sposi, Valerie e Thomas,  sono inoltre i due rappresentanti di due famiglie facoltose di bancari. Sembra solo una celebrazione  ma presto scatta il thriller-noir che potremmo definire “aperto” anche ad altri generi per rendere la lettura più ricca, come sottolinera lo stesso autore,  genere in cui si muove da sempre con in aggiunta una feroce critica sociale: un’amica della sposa viene uccisa e successivamente lo stesso Thomas.
Alla domanda finale sul ruolo dei gatti, che contribuiscono sempre in qualche modo alla soluzione del mistero, ha poi risposto che “All’inizio erano un omaggio a Edgar Allan Poe e al Gatto nero (che ritengo uno dei racconti più belli di sempre) poi ad Agatha Christie e a Pet Sematary di Stephen King. Ma il gatto è anche l’animale noir per eccellenza: crepuscolare, anarchico, senza padroni, testimone silenzioso di ciò che accade. Ha una percezione quasi metafisica del reale. E un po’ come Philip Marlowe, dorme di giorno e si muove di notte”.

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La libreria dei gatti neri

Un colpo al cuore

La donna nel pozzo

Il nido del corvo

Francesco Recami “I Killer non mangiano la pizza ai funghi”, presentazione

Copertina del noir di Francesco Recami "I Killer non mangiano la pizza ai funghi", Sellerio

[…]Dei romanzi di Francesco Recami –che è stato un anarchico deformatore di tutte le letterature di genere – questo ultimato prima della scomparsa è il più ricco di personaggi dai molti lati, di incroci inattesi, di salti improvvisi che si ricollegano logicamente e temporalmente, di colpi di scena provocatori. Romanzi in cui versava la sua critica, più che feroce nichilista, al potere vuoto, all’avidità e al consumismo, allo spettacolo della società, e in fondo alla vita stessa guardata come una parodia surreale e grottesca. Con un linguaggio programmaticamente privo di ogni ornamento, perché la farsa che aveva intorno non lo meritava affatto.(dal Catalogo Sellerio)

È l’ultimo lavoro a firma Francesco Recami consegnato prima della sua recente scomparsa. Un volume ponderoso in cui il lettore ritrova Walter Galati, impiegato inps e killer professionista sotto copertura che ha capito di essere in pericolo; qualcuno vuole ucciderlo e pertanto non mangiare pizza ai funghi rischia di essere poco funzionale … La minaccia viene dall’avversaria Colomba, la  killer legata a un’agenzia internazionale avversa, che si cela forse dietro Marta Coppo. Decide quindi di passare al contrattacco e di ucciderla a sua volta ma lei  riesce a sfuggirgli e così tra i due incomincia una caccia-lotta che, come una partita a scacchi è fatta di mosse e contromosse, in giro per il mondo.
Il romanzo ha una particolartà: si muove con personaggi dentro due realtà narrative convergenti; da una parte i  partecipanti ad un reality, Il gioco delle Moire, in cui ciascuno dei nove concorrenti racconta una triste storia di vita vissuta dove vince quella  più pietosa; la giuria vota e Atropo, una delle tre Moire,  taglia il filo della vita, come nella tradizione mitologica.
Dall’altro un movimentatissimo rincorrersi di killer, alcuni già incontrati nel precedente I killer non vanno in pensione; due percorsi narrativi  in continua alternanza dove il versante dei killer non si perde neanche una delle puntate televisive de Il gioco delle Moire, puntate dalle quali emergono a volte situazioni che li riguardano.

Scrive Ermanno Paccagnini nella sua recensione al noir (La lettura 26 luglio ’26), concludendo la sua analisi sul contenuto e sulla scrittura:

“ Ed ecco allora una straordinaria costruzione parodica «al nero» della modareality, affidata a una scrittura nitida e sicura e una lingua mobilissima, a seconda delle situazioni, tra gli estremi della citazione filosofica e dello splatter (con staff, presentatori, giurie comprese, lavorati da Recami con carta vetrata, e dai risultati grotteschi); con concorrenti quali la sedicente spia che vanta decine di omicidi; la ragazzina rapita e martoriata per anni; la madre pluripara dai dieci figli più uno in arrivo; l’ex migrante fattosi prete e missionario ma dalle mani mozzate perché allungate sui minori… e altro ancora”[…] Due universi in continua alternanza, con i secondi che non si perdono le puntate televisive, dalle quali escono a volte sorprese che li riguardano da vicino. Di qui un continuo svelamento dei vari strati di identità che ciascuno si è costruito. Sino a imbatterci anche nelle più impensabili e persino incredibili”.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

La cassa refrigerata.Commedia nera numero 4

L’atroce delitto di via Lurcini, Commedia nera numero 3

Il diario segreto del cuore

Augusto De Angelis “La barchetta di cristallo”, presentazione

Copertina del giallo all'italiana di Augusto De Angelis "La barchetta di cristallo", ParvaLicetEdizioni,

Stralci dall’Introduzione a cura di Alessandro Ferrini

Maestro indiscusso del giallo all’italiana, De Angelis ci conduce in una vicenda che intreccia dramma, mistero e critica sociale, orchestrata con la consueta eleganza stilistica e un’acuta sensibilità psicologica.
L’indagine del commissario De Vincenzi, raffinato osservatore dell’animo umano, si dipana in un tempo narrativo serrato, scandito quasi ora per ora, tra le luci tremolanti del Decamerone – un circolo tanto letterario quanto mondano – e le ombre proiettate dai suoi frequentatori. Ognuno di loro porta in scena non solo un ruolo, ma anche una ferita nascosta, un dolore antico, una maschera che lentamente si sgretola.
Nei dialoghi, nei gesti e negli interni descritti con precisione cinematografica, si avverte l’urgenza di un’epoca che cambia e si sgretola, come la fragile imbarcazione del titolo, metafora di una società in bilico tra decadenza e illusione.
La barchetta di cristallo non è solo un giallo, ma un affresco umano e letterario, un romanzo che scava nel fondo delle relazioni e nei silenzi, restituendo al lettore un senso profondo di inquietudine e bellezza. In queste pagine, il mistero non è solo quello dell’assassinio, ma quello – ben più sottile – delle anime che abitano le stanze del vivere.
Nonostante l’oblio in cui per decenni è caduta la sua opera, oggi De Angelis è giustamente considerato il fondatore del giallo italiano moderno. I suoi romanzi sono stati riscoperti, ristampati e studiati, non solo per il loro valore narrativo, ma anche per la loro capacità di raccontare un’Italia inquieta, contraddittoria e profondamente umana

Augusto De Angelis fu una delle figure più originali e significative della narrativa italiana tra le due guerre, nonché il vero pioniere del romanzo poliziesco moderno in Italia. Nato a Roma nel 1888, trascorse gran parte della sua vita professionale tra Milano e Genova, lavorando come giornalista per importanti testate come Il Resto del Carlino, Il Secolo XIX e La Stampa. Fu anche autore teatrale, traduttore e saggista. La fama di De Angelis è legata indissolubilmente alla creazione del Commissario Carlo De Vincenzi, protagonista di una fortunata serie di romanzi gialli pubblicati a partire dal 1935. Con De Vincenzi, l’autore offrì al pubblico italiano un investigatore colto, umano, malinconico e profondamente riflessivo, molto lontano dagli stereotipi del detective infallibile o cinico. I suoi romanzi si distinguevano per lo stile letterario elegante, per l’ambientazione fortemente caratterizzata e per l’attenzione ai moti interiori dei personaggi.A differenza della narrativa gialla coeva, spesso considerata “di evasione” e guardata con sospetto dal regime fascista , De Angelis seppe nobilitare il genere, trasformando l’indagine in uno strumento di esplorazione psicologica e sociale. La sua prosa, sobria ma incisiva, unisce l’introspezione all’ironia, la denuncia sociale all’indagine dell’animo umano. Proprio per questa sua tensione etica e intellettuale, De Angelis entrò presto in contrasto con il regime fascista. Nel 1943 venne arrestato dalla Repubblica Sociale Italiana per “antifascismo morale”. Detenuto nel carcere di San Vittore, subì un pestaggio da parte di una guardia e morì poco dopo, nel 1944, a soli cinquantacinque anni.

Tre romanzi tutti corredati con ampie pagine introduttive e note a cura di Alessandro Ferrini che evidenziano la figura dell’autore, la storia personale e della sua opera, lo stile.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri: gli altri due romanzi della serie

De Angelis Il Do tragico

De Angelis Mistero di Cinecittà

Cristina Cassar Scalia “Le terme dell’Indirizzo”, nei commenti a caldo di Mar

Copertina del romanzo di Cristina Cassar Scalia "Le terme dell'Indirizzo", Einaudi

Ed eccoci all’ ultimo e sempre atteso romanzo di Cristina Cassar Scalia: Le terme dell’ Indirizzo.

Tutta la prima parte del romanzo ci offre una Vanina Guarrasi, la sua storica protagonista vicequestore della squadra Mobile di Catania, approdata ad una dimensione di serenità inconsueta, ma che ha una precisa spiegazione: il ritrovato rapporto con il pm Paolo Malfitano.
Ed ecco allora che la Scalia ci regala una dimensione rilassata della sua protagonista che a sua volta determina un procedere positivamente lento e sereno delle vicende narrate, in una cornice che coinvolge gli affetti forti e autentici che è riuscita a creare con tutta una serie di persone che la circondano sia nell’ambito della vita privata, come la mitica padrona di casa Bettina fonte inesauribile di attenzioni, sia nell’ambito strettamente lavorativo dove la stima di cui gode si è gradualmente arricchita di un sincero e tenace affetto nei suoi riguardi.
Il ritmo narrativo, sempre estremamente fluido e piacevole, diventa poi gradualmente più incalzante e concitato man mano che l’indagine a cui sta lavorando e che riguarda l’omicidio di un senzatetto, diventa più stringente e si avvia alla risoluzione grazie ancora una volta al suo particolare intuito di “sbirra”, a quello del suo ufficioso e insostituibile commissario in pensione Biagio Patanè e ad un eccellente lavoro di squadra.
Insomma ancora un romanzo della Scalia ben scritto e ben costruito nel suo intreccio e che sul finale saluta il lettore con una notizia che non può non dare la certezza che ci sarà un prosieguo…e noi, suoi affezionati lettori, attendiamo fiduciosi.

Mar

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

Cristina Cassar Scalia “Delitto di benvenuto”, nei commenti di Mar

Delitto di benvenuto

Sabbia nera

La logica della Lampara

Il talento del cappellano

L’uomo del porto

La salita dei saponari

La carrozza della santa

Il Re del gelato

La banda dei carusi

Il castagno dei cento cavalli

Scalia, De Cataldo, De Giovanni, Tre passi per un delitto

Le stanze dello scirocco

Daniela Alibrandi “Trilogia Crimini del Labirinto”, presentazione

In volume unico: Delitti fuori orario, Delitti negati, Delitti postdatati

Copertina della trilogia Crimini del Labirinto di Daniela Alibrandi che comprende: Delitti fuori orario, delitti negati, Delitti postdatati.
Su Amazon in ebook e in cartaceo

La Trilogia Crimini del Labirinto racchiude, in un’unica pubblicazione, i primi tre romanzi, dalle trame autonome, che hanno dato vita al filone stilistico del MultiDimensionCrime, uno stile che porta nella mente dell’assassino, così come nella disperazione delle vittime, mentre si indaga insieme alla squadra.
I tre romanzi hanno in comune l’ambientazione negli anni Ottanta e nelle zone segrete di Roma proprio perché spesso sconosciute agli stessi romani: quelle dei triangoli segreti o dei dedali sotterranei che attraversano la città, dove si aprono scenari impensabili, come laghi dalle acque cristalline, fiumi e stalattiti. Labirinti tramite i quali si può giungere facilmente da un quartiere all’altro della Città Eterna senza troppa difficoltà.

La trilogia dei Crimini del Labirinto nella nuova edizione MultiDimensionCrime

L’intervista a Daniela Alibrandi

e

I romanzi di Daniela Alibrandi su tuttatoscanalibri

Gino Carlomagno “Il delitto K”, NeP Edizioni

Copertina del giallo di Gino Carlomagno "Il delitto K" , NeP Edizioni

Casi risolti dall’Ispettore Gregòri

Un nuovo avvincente enigma attende Giorgio Gregòri, l’ispettore nato dalla penna creativa di Gino Carlomagno e protagonista di una fortunata serie di gialli pubblicata da NeP edizioni, da tempo apprezzata tanto dal pubblico quanto dalla critica.

Con Il delitto “K”, Gregòri, già noto ai lettori per il suo infallibile fiuto investigativo e per un intuito fuori dal comune, si troverà a confrontarsi con un’indagine particolarmente complessa. Ancora una volta, saranno la sua tenacia, la lucidità e la capacità di osservazione a condurlo verso la soluzione.
Tutto ha inizio quando l’ispettore ascolta il racconto dell’amico, il maresciallo Nocera: una vicenda che, almeno in apparenza, non sembra avere nulla di straordinario. Una storia come tante, fatta di rivalità e gelosie nate nel semplice mondo di contadini e allevatori. Ma ciò che sembra un banale scambio di confidenze si trasforma ben presto nell’innesco di un intricato intreccio di responsabilità e colpe.
Seguendo il suo rigoroso metodo investigativo, Gregòri comincia a districare una matassa sempre più fitta. Tra tensione crescente e rivelazioni inattese, riuscirà infine a portare alla luce la verità.

L’autore affronta nuovamente una sfida narrativa ambiziosa, confermando uno stile personale, disinvolto e riconoscibile. Il ritmo serrato e coinvolgente, unito all’originalità della trama, cattura il lettore pagina dopo pagina, accompagnandolo in un percorso ricco di suspense e scoperte.

La scrittura di Carlomagno, autentica ed elegante, riflette la solidità di una produzione letteraria collaudata e una profonda familiarità con il genere poliziesco. L’autore riesce a bilanciare con efficacia descrizione e introspezione, alternando momenti di azione a passaggi più riflessivi dedicati ai personaggi.

dello stesso autore su tuttatoscanalibri

15 attentati per un delitto
Le onde del mare raccontano
Una sola mamma
Il segno della vendetta
Misteriosa morte nella Tuscia

Bianca Iula “Il prezzo del cambiamento – Nera Jones Investigazioni”, Mursia

Identità, Potere e Algoritmi: Mursia presenta “Il prezzo del cambiamento”
Il debutto di Bianca Iula: un giallo contemporaneo che sposta i confini del genere tra realtà urbana e abissi digitali.

Copertina del giallo di Bianca Iula "Il prezzo del cambiamento - Nera Jones Investigazioni", Mursia

Mursia

Dal 20 aprile

“Il prezzo del cambiamento – Nera Jones Investigazioni” è  il romanzo d’esordio di Bianca Iula. Più che un semplice giallo, l’opera è un’indagine serrata sull’identità e sul potere, ambientata in una contemporaneità dove il confine tra bit e realtà si fa sempre più sottile. Al centro della narrazione troviamo Nera Jones, un’investigatrice privata che opera nell’ombra: niente targa alla porta, niente pubblicità, solo un ufficio nascosto accessibile tramite codice.

«La segretaria allarga il suo sorriso, inclina la testa di lato e con un dito indica se stessa dicendo: “Accettiamo il caso… e prima che dica altro, non esiste nessun Signor Investigatore Jones, almeno inteso al maschile. Mi presento: Nera Jones, la titolare dell’agenzia”.»

 Un invito segreto, un codice da digitare, e si spalanca l’ufficio nascosto di Nera Jones. Nessuna targa, nessuna pubblicità. Solo la promessa che lei vedrà ciò che gli altri ignorano. Un adolescente svanisce nel nulla. Il padre, uomo potente e inflessibile, vuole insabbiare tutto. Niente denunce. Niente polizia. Ma Nera non si ferma. Si muove tra strade reali e vicoli digitali, con travestimenti ingegnosi, identità fittizie e compagni hacker. Inizia così una caccia invisibile che affonda nelle identità di genere, nel mondo queer e nei fantasmi del passato, pronti a colpire ciò che lei ama di più. Questa volta, però, nessun algoritmo potrà salvarla: dovrà sporcarsi le mani con la realtà più dura. Un’indagine fuori dagli schemi. Una protagonista che li rompe tutti. Un giallo tagliente, contemporaneo, dove ritrovare un ragazzo significa soprattutto affrontare ciò che ci definisce. E ciò che può distruggerci. “Nera Jones non cerca redenzione né approvazione. Cerca la verità, anche quando costa cara.”


Un progetto transmediale

L’universo di Nera Jones non si esaurisce tra le pagine. Il romanzo si espande nel digitale attraverso il sito nerajones.com, dove i lettori possono accedere al “Terminale dei Segreti”, una sezione riservata che sblocca contenuti esclusivi tramite codici nascosti online, trasformando la lettura in un’esperienza immersiva e interattiva.

Bianca Iula (Milano, 1964) è una sviluppatrice web, graphic designer, fotografa e scrittrice, che unisce competenze tecnologiche e sensibilità narrativa. Attiva nella divulgazione sull’identità di genere, collabora con associazioni e gruppi di ricerca, promuovendo inclusione e diversità attraverso la scrittura e l’impegno culturale.

Roberto Raguso “Segreti di sangue. Le nuove indagini del commissario Nincasi”, NeP Edizioni

Copertina del poliziesco di Roberto Raguso "Segreti di sangue. Le nuove indagini del commissario Nincasi", NeP Edizioni

Il carismatico personaggio nato dalla penna di Roberto Raguso si prepara a indagare su nuovi casi, che si preannunciano avvincenti e carichi di insidie, pronti a trascinare ancora una volta il lettore in indagini serrate, tra intuizioni fulminee, zone d’ombra e soluzioni tutt’altro che immediate.

Tutto ha inizio a Roma, dove un efferato omicidio di stampo mafioso scuote le fondamenta della città: una giovane donna viene ritrovata morta sul sagrato di una chiesa, con un limone in bocca. È il classico segno di un regolamento di conti, marchio di una vendetta che non lascia spazio a dubbi.
La Capitale diventa così il campo di battaglia di una guerra silenziosa tra clan, che si muovono nell’ombra tra minacce, piste fuorvianti e un codice d’onore silenzioso. Perché nulla è come sembra e l’inganno è sempre dietro l’angolo.
Quando finalmente la verità viene a galla, Nincasi è pronto a concedersi una meritata vacanza in Puglia per organizzare il suo tanto atteso matrimonio. Ma il passato riaffiora con forza. Quella che doveva essere una fuga romantica si trasforma presto in un nuovo e inaspettato caso: il ritrovamento di due scheletri, legati a misteriose sparizioni di anni prima, riaccende l’incubo.
Insieme all’Ispettrice Elisabetta De Angelis e al Commissario Tambone, Nincasi dovrà affrontare un’indagine complessa, tra segreti nascosti, ambienti esclusivi e verità scomode. Un intrico di relazioni e silenzi che qualcuno ha cercato di seppellire per sempre. Perché i segreti di sangue devono rimanere tali.

“Segreti di sangue” è un giallo potente, che unisce ritmo serrato e profondità narrativa. La suspense cresce, i colpi di scena si susseguono e la verità emerge poco a poco. La scrittura dell’autore, vibrante e incisiva, accompagna il lettore tra tensione e introspezione, costruendo personaggi vivi e credibili.
Un thriller intenso e coinvolgente, capace di sorprendere e conquistare fino all’ultima pagina.

Roberto Raguso nasce a Bari nel 1960 e lavora come tecnico di radiologia. La scrittura è sempre stata la sua passione ma è nel 2019 che scopre la sua vena artistica. Nel 2021 vince il Premio Internazionale Castrovillari Città Cultura con il libro per bambini “Le avventure dei quattro zaini magici” (Edizioni Giuseppe Laterza) e nel 2022 viene premiato con “Il Fiume Nero. Le avventure dei quattro zaini” (Florestano Edizioni). Per NeP ha già pubblicato nel 2024 “Il commissario Nincasi”, la sua prima opera di genere thriller.

Walter Veltroni “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi”, presentazione

Copertina del giallo "Buonvino e l'omicidio dei ragazzi"di Walter veltroni, Marsilio

La nuova indagine di Buonvino, al commissariato di Villa Borghese, comincia con un suono misterioso. Buonvino, mentre con i suoi festeggia il ritorno di Ivano, il barista, al suo chiosco, sente qualcosa che lo inquieta, potrebbe essere una risata, un pianto, potrebbe essere anche un grido d’aiuto.(da Marsilio)

È la sesta inchiesta del poliziotto di Villa Borghese, Buonvino.
Un’indagine in un mondo che, come scrive Carlo Verdelli nella sua presentazione sulle pagine del Corriere del 25 gennaio 2026, “È anche un’incursione in un mondo diventato incognito, quello appunto dei ragazzi di oggi, che si conclude con più di una sorpresa e con la possibilità di un corso accelerato per meglio comprendere gli appartenenti a una tribù che parla una lingua diversa, ha codici indecifrabili, sembra aliena anche se, come vedremo, non lo è poi tanto”.
La vittima è Ludovica Cappelli, detta Ludo,  17 anni, capelli neri ricciuti, occhi di un azzurro profondo, trovata impiccata alle lancette del grande orologio ad acqua,  costruito nel 1867 al Pincio: legata con un filo alla lancetta lunga della mezz’ora è morta soffocata lentamente allo scoccare dell’ora, quando il filo ha raggiunto la massima tensione , ma  non ha sofferto, perché sedata da un potente sonnifero.
Bounvino è alle prese con uno dei casi più difficili che gli siano capitati  e  sente di dover trovare  velocemente la verità, perché “potrebbe essere sua figlia”, lui che con la sua compagna Veronica hanno deciso di non averne, “e gli assassini dei figli vanno trovati”.

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Assassinio a Villa Borghese,

Buonvino e il caso del bambino scomparso

C’è un cadavere al Bioparco

Buonvino tra amore e morte

Buonvino e il circo insanguinato

Michele Burgio “Il fumo e l’incenso”, presentazione

Link all’intervista di Alberto Genovese a Michele Burgio 
Michele Burgio "Il fumo e l'incenso", Bompiani e il link all'intervista di Alberto Genovese all'autore su Dialoghi Mediterranei

Il romanzo già pubblicato nel 2022 dall’editore Ianieri con il titolo il Mondo è stato, è riedito da Bompiani  con il titolo  Il fumo e l’incenso 

Sinossi

Il tempo sembra immobile a Serrapriola, minuscolo e sonnolento paese dell’entroterra siciliano dove da sempre tutto scorre uguale a sé stesso: padre Ramacca allena la squadra di calcetto della parrocchia, gli adolescenti del rione – i Megli – vivono la noia, l’amore e forse le prime esperienze con la droga, don Orazio Scuderi mantiene saldi gli equilibri, nell’interesse di tutti.
Per il resto, l’evento più clamoroso che possa accadervi è la sparizione del crocifisso restaurato con le offerte dei fedeli, che scatena il disappunto delle anziane comari. Almeno fino a quando, in un pomeriggio qualunque, un ragazzino del gruppo dei Megli scompare. A indagare sono chiamati il maresciallo Maira e il procuratore Ammirata, i quali non sono così disposti a scoprire una verità che temono scomoda.
Anche il disilluso Sergio Vilardo, ex giornalista d’inchiesta ormai votato al quieto vivere, sembra tenersi alla larga. Il suo intuito però non è ancora del tutto sopito, e lo conduce a intravedere una pista inattesa. E a ritrovare l’incoscienza di seguirla. Ma fino a che punto? Una storia intrisa di amara ironia sull’ineluttabilità del male. Una Sicilia torrida e assolata dove tutti sono innocenti, ma niente è innocuo. Una giustizia sghemba che, come nella lezione di Sciascia, è fragile e feroce espressione del potere.( da Bompiani)

L’Intervista di Alberto Genovese a Michele Burgio, “Di Sicilia, di libri e altre cartoline” in “Dialoghi Mediterranei”  periodico bimestrale dell’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo.

Michele Burgio, scrittore palermitano, linguista di formazione, abilitato all’insegnamento universitario, si è laureato in Filologia Moderna nel 2007, nel 2012 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Scienze del Linguaggio e della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Torino (sede consorziata con Palermo). È socio del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, del cui Bollettino è membro di redazione. Dal 2003 partecipa al progetto dell’Atlante Linguistico della Sicilia, prima come raccoglitore sul campo e dal 2009 anche come membro del comitato redazionale della collana «Materiali e ricerche», per la quale ha pubblicato i volumi Vocabolario-atlante della cultura dialettale (con altri) e la monografia Vocabolario-Atlante dei dolci rituali in Sicilia