Antonio Manzini “Rien ne va plus” recensione da tuttolibri La Stampa

Schiavone indaga su un delitto al Casinò di Saint Vincent e una misteriosa rapina. Deve fare i conti con vecchi e nuovi amori, inutili vendette e fantasmi che tornano

continua a leggere la recensione di Bruno Gambarotta

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Fulvio Ervas “C’era il mare” da La Lettura Il Corriere, recensione

Tre delitti nel Veneto. Ma le fiabe dei nonni ridisegnano il futuro

Liti e rancori. Per Fulvio Ervas la speranza è negli anziani e nei loro piccoli eredi

«Una faccenda da matti», commenta l’ispettore Stucky quando l’aggrovigliata vicenda narrata in C’era il mare va chiarendosi. Perché nulla pare aver senso in due contemporanei omicidi commessi in due adiacenti province, il cui legame starebbe nell’organizzazione d’un convegno celebrativo dei cento anni di Porto Marghera. Un legame che Ervas ribadisce strutturando quest’ottava indagine dell’ispettore italopersiano alternando i capitoli delle due inchieste procedenti in parallelo, come già faceva in passato alternando capitoli in tondo e in corsivo.

continua a leggere l’articolo di ERMANNO PACCAGNINI

 

Francesco Recami “Il diario segreto del cuore” da La lettura Il Corriere recensione di Ermanno Paccagnini

Non è sempre facile chiudere non solo delle storie, ma addirittura un ciclo. Perché la prima impressione che ricavi per buona parte della lettura di Il diario segreto del cuore di Francesco Recami, è proprio quella di come chiudere definitivamente il portone della casa di ringhiera al n. 14 d’una strada dalle parti di via Padova, a Milano, dalla quale non solo se ne sono andati per varie ragioni quasi tutti gli inquilini, ma soprattutto ne è venuto a mancare, assassinato in Morte di un ex tappezziere (2016), proprio l’asse portante, l’Amedeo Consonni.

Francesco Recami tira le fila delle storie ambientate nella casa di ringhiera dei precedenti romanzi. Affronta temi anche crudi presi dalla realtà (bullismo, pornografia, disagio giovanile) e lascia aperto il finale

 

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Enrico Deaglio “La zia Irene e l’anarchico Tresca” da Il Corriere della sera, recensione

La zia Irene e l’anarchico Tresca è un esperimento che mescola generi diversi per stringere l’obiettivo su una storia mai raccontata. Su come cioè la morte di un anarchico a New York avrebbe finito per decidere tutta la storia a venire, o meglio la storia che nessuno ci ha voluto raccontare.

Vai alla recensione di Ranieri Polese

Articolo da La Repubblica Cultura: La Serie di “Detective selvaggi”di Giancarlo De Cataldo

di GIANCARLO DE CATALDO

Il delitto accompagna l’essere umano sin dalla notte dei tempi e non c’è narrazione intorno al delitto che non sia riconducibile a questo schema primordiale: delitto — indagine — soluzione.

C’è chi rintraccia le origini nella Bibbia — siamo tutti, in definitiva, progenie di Caino, dal momento che proprio il fratricida, scacciato dall’Eden, fondò la prima città — e chi le fa risalire alla tragedia greca, o alle Mille e una notte, o alle avventure dei giudici-poliziotti cinesi. Il dibattito è aperto, e forse ozioso. Ma su un punto l’accordo è unanime: il romanzo giallo moderno che da quasi due secoli si legge, si ammira o si odia, comunque si consuma in tutto il mondo, nasce a metà dell’Ottocento ad opera di un giovane e geniale poeta, giornalista, scrittore nativo di Boston, di nome Edgar Allan Poe…

continua a leggere l’articolo di Giancarlo De Cataldo

oppure

vai alla presentazione dei Racconti di Poe

oppure

al secondo articolo della serie “Detective selvaggi” su Agatha Christie

Su Panorama Libri: gialli italiani da leggere, i più recenti

Alcuni già recensiti su tuttatoscanalibri:

Il metodo Catalanotti

Lo stupore della notte

Teresa Papavero

Giallisti italiani su tuttatoscanalibri:

Daniela Alibrandi, Quelle strane ragazze, youcanprint 2018

 

Maria Castellett, Delitti. Due casi per il commissario Bellantoni, Edida 2017

 

Hans Tuzzi, Al vento dell’Oceano, Bollati Boringhieri Milano 2017

Vai a Gialli internazionali da leggere

Vai a Gialli internazionali da leggere: nuova selezione

Alessia Gazzola “Il ladro gentiluomo” da tuttolibri La Stampa

L’ex specializzanda con il fiuto per gli omicidi, trasferita lontano da casa, deve vedersela con il mistero di un diamante rosa di enorme valore trovato nel corso di un’autopsia nel corpo del cadavere di turno, che scompare e riappare più volte. Ma soprattutto è diventata grande, gli innamoramenti hanno lasciato spazio a sentimenti che si fanno più profondi, al vagheggiamento di un figlio. La relazione con il fascinoso dottor Claudio Conforti, per una volta più accudente che sfuggente, pare una storia vera (dall’articolo di Elena Masuelli)

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Hans Tuzzi “La vita uccide in prosa”

L’uccisione di un oscuro impiegato del Catasto dalla vita anonima e grigia, ma nel misero puzzle, raccolto con le prime indagini, un nuovo elemento scardinante, caratterizza l’assassinato, ponendolo in una prospettiva diversa… e si gusta immediatamente, anche in questo ultimo Melis, la navigata maestria di Tuzzi 

Vai alla recensione di Salvina Pizzuoli

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