Francesco Abate “Il complotto dei Calafati” presentazione

Dopo “I delitti della salina”, Francesco Abate ritorna con il suo giallo storico a seguire le azioni della giornalista investigativa Clara Simon, nipote di Ottavio Simon ricco proprietario della Compagnia di Navigazione omonima, con una particolarità, ha gli occhi a mandorla perché è figlia di un capitano di marina, disperso da molti anni dopo la rivolta dei Boxer, e di una cinese del porto, morta di parto; una giovane donna bella e ricca, coraggiosa, ribelle e determinata, con un sogno ardente: diventare giornalista dell’Unione Sarda con tanto di firma riconosciuta sui suoi articoli. I suoi pezzi vengono firmati infatti da Ugo Fassberger, redattore al giornale e suo amico d’infanzia, non solo perché al tempo in cui si svolgono i fatti, Cagliari 1905, una donna non poteva aspirare a tanto ma anche perché la sua incessante ricerca della verità l’ha già messa nei guai.

La storia prende le mosse dal ricevimento, a scopo benefico per le popolazioni della Calabria devastata dal terribile terremoto, a cui furono invitati i personaggi in vista della città, al termine del quale una coppia nobile, i baroni Cabras, viene assassinata assieme al loro autista. Si presuppone un omicidio politico per il trattamento che il barone riservava ai suoi lavoratori. Ma la tesi non convince.

“Sempre pronta a occuparsi dei più deboli, e in pena anche per la sorte del giovane nipote dei baroni, verso cui prova un’immediata empatia (o forse qualcosa di più), Clara non può evitare di indagare sul caso. Nell’atmosfera esotica della Cagliari del 1905, tra la necropoli punica e il porto, tra la comunità cinese della Marina e la malavita locale, scoprirà una verità sconcertante”.(dal Catalogo Einaudi)

Brevi note biografiche

Francesco Abate (Cagliari, 1964). Ha esordito con Mister Dabolina (Castelvecchi, 1998). Sono seguiti Il cattivo cronista (Il Maestrale, 2003), Ultima di campionato, da un soggetto vincitore del premio Solinas (Il Maestrale, 2004/ Frassinelli 2006), Getsemani (Frassinelli, 2006) e I ragazzi di città (Il Maestrale, 2007). Con Einaudi ha pubblicato Mi fido di te (Stile libero 2007 e Super ET 2015), scritto a quattro mani con Massimo Carlotto, Cosí si dice (2008), Chiedo scusa (con Saverio Mastrofranco, Stile libero 2010 e Super ET 2012 e 2017), Un posto anche per me (2013), Mia madre e altre catastrofi (2016), Torpedone trapiantati (2018). Con I delitti della salina (2020) ha debuttato una nuova protagonista femminile nel giallo italiano, la giornalista investigativa Clara Simon, le cui avventure proseguono nel secondo titolo della serie Il complotto dei Calafati (2022). È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga). (da Einaudi Autori)

Tommaso Scotti “Le due morti del signor Mihara” presentazione

Un secondo giallo per Tommaso Scotti dopo “L’ombrello dell’Imperatore” e un secondo caso per l’ispettore nippoamericano Takeshi Nishida della squadra Omicidi della polizia di Tokyo. Non solo un caso con tanto di cadavere e ben “due morti” per il signor Mihara, ma il racconto di un Giappone sconosciuto o inaspettato per i più: un Paese dalla società articolata e complessa, con realtà socio ambientali che contemplano coloro che desiderano e realizzano di “sparire”, di non essere più rintracciati, esasperati dalle richieste di un contesto sociale che non ammette errori o fallimenti, abbracciando una nuova identità costruita da chi si occupa a pagamento del servizio di “evaporazione” .

In questo scenario il cadavere ritrovato è quello, o almeno pare, di Takaji Mihara, un facoltoso uomo d’affari in pensione, trovato nel suo lussuoso appartamento trafitto da un colpo di spada. Parrebbe un regolamento di conti per questioni in sospeso, ma per l’acuto ispettore, che sa analizzare con distacco l’animo umano, la soluzione non è convincente: per risolvere il caso la sua indagine dovrà estendersi al mondo degli “evaporati”.

[…] Nishida capisce presto che dovrà addentrarsi nella pericolosa zona grigia degli “evaporati” che decidono di ricominciare da un’altra parte, con un altro nome, con un’altra vita. Un business gestito da società clandestine […] Sarà seguendo la loro scia fumosa che cercherà di risolvere il mistero, svelandoci un volto del Giappone inedito, spiazzante e inquietante, ma anche incredibilmente poetico” (da Longanesi Libri)

Tommaso Scotti, nato nel 1984, laureato in matematica, seguendo una passione per le arti marziali si è trasferito in Oriente nel 2010. Ha poi conseguito un dottorato di ricerca a Tokyo, dove adesso vive e lavora. Nel tempo libero si dedica al pianoforte e alla calligrafia. Il suo romanzo d’esordio, L’ombrello dell’imperatore (Longanesi, 2021), ha conquistato il pubblico e la critica grazie al personaggio dell’ispettore nippoamericano Nishida e allo sguardo curioso e disincantato con cui racconta un Giappone inedito e spesso frainteso. ( da Longanesi Autori)

Gianrico Carofiglio “Rancore”, presentazione

Il secondo romanzo con Penelope Spada protagonista che qui affronterà il suo passato e le sue colpe accennate e non esplicitate nel corso della narrazione nella prima avventura “La disciplina di Penelope”: ha dovuto lasciare la magistratura e oggi è una detective privata, senza licenza. È la saletta sul retro del Bar di Diego l’ufficio dove esercita la sua nuova attività: è la figlia di un chirurgo e professore universitario ricco e potente, Vittorio Leonardi, morto all’improvviso due anni prima per cause naturali, come certificato dal medico, ad affidarle l’incarico per far luce sui fatti che non la convincono o forse per un antico rancore cui non riesce a dare un nome. Proprio seguendo l’incarico che le verrà affidato, Penelope ripercorrerà una vecchia indagine di cui il defunto Leonardi era stato protagonista cinque anni prima, l’ultima da lei svolta come pm.

[…] Leonardi. Mio padre era il professor Vittorio Leonardi. Quel nome echeggiò nella mia testa come un rintocco di campana. Come un metronomo che segna il tempo e il destino ( sono poi cose diverse?) Possibile che non avessi pensato subito a lui, sentendo quel cognome?

Sarà costretta quindi a rileggere e ad affrontare il trauma di un comportamento sbagliato, di riuscire ad accettare i propri errori e di trovare una rinascita. Come lo stesso Carofiglio ha esplicitato in una recente intervista la sua eroina “era intrappolata da sé stessa. In questo romanzo non c’è un messaggio, ma una scommessa: la possibilità di riuscire a rinascere anche dopo gli errori che hanno stravolto la tua vita. È un romanzo sulla colpa, sul rimorso e sulla possibilità di redenzione”.(da La Repubblica on line, Stefania Parmeggiani 28 marzo 2022)

“Nelle pieghe di una narrazione tesa fino all’ultima pagina, Gianrico Carofiglio ci consegna un’avventura umana che va ben oltre gli stilemi del genere; e un personaggio epico, dolente, magnifico.” (dal Catalogo Einaudi)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“La disciplina di Penelope”

“Testimone inconsapevole”

“La misura del tempo”

“Non esiste saggezza”

“La versione di Fenoglio”

Roberto Alajmo “La strategia dell’opossum”, presentazione

Un nuovo incarico per Giovanni Di Dio detto Giovà, guardia giurata a Partanna, quartiere popolare di Palermo confinante con il più conosciuto Mondello, non per scelta ma perché Zzu, il boss della zona, glielo ha trovato e con lui ha un debito di riconoscenza che lo costringe, suo malgrado, ad eseguire quanto il “comitato investigativo” tutto al femminile, la madre Antonietta, la sorella gemella Mariella, la zia nubile Mariola e la vicina parrucchiera Mariangela nonché la gatta, governa e comanda. L’indagine prende le mosse dal giorno delle nozze della sorella Mariella fidanzata da decenni con Toni che vive a Torino: tutto pronto per una cerimonia a prova di pettegolezzo, ma andrà tutto a monte. Giovà inizierà a mettere insieme tutti i tasselli: doppie vite, soldi sporchi, tradimenti, liti tra clan, ma che non sarà in grado di interpretare e di ricostruire dentro un quadro completo, compito che spetterà soprattutto ad Antonietta.

E la strategia dell’opossum? In una situazione di pericolo di fronte al predatore, l’animale, sdraiato a terra, con le zampe in alto, è capace di fingersi morto entrando in un vero e proprio stato comatoso detto tanatosi…

“La seconda avventura di Giovanni Di Dio, detto Giovà, lo sprovveduto metronotte, investigatore controvoglia, che si colloca a metà tra il siciliano descritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che aspira solamente al sonno, e il candido Giufà della tradizione popolare. Le sue riluttanti indagini così piene di inciampi sono anche la raffigurazione romanzesca di quella sorta di «maschilismo matriarcale» che nascostamente regna in Sicilia”(dal Catalogo Sellerio Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Roberto Alajmo (1959) vive a Palermo. Tra i suoi libri: Notizia del disastro (2001), Cuore di madre (2003), È stato il figlio (2005), da cui è stato tratto nel 2012 l’omonimo film diretto da Daniele Ciprì, Palermo è una cipolla (2005), L’arte di annacarsi (2010). Con questa casa editrice ha pubblicato Carne mia (2016), L’estate del ’78 (2018), Repertorio dei pazzi della città di Palermo (2018), Io non ci volevo venire (2021), La strategia dell’opossum (2022).

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“Io non ci volevo venire”

“L’arte di annacarsi”

La trilogia di Daniela Alibrandi ambientata a Roma:

Delitti fuori orario”, “Delitti Postdatati” “Delitti negati nei sacri sotterranei”

Ianieri Edizioni, Collana Notturni

Protagonista il commissario Riccardo Rosco e la sua squadra in una Roma inconsueta, segreta e sotterranea, a cavallo tra la fine dei Settanta e i primi anni Ottanta.

Capelli rossi, occhi chiari, barba e baffi di fuoco, alto, sovrappeso, vicino alla quarantina, combatte con il diabete e la pressione alta, carattere ruvido e vita privata disastrata, cui fanno da contrappeso acume e intuito nella ricerca della soluzione eventualmente glissando sul rispetto delle regole

Delitti fuori orario” ambientato nel quartiere romano di Prati, una storia ricca di colpi di scena, nel labirinto sotterraneo su cui è sorto il quartiere, un dedalo che collega i vari edifici della zona. Le vite solitarie di Alice e di Mani Fredde/Mani Calde sono destinate a intrecciarsi. Il romanzo finalista al concorso Mondadori Romanzi in cerca d’autore e Segnalazione Premio Speciale Giallo Noir al concorso Città di Grottammare, è stato ospite del periodico Rai Nuova Armonia e il 9 maggio 2021 della rubrica Lo Scaffale del TG Lazio Rai 3.

Delitti Postdatati” primi anni Ottanta, Aventino, Eur e Rione Monti: una storia le cui radici affondano negli anni Quaranta che raggiunge il culmine in tre omicidi nella Roma bene. Premio Poliziesco Gold 2020 al concorso Gold Crime Carlo de Filippis, il romanzo è stato presentato allo Human Rights Festival dell’Estate Romana 2021. Il 3 ottobre 2021 è stato ospite della trasmissione Incontri d’autore di Rai Radio Uno

Delitti negati nei sacri sotterranei” in un susseguirsi di colpi di scena da un piccolo paese del reatino fino al rione romano di Borgo Pio, al confine con la Città del Vaticano, in una storia intrisa di fede e sacralità, nella perenne lotta tra il Bene e il Male. Il romanzo è stato ospite il 12 dicembre 2021 del programma Incontri d’autore di Rai Radio Uno e della rubrica Lo Scaffale Tg Lazio Rai3

Su tuttatoscanalibri le recensioni:

Delitti fuori orario

Delitti postdatati

Delitti negati nei sacri sotterranei

Massimo Carlotto “Il Francese”, presentazione

Con questo romanzo Massimo Carlotto entra nella storica Collana del Giallo Mondadori. Il protagonista è Toni Zanchetta per tutti “il Francese”, ed è ambientato in patria, ovvero nel Nord-Est, e nel mondo della prostituzione. Zanchetta è infatti un macrò, dal francese maquereau, uno sfruttatore della prostituzione: un protettore quindi che ha dato un tocco francese alla sua “azienda” che chiama Maison e Mademoiselles le dodici donne, tutte di età diverse e con un nome in linea con l’azienda che gestisce una prostituzione d’alto bordo: Valérie, Isabelle, Chantal… Ma un brutto giorno Claire che avrebbe dovuto incontrare un cliente nell’albergo nel quale lo stesso Francese l’ha accompagnata, sparisce. L’inchiesta è affidata ad una poliziotta che non dà tregua a Zanchetta che, per dimostrare la propria innocenza, dovrà entrare in un percorso molto pericoloso.

“Il commissario Franca Ardizzone non gli dà tregua, lo vuole sbattere in galera a tutti i costi. E la sua maison fa gola alle bande che gestiscono la prostituzione in zona. Per salvarsi, il Francese è costretto a cercare la verità, un gioco pericoloso dove nessuno rispetta le regole. Massimo Carlotto, uno degli autori più amati, incisivi e schierati del noir italiano, debutta nel Giallo Mondadori con un nuovo, iconico personaggio, dimostrando per l’ennesima volta il suo talento unico nel raccontare la nostra società e gli scheletri che cerca di nascondere nell’armadio.”(da Mondadori Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956 e vive a Cagliari. Scoperto dalla critica e scrittrice Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, vincitore del premio del Giovedì 1996. Ha inoltre scritto altri undici romanzi: La verità dell’AlligatoreIl Mistero di MangiabarcheLe IrregolariNessuna cortesia all’uscita (premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombianoArrivederci amore, ciao.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

E verrà un altro inverno

Hans Tuzzi “Ma cos’è questo nulla?” recensione di Salvina Pizzuoli

“L’Italia fingeva di essere un paese civile”.

Si apre a Roma, all’Ippodromo delle Capannelle la domenica del 15 maggio 1994, la stagione dei grandi eventi e dei prestigiosi premi, alla presenza delle autorità e del bel mondo: una prosa elegante, smagliante di pennellate sapienti a dipingere la scena, asserzioni taglienti che esplicitano le convinzioni e le situazioni, scampoli di lingue regionali che caratterizzano in modo impeccabile il personaggio. Un incipit perfetto. E l’incipit si sa è fondamentale.

Ma fermarsi all’incipit sarebbe fare un grosso torto al prosieguo.

Sì, perché se le prime pagine innamorano è nello sviluppo sapiente che si coglie e si realizza quanto in apertura vi si delinea.

È ambientato nel 1994, dal 7 al 18 novembre prevalentemente a Brassanigo, la cittadina in cui era avvenuto un omicidio irrisolto: Melis è già in pensione anticipata anche perché “la tracotante protervia di un governo di satrapi nei confronti degli apparati di Stato, aveva accelerato i tempi della decisione”, e segue il caso, non solo per fare un piacere a “Sua Eccellenza”, ma anche perché si sente inutile e solo; indaga in loco, sebbene a distanza di otto anni, sotto falsa identità e come investigatore privato. Tanti i personaggi del capoluogo di provincia nella “Marca Orientale”, gente che conta, i pochi, e gli anonimi, i tanti, in un clima di sospetto, silenzio, connivenza.

I membri di una vecchia setta esoterica, gli ortiliani, di cui la giovane assassinata faceva parte, e gli affiliati alla nuova che però non ha nulla a che vedere con la prima e con al vertice un “grosso nome”; un antiquario che dice e non dice; un ambiguo giornalista; mogli mariti amanti e madri e figli, tutti espressioni umane di una “società di provincia benpensante, un po’ bigotta e molto disponibile a quasi tutti e sette i peccati capitali? Politicanti, industriali, professionisti, intellettuali, sportivi… e ortiliani. E, fra loro, un assassino in incognito. Comunque, uomini. Terra destinata alla terra. Fallibili esseri umani. Quella storia, tutte quelle persone, le loro relazioni di cuore, i loro rapporti d’affari, le loro inimicizie… Ma era lì che doveva scavare. Dolore, paura, offesa, sofferenza: la condizione umana”.

Un quadro articolato, farcito di godibili sfumature citazioni e riflessioni, amaro, variegato, popolato da tipi umani di una società del Nord Est italiano di un ben preciso periodo storico in cui “si svilisce la grammatica di una civiltà”.

Un’indagine diversa perché diverso è il ruolo di Melis non più alto funzionario statale, ma sempre ottimo segugio con amor di giustizia.

Articoli correlati

Su “Il Libraio” l’intervista di Tuzzi al suo personaggio: Il commissario Melis e io ( per non parlare del cane)

Da “Il fatto quotidiano”3 febbraio2022

Su tuttatoscanalibri.com le recensioni ai saggi, ai romanzi e a molti dei Melis: Tutto Tuzzi

La sinossi e le prime pagine su Bollati Boringhieri

e anche

Brevi note biografiche

Antonio Manzini “Le ossa parlano”, presentazione

Un nuovo caso per l’ombroso e imprevedibile vicequestore Schiavone. Tornato ad Aosta dopo la fuga romana, Rocco insieme ai suoi collaboratori e sottoposti sarà alle prese con un macabro ritrovamento, le ossa del cadavere di un bambino rinvenute in un bosco, che presto si ricollegherà alla scomparsa sei anni prima di un bambino rapito davanti alla sua scuola di Ivrea, nel 2008 e di cui si erano perse le tracce.

Il ritrovamento apre a indagini nel mondo del web, anche con l’aiuto del giovane Carlo ingegnoso informatico, ad appostamenti, a inseguire intuizioni e a decodificare messaggi con una più stretta collaborazione con i colleghi dei quali viene a conoscere aspetti della vita privata, mentre gli amici romani Brizio e Furio cercano affannosamente tracce del Cecchetti e Lupa, la sua cagnetta, sta per partorire.

Un nuovo capitolo della solitudine di Rocco, dei suoi successi e delle sue cadute, dei suoi vizi e delle sue virtù.

“Un cold case per il vicequestore Schiavone, che lo prende non come la solita rottura di decimo livello, ma con dolente compassione, e con il disgusto di dover avere a che fare con i codici segreti di un mondo disumano. Un’indagine che lo costringe alla logica, a un procedere sistematico, a decifrare messaggi e indizi provenienti da ambienti sotterranei. E a collaborare strettamente con i colleghi e i sottoposti, dei quali conosce sempre più da vicino le vite private: gli amori spericolati di Antonio, il naufragio di Italo, le recenti sistemazioni sentimentali di Casella e di Deruta, persino l’inattesa sensibilità di D’Intino, le fissazioni in fondo comiche dei due del laboratorio”.(da Sellerio Editore)

dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Vecchie conoscenze

Gli ultimi giorni di quiete

Rien ne va plus

Donato Carrisi “La casa senza ricordi”, presentazione

Si apre in data 7 giugno 2020 con un Avviso di scomparsa del Comando dei Carabinieri, Sezione forestale, di Barberino di Mugello.

Gli scomparsi sono una donna albanese detta Mira, di 44 anni e Nikolin detto Nico di 12 anni. Il seguito porta la data 23 febbraio 2021.

Sono trascorsi otto mesi da quell’avviso quando un bambino viene ritrovato, in modo particolarmente drammatico, in un bosco, nella gola denominata Valle dell’Inferno: è Nico, il bambino smarrito. In apparenza sta bene ma non parla: l’unico che può ricondurlo in sé è Pietro Gerber, personaggio già noto ai lettori, l’ipnotista di Firenze, il migliore e conosciuto con l’appellativo dell’addormentatore di bambini, a lui il compito di indagare la mente di Nico.

[…]“Riesce a individuare un innesco – un gesto, una combinazione di parole – che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. L’ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. 
Ma la storia che racconta non appartiene a lui” (da Longanesi Libri)

Un thriller che indaga “un posto dentro di noi, remoto e sconosciuto”, una stanza in cui sono finiti troppi ricordi rimossi.

Dello stesso Autore su tuttatoscanalibri:

“La casa delle voci”

Vedi anche la recensione di Alessandra Farinola da mangialibri

e anche

Intervista a Donato Carrisi di Terry Marocco da Panorama Libri

Su Consigli.it le presentazioni di Maurizio Amore ai romanzi dell’autore

Autori vari “Una settimana in giallo”, presentazione

Un’antologia in giallo: undici casi affidati alla penna di autori di romanzi di genere tra i più conosciuti, undici casi da risolvere per gli investigatori protagonisti insieme ai problemi e alle situazioni della propria quotidianità privata, casi dove non mancano l’ironia, indagini surreali, ricerche incredibili di eredi multimilionari, equivoci condominiali tra gli inquilini di una Casa di Ringhiera e all’interno la comparsa più o meno inaspettata di Camilleri, un suo libro, un suo aneddoto, una trasmissione televisiva, una presenza, un omaggio al grande giallista scomparso.

Autori che compaiono elencati in ordine alfabetico nella copertina che ci invitano a una settimana gialla con i personaggi che in alcuni casi fanno parte di un più ampio immaginario ad opera delle serie televisive che li hanno raffigurati, fatti uscire e vivere oltre le pagine: Alice Martelli, la vicequestore del BarLume impegnata in Garfagnana per risolvere un buffo omicidio, Vince Corso impegnato dal suo autore Fabio Stassi a risolvere una strage tra gli eroi dei grandi romanzi e non manca Rocco Schiavone con un cadavere alla frontiera, un caso di cui vorrebbe disfarsi lasciandolo all’omologa francese.

E non solo

“In questa antologia compaiono anche per la prima volta, dopo l’esordio in romanzi, personaggi nuovi ben adatti a un brillante primo piano. Sono: Viola, la giornalista curiosa di Simona Tanzini, che nell’esplorazione di verità scabrose si aiuta con la facoltà non voluta di associare i colori alle persone; e Acanfora, il poliziotto soggetto delle trame di Andrej Longo: la sua indagine, su un assassinio da tinello, fende un’atmosfera che affianca ferocia e pietà, che un po’ ci ricorda Scerbanenco”. (dal Catalogo Sellerio)

Articoli correlati:

Giménez-Bartlett “Autobiografia di Petra Delicado”

Malvaldi “Il borghese Pellegrino”

Manzini “Gli ultimi giorni di quiete”

“Rien ne va plus”

“Vecchie conoscenze”

Recami “La cassa refrigerata- Commedia nera n.4″

Stassi “Uccido chi voglio”