Gabriella Genisi “Lo scammaro avvelenato e altre ricette”, presentazione

“Questa storia è un mix di indagine e prelibatezze, come se avessi cucinato un pranzo di Natale per i miei lettori. Un libro da tenere sottomano mentre si prepara il cenone”

Così risponde l’autrice alla domanda di Raffaella Silipo che l’ha intervistata (tuttolibri la Stampa 19 novembre ’22) “La pace si fa a tavola?

La domanda è calzante non solo perché lo “scammaro” di cui recita il titolo è un piatto povero ma squisito ed è al centro delle indagini e che, nel periodo natalizio in una Bari sovraffollata, gioca un ruolo centrale, ma anche perché in chiusura, come sempre, troviamo le ricette di Lolì, brava non solo come commissario ma anche come cuciniera. La storia, coinvolgente e accattivante, per condirla al meglio è infatti corredata da tante ricette, come si legge nella presentazione del romanzo (nella pagina di Sonzogno)

“Una storia avvincente e deliziosa, arricchita dalla raccolta di tutte le ricette di casa Lobosco: oltre cento piatti, dalle stuzzicanti preparazioni finora inedite ai grandi classici della tradizione pugliese, come la focaccia, i panzerotti e la parmigiana, rivisitati secondo il gusto di Lolì”.

Un romanzo quest’ultimo definito dalla Genisi nell’intervista già citata “più leggero, più natalizio, anche se ci sono i social e il loro potere terribile di detonatore dei conflitti” ponendolo in relazione ai mali che affliggono la Puglia e in riferimento in particolare a “Terrarossa” in cui ha affrontato il problema del caporalato. La vicenda si ambienta in periodo prenatalizio come si legge nella sinossi (da Sonzogno):

“25 novembre. Nella città affollata e piena di turisti in attesa del Natale, il bed & breakfast di Carmela, la sorella di Lolita Lobosco, riscuote sempre più successo. Tra gli ospiti, anche uno scrittore romano, Enrico Fasulo, che ha deciso di ritirarsi a Bari per qualche settimana e dedicarsi alla stesura del suo nuovo libro. Carmela, sensibile al suo fascino, cucina per lui e, tra le sue tante specialità, gli prepara uno scammaro squisito secondo la ricetta di nonna Dolò. Il giorno dopo, l’uomo viene trovato morto. L’autopsia non lascia dubbi sulla causa del decesso: si tratta di avvelenamento”… di cui sarà accusata Carmela.

e anche

Brevi note biografiche

Gabriella Genisi è nata e abita a pochi chilometri da Bari. Ha scritto numerosi libri e ha inventato il personaggio di Lolita Lobosco, protagonista dei romanzi pubblicati da Sonzogno che hanno ispirato la fortunata serie tv trasmessa su Rai 1: La circonferenza delle arance (2010), Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012), Gioco pericoloso (2014), Spaghetti all’Assassina (2015), Mare nero (2016), Dopo tanta nebbia (2017) e I quattro cantoni (2020). Per Rizzoli sono usciti Pizzica amara (2019) e La regola di Santa Croce (2021).

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

“Terrarossa”

Gabriella Genisi “Terrarossa”, presentazione

Terrarossa è l’ultimo romanzo della serie che ha come protagonista la commissario Lolita Lobosco: è iniziata nel 2011 con La circonferenza delle arance, è stata seguita da altri otto romanzi.

Un poliziesco ambientato a Bari e zone limitrofe con protagonisti, oltre alla commissario, la squadra con Forte, vecchio compagno di classe, ed Esposito; non mancano tra i protagonisti l’amica d’infanzia pm, la famiglia, gli amori, il mare, la cucina pugliese con le sue tradizioni e piatti tipici e non per ultima la lingua come elemento caratterizzante. Così le piacevoli pagine si alternano tra indagini, gli affari di cuore non sempre fortunati della protagonista, alcuni piatti, con le ricette di Lolì che trovano posto alla fine del romanzo, momenti e personaggi nelle stanze della questura, luogo di lavoro certamente, ma anche di relazioni umane.

In quest’ultimo romanzo che si apre con la situazione esplosiva della pandemia da Covid, trova spazio un’altra “peste”, il caporalato, uno dei mali annosi che pervadono con strapotere le campagne meridionali di cui sono vittima e i manovali assoldati tra le schiere di migranti irregolari, ma anche, come in questo caso, chi lotta a costo della vita per scalzarla: Suni Digioia la giovane imprenditrice e attivista per i diritti dei braccianti nonché ecologista convinta. La prima ipotesi di suicidio viene presto abbandonata dalla Lobosco tornata dalle ferie perché chiamata in modo accorato dall’amica e coinvolta dallo stesso questore per i “nomi” implicati nella vicenda. Oltre all’indagine poliziesca, condotta con scrupolo e amor di giustizia dalla protagonista, interessanti pagine vengono dedicate al caporalato, male di cui tutti sanno che assurge alle cronache solo per le violenze e le morti efferate ma mai estirpato.

“Sullo sfondo di una città stravolta e quasi irriconoscibile, eppure pervasa come ogni estate dal profumo della salsa di pomodoro, la tenace commissaria barese torna con un nuovo caso da risolvere – intricato come la sua relazione con Caruso –, lottando ancora una volta per far trionfare la giustizia”. (da Sonzogno Editori)

E anche

Brevi note biografiche

Gabriella Genisi è nata e abita a pochi chilometri da Bari. Ha scritto numerosi libri e ha inventato il personaggio di Lolita Lobosco, protagonista dei romanzi pubblicati da Sonzogno che hanno ispirato la fortunata serie tv trasmessa su Rai 1: La circonferenza delle arance (2010), Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012), Gioco pericoloso (2014), Spaghetti all’Assassina (2015), Mare nero (2016), Dopo tanta nebbia (2017) e I quattro cantoni (2020). Per Rizzoli sono usciti Pizzica amara (2019) e La regola di Santa Croce (2021).

Maurizio De Giovanni “Un volo per Sara”, presentazione

[…] il passato tutto è tranne che passato. E che invece non perde l’occasione di ripresentarsi, fresco e appuntito, tagliente e pericoloso […] (Maurizio de Giovanni, Corriere 24 maggio ’22)

Continua la serie di De Giovanni con Sara Morozzi “un meraviglioso ping pong tra passato e presente” scrive lo stesso De Giovanni presentando il quinto romanzo della serie sulle pagine del Corriere (cit.). Una storia fatta per Sara perché, scrive l’autore, servivano “ i suoi trent’anni di lavoro in un’unità dei servizi, passati a decodificare il linguaggio non verbale, le espressioni, gli sguardi e le parole non pronunciate”. Ma serviva anche il collega non vedente con le sue precipue capacità di riconoscere voci e rumori, ma anche Pardo e Viola, tutti personaggi già presenti nelle pagine dei precedenti romanzi. Un quinto volume, racconta De Giovanni che era stato già scritto, ma poi è arrivata una notizia di cronaca e tutto si è dovuto modificare: lo scenario immaginato e che si era aperto nella mente immaginifica dello scrittore aveva trovato la sua perfetta ambientazione. Così è nato il nuovo noir.

“Un piccolo aeroplano turistico diretto in Sardegna si schianta nel mar Tirreno con a bordo diverse persone. Tra loro, un noto imprenditore che ha rilasciato la sua ultima intervista poco prima del decollo […] Quando l’agente dei Servizi in pensione Andrea Catapano sente le voci delle vittime – lui che non vede ma sa ascoltare meglio di chiunque altro – un ricordo nitido riaffiora. Così decide di chiamare l’ex collega Teresa Pandolfi, ora a capo dell’Unità investigativa. Il disastro potrebbe celare un mistero che risale agli anni di Tangentopoli.[…]L’unica che può scoprire la verità è la donna invisibile, Sara Morozzi. Affiancata dall’ispettore Davide Pardo e da Viola, Mora si trova a investigare su personalità pubbliche intoccabili, scavando dentro gli ingranaggi del potere d’Italia a suo rischio e pericolo, senza paracadute.(da Rizzoli Libri)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Gli occhi di Sara

Tre passi per un delitto

Il metodo del coccodrillo

Cristina Cassar Scalia “Sabbia nera”, recensione di Salvina Pizzuoli

Testarda, scontrosa, tormentata dalla morte del padre e dalla fine di una relazione difficile; appassionata di vecchi film e amante della buona tavola: il vicequestore Vanina Guarrasi è semplicemente formidabile.

Romanzo vincitore del Premio Sciascia Racalmare 2019 (dal Catalogo Einaudi)

Giovanna Guarrasi, detta Vanina, vicequestore alla Mobile di Catania, fa il suo esordio nel 2018 in Sabbia nera di Cristina Cassar Scalia. E da allora un seguito di casi e di indagini: mi è piaciuto allora incontrarla a ritroso tra le pagine di questo ponderoso poliziesco, così come si è presentata ai lettori per la prima volta, dentro un caso anche stavolta complesso con l’aggravante di essersi svolto ben cinquant’anni prima. Anche nell’esordio la vicequestore non si smentisce, acuta, intuitiva, irrefrenabile per raggiungere quanto prima quel traguardo che agogna con tutta se stessa: assicurare il colpevole alla giustizia.

Non solo un poliziesco, come ormai spesso accade ai romanzi del genere, non solo un caso, non solo un artefice, ma tanti protagonisti ciascuno ben pennellato e riconoscibile negli incontri futuri: il vecchio Patané in pensione ma ancora pieno di sacro fervore, Adriano Calì medico legale e appassionato come Vanina di vecchi film, la giovane e bella Marta, la vicina di casa, la disponibile e ottima cuoca Bettina, Catania con la sua Montagna e le sue strade piene di traffico e la sua cucina dove un posto di rilievo occupano i dolci e le dolcezze impareggiabili, e non per ultima la lingua, le parole particolari del dialetto catanese e la costruzione della frase secondo un’impostazione antica, tipica di una tradizione culturale mediterranea di cui la Sicilia è stata culla e non solo terra di conquista. Ma non mancano gli amori, quelli veri e non dimenticati, da cui fuggire, come ha fatto Vanina che non vuole più soffrire. E quell’atmosfera di mistero e di magia che aleggia, sotteso ad una Terra che il magico ce l’ha nelle viscere.

Un caso complesso apre la serie in una Catania annerita dalla cenere vulcanica della sua Montagna. Un cadavere mummificato viene casualmente trovato in un’ala di una vecchia villa abbandonata dal 1959: una donna, non riconoscibile, la cui storia per essere ricostruita necessita dei ricordi dei superstiti. Casualità fortuite e acume le due forze che porteranno il vicequestore a dipanare una complicata matassa di sordide storie di avidità e di passione, fino a risalire, insieme a Patané, al luogo dove tutto sembra aver avuto inizio: il vecchio bordello “il Valentino” tra colpi di scena e finale inatteso.

della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

La logica della Lampara

Il talento del cappellano

L’uomo del porto

La salita dei saponari

Scalia, De Cataldo, De Giovanni, Tre passi per un delitto

Francesco Abate “Il complotto dei Calafati” presentazione

Dopo “I delitti della salina”, Francesco Abate ritorna con il suo giallo storico a seguire le azioni della giornalista investigativa Clara Simon, nipote di Ottavio Simon ricco proprietario della Compagnia di Navigazione omonima, con una particolarità, ha gli occhi a mandorla perché è figlia di un capitano di marina, disperso da molti anni dopo la rivolta dei Boxer, e di una cinese del porto, morta di parto; una giovane donna bella e ricca, coraggiosa, ribelle e determinata, con un sogno ardente: diventare giornalista dell’Unione Sarda con tanto di firma riconosciuta sui suoi articoli. I suoi pezzi vengono firmati infatti da Ugo Fassberger, redattore al giornale e suo amico d’infanzia, non solo perché al tempo in cui si svolgono i fatti, Cagliari 1905, una donna non poteva aspirare a tanto ma anche perché la sua incessante ricerca della verità l’ha già messa nei guai.

La storia prende le mosse dal ricevimento, a scopo benefico per le popolazioni della Calabria devastata dal terribile terremoto, a cui furono invitati i personaggi in vista della città, al termine del quale una coppia nobile, i baroni Cabras, viene assassinata assieme al loro autista. Si presuppone un omicidio politico per il trattamento che il barone riservava ai suoi lavoratori. Ma la tesi non convince.

“Sempre pronta a occuparsi dei più deboli, e in pena anche per la sorte del giovane nipote dei baroni, verso cui prova un’immediata empatia (o forse qualcosa di più), Clara non può evitare di indagare sul caso. Nell’atmosfera esotica della Cagliari del 1905, tra la necropoli punica e il porto, tra la comunità cinese della Marina e la malavita locale, scoprirà una verità sconcertante”.(dal Catalogo Einaudi)

Brevi note biografiche

Francesco Abate (Cagliari, 1964). Ha esordito con Mister Dabolina (Castelvecchi, 1998). Sono seguiti Il cattivo cronista (Il Maestrale, 2003), Ultima di campionato, da un soggetto vincitore del premio Solinas (Il Maestrale, 2004/ Frassinelli 2006), Getsemani (Frassinelli, 2006) e I ragazzi di città (Il Maestrale, 2007). Con Einaudi ha pubblicato Mi fido di te (Stile libero 2007 e Super ET 2015), scritto a quattro mani con Massimo Carlotto, Cosí si dice (2008), Chiedo scusa (con Saverio Mastrofranco, Stile libero 2010 e Super ET 2012 e 2017), Un posto anche per me (2013), Mia madre e altre catastrofi (2016), Torpedone trapiantati (2018). Con I delitti della salina (2020) ha debuttato una nuova protagonista femminile nel giallo italiano, la giornalista investigativa Clara Simon, le cui avventure proseguono nel secondo titolo della serie Il complotto dei Calafati (2022). È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga). (da Einaudi Autori)

Tommaso Scotti “Le due morti del signor Mihara” presentazione

Un secondo giallo per Tommaso Scotti dopo “L’ombrello dell’Imperatore” e un secondo caso per l’ispettore nippoamericano Takeshi Nishida della squadra Omicidi della polizia di Tokyo. Non solo un caso con tanto di cadavere e ben “due morti” per il signor Mihara, ma il racconto di un Giappone sconosciuto o inaspettato per i più: un Paese dalla società articolata e complessa, con realtà socio ambientali che contemplano coloro che desiderano e realizzano di “sparire”, di non essere più rintracciati, esasperati dalle richieste di un contesto sociale che non ammette errori o fallimenti, abbracciando una nuova identità costruita da chi si occupa a pagamento del servizio di “evaporazione” .

In questo scenario il cadavere ritrovato è quello, o almeno pare, di Takaji Mihara, un facoltoso uomo d’affari in pensione, trovato nel suo lussuoso appartamento trafitto da un colpo di spada. Parrebbe un regolamento di conti per questioni in sospeso, ma per l’acuto ispettore, che sa analizzare con distacco l’animo umano, la soluzione non è convincente: per risolvere il caso la sua indagine dovrà estendersi al mondo degli “evaporati”.

[…] Nishida capisce presto che dovrà addentrarsi nella pericolosa zona grigia degli “evaporati” che decidono di ricominciare da un’altra parte, con un altro nome, con un’altra vita. Un business gestito da società clandestine […] Sarà seguendo la loro scia fumosa che cercherà di risolvere il mistero, svelandoci un volto del Giappone inedito, spiazzante e inquietante, ma anche incredibilmente poetico” (da Longanesi Libri)

Tommaso Scotti, nato nel 1984, laureato in matematica, seguendo una passione per le arti marziali si è trasferito in Oriente nel 2010. Ha poi conseguito un dottorato di ricerca a Tokyo, dove adesso vive e lavora. Nel tempo libero si dedica al pianoforte e alla calligrafia. Il suo romanzo d’esordio, L’ombrello dell’imperatore (Longanesi, 2021), ha conquistato il pubblico e la critica grazie al personaggio dell’ispettore nippoamericano Nishida e allo sguardo curioso e disincantato con cui racconta un Giappone inedito e spesso frainteso. ( da Longanesi Autori)

Gianrico Carofiglio “Rancore”, presentazione

Il secondo romanzo con Penelope Spada protagonista che qui affronterà il suo passato e le sue colpe accennate e non esplicitate nel corso della narrazione nella prima avventura “La disciplina di Penelope”: ha dovuto lasciare la magistratura e oggi è una detective privata, senza licenza. È la saletta sul retro del Bar di Diego l’ufficio dove esercita la sua nuova attività: è la figlia di un chirurgo e professore universitario ricco e potente, Vittorio Leonardi, morto all’improvviso due anni prima per cause naturali, come certificato dal medico, ad affidarle l’incarico per far luce sui fatti che non la convincono o forse per un antico rancore cui non riesce a dare un nome. Proprio seguendo l’incarico che le verrà affidato, Penelope ripercorrerà una vecchia indagine di cui il defunto Leonardi era stato protagonista cinque anni prima, l’ultima da lei svolta come pm.

[…] Leonardi. Mio padre era il professor Vittorio Leonardi. Quel nome echeggiò nella mia testa come un rintocco di campana. Come un metronomo che segna il tempo e il destino ( sono poi cose diverse?) Possibile che non avessi pensato subito a lui, sentendo quel cognome?

Sarà costretta quindi a rileggere e ad affrontare il trauma di un comportamento sbagliato, di riuscire ad accettare i propri errori e di trovare una rinascita. Come lo stesso Carofiglio ha esplicitato in una recente intervista la sua eroina “era intrappolata da sé stessa. In questo romanzo non c’è un messaggio, ma una scommessa: la possibilità di riuscire a rinascere anche dopo gli errori che hanno stravolto la tua vita. È un romanzo sulla colpa, sul rimorso e sulla possibilità di redenzione”.(da La Repubblica on line, Stefania Parmeggiani 28 marzo 2022)

“Nelle pieghe di una narrazione tesa fino all’ultima pagina, Gianrico Carofiglio ci consegna un’avventura umana che va ben oltre gli stilemi del genere; e un personaggio epico, dolente, magnifico.” (dal Catalogo Einaudi)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“La disciplina di Penelope”

“Testimone inconsapevole”

“La misura del tempo”

“Non esiste saggezza”

“La versione di Fenoglio”

Roberto Alajmo “La strategia dell’opossum”, presentazione

Un nuovo incarico per Giovanni Di Dio detto Giovà, guardia giurata a Partanna, quartiere popolare di Palermo confinante con il più conosciuto Mondello, non per scelta ma perché Zzu, il boss della zona, glielo ha trovato e con lui ha un debito di riconoscenza che lo costringe, suo malgrado, ad eseguire quanto il “comitato investigativo” tutto al femminile, la madre Antonietta, la sorella gemella Mariella, la zia nubile Mariola e la vicina parrucchiera Mariangela nonché la gatta, governa e comanda. L’indagine prende le mosse dal giorno delle nozze della sorella Mariella fidanzata da decenni con Toni che vive a Torino: tutto pronto per una cerimonia a prova di pettegolezzo, ma andrà tutto a monte. Giovà inizierà a mettere insieme tutti i tasselli: doppie vite, soldi sporchi, tradimenti, liti tra clan, ma che non sarà in grado di interpretare e di ricostruire dentro un quadro completo, compito che spetterà soprattutto ad Antonietta.

E la strategia dell’opossum? In una situazione di pericolo di fronte al predatore, l’animale, sdraiato a terra, con le zampe in alto, è capace di fingersi morto entrando in un vero e proprio stato comatoso detto tanatosi…

“La seconda avventura di Giovanni Di Dio, detto Giovà, lo sprovveduto metronotte, investigatore controvoglia, che si colloca a metà tra il siciliano descritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che aspira solamente al sonno, e il candido Giufà della tradizione popolare. Le sue riluttanti indagini così piene di inciampi sono anche la raffigurazione romanzesca di quella sorta di «maschilismo matriarcale» che nascostamente regna in Sicilia”(dal Catalogo Sellerio Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Roberto Alajmo (1959) vive a Palermo. Tra i suoi libri: Notizia del disastro (2001), Cuore di madre (2003), È stato il figlio (2005), da cui è stato tratto nel 2012 l’omonimo film diretto da Daniele Ciprì, Palermo è una cipolla (2005), L’arte di annacarsi (2010). Con questa casa editrice ha pubblicato Carne mia (2016), L’estate del ’78 (2018), Repertorio dei pazzi della città di Palermo (2018), Io non ci volevo venire (2021), La strategia dell’opossum (2022).

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“Io non ci volevo venire”

“L’arte di annacarsi”

La trilogia di Daniela Alibrandi ambientata a Roma:

Delitti fuori orario”, “Delitti Postdatati” “Delitti negati nei sacri sotterranei”

Ianieri Edizioni, Collana Notturni

Protagonista il commissario Riccardo Rosco e la sua squadra in una Roma inconsueta, segreta e sotterranea, a cavallo tra la fine dei Settanta e i primi anni Ottanta.

Capelli rossi, occhi chiari, barba e baffi di fuoco, alto, sovrappeso, vicino alla quarantina, combatte con il diabete e la pressione alta, carattere ruvido e vita privata disastrata, cui fanno da contrappeso acume e intuito nella ricerca della soluzione eventualmente glissando sul rispetto delle regole

Delitti fuori orario” ambientato nel quartiere romano di Prati, una storia ricca di colpi di scena, nel labirinto sotterraneo su cui è sorto il quartiere, un dedalo che collega i vari edifici della zona. Le vite solitarie di Alice e di Mani Fredde/Mani Calde sono destinate a intrecciarsi. Il romanzo finalista al concorso Mondadori Romanzi in cerca d’autore e Segnalazione Premio Speciale Giallo Noir al concorso Città di Grottammare, è stato ospite del periodico Rai Nuova Armonia e il 9 maggio 2021 della rubrica Lo Scaffale del TG Lazio Rai 3.

Delitti Postdatati” primi anni Ottanta, Aventino, Eur e Rione Monti: una storia le cui radici affondano negli anni Quaranta che raggiunge il culmine in tre omicidi nella Roma bene. Premio Poliziesco Gold 2020 al concorso Gold Crime Carlo de Filippis, il romanzo è stato presentato allo Human Rights Festival dell’Estate Romana 2021. Il 3 ottobre 2021 è stato ospite della trasmissione Incontri d’autore di Rai Radio Uno

Delitti negati nei sacri sotterranei” in un susseguirsi di colpi di scena da un piccolo paese del reatino fino al rione romano di Borgo Pio, al confine con la Città del Vaticano, in una storia intrisa di fede e sacralità, nella perenne lotta tra il Bene e il Male. Il romanzo è stato ospite il 12 dicembre 2021 del programma Incontri d’autore di Rai Radio Uno e della rubrica Lo Scaffale Tg Lazio Rai3

Su tuttatoscanalibri le recensioni:

Delitti fuori orario

Delitti postdatati

Delitti negati nei sacri sotterranei

Massimo Carlotto “Il Francese”, presentazione

Con questo romanzo Massimo Carlotto entra nella storica Collana del Giallo Mondadori. Il protagonista è Toni Zanchetta per tutti “il Francese”, ed è ambientato in patria, ovvero nel Nord-Est, e nel mondo della prostituzione. Zanchetta è infatti un macrò, dal francese maquereau, uno sfruttatore della prostituzione: un protettore quindi che ha dato un tocco francese alla sua “azienda” che chiama Maison e Mademoiselles le dodici donne, tutte di età diverse e con un nome in linea con l’azienda che gestisce una prostituzione d’alto bordo: Valérie, Isabelle, Chantal… Ma un brutto giorno Claire che avrebbe dovuto incontrare un cliente nell’albergo nel quale lo stesso Francese l’ha accompagnata, sparisce. L’inchiesta è affidata ad una poliziotta che non dà tregua a Zanchetta che, per dimostrare la propria innocenza, dovrà entrare in un percorso molto pericoloso.

“Il commissario Franca Ardizzone non gli dà tregua, lo vuole sbattere in galera a tutti i costi. E la sua maison fa gola alle bande che gestiscono la prostituzione in zona. Per salvarsi, il Francese è costretto a cercare la verità, un gioco pericoloso dove nessuno rispetta le regole. Massimo Carlotto, uno degli autori più amati, incisivi e schierati del noir italiano, debutta nel Giallo Mondadori con un nuovo, iconico personaggio, dimostrando per l’ennesima volta il suo talento unico nel raccontare la nostra società e gli scheletri che cerca di nascondere nell’armadio.”(da Mondadori Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956 e vive a Cagliari. Scoperto dalla critica e scrittrice Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, vincitore del premio del Giovedì 1996. Ha inoltre scritto altri undici romanzi: La verità dell’AlligatoreIl Mistero di MangiabarcheLe IrregolariNessuna cortesia all’uscita (premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombianoArrivederci amore, ciao.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

E verrà un altro inverno