Giorgio Scerbanenco “Il terzo amore” recensione di Salvina Pizzuoli

Pubblicato nel 1938, era prima uscito a puntate sulla rivista “Lei”, quindi nella collana “I romanzi di Novella” in voga in quel periodo. Si firmava già Giorgio Scerbanenco pseudonimo di Wladimiro Scerbanenko.

Nella prefazione l’autore racconta di aver seguito, in una notte milanese, una bella donna sola, ma quando le si fanno incontro un vecchio e un bambino, i loro gesti affettuosi lo pongono nella condizione di sentirsi in colpa e decidere di rendere quella sconosciuta protagonista di un suo romanzo. E aggiunge:

Tutta questa storia di come ho conosciuto la protagonista del mio romanzo è naturalmente molto romantica, ma da ventisette anni che sono al mondo ho trovato ben poche cose che non fossero romantiche. Quando avrò conquant’anni, forse, scriverò a freddo, senza passione, delle caldissime vicende d’amore e, allora sì, non sarò più romantico. Ma fino a quell’epoca, lo sarò e avrò tutto il diritto di chiudermi in un albergo sul lago per scrivere trecento cartelle sulla storia di una donna incontrata alle due di notte in una strada di Milano.

Parole che danno un po’ la chiave per interpretare il giovane Scerbanenco.

Una storia, quella che scriverà, che rivela, già dai primordi, la capacità dell’autore di indagare a fondo l’animo umano, di saper presentare figure e personaggi, anche di contorno, le cui scelte e motivazioni sono spesso distanti dalla razionalità, ma comprensibili se legate e calate in una realtà sociale ben precisa, quella di una Milano dei quartieri poveri, degradata ed equivoca, dove Elena, la protagonista, affronta i casi che attraversano la sua esistenza: l’amore per Giulio e l’abbandono, la gravidanza e la nascita del figlio, il cedere a nuovi amori, il torbido mondo dello spettacolo. È bella Elena, ma questa sua bellezza pare più una disgrazia che una dote e, di fronte all’accanirsi degli eventi, tra naufragare o resistere, sceglie di darsi ad un uomo che non ama. Eppure, nonostante tutto e le decisioni prese, non nasconde a se stessa e agli altri la verità non camuffandola nella menzogna.

Un romanzo breve ma intenso, dove molti naufragi attendono i protagonisti, in quel mare periglioso che è la vita, dove alcuni si salvano ed altri periscono.

S.P.

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