Walter Veltroni “Assassinio a Villa Borghese”dalla recensione di Mirella Serri (La Stampa Cultura)

Il commissario filosofo di Veltroni e il mistero delle teste mozzate


[…] il commissario Giovanni Buonvino, ciuffo al vento, guida piano la sua Triumph Spitfire. Il piacente segugio cinquantenne ha una passione per le auto d’epoca, come la Mg B Mk3 o la Duetto Alfa Romeo: da Concato al poeta Valentino Zeichen, da Ettore Scola a Fabrizio de André a William Shakespeare, è un fuoco di fila di citazioni il nuovo romanzo di Walter Veltroni Assassinio a Villa Borghese (che inaugura una collana di gialli Marsilio, Lucciole, pp.208, €14). […]
È il prototipo del commissario sfortunato, il Maigret capitolino alias Buonvino, a causa dei suoi ultimi dieci anni non felici, trascorsi al chiuso in un ufficetto detto il Barattolo, costretto a metter timbri e a trafficare con scartoffie. […]
Buonvino però si inoltra in parchi e viali alberati dal momento che è stato destinato all’ufficio di polizia creato a Villa Borghese. […]È pieno di segreti, misteri e colpi di scena il giallo di Veltroni che rielabora le parole di Eastwood ne Il buono, il brutto, il cattivo: «Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Io scavo, da sempre. Conosco solo gente con la pistola carica». Ed è l’ironia, la pistola carica del giallista Veltroni che scava tra le rovine fumanti della moderna Roma. (da Mirella Serri, La Stampa Cultura)

Da Marsilio Editori

Villa Borghese – un enorme parco nel centro di Roma, grande più della Città del Vaticano e poco meno del principato di Monaco – è un luogo meraviglioso. Ci sono musei, teatri, la Casa del Cinema, ludoteche, chiese. E poi le mille piante, i corsi d’acqua e le tante specie animali ospitate al Bioparco. Un’isola di verde incantevole. Affascinante, colta, misteriosa.
Il sindaco, malato d’amore per la Villa, muovendo mari e monti riesce a far aprire un commissariato al suo interno. Per la gestione del nuovo ufficio, i vertici della polizia decidono di radunare un gruppo di soggetti che altrove non hanno certo brillato. Come i magnifici sette, ma al contrario. A guidarli viene chiamato Giovanni Buonvino, ispettore superiore che, quindici anni prima, è stato condannato alle retrovie da un bruciante errore. […] Pochi giorni dopo l’inaugurazione del commissariato, però, il pacifico tran tran viene interrotto dalla scoperta di un cadavere orrendamente straziato. Da quel momento a Villa Borghese – insanguinata da una lunga scia di morte – nulla sarà più lo stesso.

Dello stesso autore:

Buonvino e il caso del bambino scomparso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.