Doreen Cunningham “Il canto del mare”, presentazione

Traduzione di Duccio Sacchi

In autunno le balene grigie si trasferiscono dall’oceano Artico alle lagune costiere del Messico per partorire. Alla fine dell’inverno mamme e cuccioli intraprendono il viaggio di ritorno insieme. A seguire la loro straordinaria migrazione ci sono Doreen e il suo bambino Max.

Tra memoir e nature writing, esplorazioni avventurose e importanti riflessioni sullo stato del nostro pianeta e ciò che sta portando alla sua distruzione, Il canto del mare è un’emozionante storia vera di coraggio e resilienza.(Dal Catalogo Einaudi)

Era il 2008 quando la Cunnigham decide di seguire il percorso più lungo che un cetaceo possa compiere per svernare: una decisione sofferta per lei che sta attraversando un periodo abbastanza pesante della propria vita di donna e di giornalista della BBC; ha dovuto lasciare Londra, il suo lavoro, la sua vecchia vita. Ora, dopo una battaglia estenuante per ottenere l’affidamento del piccolo Max, è relegata in una casa rifugio sull’isola di Jersey per donne-madri single e senza un soldo. Ma una nuova forza la spinge ad imitare le madri balene e partire con Max, anche se ha solo due anni. Un viaggio avventuroso ma anche pieno di conseguenze positive: un memor, un rapporto forte con il figlioletto, una riflessione sui danni che l’uomo sta provocando al pianeta.

E in questo testo avvincente si racconta

Stralci dal Prologo

Il vento mi bagna il viso di spruzzi. L’acqua scivola contro i fianchi del nostro piccolo peschereccio che esce fremente dal porto, in un’alba che sparge bagliori di fuoco sopra e sotto l’orizzonte. Max, il mio bambino di due anni, è davanti che «aiuta» a pilotare. Conosco lo skipper, Chris, da appena dodici ore. Abbiamo preso a nolo un papà, un uomo che conosce il mare, e che forse può aprire una porta in questo oceano geloso dei suoi segreti. Oggi è la nostra ultima possibilità perché le cose girino per il verso giusto. Non posso fare altro che fidarmi di questo generoso sconosciuto, abbandonarmi al vento e all’acqua e tenere gli occhi fissi sulle onde, esaminando ogni curva, ogni rollio, ogni gorgo, ogni increspatura.[…] Non ho piú fede nella mia idea di seguire la migrazione delle balene grigie, non ho piú fede nelle balene e soprattutto non ho piú fede in me stessa. Volevo far vedere a Max le balene e i loro piccoli che percorrono insieme migliaia di chilometri, dalle lagune messicane della Baja California all’oceano Artico, e dimostrargli cosí che non c’era nulla al mondo di impossibile, che non esistevano ostacoli insormontabili, anche per noi due da soli. Ma ero io quella da convincere, e le cose non sono andate secondo i piani.[…] Il viaggio doveva aiutarmi a ricominciare. Per un po’ mi ha distratto, ma ora che volge al termine mi ritrovo davanti tutti i problemi da cui stavo fuggendo, l’intera lista dei miei fallimenti. Non ho saputo costruire per me e per Max una vita che fossi in grado di sopportare, non ho saputo guadagnare a sufficienza per mantenerci, non ho saputo tirare avanti come fanno tutti. In amore poi ho fallito in modo clamoroso e ripetuto, e ovviamente ho fallito soprattutto nel non rendermi conto di quanto fosse stupida l’idea di questo viaggio. Sono cosí stordita dai miei insuccessi che sento le gambe vacillare e mi aggrappo al bordo della barca, stringendomi forte con le mani al legno. […]Durante il viaggio ho imparato molte cose sulle balene grigie. Ogni volta che Max si addormentava mi mettevo a leggere.
Ormai lo so, siete creature uniche, straordinarie: sentinelle delmare, ingegneri dell’ecosistema, araldi del cambiamento climatico che si ripercuoterà su tutti noi. Ma dove cazzo vi siete cacciate? Come avete potuto tradire la mia fiducia?

E alla fine conclude il Prologo con le motivazioni profonde al viaggio

Mentre ero china sul computer, sul bordo del letto, di fianco a Max, sentii una voce, la voce di Billy, vicina e profonda, come se fosse seduto accanto a me, sulla banchisa in Alaska sette anni prima, a scrutare le balene.[…] Da quel momento avvenne tutto in fretta. Una corda calata dal cielo mi stava tirando fuori dalla finestra per portarmi di là dal mare. Il giorno dopo lasciai l’ostello e mi trasferii nella mansarda di un’amica. Ottenni un prestito, richiesi i visti. Seguiremo madri e cuccioli dal Messico fino in capo al mondo, spiegai a Max. Le balene nuoteranno e noi prenderemo l’autobus, il treno e la barca di fianco a loro.[…] Mi dissi che dalle balene avrei imparato di nuovo a fare la mamma, a perseverare, a vivere. Sotto sotto, segretamente, quello che desideravo era tornare nell’estremo nord dell’Alaska, nella comunità che mi aveva offerto rifugio nell’aspra bellezza dell’Artico, e da Billy, il cacciatore di balene che mi aveva amato.

E il viaggio ha inizio.

Nell’intervista con Brunella Schisa (Il Venerdì 19 aprile 2024) rispondendo alla domanda dell’intervistatrice circa il potere che hanno gli esseri umani di creare un cambiamento profondo e positivo e dare una svolta in tal senso alla vita sulla terra, ha risposto che ciascuno di noi potrebbe trovare il proprio eroe nel mondo naturale e che il suo è una balena grigia a nome Earhart: una sopravvissuta che ha scoperto una fonte alternativa di cibo al Krill di cui le balene grigie sono ghiotte. E conclude dicendo che sono  “i guro della gestione dell’ignoto”.

Un’avventura, una prova straordinaria di perseveranza, una storia coinvolgente.

Le mie grigie cirripedute sono qui. Sono loro, sono proprio loro, una mamma e una giovane balena, che si stanno
nutrendo insieme alle megattere. D’un tratto i tipici soffi a forma di cuore, le gobbe screziate di grigio e di bianco sono ovunque. Ce l’hanno fatta. Sono qui. Sono arrivate fin qui dal Messico, come noi.

DOREEN CUNNINGHAM è nata in Galles. Dopo gli studi di ingegneria, è stata ricercatrice per il Natural Environment Research Council e la Newcastle University prima di dedicarsi al giornalismo. Dal 2000 lavora per il BBC World Service, dove ha ricoperto vari ruoli, tra cui quello di reporter. Con Il canto del mare, il suo primo libro, è stata finalista dell’Eccles Centre & Hay Festival Writer’s Award e ha ottenuto il Giles St Aubyn Award della Royal Society of Literature.

Antonella Lattanzi “Cose che non si raccontano”, recensione di Antonia del Sambro

Chiudiamo gli occhi e siamo due pazzi ed è solo fortuna se mi addormento e mi sveglio un milione di volte, quella notte del Circeo, mentre il rumore del mare, che ho sempre amato, si fa sempre più minaccioso, è solo fortuna se non dormo un attimo in più.

Ci sono cose che non si raccontano perché le parole sono scogli nel mare. Ci sono cose che non si
raccontano per vergogna, rabbia, troppo dolore, e perché se non le racconti, in fondo puoi sempre
credere che non siano successe. Antonella e Andrea vogliono un figlio: adesso lo vogliono proprio,
lo vogliono assolutamente. Ma è come se non ci fosse niente di semplice, nel desiderio più naturale
del mondo: tutto ciò che può andare storto andrà storto, anche l’inimmaginabile.
(dal Catalogo Einaudi)

Finalista al Premio Strega 2024, Antonella Lattanzi regala ai lettori un romanzo intimista che stringe il cuore e fa lacrimare gli occhi. Un romanzo potente e drammatico che ricorda da vicino i grandi lavori della letteratura novecentesca e anche se si parla di narrativa la scrittura autoriale è così commovente ed elevata che al lettore non resta altro che nutrirsi di ogni parola, di ogni capoverso e riga di questo straordinario racconto-confessione. La storia di una madre mancata che oscilla tra sofferenza e speranza, desiderio e rinuncia.

E la confessione di una singola donna diventa il grido straziante di altre centinaia e migliaia di donne su un argomento che, ancora oggi, si cerca di non affrontare appieno, di tacitare, perfino di ignorare: la maternità. Si può essere completamente donne anche senza essere madri? Quanto è frustrante sentirsi chiedere se si hanno figli o meno?
Quanto è doloroso, mortificante, sfinente provare ad avere un figlio a tutti i costi e non riuscirci mai? E come viene vissuto quotidianamente l’argomento all’interno di una coppia.
Cose che non si raccontano concentra fantasmi e dolori universali e ancestrali e lo fa in pagine di drammaticità sublimi dove la raffinata e accorata penna dell’autrice trasforma in catarsi l’intera scrittura e offre ai lettori infiniti spunti di riflessione.

Massimo Carlotto “Trudy” recensione di Antonia del Sambro

Mentiva, e sperò che il vecchio squalo non se ne fosse accorto…Si sa, il denaro rubato non ha padroni, appartiene a chi l’arraffa.


Ludovica Baroni era una commessa. Poi un matrimonio che sembra quello giusto e la sua vita cambia. Quanto e come non l’avrebbe mai immaginato. Da un giorno all’altro l’uomo che ha
sposato, uno dei più importanti commercialisti di Lecco, sparisce. Né la polizia né lei stessa – che fra lo sconcerto generale se ne va in vacanza sulla riviera romagnola – paiono molto interessati a cercarlo. Strano, perché invece c’è chi è disposto a pagare un sacco di soldi pur di sapere che fine ha
fatto e a ingaggiare una società che si occupa di sicurezza e a richiedere l’attenzione speciale di Gianantonio Farina, che nella ditta i soci chiamano il Grigio e i dipendenti il Dottore. Lui è il responsabile delle «indagini non autorizzate». Tipo questa, cosí riservata che in pochissimi ne conoscono la ragione. Farina fa spiare Ludovica, la fa pedinare, intercettare. Le assegna anche un nome in codice: Trudy. Tutto è sotto controllo. O forse no.
(dal Catalogo Einaudi)

Il ritorno in libreria di Massimo Carlotto è segnato da un noir fuori da ogni schema fino a oggi presente nella nostra narrativa di genere. I piani su cui si sviluppa sono molteplici e all’interno di Trudy ci potrebbero essere almeno altri quattro prequel e altrettanti sequel. E questo perché ognuno dei personaggi presentati si presta a infinite altre storie; storie che nessuno vuole raccontare, perché troppo complicate, sensibili direbbe qualcuno, scomode si potrebbe dire in sintesi. Un romanzo dove non c’è nessun protagonista o personaggio positivo, nessuno per cui tifare, nessuno da odiare o compatire perché tutti sono lupi per tutti. La lezione sociale è cruda, durissima, paurosa.
In un mondo come quello descritto in Trudy bisogna solo guardarsi le spalle e sperare che non tocchi a te. Interessi personali, soldi, tradimenti sono la linfa di cui si nutre una società malata, una società che ha deciso di usare la tecnologia più avanzata non per il bene comune ma unicamente per assoggettare gli altri. In questo noir dalle tinte più fosche che mai a fare da ambientazione ideale è la provincia tranquilla, operosa e borghese che si snoda dalla Lombardia alla Toscana e in cui i vari “poteri” si coalizzano o si scontrano infischiandosene dell’esistenza delle povere creature e di quanto la loro vita possa venire sconvolta per sempre. Ed è questo che nell’ultima fatica di Massimo Carlotto fa più paura, ovvero, che il crimine riguarda tutti, può colpire tutti, può annientare tutti. Come si legge giustamente nella quarta di copertina del romanzo: Dopo aver letto Trudy, camminando per strada ti verrà voglia di guardarti le spalle.

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Il Francese

E verrà un altro inverno

Eugenio Carmi – Umberto Eco “Tre racconti di pace”, presentazione

L’uguaglianza tra gli uomini, il rapporto tra potere e libertà, l’attenzione per la natura, la condanna della violenza erano, e lo sono ancora, temi da raccontare anche ai più piccoli. Nascono così, dalla fantasia di Eco e dall’immaginario visivo di Carmi, le storie e i protagonisti raccolti in questo volume: gli atomi rinchiusi dentro una bomba nucleare si ribellano al generale che vuole scatenare una guerra; tre cosmonauti in competizione tra loro – un americano, un russo e un cinese – arrivano su Marte; un imperatore presuntuoso vuole portare la civiltà su un piccolo pianeta innocente e felice.(da La Nave di Teseo)

Riunite con il titolo Tre racconti di pace, tornano in libreria per La Nave di Teseo, nella collana La Nave dei Piccoli, tre favole scritte da Umberto Eco e illustrate da Eugenio Carmi. Un nuova edizione di tre storie dalla produzione lontana nel tempo: era la metà degli anni ’60 quando nacquero dalla fantasia di Eco  “La bomba e il generale” e “I tre cosmonauti” due racconti per i piccoli, da leggere e visionare insieme ai “grandi”, scritti dall’allora poco più che trentenne Umberto Eco, studioso di semiotica,  in collaborazione per la parte grafica con l’amico e artista Carmi.

Ma è nel 1988 che un editore tedesco chiederà ad Eco di ripubblicare le due favole editate nel 1966 a cui fu aggiunta Gli gnomi di Gnù il cui tema trattava del rispetto dell’ambiente, mentre Carmi decise di rinverdire le immagini che le avevano illustrate: la raccolta ebbe molto successo. Oggi le ritroviamo in questa nuova edizione per i giovani lettori che, attraverso il raccontato e il raffigurato, potranno accostarsi ai valori sempre attuali della pace, dell’ambiente e della convivenza civile.

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Filosofi in libertà

Il Nome della rosa torna in libreria con gli appunti e i disegni di Eco

1 maggio festa dei lavoratori

celebrata in molti paesi del mondo già dal 1889

L’origine è legata alle lotte sindacali per il diritto alla giornata lavorativa di 8 ore. Il 1° maggio del 1886 fu indetto da parte dei sindacati statunitensi uno sciopero generale. A Chicago avvennero violenti scontri con morti e feriti. Negli anni successivi furono molte le dimostrazioni per ricordare le vittime e per rivendicare i diritti dei lavoratori. Al Congresso internazionale di Parigi del 1889, dove fu istituita la Seconda internazionale socialista, pertanto venne scelta come data simbolica per la Festa internazionale dei lavoratori. In Italia fu introdotta l’anno dopo. Durante il Fascismo, nel 1924, venne istituita il 21 aprile una diversa festività con la denominazione Natale di Roma – Festa del lavoro; il 1 Maggio fu ripristinato alla fine della guerra.

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di aprile 2024

Primadonna. Novelle per Eleonora Duse

Giorgio Luciano Pani “Poesia, amata poesia”

Alessia Gazzola “La nuova trilogia con Costanza Macallè”

Italo Calvino “Il visconte dimezzato”

Elsa Morante “La Storia”

Italo Calvino “Le città invisibili”

Federica Falzone “Qualunque cosa accada, tu scrivi!”

Massimo Gatta “Breve storia di delitti in libreria”

Florence Macleod Harper “Addio Russia! Una testimone della rivoluzione del 1917”

Curiosità bibliofile: i caratteri tipografici

Khrystyna Gryshko “Benvenuti a Neverland”, presentazione

“Benvenuti a Neverland” dice l’insegna del più anormale e magico ospedale psichiatrico di Parigi. I suoi abitanti e gli infermieri vi faranno letteralmente perdere la testa. 


“Benvenuti a Neverland” è soprattutto una storia d’amore.
Che sia l’amore di una stagista per un internato, che sia la ricerca dell’amore per la vita di Peter Trevis, che sia l’amore fra due donne, Lizzy e Samantha…


Neverland è amore, ma tradotto tristemente significa “un posto che non c’è”.


Forse trattasi di un’insegna che porta a niente. Spetta a voi scoprirlo e nel farlo vi chiedo una buona dose di osservazione. Non date mai nulla per scontato. La pazzia, d’altronde, è imprevedibile!

Brevi note biografiche
Khrystyna Gryshko è una scrittrice di romanzi, poesie e sceneggiature di origini ucraine. Sino ad ora ha pubblicato quattro romanzi (Erea, Bucaneve calpestato, Arte, Benvenuti a Neverland) e tre raccolte poetiche (Io mi bacio da sola, Guerra e Poesie religiose). 

Novità Voland di aprile 2024

 … io non so se il modo in cui gli eventi si sono verificati fosse l’unico possibile; quello che so, invece,  è che quanto è accaduto a me e a Federico  da un certo momento in poi ha assunto i contorni  dell’inevitabilità…

Marco e Federico sono molto diversi: uno è timido e introverso, di famiglia umile, l’altro estroso ed esibizionista, figlio di ricchi padovani. E chi è Maria Zanca? È forse vero quello che si dice di lei in merito alla sparizione dello scrittore Vittorio Ferretti? Attraverso una costruzione a scatole cinesi La scrittrice nel buio ci guida in un mistero letterario venato di soprannaturale, in cui lo scontro tra due giovani uomini interseca una figura femminile potente e disturbante. 

dal 19 aprile in libreria

MARCO MALVESTIO è nato nel 1991 e lavora all’Università di Padova. Nel 2021 è uscito per Wojtek il suo primo romanzo, Annette

 

…La miseria altrui ci rende migliori, più forti, più fortunati…

Francesco Sforzi ha quarantasei anni, rider sottopagato vive ancora con i genitori. Rabbioso e razzista, è convinto che il mondo sia in debito con lui. Nonna Margherita è il suo unico riferimento, ma da tempo è affidata alle cure di una struttura. Un giorno gli viene chiesto di ripulire la vecchia villa in cui la donna ha passato la vita, in modo che possa essere messa  
in vendita. Nel mettere in ordine, si imbatte in un segreto che ridisegna totalmente la verità sulla sua esistenza e comincia uno strano ronzio, come di mosche, le stesse che invadono le stanze. La rivelazione coincide con la rinascita: Francesco diventa capolista di partito. Le sue ferree convinzioni generano voti a palate. Guidato da uno spin doctor senza scrupoli, si ritrova protagonista di una campagna politica di successo. Pillole, escort, post strategici, slogan discriminatori, ecco la ricetta per prendere le redini del paese.

Dal 26 aprile in libreria

L’autrice VALENTINA SANTINI nasce nel 1983 nella Maremma grossetana.
È laureata in Psicologia. Collabora come editor e copywriter con alcune realtà editoriali. Molti dei suoi racconti sono usciti in raccolte e per riviste online e scrive per il cinema. È cosceneggiatrice della serie tv interattiva Il confine di Moebius. Nel 2022 ha pubblicato per Edizioni e/o  il romanzo L’osso del cuore.

A.Ferrini – S.Pizzuoli “Lungo la via Francigena in Toscana”, Edida

Edida

Dalla Premessa

Questo volume sul tratto toscano di una grande strada dell’antichità, riscoperta e oggi tra i cammini più percorsi, ha un preciso obiettivo: non vuole essere una guida, in questa direzione operano già testi che svolgono egregiamente questo compito, organizzati capillarmente in base ai chilometri, alle soste, ai ricoveri, ma nasce dall’intento di fornire su questa storica via tutta una serie di approfondimenti storico geografici, trascurati, per evidenti motivi dalle guide al percorso, per soffermarsi, illustrando le caratteristiche storico-architettoniche, ambientali e artistiche, dei centri principali o degni di particolare nota attraversati o limitrofi, sia che si proceda a piedi, in bicicletta o in auto.
Il cammino, il viaggio sono da sempre stati sinonimo non solo di un bisogno di interiorizzazione o di attività salutare, ma soprattutto mezzo specialissimo per osservare da vicino e trascorrere all’interno di un territorio: unico modo per accoglierne la struttura, i mutamenti nella sua storia rimasti impressi nel paesaggio, gli aspetti culturali propri come la lingua, la cucina, le strutture architettoniche urbane e rurali, l’uso e la coltivazione della terra e gli attrezzi utilizzati, l’organizzazione sociale in città e in campagna, la viabilità, tra cui le acque gestite e utilizzate come grandi vie di comunicazione. In questa prospettiva, tra gli obiettivi principali c’è quello di poter rispondere a molte delle domande e alle curiosità che pellegrini o viaggiatori potrebbero porsi in itinere relativamente alle terre che stanno attraversando.

L’INDICE

I titoli principali

Premessa                                                                                                                                     
Storia e geografia del territorio                                                                                                   
Luoghi paesaggi dintorni                                                                                                          
Fra Luni e Lucca                                                                                                              
Fra Lucca e Siena                                                                                                                      
Verso Siena
Fra Siena e la valle del Paglia                                                                                                   
La sosta del viandante: cucina storia e ricette                                                                         

Della stessa Collana, Macchie di Toscana:

La valle dell’Arno tra storia e geografia

La Val di Merse: luoghi e paesaggi

Alcune pagine dall’ebook (che è stato possibile realizzare a colori senza gravare sul prezzo di copertina): in alto la Porta di accesso alla Toscana, sotto la Rocca di Staggia, quindi una pagina dal testo in cartaceo realizzato in bianco e nero senza nulla togliere alla nitidezza e alla bellezza estremamente godibile del paesaggio.

E buona Francigena a tutti gli estimatori!

25 aprile, una pagina della Storia italiana

tuttatoscanalibri ripropone