Gaetano Savatteri “La Magna Via”, presentazione

Saverio Lamanna e Peppe Piccionello, la coppia Stanlio e Ollio del giallo italiano protagonista della fortunata serie TV Màkari, sfidano la Sicilia interna lungo l’antica «magna via francigena» che collega per sentieri e strade provinciali, Palermo ad Agrigento. Ma sulla loro scia si verificano alcune morti violente e misteriose da decifrare.(Da Sellerio Editore)

Tra i temi affrontati nel romanzo c’è anche l’aspetto sociologico che scaturisce percorrendo appunto la  “magna via”, nell’entroterra siciliano tra paesi sempre più svuotati, da cui emerge la questione dell’emigrazione spesso forzata e anche quella della “restanza” che presuppone decisione e coraggio non solo per chi la opera in prima persona, ma perché implica anche una scelta per chi, almeno in un primo momento, deve accoglierla, come accade a Salvatore Picone e alla figlia e come accade al gruppo che come lui si impegna contro lo spopolamento dei paesi delle colline dell’entroterra siciliano.
In questo viaggio c’è per il protagonista anche la ricerca del mondo dell’infanzia e insieme ad essa la volontà di ricostruire un rapporto con il padre come accade a Racalmuto, il paese dove ha trascorso la sua infanzia. Lontano dal suo mare, insieme al padre, a Piccionello e a Suleima, si muove tra ricordi, emozioni, citazioni e richiami letterari dove, come in ogni giallo che si rispetti, non mancheranno avventure, imprevisti, ironie e misteri, tra cui morti efferate e soluzioni da trovare.

Gaetano Savatteri (Milano, 1964), cresciuto in Sicilia, vive e lavora a Roma. Con questa casa editrice ha pubblicato: La congiura dei loquaci (2000, 2017) La ferita di Vishinskij (2003), Gli uomini che non si voltano (2006), Uno per tutti (2008), La volata di Calò (2008) e La fabbrica delle stelle (2016), Il delitto di Kolymbetra (2018), Il lusso della giovinezza (2020), Quattro indagini a Màkari (2021), La Magna Via (2024).

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri, i racconti in tre raccolte della Sellerio:

Cucina in giallo

Una notte in giallo

Una settimana in giallo

Francesca Cheyenne Roveda “Avevamo i capelli lunghi”, Mursia Editore

Postfazione di Alessandra Moro

Mursia

«Gli anni vissuti respirando l’aria di un’aula le avevano forgiate e allenate a essere quello che sarebbero diventate. Nella compartecipazione di gioie e sofferenze si era creato un legame indissolubile, della cui forza non erano consapevoli, mentre lo vivevano.»

Irene ha raggiunto quell’età in cui si percepisce vecchia senza essere diventata adulta. Nel bilancio della sua vita sente di aver combinato poco o nulla: confinata in uno sperduto borgo della campagna veneta, vive ossessionata dall’ordine e dalla pulizia. Un’inaspettata rimpatriata di classe, però, diventa l’occasione per ritrovarsi con le amiche perse di vista dai tempi del liceo: Beatrice, con una famiglia all’apparenza perfetta, e Rebecca, ex promessa del mondo dello spettacolo e ora alle prese con una brutta malattia. Il destino che le ha fatte incontrare di nuovo, a distanza di decenni, sembra avere in serbo per loro un finale che, forse, può ridare speranza a chi guarda ormai la vita con amara disillusione.

Dalla Postfazione:

«Avevamo capelli lunghi significa ≪come eravamo≫ e ≪quando eravamo≫: le tre protagoniste, amiche da ragazze, si ritrovano ormai donne, in quell’età dei cinquanta, avanzata per ripetere follie (ed errori) di gioventù, ma non troppo per non poter essere ancora spalancata su sogni e progetti. C’è molto di autobiografico: l’autrice ha vissuto direttamente o indirettamente ogni pagina e questo ne fa un’opera sincera e autentica. Scrivere è servito a Francesca per trovare uno strumento di rigenerazione, dopo una profonda esperienza personale che l’ha portata a un passo da rendere questo libro non più che appunti postumi; dunque, come un’araba fenice, ora lo ha concluso, ripercorrendo anni e fatti che non sono poi così lontani nel tempo ma assai nello spirito. Eppure siamo qua, a riguardarci, a confrontarci e a guardare avanti. Migliori? Peggiori? Diversi, sicuramente più consapevoli di noi stessi

Dichiara l’Autrice:

«Ho scritto questo libro di getto, in due/tre mesi al massimo. È stato in parte un atto catartico: c’è molto di autobiografico, ma in una veste romanzata. Volevo che vi si riconoscessero quante più persone possibile e nessuna in particolare, me compresa, grazie al meraviglioso artificio della finzione»

Francesca Roveda (Verona, 1971), detta Cheyenne dai tempi in cui lavorava a Match Music come vee jay, si è laureata in Storia del teatro e dello spettacolo presso la Facoltà di Lettere di Padova. È stata una conduttrice televisiva ed è attualmente speaker radiofonica di RTL 102.5. Ha pubblicato Generazione MMStoria di una gioiosa anarchia televisiva (2014), scritto con Michele Michelazzo, e ha collaborato, con Massimo Fini e Eduardo Fiorillo, alla stesura di Massimo Fini è Cyrano (2005).

“Miracolo a Milano. Parole, immagini e immaginari”, Oligo Editore

A 50 anni dalla scomparsa di Vittorio De Sica esce ‘Miracolo a Milano. Parole, immagini e immaginari’ A cura di Valentina Fortichiari e Sergio Seghetti

Presentazione di Paolo Baldini, Prefazione di Andrea De Sica

Testi di

Simona Ballatore, Giorgio Battistelli, Patrizia Carrano, Maria Carla Cassarini,Paolo Crespi, Luca Crovi, Gualtiero De Santi, Valentina Fortichiari, Paolo Mereghetti, Giuliana Nuvoli, Marco Palazzini, Stefania Parigi, Cochi Ponzoni, Mauro Raimondi,Loris Rambelli, Giovanna Rosa, Salvatore Sclafani, Studio Azzurro, Edoardo Veronesi Carbone

Con fotografie inedite di Mario De Biasi

OLIGO

Nel cinquantesimo della scomparsa di Vittorio De Sica, un omaggio a due capolavori: Miracolo a Milano, celebre film del grande regista, e al libro che lo ha ispirato, Totò il buono, dello scrittore e intellettuale Cesare Zavattini. E proprio da saggi su questi due grandi protagonisti del dopoguerra prende le mosse questo libro, che include un importante apparato iconografico, con disegni e fotografie (anche di scena e in parte inedite) e che affronta anche il tema dell’eredità culturale del film e del romanzo, a testimoniare che i veri capolavori non smettono mai di emozionare. Incontreremo la Milano della ricostruzione e della voglia di riscatto, ma anche una città afflitta da crisi economica e povertà, ma dove però possiamo già leggere le radici culturali della metropoli meneghina contemporanea. Pochi film hanno creato un legame così profondo con la città in cui sono stati girati come Miracolo a Milano.

«Pochi film sono riusciti a toccare – attraverso la dimensione fiabesca, surreale, magico-naturalistica – temi tanto universali da diventare simboli internazionali. Prospettiva glocal, sognante, lungimirante, con evidenti riferimenti al cinema delle origini, al circo, al fumetto, al disegno animato». Paolo Baldini

«Il mio Miracolo a Milano nasce dai ricordi di mio nonno Vittorio, nel senso che i miei ricordi sono i suoi film, dai capolavori neorealisti alle commedie che hanno reso splendente il cammino del cinema italiano dal dopoguerra in poi. Nasce dalle parole dette e scritte da mia nonna, Maria Mercader, che partecipò alle riprese, confortando e animando nonno Vittorio. È un film, come si può immaginare, che sta nel mio DNA, anche se io sono nato nel 1981, trent’anni dopo la sua uscita. Tutto quel tempo ha, se possibile, aumentato dentro di me i valori della leggenda di un film irripetibile, frutto della collaborazione creativa, e vorrei dire emotiva, tra Cesare Zavattini e nonno Vittorio. Per me, in questo momento, è anche un’occasione per rendere omaggio a mio padre, Manuel De Sica, che seguì il primo restauro del film e molto si è occupato della memoria di mio nonno: io provo a portare avanti il suo lavoro, ora che lui non c’è più.» Andrea De Sica 

I curatori:

Sergio Seghetti è nato a Milano nel 1956, laurea in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano ha lavorato nel Sistema Bibliotecario di Milano dal 1984 al 2021 e, in particolare, dal 1999 come responsabile dei servizi informatici. In pensione dal 2022 mantiene un rapporto di collaborazione con la Direzione Biblioteche del Comune di Milano. Nel 2014 avvia la collana di editoria civica “Gli ebook della Biblioteca Sormani” (finora circa 40 titoli per oltre 120 mila download complessivi).

Valentina Fortichiari è nata a Milano e oggi vive a Vigevano. Ha sempre lavorato in editoria, dirigendo le relazioni esterne e l’ufficio stampa di Longanesi. Dalla passione per l’acqua e il nuoto è nato il suo romanzo d’esordio, Lezione di nuoto, Colette e Bertrand, estate 1920 (Guanda 2009, Solferino 2023; premi Rapallo, Grazia Deledda, Rhegium Julii) e la raccolta di racconti La cerimonia del nuoto (Bompiani 2018). Ha pubblicato per Oligo il romanzo Il mare non aspetta. Un viaggio emotivo in Norvegia (2024). Ha curato e cura opere di Cesare Zavattini per la Nave di Teseo e di Guido Morselli per Adelphi. Giornalista, saggista, collabora con varie testate periodiche.

Le novità del Gruppo Editoriale Fanucci degli inizi di novembre 2024: un thriller e un romance

Peter James, PENSAVANO FOSSI MORTA-LA STORIA DI SANDY

Thriller

Traduzione dall’inglese di Eleonora Motta

Uscita: 8 novembre 2024

Timecrime

Finalmente svelato il mistero che ruota attorno alla moglie del detective Roy Grace. Un must anche per gli appassionati della serie televisiva. Il suo nome è Sandy. Forse la conoscete come l’amorevole moglie del detective sovrintendente Roy Grace. Ma in lei c’è molto di più di quanto sembri: una donna con un passato oscuro, un presente complicato e un futuro incerto. Fino al giorno della sua scomparsa. La sua sparizione ha messo in moto una ricerca a livello nazionale ma senza alcun risultato, così tutti si sono convinti che sia morta. Dove è finita Sandy? E perché è scappata? Cosa può spingere una donna a lasciarsi ogni cosa alle spalle e svanire nel nulla? Riuscirà Roy Grace a trovare le risposte alle domande che lo hanno tormentato al punto da mettere a repentaglio la propria carriera investigativa? Torna il famoso detective di Brighton, protagonista della serie tv Le indagini di Roy Grace, e questa volta dovrà risolvere un caso che lo ha tormentato per anni. Una perla per gli appassionati delle serie investigative.

PETER JAMES è uno degli autori più venduti nel Regno Unito, noto soprattutto per la serie del sovrintendente Roy Grace, ora diventata una fiction di successo per ITV con John Simm nel ruolo del tormentato poliziotto di Brighton, il detective preferito di Sua Maestà la regina Camilla. Ha vinto oltre 40 premi per le sue opere, tra cui il WHSmith Best Crime Author of All Time, il Crime Writers’ Association Diamond Dagger e quattro Nielsen Silver Bestseller Award nel 2024. Fino ad oggi, Peter ha scritto un totale di 20 bestseller del Sunday Times, ha venduto oltre 23 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in 38 lingue. Inoltre, i sei spettacoli teatrali tratti dai suoi libri hanno incassato oltre 17 milioni di sterline. Con Pensavano fossi morta – La storia di Sandy, narrato dalla prospettiva della moglie del sovrintendente Roy Grace, debutta nel catalago Timecrime.

Kate Goldbeck ,YOU, AGAIN – ANCORA TU

Romance

Traduzione dall’inglese di Eleonora Motta

Leggereditore

Uscita: 11 novembre 2024

Attrice comica agli inizi, uno spirito libero a cui piace intrattenere solo relazioni informali, che per mantenersi vive in subaffitto e accetta qualsiasi occasione per esibirsi sul palco, Ari è l’opposto di Josh. Lui è nato e cresciuto a Manhattan, ha progetti ambiziosi: conquistare il mondo della cucina e trovare la persona giusta. Non hanno davvero nulla in comune tranne il fatto che vanno a letto con la stessa donna. Ari e Josh non si aspettano che le loro strade si incrocino di nuovo, ma anni dopo, mentre entrambi si stanno riprendendo da relazioni finite, un incontro casuale porta a un legame sorprendente e inaspettato: l’amicizia. Così, nelle vesti di “amici senza benefici”, trovano conforto nelle maratone su Netflix in piena notte, scorrendo i rispettivi profili di appuntamenti online e litigando da un quartiere all’altro; molto meglio di qualsiasi cliché romantico. Finché, una sera, i confini del loro rapporto platonico non sembrano più così netti e il mondo comincia a girare in senso inverso. You, Again – Ancora tu è un esordio nel genere romance, spumeggiante, attualissimo, ispirato al film icona Harry ti presento Sally… di cui l’autrice è una grande fan.

KATE GOLDBECK è cresciuta in una piccola cittadina e il suo sogno era di vivere a New York, anche se i suoi genitori l’avevano avvertita che gli appartamenti di Friends non sono per nulla realistici. All’università ha studiato Cinema e Storia dell’arte e, dopo aver conseguito un master in una scuola di ingegneria, ha progettato mostre museali pluripremiate ed esperienze immersive in tutto il mondo. Adora battibeccare con il suo compagno, addormentarsi ascoltando i narratori di audiolibri dall’accento rigorosamente britannico e grattare i cani dietro le orecchie. Con You, Again – Ancora tu, suo romanzo d’esordio, debutta nel catalogo Leggereditore.

Antonio Manzini “Il passato è un morto senza cadavere”, presentazione

[…] In questa nuova avventura di Rocco Schiavone, Antonio Manzini alza il livello della riflessione sulla condizione umana, in una indagine fitta di tracce, figure e dettagli, movimentata, rigorosamente logica, che agita ombre e desideri, provoca luci e turbamenti, smuove il coraggio e la paura.(da Sellerio Editore)

Il nuovo romanzo di Manzini è un testo ampio che ha come tema portante il ricordo, il passato e ciò che di questo tempo ciascuno di noi ama richiamare alla memoria e ciò che tende al contrario a dimenticare. Anche il titolo lo rievoca e anche come lo stesso protagonista, il vicequestore di Aosta Rocco Schiavone, imposta la propria esistenza legandola al passato che è rifugio, mancanza, dolore.

Anche la vittima, Paolo Sanna, ha un passato che lo caratterizza e nel quale occorrerà indagare capillarmente per riuscire a garantire alla giustizia il suo omicida. Apparentemente il caso si presenta come una morte occasionale, da incidente: il Sanna è un cinquantenne investito e ucciso mentre va in bicicletta, ma al contrario si rivelerà un omicidio programmato  La vittima, da poco trasferitosi ad Aosta, ha peregrinato per varie città anche estere, è un benestante nonostante non abbia alcuna attività, vive in un’abitazione di lusso, vive solo e molto della sua vita si perde in un passato che pare cancellato. Occorrerà cercare lì e ricostruire quanto giaceva nell’ombra ma è stato messo in luce dall’”incidente”.

Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato Sangue marcioLa giostra dei criceti (del 2007, riedito da Sellerio nel 2017), Gli ultimi giorni di quiete (2020) e La mala erba (2022). La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007 (2016), Pulvis et umbra (2017), L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018), Fate il vostro gioco (2018), Rien ne va plus (2019), Ah l’amore l’amore (2020), Vecchie conoscenze (2021), Le ossa parlano (2022), ELP (2023) e Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Sud America? (2023). In altra collana di questa casa editrice ha pubblicato Sull’orlo del precipizio (2015) e Ogni riferimento è puramente casuale (2019). 

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Le ossa parlano

Vecchie conoscenze

Gli ultimi giorni di quiete

Rien ne va plus

ELP

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico scomparso in Sus America?

Tutti i particolari in cronaca

Francesco Randazzo “E fu sera e fu mattina”, Fara Edizioni

Fara Editore

Dalla postfazione di Alessandro Ramberti:

Il poeta esule ha in sé tracce profonde della nativa Sicilia nella forte compenetrazione di una tonalità sanguigna e abbagliante con il nero assoluto che prefigura l’abbraccio inevitabili che tutti ci attende, quella soglia inquietante e tenebrosa a un oltre che si fa vivo già nell’ora che stiamo – non di rado inconsapevoli – trascorrendo. (…) La poesia di Francesco Randazzo è una lastra fotografica sensibilissima che emoziona e lucidamente registra la ragioni del cuore (del suo e del nostro). (…) I poeti, come i profeti, sanno vedere oltre, lontano e, come Nathan fece con Davide, possono scuoterci, tirarci fuori dalle nostre bolle di transitoria e deleteria onnipotenza.”

Ogni parola è un’invenzione,
ogni suono è una scoperta,
ogni silenzio è rivelazione.

Di tutte le lingue del mondo
quella che ha tutte le risposte
è proprio quella che non sai.

Perché il mistero ti abita
e tutto è inconoscibile,
persino la memoria finge,
senti solo il pulsare dentro
ogni respiro, ti emozioni
per l’attesa, tempo sospeso,
quando tutto è possibile,
quando tutto si dissolve,
tra la terra e il cielo sta
quel che vibra segretamente,
è un battere freddo d’ali,
o lo schianto bruciante,
o la risata flebile di un vecchio,
o la forza d’un abbraccio,
o lo sdegno per il tradimento,
o l’incoscienza di un amore,
o l’invenzione di un Dio amico,
o il divino segreto senza nome.

Francesco Randazzo è scrittore e regista. Laureato in Regia, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, nel 1991. È attivo in Italia e all’estero come regista e autore per importanti teatri e festival. Ha pubblicato con vari editori, testi teatrali, poesie, racconti e quattro romanzi; ha ottenuto numerosi riconoscimenti in premi di letteratura e drammaturgia nazionali e internazionali. Parallelamente ha svolto attività didattica con corsi di recitazione, regia, drammaturgia e scrittura creativa, storia dello spettacolo, stages e conferenze per varie istituzioni pubbliche e private.

Nico Mariani – Maria Michelini “Nel labirinto. Breve viaggio tra emozioni e letteratura”, NeP Edizioni

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nell’esistenza umana. Tuttavia, in un mondo sempre più virtuale e frenetico, è sempre più frequente cadere nella trappola delle false emozioni e allontanarsi così da un contatto autentico con il nostro mondo interiore.


Ecco allora che per consentire alla nostra identità di prendersi il tempo che merita, possiamo affidarci all’arte della scrittura che da sempre, attraverso la parola, è in grado di tradurre gli stati d’animo più profondi e sinceri.
Questo libro rappresenta proprio un percorso nel labirinto delle emozioni.

Paura, noia,
nostalgia, vergogna, felicità, ira, sensi di colpa e di solitudine sono indagati dagli autori nel loro
riscontro nella storia della letteratura.


Dalla Commedia di Dante al tedio di Leopardi, passando per il furor d’amore in Ariosto, viene data importanza alle singole parole, all’etimo, per poterne cogliere l’essenza più intima e amplificarne il potere evocativo.
La lettura antologica di liriche e passi d’autore è il filo di Arianna del percorso: una guida nel labirinto dei sentimenti, delle emozioni, del sogno, affinché, attraverso la scoperta del mondo interiore dei poeti, possiamo imparare a dare un nome alle emozioni che vivono dentro di noi.
La necessità di sintesi ha portato gli autori a selezionare alcuni passi letterari ed escluderne altri, senza alcuna pretesa di esaustività, con lo scopo dichiarato di lasciare al lettore la libertà di continuare a navigare anche verso tutti gli altri “porti” poetici che sentirà il bisogno di esplorare.

AUTORI
Nico Mariani ha 46 anni e vive a Roma. Laureato in lettere, è docente nei licei. Da anni si occupa di formazione di giovani e adulti. Ha collaborato all’organizzazione di manifestazioni artistiche e alla pubblicazione di atti di convegni. Organizza eventi finalizzati alla diffusione della cultura letteraria. È relatore in incontri letterari presso librerie romane e centri di
aggregazione, anche in collaborazione con altri docenti e scrittori. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro.

Maria Michelini è romana e ha 80 anni. È stata insegnante di lettere nelle scuole medie e superiori. È consulente familiare e nel tempo ha approfondito lo studio della Gestalt. Ha organizzato incontri di gruppi di studenti per promuovere un maggior grado di consapevolezza delle emozioni e dei comportamenti. È appassionata di psicologia, letteratura e poesia. Questo è il suo primo libro.


Carmelo Sardo “Le notti senza memoria”, recensione di Adriana Sardo

È un romanzo elaborato, che travolge il lettore in un vortice di passione, gelosia, tormenti,
rimpianti, pubblicato da Bibliotheca Edizioni nel mese di ottobre 2024.

La sinossi
Nell’ultimo segmento della sua vita tormentata, Carlo ripercorre l’amore folle per Nora, donna fascinosa conosciuta in un bar quando lei aveva vent’anni e lui trentadue. Di notte, nel sogno, vive
la sua imponente passione, mentre nella vita reale con lei le cose sono molto diverse. Sarà un incidente stradale a liberarlo dai fantasmi del passato e a fargli scoprire una verità sconvolgente.

L’illustre autore, con questa elaborata opera, conduce i lettori in un viaggio rapinoso ed imprevedibile, tra sogni, paure, gelosia, ricordi, rimpianti, reali o presunti.
Narra, magistralmente, l’amore passionale del protagonista Carlo per la giovane Nora, affascinante donna, conosciuta in un bar, che diviene per lui un’esperienza annichilante, capace di mettere sottosopra tutte le sue certezze.
Carlo, con la sua fragilità, emotiva e psicologica, è travolto da un amore senza tempo, un amore che sembra sfuggire dalle sue mani, che continua a bruciare dentro di lui, che lo fa sognare e allo stesso tempo lo fa soffrire per le sue scelte fatte o non fatte.
La sua ardente passione e i fantasmi del passato “divorano” il suo animo, facendogli provare una varietà di forti sensazioni, fino ad indurlo a sprofondare nella totale disperazione.
Sarà un incidente stradale a costringerlo, inaspettatamente, a riscrivere la sua vita.
Ogni pagina di questo romanzo è emotivamente coinvolgente, contiene: intrecci narrativi che catturano l’attenzione e suscitano la curiosità, una realistica e complessa descrizione dei personaggi, scene dettagliate che creano immagini vivide nella mente del lettore, trasportandolo direttamente nella storia.
Il percorso tormentato del protagonista ci invita, in particolare, a riflettere sulla “bufera” che si scatena nell’animo umano, per effetto della potenza struggente dell’amore ma anche sulla condizione ineludibile dell’esistenza che pone l’uomo di fronte alla necessità di scegliere, di dare forma alla sua vita, accettando, però, le sfide e le responsabilità che ne derivano.

Adriana Sardo solamente omonima dell’autore

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Carmelo Sardo “L’arte della salvezza. Storia favolosa di Marck Art”, recensione di Adriana Sardo

Carmelo Sardo “Dove non batte il sole”, recensione di Adriana Sardo

Carmelo Sardo “Le notti senza memoria” Bibliotheka Edizioni

Walter Veltroni “Buonvino e il circo insanguinato”, presentazione

«La squadra che circonda Buonvino è un po’ improbabile: c’è un narcolettico, uno che crede alle fake news, un ipovedente, un altro che parla al telefono con la figlia morta. Volevo dimostrare che la perfezione non esiste. Quando si evoca un normotipo, in realtà si evoca qualcosa di inesistente e autoritario. Buonvino riesce a estrarre da ciascuno il suo talento.
«È accogliente, uno che sa fare squadra, che non parla sempre di se stesso, rispetta gli altri, non ama la violenza, fa perfino fatica ad arrestare le persone perché sa che comunque è un momento di dolore.(dall’intervista di Annalisa Cuzzocrea La Stampa 8 ottobre 2024)

È lo stesso Veltroni in questa intervista a indicarci le caratteristiche peculiari del suo commissario, diverso sicuramente dalle figure più diffuse dei commissari. Siamo al quinto romanzo e il Buonvino è questa volta alle prese con una morte particolare che pare essere legata solo al caso e alla sfortuna. Ma qualcosa non lo convince dentro questa grande famiglia che è quella del Circo che ha preso posto al Parco dei Daini, nel territorio di competenza del commissariato di Villa Borghese. Ha notato la presenza di sentimenti poco umanitari e che fanno parte di quel sentimento che potremmo definire di scarsa attenzione verso il prossimo. Alcune delle domande rivolte dall’intervisttrice sono chiarificatrici per quanto concerne lo spirito che anima il giallo e la visione stessa dell’attuale società che Veltroni vuole trasmetterci. La prima è riferita alla scelta dell’ambientazione del romanzo e non solo fisica

– Perché il circo?
«Perché è un luogo in cui si va con un’ambivalenza di sentimenti. Lo si rispetta, se ne coglie il lato struggente, ma trasmette un senso di inquietudine. Chaplin e Fellini lo hanno raccontato meravigliosamente. Io qui lo uso come luogo di vita totale, dove si sta sempre insieme, i bambini studiano, imparano gli esercizi. Una struttura integrale in cui i pagliacci sono la quintessenza del doppio: fanno ridere e mettono paura. E infatti Buonvino al circo si trova di fronte a un omicidio che non capisce se sia davvero un omicidio».

Con la seguente invece si fa luce su un atteggiamento diffuso oggi nei rapporti con gli altri

– Nel suo romanzo ha un ruolo il rancore cieco, quello la cui ragione non si comprende.
«Perché è pieno di gente che spera solo nel male per gli altri, che si sente nella condizione di dover giudicare chiunque

Così risponde Veltroni, un male oscuro quindi che si sta diffondendo e si sta sostituendo alla comprensione, alla
gentilezza di cui il nostro Buonvino è invece forse l’ultimo paladino.

Un giallo sì, con molte chiavi di lettura.

La sinossi
Roma è nel pieno delle feste natalizie e al Parco dei Daini, nel territorio di competenza del commissariato di Villa Borghese, si è installato il colorato tendone di un circo. Invitato alla prima, il commissario Buonvino ha modo di conoscere i componenti della carovana e avverte tra loro strane tensioni sotterranee. La sera lo spettacolo inizia regolarmente e gli spettatori si lasciano catturare dalla inossidabile magia circense. Durante il numero dei trapezisti, però, la giovane figlia del direttore di scena, Manuelita, mentre effettua un’acrobazia particolarmente complessa e rischiosa cade sbattendo contro l’unica parte dura della rete di protezione. I soccorsi sono inutili, la ragazza è morta sul colpo. Tutto lascia credere che si sia trattato di un terribile incidente, una sciagurata fatalità. Ma Buonvino intuisce che qualcosa non torna e si mette a indagare scoprendo che, spente le luci della pista, tra i membri di quella che a un primo sguardo sembra una grande famiglia unita e solidale covano sentimenti di rancore, invidia, odio. E anche qualcosa di più.(da Marsilio Editori)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Assassinio a Villa Borghese,

Buonvino e il caso del bambino scomparso

C’è un cadavere al Bioparco

Buonvino tra amore e morte

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di ottobre 2024

Carlotta Fruttero “Alice ancora non lo sa”, recensione di Salvina Pizzuoli

Anna Magistà “In fondo al mio castello”; NeP Edizioni

Han Kang “Convalescanza”, recensione di Salvina Pizzuoli

Intervista ad Hans Tuzzi

Laura Pavia “Comporre la quiete” NeP Edizioni

Silvio Governi “La lista di Greta”, recensione di Antonia del Sambro

Simon LeVay “Attrazione, amore, sesso. La parola alla scienza” Express Edizioni

Daniela Alibrandi e la trilogia “Crimini del labirinto”

Linda Di Martino “La donna d’oro”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Dario Voltolini “Acqua chiusa” Oligo Editore