Stephen Buetow – Domenico Bove – Rocco Mario Bove “La cura della solitudine” , Armando Editore

Novità di Armando di novembre 2024

Armando

Questo libro innovativo fornisce una nuova analisi concettuale della solitudine, una condizione associata a gravi conseguenze per la salute, tra cui l’aumento della morbilità e la morte precoce. Sostenendo che la connessione sociale non è l’unica risposta, esplora i percorsi per trasformare la solitudine in una sana capacità di star soli. La prima parte del libro attinge alle discipline umanistiche e artistiche, tra cui la psicologia, la filosofia e la letteratura, per analizzare il problema comune e potenzialmente grave della solitudine.
La seconda parte del libro analizza come l’assistenza sanitaria centrata sulla persona possa aiutare le persone a trasformare la solitudine in una condizione sana. Questo libro stimolante offre a studenti, medici e operatori di diversi settori dell’assistenza sanitaria e sociale un nuovo modo di pensare, ricercare e praticare con le persone sole.

STEPHEN BUETOW è professore associato di medicina generale e assistenza sanitaria primaria presso l’Università di Auckland, Nuova Zelanda. È redattore associato del Journal of Evaluation in Clinical Practice e della European Journal of Person Centered Healthcare.

DOMENICO BOVE. Neuropsichiatra Infantile, Psicoterapeuta, Esperto in Analisi del Comportamento, Psicopedagogista dell’Educazione e della Formazione, Direttore Scientifico del Centro Studi FUSIS: Associazione per la Ricerca Scientifica in Neurologia e Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza con sede in Caserta.

ROCCO MARIO BOVE. Specialista in Neurologia, Neuropsichiatria Infantile e Farmacologia, Psicoterapeuta, già docente di Igiene Mentale e Psichiatria Infantile nella Facoltà Medica del Secondo Ateneo di Napoli.

Valérie Perrin “Tatà”, presentazione

traduzione di Lorenzo Bracci Testasecca.

Sulla scia di Cambiare l’acqua ai fiori e Tre, Valérie Perrin ci trascina in un intreccio di storie, personaggi e colpi di scena raccontati nel suo stile fatto di ironia, delicatezza e profondità.(da e/o edizioni)

Valérie Perrin ritorna in libreria con un nuovo romanzo “Tatà”, in italiano con l’accento, in francese senza, affettuoso diminuitivo di tante, ovvero zietta. È proprio la zia di Agnès, la voce narrante, la protagonista assente, perchè “rimorta”, un termine che non esiste perché manca di corrispettivo, come si legge nella sinossi dell’edizione francese “remorte. Ce mot n’existe nulle part. Remourir, ça n’existe pas”. La narrazione si apre proprio con questa notizia giunta per telefono alla nipote, Agnès appunto, dalla polizia, che le comunica il decesso, ma Agnès rimane incredula e convinta si tratti di un caso di omonimia, proprio perché la sua zia sarebbe appunto “rimorta” essendo deceduta ben tre anni prima.

A parte la trovata in apertura, il testo nell’edizione francese presenta una frase in aggiunta alla copertina Il n’y a pas des gens sans histoire, proprio perché il romanzo si riempie delle storie di molte persone, un pullulare di personaggi ciascuno con la propria vita où s’entrelacent destins et intrigues palpitantes, Valérie Perrin, extraordinaire conteuse de nos vies.

Ambientato nei luoghi dell’infanzia dell’autrice, dà voce a tutte le vite anche a quelle in apparenza senza storia o comunque insignificanti al punto da non essere raccontate: intrecci complessi e colpi di scena che svelano il vero senso e significato del vivere nella sua pacata e spesso poco appariscente meraviglia proprio con le sue manchevolezze e imperfezioni: nessuno quindi è senza storia. A partire da quella di Agnès, regista di trentotto anni, ha già attraversato vari dolori: suo padre Jean, pianista, è morto prematuramente dopo un concerto, seguito qualche anno dopo dalla morte della madre violinista, e   Pierre, attore di tutti i suoi film, nonché padre di sua figlia Ana e grande amore della sua vita, che l’ha piantata per un’altra, e zia Colette sorella di suo padre con la quale aveva sempre trascorso le vacanze a Gueugnon, cittadina di cui Valérie Perrin è originaria

Ma chi era davvero Colette? La zia: si svelerà attraverso le cassette registrate proprio da Colette che racconta la propria vita e che Agnès troverà nella casa in cui si era trasferita dopo la su prima morte: calzolaia in una bottega del paese, di pochissime parole, onesta, coraggiosa e forte anche nel dolore che aveva accompagnato la sua esistenza sin dall’infanzia tragica, con una donna accanto per tutta la sua vita, Blanche, incontrata da bambina.

della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Cambiare l’acqua ai fiori

Il quaderno dell’amore perduto

Tre

Le novità di novembre del Gruppo Editoriale Fanucci: Thriller, Space opera romance, Romanzo storico, Fantasy, Romance

Taylor Adams, L’ULTIMA PAROLA
Thriller
Traduzione dall’inglese di Alice Laverda
Timecrime
Emma Carpenter vive isolata con Laika, il suo golden retriever, facendo da custode a una vecchia casa sulla spiaggia della costa piovosa dello Stato di Washington. I suoi unici contatti umani sono l’enigmatico vicino, Deek, e la proprietaria di casa, Jules. Un giorno legge un raccapricciante romanzo horror di H.G. Kane, scritto malissimo, e pubblica una recensione a una stella. Il post la trascina in poco tempo in un’accesa discussione online con nientemeno che l’autore stesso. All’inizio sembra innocua, ma presto Emma si rende conto che da quel momento hanno iniziato a verificarsi incidenti notturni a dir poco inquietanti. Non si tratta di una semplice coincidenza, e la paura comincia a crescere. Scavando nella vita e nel lavoro di Kane, Emma scopre che ha pubblicato altri sedici romanzi altrettanto sadici e con al centro uno stalking destinato a concludersi in omicidio. Ma chi è veramente H.G. Kane? E se c’è lui dietro a tutto questo, come ha fatto a trovarla? Di cos’altro è capace? Dopo aver pubblicato una recensione negativa di un romanzo, un’appassionata lettrice inizia a chiedersi se l’autore sia solo un po’ suscettibile oppure molto pericoloso, in questo avvincente thriller psicologico.


TAYLOR ADAMS è autore di diversi thriller acclamati dalla critica, due dei quali sono stati selezionati come Book of the Month Main Selections e Amazon Editors’ Picks. Il suo romanzo No Exit, tradotto in trentadue lingue, è stato recentemente adattato dai 20th Century Studios come film originale per Hulu. Con L’ultima parola, romanzo che solamente negli Stati Uniti ha venduto oltre novantamila copie, debutta invece nel catalogo Timecrime. Vive nello Stato di Washington.

Emily Hamilton, THE STARS TOO FONDLY – COMPLICI LE STELLE
Space Opera romance
Traduzione dall’inglese di Gabriella Ceccarelli
Fanucci Editore
Ecco come stanno le cose: Cleo e i suoi amici non hanno mai davvero avuto l’intenzione di rubare un’astronave. Volevano solo sapere perché, vent’anni fa, l’intero equipaggio di Providence scomparve senza lasciare traccia. Ma da quando il motore a materia oscura ha inavvertitamente deciso di ripartire, questi quattro ventenni si sono ritrovati in rotta verso Proxima Centauri, incapaci di tornare indietro e tormentati da un ologramma sprezzante che ha il volto e l’atteggiamento di Billie, la capitana della nave scomparsa. Cleo ha sempre sognato di diventare un’astronauta, inoltre, al punto in cui sono, la Terra è una specie di causa persa e questo viaggio dovrebbe essere una benedizione sotto mentite spoglie. A mano a mano che l’astronave si addentra nello spazio, le leggi della fisica iniziano a distorcersi, vecchi misteri tornano a galla e il rapporto inizialmente conflittuale fra Cleo e Billie si trasforma in qualcosa di più profondo e intimo di quanto entrambe le donne fossero preparate ad affrontare. Una romcom queer ambientata tra le stelle, un’avventura rocambolesca tra navi spaziali, materia oscura e dimensioni alternative, la storia di un amore inaspettato e di amici che si trasformano in una vera famiglia.

EMILY HAMILTON, originaria di New York, è un’autrice di fantascienza che scrive di donne che si innamorano nello spazio. È anche una scrittrice per il giornale Seven Days. Con il suo romanzo d’esordio, The Stars Too Fondly – Complici le stelle, debutta nel catalogo Fanucci Editore. Vive a Burlington, Vermont, con sua moglie e il loro cane Mimi.

Lisa Kleypas, SCANDALO SOTTO IL VISCHIO
Romanzo storico
Traduzione dall’inglese di Maddalena Mendolicchio
Leggereditore
Londra, periodo natalizio. Rafe Bowman è arrivato dall’America per incontrare Natalie Blandford, la bellissima figlia di lady e lord Blandford. Ma prima deve superare l’arduo esame della cugina di lei, Hannah, che seppure affascinata dai lineamenti ben definiti e dal fisico imponente ritiene i suoi rozzi modi tipicamente americani e la sua reputazione di libertino non adeguati a una giovane come Natalie, rispettabile e di buona famiglia. Per assicurarsi la sua mano, Rafe dovrà imparare le regole della società londinese. È un uomo abituato a ottenere sempre ciò che desidera, ma conquistare la sua futura sposa si rivela più complicato del previsto. Tuttavia, il Natale è un momento di miracoli, la cui magia sa accendere la passione anche nei cuori più timidi.  Scandalo sotto il vischio ci porta nella Londra della Reggenza e in un viaggio nei sentimenti. Con il fascino, la sensualità e i personaggi indimenticabili che la contraddistinguono, Lisa Kleypas riuscirà a convertire la magia del Natale nella nascita di un vero amore.

Laureata in Scienze politiche ed ex reginetta di bellezza, LYSA KLEIPAS è una delle scrittrici di romance e di women’s fiction più famose e vendute al mondo. Autrice bestseller numero uno secondo il New York Times, è tradotta in più di venti lingue e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso RITA Award con il romanzo Tuo per sempre (Leggereditore, 2013). Nel 2012, il suo libro Come finiscono le favole (Mondadori, 2010), è diventato un film (Natale con Holly) per la regia di Allan Arkush, con Adam Baldwin e Sean Faris. Per Leggereditore ha pubblicato anche Un regalo d’amore, L’amore che viene e la serie Wallflowers, composta da Segreti di una notte d’estate, Accadde in autunno, Peccati d’inverno, Scandalo in primavera e dal prequel Magia di un amore. Vive a Washington con il marito Gregory e i due figli.

Nora Roberts, THE BECOMING: LA TRASFORMAZIONE
Fantasy
Traduzione dall’inglese di Francesca Clemente
Fanucci Editore
Il mondo della magia e quello degli uomini sono stati a lungo divisi. Ma alcuni possono attraversarli: tra questi Breen Siobhan Kelly. È appena tornata a Talamh con il suo amico Marco, che è completamente disorientato da questa nuova dimensione popolata da draghi, fate e sirene. Qui Breen sta imparando a dominare i poteri legati alla sua vera identità, così come le abilità di guerriera grazie anche all’addestramento del capo delle Creature Magiche, Keegan, il quale prova una forte ammirazione e un profondo desiderio nei suoi confronti. Ma un membro della famiglia di Breen non è per nulla contento del suo arrivo: il nonno, il dio Odran, trama per distruggere Talamh. Solo unendo le forze riusciranno a sconfiggerlo, ma ciò comporterà tradimenti, perdite e spargimenti di sangue. Un cammino doloroso, ma necessario, affinché Breen possa compiere il proprio destino.  Una storia emozionante popolata da draghi e fate, una protagonista dinamica e dalle mille sfaccettature che si muove in un mondo coinvolgente e straordinario.

NORA ROBERTS è autrice bestseller secondo il New York Times ed è universalmente considerata “la regina del rosa”, con oltre trecento romanzi e più di cinquecento milioni di copie vendute. Leggereditore ha già pubblicato i quattro titoli del Quartetto della sposa: La sposa in bianco (#1), Letto di rose (#2), Il sapore della felicità (#3) e Un amore per sempre (#4) oltre a L’amore ritrovato, Un’ombra dal passato, Un amore pericoloso, Le parole infinite, Torbide passioni, Una pesante verità, Il rifugio, Vendetta, L’eredità e Un’ombra nella notte. Autrice versatile e poliedrica, ha scritto anche diversi romantic suspense e mystery tra cui Il testimone, Il collezionista, Ossessione e Il bugiardo, pubblicati nel catalogo Timecrime. Dopo The Awakening: Il risveglio, Fanucci Editore pubblica il secondo volume della trilogia The Dragon Heart Legacy, The Becoming: La trasformazione. Di prossima pubblicazione The Choice: La scelta, terzo e conclusivo capitolo della serie.

Lauren Kate, WHAT’S IN A KISS? – COSA C’È IN UN BACIO?
Romance
Traduzione dall’inglese di Emilia Carmen Cavaliere
Leggereditore
Non è così che Liv avrebbe voluto rivedere Jake Glasswell per la prima volta in dieci anni. Un tempo suo rivale al liceo e accompagnatore al ballo di fine anno, dove l’ha umiliata, è ora un personaggio televisivo di successo e più attraente di quanto abbia il diritto di essere. A partire da quel bacio che non c’è mai stato, la vita di Liv non è andata secondo i piani. Ha rinunciato alla Juilliard per stare con la madre durante un momento di crisi, e ora giura di essere contenta lavorando come insegnante di Teatro e uscendo con uomini esclusivamente per incontri occasionali. Questo fine settimana è la damigella d’onore della sua migliore amica, Masha, e naturalmente Jake è il testimone. Ma quando Liv lo guarda negli occhi mentre Masha dice “lo voglio”, l’universo si ribalta e Liv si trova improvvisamente a vivere una versione della sua vita in cui la notte del ballo ha segnato l’inizio della storia fra lei e Jake, non la fine, e dove lui è la sua anima gemella. Il problema? Sua madre e la sua migliore amica la odiano. Cosa c’è in un bacio? Forse, l’inizio di tutto. Un accattivante romance enemies-to-lovers che si basa sul concetto di “cosa sarebbe successo se…” e racconta la storia di un bacio negato e della magica possibilità per una donna di vivere una vita diversa.

Per il New York Times LAUREN KATE è l’autrice numero uno di romanzi YA, che sono bestseller internazionali, tra cui la serie Fallen, diventata un film e una serie tv. I suoi libri sono stati tradotti in più di trenta lingue e hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. È anche autrice di The Orphan’s Song (L’opale perduto, Rizzoli 2019), il suo romanzo d’esordio per un pubblico adulto. Dopo By Any Other Name – Con qualsiasi altro nome, ritorna nel catalogo Leggereditore con un altro adult romance: What’s in a Kiss? – Cosa c’è in un bacio?. Vive a Los Angeles con la sua famiglia.

W. Wynn Westcott, NUMERI: POTERE OCCULTO E VIRTÙ MISTICHE
Traduzione dall’inglese di Vinicius Letale
Ambrosia
Numeri: potere occulto e virtù mistiche esplora le origini e il significato profondo della numerologia, così come il suo legame con l’occulto.  W. Wynn Westcott descrive le proprietà  di ogni numero secondo la Bibbia, il Talmud,  i pitagorici, i romani, i caldei, gli egizi, gli indù,  i maghi medievali, gli studenti ermetici e i Rosacroce. I numeri sono una delle chiavi per interpretare le antiche visioni della cosmogonia e per comprendere a fondo l’evoluzione dell’attuale specie umana: tutti i sistemi di misticismo religioso poggiano le loro fondamenta sui numeri.

WILLIAM WYNN WESTCOTT (Leamington, 17 dicembre 1848 – Durban, 30 luglio 1925) è stato un medico legale, mago cerimoniale, teosofo e massone inglese.

Donato Carrisi “La casa dei silenzi”, presentazione

“Giocare con le porte che mettono in comunicazione mondi significa correre il rischio di rimanere per sempre in quella terra di nessuno tra incubi e realtà. Un rischio che Carrisi ci fa balenare a ogni pagina, riuscendo a inquietarci senza violenza né spargimento di sangue. Il fatto è che lui sa benissimo come parlare al bambino nascosto dentro ogni lettore, far riemergere le paure dell’infanzia che non scompaiono affatto con l’età.[…] Carrisi ci cattura ancora una volta nella sua tela, ricordandoci che il nostro mondo di logica e certezze è un’illusione e basta il minimo perché si sgretoli davanti ai nostri occhi”.(da Raffaella Silipo  La Lettura 10 novembre 2024)

Protagonista è ancora  l’ipnotista fiorentino Pietro Gerber, l’«addormentatore di bambini»: La casa dei silenzi, La casa delle voci, La casa senza ricordi e La casa delle luci, raccolgono in modo accurato quanto avvenuto addormentando i  bambini in un suo sonno ipnotico ed entrando nelle loro menti; un mondo in cui non è facile navigare perché è imprevedibile muovercisi come tra sogno e realtà, rischiando di perdercisi come accade nel nuovo caso con il piccolo di Matias di  9 anni che ha un sogno  ricorrente: una donna,  una presenza inquietante che pervade anche le sue giornate oltre le notti tanto da non volersi addormentare. Gerber indagando nei sogni del piccolo scoprirà in effetti avvenimenti reali: un antico omicidio, una bambina abusata, finendo per cadere dentro i propri incubi.


La signora silenziosa abita i suoi sogni come uno spettro, come una presenza inquietante che tracima nella realtà. Non dovrebbe essere nient’altro che un sogno, ma allora…
Allora perché sento che la signora silenziosa è reale? Allora perché sento nel silenzio il ronzio di un immenso sciame di insetti? Allora perché sento che perfino la mia casa, vuota e solitaria, è infestata da fantasmi?
E se la storia della signora silenziosa fosse ancora tutta da scrivere… Come la mia?
Mi chiamo Pietro Gerber, sono l’addormentatore di bambini, e di colpo ho paura di dormire. E ho ancora più paura di stare sveglio.
(da Longanesi Editore)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

La casa senza ricordi

La casa delle luci

L’educazione delle farfalle

e anche

Donato Carrisi “La casa delle voci” di Lara Crinò da La Repubblica Cultura 19 gennaio

Panorama Libri: intervista a Donato Carrisi di Terry Marocco

Donato Carrisi “La casa delle voci” recensione di Alessandra Farinola da Mangialibri

Valeria Parrella e Massimo Osanna “Classici sovversivi. Mito e tragedia per la vita quotidiana”, presentazione

[…]Per permettere all’antico di parlare con il nostro quotidiano, Massimo Osanna, direttore generale dei Musei italiani, per ognuno dei soggetti trattati illustra la storia e la fortuna (o sfortuna) iconografica, inquadra le fonti storiche, i ritrovamenti archeologici, tra ceramiche decorate e bassorilievi, statue e pitture, ricostruzioni topografiche e riferimenti all’arte classica. In queste pagine troverete Antigone, Eros, Narciso, Euridice e Orfeo, Tiresia, Apollo e Re Mida, le Troiane: Valeria Parrella ricostruisce così i nostri rapporti con l’amore e con la morte, con il femminile e con la guerra, con il lutto e la violenza. Miti classici per eccellenza, resi sovversivi da una rilettura brillante e avvincente, a cura di una voce tra le più amate della nostra narrativa, capace di far interagire queste figure con autori di oggi, con canzoni, con tutto ciò che arricchisce e abita le nostre vite.(da Rizzoli Libri)

Dall’Introduzione

Scrive Valeria Parrella:

[…] la loro sovversione è essere ancora così presenti e ci costringono a una chiamata che è fisica, reale, attiva. I classici, se sono tali, non tramontano mai. Semplicemente, stanno da qualche parte, e noi dobbiamo cercarli.
Questo libro è un libro che li cerca e, a volte, li trova. Offre un metodo per stanarli, e per affidarsi. È un esercizio molto fruttuoso, vitale: cosa significa rileggere qualcosa scritto duemila anni fa? Credo che abbia un senso profondo e cioè : non sentirsi poerduti di fronte alla vita”

Scrive Massimo Osanna:

“I classici, più di ogni altra cosa, richiamano in noi la possibilità di tendere un filo di arianna attraverso il labirinto del tempo. Continuiamo a leggerli e a occuparci del passato che non è passato”

Un’interessante carrellata tra scritti e iconografia, miti classici per eccellenza che diventano “sovversivi” interagendo con il mondo attuale, con le nostre attualità.

Gli autori

Valeria Parrella vive a Napoli. È laureata in Lettere Classiche. Ha scritto per l’editore minimum fax Mosca più balena (2003) e Per grazia ricevuta (2005); per Einaudi Lo spazio bianco (2008), Lettera di dimissioni (2011) e Tempo di imparare. Almarina è stato finalista al Premio Strega del 2019. Scrive su Il manifesto

Massimo Osanna è professore ordinario di Archeologia classica all’Università di Napoli Federico II. Ha insegnato nell’Università della Basilicata, a Matera, dove ha diretto la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici; è stato visiting professor in prestigiosi atenei europei e ha promosso scavi e ricerche in Italia meridionale, Grecia, Francia. Dal 2014 al 2015 ha diretto la Soprintendenza Speciale di Pompei; dal 2016 è direttore generale del Parco Archeologico, riconfermato per un altro mandato nel 2019.

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“Quel tipo di donna”

Almarina

Alessia Gazzola “Miss Bee e il cadavere in biblioteca”, presentazione

Da oggi in libreria

[…]Ambientata nel mondo patinato e decadente dell’aristocrazia britannica al risveglio dall’incubo della Prima Guerra Mondiale, tra seducenti visconti e detective che sognano di tagliar loro la testa come nella rivoluzione francese, questa avventura di Miss Bee è una frizzante e incantevole combinazione di suggestioni – da Agatha Christie a Downton Abbey, dai romanzi di Frances Hodgson Burnett fino a Bridgerton – cui si aggiunge l’inconfondibile unicità del tocco di Alessia Gazzola.(da Longanesi Libri)

La ventenne Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, è la nuova protagonista nell’ultimo romanzo della Gazzola, dopo Alice, Costanza e Rachele.
Si è trasferita da qualche anno a Londra da Firenze, con le due sorelle, Clara e Lucilla, e il padre docente universitario.
Intraprendente, alla moda, ironica, questa sua prima indagine-avventura, cui farà seguito “Miss Bee e il principe d’inverno”, la vede partecipe nel mondo dell’aristocrazia inglese a pochi anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1924: invitata a cena dalla nobile dirimpettaia, Mrs. Ashbury, vedova e madre dell’affascinante Christopher detto Kit, si troverà in mezzo a un omicidio di cui proprio lui potrebbe essere il colpevole o il seducente visconte suo amico e invitato.

Nel primo capitolo intitolato Il braccialetto, il lettore fa la sua prima conoscenza con la giovane protagonista

Camminando di fretta sotto una pioggerellina molto inglese, Beatrice Bernabò prese una storta. Si fermò sul marciapiede e sollevò la caviglia: aveva appena calpestato un braccialetto che, se non era d’oro, lo sembrava.
Si chinò, lo raccolse da terra e subito dopo si guardò attorno. Alle spalle, a destra, a sinistra. Forse l’aveva smarrito qualcuno nei paraggi? Non c’era nessuno.
Beatrice fece scivolare il bracciale nella tasca del cappotto: doveva solo attraversare la strada e sarebbe rientrata a casa, dove avrebbe potuto osservarlo meglio.
Non appena la porta si chiuse alle sue spalle e prima ancora di togliersi il cappello, Beatrice prese il bracciale.
[…]
«Beatrice, sei tu?» sentì la voce del padre chiamarla dal suo studio.
«Sì?, papa`. Arrivo.» Si tolse il cappellino, appese il cappotto all’attaccapanni e lo raggiunse.
Leonida Bernabò guardò la figlia. « Pensavo che fossi il garzone del latte.»
La mattina precedente, la sua secondogenita si era tagliata i capelli corti: era la moda. Segretamente Beatrice rimpiangeva la bella chioma scura, ma quando poi vedeva le altre ventenni con capigliature rette da lunghe trecce annodate le sembravano delle vecchie prozie e le passava ogni pentimento.
«E invece è la tua figlia scavezzacollo.»
«Dov’eri andata?»
«A farmi prestare un paio di scarpe da Clara.»
«Capisco. Vai a prepararti? È tardi.»
«Sì, ma farò presto.»
Beatrice era invitata a cena a casa di Mrs. Minerva Ashbury, che abitava esattamente di fronte a loro. A pensarci bene, il bracciale che giaceva smarrito nei pressi della sua casa bianca su due piani a Queen’s Gate, nel quartiere di South Kensington, poteva appartenere a lei, o a qualcuno che frequentava casa sua. Era un’ipotesi sensata: gliel’avrebbe mostrato quella sera stessa.
Mrs. Ashbury aveva preso a ben volere le sorelle Bernabò, che si erano trasferite da Firenze nel 1920 insieme al padre Leonida, docente di Italianistica all’Universita` di Londra. Incarico cui il professore aveva aspirato per anni e che era stato favorito dall’ambasciatore italiano nel Regno Unito in persona, amico d’infanzia di Leonida.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Una piccola formalità

La costanza è un’eccezione

La ragazza del collegio

Un tè a Chaverton house

La nuova trilogia con Costanza Macallè

Lena e la tempesta

Premio Bancarella ad Alessia Gazzola

Rebecca Harding Davis “Una legge tutta sua”, Bibliotheka Edizioni

PRIMA TRADUZIONE ITALIANA PER IL ROMANZO PROTOFEMMINISTA “UNA LEGGE TUTTA SUA” DELL’AMERICANA REBECCA HARDING DAVIS

Il libro anticipa il cinema progressista degli anni Trenta e Quaranta

Traduzione e introduzione di Aldo Setaioli

Bibliotheka Edizioni

L’inizio è all’apparenza quello di un romanzo gotico, con una seduta spiritica ben presto smascherata. Segue un intermezzo con quadri di genere che combinano curiosamente realismo e aspetti quasi idilliaci. Lo sviluppo successivo ricorda invece il popolare romanzo d’appendice, con sorprendenti colpi di scena. In questa trama così articolata si inseriscono motivi di ordine etico e sociale, per esempio la consuetudine di porre forti limiti alla personalità giuridica della donna sposata, che non può disporre dei propri mezzi economici perché affidati legalmente al marito.

Il carattere proto-femminista del romanzo, pubblicato nel 1878, ha come protagonista la giovane Jane Swendon, dotata di un senso di giustizia superiore alle convenzioni sociali. La storia anticipa di diversi decenni alcune idee espresse dal cinema progressista degli anni ’30 e ’40 del Novecento. Si pensi ai film di Frank Capra È arrivata la felicitàMr. Smith va a Washington Arriva John Doe, in cui l’onesta semplicità della gente di provincia viene contrapposta alla vacuità dell’élite sociale e intellettuale delle grandi città e alla corruzione della politica.

Dall’introduzione:

«Rebecca Harding Davis pubblicò una decina di romanzi e un gran numero di racconti (…). I temi da lei trattati sono però di grande interesse e mantengono anche oggi una loro attualità. Uno dei principali restò sempre quello della sofferenza delle classi povere all’epoca dell’industrializza­zione selvaggia del paese (per esempio nel romanzo Margret Howth: a Story of To-day del 1862). Fu anche molto sensibile alla condizione della gente di colore, che anche dopo la fine della schiavitù non aveva visto migliorare la propria con­dizione, per esempio in Waiting for the Verdict, scritto poco dopo la fine della guerra civile (1867), o in Kent Hampden (1892). Altro tema molto sentito dall’autrice riguarda il contrasto tra i pregiudizi sociali e il senso di giustizia del protagonista (per esempio Dallas Galbraith del 1868). Simili contrasti appa­iono in altre opere come John Andross (1874), Natasqua (1886), Doctor Warrick’s Daughters (1896) o nell’ultimo romanzo, Frances Waldaux (1897). Il tema delle utopie religiose, tanto diffuse allora come oggi negli Stati Uniti, è presente in Kitty’s Choice: a Story of Berrytown (1874). Lo ritroveremo con toni di decisa condanna nel romanzo che qui presentiamo: Una legge tutta sua (A Law unto Herself), del 1878. L’ultimo libro della Harding Davis, Bits of Gossip (1906), è una specie di biografia che più che la propria vita vuole presentare lo spirito dei tempi in cui l’autrice si è trovata a vivere, visti come circonfusi di un alone di nostalgia per un mondo meno dominato dalla fretta e dal desiderio di profitto. In tutta l’opera di Rebecca Harding Davis è avver­tibile la difesa delle classi sfavorite ed emarginate: i lavo­ratori sfruttati dall’ingordigia capitalistica di profitto, la popolazione di colore, gli immigrati, i nativi americani; e onnipresente è la lotta contro i pregiudizi sociali. Né meno importante è la sua difesa di un’altra categoria fortemente discriminata: le donne. Si può dire che l’opera letteraria di Rebecca sia quella di una proto-femminista. Si pensi a Margret Howth, a Frances Waldaux o al romanzo qui presen­tato: A Law unto Herself. Dal punto di vista letterario l’autrice può essere consi­derata l’antesignana del realismo americano, anche se per­mangono alcuni elementi dell’eredità romantica. Anche altri elementi della precedente tradizione letteraria sono presenti nell’opera di Rebecca, più o meno felicemente integrati nel contesto. Un aspetto d’indubbio realismo è in ogni caso costituito dagli elementi vernacolari e dialettali, soprattutto nei dialoghi tra i personaggi. Tuttavia, all’epoca della sua morte, nel 1910, Rebecca Harding Davis era ormai pressoché dimenticata. Fu sol­tanto all’inizio degli anni ’70 che venne riscoperta e rivalu­tata dalla scrittrice femminista e progressista Tillie Olsen, che mise in luce il valore letterario e il significato sociale delle sue opere».

Antesignana del realismo americano, pur nella permanenza di elementi dell’eredità romantica, Rebecca Harding Davis è stata riscoperta negli anni ‘70 dalla scrittrice femminista Tillie Olsen, che ha messo in luce il valore letterario e il significato sociale delle sue opere. Il suo racconto più noto è Life in the Iron-Mills, pubblicato nel 1861 in The Atlantic Monthly e apprezzato da Louisa May Alcott e Ralph Waldo Emerson. I temi ricorrenti della scrittrice sono le questioni sociali e politiche del suo tempo, la guerra civile americana, la questione razziale, la classe operaia e la condizione delle donne.

Mariano Lamberti “Magia del tempo breve”, Graphe.it

Magia del tempo breve: un viaggio poetico alla scoperta dell’anima, tra la finitezza dell’uomo e l’infinito dell’esistenza. Un’esplorazione della condizione umana alla ricerca del senso profondo della vita, che invita a riscoprire la bellezza e la fragilità dell’esistenza.

Prefazione di Davide Rondoni

Graphe.it

La forma di poesia più umana possibile è quella che si rivolge al divino: si potrebbe sintetizzare con queste parole l’opera di Lamberti. Il buddhismo costituisce il riferimento principale della raccolta. Nelle intenzioni dichiarate dell’autore c’è infatti l’esigenza di restituire alla spiritualità buddhista un linguaggio che parli all’anima e consenta la percezione diretta del contenuto, spogliato dell’aura di misticismo che rischia di allontanare dal cuore del significato. Magia del tempo breve è «un testo poetico, laico e sacro insieme» che sistematizza le esperienze (anche dolorose), le pulsioni e le emozioni dell’essere umano, testimoniando lo sforzo universale della mente finita per comprendere e avvicinare l’infinito, senza tuttavia perdersi in esso.

Ci sono poeti che sono “poeti nonostante”. Intendo poeti nonostante se stessi, nonostante la precarietà del loro lavoro stilistico, nonostante le convenienze esteriori, e spesso nonostante gli sguardi che la maggior parte delle persone che hanno intorno rivolgono a loro. Sospetto che Mariano sia uno di questi. Ti verrebbe spesso da chiudere questo libro, vuoi di fronte a un uso tronco del verbo all’infinito (quasi una entrata in scena improvvisa di un foscoliano nel Duemila) o vuoi di fronte a immagini che non sai se ingenue o puerili. E però mentre sei lì che pensi queste cose, incroci pochi versi più sotto l’immagine di una «malattia/ che saliva le scale al buio». Cavolo, ecco un poeta! Nascosto a volte persino a se stesso. E poi il libro ha crescite prodigiose: «Vorrei legare il mondo ai tuoi occhi vagabondi/ per vedere il cielo che raddoppia nel mare». Dunque ci si immerge nuovamente in un libro che ha come grande tema il tempo e l’eterno. (Davide Rondoni)

MARIANO LAMBERTI, originario di Pompei, si è formato in filosofia e cinematografia a Roma e New York. La sua carriera poliedrica spazia dal cinema, con opere come Non con un bang e Good As You, al teatro, dove ha diretto Processo a Fellini e Razza sacra. Ha pubblicato romanzi e raccolte di poesie, tra cui Dopo il dolore e Magia del tempo breve. Lamberti si distingue per la sua sensibilità narrativa e visiva, toccando con profondità le corde dell’animo umano.

James Sturz “Underjungle”, presentazione

Traduzione di Iaria Oddenino

Una strana e intelligente forma di vita, costituita da una vera e propria civiltà composta di tribù simili tra loro e tra loro in perenne conflitto, vive nascosta in fondo al mare. Un giorno il cadavere di un essere misterioso giunge fino a loro, nelle profondità oceaniche, illuminato da una luce che si fa più̀ fredda a ogni metro. Mentre la notizia dell’improvvisa comparsa della creatura attraversa le correnti e le varie tribù accorrono per vederlo con i propri occhi, sorgono nuove spaventose domande, destinate a sconvolgere antichi equilibri e a mutare per sempre il rapporto degli abitanti dell’oceano con quanto finora hanno conosciuto, o creduto di conoscere.(da Atlantide Edizioni)

In questo romanzo dello scrittore e istruttore marino James Sturz il lettore si immerge, è proprio il caso di dirlo, in un’ambientazione nuova, sconosciuta, quella delle profondità oceaniche: un mondo buio, freddo dove i colori scompaiono più si scende in profondità, il rosso quasi subito insieme al giallo, resistono più a lungo le diverse sfumature del blu ma alla fine resta imperioso solo il nero.
In questo mondo altro vivono sette tribù sempre in guerra tra loro, ciascuna con il proprio dialetto e le proprie scelte culturali; una di queste, i Gjala, hanno rinvenuto qualcosa di insolito: un cadavere. Le notizie corrono lungo le varie correnti oceaniche e le altre tribù si riuniscono per vedere e indagare e le conseguenze non si faranno attendere.
l romanzo è stato definito da Laura Pugno (Il Venerdì La Repubblica 1novembre 2024)  “marino e filosofico, intensamente lirico” proprio perché è un racconto quasi interamente ambientato sui fondali, un romanzo di amore e guerra con le sue domande esistenziali sugli scopi dell’esperienza umana, che racconta la vita attraverso la storia di una civiltà marina.

James Sturz scrittore e maestro di immersione statunitense, è cresciuto a New York, facendo snorkeling nella vasca da bagno. Si è occupato del mondo sottomarino per «The Atlantic», «The Wall Street Journal», «The New York Times» e «The New York Times Magazine», «Outside» e «Men’s Journal».

Pedro Salinas “Nella morte o nel bacio. Dieci poesie e due poemi”, Bibliotheka Edizioni

“NELLA MORTE O NEL BACIO”, NUOVA TRADUZIONE PER DIECI POESIE E DUE POEMI DELLO SPAGNOLO PEDRO SALINAS, CANTORE DELL’AMORE

Testo spagnolo a fronte per la traduzione di Miriam Bruni

Bibliotheka Edizioni

“Alzati e desidera con i piedi sicuri

quel che hai desiderato vacillante

già da molti anni solo col cuore.

Solo il tuo fare ti edifica o ti disfa;

non gli dei che fingono

tra le nubi un vago impero”.

Non esiste favola più bella – canta nelle sue liriche Pedro Salinas – di quella di un uomo che cammina verso la meta desiderata.  A volte si tratta di un treno, o di un negozio, o di un ballo di gala. Altre volte la meta è una persona. Poiché il poeta non porta orologi e sogna di trovare le giuste parole del suo canto, ama e continua ad amare anche quando gli altri dicono, guardando le date: “Aspetta, non è ancora ora, adesso dorme l’amore”. E quell’amore richiede tutto con eccesso: la luce, la vita, il mare. Ma tutto al plurale: le luci, le vite, i mari.
Dieci poesie e due poemi di Pedro Salinas, uno dei maggiori autori spagnoli del primo ‘900, vengono proposti, con il titolo Nella morte o nel bacio, dalle edizioni Bibliotheka nella nuova versione di Miriam Bruni (testo spagnolo a fronte).

I testi raccolti in questa selezione bilingue sono tratti dal volume Pedro Salinas – Poesías completas, Editorial Seix-Barral, Barcelona 1982.. I primi cinque sono contenuti ne “La voz a ti debida”, il poemario amoroso di Salinas certamente più noto al pubblico italiano. I secondi cinque in “Razón de amor”, la raccolta originariamente pubblicata nel 1936. I due ultimi in “Largo lamento”, il libro che chiude la trilogia d’amore di questo importante esponente della Generazione del ‘27.

Nato a Madrid nel 1891 e morto a Boston nel 1951, Pedro Salinas ha insegnato nelle Università di Siviglia e di Murcia e, dopo la fuga dal suo paese in seguito alla guerra civile, alla Johns Hopkins University di Baltimora. Il tema preferito della sua lirica è l’amore, indagato con minuziose indagini di natura psicologica. La traduzione è della bolognese Miriam Bruni, docente di Lingua e letteratura spagnola e autrice di poesie apparse in libri e riviste. Ha vinto il primo premio per la sezione Poesia al Concorso letterario Coop for Words (2017) e il primo premio sezione Poesia al Concorso Otto Milioni (2018).