Paola Capriolo “La grande Eulalia e Il nocchiero” recensione di Salvina Pizzuoli

“La grande Eulalia” è una raccolta di quattro racconti, esordio dell’autrice nel 1988. Quattro racconti, quattro mondi nei quali il lettore entra seguendo la limpida prosa che lo sa incantare e guidare, come una musica, in un mondo ammaliante, dentro una favola bella.  Ma il mondo nel quale il lettore entra non è poi così scevro da affanni e dolori o da quell’impalpabile desiderio che vi aleggia di ricercare senza in effetti mai trovare, come ne “La donna di pietra” o come ne “Il gigante” dove protagonista è la musica o meglio il duetto che si apre e articola a distanza tra due “prigionieri”: il primo chiuso in una lontana e isolata prigione e l’altro, una giovane donna, ugualmente prigioniera, sebbene non rinchiusa, e riscoprirla nelle “Lettere a Luisa”, il racconto successivo, nell’esperienza trasposta che di lei riferisce  il prigioniero.

Attraverso un mondo di risonanze mitologiche, classiche e fantastiche, l’autrice ci conduce per mano a guardare con occhi nuovi mentre con la sua scrittura evocativa sa far emergere suggestioni nascoste, attanagliate tra maglie stringenti e sulle quale librarsi. Racconti ai quali l’etichetta di fantastici è poco rispondente in quanto li delimita e li definisce; in effetti la parola, la bellezza insieme all’arte, ne sono protagoniste.

In questa nuova edizione anche il racconto lungo “Il nocchiero”. Nella postfazione curata dall’autrice si legge la volontà di lasciare quanto scritto nella sua versione originaria e ci svela i fatti reali all’origine della sua trasposizione narrativa: nella prigione di Spandau viveva come unico recluso l’ultimo superstite di gerarchi nazisti, Rudolf Hess, alla cui morte l’edificio in cui era imprigionato sarebbe stato demolito e per “Il nocchiero” fu ispiratore il documentario sulla shoah di Claude Lanzmann. E precisa che in quei racconti:

non volevo parlare della realtà, descriverla, raccontarla nella sua concretezza: volevo, piuttosto, trasporla in una dimensione senza tempo che per me coincideva con il compito della scrittura.

Scrittori toscani di oggi: Pina Bertoli uno stralcio da “Infondate ragioni per credere nell’amore”

Pina Bertoli, lucchese, in questo suo romanzo racconta, sullo sfondo delle vicende di Francesco e Maria, la Versilia e Lucca dagli anni ’50 fino ai ’90.

Leggi lo stralcio dalle pagine del romanzo

e anche:

A questo link il sito di Pina Bertoli

“Il mestiere di leggere”

dedicato ai libri, alla musica e all’arte.

A questo link la recensione su tuttatoscanalibri del romanzo da cui sono tratte le pagine presentate.

Scrittori toscani? Sì ancora… Renato Fucini tre bozzetti da “All’aria aperta”

Gentili lettori, continuiamo la nostra rassegna letteraria sugli autori toscani di ieri e di oggi o che scrivono o hanno ambientato le loro opere in Toscana, con tre bozzetti  di Renato Fucini da

“All’aria aperta”

più due poesie dalla raccolta “Ombre” Gente etrusca e Castelli in aria

 che si aggiungono a

“Il ciuco di Melesecche”

 

“Il rimedio pei topi” e   “Il Dodolo”  dalle “Novelle toscane” di Ferdinando Paolieri

e, per gli autori toscani contemporanei, al racconto di Alessandro Pagani “Breve racconto onirico”

 

e di Oreste Verrini con uno stralcio da “Madri”

 

 

 

 

e ancora:

sabato 8 febbraio per gli autori toscani contemporanei

uno stralcio dal romanzo di

Pina Bertoli Infondate ragioni di credere nell’amore

Non mancate e buona lettura a tutti !

Gigi Paoli “Il rumore della pioggia” recensione di Salvina Pizzuoli

Nel romanzo d’esordio del 2016, Gigi Paoli, nei panni del giornalista Carlo Alberto Marchi della cronaca giudiziaria del Nuovo di Firenze, racconta la redazione, la città e soprattutto il mondo che ruota e vive attorno al Palazzo di Giustizia, quello nato ex novo a Novoli,  che non piace a molti e dal protagonista ribattezzato Gotham per una certa somiglianza delle sue torri con i palazzi della città di Batman. Proprio nel Palazzo il cronista Carlo Alberto Marchi trascorre molto tempo della sua giornata alla ricerca di notizie e di casi, come quello trattato nelle pagine di Il rumore della pioggia: un delitto in via Maggio, la via degli antiquari, che seguirà con spirito di segugio.

E la vicenda scorre tra le pagine, lieve e ironica nel racconto di un toscano verace, tra gli impegni al giornale, non mancano scorci impietosi sulla nuova forma di giornalismo non dovuta solo agli addetti, e quello più oneroso di padre single. E vi si mescolano sapientemente gli ingredienti di un giallo che si tinge di nero, tra i misteri e per le strade della città “più bella del mondo”, riportando aneddoti e leggende legate alle sue antiche architetture, sotto un’incessante pioggia che solo a Firenze, a novembre, sa essere così ostinata e portatrice, come è avvenuto nel tempo, di veri disastri ad opera del suo fiume.

GigiPaoli (notizie biografiche  tratte dal sito Giunti Editore )

Gigi Paoli – (Firenze, 1971), giornalista, è stato dal 2001 e per 15 anni il responsabile della cronaca giudiziaria della redazione di Firenze del quotidiano La Nazione. Dal marzo 2016 è caposervizio della redazione di Empoli. Vive a Prato assieme alla figlia teenager, una gatta nera e tanti libri.

S.P.

Le pagine più visitate di tuttatoscanalibri nel mese di gennaio

 

Pina Bertoli “Infondate ragioni per credere all’amore”
Primo Levi “Se questo è un uomo”
I libri che verranno: Sono delle donne le pagine più attese, articolo
Ferdinando Paolieri “Il rimedio pei topi” da Novelle toscane 1913
Scrittori toscani? Sì, grazie…
Albert Camus “Il primo uomo”
Gulia Corsalini “La lettrice di Čechov” recensione
Alessandro Pagani “Breve racconto onirico” da “Io mi libro”
Autori toscani? Sì, grazie…
Giuseppe Conte “I senza cuore”
Concita De Gregorio “In tempo di guerra”
Salvina Pizzuoli “Il tempo smarrito. Memorie di un’ottuagenaria”

Scrittori toscani di oggi: Oreste Verrini “Madri.Sulle orme del pittore Pietro da Talada lungo l’Appennino Tosco-Emiliano”

Oreste Verrini “Madri. Sulle orme del pittore Pietro da Talada lungo l’Appennino Tosco-Emiliano”.

Lunigianese, è docente universitario della Facoltà degli Studi di Pisa, vive nei luoghi che da anni ama narrare e valorizzare in storie di viaggio. In “Madri” racconta un percorso in solitaria attraversando borghi sperduti, Barsigliana, Busana, Talada, alla ricerca delle Madonne di un pittore quattrocentesco, le Madri appunto. Un viaggio vero che attraversa luoghi reali e dove non mancano gli incontri, a volte particolari e “strani”,  risultato anche dell’effetto straniamento che il camminare da soli crea, che sanno comunque catturare e alla fine lasciare sereni perché il camminare o il viaggio a piedi è una terapia che sa trasferirsi dal corpo all’anima.

Qui il link alla recensione  di Salvina Pizzuoli su tuttatoscanalibri.com

e qui il link al Sito dell’autore, Zonzolando,  dove potrete leggere altri racconti di viaggio a piedi

Scrittori toscani? Sì, ancora… Renato Fucini “Il ciuco di Melesecche”

Gentili lettori, continuiamo la nostra rassegna letteraria sugli autori toscani di ieri e di oggi o che scrivono o hanno ambientato le loro opere in Toscana, con la novella di Renato Fucini

“Il ciuco di Melesecche”

che si aggiunge a

“Il rimedio pei topi” e   “Il Dodolo”  dalle “Novelle toscane” di Ferdinando Paolieri

e, per gli autori toscani contemporanei, al racconto di Alessandro Pagani “Breve racconto onirico”

 

E ancora…

sabato 1 febbraio un nuovo autore contemporaneo:

Oreste Verrini con uno stralcio da “Madri”

 

 

 

Non mancate e buona lettura a tutti !

Chris Ferrie “Fisica quantistica”. Baby scienziati. Ediz. a colori, articolo di Ilaria Amato da D La Repubblica

Storia del padre che insegna la fisica quantistica ai suoi bambini. E anche ai tuoi

Ha 38 anni, 4 figli e un contratto da ricercatore di fisica quantistica all’Università di Sidney. A rendere famoso Chris Ferrie è stata però l’ambizione di spiegare con termini semplici nozioni astruse ai piccolissimi con i libri Baby Scienziati, adottati anche da Zuckerberg per le sue figlie. Ecco i segreti di un padre divulgatore per crescere bambini amanti delle STEM (ndr.: La sigla STEM identifica quattro campi di apprendimento: scienze, tecnologia, ingegneria e matematica).