Può capitare, seduti da passeggeri sui sedili di un treno, di guardare fuori dal finestrino il paesaggio che ci sfreccia davanti agli occhi e, posandosi lo sguardo su qualche abitazione, interrogarsi su chi ci abiti e fantasticare sulle loro vite. Per Rachel, la protagonista de “La ragazza del treno” di Paula Hawkins, questi pochi minuti di intromissione nella quotidianità altrui sono una via di fuga che le permette da un lato di avere un po’ di conforto e dall’altro di allontanarsi dalla propria di realtà, diventata buia e solitaria.
A trent’anni passati, aveva creduto di aver messo a posto tutti i tasselli della propria vita, ma all’improvviso si ritrova priva di ogni cosa che aveva conquistato e ricorre a soluzioni inefficaci e
nocive, prima tra tutte il continuo uso di alcol. Annebbiata dagli effetti delle sostanze alcoliche fin dalle prime ore del mattino, durante il tragitto in treno verso il lavoro, Rachel si perde sempre a guardare verso una casa sul cui balcone è solita affacciarsi una coppia, un uomo e una donna di cui lei non conosce nemmeno i nomi, ma che idealizza come perfetti. Ben presto però qualcosa arriverà a turbare questa immaginaria perfezione, ripercuotendosi sulla già precaria salute mentale di Rachel, che si troverà coinvolta in prima persona in una rete di misteri, segreti e inganni.
Nel romanzo, ciò che particolarmente colpisce è la veridicità con cui è reso il malessere della protagonista, la sua disperazione, il suo sentirsi persa e senza nessuno che possa aiutarla.
Impossibile non diventare partecipi della sua sofferenza, la si percepisce sulla propria pelle e si vorrebbe fare di tutto per aiutarla. Ma dalla trama arrivano nei momenti più inaspettati dei
continui colpi di scena; Rachel non è perfetta, potrebbe aver commesso degli errori essa stessa e allora la sicurezza del lettore nel sostenerla in tutto e per tutto vacillerà, sarà indispettito. Possibile che non sia così innocente? Possibile che in quella situazione ci si sia messa con le proprie mani?
Con avidità si cercherà di scoprire come stanno davvero le cose e, fino alle ultimissime pagine, non sarà facile stabilire se Rachel è vittima o carnefice.
Author tuttatoscana
Voglia di leggere?

Due racconti polizieschi con il commissario Antonia Bellantoni
E buona lettura a tutti con EDIDA!
Cristina Henriquez “Anche noi l’America” il consiglio di agosto di Martina Castagnoli

Per le vostre letture sotto l’ombrellone scelgo “Anche noi l’America” di Cristina Henriquez; un romanzo forte e delicato che racconta dell’America degli Immigrati, i latinos; famiglie che si muovono in cerca di un sogno, per una vita migliore, per disperazione, per fame. Qui siamo nel Delaware dove, in un condominio abitato da famiglie di immigrati latinos, arrivano i Rivera, famiglia di messicani venuti via lasciando una vita agiata, sicurezze ed affetti, cercando una speranza per la salute della giovane figlia Maribel, la cui vita è cambiata drasticamente in seguito ad un incidente. Il loro destino si incrocia con quello dei Toro, famiglia scappata da Panama nella speranza di una vita migliore, e del loro figlio Major, l’unico che riesce a “vedere” Maribel come una ragazza “normale” al di là delle apparenze. Un affresco corale struggente e reale dove le voci dei protagonisti si alternano fino ad un imprevisto epilogo. Una scrittura asciutta e coinvolgente, senza pietismi, delicata come una piuma ma con un “sottotesto” pesante come un macigno. Sicuramente uno dei romanzi più belli di quest’anno… e non solo.

Libreria On the road, via Vittorio Emanuele II,32A rosso, Firenze, come tutti i libri di viaggio consigliati da Martina Castagnoli:
Lorenzo Barbiè “Pacific crest trail”
Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”
Patrick Leigh Fermor “Mani. Viaggi nel Peloponneso”
Mjlienko Jergovic “Radio Wilimowski”
Hernan Huarache Mamani “La profezia della curandera”
Paola Mastrocola “Non so niente di te”
Jenny Offill “Tempo variabile”
Vito Paticchia “Via della lana e della seta”
Catherine Poulain “Il grande marinaio”
Sara Fruner “L’istante largo” presentazione
Al suo debutto come scrittrice, Sara Fruner, autrice di Riva del Garda, è arrivata dopo aver pubblicato prima la raccolta di poesie in inglese “Bitter bites from Sugar Hills”, e poi quella in italiano “Lucciole in palmo alla notte” . “L’istante largo” è una storia tra incognito e formazione il cui protagonista principale è un ragazzino quindicenne, Macondo, alla ricerca di notizie della sua nascita, di sapere quale delle tre madri, che ritiene tali ma che non ricorda, sia quella che lo ha messo al mondo, in attesa che la scatola che la nonna, celebre pittrice, tiene in alto nel suo scaffale, gli venga consegnata allo scadere della maggiore età, come ha deciso. Quale verità lo attende? E intanto il giovane impaziente indaga, mette a fuoco indizi e li cerca in quel mondo di artisti che lo circonda, in un intrecciarsi di storie e di ricordi di famiglia, anche tragiche e dolorose.
Da Bollati Boringhieri Editore
[…] Macondo scoprirà presto di portare inscritto nel nome ben più del senso di solitudine ispirato dal paese inventato da Gabriel García Márquez: nel suo nome è racchiusa tutta la sua storia. La sua ricerca d’identità diventa allora un cammino sia verso se stesso, sia verso chi lo ha amato, un percorso che lo conduce fino all’Istante largo, soggetto di un quadro della nonna, ma soprattutto epifania di un momento che apre le porte della consapevolezza: la famiglia non è necessariamente una struttura costruita a priori, ma può assumere le forme più diverse, spuntare in situazioni in cui i legami di sangue non ricoprono alcun ruolo, diventare uno spazio immenso per chi ama. Con una scrittura limpida e poetica, Sara Fruner ci offre una riflessione insieme intensa e lieve sull’imprevedibilità dei legami che ci forgiano. E se gli amori sono rimasti incompiuti, se sono terminati troppo presto, ogni legame spezzato del nostro passato può avere una seconda, inattesa chance, che ci sorprende.
A.M. Homes “Giorni terribili” presentazione in breve
Dodici racconti dei quali è un omonimo a dare il titolo alla raccolta. Storie di coppie, di famiglie nell’America contemporanea. Pubblicato nel 2018 e ora in Italia da Feltrinelli. In “La sicurezza degli oggetti” , scritto nel 1990 ma pubblicato in Italia una decina d’anni dopo, l’autrice aveva tratteggiato con estrema freddezza adulti e ragazzini insieme allo stile di vita americano. In questa raccolta, scrive Mariarosa Mancuso nella sua recensione su Robinson Libri (25 luglio 2020), “molti racconti sembrano più interessati alla sorte dei figli abbandonati che alla voglia di libertà dei genitori”. Tanto che, aggiunge “il passaggio da ragazzini terribili e molestatori di barbie […] a ragazzini sofferenti toglie alla Homes la perfidia che le conoscevamo”. Perfidia che, a detta della commentatrice, l’autrice ha perso scivolando, in alcuni racconti, nel manierismo. Nel 1999 la scrittrice era stata inserita nel novero dei giovani scrittori del nuovo millennio.
La descrizione da Feltrinelli Editore
Un nuovo libro di A.M. Homes è sempre un evento. Soprattutto se si tratta di racconti, una formula narrativa che le è particolarmente congeniale. Con il suo stile cinico e spregiudicato, con il suo umorismo graffiante che cela uno sguardo pieno di compassione e tenerezza, la scrittrice americana torna a indagare i rapporti di coppia e le dinamiche famigliari con dodici storie che portano in primo piano il cuore profondo dell’America del terzo millennio. A volte fulminanti nella loro brevità, a volte più distese, tutte hanno in comune la capacità di cogliere l’essenza di un rapporto, l’anima di un personaggio, le crude dinamiche di un ambiente sociale. […]
Lars Gustafsson “Storie di gente felice” presentazione

Dalla Postfazione di Ingrid Basso
Ingrid Basso nella sua interessante postfazione enuclea gli elementi che caratterizzano la narrativa di Gustafsson nei dieci racconti che compongono Storie di gente felice, uscito in Svezia nel 1981 e tradotto solo ora per la prima volta in lingua italiana: “non dobbiamo pensare alla scrittura di Gustafsson come a una libera e dissennata fuga nell’onirico, ma i racconti diventano multiformi e lievi pastiches di idee e ricordi che seguono un processo di libere associazioni, grazie alle quali si entra talvolta in un mondo diverso da quello reale, ma nel quale vige comunque una logica coerente, come nei romanzi fantastici di Lewis Carroll”.
L’intera raccolta di racconti Storie di gente felice, come l’opera complessiva dell’autore, ruota intorno alla domanda su cosa sia l’uomo per “poter approdare alla risposta: l’uomo è possibilità”.
La poetica di Gustafsson nasce infatti dalla convinzione che l’uomo non possa “essere oggetto, un ente che ci «sta davanti» nella sua interezza, perché «nessuno ha mai visto un essere umano dal di fuori», come leggiamo in uno dei racconti dal titolo di L’arte di sopravvivere a novembre”, aggiunge la commentatrice riportando la metafora della ferrovia giocattolo che compare In Le quattro ferrovie di Iserlohn, in cui l’autore pone la differenza tra letteratura e vita. «La letteratura è come un modello in scala ridotta», mentre «nella vita i treni scompaiono sotto l’orizzonte».
[…]questi racconti inediti del periodo d’oro della sua creatività, conferma di quel talento narrativo che, mescolando erudizione e immaginazione, filtrando questioni filosofiche con humour e leggerezza, gli è valso l’epiteto di «Borges del Nord». […] Ogni personaggio, attraverso la memoria, il sogno o l’immaginazione, vive un momento di epifania, l’illuminazione di un angolo nuovo da cui guardare la sua situazione che apre una crepa nel muro della realtà, una via di fuga verso un passato o un futuro dove tutto resta possibile, compresa la felicità.
Voglia di leggere? Dal 9 al 14 agosto ancora ebook gratis con EDIDA
Gentili lettori di seguito l’elenco di alcuni ebook che abbiamo deciso di mettere in promo
zione:
ciascuno gratis per 5 giorni
Sono alcuni dei nostri ebook che potete trovare anche in cartaceo
La promozione sarà attiva in agosto 2020 con indicazione, per ciascun ebook, del periodo di fruizione gratuita.
E buona lettura a tutti con EDIDA!
Salvina Pizzuoli “Corti e fantastici” dal 1 al 5 agosto
Autori Vari “Racconti racconti racconti. Corti con brivido fantastici” dal 1 al 5 agosto
Tommaso Ferrini “Il complesso di Arkhàn” dal 1 al 5 agosto
Salvina Pizzuoli “Il tempo smarrito. Memorie di un’ottuagenaria” dal 5 al 9 agosto
Salvina Pizzuoli “Nell’altro giardino” dal 5 al 9 agosto
Maria Castellett “Delitti” dal 10 al 14 agosto
Anne Tyler “Un ragazzo sulla soglia” presentazione

Un ragazzo sulla soglia è il nuovo romanzo di Anne Tyler, autrice statunitense, vincitrice del Premio Pulitzer nel 1988 con Lezioni di respiro.
Anne Tyler nel suo ventitreesimo romanzo ci presenta un abitudinario, Micah Mortimer, un quarantaduenne, tecnico informatico che arrotonda come tuttofare nel condominio in cui vive a Govans, quartiere nel nord-est di Baltimora, nel Maryland. Non un abitudinario qualsiasi, ma chi della routine ha fatto una regola di vita. Le abitudini ci danno sicurezza, ci fanno sentire la nostra vita sotto controllo e questo piace a Micah che è contento della propria esistenza. Ma si sa che la vita regala spesso sorprese alle quali non è sempre facile sottrarsi, neanche quando sulla ripetitività si è impostata completamente la propria, anche nel vestire o nelle relazioni amorose. Sarà così che due avvenimenti ne scardineranno la consolidata abitudinarietà: la fidanzata Cass, sua compagna da tre anni, ma con la quale non convive, lo lascerà all’improvviso e soprattutto la comparsa sulla porta di un giovane diciottenne, figlio di una sua ex dei tempi del college. Se il primo avvenimento lo lascerà a lungo senza una risposta, il secondo sconvolgerà totalmente la sua esistenza e il modo di concepirla. Un altro uomo senza qualità per Anne Tyler, intitola la sua intervista Brunella Schisa su Il Venerdì la Repubblica (31 luglio 2020) e aggiunge nel sottotitolo “Nuovo romanzo della scrittrice classe 1941. Maestra nel descrivere la banalità soprattutto maschile”
Georges Simenon “Il Mediterraneo in barca” due recensioni e la presentazione dal “risvolto”

la recensione da CasaLettori di Maria Anna Patti
e anche da mangialibri
Che Simenon sia un prodigioso narratore è a tutti noto. Ma forse non tutti sanno che, in particolare fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter non meno prodigioso – e singolare. Singolare perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti per sé, per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. […] Ma proprio perché concepiti in funzione dell’unica attività che gli stesse a cuore, la scrittura – non a caso ha voluto intitolare il volume che li raccoglie Mes apprentissages («Il mio apprendistato») –, i suoi pezzi giornalistici non fanno dunque che rivelarci un’altra faccia del Simenon romanziere. Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo – da Porquerolles alla Tunisia passando dall’Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie.
Le classifiche su Robinson: i più venduti dal 13 al 19 luglio 2020

Le recensioni e le presentazioni su tuttatoscanalibri dei 10 più venduti per la narrativa e la narrativa italiana:

Li trovate a questi link:
1 Andrea Camilleri “Riccardino”
6 Perrin “Cambiare l’acqua ai fiori”
8 Malvaldi “Il borghese Pellegrino”
10 Gianrico Carofiglio “La misura del tempo”
Per la narrativa italiana si aggiungono:
8 Simoni “Il segreto del mercante di libri”
10 Cassar Scalia/De Cataldo/De Giovanni “Tre passi per un delitto”