Pubblicato per la prima volta nel 1923 fu poi editato in Italia una trentina d’anni dopo; Adelphi ripubblica questo romanzo breve che rese famoso il suo autore. Lady into fox il titolo originale di questo racconto fantastico in cui la signora Tebrick, da nubile Fox ( quando il nome si fa omen), si trasformerà proprio in questo animale. L’ambientazione è quella della campagna inglese dove i due coniugi conducono una vita tranquilla in una villa appartata: mentre assistono ad una battuta di caccia, in un pomeriggio del 1880, avviene l’incredibile trasformazione e quanto ne consegue di drammatico:
“Dove un istante prima si trovava sua moglie, adesso c’era una piccola volpe di un color rosso acceso. Lo guardò implorante, avanzò di un paio di passetti, e lui si rese conto immediatamente che sua moglie lo stava guardando con gli occhi del’animale […] passarono così parecchio tempo, finché la povera volpe non riuscì più a trattenere le lacrime […] Allora neppure Mr Tebrick riuscì a contenersi. ma si sedette a terra e singhiozzò a lungo, baciandola fra i singhiozzi come se fosse stata una donna”.Un marito innamorato, “perché era un innamorato molto più che un marito” le starà vicino e l’accudirà anche quando lei diverrà sempre più selvaggia, proprio come la volpe in cui si era trasformata. E così, dopo il primo tramortimento, Tebrick si ricompone e pensa a come portarla a casa aspettando l’oscurità perché nessuno la veda, mentre l’autore, intervenendo nel raccontato ne sottolinea il comportamento:
“poi se la infilò sotto il soprabito, o meglio, nel suo fervore si strappò il gilè e la camicia per tenersela più vicina la cuore. Quando siamo sopraffatti da un immenso dolore non ci comportiamo come uomini o come donne, ma come bambini che trovano conforto rannicchiandosi contro il seno della madre, oppure, se lei non c’è, stringendosi forte gli uni agli altri”
Come leggere questa fiaba per adulti? Ci propone alcune chiavi di lettura la presentazione dal Catalogo Adelphi:
[…]La storia della bella Silvia Tebrick, che un giorno, senza preavviso, si tramuta in una volpe sotto gli occhi stupefatti del marito (il quale continuerà ad amarla e accudirla anche quando lei comincerà, inesorabilmente, a inselvatichirsi), può essere letta (e lo è stato) come una lettera in codice indirizzata a Grant (ndr suo amante per lungo tempo), o come un apologo sulla sessualità femminile, o ancora come un’allegoria dell’amore assoluto – oppure, e sarebbe la scelta più avveduta, la si può semplicemente assaporare, abbandonandosi al piacere di una lettura che è puro, brillante divertimento.
Può capitare, seduti da passeggeri sui sedili di un treno, di guardare fuori dal finestrino il paesaggio che ci sfreccia davanti agli occhi e, posandosi lo sguardo su qualche abitazione, interrogarsi su chi ci abiti e fantasticare sulle loro vite. Per Rachel, la protagonista de “La ragazza del treno” di Paula Hawkins, questi pochi minuti di intromissione nella quotidianità altrui sono una via di fuga che le permette da un lato di avere un po’ di conforto e dall’altro di allontanarsi dalla propria di realtà, diventata buia e solitaria.


Al suo debutto come scrittrice, Sara Fruner, autrice di Riva del Garda, è arrivata dopo aver pubblicato prima la raccolta di poesie in inglese “Bitter bites from Sugar Hills”, e poi quella in italiano “Lucciole in palmo alla notte” . “L’istante largo” è una storia tra incognito e formazione il cui protagonista principale è un ragazzino quindicenne, Macondo, alla ricerca di notizie della sua nascita, di sapere quale delle tre madri, che ritiene tali ma che non ricorda, sia quella che lo ha messo al mondo, in attesa che la scatola che la nonna, celebre pittrice, tiene in alto nel suo scaffale, gli venga consegnata allo scadere della maggiore età, come ha deciso. Quale verità lo attende? E intanto il giovane impaziente indaga, mette a fuoco indizi e li cerca in quel mondo di artisti che lo circonda, in un intrecciarsi di storie e di ricordi di famiglia, anche tragiche e dolorose.
Dodici racconti dei quali è un omonimo a dare il titolo alla raccolta. Storie di coppie, di famiglie nell’America contemporanea. Pubblicato nel 2018 e ora in Italia da Feltrinelli. In “La sicurezza degli oggetti” , scritto nel 1990 ma pubblicato in Italia una decina d’anni dopo, l’autrice aveva tratteggiato con estrema freddezza adulti e ragazzini insieme allo stile di vita americano. In questa raccolta, scrive Mariarosa Mancuso nella sua recensione su Robinson Libri (25 luglio 2020), “molti racconti sembrano più interessati alla sorte dei figli abbandonati che alla voglia di libertà dei genitori”. Tanto che, aggiunge “il passaggio da ragazzini terribili e molestatori di barbie […] a ragazzini sofferenti toglie alla Homes la perfidia che le conoscevamo”. Perfidia che, a detta della commentatrice, l’autrice ha perso scivolando, in alcuni racconti, nel manierismo. Nel 1999 la scrittrice era stata inserita nel novero dei giovani scrittori del nuovo millennio.

