
Una scoperta letteraria inattesa, che oltre a restituirci uno spaccato importante della vita di Virginia Woolf si rivela, soprattutto, un vero piacere da leggere (da Feltrinelli)
È il 1907, Virginia Woolf dedica tre storie all’amica e confidente Mary Violet Dickinson, insolitamente alta per l’epoca, superava il metro e ottanta, che nella fantasia di Virginia, diventa una gigantessa protagonista di tre favole nelle quali la sua altezza è un vero e proprio superpotere con cui combatte mostri marini e convenzioni sociali.
Il testo rappresenta il primissimo esperimento narrativo compiuto dalla Woolf, rivelandone una sorprendente vena comica e fiabesca
Violet Dickinson ha svolto un ruolo fondamentale nella vita dell’Autrice, sia a livello emotivo nei momenti di grave crisi psichica legata alla morte di Stella e poi del padre, sia come vera e propria mentore editoriale, come riemerge nella recente pubblicazione di una breve serie di racconti giovanili e inediti intitolata The life of Violet (Vita di Violet) .
Dalla prefazione di Nadia Fusini “Una storia nella storia”
[…]a Virginia, ripeto, piace ridere, e soprattutto le piace far ridere noi, i suoi lettori e le sue lettrici. E di certo vuol far sorridere la donna a cui manda questi reperti, per la quale li scrive! In questi reperti miracolosamente ritrovati, che qui vi presentiamo, in effetti Virginia ci riesce, eccome! Nel suo intento dichiarato, le scritture che vi offriamo sono una comunicazione intima, privata, rivolta a un’amica che ama con quella speciale predilezione fervida e incantata che Virginia riserva alle donne, per lei la manifestazione più alta della meraviglia della creatura umana. Le donne sono esseri superiori, Virginia non ne ha dubbio: mettono al mondo il mondo. E lo proteggono, lo custodiscono. Questo gesto vitale lei riconosce a Violet Dickinson, che non è e non sarà mai biologicamente madre, ma da lei Virginia si sente “messa al mondo”. Riconosciuta, amata da lei; e vedremo come e perché addentrandoci in questo specialissimo tributo amoroso, che vuole essere a tutti gli effetti un omaggio, un piccolo dono geniale di scrittura amorosa, una specie di serenata, che Virginia le dedica nel 1907. In segno di gratitudine. Il titolo che dà al suo dono è Una vita. Una biografia fantastica”
E aggiunge nell’interessante introduzione
“Virginia è davvero giovane quando compone queste “scene di vita” per Violet. Epperò gioca con estrema bravura con il tono fiabesco, fantastico, addirittura farsesco, dimostrando una nonchalance straordinaria, un estro naturale per la slapstick comedy, per la farsa, per la pagliacciata”.
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