Isabel Allende “Donne dell’anima mia. Dell’amore impaziente, della lunga vita e delle streghe buone” presentazione

Il percorso autobiografico della scrittrice cilena si apre con un’affermazione: “Non esagero quando dico che sono femminista dai tempi dell’asilo” a cui aggiunge precisando, di credere che all’origine della sua ribellione all’autorità maschile ci fosse stata la situazione della madre Panchita abbandonata dal marito, tornata quindi a vivere in famiglia, assoggettata al padre e ai fratelli: era piccola, ma soffriva nel vederla così giovane e bella non solo sottomessa ma anche tarpare le ali al proprio talento.

Un’altra certezza a cui sono giunta con la terapia, all’età di cinquant’anni, è che sicuramente la mancanza di un padre nella mia infanzia deve aver contribuito a fare di me una ribelle.

Come il non aver accettato la figura del patrigno, lo zio Ramon, come lei lo chiamava, un uomo che avrebbe imparato a stimare molto tempo dopo, quando divenne madre. Ma non solo passato nelle pagine della Allende: figure di donne, la sua amica Olga e la sua agente letteraria, le sue lotte per l’emancipazione femminile, una lotta lunga e non ancora terminata, i suoi trascorsi sentimentali e professionali, i suoi dolori e la sua terza età, vissuta da donna che si porta addosso il retaggio del passato di cui non è riuscita a liberarsi totalmente.

Dal Catalogo Feltrinelli Editore

Con leggerezza e ironia, Isabel Allende rievoca momenti del passato e indugia sul presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo. L’autrice parte dalle origini, dalla sua infanzia e adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L’istinto di ribellione è una sorta di reazione naturale al maschilismo imperante che genera in lei l’attitudine che negli anni l’ha portata a schierarsi sempre con i deboli, gli emarginati e tutte le donne che ancora lottano per l’emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, a partire dal raggiungimento dell’indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che significa per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.

Brevi note biografiche

Isabel Allende è nata a Lima, in Perù, nel 1942, ma è vissuta in Cile fino al 1973 lavorando come giornalista. Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e, successivamente, negli Stati Uniti. Il suo primo romanzo, La casa degli spiriti del 1982 (Feltrinelli, 1983).

e anche:

recensioni a varie opere della Allende su mangialibri

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