
Le pagine più visitate

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Torna “Il sasso in bocca” di Pantaleone il libro che svelò la mafia agli italiani
di Attilio Bolzoni
Un libro sta per festeggiare il suo cinquantesimo anno ma sembra scritto ieri l’altro. Perché dentro le sue pagine c’è un sapere che va molto in profondità, intelligenza e intuizioni già mezzo secolo fa avevano spazzato via luoghi comuni e banalità su mafia e mafiosi, è un documento che racconta come Cosa Nostra aveva appena conquistato la Sicilia e si stava preparando ad assaltare l’Italia. Un best seller degli anni Settanta tradotto in 28 lingue (c’è pure una versione russa in braille per non vedenti), in questi giorni è tornato in libreria con un vestito nuovo ma con la stessa forza di quando in tempi piuttosto lontani nessuno voleva parlare e scrivere della mafia (e così a volte è ancora oggi) per quello che è. Potere, potere puro.
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“Polvere d’agosto” è l’ultimo dei Melis, il commissario, ora fresco di nomina a primo dirigente, creato da Tuzzi; lo troviamo al lavoro in un torrido agosto di una Milano semideserta alla fine degli anni ‘80 visto che si era era offerto “ben volentieri di presidiare la Questura nei giorni più gettonati dai forzati delle vacanze”.
E come sempre Tuzzi non delude mai con i suoi ingredienti ben dosati e riconoscibilissimi di quello che si può ormai definire lo “stile tuzziano”: l’uso inconsueto di lingue e linguaggi, abbinati a persone personaggi e comparse a loro volta delineati con tratti lievi e veloci o con sfumature e pennellate più ampie; nomi e nomignoli, un mondo, un’umanità variegata, molteplicità godibilissima e varia di numerose tipologie sociali; ambienti, delineati con acume sapiente, testi di canzoni, conoscenze tra le più disparate emergono anche dalle citazioni mai banali e perfettamente contestualizzate e messe lì non per mero sfoggio di cultura.
È questo mix ben architettato che mi piace e mi cattura nei Melis? Non so, ma so per certo che non me ne perderei uno.
E ovviamente il poliziesco prende le mosse dal mistero di una morte millantata da un personaggio “conosciuto” e da un’altra, due morti, come nei gialli che si rispettino.
Si apre con un incontro inatteso in uno scenario in cui anche il clima non è del tutto estraneo alla situazione:
Pantaloni del completo color paglia stazzonati, camicia azzurra alonata dal sudore, colletto aperto e giacca buttata sulle spalle, il primo dirigente Norberto Melis fulminò il giovane agente, un pivello fresco di Scuola Allievi che balbettò confuso: «Eh, quando è arrivato qui, lei era fuori, e dopo…» «Sì, va bene» troncò brusco lui. «E dov’è, questo tipo? E come si chiama?» Il ragazzo in uniforme indicò la saletta d’attesa e balbettò «Bottazzi, Rattazzi…» Melis scosse le spalle infastidito, quel nome non gli diceva niente. Di sicuro, se non una grana, una salute senza soldi. Per un istante pensò se recuperare la cravatta dal taschino, decise che no, infilò con fastidio la giacca e spalancò la porta. «Piedini!» «Dottore!»
E si chiude ad ottobre con la soluzione con cui Norberto Melis arriverà a sciogliere l’enigma:
E così, i misteri alchemici, le dotte letture sapienziali e le lunghe ombre del passato, l’ateniese festa dell’altalena e i misteri delle confraternite cavalleresche, tutto questo mondo a un tempo irreale e seducente ma iperuranio come l’ippogrifo, non sublunare come i dèmoni mediatori di male, tutto questo mondo certamente astratto, ma che volava alto, forse ingenuo ma tale, nel suo esoterismo, da poter persino contemplare la morte, svaniva in nebbia come i sogni, travolto dalla realtà […]
E tra questi due momenti una ridda di personaggi, un percorso intricato e … un finale imprevisto!
S.P.
Romanzi dello stesso autore:
Hans Tuzzi, Il sesto Faraone, Bollati Boringhieri Milano 2016
Hans Tuzzi “Il Trio dell’Arciduca”
Hans Tuzzi, Al vento dell’Oceano, Bollati Boringhieri Milano 2017
Hans Tuzzi La belva nel Labirinto, Bollati Boringhieri 2017
Uomini, donne e stereotipi: viaggio nelle disuguaglianze
Cari lettori, di seguito una serie di romanzi che vi faranno viaggiare restando comodamente seduti a casa, in terrazza, sotto l’ombrellone… o dovunque vi piacerà leggere!
Ferrini Pizzuoli “La val di Merse. Luoghi e paesaggi”
Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”
Mjlienko Jergovic “Radio Wilimowski”
Catherine Poulain “Il grande marinaio”
Merlini Silvestri “Sicilia express”
Roberto Alajmo “L’arte di annacarsi”
Oreste Verrini “Madri. Sulle orme del pittore Pietro da Talada lungo l’Appennino tosco emiliano”
Jan Potocki “Viaggio nell’impero del Marocco”
A cinquant’anni da quel lontano 20 luglio 1969… un omaggio all’astro più celebrato da scrittori e poeti

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Scandalosamente felice