Madeleine St.John “Le signore in nero” recensione di Tiziana Lo Porto da D La Repubblica del 15 giugno

(Da Tiziana Lo Porto D La Repubblica)

DESCRIZIONE da Garzanti Libri

Sydney 1950. Sui manichini spiccano le gonne a balze e i corpetti arricchiti degli accessori più preziosi. Ma goode’s non sono solo i più grandi magazzini della città, dove trovare l’abito all’ultima moda. Per quattro donne che lavorano sono anche l’unica occasione di indipendenza. Mentre con le loro eleganti divise di colore nero consigliano le clienti su tessuti e modelli, nel loro intimo coltivano sogni di libertà, di un ruolo diverso da quello di figlia, moglie e madre. Lesley sogna di continuare a studiare, anche se il padre non ne vuole sentir parlare. Poi c’è patty che solo sul lavoro sente di valere qualcosa, mentre a casa il marito la tratta come fosse trasparente. Anche per fay andare al grande magazzino ogni mattina significa sentirsi meno sola. A sorvergliarle come una madre c’è magda: le sprona a inseguire i loro desideri e a trovare il proprio stile nel vestire, a coltivare l’idea che una donna possa raggiungere qualsiasi obiettivo. Per tutte è in arrivo un tempo di grandi cambiamenti e opportunità inaspettate. Tra un party, un nuovo vestito e nuove consapevolezze, lesley, patty, fay e magda vivranno il momento magico in cui si decide chi si vuole essere davvero. Madeleine st. John è una delle più grandi autrici del novecento. E stata la prima autrice australiana candidata al man booker prize. Da questo libro è stato tratto un film di successo diretto da bruce beresford, regista di a spasso con daisy. Il femminismo è il fil-rouge che attraversa tutti i suoi romanzi, precursori di un’epoca di cambiamento. Protagoniste delle sue storie sono le donne: donne forti che inseguono i loro sogni, donne che cercano il loro posto nel mondo, ieri come oggi.

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