Stuart Turton “Le sette morti di Evelyn Hardcastle” intervista di Laura Crinò da La Repubblica Cultura

Io, dalle capre ad Agatha Christie”

Lo scrittore inglese Stuart Turton è diventato un caso con il suo giallo

di Lara Crinò

«Sono cresciuto a Widnes, nel nord dell’Inghilterra. Un luogo senza ambizioni: finivi la scuola a 16 anni, poi entravi in fabbrica e passavi la domenica al pub. Mio padre faceva il turno di notte, mia madre di giorno: si incrociavano per un’ora. Poi c’ero io, bambino. Una vicina per dieci penny mi comprava al mercatino dell’usato i libri di Agatha Christie: grandi dimore, feste, gente sofisticata. Delitti.

… continua a leggere l’intervista di Laura Crinò

Daniela Alibrandi “I delitti negati” L’erudita 2019

Un commissario, Riccardo Rosco, è protagonista delle pagine di Daniela Alibrandi che portano il titolo I delitti negati, un’espressione che, oltre al titolo, compare tre volte nel romanzo, lasciando aperta al lettore, soprattutto all’inizio, una duplice interpretazione delle maglie investigative che si andranno via via dipanando.

Un personaggio, quello del commissario, che l’autrice tratteggia, delineandone nel corso degli avvenimenti e situazioni la travagliata personalità: solo al termine il lettore conoscerà i suoi caratteri fisici, poche le volte in cui viene indicato con il nome proprio: è schivo, taciturno con una caparbia volontà e capacità di seguire una pista, quella giusta. La sua vita è il suo lavoro, ma solo fino al penultimo caso durante il quale un’ingenuità professionale lo fa destinare ad altra sede. Solo lì, nella distanza, scorge finalmente quanto spazio egli abbia negato a se stesso e alla propria vita di relazione: la moglie, la famiglia, gli stessi collaboratori, la sua squadra, che, in questa nuova situazione, sente vicini e ai quali si scopre legato affettivamente.

Troppo preso e forse troppo presuntuoso, ha accolto nella propria vita solo ciò che potesse mettere in luce il suo acume di investigatore, fino a spingersi oltre e mettere a repentaglio anche la propria incolumità. Ma nella distanza, nel cambiamento totale, senza che la sua perspicacia si spenga, sa ritrovare se stesso e i valori dimenticati.

Uomo e commissario, individuo e segugio: caratteristiche che non possono essere separate dalla vicenda perché il nostro protagonista sa indagare e venire a capo di un’intrigata e sordida storia dove Roma e la Città del Vaticano sono protagoniste, ciascuna con la propria bellezza e grandiosità, a volte anche mostruosa, a volte sprezzante e altezzosa, in un contesto storico preciso, gli anni ‘80, quando la risoluzione dei casi si affidava esclusivamente all’ingegno degli investigatori.

E la vicenda scorre in una forma piana e schietta, tra i molti personaggi, i paesaggi e gli ambienti, in questo romanzo ricco di descrizioni e di scorci filtrati dal sentire di chi lo guarda e lo vive:

Roma, d’estate, d’autunno, di primavera e adesso d’inverno, Roma l’antica, l’infinita, l’impareggiabile. Storia immensa e odore acre di legna bruciata, l’umido del fiume misto al marcio delle foglie cadute dai platani. Un elisir che invadeva le sue vene come un bicchierino di cognac bevuto di mattina.

La cupola di San Pietro sulla destra, maestosa e immensa, brillava in quel momento, colpita dai raggi del sole invernale, che iniziava la sua discesa verso il gelido tramonto. Di fronte le Mura Vaticane, il confine sicuro, il baluardo che assicurava alle anime, anche alle più oscure, la difesa di una cortina impenetrabile.

E, non per ultima, una voce fuori campo.

Compare spesso al termine di vari capitoli con un preciso distacco anche grafico dal testo principale: parole dolorose di peccati e di fede, di volontà di giustizia terrena. Di chi sono?

Salvina Pizzuoli

Dello stesso autore:

tuttatoscanalibri – Narrativa – Giallisti italiani

Daniela Alibrandi, Quelle strane ragazze, youcanprint 2018

Daniela Alibrandi, Nessun segno sulla neve, Universo 2016

Daniela Alibrandi “Una morte sola non basta”

Daniela Alibrandi “Un’ombra sul fiume Merrimack”

Daniela Alibrandi “Il vaso di Bemberly”

Daniela Alibrandi “Il bimbo di Rachele”

Delia Owens “La ragazza della palude” recensione di Eugenio Borgna da il Corriere Cultura

Nel cuore sfregiato di Kya.

Una ragazza vive isolata in una palude L’amore, gli abbandoni e un brutale delitto Poi il processo che non risolve il mistero

Un romanzo di Delia Owens (Solferino) che scava a fondo nella psicologia maschile e femminile

Non posso non dire subito di avere letto il romanzo di Delia Owens La Ragazza della Palude (Solferino) con grande interesse, non ne ho interrotto la lettura se non alla sua conclusione, e ho continuato a ricapitolarne mentalmente le pagine: come se le rivedessi con gli occhi della memoria nel loro scorrere febbrile che non segue criteri cronologici.

… continua a leggere la recensione di Eugenio Borgna

e anche

la recensione di Tiziana Lo Porto da DLa Repubblica

e il primo capitolo del thriller