Jordan Foresi e Oliviero Sorbini “John Falco. Nel profondo della rete” Paesi Edizioni

John Falco. Nel profondo della rete è l’avvincente cyber thriller scritto a quattro mani da Jordan Foresi, giornalista di Sky TG24 già corrispondente dagli USA e autore di saggi, e Oliviero Sorbini, autore televisivo, scrittore e sceneggiatore. 

John Falco offre uno spaccato del mondo del cyber spionaggio, costruito sugli spunti dell’ex analista della CIA Jack Caravelli, a cui il libro è dedicato.

Chi è John Falco? 

Un esperto critico di vini. Il suo lavoro consiste nell’assaggiarli, redigere articoli su blog o riviste, scrivere libri, condurre degustazioni e perfino tenere conferenze. Così sembra. È la faccia pubblica che mostra. Dietro alla sua professionalità inappuntabile, nasconde però numerose ferite e un lato profondamente oscuro: forte dell’esperienza acquisita presso un’agenzia governativa, John Falco è alla guida di un misterioso gruppo di hacker internazionali.  
Cyber security, spie, organizzazioni pirata, nuove minacce del web tra ricatti, brillanti operazioni e dichiarate vendette. 
Attraverso un susseguirsi di casi enigmatici, ai quali è chiamato a cercare soluzioni sempre più rischiose e cariche di imprevisti, il protagonista dovrà cercare di superare anche lo scoglio più duro: rimettere insieme i pezzi della propria vita per trovare finalmente la pace con sé stesso.

Jordan Foresi è autore con Jack Caravelli de: Il califfato nero e La minaccia nucleare (Nutrimenti) e I segreti del cybermondo (De Agostini). Oliviero Sorbini, esperto di comunicazione socio-istituzionale, ha firmato il romanzo Il racconto di Jadib (Liberi)

Matsumoto Seichō “Un posto tranquillo” presentazione

Matsumoto Seichō (1909-1992), scomparso a ottantatré anni, è stato definito il più grande autore giapponese di romanzi di investigazione e paragonato ad un altro grande e pertanto, per accostamento, è detto il Simenon giapponese. Tra i suoi successi  Tokyo Express, trasposto anche sul grande schermo, La ragazza del Kyushu, Agenzia A, Come sabbia tra le dita e il recente Un posto tranquillo. In tutti i suoi romanzi l’aspetto umano, la denuncia dei rapporti tra malaffare e potere con uno sguardo alla storia recente del suo paese, l’impegno politico sempre presente e mai sconfessato anche in tempi in cui poteva essere una pericolosa ammissione.

Un posto tranquillo, il terzo romanzo pubblicato da Adelphi, è un noir dai caratteri atipici in quanto manca un caso da risolvere o un investigatore, ma c’è solo un uomo, Tsuneo Asai, funzionario di un ufficio del ministero dell’Agricoltura che, sopraffatto dalla notizia, pervenutagli durante una cena a Kōbe con imprenditori del settore, della perdita improvvisa della giovane moglie in un quartiere di Tokyo un po’ fuori mano e a due passi da un albergo a ore, si trasforma attanagliato da molti interrogativi e dubbi da sciogliere.

Dal catalogo Adelphi

[…] Questa storia è come una strada che parte leggermente in salita e si fa a ogni passo più ripida. Una strada piena di vicoli cie­chi, che sembra esistere solo nella psiche del protagonista. Qui, i temi cari a Matsu­moto – la vendetta, l’ossessione per un det­taglio che non torna, il timore dello scan­dalo, l’ansia di essere scoperti che conduce alla rovina – si condensano in un noir ano­malo e beffardo, senza un caso né un inve­stigatore, dove chi cerca un colpevole può finire per diventarlo lui stesso. Un noir che è anche una critica acuminata della società giapponese e della ragnatela di convenzio­ni che la invischiano.

A. Ferrini e S. Pizzuoli “O.D.E.S.S.A. Operazione Damocle” con la recensione di Daniela Alibrandi

“O.D.E.S.S.A. Operazione Damocle

è il terzo thriller storico di una fortunata trilogia. Esce in questi giorni su Amazon  per far vivere agli amanti del genere una nuova avventura di Leonard Walder. Sarà infatti coinvolto in una difficile missione nella terra dei faraoni  negli anni ’60, ai tempi di Nasser e delle sue velleità di fare dell’Egitto una potenza preminente del mondo arabo.


La sinossi

Dopo la sconfitta del Terzo Reich i nazisti trovarono rifugio non solo in America latina ma anche nei paesi arabi, in particolare nella Siria di Assad e nell’Egitto di Nasser: è qui, nell’antica terra dei faraoni, che ancora una volta Leonard Walder sarà chiamato all’azione dall’amico Mike e dal Mossad, per scongiurare un grave pericolo per Israele. Terzo di una trilogia (ODESSA. L’ora della fuga / ODESSA Caccia in Argentina) anche in Odessa Operazione Damocle l’ambientazione e il contesto storico, precisi e rigorosi, saranno come sempre protagonisti sullo sfondo dell’intricata situazione che Walder si troverà a gestire: abbandonata la passione che da sempre lo anima per l’arte e per la bellezza, si voterà alla causa con la segreta speranza di sopravvivere e tornare a coltivare le proprie inclinazioni. Riuscirà Walder nell’intento o lo rivedremo presto in azione?

La recensione di Daniela Alibrandi

Leggendo Operazione Damocle, il terzo della trilogia di O.D.E.S.S.A., ho camminato a lungo per le stradine del Cairo, immersa nelle sue atmosfere, attraverso pittoreschi mercatini, respirando il profumo di spezie, sempre intuendo in agguato un sottile e minaccioso climax di sospetto. Non ho potuto fare a meno di meravigliarmi davanti alle descrizioni dettagliate della affascinante città egiziana, immersa nella realtà degli anni Sessanta, una rappresentazione puntuale e filmo grafica, arricchita da precisi riferimenti storici e sociali legati alla particolare situazione politica esistente nell’Egitto di Nasser. E ho ritrovato Leonard Walder e la sua bella personalità. Un agente segreto sui generis, coraggioso, geniale, determinato, scaltro e sottile, ma anche amante dell’arte e della bellezza. Il suo animo non ha subìto la metamorfosi che solitamente caratterizza i protagonisti cinici e distaccati delle spy stories. Lui è tuttora ricco di sentimenti e di grande umanità. E l’ho riconosciuto, dopo averlo ammirato nei precedenti due romanzi, sempre alla ricerca di quella giustizia che è stata negata a intere generazioni. Seguendolo nelle spericolate avventure, ho scoperto le sue intime sensazioni, perfino i fugaci pensieri riservati agli incontri amorosi vissuti intensamente, anche se solo per la buona riuscita di una missione.
“Ma quell’ennesimo distacco si era materializzato nella mente di Leonard: era la sua storia, la storia delle donne che avevano attraversato la sua vita, dolci meteore, lo avevano accompagnato nelle sue missioni e spesso vi avevano perso la propria. Donne coraggiose, compagne d’avventura, teneri ricordi con cui probabilmente avrebbe riempito la sua vecchiaia.”
Una trama ricca di colpi di scena, un intreccio che non dà tregua fino alla fine. E ho provato paradossalmente, come d’altronde nelle due precedenti opere della trilogia, il dispiacere per aver terminato una lettura tanto avvincente. Ai bravissimi autori non posso che rivolgere quindi la speranza che la trilogia di O.D.E.S.S.A diventi presto una tetralogia.

Daniela Alibrandi

L’ Antefatto

Il Cairo, 23 luglio 1962

Erano solo le 9.30 del mattino ma il sole batteva già impietoso sulle gradinate riservate alle autorità; da lì a poco avrebbero assistito alla grande parata militare in celebrazione del decimo anniversario del colpo di stato dei Liberi Ufficiali che aveva spazzato via la monarchia di re Faruk e, dopo il breve periodo del governo di transizione presieduto dal generale Muhammad Nagib, instaurato il potere definitivo di Gamal Abdel Nasser. Lo stesso presidente, in prima fila sul palco d’onore, attorniato da alti ufficiali con al fianco il vicepresidente, generale Anwar al-Sadat, aveva appena pronunciato il solenne discorso nel quale rivendicava i successi della sua politica indirizzata a costruire in Egitto un nuovo modello di socialismo e di giustizia sociale. Ma la parte del discorso che di lì a poco sarebbe rimbalzata in tutte le cancellerie internazionali, suscitando sbigottimento e preoccupazioni, fu quella in cui il rais annunciava al mondo che era stato avviato con successo un programma di armamento missilistico che avrebbe reso l’Egitto un’indiscussa potenza fra i paesi arabi. I missili Al-Zafir ‘il Trionfatore’ e Al-Qahir, ‘il Conquistatore’, a propellente liquido, sarebbero stati in grado “di colpire qualsiasi bersaglio a sud di Beirut”, tenne a precisare. Non occorreva ricorrere ad analisti esperti per capire che Israele era nel mirino. Dopo pochi minuti alcuni prototipi di tali ordigni montati su autocarri aprivano la parata tra gli applausi del pubblico.


Gli altri due della trilogia   

Michele Navarra “ Solo Dio è innocente” presentazione

L’avvocato Alessandro Gordiani è il protagonista del romanzo di Michele Navarra che, oltre ad essere uno scrittore, è anche avvocato penalista: il suo alter ego di carta è un ultra quarantenne, romano, capelli dal taglio militare, lo studio in centro a Roma, città che percorre su una vespa usurata e da dove volerà a Fonni, un paese sotto il massiccio del Gennargentu, avendo deciso di difendere Serra, coinvolto nell’ennesimo scontro tra famiglie rivali da sempre.

Un romanzo avvincente e spettacolare così com’è il processo penale italiano, contrariamente a quanto si possa credere, tanto che, come sostiene l’autore, basta solo saperlo rappresentare sulla carta…

La storia che racconta ha inoltre un suo pathos antico, quello legato alle faide familiari, a vendette antichissime che, proprio per questo, possono impossessarsi e trasformare la vita di chi vi è coinvolto da generazioni, trascinandolo dentro un codice d’onore che sa prevaricare la volontà del singolo. Un genere quello del legal thriller che incontra particolare attenzione da parte dei lettori forse proprio perché, come dice Navarra con la sua esperienza trentennale, è di per sé spettacolare. E poi c’è Roma con i suoi scorci che, si sa, quanto a fascino non hanno  rivali.

La trama da Fassi Editore

[…] Nella Sardegna profonda, tra le alture della Barbagia, l’omicidio a sangue freddo di un quindicenne riapre vecchie ferite. La faida implacabile che oppone da sempre due famiglie rivali sembra non risparmiare proprio nessuno. Il principale sospettato del delitto, Mario Serra, ha già alle spalle una lunga storia di crudeltà e di sangue, forse troppo per poter credere che vi sia ancora un briciolo di umanità in lui. Questo è il dubbio che tormenta l’avvocato incaricato della sua difesa, Alessandro Gordiani, che, dal suo studio di Roma, parte per l’isola in vista di un processo che minerà le sue convinzioni sulla natura umana e sulla giustizia, che non sempre coincide con il giudizio espresso in tribunale. Costretto a immergersi in una società antiquata e omertosa, Gordiani si sposterà tra Roma e la Sardegna per prepararsi, anche emotivamente, a un complicato processo penale.

 

 

 

Marcello Simoni “Il segreto del mercante di libri” presentazione

Un thriller storico ambientato nel Medioevo il cui protagonista è un personaggio già presente in altri romanzi di Simoni: La Trilogia del mercante di libri, di cui è protagonista il mercante di reliquie Ignazio da Toledo. In un articolo comparso su La Repubblica Cultura del 21 luglio 2020, l’autore si racconta come giallista storico e spiega come il genere non sia dissimile dall’archeologia sperimentale perché “si sforza di colmare i vuoti” là dove i reperti  e le fonti documentarie sono deficitarie e, utilizzando un’efficace metafora, paragona il lavoro di ricostruzione della fantasia  ad “un ago che rammenda le lacune di un ordito rimasto a metà”.  Così è la fantasia l’elemento chiave ché lo studio delle fonti da solo non basta. Interessante poi il modo di procedere creativo: se molti narratori impostano le trame partendo dalle parole “io parto dalle immagini, da piccoli schizzi in inchiostro di china”.

Da Newton Compton Editori

Anno Domini 1234.
Dopo due anni trascorsi presso la corte di Federico II, in Sicilia, il mercante di reliquie Ignazio da To­ledo torna in Spagna per una nuova, rischiosa impresa: trovare la Grot­ta dei Sette Dormienti. In questo leggendario sepolcro, sette martiri cristiani si sarebbero letteralmen­te “addormentati”, secoli prima, in un sonno eterno. Ma non è certo la ricerca di una reliquia a muovere il mercante, bensì il mistero dell’im­mortalità che pare nascondersi die­tro la storia dei Sette Dormienti. Gli indizi di cui Ignazio è in pos­sesso lo conducono tra Castiglia e Léon: la terra da cui viene e dove ha lasciato la propria famiglia. Al suo ritorno, il mercante è costretto però a fare i conti con spiacevoli novità, delle quali la prolungata assenza lo ha tenuto all’oscuro: Sibilla, sua moglie, è scomparsa, forse per sfug­gire a una terribile minaccia; Uber­to, il figlio, è rinchiuso in prigione con l’accusa di aver ucciso un uomo. Chi si cela dietro queste sciagure? Forse un infido frate domenicano, confessore personale di re Ferdi­nando III di Castiglia. E una setta di vecchi nemici del Mercante: la Saint-Vehme…

A. Ferrini e S. Pizzuoli “O.D.E.S.S.A. Operazione Damocle” la presentazione e la trilogia

“O.D.E.S.S.A. Operazione Damocle

è il terzo thriller storico di una fortunata trilogia. Esce in questi giorni su Amazon  per far vivere agli amanti del genere una nuova avventura di Leonard Walder. Sarà infatti coinvolto in una difficile missione nella terra dei faraoni  negli anni ’60, ai tempi di Nasser e delle sue velleità di fare dell’Egitto una potenza preminente del mondo arabo.


La sinossi

Dopo la sconfitta del Terzo Reich i nazisti trovarono rifugio non solo in America latina ma anche nei paesi arabi, in particolare nella Siria di Assad e nell’Egitto di Nasser: è qui, nell’antica terra dei faraoni, che ancora una volta Leonard Walder sarà chiamato all’azione dall’amico Mike e dal Mossad, per scongiurare un grave pericolo per Israele. Terzo di una trilogia (ODESSA. L’ora della fuga / ODESSA Caccia in Argentina) anche in Odessa Operazione Damocle l’ambientazione e il contesto storico, precisi e rigorosi, saranno come sempre protagonisti sullo sfondo dell’intricata situazione che Walder si troverà a gestire: abbandonata la passione che da sempre lo anima per l’arte e per la bellezza, si voterà alla causa con la segreta speranza di sopravvivere e tornare a coltivare le proprie inclinazioni. Riuscirà Walder nell’intento o lo rivedremo presto in azione?

L’ Antefatto

Il Cairo, 23 luglio 1962

Erano solo le 9.30 del mattino ma il sole batteva già impietoso sulle gradinate riservate alle autorità; da lì a poco avrebbero assistito alla grande parata militare in celebrazione del decimo anniversario del colpo di stato dei Liberi Ufficiali che aveva spazzato via la monarchia di re Faruk e, dopo il breve periodo del governo di transizione presieduto dal generale Muhammad Nagib, instaurato il potere definitivo di Gamal Abdel Nasser. Lo stesso presidente, in prima fila sul palco d’onore, attorniato da alti ufficiali con al fianco il vicepresidente, generale Anwar al-Sadat, aveva appena pronunciato il solenne discorso nel quale rivendicava i successi della sua politica indirizzata a costruire in Egitto un nuovo modello di socialismo e di giustizia sociale. Ma la parte del discorso che di lì a poco sarebbe rimbalzata in tutte le cancellerie internazionali, suscitando sbigottimento e preoccupazioni, fu quella in cui il rais annunciava al mondo che era stato avviato con successo un programma di armamento missilistico che avrebbe reso l’Egitto un’indiscussa potenza fra i paesi arabi. I missili Al-Zafir ‘il Trionfatore’ e Al-Qahir, ‘il Conquistatore’, a propellente liquido, sarebbero stati in grado “di colpire qualsiasi bersaglio a sud di Beirut”, tenne a precisare. Non occorreva ricorrere ad analisti esperti per capire che Israele era nel mirino. Dopo pochi minuti alcuni prototipi di tali ordigni montati su autocarri aprivano la parata tra gli applausi del pubblico.


Gli altri due della trilogia   

Tana French “Il rifugio” presentazione in breve

Chi ama la suspance, la tensione esasperata, la trama ben congegnata e ben scritta, le troverà in questo romanzo di Tana French: Brianstown, sulla costa vicino a Dublino, avrebbe dovuto essere un luogo di relax per famiglie, ma la crisi lo ha degradato e reso tetro con le sue villette incompiute e il quartiere semiabbandonato.

In questa cornice si collocano una famiglia massacrata e un’unica sopravvissuta e il detective a cui sarà affidato il caso: Mick Kennedy,  investigatore di punta della squadra Omicidi di Dublino che, oltre a risolvere il caso, dovrà affrontare i propri dolorosi ricordi legati al quartiere in cui viveva la famiglia.

Dello stesso autore, la recensione su mangialibri:

Tana French “L’intruso”

 

 

 

 

Hans Tuzzi la trilogia con Neron Vukcic: presentazione di Alessandro Ferrini

ll Trio dell’Arciduca, una spy story magistralmente inserita nel
torbido periodo antecedente lo scoppio della Prima Guerra Mondiale con una ricostruzione storica talmente accurata e puntuale da offrire una originale e convincente rilettura degli episodi che portarono all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando; il secondo, il Sesto Faraone, un giallo classico la cui trama è impreziosita dagli scorci su Alessandria d’Egitto e sulla multietnica società che ospitava agli inizi degli anni Venti. Infine il terzo, Al vento dell’Oceano. ambientato sul transatlantico che porta Neron Vukcic negli Stati Uniti a costruirsi una nuova vita. L’intreccio si snoda accompagnato da impareggiabili descrizioni della vita di bordo, di ambienti e personaggi che finiscono sotto l’occhio attento, distaccato e ironico dell’autore. Ovviamente la capacità investigativa di Vukcic riuscirà a smascherare il colpevole della catena di delitti che si susseguono durante la traversata.
Come scrive Corrado Augias sul “Venerdì” di Repubblica “il gusto di leggerlo è garantito”.

Alessandro Ferrini*

Ma chi è Neron Vukcic? Leggi le recensioni su tuttatoscanalibri:

Hans Tuzzi Il trio dell’Arciduca

Hans Tuzzi, Il sesto Faraone

Hans Tuzzi, Al vento dell’Oceano

 

*Leggi la nota dell’Autore:

 

 

 

 

Fabrizio Gatti “Educazione americana”, recensione di Gianluca Di Feo, da La Repubblica Cultura

Il nuovo romanzo
Vite al servizio della Cia Fabrizio Gatti tra realtà e finzione
di Gianluca Di Feo
Nei taccuini dei cronisti seri spesso finiscono racconti che non riescono a diventare articolo. Testimonianze potenti, su cui lavori per mesi e persino per anni, riscontrandone una parte ma senza scoprire tutte le prove per mandarlo in stampa. A Fabrizio Gatti è capitata una vicenda del genere: ha avuto tra le mani una storia eccezionale e ha raccolto tante conferme. Ma non abbastanza perché fosse a prova di smentita. Gatti però non è solo un fuoriclasse del giornalismo, inviato prima del Corriere della Sera e poi de l’Espresso, autore di inchieste che hanno fatto il giro del mondo, come quando si finse profugo e venne rinchiuso a Lampedusa o quando ha attraversato il deserto seguendo la rotta dei migranti. È anche un narratore sapiente, come ha dimostrato con Bilal, il libro sul viaggio da infiltrato tra i nuovi disperati. E così ha trasformato questo scoop mancato in un romanzo con una forza unica: c’è poca finzione e tanta realtà.
Educazione americana, edito da La nave di Teseo, è il memoriale di un italiano arruolato dalla Cia. Un esterno, “spendibile” come si dice in gergo proprio perché non statunitense, catapultato nelle trame che hanno scandito le dinamiche del nostro Paese e dell’intero pianeta dalla metà degli anni Ottanta. Si comincia con l’apoteosi delle spy story: l’omicidio a Bruxelles di Gerald Bull, il geniale ingegnere che aveva progettato il “Supercannone” destinato a piegare il Medio Oriente alla volontà di Saddam Hussein. Un delitto rimasto misterioso descritto da un uomo altrettanto misterioso che si fa chiamare Simone Pace: poliziotto milanese finito per caso tra i fiancheggiatori degli 007 americani per poi diventare agente a pieno titolo.
È come se venisse aperta una porta sull’abisso, su quel Deep State che spopola nei testi complottardi e che negli States ha ispirato romanzi di alto livello. Solo che lì gli scrittori si concentrano tutti sull’uccisione di John Kennedy e, più di recente, sulle Torri Gemelle. Mentre da noi il labirinto degli arcani è molto più fertile. Il personaggio di Gatti lo attraversa tutto. Si muove tra servizi israeliani, francesi e statunitensi descrivendo la routine delle spie, i mille espedienti per cancellare le tracce, per comunicare, per colpire e sparire nel nulla. «Così come accade dopo tutte le operazioni: ogni volta, conclusa la missione, il mio cervello nasconde i ricordi. Un esercizio che mi viene naturale. È la mia autodifesa per non vivere assediato da ansie e paure». La quotidianità di vite doppie che vanno a condizionare la vita di tutti. Simone Pace raccoglie e consegna agli Usa informazioni sui personaggi chiave del Partito socialista che serviranno per innescare Mani Pulite e poi mettere a nudo i conti di Bettino Craxi. Ci sono collusioni in Vaticano, trasferte dalle alterne fortune nelle capitali di Europa e Maghreb per interrogare terroristi islamici e i preparativi per il sequestro di Abu Omar, l’unica extraordinary rendition della Cia interamente ricostruita dalla magistratura. E ci sono manine americane che collaborano con le bombe del 1993, le più destabilizzanti ed inspiegabili del nostro passato.
Il racconto è formidabile. Fila via una pagina dopo l’altra tra appostamenti, inseguimenti, amori mordi e fuggi, agnizioni improvvise. Uno pensa di essere alle prese con un noir, poi però compaiono copie di documenti che provano una determinata circostanza. La casa dove è stato confezionato l’ordigno di via Palestro? È proprio dove la indica Simone Pace. L’agente annegato nel Tevere? C’è l’elenco dell’obitorio, con il corpo anonimo che ancora oggi non è stato reclamato. E allora viene da chiedersi: ma questo è solo un romanzo? Non lo è. Forse è un passaggio intermedio, forse le confessioni cominciate dall’ex poliziotto nella chiesa di San Pietro in Vincoli sono il primo spaccato su una storia parallela che ancora non si riesce a decifrare completamente. Forse. Alle spie non si può chiedere la verità. Offrono però materia per un thriller che Fabrizio Gatti ha lasciato scorrere con abilità. Affidandoci un dubbio inquietante. Esiste ancora una rete di uomini che agiscono per manovrare il presente e pilotare il futuro? Risponde Simone Pace: «Esisterà sempre, eccome, in Europa e in Italia. Il mondo è come un grande quadro su cui si muovono i cittadini ignari, i governi, gli Stati. Sono quelli come me a dipingere nuove figure e ad aggiungere i colori. Colori a volte scarlatti come il sangue. È questa la tela di cui voglio parlare».