Ivan Doig “L’ultima corriera per la saggezza” presentazione

La recensione su mangialibri

Donal Cameron un ragazzino di 11 anni, orfano di entrambe i genitori, vive con la nonna, cuoca in un ranch nel Montana. I problemi di salute della donna costringeranno il giovane Donal a compiere un viaggio dal Montana al Wisconsin, per raggiungere gli zii Kitty ed Herman, che non conosce. È il 16 giugno del 1951 quando il giovane intraprende il lungo viaggio su una di quelle corriere della Greyhound Line, che attraversano tutti gli Stati Uniti. La nuova vita però si rivelerà difficile e così Donal, questa volta non più da solo ma in compagnia dello zio Herman, che approfitterà per andare alla scoperta dell’amato West, ripartirà, incontrando personaggi d’ogni sorta che appunterà sul libro delle dediche, dove raccoglie pensieri in rima delle persone che incontra, personaggi umili, umani, calorosi, tristi e felici, in un’America dai paesaggi sconfinati. Un viaggio che sarà un percorso di formazione in cui l’autore Doig rivisita e racconta, attraverso i ricordi della sua infanzia, l’America attraverso occhi di bambino. Questo romanzo è l’ultimo scritto prima della morte e rivela mirabilmente l’età dei sogni e delle scoperte nel percorso di crescita per diventare “grandi”

Brevi note biografiche

Ivan Doig (1939-2015) ha ambientato gran parte dei suoi romanzi nel Montana, dove era nato. Più volte premiato per i suoi romanzi, è stato anche finalista al National Book Award con il memoir This House of Sky. Nutrimenti ha pubblicato anche Il racconto del barista nel 2018.

Letture per i piccoli: presentazioni in breve

Elisabetta Gnone La storia perduta (dagli 8 anni) Salani editore Valeria Turati e Claudio Prati illustratori

Ottavo libro della fortunata serie di Fairy Oak, la quercia incantata. Nel villaggio intorno all’albero prodigioso vivono creature magiche e fatate insieme a comuni mortali. Le due protagoniste, le gemelle Pervinca e Vaniglia, ormai nonne, raccontano sul filo del ricordo il tempo in cui erano alunne nella scuola del villaggio e della gara di Storia organizzata dalla brillante supplente del professor Orcomorto: ricostruire le origini del loro paese. Scartabellando in biblioteca i loro amici avevano trovato un libro di leggende che riportava il racconto di una balena che riappariva ogni duecento anni. Ma il tempo passa e la balena non riappare…

Ole Lund Kirkegaard Il tappeto volante del Bulgistan Iperborea (dagli 8 anni)

Hodja è un bambino di 9 anni e vive nel lontano paese del Bulgistan; più che andare a scuola vorrebbe andare alla scoperta del mondo. Un giorno el-Faza, un vecchio tessitore di tappeti, gliene presta uno molto antico e speciale: è un vero tappeto volante! Ma chi lo usa deve imparare a comandarlo bene e stare sempre attento perché ne sono rimasti pochissimi e tanti vorrebbero impadronirsene. Ed è così che Hodja si alzerà in volo per una meravigliosa e spericolata avventura fino al palazzo del sultano, l’uomo più ricco, potente e grasso del Bulgistan.

Maia Lunde Sorella di neve Lisa Aisato illustratrice Giunti (dai 9 anni)

Dalla quarta di copertina:

La vigilia di Natale è alle porte e Christian sta per compiere 11 anni. Di solito è un giorno magico, il più bello dell’anno, accompagnato dal suono del fuoco che scoppietta nel camino, dalle luci dell’albero di Natale e delle candele tremolanti. Ma quest’anno tutto è diverso, Christian e la sua famiglia stanno affrontando un terribile lutto e l’atmosfera del Natale è del tutto scomparsa. Poi, un giorno, Christian incontra Edvige, una ragazza allegra e grande amante del Natale, e comincia a credere che forse non tutto è perduto. Ma qualcosa di strano accade nella casa di Edvige: chi è il vecchio che si aggira per la sua casa? E perché Edvige è sempre così riservata?

C. Bickford- Smith Il canto dell’albero Salani (dai 6 anni)

Allodola vive sulla grande Moringa, ma non è la sola ad abitare sull’albero. E così un giorno decide di conoscere gli altri animali e le loro storie: inizia un bellissimo viaggio dalle fronde, ai rami alla corteccia fino alle radici conoscendo tutti gli altri animali e cosa li lega.

Valentina Morelli “Un avanzo di troppi risvegli” presentazione e due recensioni

Recensione da:

Il mestiere di leggere di Pina Bertoli

e mangialibri

Un avanzo di troppi risvegli è il titolo del romanzo d’esordio di Valentina Morelli

Due storie parallele, di un uomo e di un bambino, due storie che finiscono per incontrarsi: l’ uomo, una vita contrassegnata da vent’anni di prigione, sostenuto da un obbligo: tornare in Sicilia perché lo ha promesso. Saro, un adolescente, fa consegne a domicilio per la macelleria del padre ma odia la carne di cavallo che lui macella e sogna un futuro diverso insieme ad Agata di cui è perdutamente innamorato. Due vite difficili, l’una che insegue un obiettivo, l’altra fatta di sogni e di fughe da un presente che attanaglia. La prima vita si muove da Milano, la seconda ha come sfondo Catania.

Dal catalogo di CasaSirio editore

Saro sogna di fuggire. Da Catania, da quelle catene che non lo fanno respirare, dal rischio di diventare come suo padre e suo fratello. Allora Saro studia, e immagina il futuro assieme ad Agata, quella ragazza di cui è follemente innamorato e che prima o poi lo noterà.

A Milano un uomo senza nome sale su un treno. Ha i vestiti stracciati, le scarpe sfondate e una piccola sacca con dentro tutta la sua vita. Deve tornare a casa. Anche se non ha soldi, anche se non ha certezze. Anche se gli ultimi vent’anni li ha passati in carcere. Perché ha fatto una promessa, e non esiste nulla di più importante.

Valentina Morelli è nata a Modena e cresciuta a Milano, vive a Genova da vent’anni dove lavora come project manager. Ha collaborato con la rivista letteraria Cadillac. “Un avanzo di troppi risvegli” è il suo primo romanzo.

Alessandro D’Avenia “L’appello” presentazione

“L’appello” raccoglie da settembre a luglio le notazioni del professore supplente Omero Romeo con il titolo “Alla ricerca del tempo sprecato Diario di un professore cieco”, come si legge nell’Indice. Al supplente viene affidato l’incarico di portare alla maturità un gruppo sparuto di alunni, nove cui si è aggiunta una ragazza ripetente; sono stati messi insieme “per non ridistribuirli in altre classi” fa presente il Dirigente scolastico, ma di fatto una classe-ghetto di ragazzi con varie difficoltà. Si apre con un Prologo in cui il professore si presenta ed è proprio nel prologo che il lettore trova la ragione del titolo, introdotta da una serie di citazioni sul valore del “nome” cui gli antichi davano una valenza augurale e profetica ritenendo “nomen omen”. E anche il nome proprio del docente sa di presagio: è Omero colui che non vede, ma può vedere con tutti gli altri sensi, forse meno fallaci della vista di chi guarda e spesso non vede. É così che l’appello diventa un momento di conoscenza: Sprechiamo la maggior parte del nostro tempo e delle nostre energie a nasconderci, ma sotto sotto vogliamo venire alla luce[…] E un nome ben detto dà luce e dà alla luce ogni angolo dell’anima e del corpo […] Questo è il potere di un nome proprio[…] Questo è il miracolo di un appello ben fatto e anche la stessa etimologia della parola ci conduce a questo significato di spingere verso, come fa una donna quando dà alla luce.

Da Libri Mondadori:

E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa.[…]

Beth Morrey”La seconda vita di Missy Carmichael” presentazione

Una donna in età avanzata, sola nel suo oikos ormai sguarnito, con tanti rimpianti per cose dette male o non dette, esasperate dall’eterno pensiero di chi in solitudine vi si arrovella. Giorni sempre uguali nei gesti e nelle misere aspettative. Ma il caso o forse è meglio dire la vita è spesso piena di sorprese e così anche in quella di Missy, compaiono due figure umane e un cane che la cambieranno piano piano fino ad accendere in lei la possibilità di una prospettiva nuova: una Missy che riesce a trovare uno spazio per sé nel mondo, riluttante e impaurita ma che piano piano lascerà entrare nel suo guscio protettivo chi non vuole solo giudicare gli errori commessi e da sempre celati. Il raccontato dell’autrice, al suo esordio, fa parlare la protagonista in prima persona e i frequenti flashback permetteranno al lettore di ricostruire la figura del personaggio principale. Un banale incontro con due giovani donne,  Angela e Sylvie, un piccolo gesto di partecipazione e di coinvolgimento e l’arrivo, un po’ costretto, di Bobby riaccenderanno quel desiderio di casa, di famiglia, quell’oikos perduto.

Da Garzanti Editore

La mia casa è grande. Troppo grande. Ma io non sento la solitudine. La mia vita mi piace così. Uguale, giorno dopo giorno. Non ho bisogno degli altri. La maggior parte di loro, comunque, non si accorge di me. E io non faccio nulla perché questo accada. Eppure una mattina al parco qualcuno si è avvicinato. Due donne mi hanno vista persa nei miei pensieri e mi hanno offerto un caffè. Niente di che. Un piccolo gesto. Qualcosa che nessuno faceva per me da tanto tempo. Una gentilezza dopo la quale nulla è stato come prima. La mia seconda vita ha avuto inizio. La mia casa non è più così grande, se intorno al tavolo della cucina siamo in tanti. Com’era una volta. […]

Alcune notizie biografiche

Già Direttore Creativo presso RDF Television, vive a Londra con marito, due figli e un cane.

Francesco Abate “I delitti della salina” presentazione e la recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

Cagliari inizio Novecento, una giovane cronista, una ‘mezzosangue’, incrocio tra un capitano di Marina e una donna cinese, una verità che non piace e la caparbietà a farla riconoscere, il cadavere di un bambino ritrovato alla salina. Questi gli ingredienti del nuovo romanzo di Abate con una nuova figura femminile: Clara Simon, giornalista dell’Unione che non firma i propri pezzi e non solo perché donna ma anche per scontare questo suo desiderio di giustizia e di difesa dei più deboli che l’ha già messa nei guai. Una Cagliari belle époque, fuori da ogni cliché fa da inedita cornice alla vicenda.

La recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

Alcune note biografiche:

Francesco Abate (Cagliari 1964) è giornalista dell’ l’Unione Sarda ed ex DJ nei club dell’isola conosciuto come Frisco. Nel 1998 ha pubblicato il suo primo romanzo Mister Dabolina Nel 1999 vince il premio Solinas con il soggetto Ultima di campionato, pubblicato nel 2004 sotto forma di romanzo Nel 2006 inizia la collaborazione con Massimo Carlotto con il quale pubblica vari lavori tra i quali Catfish nel 2006

Simonetta Agnello Hornby “Piano nobile” presentazione

Una saga familiare nella Palermo tra i primi bombardamenti Alleati del 1942 e il dopoguerra fino al 1955. Si apre con le sensazioni e soprattutto i ricordi, raccontati in prima persona, del barone Enrico Sorci che, sul letto di morte, vede scorrere la sua vita e un mondo familiare, la moglie tradita e mai amata ma riscoperta dopo la morte di lei, figli anche bastardi e amanti, palazzi e dimore, proprietà e desiderio di nuova ricchezza da organizzare, inventare modernizzando sullo sfondo di una città affaccendata con un porto centro di traffici e mercanzie. Dopo Enrico sarà Cola il nuovo capofamiglia che arricchirà insieme ad altre voci di nuove testimonianze il racconto. Un ritratto di famiglia a più voci con una miriade di personaggi, “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby, vuole essere il seguito di “Caffé amaro” e costituisce il secondo volume di una trilogia costruita attraverso il filo di storie ascoltate, immaginate e di “carte” ritrovate, dove trovano posto anche episodi storici, dal ‘42 al ‘55 un mondo nuovo contrassegnato dai primi segni del miracolo economico, e la lingua, quel dialetto mai dimenticato dall’autrice che compare non solo in alcuni termini riproposti, ma nello stile e nell’impostazione del raccontato che dà un’impronta felice al quadro d’insieme che ne scaturisce . In copertina un ritratto della nonna materna, di Francesco Camarda che l’autrice rammenta tra le pagine del romanzo per la sua capacità di cogliere l’animo di chi ritraeva.

Brevi note biografiche

Simonetta Agnello Hornby, palermitana, laureata in giurisprudenza, vive da tempo a Londra. Nel 2002 esordisce con La Mennulara cui seguono La zia Marchesa, del 2004, La monaca, del 2010 e Caffè amaro, del 2016.

Michael Connelly “La morte è il mio mestiere” presentazione

[…] il grande ritorno di Jack McEvoy: uno dei personaggi più iconici creati da Michael Connelly, già protagonista de Il poeta e L’uomo di paglia, due dei bestseller più apprezzati del Maestro del thriller.(da Edizioni Piemme)

In questo nuovo romanzo fa la sua ricomparsa il cronista di nera McEvoy, non più in veste di giornalista, ora lavora per un sito, FairWarning, che opera in difesa del consumatore, ma i casi della vita lo porteranno a ripercorrere vecchie strade e antiche abitudini: Tina Portrero, una giovane donna conosciuta un anno prima ma frequentata una sola notte, viene trovata con il collo spezzato e senza vita, da lì il suo coinvolgimento nella storia come sospettato. Non resta che indagare fino alla drammatica scoperta che l’omicidio della donna rientra in un percorso seriale che lo accomuna ad altre morti misteriose: un maniaco che uccide in base a precisi dati genetici. Ed è così, alla ricerca di nuovi indizi e connessioni, che il protagonista si riappropria in pieno della vecchia e mai obliata abilità di segugio entrando nel dark web, riuscendo a giocare d’anticipo sulle mosse degli sbirri con l’aiuto dell’ex agente dell’Fbi Rachel Walling. Una curiosità: il titolo originale del romanzo è Fair Warning, come il sito per cui McEvoy lavora in apertura del romanzo, e che tradotto sta per giusto avvertimento, ma quel sito esiste davvero e si tratta di un’associazione no-profit, così come il suo fondatore che compare con nome e cognome propri nel testo. Gli amanti del genere e degli scritti di Connelly sapranno perfettamente collegare la figura di McEvoy ai romanzi precedenti ritrovando in lui un personaggio esemplare anche se questa conoscenza non è fondamentale per seguirne le nuove avventure.

Elena Varvello “Solo un ragazzo” presentazione

Protagonista del romanzo della Varvello è un ragazzo adolescente, la sua famiglia, padre e madre e due sorelle, coinvolti tutti, travolti e stravolti a cominciare da una notte di diciannove anni prima  nella quale lui decide di rivelare aspetti di sé che ha sempre taciuto. L’indagine della scrittrice mette a fuoco legami familiari, sensi di colpa, dolori, incomprensioni, scrutando un terreno difficile come l’universo giovanile e non solo, date le fitte relazioni tra i due mondi nell’ambito familiare. La storia si muove nell’arco di vent’anni in un andirivieni legato alle voci che la narrano. La lettura scorre veloce e carica di attesa e tensione: “Il tema è incandescente e misterioso: il vuoto di un figlio che non ha mai trovato il proprio posto nel mondo. Elena Varvello è maestra nell’indagare quel bosco fitto e scuro che è l’adolescenza, e quel terreno scosceso che sono i sensi di colpa dei genitori”(la citazione dal Catalogo Giulio Einaudi Editore)

e anche la recensione su mangialibri

Brevi note biografiche:

Elena Varvello ( Torino 1971) è docente presso la Scuola Holden. Ha pubblicato le raccolte di poesie e racconti: con la raccolta L’economia delle cose (Fandango, 2007) ha vinto il Premio Settembrini.  Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo, La luce perfetta del giorno (Fandango). Per Einaudi ha pubblicato La vita Felice (2016); tradotto in numerosi Paesi

I più venduti dal 24 al 30 agosto 2020 da Robinson La Repubblica 5 settembre 2020

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