2021 anno nuovo, nuovi libri

I volumi nell’edizione francese e spagnola

I nuovi libri saranno anche tanti ritorni al classico, riscoperte, ricorrenze, grandi autori e, se stranieri, nuove traduzioni che, si sa, sono fondamentali e possono dare una veste nuova, sicuramente più attuale, alla pagina originale.

Tra le ricorrenze, oltre all’anno di Dante nel settecentesimo dalla morte, quella del bicentenario di Charles Baudelaire, celebrato da Giunti nelle pagine di Giuseppe Montesano, Baudelaire è vivo con testo a fronte de “I fiori del male” e il commento. Ma anche una rinascita o meglio una rivisitazione di Boccaccio e del suo Decameron: NN Editore porta in Italia Decameron Project, lanciato dal New York Times, 29 racconti dalla pandemia, con grandi firme di autori contemporanei; e HarperCollins in Decameron 2020 dieci scrittori italiani, sette donne e tre uomini, come nel testo originario, lo reinterpretano; e tra i classici, per Einaudi Stile Libero saggistica, Eva Cantarella con Sparta e Atene. Autoritarismo e democrazia.

Per la narrativa straniera la raccolta degli undici racconti dell’autore recentemente scomparso Carlos Ruiz Zafón, che Mondadori propone in La città di vapore. E l’atteso ritorno di Stefania Auci con il secondo volume dedicato alla saga dei Florio.

Ma non solo ritorni, reinterpretazioni e classici.

In attesa di traduzione: Muriel Barbery con Une rose seule e La nave di Teseo a febbraio presenterà in Italia L’anomalia, il romanzo con cui Hervé Le Tellier ha vinto quest’anno il Goncourt. Sellerio presenta a gennaio Alicia Gimenez Bartlett con Autobiografia di Petra Delicado

Tra gli scrittori italiani Laura Calosso con Ma la sabbia non ritorna, racconta di una mafia delle sabbie e del rapporto tra la giornalista protagonista e gli affetti .

il secondo romanzo di Toshikazu Kawaguchi, Basta un caffè per essere felici, dopo il successo di Finché il caffè è caldo

E il panorama si amplia includendo la saggistica: Barbara Mazzolai con Il futuro raccontato dalle piante e Coltivare il giardino della mente di Sue Stuart Smith. La macchina del gene del premio Nobel per la chimica Venkatraman Ramakrishnan; e per superare i facili negazionismi Naomi Oreskes con Perché fidarsi della scienza?

Una breve e incompleta carrellata, solo un assaggio sui prossimi libri in libreria e per saperne di più:

Il Libraio

Ayesha Harruna Attah “I cento pozzi di Salaga” recensione di Salvina Pizzuoli

Calato nella realtà territoriale e tribale, è una dettagliata pagina di storia della Costa d’Oro, il nome del Ghana prima dell’indipendenza, che conduce il lettore tra i paesaggi della savana e della foresta, a conoscere bevande e prodotti locali, usanze e tradizioni, nonché la lingua, riportata spesso nei termini originari, un complesso di dialetti sconosciuti a brevi distanze tra tribù e luoghi. Una pagina di storia che racconta un preciso momento della situazione nel Ghana pre-coloniale di fine Ottocento nei villaggi presso le città di Salaga-Kpembe, di Kete-Krachi, tra le genti islamiche dei Gonja e Dagomba: un fiume, il Volta, che segna e separa anche in nome di quell’emancipazione che dalle zone costiere non riesce a penetrare nei territori più interni dove ancora vige il commercio degli schiavi; gli scontri tra capi locali e la presenza degli europei, tedeschi, inglesi e francesi, che hanno sostituito portoghesi e olandesi usando proprio le rivalità esistenti tra i vari gruppi etnici o nei conflitti per il potere tra gli stessi. Richiamandosi all’esperienza della trisavola, l’autrice ricostruisce lo scenario storico attraverso gli avvenimenti focali della vita di due giovani donne, di estrazione sociale molto diversa, che, ciascuna con la propria esperienza e nell’ambito della propria vita associata, cercano in modo combattivo e senza rese di conquistarsi uno spazio più ampio. Il lettore così seguirà le vicende alternando la lettura di quanto riguarderà ora l’una ora l’altra.

Aminah è figlia di un artigiano di Botu, un piccolo villaggio sulle rotte delle grandi carovane che lì si fermano garantendo un certo commercio di cibi preparati a lei e alle sorelle, anche se preferirebbe di gran lunga confezionare scarpe, come fa il padre sebbene sia un mestiere non previsto per le donne dalla società patriarcale in cui vive. La sua vita scorre serena fino alla scomparsa del padre, che non farà ritorno dal suo viaggio verso i mercati cittadini, e successivamente al suo rapimento da parte di una banda di predoni, che bruciano e distruggono il villaggio seminando morte e distruzione, per procurare schiavi da vendere sul mercato di Salaga.

L’altra giovane donna è Wurche, di etnia Gonya, figlia del re di Kpembe Etuto, incline a quanto è considerato sconveniente per una fanciulla: l’uso delle armi e l’interesse verso la politica che vorrebbe indirizzare verso l’unione e la pacificazione consigliando il padre nelle sue decisioni. Ciascuna delle due sarà costretta dagli eventi a subire decisioni contrarie a quanto avevano aspirato: Wurche sarà costretta infatti a sposare un uomo che non ama solo per ottenere per il padre l’appoggio dei Dagomba.

Brevi note biografiche

Ayesha Harruna Attah è nata ad Accra (Ghana) nel 1983, in una famiglia di giornalisti . Ha studiato alla Columbia University e alla New York University, per poi tornare in Africa e cominciare a scrivere.

E anche:

la recensione su mangialibri

e l’intervista a Ayesha Harruna Attah

Naomi Mitchison “Il viaggio di Halla” presentazione

Per la prima volta in Italia un fantasy di metà Novecento della scrittrice scozzese Naomi Mitchison, autrice di molti scritti, che pubblicò nel 1952 Il viaggio di Halla, oggi edito da Fazi nella traduzione di Donatella Rizzati.

Il racconto fantastico percorre le varie fasi della vita della giovane principessa abbandonata nei boschi e sopravvissuta grazie all’intervento della governante che si trasforma in orso per accudirla. Prima tra gli orsi e dopo con un drago fino alla scelta di viaggiare con passo leggero, come recita il titolo originale Travel Light. Cominciano così le straordinarie avventure della fanciulla che sa parlare tutte le lingue esistenti, anche quelle degli animali. Una lettura per ragazzi, e non solo, dai 14 anni in su.

Dal Catalogo Fazi Editore

[…]storia di Halla, figlia di un re che decide di abbandonarla nei boschi. Qui viene accudita dagli orsi e poi cresciuta dai draghi sulle montagne rocciose; ma il tempo dei draghi, minacciati dagli odiosi e crudeli esseri umani, sta per finire. Odino, Padre di tutte le cose, offre ad Halla una scelta: vivere alla maniera dei draghi, accumulando tesori da difendere, o viaggiare leggera e attraversare il mondo con passo lieve? Iniziano così le fantastiche avventure della ragazza, che girovagherà alla scoperta di nuove terre e antiche leggende, in mezzo a creature incredibili, luoghi misteriosi e magie dimenticate. La sua conoscenza di tutti i linguaggi, sia quelli umani che quelli animali, la aiuterà ad andare oltre le apparenze, ma anche a mettere in discussione ciò in cui ha sempre creduto, mentre affronta, una dopo l’altra, le nuove sfide sul suo cammino. […]

Naomi Mitchison (1897 – 1999) nacque in Scozia e viaggiò molto. Autrice prolifica, scrisse più di settanta libri, spaziando dal fantasy alla fantascienza, dalla poesia alla non-fiction. Molto attiva in ambito politico e sociale, aderì alle cause del socialismo e del femminismo. Fu intima amica dello scrittore J.R.R. Tolkien, e tra i primi a leggere le sue opere. Tra i suoi scritti Memorie di un’astronauta donna, The Conquered, e il più famoso The Corn King and the Spring Queen

Patrizio Pelizzi “L’essenza di un sognatore”, 96, Rue de- La- Fontaine Edizioni

Un viaggio dentro se stesso e dal quale emergono ombre, luci e un ventaglio di emozioni: inizia con una valigia vuota e termina con un bagaglio ricco di valori e verità. L’essenza di un sognatore è la prima silloge di Patrizio Pelizzi

Dal Prologo:

Brevi note biografiche:

Patrizio Pelizzi, nato e cresciuto a Roma, ha alle spalle una carriera ventennale tra teatro, cinema e televisione. Attore, doppiatore e sceneggiatore, ha lavorato in numerosi film e fiction televisive. Nel 2019 è stato insignito del Premio Vincenzo Crocitti come miglior attore e sceneggiatore. Nel 2020 gli è stato conferito il Premio Letterario Milano International IV edizione come secondo classificato con la poesia “Volare”

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di dicembre 2020

e un brindisi al 2021

Buon anno per tutto l’anno!

Brian Phillips “Le civette impossibili”

Anna Sólyom “Il caffè dei gatti” e alcuni bozzetti di Salvina Pizzuoli

E. Lee Masters “Antologia di Spoon River”

Peter Cameron “Cose che succedono la notte”

Alessia Gazzola e la nuova trilogia con Costanza Macallè

Donatella di Pietrantonio “Borgo Sud”

Su Consigli.it: i migliori 10 romanzi con il commissario Maigret

Dacia Maraini “Trio” recensione

Howard Owen “Oregon Hill”

Daniela Alibrandi “Viaggio a Vienna”

Antonio Tabucchi “Che ore sono da voi?

Simonetta Agnello Hornby “Piano nobile”

Voglia di leggere? Edida augura a tutti buon anno con un ebook gratis su Amazon

il 31 dicembre 2020 e il 1 gennaio 2021

a questo link

Il terzo di una trilogia di successo: (che si può leggere anche separatamente)

La sinossi:

Dopo la sconfitta del Terzo Reich i nazisti trovarono rifugio non solo in America latina ma anche nei paesi arabi, in particolare nella Siria di Assad e nell’Egitto di Nasser: è qui, nell’antica terra dei faraoni, che ancora una volta Leonard Walder sarà chiamato all’azione dall’amico Mike e dal Mossad, per scongiurare un grave pericolo per Israele. Terzo di una trilogia (ODESSA. L’ora della fuga / ODESSA Caccia in Argentina) anche in Odessa Operazione Damocle l’ambientazione e il contesto storico, precisi e rigorosi, saranno come sempre protagonisti sullo sfondo dell’intricata situazione che Walder si troverà a gestire: abbandonata la passione che da sempre lo anima per l’arte e per la bellezza, si voterà alla causa con la segreta speranza di sopravvivere e tornare a coltivare le proprie inclinazioni. Riuscirà Walder nell’intento o lo rivedremo presto in azione?

E buona lettura a tutti!

Su tuttatoscanalibri:

la presentazione, la recensione di Daniela Alibrandi e gli altri volumi della trilogia

The Passenger “Roma” presentazione

A gennaio il volume di “The passenger” di Iperborea sarà dedicato a Roma.

La città eterna festeggia nel 2021 il centocinquantenario del suo essere diventata capitale dell’allora Regno d’Italia. Era il lontano 1871 quando, dopo la Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) la città fu conquistata dai bersaglieri, avvenne il passaggio da Firenze, consacrata capitale nel 1865, a Roma. La parola per raccontare la Roma odierna, con i suoi contrasti contraddizioni e degrado, è affidata alla penna di grandi scrittori romani di nascita e non, ma anche a studiosi che ne pennellano le diverse facce nella storia contemporanea: come ad esempio l’urbanizzazione selvaggia, la rivolta della periferie, il “calciotto” e molto altro.

La presentazione su Iperborea Editore

E su tuttatoscanalibri:

The Passenger “Svezia”

Per saperne di più

La Collana The Passenger

“Racconti spirituali” a cura di Armando Bonaiuto. Presentazione

Diciotto racconti di autori contemporanei e non, da Buzzati a Maupassant a Herman Hesse, ma anche Guareschi e Grossman, Borges, Natalia Ginzburg, fino a Olga Tokarczuk

Racconti, perché è nel racconto, nella narrazione breve, che si enucleano in poco spazio le tematiche trattate, che si colgono meglio, proprio perché è un concentrato, un narrato con proprie e specifiche caratteristiche, genere in cui molti grandi scrittori si sono cimentati, come evidenza la stessa raccolta, lasciando una traccia precisa nella storia letteraria. In questa, nello specifico, per il curatore non si è trattato di inserire solo racconti, ma racconti “spirituali”, in un’accezione del termine particolare, scelti cioè con l’intento di dare al lettore la possibilità di orientare la propria ricerca interiore, così come la loro lettura ha determinato in lui, tanto da concludere ciascuna sezione con un commento dove esplicita brevemente la tensione spirituale che a suo avviso emerge nelle pagine dei racconti prescelti.

[…]Cosí Maupassant ci mostra un prete dal cuore di pietra ammorbidito da una notte di luna, Hermann Hesse il sacrificio di un uomo mite che forse ha parlato con Dio, Giovannino Guareschi un professore trafitto dalla saggezza nascosta del suo peggiore studente. E mentre Olga Tokarczuk racconta come si possa continuare a prendersi cura anche di chi non c’è più, Vasilij Grossman ci narra l’epopea di un mulo capace d’amore in un mondo in guerra, fino a Natalia Ginzburg che intravede il divino «sotto una coperta sudicia, piena di cimici». Attraverso le loro parole, allora, riconosciamo come familiare quello che in noi non era ancora venuto alla luce, e percorriamo in punta di piedi il ponte tra ciò che si annida nel nostro cuore e ciò che, misteriosamente, lo trascende.( da Giulio Einaudi Editore)

Lo spirituale di Bonaiuto, scrive Massimo Recalcati in un recente articolo, scaturisce “dalla nostra immersione nel mondo finito” […]È proprio dalla cecità del mondo finito, come insegna il prezioso racconto di Raymond Carver titolato Cattedrale riportato nell’antologia, che può sorgere la stupefazione e la visione dell’infinito. È solo dall’amore carnale, erotico, passionale che unisce due giovani innamorati e non nei libri scolastici di teologia e nella morale del sacrificio, che l’assoluto annuncia la sua presenza nel mondo come accade nello splendido racconto di Maupassant titolato Chiaro di Luna. Racconto che potrebbe essere sfilato dagli altri come la chiave di accesso a tutta la raccolta. Il suo protagonista, […] scopre che la bellezza della notte – «poesia profusa dal cielo sulla terra» – è destinata all’amore umano e che senza amore l’intera creazione non ha senso alcuno. La visione gnostica dello spirituale religioso viene drasticamente ribaltata[…] (da Massimo Recalcati “Dio si annuncia dal basso dei cieli anche nell’abbraccio tra due corpi innamorati” articolo su tuttolibri La Stampa 19 dicembre 2020)

Franco Cardini “L’appetito dell’imperatore. Storie e sapori segreti della Storia” presentazione

Questo particolare volume scritto da Franco Cardini, Professore Emerito dell’Istituto italiano di Scienze umane, è un po’ narrativa, un po’ libro di cucina, con ricette sperimentate dall’autore stesso, e un po’ Storia, quella con la S maiuscola; sì perché come scrive in Invito alla lettura che apre la raccolta “Nessuna di queste “storie” è propriamente e totalmente fedele alla Storia: quasi tutte sono, in differente misura, un insieme di “vero storico” […] e di libera immaginazione, tuttavia attenta quantomeno al verosimile”, ma corredate in fondo a ciascuna da Note che ne evidenziano la base propriamente storica, aiutando il lettore più esigente a distinguere tra quest’ultima e l’invenzione; le Note inoltre sono corredate di indicazioni sulle fonti. Come anticipato si tratta infatti di un racconto originale, piacevole, pieno di curiosità proprio perché da storico le va “a scovare tra le pieghe della grande storia”. E non solo è corredato da Note, ma anche di tre Intermezzi semieruditi, sulle castagne, sul caffè e sui tartufi. I personaggi che accompagneranno il lettore in questa curiosa e simpatica carrellata storico-culinaria sono tra i più conosciuti, partendo da San Francesco, il Gran Khan, passando per Balzac e lo stesso imperatore Napoleone, il cui racconto dà poi il titolo a tutta la raccolta. Gran parte della nostra vita ruota attorno al cibo – scrive in Invito alla lettura – ne poetiamo, ne dipingiamo, lo traduciamo in suoni e in canti[…] ci ammaliamo per il cibo, guariamo grazie a lui o nonostante lui e, nonostante quanto documentato nelle pagine del suo testo, non si definisce affatto un gourmet, ma di essere guidato dalla pervicace natura di un contadino toscano che gli fa prediligere cibi semplici.

Dello stesso autore:

Notre-Dame Il cuore di luce dell’Europa

Lawrence d’Arabia

Isabel Allende “Donne dell’anima mia. Dell’amore impaziente, della lunga vita e delle streghe buone” presentazione

Il percorso autobiografico della scrittrice cilena si apre con un’affermazione: “Non esagero quando dico che sono femminista dai tempi dell’asilo” a cui aggiunge precisando, di credere che all’origine della sua ribellione all’autorità maschile ci fosse stata la situazione della madre Panchita abbandonata dal marito, tornata quindi a vivere in famiglia, assoggettata al padre e ai fratelli: era piccola, ma soffriva nel vederla così giovane e bella non solo sottomessa ma anche tarpare le ali al proprio talento.

Un’altra certezza a cui sono giunta con la terapia, all’età di cinquant’anni, è che sicuramente la mancanza di un padre nella mia infanzia deve aver contribuito a fare di me una ribelle.

Come il non aver accettato la figura del patrigno, lo zio Ramon, come lei lo chiamava, un uomo che avrebbe imparato a stimare molto tempo dopo, quando divenne madre. Ma non solo passato nelle pagine della Allende: figure di donne, la sua amica Olga e la sua agente letteraria, le sue lotte per l’emancipazione femminile, una lotta lunga e non ancora terminata, i suoi trascorsi sentimentali e professionali, i suoi dolori e la sua terza età, vissuta da donna che si porta addosso il retaggio del passato di cui non è riuscita a liberarsi totalmente.

Dal Catalogo Feltrinelli Editore

Con leggerezza e ironia, Isabel Allende rievoca momenti del passato e indugia sul presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo. L’autrice parte dalle origini, dalla sua infanzia e adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L’istinto di ribellione è una sorta di reazione naturale al maschilismo imperante che genera in lei l’attitudine che negli anni l’ha portata a schierarsi sempre con i deboli, gli emarginati e tutte le donne che ancora lottano per l’emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, a partire dal raggiungimento dell’indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che significa per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.

Brevi note biografiche

Isabel Allende è nata a Lima, in Perù, nel 1942, ma è vissuta in Cile fino al 1973 lavorando come giornalista. Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e, successivamente, negli Stati Uniti. Il suo primo romanzo, La casa degli spiriti del 1982 (Feltrinelli, 1983).

e anche:

recensioni a varie opere della Allende su mangialibri