Carlo Emilio Gadda “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”

Dal 1934 al secondo dopoguerra Gadda  scrisse le sue opere maggiori tra le quali il “Pasticciaccio” apparso in un primo momento in “Letteratura” la rivista letteraria fondata, nel 1937, e diretta da Bonsanti (numeri 26, 27, 28, 29, 31, 1946-47). Il “Pasticciaccio” fu scritto a Firenze nel ricordo di lontani soggiorni romani.

 

Vai alla presentazione dell’opera di Gadda

e anche:

Carlo Emilio Gadda: il mondo è un groviglio di Lorenzo Strisciullo

e anche alla recensione di Lorenzo Strisciullo su mangialibri

 

 

Massimo Recalcati “A libro aperto” su Terza Pagina La Repubblica

 

Ci si accosta a molti libri, per interesse, curiosità o obbligo; ma il lettore sa che alcuni di loro, appena aperti, sembrano come venirgli incontro. Proprio “incontro” è la parola-chiave: designa la forma della relazione che si instaura fra libro e lettore.

Vai all’articolo di Stefano Bartezzaghi

Cristina López Barrio (Bella Linardi) “Nebbia a Tangeri” presentazione in breve

 

Una notte di passione a Madrid finisce con un furto. La protagonista insegue quella passione fino a Tangeri. Di lui conosce solo il nome, Paul, e due oggetti che gli ha rubato: un libro, Nebbia a Tangeri, e un ciondolo su cui è scritto «Alisha». Ma la vicenda è ancora più intrigata e si snoda in un intreccio narrativo tra realtà e finzione e con la storia della città: un altro Paul è il protagonista del romanzo che Flora legge, quello rubato al «suo» Paul, e anche lui scompare.

“La Furia di Banshee” di Jean Francois Chabras disegni di David Sala Gallucci Edizioni

Le opinioni dei lettori 

Libro prezioso. Si sfoglia trovandosi in  conflitto tra due desideri. Fermarsi, sgranare gli occhi sulle curatissime ed affascinanti illustrazioni o correre, correre sospinti dalle parole per capire cosa sta accadendo?
A ripensarci ci si accorge che i colori brillanti, le forme anche insolite sono in continuo movimento. A ripensarci  ci si accorge  che i disegni si accordano con le frasi, con quelle lettere che vanno, vanno dritte per fermarsi  quando, d’improvviso,  arriva la ragione di tutta quella fretta.
E allora se così bene suonano assieme questi due mondi di desideri, questi due mondi per grandi e piccini, si può  ricominciare, ritornare al veloce incanto di un giro di giostra  con Banshee, la potente maga irlandese, e la sua furia. Così, per farsi portare e, al tempo stesso, per cercare  il proprio ritmo personale.
Formato perfetto, anche da tavolo.
Dai 5 anni ai 100

di Adriana Casalegno

Il sito di EDIDA: per i lettori e gli amanti del self-publishing.

Gentili lettori,

per chi fosse interessato non solo come lettore ma anche come autore, segnaliamo il sito edida, Progetti editoriali dove potrete trovare non solo il catalogo dei libri pubblicati e in vendita su Amazon, ma anche le iniziative  legate al Progetto.

 

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Le pagine più visitate di tuttatoscanalibri nel mese di Ottobre

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Homepage/Archivi
Meg Wolitzer “The wife. Vivere nell’ombra” recensione di F. Marcoaldi su DLa Repubblica
Vittorio Lingiardi “Diagnosi e destino” Corriere Cultura
Hans Tuzzi “La vita uccide in prosa”
Daniela Alibrandi “Il bimbo di Rachele”
Intervista ad Hans Tuzzi sul Quotidiano della Provincia di Teramo
Da La Repubblica: Maurizio Maggiani “L’amore” presentazione di Concita De Gregorio
John Leland “Scegliere di essere felici” recensione su La Stampa
DLaRepubblica: Claudia de Lillo “Nina sente” recensione di Elena Orlandi
Giovanna Casadio “Dove si guarda è quello che siamo” da La Repubblica
Alfred Douglas “L’amore che non osa” da Il Venerdì La Repubblica
Susanne Schötz ” Il linguaggio segreto dei gatti” da Panorama Libri
Su La Repubblica: Karen Green “Il ramo spezzato”

Gabriele Romagnoli “Senza fine” presentazione in breve

Il primo o l’ultimo? Gabriele Romagnoli capovolge l’antico detto perché amare è difficile e occorre essere maturi per affrontare questo viaggio in due

Se il primo amore è «un universo, un enigma, un lungo aspettami e torno», è possibile raccontare l’approdo, la fine del viaggio, la certezza di essere «in un luogo da cui non vorrò andarmene al risveglio»? Se il primo amore è un mito, l’ultimo è una possibile salvezza, l’approdo, il desiderio di fermarsi, la sicurezza di non volere altro; c’è questo nell’ultimo amore: la consapevolezza di aver trovato nell’altro la fine del viaggio e la  certezza di fermarsi.
E per questo è il più avventuroso di tutti, perché “smetti di aspettare non quando perdi la speranza, ma quando l’hai trovata. Quando non ti giri più a guardare chi scende nell’altra direzione sulla scala mobile. Quando non invochi più il domani perché domani è adesso”.

 

 

Su Panorama Libri: gialli italiani da leggere, i più recenti

Alcuni già recensiti su tuttatoscanalibri:

Il metodo Catalanotti

Lo stupore della notte

Teresa Papavero

Giallisti italiani su tuttatoscanalibri:

Daniela Alibrandi, Quelle strane ragazze, youcanprint 2018

 

Maria Castellett, Delitti. Due casi per il commissario Bellantoni, Edida 2017

 

Hans Tuzzi, Al vento dell’Oceano, Bollati Boringhieri Milano 2017

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Vai a Gialli internazionali da leggere: nuova selezione

Daniela Alibrandi “Il bimbo di Rachele”

Daniela Alibrandi presenta

“Il bimbo di Rachele” il romanzo che affronta il tema scottante dell’aborto, la difficile e travagliata decisione delle  donne di interrompere o meno la gravidanza in un thriller dal finale mozzafiato.

Un’alba di settembre luminosa e tersa, l’aria che profuma di mare. Una donna si sveglia in un giorno uguale agli altri nel quale, inspiegabilmente, sente di dover fare un bilancio della sua vita  

La passione, il sentimento, l’angoscia, il divertimento e la suspense che cresce e porta in modo sapiente al finale mozzafiato sono gli ingredienti di una storia indimenticabile.

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Vai alla pagina con gli stralci dal testo

Tommaso Ferrini “Dialoghi. Più o meno probabili”

Un nuovo nato sulla bacheca di Edida:

La sinossi

Tre dialoghi, una carrellata d’idee che procede per sottrazione, togliendo, semplificando, in un percorso a stadi che, partito dalla verbosità dell’intelletto, prosegue con la fredda chiarezza del creatore-intermediario, il demiurgo, portando poi al fastidioso stridio che si prova dinnanzi alla divina semplicità che sta dietro le impalcature, alla constatazione ultima che in fondo tutto è molto meno contorto di quanto non crediamo. Costantemente attanagliati da domande e mai totalmente paghi delle risposte, non ci rimane che fare del nostro meglio per trovare un pacifico equilibrio tra la naturale tendenza all’indagine e l’accettazione del fatto che finché saremo da questa parte mai arriveremo a un punto che possa ritenersi fermo. Ciò che verrà dopo in ogni caso ci stupirà, ma nel frattempo conviene non angustiarsi eccessivamente al pensiero e godere lo spettacolo di questo viaggio al limite del credibile che è la vita.

L’immagine di copertina è di Alina Musallam

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Il complesso di Arkahàn. L’altra me che decise di restare