Vittorio Lingiardi “Diagnosi e destino” Corriere Cultura

Noi, di fronte al male

Tormenti e difesa: così la mente reagisce alla scoperta della malattia

Questo bellissimo libro — Diagnosi e destino (Einaudi) — di Vittorio Lingiardi, che, psichiatra e psicoanalista, è professore ordinario di Psicologia dinamica presso l’università La Sapienza di Roma, ha come parola tematica la diagnosi. La malattia nasce in noi improvvisamente, o lentamente, desta timori e angoscia, ma, fino a quando non se ne sia precisata la diagnosi, non lascia morire in noi la speranza che la malattia sia curabile. La diagnosi, sola, ci confronta con la realtà della malattia; e della diagnosi, delle risonanze emozionali che ne conseguano nel medico e nel paziente, si occupa questo libro. Un libro che si legge con febbrile passione sia perché ciascuno di noi non può non riconoscersi in un tema, come questo, così vicino alla nostra vita sia perché l’autore ne parla sulla scia della sua grande cultura clinica e psicopatologica, psicoanalitica e letteraria, mai astratta e animata sempre da una scrittura palpitante di vita vissuta.

Sono tre i capitoli che compongono il libro: il primo (diagnosi e tormento) è tematizzato dagli aspetti umani e psicologici, nostalgici e dolorosi, che si accompagnano in un medico e in un paziente alla formulazione della diagnosi.[…]

Il secondo capitolo, diagnosi e difese, si incentra sulla diagnosi considerata non nel momento cruciale della sua formulazione, ma nella sua evoluzione, e nelle sue risonanze psicologiche e psicodinamiche nel paziente.[…]

L’ultimo capitolo, diagnosi e psiche, ha a che fare con la diagnosi in psichiatria che è più fragile e conflittuale che non la diagnosi in medicina. Ci sono psichiatri che non fanno diagnosi, ed è cosa che Lingiardi giustamente contesta: la diagnosi è un momento di conoscenza e di incontro, ed è impossibile avere un colloquio con un paziente senza farsi una idea della sua personalità. La diagnosi è al servizio del paziente, e ci aiuta a scegliere con cognizione di causa quale terapia sia la più indicata.[…](da Eugenio Borgna Il Corriere)