Malcom Folley “I segreti del Gran Premio di Monaco”, Mare Verticale Edizioni

Pagine 365, prezzo 22 euro con fotografie interne

Edizioni Mare Verticale

Protagonista di questo libro è il Gran Premio di Monaco, raccontato nei suoi retroscena e aspetti più segreti dalle persone che hanno percorso quel circuito cittadino a folle velocità. Ripercorrere le strade del principato monegasco vuol dire ripercorrere la storia del gran premio più importante al mondo e, per estensione, la storia della Formula 1, della sua evoluzione e del modo in cui ogni pilota ha spostato il suo limite sempre più vicino alle barriere. Monaco è il Premio più ambito per chiunque abbia corso o sogni di correre in Formula 1, il palcoscenico di uno sport e del business miliardario che lo sostiene. Un famoso giornalista di motorsport, Malcolm Folley, ci racconta i retroscena e le storie più avvincenti del GP di Monaco fin dalle origini, e dai tempi di Moss, Stewart e Graham Hill, ad oggi. Fotografie e interviste a Niki Lauda, Damon Hill, Jackie Stewart, Martin Brundle, Nico Rosberg, ed altri.

Indice

Prologo, Introduzione, Capitolo 1 Origini nobili: il principe Ranieri, la principessa Grace e l’ACM. Capitolo 2 British Invasion: Moss, Hill e Stewart.Capitolo 3 Merce Rara: Niki Lauda e James Hunt-Capitolo 4 1984: Senna e Brundle. Capitolo 5 La via del tabacco: i soldi non sono un problema per i magnati delle sigarette. Capitolo 6 Ayrton: dalle stelle alle stalle, in riva al mare. Capitolo 7 Un weekend infernale. Capitolo 8 Wendlinger in coma, la Formula Uno in crisi. Capitolo 9 Come la Ferrari sedusse Schumacher su uno yacht a Monaco. Capitolo 10 Una dura nottata alla Ligier. Capitolo 11 Panis: appuntamento con la storia. Capitolo 12 Schumacher: la legge del Barone Rosso. Capitolo 13 Affari di famiglia: i Rosberg, gli Hill e Hamilton. Epilogo. Ringraziamenti


Malcolm Folley è un giornalista britannico con quarant’anni di esperienza, ventidue dei quali trascorsi come reporter del Mail on Sunday. Ha scritto sette libri che trattano tematiche sportive, tra cui Senna versus ProstMonaco. Inside F1’s Greatest Race è un racconto corale in cui Folley tratta il tema con dovizia di particolari, con importanti interviste ai più grandi piloti che hanno vinto a Monaco.

Maurizio de Giovanni “Un volo per Sara”, presentazione

[…] il passato tutto è tranne che passato. E che invece non perde l’occasione di ripresentarsi, fresco e appuntito, tagliente e pericoloso […] (Maurizio de Giovanni, Corriere 24 maggio ’22)

Continua la serie di De Giovanni con Sara Morozzi “un meraviglioso ping pong tra passato e presente” scrive lo stesso De Giovanni presentando il quinto romanzo della serie sulle pagine del Corriere (cit.). Una storia fatta per Sara perché, scrive l’autore, servivano “ i suoi trent’anni di lavoro in un’unità dei servizi, passati a decodificare il linguaggio non verbale, le espressioni, gli sguardi e le parole non pronunciate”. Ma serviva anche il collega non vedente con le sue precipue capacità di riconoscere voci e rumori, ma anche Pardo e Viola, tutti personaggi già presenti nelle pagine dei precedenti romanzi. Un quinto volume, racconta De Giovanni che era stato già scritto, ma poi è arrivata una notizia di cronaca e tutto si è dovuto modificare: lo scenario immaginato e che si era aperto nella mente immaginifica dello scrittore aveva trovato la sua perfetta ambientazione. Così è nato il nuovo noir.

“Un piccolo aeroplano turistico diretto in Sardegna si schianta nel mar Tirreno con a bordo diverse persone. Tra loro, un noto imprenditore che ha rilasciato la sua ultima intervista poco prima del decollo […] Quando l’agente dei Servizi in pensione Andrea Catapano sente le voci delle vittime – lui che non vede ma sa ascoltare meglio di chiunque altro – un ricordo nitido riaffiora. Così decide di chiamare l’ex collega Teresa Pandolfi, ora a capo dell’Unità investigativa. Il disastro potrebbe celare un mistero che risale agli anni di Tangentopoli.[…]L’unica che può scoprire la verità è la donna invisibile, Sara Morozzi. Affiancata dall’ispettore Davide Pardo e da Viola, Mora si trova a investigare su personalità pubbliche intoccabili, scavando dentro gli ingranaggi del potere d’Italia a suo rischio e pericolo, senza paracadute.(da Rizzoli Libri)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Gli occhi di Sara

Tre passi per un delitto

Il metodo del coccodrillo

Robert Walser “L’assistente”, presentazione



Disegno di Franz Kafka (1901­-1907 ca). The National Library of Israel, Gerusalemme.
 

Una nuova traduzione, a cura di Cesare De Marchi per Adelphi, di “L’assistente”, romanzo del 1908 di Robert Walser con postfazione di Claudio Magris. Protagonista è il giovane Joseph Marti che una mattina, in apertura del romanzo, si presenta all’ingegner Carl Tobler per prendere servizio come assistente. Tobler è un inventore, di un orologio pubblicitario, di una cartucciera automatica e di un nuovo modello di seggiolone per degenti, marchingegni bizzarri che si riveleranno col tempo dei fallimenti e determineranno il progressivo declino della famiglia borghese.

Definito un “romanzo realistico” di fatto propone molti dettagli autobiografici e situazioni derivate dalla personale esperienza di lavoro dell’autore, tra il 1903 e il 1904, presso l’ingegnere meccanico Dubler a Wãdenswill, sul lago di Zurigo, in una villa con vista: Stella Vespertina, tanto che lo stesso Walser afferma che L’assistente “non è propriamente un romanzo, bensì un semplice stralcio di vita quotidiana svizzera”.

“[…] Si immer­gerà in un microcosmo borghese: la moglie di To­bler, la serva Pauline e i quat­tro figli […] Un mon­do, in realtà, destinato presto a sgretolarsi: nel volgere di una stagione Joseph assisterà al declino di «padron Toble», le cui dissennate invenzioni lo votano al fallimento. […] in questo romanzo-­diario, Walser rie­sce miracolosamente a evocare l’abisso che all’improvviso può spalancarsi sulla liscia superficie di un placido lago, a raffigurarne l’orrore e insieme l’attrazione – raggiun­gendo uno dei vertici della sua arte”. (dal Risvolto Adelphi Editore)

Brevi note biografiche

Robert Walser (Biel 1878 – Herisau 1956), scrittore svizzero tedesco, lavorò come impiegato e compì senza successo alcuni tentativi teatrali. A causa di disturbi fisici e psichici fu internato in una clinica psichiatrica, dove trascorse gli ultimi 28 anni della sua vita. Scrisse in rapida successione tre romanzi a sfondo autobiografico, Die Geschwister Tanner ( I fratelli Tanner1907), Der Gehülfe (L’assistente 1908), Jakob von Gunten (1909),

Cristina Cassar Scalia “Sabbia nera”, recensione di Salvina Pizzuoli

Testarda, scontrosa, tormentata dalla morte del padre e dalla fine di una relazione difficile; appassionata di vecchi film e amante della buona tavola: il vicequestore Vanina Guarrasi è semplicemente formidabile.

Romanzo vincitore del Premio Sciascia Racalmare 2019 (dal Catalogo Einaudi)

Giovanna Guarrasi, detta Vanina, vicequestore alla Mobile di Catania, fa il suo esordio nel 2018 in Sabbia nera di Cristina Cassar Scalia. E da allora un seguito di casi e di indagini: mi è piaciuto allora incontrarla a ritroso tra le pagine di questo ponderoso poliziesco, così come si è presentata ai lettori per la prima volta, dentro un caso anche stavolta complesso con l’aggravante di essersi svolto ben cinquant’anni prima. Anche nell’esordio la vicequestore non si smentisce, acuta, intuitiva, irrefrenabile per raggiungere quanto prima quel traguardo che agogna con tutta se stessa: assicurare il colpevole alla giustizia.

Non solo un poliziesco, come ormai spesso accade ai romanzi del genere, non solo un caso, non solo un artefice, ma tanti protagonisti ciascuno ben pennellato e riconoscibile negli incontri futuri: il vecchio Patané in pensione ma ancora pieno di sacro fervore, Adriano Calì medico legale e appassionato come Vanina di vecchi film, la giovane e bella Marta, la vicina di casa, la disponibile e ottima cuoca Bettina, Catania con la sua Montagna e le sue strade piene di traffico e la sua cucina dove un posto di rilievo occupano i dolci e le dolcezze impareggiabili, e non per ultima la lingua, le parole particolari del dialetto catanese e la costruzione della frase secondo un’impostazione antica, tipica di una tradizione culturale mediterranea di cui la Sicilia è stata culla e non solo terra di conquista. Ma non mancano gli amori, quelli veri e non dimenticati, da cui fuggire, come ha fatto Vanina che non vuole più soffrire. E quell’atmosfera di mistero e di magia che aleggia, sotteso ad una Terra che il magico ce l’ha nelle viscere.

Un caso complesso apre la serie in una Catania annerita dalla cenere vulcanica della sua Montagna. Un cadavere mummificato viene casualmente trovato in un’ala di una vecchia villa abbandonata dal 1959: una donna, non riconoscibile, la cui storia per essere ricostruita necessita dei ricordi dei superstiti. Casualità fortuite e acume le due forze che porteranno il vicequestore a dipanare una complicata matassa di sordide storie di avidità e di passione, fino a risalire, insieme a Patané, al luogo dove tutto sembra aver avuto inizio: il vecchio bordello “il Valentino” tra colpi di scena e finale inatteso.

della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

La logica della Lampara

Il talento del cappellano

L’uomo del porto

La salita dei saponari

Scalia, De Cataldo, De Giovanni, Tre passi per un delitto

Chiara Clausi “Beirut au revoir. Il crocevia del Medio Oriente tra bellezza e macerie”, Paesi Edizioni

«Il cielo ti piomba addosso. Azzurro, indimenticabile.
Beirut è una continua festa perché la danza di oggi potrebbe anche essere l’ultima. È un miraggio che si staglia sull’azzurro del Mediterraneo».

Prefazione di Francesca Mannocchi

Paesi Edizioni

Il crocevia del Medio Oriente raccontato da chi la città l’ha vissuta e ha imparato ad amarla, nelle sue contraddizioni. Una guida utile per chi vuole capire questo pezzo di mondo così complicato ma imprescindibile negli equilibri globali

Una piccola New York nel cuore del Libano. Tripoli, Baalbeck, Tiro, la Qadisha Valley, Byblos, Batroun. Sono tutti posti remoti ma di un fascino infinito. Beirut è lì da sempre. Non stanca, anzi provoca una sorta di dipendenza e malinconia. Chi non la conosce spesso ne fa un ritratto non corrispondente alla realtà. La città, crocevia di tutte le tensioni mediorientali, è svelata in tutte le sue contraddizioni nel libro Beirut au revoir, racconto della giornalista Chiara Clausi che nella capitale del Libano vive dal 2016, dove lavora come corrispondente.
 
Quello dell’autrice è un punto di osservazione privilegiato e Beirut è descritta in modo dettagliato, tra bellezze e macerie. «Beirut au revoir tiene insieme tutto – scrive nella prefazione la giornalista Francesca Mannocchi, una delle inviate di guerra più note e stimate per il suo racconto coraggioso da diverse zone di conflitto. L’amore per gli odori, i sapori, la malia del Libano, lo strazio per un Paese che cambia al voltare dell’angolo della strada e diventa il Libano in cui metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà. Ci sono le calde giornate di Tripoli e le passeggiate a downtown Beirut, ci sono i volti resi indistinguibili da una ricerca dell’effimera bellezza, e la sofferenza di un Paese piccolissimo che però ospita da dieci anni un milione di siriani che hanno cercato riparo dalla guerra. Un quarto della sua popolazione».
 
Il libro reportage di Chiara Clausi, edito da Paesi Edizioni, è una guida utile per chi vuole capire questo pezzo di mondo così complicato ma imprescindibile negli equilibri globali. È un libro che «tiene insieme tutto – ribadisce Francesca Mannocchi – perché questo è il grande insegnamento che apprende chi Beirut l’ha vissuta e ha imparato ad amarla nelle sue contraddizioni. La lezione che insegna è che sa tenere insieme tutto, un equilibrio fragile che da decenni tiene il centro». L’ha tenuto nella ricostruzione diseguale del suo dopoguerra, negli eserciti che per decenni l’hanno occupato e martoriato, nella ricchezza a beneficio di pochi e la povertà a danno di troppi, nei colpi dell’Holiday Inn rimasti lì a ricordare quello che è stato, mentre il cemento intorno provava a coprire le tracce di un passato di violenza sempre alle calcagna.

Chiara Clausi – Prima Roma, poi Torino, e infine Beirut, dove vive dal 2016 e lavora com corrispondente. Dopo aver studiato lingua araba e storia del Medio Oriente all’American University di Beirut, oggi scrive per Il Giornale, Panorama e altre testate nazionali.

Federica Chezzi, Angela Partenza “Amedeo Modigliani. Joli comme un coeur”, presentazione

Illustratore: Francesco Pavignano

Editore: Maria Pacini Fazzi, Fondazione Ragghianti

Età consigliata: dai 7 in su

48 pagine a colori illustrate

9 riproduzioni delle opere di Amedeo Modigliani

Il libro fa parte della Collana ALT!, un acronimo che sta per Arte Libera Tutti!

Una Collana d’arte per bambine e bambini di tutte le età

“Joli comme un cœur”, il bello di casa, lo chiamava il nonno francese Isacco.

Dedicato ad Amedeo Modigliani ne segue il percorso dall’arrivo a Parigi fino all’anno del suo trionfo ovvero il riconoscimento della sua arte. Il percorso è illustrato da tavole colorate accompagnate da testi brevi e incisivi. Il percorso si conclude con applicazioni pratiche, giochi cui i piccoli lettori sono chiamati.

“È il 1906 e i fumi del treno a vapore invadono la banchina dei passeggeri. Amedeo si fa spazio tra la folla, pronto a entrare nel sogno di ogni artista: Parigi! Modigliani ha portato con sé poche cose: libri, stampe di quadri famosi e un abito marrone di velluto a coste che la madre Eugenia ha confezionato per l’occasione. Inizia con questo viaggio una delle più straordinarie avventure artistiche: i volti, gli occhi e le anime di Parigi stanno per entrare nelle indimenticabili opere di Amedeo Modigliani. I suoi ritratti cambieranno per sempre il volto dell’arte. Narrazione: Il testo dialoga con i piccoli lettori per scoprire, giocando, le tante sorprese nascoste nei quadri” (da Pacini Fazzi Editore)

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di maggio 2022

Elisabetta Moro e Marino Niola “Baciarsi”

Alba Donati “La libreria sulla collina”

Marco Consentino e Domenico Dodaro “Madame VItti”

Elizabeth Strout “Oh William!”

Simonetta Agnello Hornby e Costanza Gravina “La cuntintizza”

“O.D.E.S.S.A. Il tesoro del lago”

Gianrico Carofiglio “Testimone inconsapevole”

Wilbur Smith con David Chuichill “Eredità di guerra”

Riccardo Lestini “People are strange. Un poeta di nome Jim Morrison

Virginia Ciaravolo “D’improvviso si è spenta la luce. Storie di stupri, lacrime e sangue”

Jorge Luis Borges “L’Aleph”

Curiosità bibliofile: i caratteri tipografici

Bianca Agarinis Magrini “Cime Tempestose. Alpinismo al femminile e storie d’amore”, Gaspari Editore

Prefazione di Carlo Bressan
Pagine: 192 Prezzo: € 18,00 illustrato
Gaspari editore

Le sorelle Grassi, Annina e Angelina, tra amori impossibili e imprese alpine epiche, rappresentano una peculiarità nella storia dell’alpinismo italiano. I contatti con Giovanni Marinelli, Egidio Feruglio, Ardito Desio, Lodovico di Caporiacco e altri grandi alpinisti dei loro tempi ci svelano una montagna fatta di emancipazione e di potenti contrasti ideologici che si rarefanno nel silenzio dell’altitudine.

«Quella che mi accingo a raccontare è una storia d’amore che più ottocentesca di così non potrebbe essere. Come tale è stata rigorosamente segreta fino a un giorno di pochi anni fa quando casualmente mi è stato fornito un prezioso indizio per riportarla alla luce. Da allora ho pensato più volte di scriverla affinché non ricadesse nel dimenticatoio, ma lo scrupolo di violare la privacy dei protagonisti mi ha trattenuta dal farlo. È dopo aver letto il delizioso libro di Daniela Durissini “C’è una donna che sappia la strada?” che ho rotto ogni indugio e ho deciso di procedere. Nel libro della Durissini si parla delle esperienze alpinistiche al femminile in Friuli e in Carnia facendo ripetuti riferimenti alle sorelle Grassi di Tolmezzo, ricordate per essere state le prime donne a salire sul monte Canin nel 1877, impresa per quei tempi eccezionale. In particolare si parla di Annina Grassi come della figura centrale dell’alpinismo femminile del periodo esplorativo, e unica donna iscritta alla Società Alpina Friulana»

Bianca Agarinis Magrini si è dedicata per diversi anni con impegno e passione al riordino dell’archivio familiare Lupieri-Magrini. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: L’organo di Luint, 1848 (1999); Caro Amico Pregiatissimo (2000); Celestino Suzzi. Una biografia scomoda (2001); Lorenzo Luigi Linussio. Le confessioni di un naturalista incompreso (2004); Il delitto Pertan (2010); Giovanni Battista Lupieri. Memorie storiche e biografiche. (2010); Giovanni Battista Lupieri. Cronache sulla Carnia, l’Italia, il mondo 1420-1870 (2012); Un bambino e la guerra (2014).

Marco Valle “Patria senza mare”, Signs Publishing

Perché il mare nostrum non è più nostro. Una storia dell’Italia marittima

Prefazione di Giampiero Canella

Pagine 544, prezzo 25 euro, Signs Publishing

MALGRADO TRE MARI E QUASI OTTOMILA CHILOMETRI DI COSTE GLI ITALIANI NON SONO UN “POPOLO DI NAVIGATORI”. ANZI. EPPURE PROPRIO SUL MARE, DALL’ALBA DELLE REPUBBLICHE MARINARE IN POI, L’ITALIA HA SCRITTO I CAPITOLI PIÙ IMPORTANTI E LUMINOSI DELLA SUA LUNGA STORIA. CAPITOLI TROPPO SPESSO TRASCURATI, IGNORATI, DIMENTICATI. ECCO ALLORA “PATRIA SENZA MARE” DI MARCO VALLE, UN’OPERA UNICA E INNOVATIVA CHE RACCONTA CON ACCURATEZZA E STILE BRILLANTE SUCCESSI E TRAVAGLI DELL’ITALIA MARITTIMA. OLTRE 500 PAGINE DI GRANDE STORIA CON TANTI PROTAGONISTI: MARINAI, MERCANTI, ARMATORI, SCIENZIATI, SOGNATORI, VISIONARI…

“Un’accuratissima ricerca di Marco Valle, penna brillante intinta in un calamaio colmo di cultura, che con una ricostruzione storica mai nozionistica ma, al contrario, funzionale alla costruzione critica dell’attualità, analizza le cause e ipotizza gli effetti della fuga italiana dalla dimensione liquida” Giampiero Cannella

Un’opera che attraversa i secoli, rintracciando il lunghissimo filo rosso (o meglio blu…) che avvolge e lega la Penisola al suo destino marittimo navigatori e mercanti, armatori e naufragi, porti e navi, scoperte e battaglie, ascese, sconfitte e rinascite… Un grande affresco in chiaro scuro che raccoglie e spiega lo splendore di Amalfi, Pisa, Venezia e Genova, capitali mondiali della globalizzazione medioevale, la vittoria di Lepanto, l’imporsi — tra il Seicento e l’Ottocento — di Livorno, Trieste e Napoli. E ancora, le visioni marittime di Camillo Benso di Cavour e il navalismo letterario di Salgari e d’Annunzio, la luminosa stagione dei transatlantici, i due grandi conflitti del Novecento e le prove durissime della nostra Marina, la ricostruzione postbellica e le parabole parallele dei Costa e di Achille Lauro. Infine, le luci, poche ma importanti, che iniziano a rischiarare la notte terragna in cui siamo ancora immersi.

MARCO VALLE Laureato in Storia, giornalista e saggista. Collaboratore de Il Giornale Storia in Rete, negli anni è stato capo redattore di Qui Touring e ha diretto riviste di viaggi, moda e trasporti. Già portavoce del ministro della Difesa e consulente della Commissione Italiana di Storia Militare, è membro del comitato scientifico di Nazione Futura. Ha pubblicato vari libri, tra cui: 150 anni di Unità Nazionale (Touring Club, 2011), Suez, il Canale, l’Egitto e l’Italia (Historica, 2018, finalista al Premio Acqui Storia 2018) e Il futuro dell’Africa è in Africa (Il Giornale, Fuori dal Coro, 2021).


Su Nuova Rivista Storica Italia patria senza mare un articolo dell’Autore

“O.D.E.S.S.A. Il tesoro del lago” ecco il quarto…

La tetralogia è completa!

Qui la Premessa e l’Antefatto

Dopo una trilogia da non perdere, in attesa del quarto!

Ci siamo…

Ancora una volta Leonard Walder coinvolto in una vicenda complicata e rischiosa. La posta è alta, evitare una guerra che potrebbe incendiare il Medio Oriente.
L’acquisto in asta a Treviri di un volume appartenuto ad un bibliofilo tedesco strapperà Leonard Walder dal lento tran tran della recente vita da antiquario per ripiombarlo in una nuova e pericolosa avventura. I trascorsi legami con Mike, la rete del Mossad e la Cia di Fox, lo porteranno in Israele e in Libano per tentare di sventare i piani criminali di una rete di nostalgici delle SS che si servono dei tesori trafugati nel corso della ritirata dell’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale, sepolti o dislocati in segreti nascondigli, per finanziare le loro losche imprese.
Ancora O.D.E.S.S.A. ancora intrighi internazionali, ancora la storia rigorosa del recente passato che riemerge imperiosa e piena di mistero.
Paesaggi, personaggi, luoghi, avvenimenti ben congegnati e articolati con descrizioni e ambientazioni di usi e costumi dei territori in cui si svolge l’azione, giocata sempre sul filo della tensione, in modo vivido e quasi filmico.
Il quarto volume della serie O.D.E.S.S.A. “Il tesoro del lago” continua, anche se a sé stante, la storia da:
“O.D.E.S.S.A. L’ora della fuga”
“O.D.E.S.S.A. Caccia in Argentina”
“O.D.E.S.S.A. Operazione Damocle”

Li trovate tutti e quattro su Amazon in ebook e in cartaceo.