Giuseppe Munforte “Il fruscio dell’erba selvaggia” da La Lettura Il Corriere, recensione

Un parente si uccide, altre vite s’intrecciano nella storia di Giuseppe Munforte

Costruito in tre movimenti, quasi romanzi brevi che scattano all’unisono a fine lettura, il nuovo romanzo di Giuseppe Munforte Il fruscio dell’erba selvaggia, finalista al Premio Neri Pozza per gli inediti, gioca su un incastro di destini legati a una lontana e nera scintilla. È un colpo di pistola che si è sparato in testa un uomo, appesosi a testa in giù in Bovisa a Milano, in via Cosenz «dove la materia si estingue — le ultime case, un benzinaio e l’autolavaggio —, si sfalda in una prospettiva di baracche e steccati e erba chimica».

 

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Tiziano Sclavi “Le voci dell’acqua” disegni di Werther Dell’Edera da Il Tirreno Culture

“Le voci dell’acqua”, il primo graphic novel scritto dal maestro del racconto a fumetti, Tiziano Sclavi – pavese, 65 anni – illustrato da Werther Dell’Edera, uno dei disegnatori italiani più importanti nel panorama dell’ultimo decennio, ora in libreria per Feltrinelli Comics (96 pp. b/n, 16 euro)

continua a leggere la recensione di Francesca Pierleoni

Fulvio Ervas “C’era il mare” da La Lettura Il Corriere, recensione

Tre delitti nel Veneto. Ma le fiabe dei nonni ridisegnano il futuro

Liti e rancori. Per Fulvio Ervas la speranza è negli anziani e nei loro piccoli eredi

«Una faccenda da matti», commenta l’ispettore Stucky quando l’aggrovigliata vicenda narrata in C’era il mare va chiarendosi. Perché nulla pare aver senso in due contemporanei omicidi commessi in due adiacenti province, il cui legame starebbe nell’organizzazione d’un convegno celebrativo dei cento anni di Porto Marghera. Un legame che Ervas ribadisce strutturando quest’ottava indagine dell’ispettore italopersiano alternando i capitoli delle due inchieste procedenti in parallelo, come già faceva in passato alternando capitoli in tondo e in corsivo.

continua a leggere l’articolo di ERMANNO PACCAGNINI

 

Miura Shion “La grande traversata” da TerzaPagina La Repubblica, recensione

Bestseller in Giappone

Come possa una scrittrice riuscire a raccontare la nascita di un vocabolario come un’impresa epica è un felice mistero: ma è uno di quei misteri cui ci ha abituato la letteratura giapponese, capace di trovare senso nei più semplici dettagli quotidiani. E infatti il romanzo — scritto con grazia e levità — è diventato un bestseller nel suo paese: con un milione e 300 mila copie vendute ha generato anche un film e una serie di cartoni animati.

Se visitaste un tempio zen a Kyoto potreste vedere la seguente scena: un giardiniere inginocchiato su un manto erboso armato di pinzette da sopracciglia e di infinita pazienza, intento a pulire — stelo per stelo, foglia per foglia — il prato, per renderlo perfettamente uniforme e libero da erbe aliene.[…]Almeno, questo è quello che racconta Miura Shion, scrittrice molto celebrata nel suo paese, ne La grande traversata (Einaudi Stile Libero, 326 pagine, euro 18,50), che oltre ad essere il titolo del romanzo è anche il titolo del vocabolario che dovrà vedere la luce. Perché in Giappone i dizionari, a differenza dei nostri, hanno spesso un titolo evocativo: Il vasto giardino delle parole, La grande foresta della parole, Il mare delle parole.

continua a leggere la recensione di Gregorio Botta

Giorgio de Chirico “Lettere” a cura di Elena Pontiggia da Il Corriere, recensione di S. Grasso

 

 

La trentaseienne Raissa Gurievic (1894-1979) e il quarantaduenne Giorgio de Chirico (1888-1978). Il pictor optimus incontra a Roma la ballerina russa — attrice nel Teatro degli Undici di Luigi Pirandello e moglie del coreografo e regista teatrale Georgij Kroll — nel 1925, mentre la donna interpreta il personaggio principale della tragedia La morte di Niobe di Alberto Savinio. È amore a prima vista…

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Enrico Deaglio “La zia Irene e l’anarchico Tresca” da Il Corriere della sera, recensione

La zia Irene e l’anarchico Tresca è un esperimento che mescola generi diversi per stringere l’obiettivo su una storia mai raccontata. Su come cioè la morte di un anarchico a New York avrebbe finito per decidere tutta la storia a venire, o meglio la storia che nessuno ci ha voluto raccontare.

Vai alla recensione di Ranieri Polese