Silvia Bencivelli “Il dubbio e il desiderio, Eva Mameli Calvino”, presentazione

Eva Mameli Calvino è stata una botanica importante vissuta tra il 1886 e il 1978, al lavoro tra la Sardegna, Cuba e la Liguria. Nata Mameli, e diventata Calvino sposando Mario, ha avuto un figlio famoso scrittore, di nome Italo, attraverso il quale viene oggi più spesso ricordata.(da Electa)

Electa dedica una collana, Oilà, curata da Chiara Alessi e con il progetto grafico a cura dello Studio Sonnoli, alle biografie di figure femminili del Novecento che sono state protagoniste nel panorama italiano e internazionale in vari settori “creativi” spesso ritenuti solo appannaggio al maschile. In questa biografia Silvia Bencivelli racconta Eva Mameli Calvino: un’ importante botanica vissuta tra il 1886 e il 1978, in un’epoca in cui alle donne in quel settore veniva dato poco spazio e scarso riconoscimento. Ma a lei si devono la coltivazione del primo avocado italiano e moltissimi articoli scientifici oltre che consigli per chi volesse dedicarsi alla cura delle piante e del giardino. Più conosciuta invece perché madre di Italo Calvino che al contrario non ha bisogno di ulteriori presentazioni. La biografia è come detto di Silvia Bencivelli giornalista scientifica, scrittrice, autrice e conduttrice radiotelevisivatra su Radio3 e Rai Cultura oltre ad essere docente di Comunicazione della scienza alla Sapienza – Università di Roma e in altre sedi.

A questo link altre Biografie dal Catalogo Electa

Tommaso Ferrini “Le dodici rose del diavolo”, presentazione

Due i grandi protagonisti del romanzo, il Bene e il Male. Magia nera, una spy story, un romanzo di fantascienza, un romanzo storico ed esoterico, tutte etichette che potrebbero inquadrare questa avventura poliedrica, dove i riferimenti storici sono evidenti ed effettivi, in un intrigante percorso ricco di suspence, colpi di scena, fino alla conclusione rocambolesca e simbolica .

Dalla Quarta di copertina

Un Quarto Reich teocratico lancia la sua sfida agli equilibri del mondo. Tra esoterismo, spionaggio e magia nera lo scontro tra bene e male non si svolge più solo sulla scacchiera geopolitica internazionale, la posta in gioco è alta, la più alta di sempre: Abraxas.

Su Amazon in ebook e in cartaceo

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Dialoghi più o meno probabili

Il complesso di Arkhàn

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di dicembre 2023

Simonetta Ronco “Una morte per bene”, Edizioni Leucotea

Leucotea Edizioni

“Mi ascolti Anna, il commissario Traverso si sta impegnando molto per scoprire la verità sulla morte di suo padre e io voglio aiutarlo. Le prometto che farò quanto mi è possibile per capire cosa c’è dietro a questa storia e per rispondere alle sue domande. Lei è una brava ragazza, e merita serenità e sicurezza.”

Sinossi

Imperia, 1971. Attilio Cernuschi, proprietario del quotidiano locale, viene trovato morto in un bosco.
Delle indagini è incaricato il commissario Luca Traverso, trasferito da poco nella cittadina ligure dopo un procedimento disciplinare.
Traverso affronta l’inchiesta con il preciso scopo di chiarire tutti gli aspetti oscuri di una vicenda che, con il passare dei giorni, diventa sempre più intricata.
La personalità della vittima appare infatti al centro di un sistema di collusioni, favori, complicità fra tutti o quasi i componenti della buona società locale.
Un sistema che ha le sue radici in due omicidi rimasti impuniti, omicidi che Traverso risolverà a poco a poco, con l’aiuto di alcuni dei protagonisti della storia, chiamati a riscattarsi dopo la bufera che si è abbattuta sulle vite di tutti.


Biografia autrice


Simonetta Ronco, genovese, è docente universitaria, giornalista e scrittrice. Appassionata di crimini e misteri ha creato due personaggi di successo: il pianista investigatore Audemars Février, e il commissario veggente Dario Barresi.
“Una morte perbene” è la prima indagine di Luca Traverso, poliziotto anni Settanta, che riporta alla mente le atmosfere di provincia in cui si muovevano attori culto come Lino Ventura e Ugo Tognazzi.

Zacharia Topelius “Castelli d’aria e altre fiabe finlandesi”, presentazione

Traduzione e postfazione di Katia De Marco

Illustratore Isabella Conti

Perché a fare castelli in aria non sono i pazzi, ma gli eletti capaci di vederli davvero, quei castelli fatti d’aria e popolati di magiche creature. […] Il paesaggio del grande Nord, con i suoi arcipelaghi e le sue brughiere, diventa a tratti protagonista, trasfigurandosi in uno splendido e arcano luogo di pace raggiungibile solo in sogno nelle Isole delle Piume, oppure animandosi di vita propria nella Corte dei fiori, dove alberi e fiori nordici prendono la parola per esprimere sentimenti tutti umani in un delicato minuetto venato di umorismo.( da Iperborea)

 Castelli d’aria è il decimo volume della serie di fiabe nordiche curata da Bruno Berni per Iperborea (da Iperborea Autore)

Zacharias Topelius (1818 – 1898), scrittore finlandese di lingua svedese, raccolse in queste fiabe il patrimonio culturale finlandese, conservandolo e diffondendolo, mescolando la tradizoione europea con il folklore finlandese: fa rivivere in queste pagine uomini, animali, ambienti nella magia della fiaba dove anche un gallo può essere puinito per la sua arroganza o dove le isole che potrebbero accogliere navigatori stanchi sono raggiungibili solo in sogno o dove un ragazzo, che sa vedere oltre la realtà degli occhi, scopre castelli tra le nuvole nel cielo.

Brevi note biografiche

Zacharia Topelius (14 gennaio 1818 a Kuddnäs, Finlandia russa – morto il 12 marzo 1898 a Helsinki) fu professore di storia finlandese dell’Università di Helsinkinel 1864 . Sebbene abbia pubblicato cinque raccolte di testi, è conosciuto per Fältskärns berättelser (1853–67; The King’s Ring and the Surgeon’s Stories, 1872), un resoconto romanzato della storia svedese-finlandese dei secoli XVII e XVIII. Negli anni successivi scrisse storie basate su racconti popolari finlandesi e fiabe per bambini. Tutte le sue opere sono state tradotte in finlandese.

Melania G. Mazzucco “Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana”, presentazione

“Jacomo Tintoretto & i suoi figli, che qui si presenta in una nuova edizione, è uno degli oggetti letterari piú affascinanti e originali della produzione italiana degli ultimi anni: accuratissima e fedele biografia, la prima importante apparsa in Italia del pittore veneto, precipitato di una raccolta di materiali durata piú di dieci anni, grandioso affresco storico brulicante di personaggi – Tintoretto ovviamente, ma anche i figli, il padre, la moglie e tanti altri -, ritratto di una città, Venezia[…] (dal Catalogo Einaudi)

“Volevo scrivere una biografia su Marietta, ma arrivata a Venezia per le prime ricerche mi resi conto che la sua storia era tutta consumata all’interno di quella del padre. Non potevo separarle, dovevo scrivere una biografia comune”

Così risponde all’intervistatrice Francesca Pellas (La stampa 11 diucembre 2023) Melania Mazzucco alla domanda su come avesse deciso di entrare nella vita di Tintoretto.

Quella della Mazzucco è un’accurata biografia che fa seguito al suo romanzo “La lunga attesa dell’angelo”, che l’autrice ha dedicato al grande pittore: dalla pagina romanzata alla verità storica frutto di appassionate ricerche in una dimensione ampia e allargata all’ambito familiare e all’ambiente particolare in cui era collocata: Venezia

Un autore le cui opere non raffiguravano semplicemente personaggi e ambienti “copiandola dalla natura o dall’arte, ma la “scriveva” come da un’immagine della mente, intravista in sogno, trovandola nel suo farsi – e solo nel farla la vedeva”

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Self Portrait. Il Museo del mondo delle donne

L’Architettatrice

Katherine Mansfield (1888-1923)

Tutti i racconti

Adelphi Editore

Prefazione di Lucia Drudi Demby

Note introduttive di John Middleton Murry

Sceglie di essere solo quello che è. Di dire solo quello che conosce (che vede) e quello che ama. Ama il bello, il gentile, il buono. Ama il semplice, il chiaro, l’arreso, il tenero, lo scherzoso, il minuto. Li ama così convulsamente da sapere che non esistono. Per questo, attraverso una tecnica di spossessamento di tipo in apparenza impressionista e in realtà simbolista, li priva di spazio, li sparecchia di fiato, li recide nel momento stesso in cui, con incantevole grazia, li porta sulla soglia dell’apparire. Onestà-verità diventa scopo, norma, canone. Canone d’essenzialità.(dalla Prefazione di Lucia Drudi Demby)

Adelphi ripropone tutti i racconti della scrittrice neozelandese nel centenario della morte, nella seriazione stabilita da John Middleton Murry, il marito e  critico letterario.

È il racconto, che compare nella penultima sezione, a dare il titolo alla stessa e a tutta la raccolta, Something Childish But Very Natural (Qualcosa di infantile ma di molto naturale).

Katherine Mansfield (1888-1923) aveva studiato tre anni in Inghilterra, dove tornò due anni dopo, tra obiettivi, scelte e amori mutevoli, affermandosi con i suoi racconti, che dal 1906 firma con lo pseudonimo adottato dal nome della nonna materna, le cui protagoniste erano prevalentemente donne ma soprattutto, fossero brevi, breviossimi o lunghi,  trattavano momenti della vita nella quotidianità, la gioia, gli affetti, l’amore, il dolore “non mi vengono in mente racconti che durino più di qualche ora o, al massimo, di una giornata; e neppure racconti che si svolgano in più di tre ambienti; ma in genere è un solo ambiente, una casa, una casa, una casa”.

Katherine Mansfield è lo pseudonimo della scrittrice neozelandese Kathleen Beauchamp (Wellington, Nuova Zelanda, 1888 – Fointainebleau, Francia, 1923). Nel 1903 fu mandata a studiare in Inghilterra, dove rimase tre anni; rientrata in famiglia, ottenne, dopo due anni, di tornare a vivere a Londra. Sposò (1909) G. Bowden da cui si separò poco dopo. Esordì con In a german pension (1911), profili e impressioni che richiamarono l’attenzione del pubblico. Conobbe allora il critico J. M. Murry che sposò nel 1918. Affermata come scrittrice, ma minata da una malattia polmonare inguaribile,  si ritirò nel 1922 nella comunità di Guerdjeff presso Fontainebleau, dove morì. Le raccolte di racconti Bliss (1920) e The garden party (1922) sono le uniche pubblicate durante la sua vita. Seguirono: The dove’s nest (1923); Something childish and other stories (1924); Luck and other stories (1927). Apparvero poi il suo Journal (1927; ed. definitiva, 1954) e le Letters (1928), seguiti da The scrapbook of K. M. (1939) e da Letters to John Middleton Murry (1951).(le note biografiche sono tratte dalla Enciclopedia Treccani)

Omaggio a Katherine Mansfield

Susanna Trippa “Una storia che consola”, LFA Publisher

LFA Publisher

“Strana primavera del lockdown 2020.
Arriverà una storia a nutrire, e infine a consolare, la mia anima? Decido di cercare nel passato. Tra le fotografie ecco apparire un pacchetto legato da un nastrino consumato e ingiallito. Sciolgo il nastro: fogli e cartoline si sparpagliano, grafie e immagini si mescolano a caso.

Una storia che consola, scritto nei mesi del lockdown 2020, è un romanzo epistolare.
Quando scoppia la pandemia in Italia, e in particolare in Lombardia, l’autrice Susanna Trippa, dalla sua casetta in collina in provincia di Bergamo, come tutti si trova ad affrontare i timori e le angosce del periodo.
Ad arrivare in suo aiuto sarà un pacchetto di lettere, biglietti, cartoline e vecchie foto.
Da quel momento s’immerge nell’attenta rilettura di quel dialogo epistolare avvenuto tra i suoi genitori durante il lungo fidanzamento negli anni Trenta.

Dal 1934 al 1940 – in piena epoca fascista – due giovani si conoscono, s’innamorano, immaginano e costruiscono il loro futuro. Sullo sfondo stanno gli avvenimenti, divenuti storia, che porteranno allo scoppio della seconda guerra mondiale, poco dopo il loro matrimonio nel marzo 1940. Arrivano gli echi della società italiana di allora – abitudini e gusti – le atmosfere della guerra d’Etiopia, i fronti contrapposti della guerra civile spagnola, il cambiamento di passo del fascismo fino alla tragica avventura del conflitto mondiale. L’autrice, mentre legge e a tratti commenta i dialoghi dei due fidanzati, da figlia vi ritrova le personalità dei propri genitori ma, al tempo stesso, li scopre diversi.
Dentro di lei si forma un’immagine di loro del tutto nuova.


Susanna Trippa nata a Bologna e là laureata in Lettere moderne e Storia dell’Arte. Si trasferisce a Bergamo nel 1977,dove lavora prima come insegnante poi nel settore pubblicitario. Da più di vent’anni vive in Valcavallina, con famiglia ed animali, nella casetta che ha dato nome e immagine al suo primo libro I racconti di CasaLuet (2008), una fitta rete di racconti, sogni e magia. Il racconto Pane e cinema ha ricevuto il 1° premio AlberoAndronico “Cinecittà – l’occhio del cinema sulla città” (2009). Nel 2015 esce il romanzo epico/fantasy Il viaggio di una stella.Il penultimo pubblicato è il romanzo autobiografico Come cambia lo sguardo – Gli inganni del Sessantotto (2019 Curcio ed.).