Ingeborg Bachmann “Invocazione all’Orsa Maggiore”, presentazione

Nel cinquantenario della scomparsa

Edizione con testo a fronte a cura di Luigi Reitani

Con una Nota di Hans Höller

Adelphi Editore

In libreria il 20 ottobre

[…] Una poesia multiforme, cangiante, dove classico e moderno si fondono in versi ora audaci e spigolosi ora di chiara musicalità, e lo sguardo della Bachmann si mostra attento a cogliere la violenza della realtà e il dolore, in particolare nei paesaggi italiani, luminosi e arcaici, feriti e vitali, lontanissimi dai cliché della tradizione classico-romantica: «Nel mio paese primogenito, nel sud / mi assalì la vipera / e nella luce l’orrore».(dal Risvolto,  Adelphi Editore)

Adelphi ripropone in una nuova edizione la raccolta di versi “Invocazione all’Orsa maggiore” (1956).

Nata a Klagenfurt in Carinzia, al confine con la Slovenia e l’Italia, visse con dolore l’ingresso delle truppe naziste nella sua città cercando rifugio nei luoghi di origine della famiglia.

Alla liberatoria caduta del regime, nel 1946 si trasferisce a Vienna dove conoscerà Paul Celan, l’amore della sua vita e che tanto spazio occuperà nelle sue opere in poesia e in prosa. Insieme saranno nel Gruppo 47, costituito da giovani letterati e scrittori, leggendo le loro poesie. Un amore travagliato e impossibile. Una nuova fuga nel 1953 la porterà verso l’Italia, prima a Ischia poi a Napoli e infine a Roma, la città che eleggerà a nuova patria e dove comporrà il canzoniere che Adelphi riedita nel cinquantenario della tragica morte della poetessa. Un’edizione speciale, bilingue, con il testo della edizione critica tedesca di Reitani e impreziosita da un importante apparato iconico

“Ingeborg Bachmann si fa portatrice di una moderna poetica del sublime, che riconosce la grandezza dell’uomo nella sfida che egli rivolge alle potenze che lo sovrastano. Se Dio non abita nel mondo e se la storia è visitata dal male, se l’uomo è estraniato da se stesso, spetta al canto poetico testimoniare messianicamente la verità. Il non-rivelarsi di Dio, la sua «presenza-assenza» ― un concetto che lega Ingeborg Bachmann a Simone Weil e a Wittgenstein, e ancora più indietro a Hölderlin ― si rovescia così nella trascendenza mistica della parola. Ogni poesia è in questo senso Anrufung: preghiera, invocazione e chiamata in giudizio al tempo stesso.” (Da Luigi Reitani)

Brevi note biografiche

Ingeborg Bachmann (Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973), scrittrice e poetessa austriaca conosciuta anche come Ruth Keller (pseudonimo). Nel 1953 la raccolta di poesie Il tempo dilazionato ottenne il premio letterario del Gruppo 47. Nel 1956 venne pubblicata la raccolta di poesie Invocazione all’Orsa maggiore, conseguendo il Premio Letterario della Città di Brema. Del 1961 è la premiata raccolta di racconti Il trentesimo anno, e nel 1971 il romanzo Malina. Muore a Roma a causa di un incidente causato da una sigaretta: addormentatasi la sua vestaglia prese fuoco. Portata in ospedale morì successivamente per le complicanze.

Alcuni componimenti della poetessa a questo link

Simonetta Agnello Hornby “Era un bravo ragazzo”, presentazione

Santino diventa un principe del calcestruzzo, che accetta commesse sempre più ricche e sempre più manovrate. Giovanni, avvocato, raccomandato da personaggi ambigui e potenti, mette la sua abilità di uomo di legge al servizio di chi la legge la usa per nascondere il vantaggio di pochi contro il bisogno di molti. Fanno entrambi ottimi matrimoni e trionfano nei cupi anni Ottanta, gli anni terribili delle guerre di mafia.(da Mondadori Libri)

Due i protagonisti del nuovo romanzo della Agnello Hornby, Giovanni e Santino, nella Sicilia occidentale, culla della mafia, fra Sciacca e Pertuso Piccione negli anni tra il  ’50  e il ’90 e nella storia italiana di quel periodo.

Il lettore li conosce bambini con sogni, desideri, ambizioni e voglia di riscatto. Dopo gli studi Santino lavorerà nell’edilizia, Giovanni come avvocato, entrambi sono cresciuti e sono stati orientati dalla guida e dalle mire di madri ambiziose.

Finiti nel meccanismo nuovo con cui Cosa nostra si muoveva a quel tempo, quasi senza rendersene conto da “bravi ragazzi” come desideravano si trovano ad esserlo all’imperfetto, nel passato della loro vita, nelle aspirazioni tradite: erano. Il titolo sintetizza, quasi un monito perché, precisa l’Autrice nell’intervista di Elena Masuelli, (Tuttolibri del 14 ottobre ) “Come spesso accade, l’arruolamento non avviene in maniera diretta: Cosa Nostra ha sempre agito con paradossale cautela e ha creato dipendenza attraverso il lavoro, o meglio ancora pescando nelle ambizioni, nel desiderio di emergere e di fare fortuna dei più giovani” .

Le madri dei bravi ragazzi avranno un ruolo importante nella vicenda proprio perché “le donne hanno una potenza enorme in Sicilia”, come esplicita l’Autrice nell’intervista citata, soprattutto le madri dei figli maschi. Sullo sfondo della vicenda protagonisti e antagonisti, veri e di fantasia, chi si batte ancora e crede possibile restare bravi ragazzi: Anna, l’idealista compagna di Università di Giovanni, e il nonno e il parroco di paese, padre Cangemi.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

La cuntintizza con Costanza Gravina

Punto pieno

Piano nobile

La cucina del buon gusto con Maria Rosario Luzzati

Virginia Ciaravolo ” Truffe amorose. Da relazione virtuale a morte reale. La storia di Daniele Visconti “, presentazione

Un libro inchiesta per affrontare il fenomeno a 360 gradi 

Presentazione di Anna Maria Bernini. Prefazione di Alessandro Politi

Armando Editore

Da qualche anno a questa parte, assistiamo impotenti ad un reato, conosciuto come “Romance Scam”, Truffa Sentimentale o Truffa Amorosa; una forma particolare di cyber- truffa, di raggiro volto all’ottenimento illecito di denaro, utilizzando internet come mezzo privilegiato di interazione con la vittima. Nell’affrontare questo fenomeno, paradossalmente dimentichiamo che le truffe online non hanno solo come denominatore comune l’ottenimento illecito di denaro, ma spesso il danno esistenziale e psicologico è altrettanto importante quanto l’estorsione economica. A riprova la terribile vicenda di Daniele Visconti, la cui storia viene analizzata nel libro. La giovane vittima, completamento manipolata dal suo predatore online, è passata da un innamoramento virtuale a morte reale, suicidandosi a soli 24 anni. Il testo, grazie all’ausilio di differenti specialisti, pone all’attenzione del lettore la decodifica del fenomeno, analizzandolo in tutte le sue sfaccettature, fornendo elementi importanti per un prezioso lavoro di formazione/informazione affinché casi del genere non accadano più. L’opera si pone come libro/inchiesta per affrontare il fenomeno a 360 gradi, uno studio della scottante problematica in tutte le sue sfaccettature, come risultato di un lungo e accurato lavoro, frutto di molteplici professionalità messe in campo. Uno strumento validissimo per riflettere non solo sul reato in oggetto, ma che si focalizza con sensibilità sulla terribile piaga del suicidio giovanile. I proventi del presente volume verranno devoluti alla ODV Daniele Visconti.

È una storia di dolore e di disperazione quella che Virginia Ciaravolo ricostruisce in Truffe Amorose. Non lo fa con morbosità o con volontà di spettacolarizzare un caso mediatico ma per creare una nuova consapevolezza sulle fragilità di una generazione. La vita di un ragazzo di 24 anni, Daniele Visconti, diventa lo strumento che la psicoterapeuta e criminologa utilizza per sensibilizzarci sulle truffe online e sulla manipolazione. Oltreché sulla grande sete di socializzazione e la mancanza di un’educazione amorosa della generazione dei 20/30enni. È un testo da leggere senza giudizi né verso le vittime, né verso i loro antagonisti. Non si tratta infatti di stabilire chi sia buono o cattivo, non c’è modo che questa polarizzazione possa restituire la vita a Daniele o che possa aiutarci a decodificare in modo utile questo fenomeno. L’obiettivo è invece di prevenire altre morti come quella di questo ragazzo forlivese di 24 anni. […] Così come non si vittimizza o colpevolizza nessuno in modo netto in questo testo, non vengono neanche additati come fonte di ogni male internet, i social e le dating app. Il tema sul quale concentrarsi è infatti la sensibilizzazione verso la cura della salute mentale, verso il sostegno e la costruzione di una forte consapevolezza di sé. Superare lo stigma del chiedere aiuto, rafforzare le proprie relazioni per poter uscire da quell’isolamento in cui siamo noi stessi a volte a relegare la nostra parte più sensibile. Questi sono dei temi sempre più centrali nel dibattito sociale e politico italiano, anche nelle università e nelle scuole è forte il bisogno di un supporto costante e professionale per i più giovani. (dalla presentazione di Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca)

Dichiara l’Autrice: «Lavorare a questo libro che abbraccia più tematiche: truffe amorose, uso distorto dei social da parte della costellazione giovanile, il suicidio nei giovani che secondo le statistiche ISTAT sta subendo forti impennate, fragilità psicologiche, impone una presa d’atto di quanto occorre affrontare i disagi dei ragazzi e delle ragazze d’oggi. Solo con coraggio e corretta informazione a riguardo possiamo dare loro nuove alternative e strade da percorrere».

Virginia Ciaravolo, Psicoterapeuta-criminologa, Presidente dell’Associazione Mai più violenza infinita Onlus, si occupa prevalentemente di donne e minori ed età giovanile. Esperta in reati di violenza di genere, abusi, bullismo e cyberbullismo. Laureata in Psicologia, Psicoterapeuta specialista in infanzia, adolescenza ed età adulta. Nel 2010 coniuga la sua passione per la criminologia conseguendo la laurea in Scienze dell’investigazione e sicurezza, presso l’Università di Perugia. Formatrice in numerosi corsi sulle tematiche evidenziate, ha collaborato con la Questura di Napoli ed è docente/ consulente esterno per la Pubblica Sicurezza Ministero dell’Interno, e inoltre docente Scuola Regionale Polizia locale Regione Campania. Fa parte della task force del primo Osservatorio nazionale CNOP sulla prevenzione dei suicidi, collabora inoltre al Tavolo tecnico per abusi minori in ambito sportivo, Dipartimento Sport Presidenza Consiglio dei Ministri. Autrice di numerosi volumi, tra cui nelle nostre edizioni: La violenza di genere dalla A alla Z, D’improvviso si è spenta la luce. Storie di stupri lacrime e sangue ed altre pubblicazioni.

Della stessa autrice su tuttatoscanaliberi

La violenza di genere dalla A alla Z

D’improvviso si è spenta la luce. Storie di stupri lacrime e sangue

Michele M. Ragnini “La porta dell’ignoto”, NeP Edizioni

Un viaggio interiore che porta ad affrontare e a mettere in discussione i capisaldi dell’esistenza

Dietro una fitta coltre di apparente normalità, il mondo cela segreti oscuri e misteri senza fine, che si palesano negli aspetti più banali del quotidiano. L’ignoto non va cercato lontano,
nell’astratto, nell’imponderabile, ma vicino, nelle minime avversità, nello sguardo di chi ci è
prossimo e persino dentro di sé.

Da queste premesse muove “La porta dell’ignoto” di Michele M. Ragnini, edito da NeP edizioni.
Un libro rivolto a chi tenta di scoprire l’altra faccia delle cose, in cui l’ignoto è il vero protagonista, in un viaggio interiore che porta ad affrontare e a mettere in discussione i capisaldi dell’esistenza.
Attraverso i sette racconti che fanno parte di questa raccolta, il lettore potrà viaggiare sfidando il corso distorto del tempo, perdersi tra vicoli oscuri e dimore abbandonate, fra le pareti cedevoli di menti confuse, allucinate e folli. Nei passi incerti dei personaggi, nei loro sguardi carichi di timori, rivelazioni e inquietudini, scoprirà l’intreccio sottile di segreti sepolti, reliquie di vite e di anime smarrite, pronti ad essere rivelati.
Sette storie in cui l’analisi e il ragionamento logico si perdono in visioni oniriche e deliri allucinati. Le ombre si allungano sulle vicende narrate; un’atmosfera cupa di sospetto si dispiega e s’impone dalla prima all’ultima pagina. La linea di demarcazione segnata fra vita e morte, verità e illusione, incubo e veglia, è vaga e sbiadita.
Attraverso uno stile narrativo unico, l’autore ci guida nei recessi remoti della psiche, ci impone di scrutare sotto la superficie e immergerci negli abissi del tempo, dell’Universo e dell’animo umano.

Michele M. Ragnini è nato e cresciuto nel cuore di Bari.
Ha concluso studi classici e giuridici e negli anni successivi ha vissuto in diversi Paesi europei, traendo ispirazione per i suoi scritti.
Nel 2022 ha ottenuto la sua prima pubblicazione, una silloge di poesie intitolata Mille e mille parole taciute.
La porta dell’ignoto è il suo libro d’esordio nella narrativa breve.

Dorothea Burato “Emilio Federico Schubert”, presentazione

Il volume è l’esito di una approfondita ricerca sulla figura dello stilista di origini napoletane attivo a Roma a partire dagli anni Quaranta.

Emilio Federico Schuberth si impone sul territorio nazionale e internazionale grazie soprattutto al sapiente uso di strategie di promozione del suo marchio attraverso il medium cinematografico e quello televisivo. Nel panorama della moda italiana, che si afferma a partire dal dopoguerra, Schuberth rappresenta una voce fuori dagli schemi: il suo atelier è stato una tappa obbligata per le dive del cinema, le soubrette del varietà e le donne più eleganti del jet set internazionale.( da Electa Editore)

Nato a Napoli nel 1904 si trasferì a Roma; dopo aver lavorato come apprendista in sartoria e modisteria nel 1940 aprì un proprio atelier.

Dorothea Burato ha ricostruito la biografia e l’attività dello stilista attraverso uno studio attento e una ricerca incentrati sul materiale che le di lui figlie hanno donato al centro Studi  e archivio della comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma.

Una figura importante quella di Schubert e nel panorama della Moda ma anche nella sfera delle comunicazioni in genere, cinema, televisione, spettacolo nei due decenni di attività.

Il testo, come si legge nella presentazione della casa Editrice Electa si compone di quattro sezioni:

“quattro macro-sezioni: la prima è dedicata alla biografia del sarto, fino ad oggi poco indagata; la seconda alla ricognizione del proficuo rapporto che Schuberth ha instaurato con il mondo del cinema in venti anni di attività, dalla partecipazione come attore in alcuni film, alla promozione del proprio marchio grazie alle più famose dive del cinema; la terza si focalizza sul lavoro di Schuberth come stilista al servizio del grande schermo; la quarta sezione è dedicata alle esperienze nell’ambito radiotelevisivo e all’uso strategico che lo stilista fa del neonato medium televisivo promuovendo le sue creazioni anche al pubblico di massa. Chiude il volume l’analisi del filmato promozionale Vedette 444, brillante analogia tra la creazione di moda e l’industria meccanica cui prende parte anche Schuberth”

Tra le donne frequentatrici dell’atelier si annoverano oltre alla bella Soraya, Bette Davis, Gloria Swanson, senza dimenticare  la Sofia nazionale e la Lollobrigida.

Dorothea Burato è Assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Ha conseguito il dottorato di ricerca in “Scienze filologico-letterarie, storico-filosofiche e artistiche” presso l’Università di Parma con un progetto sullo stilista Emilio Schuberth e le sue relazioni con il cinema e la televisione italiana nel secondo dopoguerra. I suoi ambiti di ricerca si focalizzano sui rapporti tra moda e cinema, moda e televisione e sulla storia della critica italiana. È  journal manager della rivista accademica “Cinergie – Il cinema e le altre arti”.(da La Consulta Universitaria del Cinema)

Peter Handke “Infelicità senza desideri”, presentazione

Di fronte a questo suicidio, appreso dai giornali, il giovane scrittore austriaco sente la necessità di ricomporre con le parole quell’esistenza mancata, quella vitalità offesa e ridotta a meccanismo biologico e coatto.(da Garzanti Libri)

Garzanti propone per la traduzione di Bruna Bianchi un breve testo scritto nel  1972, dedicato dall’autore alla madre suicida a 51 anni nel novembre del  1971 e nel farlo ne evidenzia l’unicità della storia, non di una donna nata povera con un destino già scritto, e il desiderio di  sottrarla ad un ancestrale anonimato, come sottolinea Trevi nella sua bella presentazione (La Lettura del Corriere 7ottobre 2023) “L’anonimato è un attributo classico della povertà, così come il sentimento di un destino decretato fin dalla nascita e impossibile da modificare. Ma è la condizione femminile quella che più incatena a una vita sottomessa, taciturna, uniforme”

E Handke la racconta come quasi dentro una parabola discendente: i giovani anni in cui va via di casa e lavora come cuoca, ha solo 16 anni. Vive i periodi bui, dall’affermazione nazista alla seconda Guerra mondiale, e le tristi condizioni della guerra, ma per lei è il periodo della crescita: innamorata di un uomo sposato nel 1941 resta incinta del figlio Peter al quale decide di dare comunque un padre; seguirà così  un sottufficiale della Wehrmacht e si trasferirà  con lui a Berlino. A questo periodo caratterizzato dal desiderio di uscire dall’anonimato, da un destino già decretato e similare a quello di molte altre donne, segue, alla fine della guerra, il ritorno in Austria, al paese d’origine dove, nonostante l’accostarsi alla letteratura, non riesce a trovare per se stessa un posto in quel mondo avaro di sogni che l’ha circondata fino a quel momento e decide di abbandonarlo.

“Apparso in lingua tedesca nel 1972, Infelicità senza desideri diviene subito un imprevisto bestseller e resta forse, ancora oggi, il libro più amato di Peter Handke. Un libro che, complice lo straordinario equilibrio tra scrittura e ineffabilità, la critica non ha esitato a elevare al rango immortale di classico”(da Garzanti Libri)

Peter Handke, nato a Griffen (Austria), nel 1942, è romanziere, drammaturgo e poeta. La casa editrice Guanda ha pubblicato Storie del dormiveglia, Falso movimento, Il peso del mondo, La storia della matita, Pomeriggio di uno scrittore, Epopea del baleno, Saggio sul luogo tranquillo, Saggio sul cercatore di funghi, Prima del calcio di rigore, L’ambulante, I giorni e le opere e I calabroni. Nel 2009 gli è stato conferito il premio Franz Kafka e nel 2014 ­l’International Ibsen Award. Ha collaborato in varie occasioni con il regista Wim Wenders, fino a Il cielo sopra Berlino. Nel 2019 gli è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura per “la sua opera influente che ha esplorato con ingegnosità linguistica la periferia e la specificità dell’esperienza umana”.(da Garzanti Autori)

Susanna Tamaro “Il vento soffia dove vuole”, presentazione

Trent’anni dopo Va’ dove ti porta il cuore, Susanna Tamaro ci riporta all’interno di complesse dinamiche generazionali, regalandoci pagine preziose che sovrastano il vociare confuso di questi tempi. Il vento soffia dove vuole ci cattura, ci consola e ci guarisce. Un romanzo profondo, appassionante e ricco di umorismo che è un inno alla forza dei legami familiari e all’importanza di dare un senso alla nostra vita.(da Solferino Libri)

Tre lettere a tre componenti la famiglia: Chiara ormai sessantenne le indirizza alla figlia adottiva Alisha, alla figlia naturale Ginevra e al marito Davide, medico pediatra.

Un romanzo in tre parti dalla struttura epistolare che richiama il primo romanzo della Tamaro: nel 1994 la lettera di una nonna alla nipote, qui una madre e moglie alle figlie e al marito.

Ed è nella solitudine e nel silenzio della casa in collina che Chiara decide di aprire questo percorso epistolare personale, ricostruendo le tappe della propria esistenza: dopo aver festeggiato il Natale assieme infatti ciascun membro della famiglia ha deciso come trascorrere il restante periodo di vacanza; Alisha, che andrà in viaggio con il fidanzato,  Ginevra a Cortina con le amiche, il piccolo Elia sarà ospite di un amichetto e Davide impegnato in un’escursione in alta montagna mentre Chiara, sceglierà di rimanere a casa.

Tre lettere per soffermarsi ad accogliere la libertà di ciascuno a compiere il proprio percorso e l’afflato che coinvolge e lega chi ha condiviso con noi il cammino, tra le prove che anche la vita familiare propone.

SUSANNA TAMARO ha esordito con il romanzo La testa fra le nuvole (1989) e ottenuto un successo internazionale con Va’ dove ti porta il cuore (1994), che, a trent’anni dalla prima uscita, riproponiamo in questa nuova edizione. È anche autrice di libri per ragazzi come Cuore di ciccia (1992), Il Cerchio Magico (1995), Tobia e l’angelo (1998). I suoi libri hanno venduto milioni di copie in Italia e sono stati tradotti in tutto il mondo. Con Solferino ha pubblicato Il tuo sguardo illumina il mondo (2018), Alzare lo sguardo (2019), Una grande storia d’amore (2020), Invisibile meraviglia (2021), Tornare umani (2022) e le riedizioni di La tigre e l’acrobata (2022) e di Un cuore pensante (2023).( da Solferino Autori)

Togawa Masako “Diario di un seduttore”, presentazione

Traduzione di Antonietta Pastore 

Opera della più grande scrittrice di noir d’Oriente, Diario di un seduttore è un piccolo gioiello che trascina il lettore in una storia sordida e sensuale dove niente è ciò che sembra, e lo conduce alla scoperta di quell’ambigua scena notturna di Tokyo, tra dancing e locali fumosi, di cui la stessa Togawa Masako era la regina.(dalla scheda libro di Marsilio Editore)

Il protagonista è Honda Ichiro ed ha tutte le qualità per essere amato e ammirato: è bello, ricco, professionista inappuntabile, lavora nella capitale e tutti i fine settimana torna dalla moglie ad Osaka, un moderno Jekyll di giorno e un Mister Haid di notte quando si trasforma in un ossessionato dongiovanni che caccia le sue prede annusandone le debolezze, la solitudine, il bisogno d’amore. Un vero camaleonte: si presenta o come artista o come pilota, altre volte è ufficiale di marina, o cittadino straniero con nomi sempre diversi e in tasca un passaporto falso. Spietato come un killer la notte le cattura nella sua rete e il suo istinto è così perfetto che per le sue riuscite missioni tiene un diario. Ma c’è un ma che si manifesta presto: le donne che lui ha sedotto muoiono una dietro l’altra.

Una svolta e un finale inatteso concludono il noir

Togawa Masako  (1931-2016) è stata una delle più importanti scrittrici giapponesi di noir. Nata a Tokyo, cantante, attrice e per anni titolare di un nightclub, ha raggiunto la fama non solo come giallista, ma anche come icona gay e femminista. Residenza per signore sole ha vinto il prestigioso premio per il genere intitolato a Edogawa Ranpo.

Luigi Fabi “Bagliori di buio”, presentazione

Montag Edizioni

La sinossi

Johnny è un ragazzo riservato, introverso. Da bambino ha perso i genitori in una tragedia che lo segnerà per sempre. Un giorno farà ritorno nel bosco, luogo a lui caro e magico, dove ritrovare la quiete e se stesso. È qui che si troverà catapultato nel peggiore degli incubi: il Tartaro. Un inferno sotterraneo, dimensione estrema che lo condurrà a fare scoperte impensabili e costringendolo a districarsi tra forme di vita poco umane e ad affrontare il proprio passato. Il sentiero sarà impervio e gremito di ostacoli, un percorso tutto in salita che minerà la via a più riprese per mezzo di trappole e imprevisti a non finire. Dai nemici più letali fino agli amici, passando per Senzanome, una figura controversa quanto enigmatica. E alla fine Johnny non potrà che prendere atto di una rivelazione, di un vecchio legame di sangue che rappresenta molto più di una semplice coincidenza.

e anche

Brevi note biografiche

Luigi Fabi, romano, da diversi anni vive con un forte legame col Sud America, l’Ecuador in particolare, terra dai mille volti nonché paese natale della sua compagna. Appassionato di cinema e di misteri irrisolti. Ama i gatti e andare in moto. “Bagliori di buio” è il suo esordio editoriale.

Patricia Melo “Donne impilate”, presentazione

Traduzione di Roberto Francavilla e Elena Manzato

Bompiani Editore

Una storia all’altro capo del mondo ma che racconta fatti divenuti cronaca anche nel nostro Paese: violenza, stupro,  femminicidio, questi i temi base del romanzo della Melo, autrice già nota in Italia per i suoi noir (Matador , Elogio della menzogna) La protagonista è una giovane avvocatessa di San Paolo che decide di partire per lo stato dell’Acre al confine con la Bolivia per seguire il processo per stupro e assassinio di una giovanissima india, non l’unico, ma da seguire  “da avvocati praticanti per coprire vari processi comunitari per femminicidio che si tenevano in tutto il paese. Come osservatori. L’obiettivo era alimentare, con informazioni e statistiche, il progetto della socia maggioritaria dello studio, Denise Albuquerque, che stava preparando un libro sul modo in cui lo stato produce assassini quando sanziona l’asimmetria nei rapporti di genere. ‘Parleremo di un massacro autorizzato di donne’, semplificava. “Diecimila casi di femminicidio in tribunale, senza soluzione. Questo è il mio argomento” .

Tra un capitolo e l’altro cronache di femminicidi. Nell’ esistenza della protagonista, sia passata che recente, fatti di violenza perpetrata o solo iniziata non erano mancati: la madre assassinata dal marito e il suo recente amore che ha alzato le mani su di lei ad una festa apostrofandola pesantemente. Ma non solo questo : due realtà: quella del processo che segue insieme a una collega  e ad una giornalista locale e quello dei riti e delle bevande indie che aprono a visioni scarsamente conciliabili con il mondo e la giustizia degli uomini.

Patrícia Melo è nata nel 1962 a São Paulo ed è una delle voci più importanti della letteratura brasiliana contemporanea. È autrice di romanzi polizieschi, radiodrammi, commedie e sceneggiature, che trattano in particolare di violenza e criminalità nelle grandi città brasiliane. Melo è stata insignita di molti riconoscimenti, tra cui il German Crime Prize, il LiBeraturpreis e il Prix Deux Oceans.(dal Catalogo Bompiani)