Michel Pastoureau “La stoffa del diavolo” da La Repubblica recensione

 

 

Come spiegare certa passione per tutto ciò che è eterogeneo e bizzarro? Una pista è nel saggio che Michel Pastoureau dedicò all’ossessione medievale per i tessuti a strisce, sinonimo di eresia e disordine…

…continua a leggere la recensione di Marco Belpoliti 

Dello stesso autore: Pastoureau Blu. Storia di un colore

Tiziano Sclavi “Le voci dell’acqua” disegni di Werther Dell’Edera da Il Tirreno Culture (gennaio 2019)

“Le voci dell’acqua”, il primo graphic novel scritto dal maestro del racconto a fumetti, Tiziano Sclavi – pavese, 65 anni – illustrato da Werther Dell’Edera, uno dei disegnatori italiani più importanti nel panorama dell’ultimo decennio, ora in libreria per Feltrinelli Comics (96 pp. b/n, 16 euro)

continua a leggere la recensione di Francesca Pierleoni

Alessandro Manzoni “I promessi sposi” un romanzo da non perdere…

Potrebbe sembrare anacronistico, per questo ci piace spiegare perché abbiamo inserito “I promessi sposi” tra i libri da non perdere.

Perché a nostro avviso è utile leggere e anche rileggere “I promessi sposi”?

Ad esclusione di pochissimi casi, oggi Alessandro Manzoni viene letto poco anche nelle Scuole. Eppure…

Ecco di seguito alcuni buoni motivi:

-è stato il primo modello di romanzo storico italiano ed ha fatto scuola per la moderna letteratura italiana;

-è scritto con quella lingua italiana che Manzoni coniò venendo a ”sciacquare suoi panni in Arno”;

-contiene pagine liriche di descrizioni e di paesaggi e di personaggi;

-alcuni protagonisti sono diventati delle icone: sei un Don Abbondio per dire pavido; un Renzo Tramaglino, intendendo un ingenuo; un Azzeccagarbugli a indicare un avvocato corrotto e inefficiente, tutti protagonisti di pagine da non dimenticare e da rileggere con l’occhio di chi guarda al presente in cui i potenti sono diversi perché gestiscono poteri in settori nuovi, ma restano fondamentalmente identici.

Un romanzo con pagine liriche dicevamo ma anche ironiche di quell’ironia sottile che nasce da un’accurata analisi e dei tempi e dei tipi umani. Quanti tipi umani si incontrano!

Sì, ci piace affermare con forza che è un romanzo di formazione  che i docenti dovrebbero reintrodurre tra le letture obbligatorie, magari snellendolo di quelle parti che potrebbero stancare, per chi non conosce bene la storia del periodo in cui è ambientata la vicenda o sopperendo con una buona lettura guidata, sottolineata da chi ne ha una conoscenza non di prima mano.

E per non dilungarci ma far parlare direttamente Manzoni alcuni stralci di quella prosa da “maestro” che sa conquistare. Se un tempo si imparavano a memoria pezzi e pezzi di prosa manzoniana oggi l’oblio e l’abbandono sono le due facce di una stessa medaglia, una scelta eccessiva in entrambe.

E poi potete scaricarlo gratis, ad esempio da Liber Liber, in audiolibro e in ebook.

Così conclude il suo articolo su I promessi sposi David Frati su mangialibri

[…] “riletta a quasi due secoli di distanza mantiene ancora una bella vitalità, malgrado ci si sia ormai del tutto disabituati alla tipica ingerenza del narratore ottocentesco nel plot, continuamente infarcito di considerazioni moraleggianti, meta-narrazioni e digressioni. Tra grand guignol (la peste, l’Innominato), feuilleton (Fra Cristoforo, la monaca di Monza) e commedia all’italiana ante litteram (Azzeccagarbugli, Don Abbondio) centinaia e centinaia di pagine volano via in fretta, spazzando via scorie e rancori dei tempi della scuola a colpi di trovate narrative e linguaggio scintillante”.

S.P.

Vai agli stralci dal romanzo

Miura Shion “La grande traversata” da TerzaPagina La Repubblica, recensione

 


Come possa una scrittrice riuscire a raccontare la nascita di un vocabolario come un’impresa epica è un felice mistero: ma è uno di quei misteri cui ci ha abituato la letteratura giapponese, capace di trovare senso nei più semplici dettagli quotidiani. E infatti il romanzo — scritto con grazia e levità — è diventato un bestseller nel suo paese: con un milione e 300 mila copie vendute ha generato anche un film e una serie di cartoni animati.

continua a leggere la recensione di Gregorio Botta

Francesco Recami “Il diario segreto del cuore”

Non è sempre facile chiudere non solo delle storie, ma addirittura un ciclo. Perché la prima impressione che ricavi per buona parte della lettura di Il diario segreto del cuore di Francesco Recami, è proprio quella di come chiudere definitivamente il portone della casa di ringhiera al n. 14 d’una strada dalle parti di via Padova, a Milano, dalla quale non solo se ne sono andati per varie ragioni quasi tutti gli inquilini, ma soprattutto ne è venuto a mancare, assassinato in Morte di un ex tappezziere (2016), proprio l’asse portante, l’Amedeo Consonni.

Francesco Recami tira le fila delle storie ambientate nella casa di ringhiera dei precedenti romanzi. Affronta temi anche crudi presi dalla realtà (bullismo, pornografia, disagio giovanile) e lascia aperto il finale

(da La lettura Il Corriere recensione di Ermanno Paccagnini)

Giulia Corsalini “La lettrice di Čechov” da La Lettura Il Corriere

 

Giulia Corsalini racconta la storia di Nina, una donna ucraina che sceglie di lasciare il suo Paese

«La vita umana, il sentimento incomparabile di una speranza di felicità assaporata da bambini e che ancora è possibile intravedere, nessuno sa rievocare tutto ciò come Čechov …». È forse in questa considerazione (critica ed emotiva insieme) la ragione che fa dell’autore di Tre anni la figura centrale e pervasiva del primo romanzo di Giulia Corsalini La lettrice di Čechov …

 continua a leggere la recensione di Paolo Di Stefano

Wilbur Smith “La guerra dei Courtney” da Il Corriere Cultura

Esce giovedì 3 per Harpercollins il nuovo libro, ambientato fra il 1939 e il 1945.

La storia recente, drammatica, quella che ha segnato il “secolo breve” e ha lasciato, con la Shoah, una ferita insanabile nella coscienza collettiva, e due eroi. Un legame indissolubile. Un nuovo, appassionante capitolo della saga dei Courtney 

la sinossi:
Saffron Courtney e Gerhard von Meerbach combattono entrambi nella guerra contro il regime nazista, anche se lontani chilometri e su fronti diversi: l’una come spia inglese nei territori belgi, l’altro sul fronte russo nella battaglia di Stalingrado. Durante la guerra sacrificano loro stessi in nome di un ideale di pace e nella speranza di uscirne vivi. Costretti ad affrontare esperienze e situazioni difficili e dolorose, i due innamorati dovranno decidere se immolarsi o cercare di sopravvivere a ogni costo nella speranza che un destino benevolo un giorno permetta loro di ritrovarsi.

J.D. Salinger “Il giovane Holden”: l’anniversario (1 /1/ 1919) da Il Tirreno

l’anniversario

Il secolo di Salinger
e l’attualità senza tempo
del Giovane Holden

A cento anni dalla nascita di J.D. Salinger, a quasi 70 anni dalla prima edizione americana del Giovane Holden (1951) e a 60 da quella italiana, è tempo di celebrare lo scrittore, nato a New York il primo gennaio 1919. Salinger, in quelle pagine, racconta della ribellione e dell’impossibilità a essere adulti, come ha fatto tanta letteratura americana da ‘Tom Sawyer’ di Mark Twain a ‘Mr. Vertigò di Paul Auster, quasi fosse il paese a non poter diventare adulto, orfano e lacerato tra la libertà personale e la necessità di una comunità di appartenenza, tra l’essere amato e il bisogno di indipendenza.

Vai alla presentazione dell’opera

Enrico Deaglio “La zia Irene e l’anarchico Tresca” da Il Corriere della sera, recensione

La zia Irene e l’anarchico Tresca è un esperimento che mescola generi diversi per stringere l’obiettivo su una storia mai raccontata. Su come cioè la morte di un anarchico a New York avrebbe finito per decidere tutta la storia a venire, o meglio la storia che nessuno ci ha voluto raccontare.

Vai alla recensione di Ranieri Polese

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