Giulia Corsalini “La lettrice di Čechov” da La Lettura Il Corriere

 

Giulia Corsalini racconta la storia di Nina, una donna ucraina che sceglie di lasciare il suo Paese

«La vita umana, il sentimento incomparabile di una speranza di felicità assaporata da bambini e che ancora è possibile intravedere, nessuno sa rievocare tutto ciò come Čechov …». È forse in questa considerazione (critica ed emotiva insieme) la ragione che fa dell’autore di Tre anni la figura centrale e pervasiva del primo romanzo di Giulia Corsalini La lettrice di Čechov …

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Wilbur Smith “La guerra dei Courtney” da Il Corriere Cultura

Esce giovedì 3 per Harpercollins il nuovo libro, ambientato fra il 1939 e il 1945.

La storia recente, drammatica, quella che ha segnato il “secolo breve” e ha lasciato, con la Shoah, una ferita insanabile nella coscienza collettiva, e due eroi. Un legame indissolubile. Un nuovo, appassionante capitolo della saga dei Courtney 

la sinossi:
Saffron Courtney e Gerhard von Meerbach combattono entrambi nella guerra contro il regime nazista, anche se lontani chilometri e su fronti diversi: l’una come spia inglese nei territori belgi, l’altro sul fronte russo nella battaglia di Stalingrado. Durante la guerra sacrificano loro stessi in nome di un ideale di pace e nella speranza di uscirne vivi. Costretti ad affrontare esperienze e situazioni difficili e dolorose, i due innamorati dovranno decidere se immolarsi o cercare di sopravvivere a ogni costo nella speranza che un destino benevolo un giorno permetta loro di ritrovarsi.

J.D. Salinger “Il giovane Holden”: l’anniversario (1 /1/ 1919) da Il Tirreno

l’anniversario

Il secolo di Salinger
e l’attualità senza tempo
del Giovane Holden

A cento anni dalla nascita di J.D. Salinger, a quasi 70 anni dalla prima edizione americana del Giovane Holden (1951) e a 60 da quella italiana, è tempo di celebrare lo scrittore, nato a New York il primo gennaio 1919. Salinger, in quelle pagine, racconta della ribellione e dell’impossibilità a essere adulti, come ha fatto tanta letteratura americana da ‘Tom Sawyer’ di Mark Twain a ‘Mr. Vertigò di Paul Auster, quasi fosse il paese a non poter diventare adulto, orfano e lacerato tra la libertà personale e la necessità di una comunità di appartenenza, tra l’essere amato e il bisogno di indipendenza.

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Enrico Deaglio “La zia Irene e l’anarchico Tresca” da Il Corriere della sera, recensione

La zia Irene e l’anarchico Tresca è un esperimento che mescola generi diversi per stringere l’obiettivo su una storia mai raccontata. Su come cioè la morte di un anarchico a New York avrebbe finito per decidere tutta la storia a venire, o meglio la storia che nessuno ci ha voluto raccontare.

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Le pagine più visitate di tuttatoscanalibri nel 2018

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Titolo

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Panorama Libri novità: i gialli italiani da leggere
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Intervista ad Hans Tuzzi sul Quotidiano della Provincia di Teramo
Narrativa
Su La Repubblica: Karen Green “Il ramo spezzato”
Da La Repubblica: Maurizio Maggiani “L’amore” presentazione di Concita De Gregorio
Su Consigli.it: i migliori 10 romanzi con il commissario Maigret
L’Espresso: Come funzionano davvero le classifiche dei libri
Da Panorama: gialli internazionali da leggere
Stefano Nasetti “Il lato oscuro della luna”
Daniela Alibrandi “Quelle strane ragazze”
Info
Da La Lettura del Corriere: Maria Attanasio “La ragazza di Marsiglia” recensione

Cristina Núñez Pereira “Emozionario. Dimmi cosa senti” edizione illustrata, Nord Sud Edizioni

Opinioni dei lettori: di Adriana Casalegno

Con l’ ‘Emozionario’ ci si può addentrare nel paesaggio delle sensazioni, da soli o in compagnia. Basta lasciare in giro questo attraente libro per sfogliarlo, consultarlo quando si è richiamati dalla frase di  copertina ‘dimmi cosa senti’.
Le emozioni si affacciano in palloncini tondi e corrono lungo un filo sottile. Sono tante, 42 voci. Ognuna ha il suo numero di pagina e lì la sua narrazione, il suo disegno, i suoi colori.
La timidezza è rosa e rossa, un gentile uccellino blu fa capolino tra tazze di tè. L’ira, invece, ha pennellate di rosso acceso, lingue di fuoco attorno ad un piccolo mostro e, sullo sfondo, scivola nel marrone. Allora si può anche seguire la frase: ‘di che colore mi sento’ e cercare il proprio nelle immagini realizzate da tanti bravissimi illustratori.
Le sensazioni non sono perenni e non sono solitarie, si può continuare a stare con loro finché ci si riconosce. Più tardi, domani, sarà un’altra emozione o forse due, magari di opposta natura, come accadde a Tebaldo. Tebaldo, cugino di Giulietta, al ballo mascherato riconobbe il nemico Romeo dalla voce. Non poté attaccarlo lì a casa dello zio e pensò: “la pazienza costretta ad incontrarsi con la collera che vuole erompere ad ogni costo mi fa tremare il corpo per il contrasto della loro natura”.
Cercare, leggere, scoprire, parlare di emozioni e delle loro relazioni fa parte della conoscenza di sé e via via si comprendono le emozioni altrui, quelle dei compagni e, nel tempo, anche quelle di Tebaldo e di tanti altri personaggi.

Dai 3 anni ai 10 con i più grandi, dai 10 in poi per tutti.

Walter Siti “Bontà” da Il Tirreno, recensione

Siti è uno dei pochi scrittori italiani che dice ai suoi lettori quello che non vogliono sentirsi dire. Un grande narratore del tracimare di quest’epoca. Siti costruisce da anni – nel povero panorama della scrittura italiana di oggi – un’archeologia del presente. E lo fa con grande maestria. Proprio per questo, il suo nuovo libro, “Bontà” (Einaudi, pp. 136) è in pieno un libro natalizio. Perché bontà è una delle parole più usate in stagione. Perché il presente trabocca di persone che vogliono stare dalla parte giusta. Sentirsi buone.

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Vanessa Roghi “Piccola città, una storia comune di eroina” da La Repubblica, di Nadia Terranova

“Piccola città”, il memoir di Vanessa Roghi «Io sono una bambina degli anni Settanta», scrive Vanessa Roghi a pagina 139 di Piccola città. Una storia comune di eroina (Laterza) e io conosco quelle sette parole, le guardo e mi vedo allo specchio. Ho qualche anno in meno di Vanessa ma la sua storia è, appunto, così comune da essere anche la mia. Il suo libro parla di me fin dal titolo, dalla foto che ne costituisce l’incipit: una bambina con una piuma in testa e delle foglie in mano, davanti a uno striscione di Democrazia proletaria per festeggiare un risultato minuscolo e gigantesco.

Alle politiche del 1976 Dp ha preso l’1,5%, sei deputati. Un fallimento, anzi no, un successo! Eccoli, quegli anni: piccoli numeri, grandissimi sogni. L’infanzia di Vanessa è costellata di sigle che per i bambini di oggi non significano nulla: Pci, Dp, Pdup, gli amici di papà che raccontano la Favola di Mao Tse Tung, la mamma femminista che canta moltissimo, canta in macchina, per strada e dentro casa.

continua a leggere l’articolo di Nadia Terranova

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