



Presentazione di Benevolenza cosmica

Dal 1917
● Istituito per volontà e in memoria del giornalista Joseph Pulitzer (1847–1911), il premio che porta il suo nome è stato assegnato per la prima volta nel 1917
● È il più importante riconoscimento nel campo del giornalismo
Richard Powers con il romanzo The Overstory è il vincitore del premio Pulitzer 2019 per la narrativa. L’annuncio è arrivato ieri dalla Columbia University di New York: il libro — attualmente finalista al Pen Award e già nel 2018 vincitore del Grand Prix de Littérature Américaine e finalista al Man Booker Prize — uscirà in italiano il 16 maggio per La nave di Teseo con il titolo Il sussurro del mondo.
Powers — classe 1957, al suo dodicesimo romanzo, all’attivo un National Book Award vinto nel 2006 per Il fabbricante di eco — nel libro immagina che un botanico, Pat Westerford, dopo anni passati da solo a studiare gli alberi nella foresta, arrivi a fare una scoperta dalle implicazioni imprevedibili, ossia che gli alberi comunicano tra di loro. Il romanzo è attualmente in corso di pubblicazione in quindici Paesi e ieri è arrivata la consacrazione del Pulitzer, che ne premia l’impianto «innovativo» basato su nove personaggi che intrecciano i loro destini con quello di Westerford e della sua scoperta in una riflessione che coinvolge scienza, natura e umanità. Per la sezione storica, il premio del 2019 va a David W. Blight e alle novecento pagine del suo Frederick Douglass: Prophet of Freedom. Tra i poeti vince Forrest Gander con Be With.
Sul fronte del giornalismo, tradizionale campo di forza del Pulitzer, le inchieste dell’anno sono quelle su Donald Trump condotte da «Wall Street Journal» e «New York Times». Il «Nyt» si aggiudica il riconoscimento per le indagini sulla ricchezza dei Trump mentre il «Wsj» per la copertura della vicenda dei soldi pagati da Trump nel 2016, durante le presidenziali, a due donne che sostengono di aver avuto relazioni con lui.
Una squadra di giornalisti della Associated Press ha vinto per la copertura della guerra civile nello Yemen. E per gli scatti pubblicati dal «Washington Post» che documentano la fame nello Yemen vince invece l’italiano Lorenzo Tugnoli, ravennate di Lugo ma di base a Beirut, rappresentato da Contrasto.
Premiati per la copertura sulla persecuzione della minoranza musulmana dei Rohingya in Birmania i giornalisti della Reuters Wa Lone e Kyaw Soe Oo, arrestati e condannati a 7 anni di prigione dal governo birmano.
Quest’anno viene assegnato anche un Pulitzer onorario: va — postumo — ad Aretha Franklin. La cantante, scomparsa nell’agosto 2018, è la prima donna cui va questo tipo di omaggio del Pulitzer, assegnato per la prima volta nel 1930 e dato in passato tra gli altri a Bob Dylan e John Coltrane. La giuria ha reso omaggio ad Aretha per il suo contributo di oltre 50 anni alla musica e alla cultura americane.
Il Pulitzer alle foto di Lorenzo Tugnoli
da La Repubblica
Assegnati i riconoscimenti. Altri premi allo scrittore Richard Powers e alle inchieste su Trump
Gli scandali sessuali e familiari dominano anche quest’anno il Pulitzer, il più importante premio giornalistico statunitense. Ma la notizia è che stavolta è stato premiato un italiano: il fotografo Lorenzo Tugnoli autore di un reportage sulla fame in Yemen sul Washington Post. Per il resto le inchieste su Trump la fanno da padrone. Quella del Wall Street Journal che ha svelato come Trump avesse comprato il silenzio della pornostar Stormy Daniels e di altre donne. E quella del New York Times sulle ricchezze del presidente.
Lo Yemen torna invece grazie al lavoro dell’Associated Press sugli orrori della guerra civile. Alla Reuters il premio per aver raccontato il massacro dei rohingya in Myanmar. Mentre il Sun Sentinel vince per l’inchiesta sulla carneficina di Parkland, in Florida. La fiction è verde. Sul podio l’innovativo romanzo di Richard Powers, The overstory, che racconta il mondo dalla prospettiva degli alberi. Per la categoria “storia” si affermano la biografia di David W. Blight dedicata a Frederick Douglass e il libro The New Negro in cui Jeffrey C. Stewart ripercorre la vita di Alain Locke. Pulitzer postumo per Aretha Franklin, la cantante scomparsa lo scorso agosto.
Il fotografo italiano Lorenzo Tugnoli è fra i vincitori del premio Pulitzer. Il prestigioso riconoscimento è andato a un suo reportage sulla fame in Yemen pubblicato dal Washington Post
Ambientato a Londra, il protagonista è Kurt un dirigente di divisione dell’Ufficio nazionale di statistica britannico. Una mente matematica e razionale quindi che si trova ad affrontare un fenomeno insolito: una serie incredibile di colpi di fortuna. Ma perché Kurt non è contento di tanta benevolenza?
Benevolenza cosmica racconta il tentativo del protagonista di sfuggire a una serie incredibile di coincidenze fortunate che lo perseguitano da tre mesi.
Dal RISVOLTO
A Kurt O’Reilly non ne va bene una. Ma una, eh? Il medico cui si rivolge per un piccolo fastidio gli spiega, esterrefatto, che in tutti i casi conosciuti quel problema ha un esito nefasto – tranne che nel suo. Sul lettino di un tatuatore, una sensazionale pornostar gli lascia intravedere un paradiso a portata di mano. I soldi investiti distrattamente non fanno che moltiplicarsi. Persino il tassista che lo scorrazza in una Londra appena spostata nel futuro insiste per pagargli lui la corsa. No, decisamente qualcuno trama alle sue spalle, e a Kurt non resta che tentare di capire chi, e perché. Un po’ alla volta una macchinazione verrà fuori, in effetti, ma non possiamo dire altro: perché la macchinazione è questo singolare, trascinante, divertentissimo romanzo.
North Carolina, anni Cinquanta e poi fine sessanta. nella palude poco distante dal villaggio di Barkley Cove, Kia cresce sola e selvatica, abbandonata dai genitori, fratelli e sorelle. Quasi adulta, quando poco distante dalla baracca dove vive viene ritrovato un cadavere, è la prima sospettata- Kya, Catherine Clark all’anagrafe, è la protagonista del bel thriller evocatore di classici d’altri tempi (Il buio oltre la siepe, per citarne uno).
Il cadavere ritrovato è di Chase Andrews, felicemente sposato e figlio dei proprietari del negozio di ricambi del paese. Kya contro tutti affronterà un processo motivato da pregiudizio e ignoranza (da Tiziana Lo Porto da DLaRepubblica)


Una giovane donna francese, d’improvviso si rende conto di non essere più felice e decide di lasciare in tronco compagno, lavoro, paese e tutto quello che si aspettavano da lei (gli altri, se stessa, la società..?), per inseguire il suo desiderio di imbarcarsi su un peschereccio nei mari del nord per diventare pescatore, un mestiere rigorosamente e “necessariamente” maschile. Così inizia il viaggio di Lil, fuori e dentro di sé, nei gelidi mari dell’Alaska, alla ricerca di una vita nomade e libera, fuori dagli schemi imposti. Una prosa, asciutta, ruvida, priva di sentimentalismi, che rispecchia la condizione di esistenza/resistenza dei personaggi. Un romanzo d’avventura magnifico.
“Il grande marinaio” – Catherine Poulain – Beat Edizioni – E 9,90
Leggi anche la presentazione di Luigi Offeddu da Il Corriere “Leggi guarda e viaggia“:
…continua a leggere la presentazione di Luigi Offeddu
Il libro è disponibile in libreria:
Leggi anche la presentazione di Martina Castagnoli a:
Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”
Due donne al bivio angoscioso della maternità
“Alzati e corri, direttora” della pisana Silvia Volpi al debutto con Mondadori (228 pp. 18 euro). È un giallo la cui protagonista, la “direttora” di un quotidiano cittadino, si preannuncia come un personaggio scoppiettante e sorprendente.
Vai all’assaggio del romanzo e all’intervista di Nicola Stefanini
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