Natalia Ginzburg “Un’assenza” presentazione

«Ho passato l’infanzia a giocare da sola in un giardino», scrive Natalia Ginzburg in un racconto in cui tornano figure e temi di Lessico famigliare, il libro con cui nel 1963 ha vinto il premio Strega ed è diventata una delle più importanti scrittrici della letteratura italiana […]  Il racconto si chiama Infanzia ed è attualmente disponibile in una raccolta intitolata Un’assenza, curata da Domenico Scarpa per Einaudi. I racconti, gli articoli, le lettere sono la via laterale — dunque la più autentica — per conoscere l’autrice in una complessità cui non può rendere giustizia la sola lettura dei suoi testi più conosciuti, Lessico famigliare e Caro Michele e che già viene fuori dall’antologia Le piccole virtù. Per amare Natalia Ginzburg bisogna leggerla tutta.(da Nadia Terranova “Una Ginzburg mille Natalia” su Robinson La Repubblica del 27 giugno 2020).


Un’assenza, come indica il sottotitolo,  raccoglie racconti, memorie, cronache dal 1933 al 1988 di Natalia Ginzburg. Il testo a cura di Domenico Scarpa, il critico che insieme a Gorboli ha curato e seguito le opere dell’autrice,  contiene
trentasette testi, molti inediti o apparsi su riviste o antologie.
Costituiscono la prima parte della raccolta quindici testi brevi, undici dei quali mai apparsi in volume. La seconda parte,  di memorie e cronache, comprende  dodici testi mai pubblicati in volume. Dà il titolo alla raccolta il primo  omonimo racconto.


Da Punto Einaudi Bologna

Realizzato con mezzi che sembrano poverissimi, ogni racconto di Natalia Ginzburg è una rivelazione, una vicenda che scorre su piú nastri, che imperturbabile va addizionando gesti, oggetti e battute di dialogo, che si toccano per vie segrete e non si dimenticano. Il mezzo capace di fare accadere tutto questo è la voce, ruvida, duttile, scontrosamente intonata, di una narratrice che si è rivelata infallibile nel descrivere la realtà. E Un’assenza è la storia di questa voce nel suo lungo percorso. I lettori vi scopriranno ben undici racconti finora ignoti, una suite autobiografica in cui la Ginzburg racconta di sé senza trarsi in disparte, e sorprendenti cronache dalle fabbriche di Torino o dalla desolazione di Matera. S’imbatteranno in “Memoria”, una poesia scritta per il marito Leone Ginzburg, e nel “Discorso sulle donne”: due testi da rileggere, da ripensare, da custodire.

 

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