Nadia Fusini “Maestre d’amore. Giulietta, Ofelia, Desdemona e le altre” presentazione

Nadia Fusini, saggista e studiosa di letteratura inglese comparata, è anche autrice di varie opere di narrativa. Con Maestre d’amore. Giulietta, Ofelia, Desdemona e le altre, pubblicato da Einaudi nel corrente anno, torna alla saggistica con un’opera dedicata all’amore, come si legge nella ouverture “convocando a madrine le donne – sì, le donne, alle quali Dante attribuisce uno spontaneo «intelletto d’amore»” aggiunge. Non è nuova a parlare d’amore anche in pagine di narrativa: ricordiamo il bel romanzo epistolare “L’amore necessario” o nel più recente “Maria” in cui l’amore fa male.

L’autrice accompagnerà il lettore “nelle tragedie e nelle commedie di Shakespeare come fossero scene della vita, anche se è consapevole nello stesso istante di vivere la gioia della letteratura, senza sosta dentro e fuori dagli intrecci e dalle trame per vedere che ne fa la letteratura della vita” (dalla presentazione del saggio dal Catalogo Einaudi)

Le sventure della giovanissima Giulietta, di Ofelia, l’incolpevolezza di Desdemona, la bisbetica Caterina fino ai protagonisti de “La dodicesima notte”, i due gemelli Viola e Sebastian, dove il tema dell’equivoco e della finzione si rendono più evidenti nel racconto di Shakespeare e al suo modo di concepire maschile e femminile all’alba dell’età moderna.

“Forse aiutati in parte dal fatto che a teatro i ruoli femminili dovessero essere interpretati da giovani attori, forse per l’usanza del cross-dressing che imperversava nella Londra dell’epoca, la mente e il corpo di Shakespeare ci parlano di un corpo d’amore che non è «né femmina, né maschio, ma femmina e maschio insieme», ci dicono che «per vivere, che è la stessa cosa che amare, bisogna disobbedire», che le donne vivono «l’avventura eroica di amare in una concezione paritaria della differenza». Ci parlano insomma dell’«ambiguità scandalosa dell’amore»” (dalla presentazione del saggio dal Catalogo Einaudi)

Della stessa autrice:

“Maria”

Due saggi per capire i numeri e il loro linguaggio: Andrew C.A. Elliott e Vaclav Smil, presentazione

Andrew C.A. Elliott “È grande questo numero?”

È grande questo numero? è un testo/racconto, non propriamente e non solamente un saggio, che guida il lettore a capire il linguaggio dei numeri. Un po’ storia, un po’ curiosità e un po’ esemplificazioni che permettono al lettore di appropriarsi di quell’alfabetizzazione che l’autore considera fondamentale per una comprensione intuitiva dei numeri: attraverso esempi che prendono spunto dall’ esperienza quotidiana e dalle curiosità spicciole sui numeri, dai più semplici da gestire fino al calcolo combinatorio, i cui procedimenti sono utili in tutti i campi della matematica e nel calcolo delle probabilità. Non solo quindi curiosità, ma soprattutto pagine che permettano al lettore riflessioni sull’importanza di diventare alfabetizzati in modo semplice attraverso il piacere della lettura, con molti esempi sull’utilizzo dei numeri nella quotidianità e come le stesse competenze si possano estendere fino a includere i numeri “grandi” propri di contesti come la scienza, la politica e lo stesso universo, . Il testo è corredato da 30 figure in bianco e nero e 40 tabelle.

Andrew C.A. Elliott

Andrew C.A. Elliott ha studiato Statistica e scienze attuariali all’Università di Città del Capo. Si è poi trasferito nel Regno Unito per applicare le sue conoscenze al mondo della finanza. Frustrato dal modo in cui le informazioni quantitative venivano presentate nel dibattitto pubblico, nel 2016 ha lanciato Is That a Big Number?, un progetto per promuovere l’alfabetismo numerico. Nelle nostre edizioni ha pubblicato È grande questo numero? (2021).(notizie biografiche tratte da Raffaello Cortina Editore)

Vaclav Smil  “I numeri non mentono. Brevi storie per capire il mondo”

Spaziano dai campi più disparati, energia, popolazione, cibo e ambiente, senza sorvolare su cosa rende felici le popolazioni, con indagini quindi a tutto campo, in settantuno brevi storie l’autore risponde utilizzando i numeri e le risposte che essi veicolano. Alcune saranno spiacevoli e altre smentiscono quanto più comunemente si pensa. 71 capitoli brevi per scoprire aspetti inaspettati del nostro mondo.

“Quanto e perché è cresciuta l’altezza media della popolazione? Perché le auto elettriche non sono così risolutive quanto supponiamo? Mangiamo più pollo o più maiale, e perché? Che cos’è che rende felice la gente? Perché i vaccini sono il miglior investimento possibile? L’aspettativa di vita è arrivata al suo apice? Utilizzando dati, statistiche, studi scientifici internazionali, e spaziando tra i temi più disparati – dalla fertilità ai rifiuti, dall’alimentazione alla tecnologia, dai trasporti alla medicina – Vaclav Smil smonta certezze assodate, ribalta luoghi comuni e getta luce su aspetti meno noti della realtà. E ci invita, mescolando storia, scienza e grande arguzia, a sfidare le narrazioni più diffuse e a interrogarci su ciò che riteniamo vero in questi tempi significativi. Un libro affascinante, insolito e piú che mai attuale, scritto da quello che il «Guardian» ha definito «uno dei più grandi pensatori al mondo». (Dal Catalogo Einaudi Editore)

Brevi note biografiche

Vaclav Smil è professore emerito presso la facoltà di Scienze ambientali dell’Università di Manitoba a Winnipeg, Canada. Ha scritto oltre 40 libri e quasi 500 articoli su energia, ambiente e tecnologia. Nel 2010 è stato nominato dalla rivista «Foreign Policy» come uno dei 100 migliori pensatori globali e nel 2014 è diventato membro dell’Ordine del Canada. Per Einaudi ha pubblicato I numeri non mentono. Brevi storie per capire il mondo (2021).

Marcello Simoni “Angeli e diavoli. L’obbedienza e la ribellione” recensione di Salvina Pizzuoli

Marcello Simoni, conosciuto per i suo thriller storici, torna in libreria con un saggio su due entità che sono molto presenti nel nostro quotidiano per modi di dire e immaginario e, come scrive nel primo capitolo, angeli e diavoli entrano in gioco ogni qualvolta ci imbattiamo in esempi di bene e di male, di virtù e di peccato, di obbedienza e di ribellione, alla stregua di figure, o maschere, utilizzate dal nostro pensiero per interpretare la realtà secondo uno schema dualistico.

Interessante e illustrato dallo stesso autore riproducendo dagli originali, il testo non vuole essere, come scrive Simoni, una guida, un trattato teologico e men che meno un saggio accademico. È piuttosto uno zibaldone, una sorta di bottega d’antiquariato […] Sentitevi quindi liberi di entrare e dare una sbirciata tra gli scaffali […]

Una visita guidata, aggiungerei, ricca di curiosità, storia e sacra e profana, leggende, misteri su due figure che, sfidando la polvere del tempo che tutto cela, sono arrivate fino a noi occupando molti spazi mentali e remore psicologiche, figure infatti tra le più travisate, e non solo ad opera dei millenni trascorsi.

Ma torniamo agli angeli, ai Karibu dai corpi di leone, ai serafini dai volti di fuoco. Torniamo alla mansuetudine con cui, sotto il calamo dei padri della Bibbia e poi dei teologi medievali, queste creature superne si piegano alla volontà dell’unico Dio, al punto di trovarsi ascritte nell’opera della sua creazione. Si prova quasi disagio di fronte a questo paganesimo addomesticato, castrato, smitizzato eppure sopravvissuto negli interstizi della cultura umana millenni.

E così, guidandoci in un viaggio tra Gerusalemme e Atene e la Frigia, e nell’antica Ugarit o a Costantinopoli, leggendo passi da Agostino, ma anche del sommo poeta Dante, o monumenti o iscrizioni, l’autore con semplicità e leggerezza ci accompagna dentro un dedalo intricato e difficile di scritti, memorie e vetuste testimonianze.

Dal Catalogo Einaudi Editore

Eterni simboli del bene e del male, rappresentazioni della virtù e del peccato, angeli e diavoli sono i contrappesi della bilancia che tiene in equilibrio la Creazione. Nell’immaginario comune, gli uni sono vestiti di luce e associati alle sfere celesti, gli altri avvolti di caligine e legati al mondo sublunare; i primi votati all’obbedienza, i secondi alla ribellione. Tuttavia non è sempre così, talvolta le loro caratteristiche sembrano quasi scambiarsi, sollevando profondi interrogativi. È più ribelle Satana, che rese il genere umano consapevole di sé attraverso il peccato originale, oppure l’arcangelo Michele, a un certo punto divenuto «quasi Dio»? È più obbediente l’angelo che svelò a Nicolas Flamel i segreti dell’alchimia o il diavolo che fece l’accordo con Teofilo? Da un lato l’ineffabilità della grazia, dall’altro l’odore dello zolfo: una sfida che appassiona l’uomo fin dalla notte dei tempi. Simoni ce la racconta, e la illustra con i suoi disegni.

Dello stesso autore

Il segreto del mercante di libri

Ritorni: Cassola, Leavitt, Orwell

Carlo Cassola (1917-1987) torna in libreria per Minimum Fax che ripropone il saggio “Il gigante cieco” del 1976 con la postfazione di Matteo Nucci. Più conosciuto come romanziere che come saggista, si ricordano i molti racconti e romanzi ambientati in Maremma, tra i quali “La ragazza di Bube” trasposto poi nell’omonimo film di Comencini.

Negli ultimi anni si dedicò all’attività saggistica di impegno pacifista e antimilitarista, fondando la Lega per il disarmo unilaterale dell’Italia, di cui fu presidente dal 1979. “Il gigante cieco” sottolinea, come negli ultimi romanzi, una visione apocalittica per la sopravvivenza del pianeta: un “potere” poco sviluppato gestisce mezzi potenti, come l’energia nucleare, creati dall’”intelligenza”, pertanto solo un’alleanza, subordinando il primo alla seconda, potrà rappresentare l’unica salvezza contro un potere incapace di utilizzare correttamente quanto l’intelligenza sa creare e costruire.

“A rileggerlo adesso, questo breve trattato politico, storico e filosofico ci appare ancora esplosivo e spaventosamente attuale: solleva questioni di fondo, che non hanno avuto soluzione, e la posta in gioco è ormai la sopravvivenza della specie”(dal Catalogo Minimum Fax Editore)

David Leavitt (1961) con “Ballo di famiglia” del 1984, Leavitt poco più che ventenne esordisce nella narrativa americana con i nove racconti che costituiscono il volume. In questa nuova edizione, con la nuova traduzione di Fabio Cremonese, un testo inedito si aggiunge ai nove. I protagonisti dei racconti sono personaggi di alcune tipiche famiglie borghesi americane degli anni ’80 all’apparenza invidiabili: genitori, figli, amici, amanti con le loro verità nascoste, tanti tipi umani tratteggiati nella vita di ogni giorno; racconti a volte divertenti, altre teneri e commoventi. La casa editrice SEM, oltre a “Ballo di famiglia” ha in corso di pubblicazione tutte le opere dell’autore.

George Orwell (1903 – 1950 ) pseudonimo di Eric Arthur Blair .

“Sparando all’elefante ed altri scritti” , a cura di Stefano Guerriero, raccoglie sei brani, scelti dal curatore tra la vasta produzione orwelliana: riflessioni dell’autore su temi quali il nazionalismo e patriottismo, vocazione letteraria e propaganda, usi e abusi del linguaggio, lotta politica e ricerca della verità. Sei pezzi contro le ideologie imperversanti durante gli anni Trenta e Quaranta, ma dai quali si possono trarre riflessioni ancora di attualità.

Ai testi si aggiunge il racconto su un elefante e un rospo “che ci mettono paradossalmente in guardia dal pericolo di perdere la nostra umanità”.( da e/o Edizioni)

Kelly McGonigal “La gioia di muoversi” presentazione

Sicuramente risaputo, muoversi, camminare fa bene alla salute, ma sentircelo spiegare da un’esperta con vari esempi e indicazioni a carattere scientifico che superano slogan già sentiti o argomentazioni scontate a sostegno dell’esercizio fisico, beh, fa un altro effetto: chi è dedito ad attività motorie semplici ma costanti si sentirà rassicurato e convinto, potrebbe comunque incuriosire o rappresentare uno sprone per tutti.

Martina Saporiti presentando il saggio sulle pagine del Venerdì di Repubblica ce ne dà un cenno interessante: l’esercizio fisico – scrive riferendosi a quanto l’autrice espone nel testo – stimola il sistema della ricompensa con endorfine, noradrenalina e dopamina, lo stimola ma non lo danneggia, anzi un’attività continua e moderata eccita il cervello anche con endocannabinoidi molecole antidepressive e antidolorifiche. E se l’attività è svolta in compagnia ne accresce i vantaggi. Non ci resta che leggere il saggio e sperimentare la gioia del movimento.

Dal Catalogo Giunti Editore

La goia di muoversi di Kelly McGonigal è quel libro che ti farà innamorare del movimento. Sappiamo tutti che l’attività fisica migliora la salute e allunga la vita, e allora perché per molti sembra ancora essere una spiacevole incombenza? Queste pagine ci mostrano come il movimento si intrecci con alcune delle gioie umane fondamentali – la realizzazione di sé e la capacità di connettersi con gli altri per esempio – e ci svela come possa essere un potente antidoto alla depressione, all’ansia e alla solitudine, vere e proprie epidemie dei tempi moderni.

Brevi note biografiche e altri scritti

Psicologa, docente alla Stanford University e divulgatrice scientifica pluripremiata. È autrice dei best seller internazionali La forza di volontà, Il lato positivo dello stress e Yoga for pain relief. I suoi lavori sono stati pubblicati in ventotto lingue. Dal 2002, insegna danza, yoga ed esercizi di gruppo nella Baia di San Francisco.

Maria Teresa Giaveri ” Lady Montagu e il dragomanno” presentazione

Maria Teresa Giaveri ci introduce al suo lavoro con una citazione da Se una notte d’inverno un viaggiatore dove l’autore, Italo Calvino, invita il lettore a mettersi comodo, sì, perché il libro che sta per cominciare a leggere, Lady Montagu e il dragomanno è il racconto avventuroso dello scontro tra favorevoli e contrari a un’idea di profilassi che introdurrà la pratica della vaccinazione. Ma il testo contempla più generi insieme scrive ancora l’autrice: è un libro d’avventure che raccontano appunto di un’idea bizzarra, sconvolgente, eppure salvifica , ma è anche un libro di viaggi e di spostamenti non solo nello spazio ma anche nel tempo: l’idea che ne è protagonista nasce infatti in oriente e veleggia verso l’Inghilterra, attraversa l’Oceano e si diffonde in vari continenti; ma è anche un viaggio nel tempo, agli inizi del Settecento, quando a Costantinopoli scoppia un’epidemia di vaiolo e l’Inghilterra decide di inviare un ambasciatore. Saranno le epistole della bella e colta e poliglotta Lady Montagu, la moglie dell’ambasciatore inglese, a raccontare al lettore i luoghi attraversati nel lungo viaggio via terra da Londra a Costantinopoli, i favolosi ambienti in cui soggiorna il sovrano turco, nei quali sarà introdotta dal dragomanno, medico e traduttore ufficiale, in servizio presso l’ambasciata che collabora con la famiglia dell’ambasciatore come interprete e medico, nonché conoscitore di usi e costumi dell’impero. Sarà proprio il dragomanno a metterla a parte della pratica che definisce dell’«inoculazione». Quando l’ex ambasciatrice farà ritorno in patria racconterà dell’ esperimento praticato da donne ignoranti perché in uso fra contadine sul confine settentrionale della Grecia ma anche degli incoraggianti risultati. Sarà proprio Lady Montagu a perorarne la causa, sfruttando le amicizie a corte e fondando anche un periodico per sostenerla.

Da Neri Pozza editore, le brevi note biografiche

Maria Teresa Giaveri è stata professore ordinario di Letteratura Francese e poi di Letterature Comparate nell’Università italiana e nel c.n.r.s. francese. È ora membro dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Accademia Peloritana, Chevalier des Arts et des Lettres della Repubblica Francese, direttore di riviste scientifiche e vice-presidente del Pen Club Italiano. Giornalista, traduttrice, ha dedicato molti studi alle letterature moderne di lingue neolatine e a percorsi di genesi testuale. Fra le sue opere più note, i Meridiani Mondadori Colette e Paul Valéry. Il suo lavoro più recente concerne la corrispondenza fra Einstein e Valéry.

Sophie Dubois-Collet “La storia prende il treno” presentazione

In quarantatré racconti Sophie Dubois-Collet ne racconta la storia anche attraverso personaggi di prestigio, re, regine, politici, che sono stati viaggiatori su questo straordinario mezzo di locomozione che ha trasformato il paesaggio urbano e rurale insieme alla mentalità dei passeggeri rendendo il mondo più “piccolo” , accorciandone le distanze, rivoluzionando l’immaginario collettivo. Carrozze su cui è salita anche la Storia per gli incontri e le decisioni che vi sono state prese su carrozze eleganti con ogni genere di comfort, più spesso simili a salotti che non a vagoni ferroviari. Racconti di viaggi nelle zone più disparate del mondo, in India, in Sud Africa, ma anche negli Stati Uniti con il viaggio di Obama del 2009, da Philadelphia a Washington, ripercorrendo l’itinerario di Lincoln. Treni su cui è stata firmata la resa: sarà sempre sulla stessa carrozza che la Francia la imporrà ai Tedeschi dopo il primo conflitto mondiale e sempre nella medesima carrozza Hitler la imporrà ai Francesi. E personaggi che hanno occupato a lungo le pagine della storia: il primo viaggio della giovane regina Vittoria nel lontano 1842 che ne restò catturata, dalla velocità, dai pochi scossoni, senza il caldo e la polvere delle carrozze. Pagine che raccontano l’Orient Express che tanto aveva acceso le fantasie di scrittori che, come Agata Christie, vi ambienterà delitti e passioni. Ma anche epiche rapine di valori e pietre preziose che vi erano trasportate: il treno che non smette mai di affascinare, dai suoi primi sbuffi alle linee dell’alta velocità.

Da ADD Editore

«Quando la storia deraglia, spesso lo fa su un treno mitico…» 
Salite a bordo dei treni più belli del mondo con Sophie Dubois-Collet e rivivete con lei storie incredibili che vi faranno sorridere e commuovere, che vi faranno paura o infonderanno coraggio. Gli appassionati del treno lo sanno: i treni possono essere meravigliose macchine dei sogni…

Articoli correlati:

J.Andersson “Storia meravigliosa dei viaggi in treno”

Il treno marchingegno sconvolgente del diciannovesimo secolo di Salvina Pizzuoli

Naomi Oreskes “Perché fidarsi della scienza?” presentazione

Perché fidarsi della scienza?

Ce lo dice Naomi Oreskes, docente di storia delle scienze e Scienze della terra presso l’Università di Harvard. Nel suo saggio, che ha per titolo la stessa domanda,  mostra in che modo il carattere sociale della conoscenza scientifica sia la sua forza: la scienza fonda le sue asserzioni sul carattere sociale della sua attività, che costruisce sul confronto e sulla validazione collettiva; le sue conclusioni infatti non sono mai determinate da un percorso solo individuale, legate all’operato di un singolo. Questa la ragione migliore per darle fiducia.

La mancanza di fiducia nella scienza ha gravi conseguenze sociali: non nuova a fare luce su aspetti preoccupanti dell’informazione e della disinformazione, in un precedente lavoro aveva messo in evidenza il discredito perpetrato dalle industrie del tabacco agli studi scientifici che evidenziavano i danni determinati dal fumo. In un periodo come l’attuale la fiducia nella scienza è diventata fondamentale per i problemi legati sia alla pandemia ed ai vaccini come arma contro il virus sia al riscaldamento globale: quali risposte se viene a mancare la fiducia nella scienza?

Da Bollati Boringhieri Editore

Ripercorrendo la storia e la filosofia della scienza degli ultimi due secoli, Oreskes mette in dubbio l’esistenza di un unico, aureo metodo scientifico, ma non rinuncia per questo a difendere la scienza dai suoi detrattori. La superiore affidabilità delle tesi scientifiche deriva, nella sua visione, dal processo sociale che le produce. Questo processo non è perfetto – niente lo è mai quando sono coinvolti gli esseri umani – ma Oreskes ci offre delle lezioni fondamentali proprio a partire dai casi in cui gli scienziati si sono sbagliati. È nel racconto di questi illuminanti «errori» che l’autrice ci accompagna in un viaggio appassionante tra alcune delle tesi più bizzarre e discutibili della storia della scienza […]  Il punto è che la nostra fiducia non deve andare agli scienziati – per quanto saggi o autorevoli possano essere – ma alla scienza in quanto processo sociale, proprio perché garantisce il suo consenso solo dopo avere sottoposto le proprie tesi a uno scrutinio rigoroso e plurale.

L’incipit

Perché fidarsi della scienza? Dal punto di vista della storia e della filosofia della scienza

Il problema1 Molti faticano a orientarsi di fronte ai possibili rischi delle vaccinazioni, così come riguardo alle cause del cambiamento climatico, al modo migliore per mantenersi in salute e ad altre questioni che rientrano nell’ambito della scienza. Gli immunologi ci dicono che i vaccini in genere sono sicuri per la maggior parte delle persone, che hanno protetto milioni di individui da malattie mortali e deturpanti e che non sono causa di autismo. Gli esperti del clima ci dicono che l’accumulo di gas serra nell’atmosfera sta surriscaldando il pianeta, provocando l’innalzamento del livello dei mari e causando fenomeni metereologici estremi. […] Ma come sanno queste cose? E noi come facciamo a sapere che non si sbagliano? Ognuna delle precedenti affermazioni viene contestata sulla stampa popolare e su internet, talvolta da soggetti che si definiscono a loro volta scienziati. Come venire a capo di dichiarazioni tanto contrastanti? [—]

“Terapia forestale” a cura di Francesco Meneguzzo e Federica Zabini

“Una salutare camminata nel bosco”, non è solo una frase, ma una ricerca sul campo effettuata nell’ estate/autunno 2020, da Francesco Meneguzzo (Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche
Referente tecnico nazionale del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano) e Federica Zabini (Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche) con il fine di verificare le possibilità terapeutiche di una permanenza a contatto con la natura passeggiando nei boschi.

I risultati e le premesse teoriche sono state poi inserite nel volume “Terapia forestale” (scaricabile gratuitamente in Pdf a questo link o a questo ). L’esperienza ha riguardato un ampio gruppo, duecento persone di età compresa tra i 18 e i 79 anni che, dopo passeggiate di tre ore nei boschi della Toscana, dell’Emilia Romagna e del Trentino, sono state invitate a rispondere a questionari dopo ciascuna delle sette escursioni, con domande relative allo stato d’ansia, depressione, difficoltà di concentrazione prima e dopo ciascuna delle passeggiate. Dopo quella di partenza le altre sei sono state guidate da psicoterapeute che hanno invitato i gruppi a svolgere in precisi momenti anche esercizi di meditazione.

Ne è risultato un testo ampio e interessante che raccoglie le risultanze di un percorso a contatto con le piante respirando le sostanze aromatiche da esse originate e quanto ciascun aggregato di piante possa essere più o meno funzionale ad alleviare disturbi diversi: ad esempio contro ansia e depressione sembra funzionino meglio i boschi di pino silvestre mentre quelli costituiti da faggi e conifere agiscano più a livello generale. Nel capitolo 6 le istruzioni per ricreare a casa, sebbene parzialmente e in modo virtuale, un ambiente forestale attraverso stimoli visivi, auditivi e olfattivi con la diffusione in aria anche di oli essenziali derivati da essenze forestali.

Il sommario

Dalla presentazione alla pagina Novità editoriali Cnr:

A partire dal ruolo insostituibile delle foreste per la vita umana e dal rapporto speciale che da sempre lega l’uomo alla foresta, il volume – realizzato dal Cnr e dal Club Alpino Italiano (Cai), con la collaborazione del Centro di Riferimento Regionale per la Fitoterapia (Cerfit, Aou Careggi di Firenze) – presenta lo stato dell’arte delle funzioni terapeutiche della foresta rispetto alla salute mentale e fisiologica. L’uomo si rapporta all’ambiente forestale attraverso tutti i suoi sensi e ne trae importanti benefici per la propria salute, come emerge dalle evidenze scientifiche raccolte negli anni, illustrate in dettaglio nel volume. Sono discussi in particolare il ruolo e gli effetti delle preziose sostanze rilasciate dalle piante nell’aria forestale, nonché delle tecniche di conduzione delle persone nella foresta, utilizzate in esperienze congiunte Cnr-Cai, fornendo così contributi originali alla conoscenza della materia. Le “istruzioni per l’uso”, la riproduzione a casa di elementi degli ambienti forestali e i prossimi sviluppi del progetto congiunto Cai-Cnr completano l’opera.

Vince Beiser e Laura Calosso: un saggio e un romanzo sulla sabbia, materiale prezioso

La sabbia, questo materiale naturale che tutti conosciamo, ha un utilizzo da sempre importante in vari settori ed è, con le moderne tecnologie, ancora più necessaria, ma di certo con questi ritmi di estrazione non inesauribile: viene utilizzata per farne prodotti da costruzione, calcestruzzo e asfalto, ma anche vetro e più precisamente bottiglie, lenti, vetrate per le nostre finestre, e ancora chip per computer, schermi e reti e non per ultimo la costruzione di isole artificiali (Dubai, Singapore, Honk Kong).

“Tutto in un granello” è il titolo del saggio del giornalista americano Vince Beiser che sottolinea come la necessità di questo ingrediente importante e non ancora sostituibile supera la disponibilità in natura tanto che c’è anche un mercato senza scrupoli che affianca quello del commercio normale, gestito dalle mafie internazionali e dal mercato nero delle sabbie proprio perché governato da una legislazione labile e dalla mancanza di controlli rigorosi. Ma perché questo allarme?

Per le gravi conseguenze all’ambiente e ai diversi ecosistemi: la sabbia infatti viene estratta dai letti dei fiumi, dei laghi, dai fondali marini, dalle cave sulla terraferma, quella dei deserti infatti non ha le caratteristiche necessarie agli usi, ma estrarla causa spesso danni impressionanti. Alcuni esempi dirompenti: in Giappone ogni anno se ne ricavano 40 milioni di metri cubi direttamente dal fondo dell’oceano e, a causa di un’estrazione selvaggia, in Indonesia ventiquattro isole sabbiose sono scomparse. La Cina guida la classifica mondiale dal momento che ne usa circa il 60 per cento di quella estratta in tutto il mondo: per anni la sabbia è stata prelevata dal letto del fiume Yangtze, causando crolli di argini e ponti; si sono cercati così altri siti, come il lago di Poyang, oggi la più grande miniera di sabbia del pianeta. Ma non illudiamoci che questo accada solo molto lontano. Tutto il mondo è coinvolto, quelli citati sono solo i casi più eclatanti. La sabbia è una materia prima che ha il fascino dell’immaginario, se la pensiamo nelle distese dei deserti e nella lingue di terra che corrono lungo i litorali, ma non è solo questo, come indirettamente vuole dirci la copertina del romanzo ad essa dedicato: Laura Calosso, che ha tradotto il saggio di Beiser, ci avvicina al problema attraverso le pagine del suo romanzo-inchesta “Ma la sabbia non ritorna”( la presentazione su tuttatoscanalibri)

Da Aboca Edizioni

[…]Tutto in un granello è l’avvincente storia vera di una risorsa naturale e delle persone che la estraggono, la vendono, la usano per costruire il mondo così come lo conosciamo. E che arrivano perfino a uccidere per averla. Ma è anche un’indagine, scomoda quanto documentata, sui costi umani e ambientali che derivano dal fatto che siamo a tutti gli effetti dipendenti dalla sabbia e pur di estrarla danneggiamo in maniera disastrosa l’ecosistema in cui viviamo.
Vince Beiser, celebre e acclamato giornalista, accompagna i lettori in un vero e proprio viaggio che dagli Stati Uniti arriva fino agli angoli più remoti della Cina, passando da Dubai e dall’India, e ci spiega perché la sabbia è diventata così cruciale nella nostra vita.
Lungo il cammino incontreremo imprenditori, innovatori, costruttori di isole, guerriglieri del deserto, pirati. Tutto in un granello è una lettura sorprendente, illuminante, piena di curiosità e ricca di personaggi incredibili di cui ora non ignoreremo più l’esistenza.[…]

Vince Beiser è un giornalista pluripremiato. Tutto in un granello è stato finalista al prestigioso premio PEN/E. O. Wilson per la divulgazione scientifica. Suoi lavori sono apparsi sul “New York Times”, su “Wired” e su molte altre testate. Si è laureato all’Università di Berkeley, in California. Vive a Los Angeles.